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	<title>Commenti a: Comune di Gaiarine come parco sostenibile: uno scenario possibile.</title>
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		<title>Di: Anonymous</title>
		<link>http://www.esserci.org/comune-di-gaiarine-come-parco-sostenibile-uno-scenario-possibile/#comment-2076</link>
		<dc:creator><![CDATA[Anonymous]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2009 13:47:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Non ho difficoltà a credere che le cose siano andate così e che committente + amministrazione siano stati &quot;ciechi e sordi&quot; di fronte ad argomentazioni così valide tese al recupero di un vecchio equilibrio o alla ricerca di un nuovo equilibrio architettonico/estetico/ambientale di un luogo centrale di Francenigo.&lt;br /&gt;Nella mia ingenuità avrei visto bene anch&#039;io una soluzione che lasciasse spazio aperto (sarebbe però da vedere come gestire il fabbricato-bruttura tutt&#039;ora in piedi sulla strada principale) e che chiesa e scuola si &quot;guardassero&quot; da lontano.&lt;br /&gt;Però mi chiedo: perchè se ne discute &quot;in piazza&quot; solo adesso che molto cemento è stato aggettato?&lt;br /&gt;Nessuno ha pensato di sollevare un dibattito, a Francenigo e non solo, coinvolgendo le persone in carne ed ossa, prima degli esecutivi?&lt;br /&gt;Nessuno ha pensato di indire &quot;riunioni&quot; pubbliche su questa cosa? Nessuno ha stampato volantini, pubblicato, divulgato quello che ho appena letto nel post, ecc.?&lt;br /&gt;Per carità, non voglio dare colpe a destra e a manca, voglio solo far notare come ci si dimentichi spesso tutti che senza un lavoro (purtroppo sempre di lavoro si tratta...) serio di informazione, divulgazione, organizzazione di dibattiti, coinvolgimento delle persone, ricerca degli elementi utili a condizionare le scelte degli amministratori pubblici, analisi seria e competente delle situazioni, ascolto dei diretti interessati (non solo i committenti), ecc......, difficilmente si raggiungono risultati importanti, soprattutto se chi amministra la cosa pubblica ha poca dimestichezza con il concetto di &quot;bene comune&quot; che a fatica si sta facendo strada.&lt;br /&gt;E tutto ciò, a dire il vero, non è molto di più di quella &quot;ricerca del consenso&quot; che dovrebbe essere uno degli scopi principali di ogni movimento politico (e a mio avviso le liste civiche in questo senso non fanno eccezione) e uno dei cardini di un sistema autenticamente democratico.&lt;br /&gt;E poi, cerchiamo di ricordarci che il termine &quot;mobilitazione&quot; non ha solo l&#039;accezione negativa di fronte alla quale molti si fanno mille scrupoli; mobilitare le persone, su argomenti condivisi, è un&#039;attività che credo vada recuperata nel suo significato migliore, un po&#039; come l&#039;alveo dell&#039;Aralt......]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho difficoltà a credere che le cose siano andate così e che committente + amministrazione siano stati &#8220;ciechi e sordi&#8221; di fronte ad argomentazioni così valide tese al recupero di un vecchio equilibrio o alla ricerca di un nuovo equilibrio architettonico/estetico/ambientale di un luogo centrale di Francenigo.<br />Nella mia ingenuità avrei visto bene anch&#8217;io una soluzione che lasciasse spazio aperto (sarebbe però da vedere come gestire il fabbricato-bruttura tutt&#8217;ora in piedi sulla strada principale) e che chiesa e scuola si &#8220;guardassero&#8221; da lontano.<br />Però mi chiedo: perchè se ne discute &#8220;in piazza&#8221; solo adesso che molto cemento è stato aggettato?<br />Nessuno ha pensato di sollevare un dibattito, a Francenigo e non solo, coinvolgendo le persone in carne ed ossa, prima degli esecutivi?<br />Nessuno ha pensato di indire &#8220;riunioni&#8221; pubbliche su questa cosa? Nessuno ha stampato volantini, pubblicato, divulgato quello che ho appena letto nel post, ecc.?<br />Per carità, non voglio dare colpe a destra e a manca, voglio solo far notare come ci si dimentichi spesso tutti che senza un lavoro (purtroppo sempre di lavoro si tratta&#8230;) serio di informazione, divulgazione, organizzazione di dibattiti, coinvolgimento delle persone, ricerca degli elementi utili a condizionare le scelte degli amministratori pubblici, analisi seria e competente delle situazioni, ascolto dei diretti interessati (non solo i committenti), ecc&#8230;&#8230;, difficilmente si raggiungono risultati importanti, soprattutto se chi amministra la cosa pubblica ha poca dimestichezza con il concetto di &#8220;bene comune&#8221; che a fatica si sta facendo strada.<br />E tutto ciò, a dire il vero, non è molto di più di quella &#8220;ricerca del consenso&#8221; che dovrebbe essere uno degli scopi principali di ogni movimento politico (e a mio avviso le liste civiche in questo senso non fanno eccezione) e uno dei cardini di un sistema autenticamente democratico.<br />E poi, cerchiamo di ricordarci che il termine &#8220;mobilitazione&#8221; non ha solo l&#8217;accezione negativa di fronte alla quale molti si fanno mille scrupoli; mobilitare le persone, su argomenti condivisi, è un&#8217;attività che credo vada recuperata nel suo significato migliore, un po&#8217; come l&#8217;alveo dell&#8217;Aralt&#8230;&#8230;</p>
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		<title>Di: giambattista</title>
		<link>http://www.esserci.org/comune-di-gaiarine-come-parco-sostenibile-uno-scenario-possibile/#comment-2075</link>
		<dc:creator><![CDATA[giambattista]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2009 10:03:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La scorsa estate furono avviati i lavori di preparazione del terreno di un progetto a Francenigo, la cui finalita’ doveva essere il “recupero” di un luogo occupato per decenni da una fabbrica dismessa nel centro antico. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francenigo si e’ costruito a ridosso del fiume Aralt, come altri centri rivieraschi di prossimita’ punteggiano l’alta pianura tra Veneto e Friuli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’inizio dei lavori coincise con la demolizione di un edificio industriale che mise in luce l&#039;intreccio, in quel punto, di tre corsi d&#039;acqua, aprendo scorci prospettici di grande suggestione che ricollocavano il carattere dello spazio del centro in una famiglia di “luoghi di valore&quot; poco distanti come Polcenigo e Cordignano, dove una antologia di tipi edilizi e schemi formali urbani, esito di uno specifico processo di interazione con i caratteri dello spazio fluviale, costituiscono l’identita’e il senso dei luoghi. Molti abitanti poterono vedere, come per la prima volta, la bellezza celata del centro di Francenigo, la scuola elementare e la chiesa si potevano cogliere all’interno di una unica prospettiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il progetto in corso di realizzazione, investe l’area di un grande edificio isolato che si fa spazio &quot;tra le cose&quot; occupando l’alveo fluviale, interpretando i caratteri costitutivi del luogo e l’antica forma d’uso in modo banale. Occlude, separa, esclude. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Raccolsi l’appello di alcuni soggetti che operano all’ interno di importanti istituzioni e associazioni che si occupano di governo del territorio, di imprenditori locali, progettisti, cittadini. Il comune denominatore era una forte contrarietà al progetto. Tuttavia notai come, al livello locale, l&#039;intreccio di interessi produsse una notevole inerzia nella avvio di un dibattito serio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel corso di una riunione con il committente suggeri la necessità di un differente progetto. Le ipotesi discusse in differenti occasioni furono due.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1_ Ridefinire la forma del progetto nell’area e ricostruire il tessuto urbano interpretando in modo pertinente il rapporto tra fabbrica urbana e corsi d&#039;acqua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2_Individuare un&#039;altra area per il progetto per assumere &quot;il vuoto&quot; come tema per di un nuovo spazio pubblico che integrasse corsi d’acqua, chiesa, villa, scuole elementari ed edifici esistenti e attivita’collettive all’interno di un progetto unitario. In questo caso si sarebbe potuto individuare una differente area per la realizzazione del programma edilizio per non ledere il promotore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per entrambe i casi suggerii la necessita’ di coinvolgere un progettista all&#039;altezza del compito da cercare in un archivio più ampio di quello locale, di nota fama in Europa, e che, in contesti analoghi, avesse dato prova di grande capacita’.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di questa mossa informai anche il Sindaco. La seconda ipotesi, caldeggiata da una importante istituzione provinciale, sembrava poter tenere insieme interessi contrastanti e dunque in quella fase Amministrazione Comunale e il promotore avrebbero potuto trovare un accordo e cambiare il corso del progetto. La conclusione e’ nota. Il consolidamento dell’ambito fluviale, in parte demaniale, ha richiesto lunghissimi lavori,un  accanimento ingegneristico di preparazione del suolo al fine di installare il programma previsto in un terreno non adatto. Anche questo intervento e’ dunque paradossale. Il fine di “recuperare” un luogo ha come esito la sua definitiva scomparsa, Il progetto realizzato dissolve ogni potenzialita’. Forse era meglio mantenere la fabbrica attendendo tempi migliori. Ora ne riparleremo forse tra almeno 100 anni. In un noto articolo Andrea Zanzotto scrisse “I sempre citati “posteri”, basandosi sul […] sedimento edilizio lasciato da questa nostra epoca, ci giudicheranno certo animali vivacissimi, ma poco di piu’ o di meglio…”]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La scorsa estate furono avviati i lavori di preparazione del terreno di un progetto a Francenigo, la cui finalita’ doveva essere il “recupero” di un luogo occupato per decenni da una fabbrica dismessa nel centro antico. </p>
<p>Francenigo si e’ costruito a ridosso del fiume Aralt, come altri centri rivieraschi di prossimita’ punteggiano l’alta pianura tra Veneto e Friuli.</p>
<p>L’inizio dei lavori coincise con la demolizione di un edificio industriale che mise in luce l&#8217;intreccio, in quel punto, di tre corsi d&#8217;acqua, aprendo scorci prospettici di grande suggestione che ricollocavano il carattere dello spazio del centro in una famiglia di “luoghi di valore&#8221; poco distanti come Polcenigo e Cordignano, dove una antologia di tipi edilizi e schemi formali urbani, esito di uno specifico processo di interazione con i caratteri dello spazio fluviale, costituiscono l’identita’e il senso dei luoghi. Molti abitanti poterono vedere, come per la prima volta, la bellezza celata del centro di Francenigo, la scuola elementare e la chiesa si potevano cogliere all’interno di una unica prospettiva.</p>
<p>Il progetto in corso di realizzazione, investe l’area di un grande edificio isolato che si fa spazio &#8220;tra le cose&#8221; occupando l’alveo fluviale, interpretando i caratteri costitutivi del luogo e l’antica forma d’uso in modo banale. Occlude, separa, esclude. </p>
<p>Raccolsi l’appello di alcuni soggetti che operano all’ interno di importanti istituzioni e associazioni che si occupano di governo del territorio, di imprenditori locali, progettisti, cittadini. Il comune denominatore era una forte contrarietà al progetto. Tuttavia notai come, al livello locale, l&#8217;intreccio di interessi produsse una notevole inerzia nella avvio di un dibattito serio. </p>
<p>Nel corso di una riunione con il committente suggeri la necessità di un differente progetto. Le ipotesi discusse in differenti occasioni furono due.</p>
<p>1_ Ridefinire la forma del progetto nell’area e ricostruire il tessuto urbano interpretando in modo pertinente il rapporto tra fabbrica urbana e corsi d&#8217;acqua.</p>
<p>2_Individuare un&#8217;altra area per il progetto per assumere &#8220;il vuoto&#8221; come tema per di un nuovo spazio pubblico che integrasse corsi d’acqua, chiesa, villa, scuole elementari ed edifici esistenti e attivita’collettive all’interno di un progetto unitario. In questo caso si sarebbe potuto individuare una differente area per la realizzazione del programma edilizio per non ledere il promotore.</p>
<p>Per entrambe i casi suggerii la necessita’ di coinvolgere un progettista all&#8217;altezza del compito da cercare in un archivio più ampio di quello locale, di nota fama in Europa, e che, in contesti analoghi, avesse dato prova di grande capacita’.</p>
<p>Di questa mossa informai anche il Sindaco. La seconda ipotesi, caldeggiata da una importante istituzione provinciale, sembrava poter tenere insieme interessi contrastanti e dunque in quella fase Amministrazione Comunale e il promotore avrebbero potuto trovare un accordo e cambiare il corso del progetto. La conclusione e’ nota. Il consolidamento dell’ambito fluviale, in parte demaniale, ha richiesto lunghissimi lavori,un  accanimento ingegneristico di preparazione del suolo al fine di installare il programma previsto in un terreno non adatto. Anche questo intervento e’ dunque paradossale. Il fine di “recuperare” un luogo ha come esito la sua definitiva scomparsa, Il progetto realizzato dissolve ogni potenzialita’. Forse era meglio mantenere la fabbrica attendendo tempi migliori. Ora ne riparleremo forse tra almeno 100 anni. In un noto articolo Andrea Zanzotto scrisse “I sempre citati “posteri”, basandosi sul […] sedimento edilizio lasciato da questa nostra epoca, ci giudicheranno certo animali vivacissimi, ma poco di piu’ o di meglio…”</p>
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		<title>Di: giambattista</title>
		<link>http://www.esserci.org/comune-di-gaiarine-come-parco-sostenibile-uno-scenario-possibile/#comment-2074</link>
		<dc:creator><![CDATA[giambattista]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2009 09:56:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Questo commento è stato eliminato dall&#039;autore.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Questo commento è stato eliminato dall&#8217;autore.</p>
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		<title>Di: Anonymous</title>
		<link>http://www.esserci.org/comune-di-gaiarine-come-parco-sostenibile-uno-scenario-possibile/#comment-2055</link>
		<dc:creator><![CDATA[Anonymous]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2009 07:51:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A si, si,...bello bellissimo, che linee che eleganza, sobrietà senza togliere all&#039;originalità. Finalmente anche nei nostri paesi è arrivata la civiltà e l&#039;architettura che conta, ci voleva proprio!!! Speriamo che al posto dell&#039;opificio di via per Sacile a Francenigo facciano anche una bella torre di 30/40 piani...Francenigo come Jesolo! e poi... come si lega e si inserisce al meglio nel territorio, proprio in punta di piedi, che delicato! Da ridere.&lt;br /&gt;...L&#039;intervento di cui sopra, come del resto tutto il Business Plan Jesse credo dimostri ancora una volta la completa incapacità delle amministrazioni nel mediare e/o coordinare con il privato e con il Territorio che per i nostri paesini non è proprio un optional. Attualmente gli strumenti e le leggi ci sono...ma bisogna conoscerli e saperli adoperare...non bisogna usarli in modo improprio e/o frettoloso...magari per fare un po&#039; di campagna elottorale?. La cosa peggiore è che ancora una volta si è persa l&#039;occasione per fare qualche cosa di intelligente e utile per i nostri paesaggi urbani. E&#039; incredibile come una vecchia segheria, realizzata praticamente sull&#039;alveo di un fiume, in disuso da credo quasi 30 anni, abbia potuto dar spazio ad una costruzione altrettanto invasiva, piuttosto che ad un sensato all&#039;argamento della piazza con valorizzazione del rio aralt, a una costruzione del genere...: un&#039;oscenità architettonica dalla cubatura esagerosa...che tocco di classe per i nostri paesi?! Il tutto con buona pace di amministrazione, demanio, cittadini, etc. Credo inoltre che i tecnici/consulenti/disigner vicini alla Fam. Jesse non abbiano proprio l&#039;idee chiare sul come far collimare risorse, costi, buon senso, estetica. Speriamo non facciano mai gli amministratori!!!....o forse lo fanno già?!?]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A si, si,&#8230;bello bellissimo, che linee che eleganza, sobrietà senza togliere all&#8217;originalità. Finalmente anche nei nostri paesi è arrivata la civiltà e l&#8217;architettura che conta, ci voleva proprio!!! Speriamo che al posto dell&#8217;opificio di via per Sacile a Francenigo facciano anche una bella torre di 30/40 piani&#8230;Francenigo come Jesolo! e poi&#8230; come si lega e si inserisce al meglio nel territorio, proprio in punta di piedi, che delicato! Da ridere.<br />&#8230;L&#8217;intervento di cui sopra, come del resto tutto il Business Plan Jesse credo dimostri ancora una volta la completa incapacità delle amministrazioni nel mediare e/o coordinare con il privato e con il Territorio che per i nostri paesini non è proprio un optional. Attualmente gli strumenti e le leggi ci sono&#8230;ma bisogna conoscerli e saperli adoperare&#8230;non bisogna usarli in modo improprio e/o frettoloso&#8230;magari per fare un po&#8217; di campagna elottorale?. La cosa peggiore è che ancora una volta si è persa l&#8217;occasione per fare qualche cosa di intelligente e utile per i nostri paesaggi urbani. E&#8217; incredibile come una vecchia segheria, realizzata praticamente sull&#8217;alveo di un fiume, in disuso da credo quasi 30 anni, abbia potuto dar spazio ad una costruzione altrettanto invasiva, piuttosto che ad un sensato all&#8217;argamento della piazza con valorizzazione del rio aralt, a una costruzione del genere&#8230;: un&#8217;oscenità architettonica dalla cubatura esagerosa&#8230;che tocco di classe per i nostri paesi?! Il tutto con buona pace di amministrazione, demanio, cittadini, etc. Credo inoltre che i tecnici/consulenti/disigner vicini alla Fam. Jesse non abbiano proprio l&#8217;idee chiare sul come far collimare risorse, costi, buon senso, estetica. Speriamo non facciano mai gli amministratori!!!&#8230;.o forse lo fanno già?!?</p>
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		<title>Di: Anonymous</title>
		<link>http://www.esserci.org/comune-di-gaiarine-come-parco-sostenibile-uno-scenario-possibile/#comment-2054</link>
		<dc:creator><![CDATA[Anonymous]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2009 07:48:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[condivido il velo pietoso che va allargato a tanto altro, sintomo del bisogno di apparire per essere (cosa c&#039;entra un husky nei nostri giardini? giardino naturalmente a prato inglese.. nella campagna trevisana?!?!? cosa ci fa una range rover in piazza dei signori a treviso?)..&lt;br /&gt;com&#039;era il detto? avere e non essere è come filare e non tessere!&lt;br /&gt;sull&#039;escavazione dei locali interrati.. ma la ridente proposta immobiliare che rimpiazzerà l&#039;ex opificio jesse in francenigo con la sua vista naturalistica sull&#039;ambiente fluviale sottostante, quanto andrà sotto il livello del Livenza? che come tutti i fiumi ha la possibilità di straripare o, come si usa dire adesso, esondare? con conseguente allagamento di scantinati, seminterrati, ecc..  e conseguente danno dei singoli e della collettività? non stupiamoci poi se in altre parti d&#039;italia si costruisce sulle falde del vesuvio o dell&#039;etna, o nell&#039;alveo dei fiumi..&lt;br /&gt;hai ragione: solo una comunità che cresce saprà esprimere amministratori capaci]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>condivido il velo pietoso che va allargato a tanto altro, sintomo del bisogno di apparire per essere (cosa c&#8217;entra un husky nei nostri giardini? giardino naturalmente a prato inglese.. nella campagna trevisana?!?!? cosa ci fa una range rover in piazza dei signori a treviso?)..<br />com&#8217;era il detto? avere e non essere è come filare e non tessere!<br />sull&#8217;escavazione dei locali interrati.. ma la ridente proposta immobiliare che rimpiazzerà l&#8217;ex opificio jesse in francenigo con la sua vista naturalistica sull&#8217;ambiente fluviale sottostante, quanto andrà sotto il livello del Livenza? che come tutti i fiumi ha la possibilità di straripare o, come si usa dire adesso, esondare? con conseguente allagamento di scantinati, seminterrati, ecc..  e conseguente danno dei singoli e della collettività? non stupiamoci poi se in altre parti d&#8217;italia si costruisce sulle falde del vesuvio o dell&#8217;etna, o nell&#8217;alveo dei fiumi..<br />hai ragione: solo una comunità che cresce saprà esprimere amministratori capaci</p>
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		<title>Di: Anonymous</title>
		<link>http://www.esserci.org/comune-di-gaiarine-come-parco-sostenibile-uno-scenario-possibile/#comment-2053</link>
		<dc:creator><![CDATA[Anonymous]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2009 07:22:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Concordo.&lt;br /&gt;Basta guardare anche molte abitazioni private dei nostri paesi per renderci conto di quanto siamo distanti dalla mentalità che, per esempio, ho constatato in diverse zone della Francia, dove a fatica si distinguono le case nuove dalle vecchie perchè lì si rispettano le tradizioni anche nel costruire.&lt;br /&gt;Purtroppo siamo zeppi di progettisti che considerano i propri lavori come opere architettoniche da esporre (e più fanno discutere e più si fa pubblicità allo studio) invece di concepire l&#039;architettura come l&#039;arte di progettare cercando l&#039;armonia con l&#039;ambiente esistente e magari mimetizzandosi il più possibile con esso. &lt;br /&gt;A mio parere ciò è dovuto alla miopia di questa scuola di progettisti ma soprattutto alla venuta meno dei valori anche estetici del nostro territorio; in altre parole non gliene frega niente a nessuno di noi di perdere le modalità e le caratteristiche dei materiali con cui i nostri genitori ed i nostri nonni costruivano.&lt;br /&gt;Ed è ridicolo constatare come nelle nostre zone agricole vengano imposti dettagli estetici a volte ininfluenti per poi lasciare libero sfogo ad ogni follia estetica appena si entra nelle zone di completamento e poi nei centri.&lt;br /&gt;Stenderei un velo pietoso sulla moda (fortunatamente in calo) delle &quot;mutere&quot; cioè delle colline artificiali davanti all&#039;ingresso di casa, come dell&#039;utilizzo esagerato di piante non autoctone quali, ad esempio, l&#039;ulivo, che non c&#039;entrano nulla con il nostro ambiente, ma anche l&#039;escavazione (forse ora in calo) per ottenere i locali interrati, a danno dell&#039;equilibrio idrologico; ecc..&lt;br /&gt;Per fortuna non tutti costruiscono brutture e mi pare che qualcosa stia migliorando in questo senso.&lt;br /&gt;Gli amministratori sono figli della comunità a cui appartengono e pertanto è molto difficile che siano migliori di noi.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo.<br />Basta guardare anche molte abitazioni private dei nostri paesi per renderci conto di quanto siamo distanti dalla mentalità che, per esempio, ho constatato in diverse zone della Francia, dove a fatica si distinguono le case nuove dalle vecchie perchè lì si rispettano le tradizioni anche nel costruire.<br />Purtroppo siamo zeppi di progettisti che considerano i propri lavori come opere architettoniche da esporre (e più fanno discutere e più si fa pubblicità allo studio) invece di concepire l&#8217;architettura come l&#8217;arte di progettare cercando l&#8217;armonia con l&#8217;ambiente esistente e magari mimetizzandosi il più possibile con esso. <br />A mio parere ciò è dovuto alla miopia di questa scuola di progettisti ma soprattutto alla venuta meno dei valori anche estetici del nostro territorio; in altre parole non gliene frega niente a nessuno di noi di perdere le modalità e le caratteristiche dei materiali con cui i nostri genitori ed i nostri nonni costruivano.<br />Ed è ridicolo constatare come nelle nostre zone agricole vengano imposti dettagli estetici a volte ininfluenti per poi lasciare libero sfogo ad ogni follia estetica appena si entra nelle zone di completamento e poi nei centri.<br />Stenderei un velo pietoso sulla moda (fortunatamente in calo) delle &#8220;mutere&#8221; cioè delle colline artificiali davanti all&#8217;ingresso di casa, come dell&#8217;utilizzo esagerato di piante non autoctone quali, ad esempio, l&#8217;ulivo, che non c&#8217;entrano nulla con il nostro ambiente, ma anche l&#8217;escavazione (forse ora in calo) per ottenere i locali interrati, a danno dell&#8217;equilibrio idrologico; ecc..<br />Per fortuna non tutti costruiscono brutture e mi pare che qualcosa stia migliorando in questo senso.<br />Gli amministratori sono figli della comunità a cui appartengono e pertanto è molto difficile che siano migliori di noi.</p>
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		<title>Di: Anonymous</title>
		<link>http://www.esserci.org/comune-di-gaiarine-come-parco-sostenibile-uno-scenario-possibile/#comment-2052</link>
		<dc:creator><![CDATA[Anonymous]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2009 05:34:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://foraxfora.org/?p=1685#comment-2052</guid>
		<description><![CDATA[a responsabilità è un po&#039; di tutti..&lt;br /&gt;di chi come proprietario ha tenuto ostinatamente per decenni una proprietà decrepita e fatiscente (per quanto storico industrialmente motivata) nel cuore di un centro paese..&lt;br /&gt;di chi come amministratore ha pensato che l&#039;unico posizione possibile per recuperarla fosse quella &quot;genuflessa&quot; e &quot;prona&quot;..&lt;br /&gt;di chi come progettista ha ignorato l&#039;obbligo etico e deontologico del recupero architettonico e del contesto urbanistico..&lt;br /&gt;di chi come cittadino ha delegato ogni decisione addirittura felicitandosi del &quot;purchè si faccia&quot;..&lt;br /&gt;un inciso: il mal costruire e il brutto edificare non è originalità esclusiva del bronx pensiamo che in italia non abbiamo solo palmanova o firenze o siena patrimoni dell&#039;umanità secondo l&#039;UNESCO ma anche lo zen di palermo o il corviale a roma! e il bronx c&#039;è pure a pordenone!!!]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>a responsabilità è un po&#8217; di tutti..<br />di chi come proprietario ha tenuto ostinatamente per decenni una proprietà decrepita e fatiscente (per quanto storico industrialmente motivata) nel cuore di un centro paese..<br />di chi come amministratore ha pensato che l&#8217;unico posizione possibile per recuperarla fosse quella &#8220;genuflessa&#8221; e &#8220;prona&#8221;..<br />di chi come progettista ha ignorato l&#8217;obbligo etico e deontologico del recupero architettonico e del contesto urbanistico..<br />di chi come cittadino ha delegato ogni decisione addirittura felicitandosi del &#8220;purchè si faccia&#8221;..<br />un inciso: il mal costruire e il brutto edificare non è originalità esclusiva del bronx pensiamo che in italia non abbiamo solo palmanova o firenze o siena patrimoni dell&#8217;umanità secondo l&#8217;UNESCO ma anche lo zen di palermo o il corviale a roma! e il bronx c&#8217;è pure a pordenone!!!</p>
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		<title>Di: Anonymous</title>
		<link>http://www.esserci.org/comune-di-gaiarine-come-parco-sostenibile-uno-scenario-possibile/#comment-2051</link>
		<dc:creator><![CDATA[Anonymous]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2009 16:30:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In attesa di un auspicato parco su Livenza gli abitanti di Francenigo si possono godere la vista sul costruendo parco del Ralt.&lt;br /&gt;Il doppio filare di piante che si vedono in questi giorni a monte del ponte di Via Sacile non sono però autoctone. Provengono dagli Stati Uniti d’America, più precisamente dal Bronx. Il loro nome scientifico è “pilastrus sinefoglia”.&lt;br /&gt;C&#039;è da chiedersi se l’indice di edificabilità dell’intervento è tipica dei paesi di campagna…..??…. 7 o 8 mc su mq????&lt;br /&gt;Chi ha responsabilità per questo “recupero”? &lt;br /&gt;Sarebbe interessante sentire il parere dei frequentatori di questo blog.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In attesa di un auspicato parco su Livenza gli abitanti di Francenigo si possono godere la vista sul costruendo parco del Ralt.<br />Il doppio filare di piante che si vedono in questi giorni a monte del ponte di Via Sacile non sono però autoctone. Provengono dagli Stati Uniti d’America, più precisamente dal Bronx. Il loro nome scientifico è “pilastrus sinefoglia”.<br />C&#8217;è da chiedersi se l’indice di edificabilità dell’intervento è tipica dei paesi di campagna…..??…. 7 o 8 mc su mq????<br />Chi ha responsabilità per questo “recupero”? <br />Sarebbe interessante sentire il parere dei frequentatori di questo blog.</p>
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		<title>Di: luca</title>
		<link>http://www.esserci.org/comune-di-gaiarine-come-parco-sostenibile-uno-scenario-possibile/#comment-2050</link>
		<dc:creator><![CDATA[luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2009 13:29:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[gaiarine come parco?&lt;br /&gt;ce lo dicevano alle medie che bisogna imparare dagli errori degli altri, vedi citta&#039; come milano o affini, che devono ricercare spazi verdi con enorme difficolta&#039;e non indifferenti spese.&lt;br /&gt;vi voglio aggiungere questa riflessione nata domenica 10 maggio in occasione dei giochi della gioventu tenutasi ad albina;bellissima manifestazione per i bambini e grande soddisfazioni per i genitori.&lt;br /&gt;Si e&#039; puntato molto sul rispetto dell&#039;ambiente e lo speaker si e dilungato su argomenti quali la preservazione delle foreste.Ottimi argomenti ma che hanno poco significato qui da noi in quanto le foreste noi le abbiamo distrutte tutte.laddove se ne&#039; formata una totalmente naturale(zona ex polveriera) il nostro bel sindaco ha pensato bene di insediare una grandiosa distilleria(ancora in fase di progetto).quella foresta che in altri stati deve  essere conservata qui da noi e&#039; definita zona di degrado.SIAMO ANIMALI DA DISTRUZIONE.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>gaiarine come parco?<br />ce lo dicevano alle medie che bisogna imparare dagli errori degli altri, vedi citta&#8217; come milano o affini, che devono ricercare spazi verdi con enorme difficolta&#8217;e non indifferenti spese.<br />vi voglio aggiungere questa riflessione nata domenica 10 maggio in occasione dei giochi della gioventu tenutasi ad albina;bellissima manifestazione per i bambini e grande soddisfazioni per i genitori.<br />Si e&#8217; puntato molto sul rispetto dell&#8217;ambiente e lo speaker si e dilungato su argomenti quali la preservazione delle foreste.Ottimi argomenti ma che hanno poco significato qui da noi in quanto le foreste noi le abbiamo distrutte tutte.laddove se ne&#8217; formata una totalmente naturale(zona ex polveriera) il nostro bel sindaco ha pensato bene di insediare una grandiosa distilleria(ancora in fase di progetto).quella foresta che in altri stati deve  essere conservata qui da noi e&#8217; definita zona di degrado.SIAMO ANIMALI DA DISTRUZIONE.</p>
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		<title>Di: Anonymous</title>
		<link>http://www.esserci.org/comune-di-gaiarine-come-parco-sostenibile-uno-scenario-possibile/#comment-2049</link>
		<dc:creator><![CDATA[Anonymous]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2009 08:51:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&quot;Rinnovamento&quot;, appunto....., e la storia insegna che il lupo perde il pelo ma non il vizio......]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Rinnovamento&#8221;, appunto&#8230;.., e la storia insegna che il lupo perde il pelo ma non il vizio&#8230;&#8230;</p>
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