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	<title>Commenti a: Elettrosmog</title>
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		<title>Di: Roberto</title>
		<link>http://www.esserci.org/elettrosmog/#comment-2010</link>
		<dc:creator><![CDATA[Roberto]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2009 12:03:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Telefonia &amp; Business: sponsor molto interessati&lt;br /&gt;Le compagnie telefoniche hanno messo le mani sulla ricerca scientifica con lo scopo di tranquillizzare i clienti. Lo sostiene Angelo Gino Levis, già docente di Mutagenesi ambientale dell&#039;Università di Padova che si occupa di campi elettromagnetici da oltre vent&#039;anni. Secondo Levis, i gestori camuffano i risultati delle ricerche che vanno contro i loro interessi. La prova sta in uno studio che ha analizzato 703 articoli di carattere scientifico sugli effetti sulla salute dei campi ad alta e bassa frequenza, e ha confrontato i risultati raggiunti con la fonte di finanziamento.&lt;br /&gt;Risultato: il 46 per cento delle ricerche promuove i telefonini e assicura che non hanno effetti sulla salute, e il 95 per cento di questi studi rassicuranti è stato finanziato dalle compagnie telefoniche o da altri enti privati. Il restante 54 per cento delle ricerche, quasi tutte svolte con denari pubblici. invece, hanno rilevato qualche danno alla salute.&lt;br /&gt;Tra i 101 articoli che hanno indagato sull&#039;insorgenza di tumori sull&#039;uomo a causa di stazioni radio-base o cellulari, per esempio, il 43 per cento ha dato risultati negativi e, ancora una volta, lo maggior parte del denaro arrivava dai gestori (soprattutto da Mobile manufacturers forum e Gsm Association).&lt;br /&gt;Tra i casi di conflitti d&#039;interesse citati da Levis ci sono due enti istituzionali coem il Consorzio Elettra 2000 e lo Fondazione Ugo Bordoni.&lt;br /&gt;La Fondazione Ugo Bordoni è un ente vigilato dal Ministero delle Comunicazioni con un fatturato di 16,5 milioni di euro. La sopravvivenza finanziaria della fondazione. come spiega il direttore generale Antonio Sassano, è garantita da soci (circa 31 per cento), contratti verso terzi (11), contratti col Ministero delle Comunicazioni (quasi 30) e con altre istituzioni statali (2.8). I soci della fondazione sono Telecom Italia Mobile, Ericsson telecomunicazioni, Telecom Italia, Vodafone Italia, Wind telecomunicazioni. Siemens mobile communications, H3G, Telespazio, Fast Web e Alcatel Italia.&lt;br /&gt;Elettra 2000, invece è un consorzio che si occupa di formazione e divulgazione scientifica e organizza convegni sui campi elettromagnetici. Il fatturato annuo si aggira sui 200-250 mila euro e i contributi arrivano per circa il 50 per cento dai soci: fondazione Bordoni, Fondazione Guglielmo Marconi e Università di Bologna.&lt;br /&gt;E per il 50 per cento da attività svolte per terzi.&lt;br /&gt;E Veronesi?&lt;br /&gt;Umberto Veronesi dice che il nucleare è sicuro, vuole elettrodotti e ripetitori cellulari nel suo giardino, mangerebbe polentine OGM ogni giorno, e dall’ignavo Fabio Fazio disse che gli inceneritori inquinavano zero. Dal sito internet della Fondazione Veronesi fra i partners ci sono ACEA SpA, Veolia, ENI ed ENEL, Telecom e H3G. ACEA e Veolia notariamente gestiscono inceneritori, ed ENI ed ENEL inquinano con le loro centrali. Serve altro?]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Telefonia &#038; Business: sponsor molto interessati<br />Le compagnie telefoniche hanno messo le mani sulla ricerca scientifica con lo scopo di tranquillizzare i clienti. Lo sostiene Angelo Gino Levis, già docente di Mutagenesi ambientale dell&#8217;Università di Padova che si occupa di campi elettromagnetici da oltre vent&#8217;anni. Secondo Levis, i gestori camuffano i risultati delle ricerche che vanno contro i loro interessi. La prova sta in uno studio che ha analizzato 703 articoli di carattere scientifico sugli effetti sulla salute dei campi ad alta e bassa frequenza, e ha confrontato i risultati raggiunti con la fonte di finanziamento.<br />Risultato: il 46 per cento delle ricerche promuove i telefonini e assicura che non hanno effetti sulla salute, e il 95 per cento di questi studi rassicuranti è stato finanziato dalle compagnie telefoniche o da altri enti privati. Il restante 54 per cento delle ricerche, quasi tutte svolte con denari pubblici. invece, hanno rilevato qualche danno alla salute.<br />Tra i 101 articoli che hanno indagato sull&#8217;insorgenza di tumori sull&#8217;uomo a causa di stazioni radio-base o cellulari, per esempio, il 43 per cento ha dato risultati negativi e, ancora una volta, lo maggior parte del denaro arrivava dai gestori (soprattutto da Mobile manufacturers forum e Gsm Association).<br />Tra i casi di conflitti d&#8217;interesse citati da Levis ci sono due enti istituzionali coem il Consorzio Elettra 2000 e lo Fondazione Ugo Bordoni.<br />La Fondazione Ugo Bordoni è un ente vigilato dal Ministero delle Comunicazioni con un fatturato di 16,5 milioni di euro. La sopravvivenza finanziaria della fondazione. come spiega il direttore generale Antonio Sassano, è garantita da soci (circa 31 per cento), contratti verso terzi (11), contratti col Ministero delle Comunicazioni (quasi 30) e con altre istituzioni statali (2.8). I soci della fondazione sono Telecom Italia Mobile, Ericsson telecomunicazioni, Telecom Italia, Vodafone Italia, Wind telecomunicazioni. Siemens mobile communications, H3G, Telespazio, Fast Web e Alcatel Italia.<br />Elettra 2000, invece è un consorzio che si occupa di formazione e divulgazione scientifica e organizza convegni sui campi elettromagnetici. Il fatturato annuo si aggira sui 200-250 mila euro e i contributi arrivano per circa il 50 per cento dai soci: fondazione Bordoni, Fondazione Guglielmo Marconi e Università di Bologna.<br />E per il 50 per cento da attività svolte per terzi.<br />E Veronesi?<br />Umberto Veronesi dice che il nucleare è sicuro, vuole elettrodotti e ripetitori cellulari nel suo giardino, mangerebbe polentine OGM ogni giorno, e dall’ignavo Fabio Fazio disse che gli inceneritori inquinavano zero. Dal sito internet della Fondazione Veronesi fra i partners ci sono ACEA SpA, Veolia, ENI ed ENEL, Telecom e H3G. ACEA e Veolia notariamente gestiscono inceneritori, ed ENI ed ENEL inquinano con le loro centrali. Serve altro?</p>
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