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	<title>ESSERCI &#187; energia e risorse</title>
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		<title>17 aprile: votare SÌ al referendum</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Apr 2016 13:12:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Feletto]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[energia e risorse]]></category>

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		<description><![CDATA[Mentre a Gaiarine e dintorni imperversa la tristissima vicenda del progetto &#8220;Piromostro&#8221; in Italia domenica 17 aprile ci sarà il referendum definito NO Trivelle. Vediamo in breve di che si tratta e perchè votare SÌ. Si tratta di un referendum &#8230; <a href="http://www.esserci.org/17-aprile-votare-si-al-referendum/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif; color: #008000;"><em><a href="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2016/04/00000000ci_331.jpg"><img class="aligncenter wp-image-4543 size-full" src="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2016/04/00000000ci_331.jpg" alt="00000000ci_331" width="352" height="218" /></a>Mentre a Gaiarine e dintorni imperversa la tristissima vicenda del progetto &#8220;Piromostro&#8221; in Italia domenica 17 aprile ci sarà il referendum definito NO Trivelle.</em></span><br />
<span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif; color: #008000;"><em>Vediamo in breve di che si tratta e perchè votare SÌ.</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;">Si tratta di un referendum contro la durata indefinita delle trivellazioni per combustibili fossili a mare, entro le dodici miglia marine.</span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong><span style="color: #0000ff; text-decoration: underline;">Che cosa accade in caso di vittoria del “SÌ” al referendum</span></strong></span><br />
Una vittoria referendaria del “sì” non modifica nulla relativamente alle attività oltre le 12 miglia marine, tantomeno la possibilità di cercare e sfruttare nuovi giacimenti sulla terraferma. Quindi sgombriamo il campo da chi grida “al lupo, al lupo!”. Parliamo solo delle trivellazioni vicine alla costa, quelle che non si possono più fare perché vietate dalla legge (art. 6, comma 17°, del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.).<br />
Se al referendum dovessero vincere i “SÌ”, semplicemente alla scadenza delle concessioni, gli impianti dovrebbero chiudere, i primi tra 5 anni, gli ultimi tra circa venti.<br />
<span style="color: #0000ff;"><strong>Quali le conseguenze?</strong></span><br />
La prima cosa che i dati mostrano è che non si tratta di un referendum sulle trivellazioni di gas o petrolio, si tratta solo di decidere se ciò che è vietato fare ora entro le dodici miglia in mare, sia giusto permettere che continui fino ad esaurimento per gli impianti esistenti. Inutile quindi delineare apocalittici scenari di suicidio energetico o di fine prematura di una industria. Fuori luogo anche paventare effetti nefasti sul quadro energetico nazionale: i consumi fossili per fortuna stanno lentamente calando in Italia e <span style="color: #0000ff;"><em><strong>se prendiamo sul serio gli impegni che il nostro governo ha sostenuto a Parigi lo scorso dicembre per evitare un aumento medio della temperatura entro i 2 gradi (magari 1,5), dovremo consumarne sempre meno e a livello globale dovremo lasciare sotto la crosta terrestre gran parte del petrolio.</strong></em></span><br />
<a href="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2016/04/oil.jpg"><img class="alignleft wp-image-4546" src="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2016/04/oil-300x272.jpg" alt="oil" width="200" height="182" /></a>Dal punto di vista industriale, qualcuno ha fatto il paragone col referendum nucleare del 1986 ma il paragone è totalmente fuori luogo anzi, volendolo fare, se ne trarrebbero solo indicazioni per votare SÌ, poiché l’esito dei due referendum si è rivelato estremamente positivo per le imprese italiane (<em>Enel in primis che libera da pressioni statali oggi ha cancellato dai propri progetti di sviluppo non solo il nucleare ma anche le fossili</em>), ma ancor più per il bilancio nazionale, visto l’esorbitante aumento dei costi dei progetti occidentali di nuovi reattori nucleari. <strong>Si vada a guardare la situazione disastrosa del campione del nucleare francese Areva e della stessa EDF obbligata a venirle in soccorso.</strong><br />
Si paventa la perdita di posti di lavoro, certamente ci sarebbero delle conseguenze ma la politica industriale di un paese deve scegliere dove creare posti di lavoro e dove no, ed è curioso che in questi anni si siano scritti a frotte articoli sul peso degli incentivi alle rinnovabili (per inciso nel 2015 scesi di mezzo miliardo), e nessun commento per il fatto che dal 2011 al 2014 si siano persi 10 mila posti di lavoro nel solo settore eolico e che mentre nel 2011 il fotovoltaico abbia dato lavoro a 55 mila persone, nel 2014 a solo 4mila. Invece si scrive che il referendum del 17 aprile potrebbe “bloccare il motore che finora ha consentito alle oil compagnie di investire in Italia”.<br />
<strong>Viva le “oil company” nostre benefattrici quindi!</strong><br />
<a href="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2016/04/oil2.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4545" src="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2016/04/oil2-300x153.png" alt="oil2" width="300" height="153" /></a>Sono tre anni che ci muoviamo come i gamberi in quanto a politiche di de-carbonizzazione del settore energetico (nel 2015 le emissioni di CO2 derivanti dalla produzione termoelettrica sono aumentate di 5,2 milioni di tonnellate rispetto al 2014), i <a href="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2016/04/oil3.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4544" src="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2016/04/oil3-300x145.png" alt="oil3" width="300" height="145" /></a>grafici seguenti mostrano che lo scorso anno abbiamo messo in opera meno pannelli solari del 2008; avevamo avviato una rivoluzione e, come spesso accade nel nostro paese, ci siamo poi fermati a metà del guado. <span style="color: #ff6600;"><strong>La strategia energetica di cui abbiamo bisogno per creare posti di lavoro, inquinare meno, aumentare sicurezza ed autonomia è quella delle fonti rinnovabili</strong></span> e, non stiamo parlando della necessità di nuovi incentivi ma di regole che non la ostacolino, anche regole di mercato come sembra finalmente aver compreso Guido Bortoni, presidente dell’Autorità per l’Energia, che in un convegno recente ha finalmente ammesso che “<em>se non cambia il disegno del mercato, [le rinnovabili] saranno esposte a una cannibalizzazione reciproca</em>”.<br />
In questo orizzonte, il<strong> referendum del 17 aprile risulta un&#8217;ottima occasione</strong> per esprimere la propria opinione sul futuro energetico del nostro paese e per ratificare (o rifiutare), l’accordo di Parigi sul clima.<br />
<a href="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2016/04/oil4.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4549" src="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2016/04/oil4-300x195.png" alt="oil4" width="300" height="195" /></a> <a href="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2016/04/oil5.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4548" src="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2016/04/oil5-300x186.png" alt="oil5" width="300" height="186" /></a>Tornando alle trivelle il danno economico del chiudere i pozzi allo scadere dei permessi non sarebbe enorme, anche perché in molti casi si tratta di impianti che hanno già avuto il loro picco produttivo e che vanno a graduale esaurimento. Ad esempio nove delle concessioni scadute (<em>e che anche con la vittoria del SÌ non saranno comunque chiuse subito perché hanno già richiesto una estensione</em>), sono nella situazione mostrata dal grafico che segue:<br />
Anche guardando le concessioni i cui permessi inizieranno a scadere a partire dal 2017 e termineranno nel 2027, si nota come siano in calo produttivo, ossia come anche estendendo la loro vita ci sia sempre meno gas da estrarre.<br />
Detto questo sarebbe giusto chiedersi perché la legge in vigore abbia vietato le trivellazioni entro le dodici miglia: per aumentare la sicurezza e proteggere i fondali più vicini alle coste da danni ambientali, perché un pozzo per estrarre idrocarburi ha un costo per l’ambiente.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #0000ff; text-decoration: underline;"><strong>Impatti sull’ambiente marino</strong></span></span><br />
Le attività di routine delle piattaforme possono rilasciare sostanze chimiche inquinanti e pericolose nell’ecosistema marino, come olii, greggio e metalli pesanti o altre sostanze contaminanti. I dati relativi ai piani di monitoraggio delle piattaforme attive in Adriatico che scaricano direttamente in mare, o iniettano/re-iniettano in profondità, le acque di produzione sono eloquenti.<br />
I dati che si riferiscono agli anni 2012, 2013 e 2014, monitorati dall’ ISPRA (l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) sono stati pubblicati da Greenpeace e mostrano che, a seconda degli anni considerati, il 76% (2012), il 73,5% (2013) e il 79% (2014) delle piattaforme presenta sedimenti con contaminazione oltre i limiti fissati dalle norme comunitarie per almeno una sostanza pericolosa. Questi parametri sono oltre i limiti per almeno due sostanze nel 67% degli impianti nei campioni analizzati nel 2012, nel 71% nel 2013 e nel 67% nel 2014.<br />
Come ha scritto Greenpeace nel suo rapporto: “<span style="color: #ff6600;"><em>Tra i composti che superano con maggiore frequenza i valori definiti dagli Standard di Qualità Ambientale (o SQA, definiti nel DM 56/2009 e 260/2010) fanno parte alcuni metalli pesanti, principalmente cromo, nichel, piombo (e talvolta anche mercurio, cadmio e arsenico), e alcuni idrocarburi come fluorantene, benzo[b]fluorantene, benzo[k]fluorantene, benzo[a]pirene e la somma degli idrocarburi policiclici aromatici (IPA). Alcune tra queste sostanze sono cancerogene e in grado di risalire la catena alimentare raggiungendo così l’uomo e causando seri danni al nostro organismo. La relazione tra l’impatto dell’attività delle piattaforme e la catena alimentare emerge più chiaramente dall’analisi dei tessuti dei mitili prelevati presso le piattaforme. Gli inquinanti monitorati in riferimento agli SQA identificati per questi organismi (appartenenti alla specie Mytilus galloproncialis), sono tre: mercurio, esaclorobenzene ed esaclorobutadiene. Di queste tre sostanze solo il mercurio viene abitualmente misurato nei mitili nel corso dei monitoraggi ambientali. I risultati mostrano che circa l’86% del totale dei campioni analizzati nel corso del triennio 2012-2014 superava il limite di concentrazione di mercurio identificato dagli SQA</em></span>.”</p>
<p><span style="text-decoration: underline; color: #0000ff;"><strong><a href="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2016/04/oil6.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4547" src="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2016/04/oil6-300x236.png" alt="oil6" width="300" height="236" /></a>Conclusione</strong></span><br />
Se pensiamo che le estrazioni in mare siano pulite e non abbiano effetti sull’ambiente, se pensiamo che le fonti fossili debbano continuare ad essere sfruttate il più possibile, se pensiamo che prima si fanno i conti economici e poi si parla di ambiente, è chiaro che il 17 aprile sia meglio non andare neppure a votare.<br />
<span style="color: #0000ff;"><strong>In tutti gli altri casi, c’è un piccolo sforzo da fare.<br />
</strong><em>Si ringrazia per gli spunti e i dati Roberto Meregalli<br />
Beati i Costruttori di Pace Energia Felice</em></span></p>
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		<title>Bruciare rifiuti = crimine contro l&#8217;umanità</title>
		<link>http://www.esserci.org/bruciare-rifiuti-crimine-contro-lumanita/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Feb 2016 11:32:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Feletto]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[energia e risorse]]></category>

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		<description><![CDATA[Dominique Belpomme (ARTAC, Association pour la Recherche Thérapeutique Anti-Cancéreuse) La premessa riguarda la situazione dove a uno storico cementificio è stato concesso di bruciare rifiuti nei forni inseriti nel proprio ciclo produttivo. Quindi ad un’attività produttiva già altamente inquinante (viene &#8230; <a href="http://www.esserci.org/bruciare-rifiuti-crimine-contro-lumanita/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><span style="font-family: book antiqua,palatino;"><em>Dominique Belpomme</em></span><br />
<span style="font-family: book antiqua,palatino;"><em>(ARTAC, Association pour la Recherche Thérapeutique Anti-Cancéreuse)</em></span></p>
<p><em><a href="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2016/02/CAM00012.jpg"><img class="alignleft wp-image-4510" src="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2016/02/CAM00012-1024x768.jpg" alt="CAM00012" width="223" height="167" /></a>La premessa riguarda la situazione dove a uno storico cementificio è stato concesso di bruciare rifiuti nei forni inseriti nel proprio ciclo produttivo. Quindi ad un’attività produttiva già altamente inquinante (viene considerato attività insalubre di prima classa) viene concessa ulteriore attività inquinante e nociva.</em><br />
<em>Nelle settimane scorso le analisi effettuate in pollame allevato nella zona ha trova to valori di diossina in misura 3 / 4 volte superiori a quella consentita.<br />
Fatto già accaduto anni addietro.</em><br />
<em>L’incontro viene introdotta dal <strong>comitato</strong> che organizza e che da anni segue la vicenda del cementificio. </em><em>Il pubblico è numeroso e sono presenti molti amministratori locali m anche un consigliere regionale.</em><br />
<em>Viene riassunta la vicenda e ricordato che abbiamo una grande e grave responsabilità verso le future generazioni, evidenziando l’ormai riconosciuta relazione tra la nostra qualità della vita e l’ambiente nel quale viviamo.</em><br />
<em>Viene ricordato il <strong>percorso</strong> di anni tra conferenze, petizioni, incontri affiancati anche ma non sempre dalle istituzioni fino ad arrivare in Regione a Trieste. Viene chiesta una volta di più la partecipazione dei cittadini alle scelte che si operano nel territorio in cui vivono. Menzionando il prossimo pronunciamento del Consiglio di Stato sulla vicenda cementificio a cui sono ricorsi alcuni Comuni per essere stati esclusi dalla Conferenza dei Servizi si conclude citando il prof. <strong>Dominique Belpomme (Oncologo francese, Presidente dell’Associazione per la Ricerca e Terapia contro il cancro ARTAC</strong>) che ancora nel 2011 definì l’incenerimento di rifiuti “<strong>un crimine contro l’umanità</strong>”.</em></p>
<p><a href="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2016/02/Pagina_1.jpg"><img class="alignleft wp-image-4511" src="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2016/02/Pagina_1-723x1024.jpg" alt="Pagina_1" width="222" height="314" /></a><strong>Dr. Gustavo Mazzi, medico, ISDE Pordenone</strong><br />
Ricordando come da ormai 7 anni segue assieme al comitato la vicenda, e chiamato a inquadrarla nel contesto del territorio locale, pone una domanda che ritiene fondamentale per affrontare qualsiasi ulteriore discorso: questo territorio ne ha bisogno? Abbiamo davvero tutti coscienza di cosa andremo a subire?<strong> Ce lo possiamo permettere?</strong><br />
Ricorda che il FVG sia parte di quella pianura padana ormai universalmente e tristemente conosciuta come area col <strong>peggior inquinamento atmosferico</strong> d’europa.<br />
I dati del <strong>registro tumori FVG</strong> 1995-2005 danno un’incidenza maggiore rispetto alla media italiana, confermati poi nel 2009 e nel 2011. Certo rispetto ad altre regioni FVG è brava a gestire le patologie ma anche nel operare un’apprezzabile prevenzione secondaria (screening, test, checkup) però non si distingue dalla <strong>sconfortante incapacità</strong> nazionale, europea, mondiale <strong>di realizzare prevenzione primaria</strong>.<br />
La <strong>differenza</strong> è sostanziale: la prima punta alla scoperta precoce delle patologie tumorali, la seconda mira ad evitarne le cause.<br />
Ricordando come le sue tabelle siano ricavate da fonti ufficiali e istituzionali, mostra un’analisi 2013 <strong>ARPAFVG</strong> delle acque superficiali dove la presenza di agenti tossici è preoccupante, così come anche la presenza di residui da pesticidi rilevata negli alimenti, sottolineando come ci sia un grande problema nella considerazione del <strong>multiresiduo</strong>:<br />
una mela con la presenza di 9 contaminanti tutti sotto i limiti di legge è a norma e adatta al consumo umano ma in medicina 1+1 può fare 3 ma anche 4 poiché la combinazione e l’interazione di singole molecole possono moltiplicare esponenzialmente i loro effetti.<br />
Riporta quindi dati ricavati dall’<strong>INEMAR</strong> ovvero il catasto delle emissioni aria, un database utilizzato per realizzare l&#8217;inventario delle emissioni di inquinanti in atmosfera, le cui stime si realizzano a livello comunale per diversi inquinanti e combustibili utilizzando le metodologie definite in ambito europeo ed internazionale.<br />
Poi mostra una tabella <strong>ISPRA</strong> relativa alla produzione rifiuti 2013/2014 che mostra il mediocre risultato FVG e sottolinea come il primato negativo spetti a Toscana ed Emilia Romagna dove, guarda caso, c’è la presenza numerosa di inceneritori. Un’altra tabella mostra la raccolta differenziata per provincia: <strong>Trieste</strong> è nettamente la peggiore in FVG ma ovviamente ha l’inceneritore a <strong>Servola</strong>.<br />
Venendo al Friuli Occidentale studi del 2013 danno già evidenza di inquinamento dei suoli da<strong> metalli pesanti</strong>.<br />
Inoltre lo studio delle correnti d’aria (venti regnanti e dominanti) dimostrano la vulnerabilità di zone ben definite circostanti al cementificio con la rilevazione significativa di particelle di alluminio, cromo, manganese.<br />
<strong>Ricorda la possibilità per l’amministratore locale di gestire preventivamente queste situazioni con lo strumento urbanistico che può vietare la presenza di attività insalubri in parte o tutto il proprio territorio.</strong><br />
Ricordando che dei fumi derivati dalla combustione il 30% diventa cenere e può finire nel cemento ma il 70% diventa polvere e finisce nell’aria quando i filtri e  dispositivi risultano carenti o insufficienti a bloccarne la diffusione.<br />
Segnala che la <strong>diossina</strong> permane e si accumula nel suolo per decine di <strong>anni</strong>.<br />
Si pone infine degli interrogativi quando vede che ci sono direttive che in contraddizione con analoghe direttive esistenti consentono emissioni maggiori per specifiche attività produttive.<br />
Conclude con alcune proposte avanzate da ISDE con l’invito pressante a ridurre qualsiasi tipo di emissione, a calcolare i residui tossici x ricaduta e non per quantità, controlli in continuo sui camini e sulle fonti di emissione ricordando che nell’INEMAR il valore di riferimento auspicato per emissioni di diossina è zero, segnalando anche come l’utilizzo di dispositivi come il deposimetro rilevino le polveri che si depositano liberamente nell’atmosfera da quel momento in poi mentre l’analisi del suolo calcola tutto quello che già contiene.</p>
<p><strong><a href="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2016/02/Pagina_2.jpg"><img class="alignleft wp-image-4512" src="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2016/02/Pagina_2-723x1024.jpg" alt="Pagina_2" width="222" height="314" /></a>Prof. Gianni Tamino biologo ISDE</strong><br />
Esordisce ricordando che in<strong> natura non esistono i rifiuti</strong> regolandosi attraverso la catena degli organismi viventi strutturati in un sistema circolare, ciclico.<br />
Ad esempio la materia prima della fotosintesi è lo scarto della nostra respirazione.<br />
La combustione interrompe questa circolarità e impedisce di fatto il riciclo perdendo quindi definitivamente una risorsa. I processi produttivi delle attività umane bruciano combustibili fossili e si inseriscono in un sistema lineare senza recupero.<br />
L’umanità ha sempre prodotto rifiuti ma per millenni relativamente pochi e soprattutto organici.<br />
La rivoluzione industriale e i prodotti di sintesi hanno alterato questo ciclo.<br />
Venendo al <strong>cemento</strong>.<br />
Non è vero che consumi di energia e di cemento (possono solo crescere)  e questo lo sta dimostrando la crisi mondiale. A livello legislativo il<strong> decreto Clini</strong> costituisce un ostacolo sconcertante alla raccolta differenziata consentendo l’incenerimento dei rifiuti anche nei cementifici che possono così inglobare nella polvere di cemento le ceneri residue ma consentendone anche emissioni più alte con limiti maggiori.<br />
Ricorda che il <strong>90%</strong> delle molecole presenti nei fumi è <strong>sconosciuto</strong> poiché combinato tra loro, mentre viene cercata e monitorata la presenza di alcuni tra questi composti ad esempio diossine e PCB.<br />
Cita la legge fisica della meccanica classica per la quale “<strong>Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma</strong>” del de Lavoisier per cui da 3 tonnellate di rifiuto bruciato si ottiene 1 tonnellata di ceneri e queste sono conseguenze di qualsiasi tipo di combustione.<br />
Studi epidemiologici pubblicati e riconosciuti dimostrano come la popolazione infantile che vive nelle prossimità di inceneritori sia <strong>mediamente più malata</strong> di quella che non ne è vicina.<br />
Continua sottolineando come i limiti di legge si riferiscano a valori di <strong>peso delle molecole</strong> mentre diventa assai più significativa la <strong>superficie</strong> che queste molecole espongono una volta nel nostro <strong>organismo</strong>.<br />
Trattando di volumi il rapporto a parità di peso tra <strong>PM1 e PM10 è 1000</strong> e non 10.<br />
Rammenta ad esempio che gli ossidi azoto, di zolfo e altri innescano polveri secondarie e ozono nei mesi estivi.<br />
Altri studi riportano come il rapporto tra presenza di polveri sottili e rischio patologie o morte aumenti sia direttamente proporzionale e collegato.<br />
Cita poi l’esistenza di norme sulle emissioni (ovvero ciò che esce dai camini) e sulle immissioni (ovvero ciò che ricade da tutte le fonti inquinanti) e che dal 2013 lo <strong>IARC riconosce le polveri sottili come accertato cancerogeno</strong>.<br />
L’alternativa all’incenerimento è la raccolta differenziata regolata dalle <strong>3R</strong>:<br />
<strong>Ridurre, Riusare, Riciclare</strong> poiché è fondamentale l’obiettivo di reimmettere nel ciclo produttivo gli elementi prima scartati e poi recuperati.<br />
Togliendo poi una volta per tutte ogni forma di <strong>incentivo</strong> alle attività di incenerimento dei rifiuti, cosa che ne toglierebbe definitivamente qualsiasi convenienza economica.<br />
Prosegue poi con la vicenda locale.<br />
Affermando che la <strong>diossina</strong> è pericolosa a <strong>picogrammi</strong> (un bilionesimo di grammo ovvero un milionesimo di milionesimo di grammo!) agendo come<strong> interferente endocrino</strong>, avverte come diventi più importante controllare quantità e qualità dei materiali da bruciare. Il controllo dei fumi avviene ormai a fiamme fatte.<br />
Segnala come in tutte le zone dove si bruciano rifiuti si riscontra la presenza di diossine nelle matrici organiche/biologiche e mostra l’esempio di Venafro nel molisano e Forlì nel romagnolo.<br />
Spiega poi il fenomeno, sempre sottovalutato, della <strong>biomagnificazione</strong> ovvero quel processo per cui l&#8217;accumulo di sostanze tossiche negli esseri viventi <strong>aumenta</strong> di <strong>concentrazione</strong> man mano che si sale al livello trofico successivo, ovvero procedendo dal basso verso l&#8217;alto della piramide alimentare all&#8217;interno della rete trofica.<br />
L’esempio più eclatante è costituito dal<strong> latte materno</strong> di mamme viventi nei pressi di complessi inquinanti che evidenziano la presenza di diossine con valori che, riscontrati nel latte vaccino per alimentazione, lo renderebbero fuorilegge.<br />
Richiama e spiega infine il <strong>Principio di Precauzione</strong>, che valido in Europa non è riconosciuto dagli Stati Uniti e dal WTO e nemmeno dal TTIP ora in discussione.<br />
Ricorda che l’attività privata d’impresa è normata e sancita dall’<strong>art 41 della nostra Costituzione</strong> come libera ma non può svolgersi in contrasto con l&#8217;utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. È perciò subordinata all’<strong>art 32 che sancisce la salute come fondamentale diritto</strong> dell&#8217;individuo e interesse della collettività.<br />
Conclude citando <strong>Lorenzo Tomatis</strong> oncologo italiano, direttore, dal 1982 fino al 1993 della prestigiosa Agenzia Internazionale per le Ricerche sul Cancro di Lione, (IARC) e il suo richiamo <em><strong>“</strong><strong>adottare il principio di precauzione e quello di responsabilità significa anche accettare il dovere di informare, impedire l’occultamento di informazioni su possibili rischi….evitare che si consideri l’intera specie umana come un insieme di cavie sulle quali sperimentare tutto quanto è in grado di inventare il progresso tecnologico”</strong></em>.</p>
<p><strong>Dr. Giorgio Zampetti, geologo, Legambiente</strong><br />
Presenta lo stato dell’arte dei rifiuti in italia, che per il 39% finiscono in discarica, 19% inceneriti, 45% differenziai.<br />
Ricorda come già negli anni ’90 Legambiente con l’iniziativa dei <strong>comuni ricicloni</strong> abbia premiato i comuni virtuosi che si distinguevano nella raccolta differenziata e cita esempi di realtà produttive, anche semisconosciute, che si inseriscono con successo nella filiera dei rifiuti ad esempio raccogliendo e differenziando pannolini e pannoloni.<br />
Spiega poi come lo <strong>Sblocca-Italia</strong> vada <strong>dissennatamente</strong> in direzione contraria prevedendo la costruzione di nuovi <strong>inceneritori</strong>, contestati dalle stesse regioni, dimostrando come il governo non abbia alcuna strategia sui rifiuti e proponendo quindi il CSS come risorsa ma dimostrando solo di arrivare <strong>tardi</strong>, fuori tempo massimo.<br />
Ricorda come per anni la contrapposizione sia stata tra difesa salute/ambiente e difesa posti di lavoro mentre ora le evidenze scientifiche portano alla condivisione di lotte e obiettivi.<br />
Conclude ricordando alcune proposte dell’associazione ambientalista, come l’innalzamento degli oneri per il conferimento in discarica, l’attivazione della tariffazione puntuale, l’abolizione dell’incentivazione all’incenerimento dei rifiuti, la maggiore disponibilità di risorse per le agenzie ambientali e l’avvio di un ampio dibattito pubblico sul tema delle risorse, dei consumi e dei rifiuti.</p>
<p>Sono stati numerosi gli interventi dal pubblico tra cui quelli di versi sindaci, tra tutti il <strong>Sindaco Carli</strong> di <strong>Maniago</strong> capofila del ricorso al Consiglio di Stato, che rivendica la presenza degli amministratori locali nelle fasi decisionali di questi impianti;<br />
ricorda poi l’importanza di agire in condivisione ad esempio con l’adesione al <strong>Patto dei Sindaci</strong> che prevede l’obiettivo di ridurre le emissioni di CO2 di almeno il 40% entro il 2030 e ad adottare un approccio integrato per affrontare la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici.</p>
<p><span style="color: #008000;"><strong><em>In conclusione</em></strong></span><br />
<span style="color: #008000;"><strong><em>È chiaro che il caso specifico di Fanna è dissimile da quello possibile di Gaiarine e Paese.</em></strong></span><br />
<span style="color: #008000;"><strong><em>Cambia la tecnologia, cambia il combustibile.</em></strong></span><br />
<span style="color: #008000;"><strong><em>Rimangono le fiamme.</em></strong></span><br />
<span style="color: #008000;"><strong><em>Rimane lo spreco di risorsa organica.</em></strong></span><br />
<span style="color: #008000;"><strong><em>Rimane lo scopo di far soldi, e tanti, perché gli azionisti della piroazienda vanno tutelati.</em></strong></span></p>
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		<title>La casa ecoefficiente</title>
		<link>http://www.esserci.org/la-casa-ecoefficiente/</link>
		<comments>http://www.esserci.org/la-casa-ecoefficiente/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 04 Jul 2015 09:54:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Feletto]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[energia e risorse]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.esserci.org/?p=4060</guid>
		<description><![CDATA[Clima estivo e alternative più frivole non hanno impedito ad alcune decine di persone di partecipare con attenzione ed interesse alla conferenza sulla casa ecoefficiente ierisera a Villa Altan. Introdotta e motivata dal gruppo Esserci è stata poi sviluppata dall&#8217;intervento &#8230; <a href="http://www.esserci.org/la-casa-ecoefficiente/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2015/06/energo22.jpg"><img class="alignleft wp-image-4061 size-medium" src="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2015/06/energo22-212x300.jpg" alt="energo22" width="212" height="300" /></a>Clima estivo e alternative più frivole non hanno impedito ad alcune decine di persone di partecipare con attenzione ed interesse alla conferenza sulla <strong>casa ecoefficiente</strong> ierisera a Villa Altan.<br />
Introdotta e motivata dal gruppo <span style="color: #008000;"><strong>Esserci</strong> </span>è stata poi sviluppata dall&#8217;intervento del dottor <strong><span style="color: #0000ff;">Padovan</span> </strong>di <span style="color: #0000ff;"><strong>EnergoClub</strong></span>, associazione che da più di un decennio segue dalla provincia di Treviso, nel Veneto e oltre le tematiche del <span style="color: #ff6600;"><strong>risparmio energetico</strong></span> e delle <span style="color: #ff6600;"><strong>energie rinnovabili e sostenibili</strong></span>.<br />
Relazione molto concreta e ricca di esempi che ha presentato offerte e possibilità già presenti oggi sul mercato e che possono da subito modificare sia il nostro impatto sull&#8217;ormai precario equilibrio ambientale sia sul sempre più risicato equilibrio economico di tante famiglie.<a href="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2015/06/DSC_3077.jpg"><img class="alignright wp-image-4071" src="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2015/06/DSC_3077-300x201.jpg" alt="DSC_3077" width="200" height="134" /></a><br />
<span style="color: #ff6600;"><strong>Fotovoltaico, pompe di calore, termodinamico, solare termico</strong></span> come fonti di energia rinnovabile ed efficiente, che avvicini l&#8217;obiettivo della migrazione dalle fossili alle rinnovabili.<br />
<span style="color: #ff6600;"><strong>Coibentazioni e infissi</strong></span> come interventi di miglioramento strutturale che abbatta drasticamente le dispersioni termiche dell&#8217;abitazione.<br />
Strumenti come il <span style="color: #ff6600;"><strong>chek-up energetico</strong></span> che attraverso una diagnosi veloce e puntuale, a partire dai dati caratteristici della casa, dai dispositivi utilizzati e dalle abitudini del nucleo familiare, permette di definire la struttura dei consumi e le priorità d’intervento, con una scala di priorità di interventi consigliati in base ai costi/benefici ottenibili (<em>il primo intervento consigliato sarà quello che permette di ottenere il maggior risparmio energetico con la minor spesa</em>).<br />
Molto interessanti anche alcuni esempi pratici con <span style="color: #ff0000;"><strong>valori economici</strong> </span>tanto realistici da suscitare immediati commenti e domande dal pubblico, sapientemente soddisfatte dal relatore dimostrando preparazione, competenza e padronanza del pur vasto argomento. Stimolante l&#8217;approccio suggerito nel valutare la spesa necessaria alla riqualificazione energetica della propria abitazione. <em>È ciò che si spende comunque per riscaldare e illuminare e &#8220;muovere&#8221; una casa non efficiente che va investito pari pari negli interventi di riqualificazione e ne consentiranno il rientro.</em><br />
<a href="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2015/06/DSC_3078.jpg"><img class="alignleft wp-image-4070" src="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2015/06/DSC_3078-300x201.jpg" alt="DSC_3078" width="220" height="148" /></a>Ricordata anche la possibilità di scegliere il gestore elettrico che garantisce le proprie fonti di energia esclusivamente rinnovabili (ad esempio <a href="https://www.trenta.it/content/home" target="_blank"><span style="color: #ff0000;"><strong>Trenta</strong></span></a>) ma anche la recentissima proposta di una cooperativa che si propone come fornitore di energia elettrica: si chiama <strong><span style="color: #ff0000;">è nostra</span></strong> e ne abbiamo parlato un paio di settimane addietro (vedi <strong><a href="http://www.esserci.org/lenergia-dei-cittadini-rinnovabile-etica-condivisa/" target="_blank">qui)</a></strong>.<br />
Illustrate infine sia la possibilità di partecipare a gruppi d&#8217;acquisto (<span style="color: #008000;"><em>fotovoltaico, pompe di calore, piani ad induzione ma anche coibentazioni, infissi, impiantistica</em></span>) come le collaborazioni e le consulenze fornite alle amministrazioni comunali (<span style="color: #ff6600;"><em>analisi termografica gratuita per i cittadini del comune di Treviso, stesura PAES di diversi comuni della provincia</em></span>).<br />
Numerosi gli interventi dal pubblico, sia installatori che cittadini interessati.<br />
Insomma, serata convincente e certamente <span style="color: #008000;"><strong>positiva</strong> </span>che ne rende non solo possibile ma probabile la riproposizione in un prossimo futuro.</p>
<p><em><strong><a href="http://www.energoclub.org/http://" target="_blank">www.energoclub.org</a></strong></em></p>
<p><em><strong><a href="http://www.soleinrete.org/" target="_blank">www.soleinrete.org</a></strong></em></p>
<p><em><strong><a href="http://www.enostra.it/" target="_blank">www.enostra.it</a></strong></em></p>
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		<title>L&#8217;energia dei cittadini &#8211; rinnovabile, etica, condivisa</title>
		<link>http://www.esserci.org/lenergia-dei-cittadini-rinnovabile-etica-condivisa/</link>
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		<pubDate>Sun, 21 Jun 2015 21:49:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Feletto]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[energia e risorse]]></category>
		<category><![CDATA[info e dibattito]]></category>

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		<description><![CDATA[Ottima occasione ieri mattina a Padova per approfondire l&#8217;argomento energia da fonti rinnovabili e fonti fossili. Intitolata &#8220;L’energia dei cittadini. Rinnovabile, sostenibile, etica, condivisa&#8221; la conferenza è partita dalle criticità ambientali alle gravi conseguenze sulla salute, dal cambiamento climatico all’impoverimento &#8230; <a href="http://www.esserci.org/lenergia-dei-cittadini-rinnovabile-etica-condivisa/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2015/06/padova.jpg"><img class="alignleft wp-image-4036" src="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2015/06/padova-300x92.jpg" alt="padova" width="226" height="70" /></a>Ottima occasione ieri mattina a Padova per approfondire l&#8217;argomento energia da fonti rinnovabili e fonti fossili.<br />
Intitolata &#8220;<strong>L’energia dei cittadini. Rinnovabile, sostenibile, etica, condivisa</strong>&#8221; la conferenza è partita dalle criticità ambientali alle gravi conseguenze sulla salute, dal cambiamento climatico all’impoverimento delle risorse, dallo sconvolgimento dell’economia locale o regionale ai ricatti occupazionali… <a href="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2015/06/1260181006184industrie_inquinamento.jpg"><img class="alignright wp-image-4049 size-medium" src="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2015/06/1260181006184industrie_inquinamento-300x110.jpg" alt="1260181006184industrie_inquinamento" width="300" height="110" /></a> Il modello basato sulle fonti fossili lascia dietro di sé segni profondi e cicatrici difficili da sanare. Ma l’alternativa a potere e sistema centralizzati già esiste: si chiama democrazia energetica e si basa sulla produzione diffusa dell’energia, sul coinvolgimento e la partecipazione attiva delle comunità, sulla creazione di benefici reciproci su larga scala. La locomotiva del cambiamento marcia ormai inarrestabile. Ma il sistema – nel grande e nel piccolo – è compromesso al punto da imporre una conversione più decisa e radicale. Un passaggio possibile solo con la partecipazione diretta dei cittadini, i veri attori della transizione dal basso, nel loro ruolo attivo di produttori e consumatori consapevoli, responsabili e critici.<br />
<a href="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2015/06/ènostra_logo.png"><img class="alignleft wp-image-4044" src="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2015/06/ènostra_logo.png" alt="ènostra_logo" width="124" height="50" /></a>L&#8217;iniziativa è stata promossa da <em><strong>è nostra</strong></em> con <em><strong>Banca Etica</strong></em> e con il patrocinio dell’Assessorato all’Ambiente del Comune di <a href="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2015/06/banca.png"><img class="alignright wp-image-4040" src="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2015/06/banca-300x51.png" alt="banca" width="177" height="37" /></a>Padova, inserito nella cornice europea della <a href="http://www.eusew.eu/component/see_eventview/?view=see_eventdetail&amp;index=3&amp;countryID=108&amp;sort=-1&amp;pageNum=0&amp;eventid=5105&amp;mapType=europe&amp;keyword=&amp;city=&amp;organiser=&amp;eventDate=&amp;eventType=-1" target="_blank">Energy Sustainable Week</a>.<br />
Davvero interessanti gli interventi.</p>
<p><strong><a href="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2015/06/colella.jpg"><img class="alignleft wp-image-4030" src="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2015/06/colella-150x150.jpg" alt="colella" width="80" height="80" /></a>ALBINA COLELLA</strong>, <em>Prof. Ordinario di Geologia all’Università di Basilicata, ha presentato il libro “L’impatto ambientale del petrolio. In mare e in terra” e tra gli altri ha compiuto e compie studi su georisorse (acqua, petrolio), inquinamento da idrocarburi, rischi geoambientali, monitoraggio e inquinamento delle risorse idriche.</em><br />
Ha portato l&#8217;esempio disastroso di 25 anni di estrazioni petrolifere nella Basilicata.<em> <a href="https://www.youtube.com/watch?v=snEX2q7UuG8" target="_blank">video</a></em></p>
<p><a href="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2015/06/mocci.jpg"><img class="alignleft wp-image-4035" src="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2015/06/mocci.jpg" alt="mocci" width="80" height="80" /></a><strong>MAURO MOCCI</strong>, referente per il Lazio dell’Ass. italiana medici per l’Ambiente, ha parlato degli impatti sanitari accertati di carbone e petrolio sulle popolazioni interessate dall’industria fossile, è <a href="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2015/06/isde.jpg"><img class="alignright wp-image-4041" src="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2015/06/isde.jpg" alt="isde" width="50" height="50" /></a>coordinatore, supervisore e responsabile del “Registro Tumori” della Azienda USL Roma F e Referente per il Lazio della Associazione Medici per l’Ambiente ISDE. Ha partecipato a numerosi congressi medici ed incontri scientifici in Italia e all’estero. Svolge missioni mediche umanitarie in favore di bambini con handicap motori e di persone indigenti. <a href="https://www.youtube.com/watch?v=1XZDNY39nrU" target="_blank"><em>video</em></a></p>
<p><a href="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2015/06/iacoboni.jpg"><img class="alignleft wp-image-4033" src="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2015/06/iacoboni.jpg" alt="iacoboni" width="80" height="80" /></a><strong>LUCA IACOBONI</strong>, Resp. Campagna Energia e Clima Greenpeace Italia, che ha portato una riflessione su un elemento che, per convenienza, si cerca costantemente di ignorare: i costi esterni. Le <a href="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2015/06/varie-Greenpeace.jpg"><img class="alignright wp-image-4042" src="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2015/06/varie-Greenpeace-150x150.jpg" alt="varie-Greenpeace" width="75" height="50" /></a>cosiddette esternalità sono dei costi che non si riflettono direttamente sul prezzo finale di un bene (ad esempio il costo di un kWh ottenuto dalla combustione di carbone), ma che sono causati da questo e pagati dalla collettività, spesso tramite imposte (i costi esterni legati alla produzione da carbone, ad esempio, ammontano a circa 2,6 miliardi l’anno e sono in gran parte pagati da tutti noi mediante le tasse). Se considerassimo questo aspetto, il discorso cambierebbe radicalmente: le fonti fossili verrebbero immediatamente sbattute fuori dal mercato se solo pagassero per i danni che causano (sia sul fronte sanitario che su quello ambientale). <a href="http://www.greenpeace.org/italy/it/Cosa-puoi-fare-tu/partecipa/trivadvisor/#venezia" target="_blank"><em>campagna trivadvisor</em></a></p>
<p><a href="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2015/06/patrucco.jpg"><img class="alignleft wp-image-4037" src="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2015/06/patrucco.jpg" alt="patrucco" width="80" height="81" /></a><strong>DANIELA PATRUCCO</strong>, Sociologa dell’Ambiente, Portavoce SpeziaViaDalCarbone, Portavoce del Comitato SpeziaViaDalCarbone, <a href="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2015/06/spezia.png"><img class="alignright wp-image-4057" src="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2015/06/spezia-150x150.png" alt="spezia" width="50" height="50" /></a>segue il conflitto della locale centrale Enel con uno sguardo più ampio sugli impatti socio-ambientali e sanitari delle produzioni inquinanti. E’ vicepresidente di Retenergie e socia di Medicina Democratica, Rete Stop Enel, Comitati Nazionali No al Carbone e AssopacePalestina. Dal 2012 collabora con diverse testate tra cui Altreconomia, Valori, CNS Ecologia Politica e Scienzainrete.it. Si occupa di organizzazione, comunicazione e progettazione di Sistemi di gestione ambientale. <a href="https://www.youtube.com/watch?v=oCY7PPtxBY8" target="_blank"><em>video</em></a></p>
<p>questi interventi hanno costituito una prima parte dedicata a &#8220;il vecchio che lascia il segno&#8221; <a href="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2015/06/enostra.png"><img class="alignright wp-image-4031" src="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2015/06/enostra.png" alt="enostra" width="167" height="100" /></a>nell&#8217;ambiente e nella salute.<br />
mentre la seconda sezione si è orientata a valorizzare gli elementi e le opportunità che caratterizzano la nuova democrazia energetica e le frontiere dell’energia condivisa e del consumo critico, con gli interventi di</p>
<p><a href="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2015/06/gallicani.jpg"><img class="alignleft wp-image-4032" src="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2015/06/gallicani.jpg" alt="gallicani" width="80" height="82" /></a><strong>MARCO GALLICANI</strong>, Area Socio-Culturale Banca Etica, che si occupa attivamente di finanza etica, economia solidale e responsabilità sociale d’impresa, e ha presentato il manifesto Terra Viva e i pilastri della nuova democrazia presentando il concetto di economia circolare. <a href="https://www.youtube.com/watch?v=HBmpJP-SXG4&amp;list=PLRAtf6zlhtUDGQwMuT2p_obdtKuIXEdV0" target="_blank"><em>campagna terra viva</em></a></p>
<p><a href="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2015/06/zanoni.jpg"><img class="alignleft wp-image-4039" src="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2015/06/zanoni.jpg" alt="zanoni" width="80" height="79" /></a>DAVIDE ZANONI, Presidente è nostra, già coordinatore di progetti finanziati dalla Commissione Europea, OECD, enti pubblici e fondazioni tra cui il progetto EU RESCoop20-20-20 e il progetto Central Europe InoPlace. <a href="https://www.youtube.com/watch?v=YgDnONeb01E&amp;feature=youtu.be" target="_blank"><em>video</em></a></p>
<p>&nbsp;<br />
<a href="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2015/06/ruggieri.jpg"><img class="alignleft wp-image-4038" src="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2015/06/ruggieri.jpg" alt="ruggieri" width="80" height="80" /></a>GIANLUCA RUGGIERI, Ingegnere ambientale, consigliere di è nostra, ricercatore presso l’Università dell’Insubria, fa parte del comitato scientifico di AIAT, socio fondatore di Retenergie. <a href="https://www.youtube.com/watch?v=XAYgSzMn8IM" target="_blank"><em>video</em></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2015/06/lorenzoni.jpg"><img class="alignleft wp-image-4034" src="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2015/06/lorenzoni.jpg" alt="lorenzoni" width="79" height="80" /></a>ARTURO LORENZONI, Prof. di Economia dell’energia all’Università di Padova, collabora anche con l’Istituto di Economia e Politica dell’Energia e dell’Ambiente (IEFE) dell’Università Bocconi di Milano, sui temi dell’economia dell’energia. <a href="https://www.youtube.com/watch?v=7_gHrcpv-W0" target="_blank"><em>video</em></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2015/06/Cattura2.jpg"><img class="alignleft wp-image-4053" src="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2015/06/Cattura2.jpg" alt="Cattura" width="101" height="75" /></a>in extremis e a conclusione un appello del senatore Massimo Girotto dei 5 Stelle sulla riforma della <a href="https://www.youtube.com/watch?v=9h5fFdOf21o" target="_blank">bolletta elettrica</a> ora in fase di definizione e che prevede di premiare chi consuma di più, vera bestialità contraria ad ogni ragionevole e lodevole politica di risparmio energetico e perciò a rischio d&#8217;infrazione da parte della comunità europea.</p>
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		<title>A proposito di illuminazione pubblica</title>
		<link>http://www.esserci.org/a-proposito-di-illuminazione-pubblica/</link>
		<comments>http://www.esserci.org/a-proposito-di-illuminazione-pubblica/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 29 Oct 2014 22:29:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Feletto]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[energia e risorse]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.esserci.org/?p=3612</guid>
		<description><![CDATA[Il settore dell’illuminazione pubblica, attualmente, presenta caratteristiche tali da consentire la realizzazione di interventi di efficienza energetica, finalizzati al conseguimento di un consistente risparmio di energia elettrica, con conseguenti benefici in termini economici ed ambientali. In questo contesto la tecnologia &#8230; <a href="http://www.esserci.org/a-proposito-di-illuminazione-pubblica/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2014/10/illuminazione_pubblica_led.jpg"><img class="alignleft wp-image-3614 size-medium" src="http://www.esserci.org/wp-content/uploads/2014/10/illuminazione_pubblica_led-300x198.jpg" alt="illuminazione_pubblica_led" width="300" height="198" /></a>Il settore dell’<strong>illuminazione pubblica</strong>, attualmente, presenta caratteristiche tali da consentire la realizzazione di interventi di efficienza energetica, finalizzati al conseguimento di un consistente risparmio di energia elettrica, con conseguenti benefici in termini economici ed ambientali.</p>
<p>In questo contesto la tecnologia LED si sta rapidamente diffondendo: il centro storico della città di Venezia è ogni giorno illuminato mediante questa tecnologia che garantisce importanti risparmi economici e ambientali (in termini di riduzione di emissioni di CO<sub>2</sub>). Nello specifico della città di Venezia il LED ha determinato un risparmio energetico ed economico pari al all&#8217;81,4% consentendo un&#8217;economia di oltre 750 kW.</p>
<p>Non meno importanti i risultati ottenuti sul piano qualitativo, rigorosamente vagliati a più riprese dai tecnici dell&#8217;Amministrazione Comunale e dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici, ai quali premeva lasciare intatte le caratteristiche uniche di colore della notte veneziana, salvaguardando le <strong>atmosfere uniche</strong> di un patrimonio dell&#8217;umanità.</p>
<p>Non solo Venezia ma anche Roma ha deciso di dire addio ai lampioni con le vecchie lampadine: &#8220;Il Comune di Roma ha subito avviato un percorso prioritario per la sostituzione graduale con la tecnologia led di tutte le lampade utilizzate per la pubblica illuminazione, che porterà un risparmio di &#8220;15 milioni ogni anno&#8221; dichiara <strong>Ignazio Marino</strong> il Sindaco della Capitale.</p>
<p>La tecnologia LED è coerente con le indicazioni dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) dell’illuminazione pubblica, che  sono stati aggiornati con <a href="http://www.acquistiverdi.it/normativa/aggiornati_i_cam_sull_acquisto"><strong>Decreto del 23 dicembre 2013 </strong></a>(Supplemento ordinario alla G.U. n. 18 del 23 gennaio 2014).</p>
<p><em>tratto da <a href="http://comunivirtuosi.org/index.php?option=com_k2&amp;view=item&amp;id=3342:le-grandi-citt%C3%A0-scelgono-i-led&amp;Itemid=628">comunivirtuosi.org</a></em></p>
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		<title>L&#8217;eredit</title>
		<link>http://www.esserci.org/leredita-di-chernobyl-in-norvegia/</link>
		<comments>http://www.esserci.org/leredita-di-chernobyl-in-norvegia/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 18 Apr 2011 10:57:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[energia e risorse]]></category>
		<category><![CDATA[info e dibattito]]></category>

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		<description><![CDATA[Di seguito un articolo sull’eredità di Chernobyl in Norvegia.Il testo è tratto dal giornale nazionale VG Nett del 18 aprile 2011, la traduzione in Italiano è stata effettuata in automatico da Google Chrome ma poichè un traduttore automatico fa quel &#8230; <a href="http://www.esserci.org/leredita-di-chernobyl-in-norvegia/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span>Di seguito un articolo sull’eredità di Chernobyl in Norvegia.</span><span><br />Il testo è tratto dal giornale nazionale VG Nett del 18 aprile 2011, la traduzione in Italiano è stata effettuata in automatico da Google Chrome ma poichè un traduttore automatico fa quel che può mi son permesso di reinterpretarne in modo più umano frasi e significati.</span></p>
<p><span>Vivere con l&#8217;eredità di Chernobyl per decenni</span><span><br /></span></p>
<p><span>L&#8217;eredità di Chernobyl è ancora presente nella natura norvegese, e lo sarà ancora per i decenni a venire.</span><span><br />Grandi quantità di cesio radioattivo piovevano su Valdres, Jotunheimen, Nord-Trondelag e Nordland dopo l&#8217;incidente alla centrale nucleare di Chernobyl 25 anni fa.</span><span><br />Le particelle radioattive sono ancora lì, assorbite da piante, erbe e funghi, pasto principale di pecore, cervi e altri animali da pascolo.</span><span><br />Anche se il calo della radioattività nelle zone più colpite si è stabilizzato, Astrid Liland, capo sezione della Norwegian Radiation Protection Authority, ha detto che &#8220;Probabilmente dovremo continuare anche nei prossimi 20, 30 anni con le misure precauzionali fin qui adottate per ovini e renne&#8221;.</span><span><br />A tutt&#8217;oggi è infatti necessario controllare regolarmente gli allevamenti di renne Sami in Snasa per garantire che non siano contaminate in maniera pericolosa per l&#8217;uomo.</span><span> Controlli che hanno rilevato negli allevamenti del Nord-Trondelag una radioattività tale da sconsigliarne l&#8217;utilizzo alimentare.</span><span><br />Quel venerdì 26 aprile  1986 una insensata sperimentazione condotta presso gli impianti di Chernobyl, porta il reattore numero 4 fuori controllo fino ad esplodere.</span><span><br />Enormi quantità di particelle radioattive vengono scagliate in atmosfera dove si disperdono seguendo le correnti d&#8217;aria settentrionali. Intanto la grafite contenuta nel reattore s&#8217;incendia.</span><span><br />Le autorità sovietiche taceranno per giorni notizie sull&#8217;incidente.</span><span><br />Due giorni dopo, 600 dipendenti della centrale nucleare di Forsmark a nord di Stoccolma vengono evacuati, dopo che è stata rilevata una radioattività insolitamente alta, cosa che fa pensare a una perdita nell&#8217;impianto.</span><span><br />I venti di pioggia dall&#8217;est arrivano fin nei pressi di Oslo, e portano con loro livelli di radioattività elevati.</span><span> Il lunedì sera, quasi dopo tre giorni dopo l&#8217;incidente, l&#8217;agenzia di stampa sovietica Tass in una breve dichiarazione parla di un incidente presso la centrale di Chernobyl.</span><span><br />L&#8217;incendio nel reattore 4 ha imperversato per dieci giorni prima di essere spento.</span><span><br />Il reattore ha vomitato livelli di radioattività 200 volte superiori a quelli delle bombe sganciate su Hiroshima e Nagasaki.</span><span><br />Le autorità norvegesi si sono trovate del tutto impreparate ad affrontare una situazione così grave e così nuova.</span> <span>Conseguenza di questo una quantità di informazioni e decisioni contraddittorie e fuorvianti, e una crisi di sfiducia e diffidenza tra autorità e popolazione.</span><br /><span>&#8220;Non c&#8217;è motivo di preoccuparsi&#8221; dissero al Ministero degli Affari Sociali mentre ancora il fuoco infuriava a Chernobyl.</span> <span>Ma la gente era terrorizzata, e impediva ai bambini di uscire all&#8217;aperto quando pioveva.</span><span><br />Chernobyl ha anche messo alla luce una mancanza di preparazione e coordinamento tra le varie agenzie del governo norvegese.</span> <span>La drammatica esperienza di Chernobyl ha portato poi alla costituzione di un nuovo modello di emergenza, con una rete capillare di rilevamento dei livelli di contaminazione radioattiva.</span> <span>È previsto anche un comitato speciale di crisi dotato di ampi poteri, che si attiva immediatamente nel caso di pericoli improvvisi e acuti.</span><br /><span>In Norvegia la paura dopo Chernobyl è scemata negli anni.</span><span><br />È oggi impossibile misurare l&#8217;effetto della contaminazione radioattiva derivata da quel disastro sulle statistiche relative alle patologie tumorali degli anni immediatamente successivi.</span><span> Ancora oggi, così come per ancora molti anni a venire, gli escursionisti nello Jotunheimen raccoglieranno cesio radioattivo nei loro scarponi da montagna; ma non si sono verificati danni irreparabili nel patrimonio naturale norvegese.</span><span><br />Fanno eccezione alcuni settori periferici dell&#8217;economia, nei quali l&#8217;allevamento di renne e ovini sono stati i più colpiti, con la necessaria distruzione di grandi quantità di carne ricavata da animali contaminati.</span><span><br />E ancora oggi, dopo 25 anni, sono necessarie misure particolari: in alcune zone renne e ovini da allevamento vengono prelevati dai loro pascoli abituali e alimentati con mangimi non radioattivi poche settimane prima della macellazione. Nel 2010 oltre 20.000 pecore sono state sottoposte a questa misura cautelativa al fine di ridurre i livelli di radioattività prima della macellazione.</span><span> E il numero di animali soggetti al trattamento è più grande dove è maggiore la presenza di funghi nell&#8217;alimentazione, poichè il fungo ha la proprietà di assorbire grandi quantità di cesio radioattivo dal suolo.</span><span><br /></span></p>
<p><span>Tutto questo ha un costo.</span><span><br />&#8220;A distanza di 25 anni ci avviciniamo probabilmente a 700 milioni&#8221; ha detto ancora Astrid Liland; e il dispositivo di legge che prevede le misure cautelative è tuttora in esecuzione con una media di 1,8 milioni all&#8217;anno.</span><span>
</p>
<p></span></p>
<p><a href="http://1.bp.blogspot.com/-1t6xMYILxbI/Taw46zpnGnI/AAAAAAAAAGk/2wkic5inl2o/s1600/Deve%2Bvivere%2Bcon%2Bl%2527eredit%25C3%25A0%2Bdi%2BChernobyl%2Bper%2Bdecenni%2B-%2BB2.jpg"><img src="http://1.bp.blogspot.com/-1t6xMYILxbI/Taw46zpnGnI/AAAAAAAAAGk/2wkic5inl2o/s400/Deve%2Bvivere%2Bcon%2Bl%2527eredit%25C3%25A0%2Bdi%2BChernobyl%2Bper%2Bdecenni%2B-%2BB2.jpg" alt="" border="0"></a>
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		<title>L&#8217;eredit</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Apr 2011 10:57:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[energia e risorse]]></category>
		<category><![CDATA[info e dibattito]]></category>

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		<description><![CDATA[Di seguito un articolo sull’eredità di Chernobyl in Norvegia.Il testo è tratto dal giornale nazionale VG Nett del 18 aprile 2011, la traduzione in Italiano è stata effettuata in automatico da Google Chrome ma poichè un traduttore automatico fa quel &#8230; <a href="http://www.esserci.org/leredita-di-chernobyl-in-norvegia-2/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span>Di seguito un articolo sull’eredità di Chernobyl in Norvegia.</span><span><br />Il testo è tratto dal giornale nazionale VG Nett del 18 aprile 2011, la traduzione in Italiano è stata effettuata in automatico da Google Chrome ma poichè un traduttore automatico fa quel che può mi son permesso di reinterpretarne in modo più umano frasi e significati.</span></p>
<p><span>Vivere con l&#8217;eredità di Chernobyl per decenni</span><span><br /></span></p>
<p><span>L&#8217;eredità di Chernobyl è ancora presente nella natura norvegese, e lo sarà ancora per i decenni a venire.</span><span><br />Grandi quantità di cesio radioattivo piovevano su Valdres, Jotunheimen, Nord-Trondelag e Nordland dopo l&#8217;incidente alla centrale nucleare di Chernobyl 25 anni fa.</span><span><br />Le particelle radioattive sono ancora lì, assorbite da piante, erbe e funghi, pasto principale di pecore, cervi e altri animali da pascolo.</span><span><br />Anche se il calo della radioattività nelle zone più colpite si è stabilizzato, Astrid Liland, capo sezione della Norwegian Radiation Protection Authority, ha detto che &#8220;Probabilmente dovremo continuare anche nei prossimi 20, 30 anni con le misure precauzionali fin qui adottate per ovini e renne&#8221;.</span><span><br />A tutt&#8217;oggi è infatti necessario controllare regolarmente gli allevamenti di renne Sami in Snasa per garantire che non siano contaminate in maniera pericolosa per l&#8217;uomo.</span><span> Controlli che hanno rilevato negli allevamenti del Nord-Trondelag una radioattività tale da sconsigliarne l&#8217;utilizzo alimentare.</span><span><br />Quel venerdì 26 aprile  1986 una insensata sperimentazione condotta presso gli impianti di Chernobyl, porta il reattore numero 4 fuori controllo fino ad esplodere.</span><span><br />Enormi quantità di particelle radioattive vengono scagliate in atmosfera dove si disperdono seguendo le correnti d&#8217;aria settentrionali. Intanto la grafite contenuta nel reattore s&#8217;incendia.</span><span><br />Le autorità sovietiche taceranno per giorni notizie sull&#8217;incidente.</span><span><br />Due giorni dopo, 600 dipendenti della centrale nucleare di Forsmark a nord di Stoccolma vengono evacuati, dopo che è stata rilevata una radioattività insolitamente alta, cosa che fa pensare a una perdita nell&#8217;impianto.</span><span><br />I venti di pioggia dall&#8217;est arrivano fin nei pressi di Oslo, e portano con loro livelli di radioattività elevati.</span><span> Il lunedì sera, quasi dopo tre giorni dopo l&#8217;incidente, l&#8217;agenzia di stampa sovietica Tass in una breve dichiarazione parla di un incidente presso la centrale di Chernobyl.</span><span><br />L&#8217;incendio nel reattore 4 ha imperversato per dieci giorni prima di essere spento.</span><span><br />Il reattore ha vomitato livelli di radioattività 200 volte superiori a quelli delle bombe sganciate su Hiroshima e Nagasaki.</span><span><br />Le autorità norvegesi si sono trovate del tutto impreparate ad affrontare una situazione così grave e così nuova.</span> <span>Conseguenza di questo una quantità di informazioni e decisioni contraddittorie e fuorvianti, e una crisi di sfiducia e diffidenza tra autorità e popolazione.</span><br /><span>&#8220;Non c&#8217;è motivo di preoccuparsi&#8221; dissero al Ministero degli Affari Sociali mentre ancora il fuoco infuriava a Chernobyl.</span> <span>Ma la gente era terrorizzata, e impediva ai bambini di uscire all&#8217;aperto quando pioveva.</span><span><br />Chernobyl ha anche messo alla luce una mancanza di preparazione e coordinamento tra le varie agenzie del governo norvegese.</span> <span>La drammatica esperienza di Chernobyl ha portato poi alla costituzione di un nuovo modello di emergenza, con una rete capillare di rilevamento dei livelli di contaminazione radioattiva.</span> <span>È previsto anche un comitato speciale di crisi dotato di ampi poteri, che si attiva immediatamente nel caso di pericoli improvvisi e acuti.</span><br /><span>In Norvegia la paura dopo Chernobyl è scemata negli anni.</span><span><br />È oggi impossibile misurare l&#8217;effetto della contaminazione radioattiva derivata da quel disastro sulle statistiche relative alle patologie tumorali degli anni immediatamente successivi.</span><span> Ancora oggi, così come per ancora molti anni a venire, gli escursionisti nello Jotunheimen raccoglieranno cesio radioattivo nei loro scarponi da montagna; ma non si sono verificati danni irreparabili nel patrimonio naturale norvegese.</span><span><br />Fanno eccezione alcuni settori periferici dell&#8217;economia, nei quali l&#8217;allevamento di renne e ovini sono stati i più colpiti, con la necessaria distruzione di grandi quantità di carne ricavata da animali contaminati.</span><span><br />E ancora oggi, dopo 25 anni, sono necessarie misure particolari: in alcune zone renne e ovini da allevamento vengono prelevati dai loro pascoli abituali e alimentati con mangimi non radioattivi poche settimane prima della macellazione. Nel 2010 oltre 20.000 pecore sono state sottoposte a questa misura cautelativa al fine di ridurre i livelli di radioattività prima della macellazione.</span><span> E il numero di animali soggetti al trattamento è più grande dove è maggiore la presenza di funghi nell&#8217;alimentazione, poichè il fungo ha la proprietà di assorbire grandi quantità di cesio radioattivo dal suolo.</span><span><br /></span></p>
<p><span>Tutto questo ha un costo.</span><span><br />&#8220;A distanza di 25 anni ci avviciniamo probabilmente a 700 milioni&#8221; ha detto ancora Astrid Liland; e il dispositivo di legge che prevede le misure cautelative è tuttora in esecuzione con una media di 1,8 milioni all&#8217;anno.</span><span>
</p>
<p></span></p>
<p><a href="http://1.bp.blogspot.com/-1t6xMYILxbI/Taw46zpnGnI/AAAAAAAAAGk/2wkic5inl2o/s1600/Deve%2Bvivere%2Bcon%2Bl%2527eredit%25C3%25A0%2Bdi%2BChernobyl%2Bper%2Bdecenni%2B-%2BB2.jpg"><img src="http://1.bp.blogspot.com/-1t6xMYILxbI/Taw46zpnGnI/AAAAAAAAAGk/2wkic5inl2o/s400/Deve%2Bvivere%2Bcon%2Bl%2527eredit%25C3%25A0%2Bdi%2BChernobyl%2Bper%2Bdecenni%2B-%2BB2.jpg" alt="" border="0"></a>
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		<title>Due appuntamenti per &quot;saperne di più&quot;</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Apr 2011 21:13:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Feletto]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[energia e risorse]]></category>
		<category><![CDATA[info e dibattito]]></category>
		<category><![CDATA[pianificazione e territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[  Il Sindaco di un Comune che ha deciso di non svendere il proprio territorio e di applicare una politica sostenibile per tutte le risorse, rifiuti inclusi. L’esempio è quello dell’eccellenza e dunque il suo primo cittadino Domenico Finiguerra, ci &#8230; <a href="http://www.esserci.org/due-appuntamenti-per-saperne-di-piu/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://2.bp.blogspot.com/-E2UOdaPzq4o/TZ1WJLacblI/AAAAAAAABMI/j8MjrBs4jJA/s1600/finiguerra.png" imageanchor="1"><img border="0" height="640" src="http://2.bp.blogspot.com/-E2UOdaPzq4o/TZ1WJLacblI/AAAAAAAABMI/j8MjrBs4jJA/s640/finiguerra.png" width="451"> </a></div>
<div><span>Il Sindaco di un Comune che ha deciso di non svendere il proprio territorio e di  applicare una politica sostenibile per tutte le risorse, rifiuti  inclusi. L’esempio è quello dell’eccellenza e dunque il suo primo  cittadino Domenico Finiguerra, ci rende partercipi un po’  tutti, colleghi e non, su quella che è la sua esperienza di  amministrazione.</span></div>
<div><span><span>Non un Sindaco Megalomane ma un vero SINDACO!</span></span></div>
<div></div>
<div><span><span><span><b>u l t i m &#8216; o r a</b></span></span></span></div>
<div><span><span><span><b>questo il link della diretta web<br />predisposto dagli amici di pordenone grilla</b></span></span></span></div>
<div><span><span><span><b><a href="http://www.pordenonegrilla.it/component/content/article/14-eventi/2517-stop-al-consumo-del-territorio-diretta-web">http://www.pordenonegrilla.it/component/content/article/14-eventi/2517-stop-al-consumo-del-territorio-diretta-web</a> </b></span></span></span></div>
<div></div>
<div><span><span>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211; </span></span></div>
<div></div>
<div><a href="http://3.bp.blogspot.com/-7cNUkUD2dEA/TZ1WetkrpeI/AAAAAAAABMM/zNojgy5n16E/s1600/no-nuke-8-4.jpg" imageanchor="1"><img border="0" height="640" src="http://3.bp.blogspot.com/-7cNUkUD2dEA/TZ1WetkrpeI/AAAAAAAABMM/zNojgy5n16E/s640/no-nuke-8-4.jpg" width="451"> </a></div>
<h1><span>In Giappone: il suicidio di un contadino</span></h1>
<div> <b>Una piccola notizia, se guardata nell&#8217;ambito del disastro che ha colpito il Giappone, invece racchiude l&#8217;essenza vera del disastro e della disperazione che si sono abbattute su quella terra: scampato al terremoto e allo tsunami si è reso conto che dopo venti anni di coltivazioni biologiche, il suo terreno era compromesso almeno per le prossime due generazioni e su quella terra non sarebbero più cresciute neanche le erbacce, è a quel punto che entra in gioco la consapevolezza dell&#8217;impotenza, dopo un terremoto di quella portata e lo tsunami se la vita è salva si può ricostruire, ma dopo un disastro nucleare anche se si è salvi bisogna cambiare posto, perchè quello dove si viveva è inutilizzabile per almeno due generazioni e per chi ha speso vent&#8217;anni a coltivare biologicamente il suo terreno, giorno dopo giorno, è un colpo mortale.</b></div>
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		</item>
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		<title>LISTA INCIDENTI/ANOMALIE/NOTIZIE CORRELATE ALL&#8217;UTILIZZO DELL&#8217;ENERGIA NUCLEARE IN CAMPO CIVILE E MILITARE (1991-oggi)</title>
		<link>http://www.esserci.org/lista-incidentianomalienotizie-correlate-allutilizzo-dellenergia-nucleare-in-campo-civile-e-militare-1991-oggi/</link>
		<comments>http://www.esserci.org/lista-incidentianomalienotizie-correlate-allutilizzo-dellenergia-nucleare-in-campo-civile-e-militare-1991-oggi/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 02 Apr 2011 09:42:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Feletto]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[energia e risorse]]></category>
		<category><![CDATA[info e dibattito]]></category>
		<category><![CDATA[salute e benessere]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://foraxfora.org/?p=1442</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;utilizzo del documento, o di parte di esso, è consentito citando la fonte http://www.progettohumus.it/ DI SEGUITO E&#8217; RIPORTATO UN ELENCO DI INCIDENTI/ESPLOSIONI NUCLEARI, EVENTI CON CAUSE RADIOATTIVE ED ALTRI CORRELATI O CONNESSI. LE ANNOTAZIONI IN ROSSO SONO TRATTE DAL SITO &#8230; <a href="http://www.esserci.org/lista-incidentianomalienotizie-correlate-allutilizzo-dellenergia-nucleare-in-campo-civile-e-militare-1991-oggi/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div></div>
<div><b><span>L&#8217;utilizzo del documento, o di parte di esso, è consentito citando la fonte<a href="http://www.progettohumus.it/"> http://www.progettohumus.it/</a></span></b></div>
<div><b>DI   SEGUITO E&#8217; RIPORTATO UN ELENCO DI INCIDENTI/ESPLOSIONI NUCLEARI,  EVENTI  CON CAUSE RADIOATTIVE ED ALTRI CORRELATI O CONNESSI. LE  ANNOTAZIONI IN  ROSSO SONO TRATTE DAL SITO DEL PROGETTO HUMUS ALLA  SEGUENTE PAGINA <a href="http://www.blogger.com/%20http://www.progettohumus.it/nucleare.php?name=specialdbnuke2"> http://www.progettohumus.it/nucleare.php?name=specialdbnuke2</a> , DOVE  CLICCANDO SUL LUOGO DELL&#8217;EVENTO SI HA LA DESCRIZIONE DELLO STESSO</b>. <b>PER MAGGIORI INFORMAZIONI, INVECE, SULLE ESPLOSIONI NUCLEARI, VEDI QUI: <a href="http://www.progettohumus.it/nucleare.php?name=specialtrinity">http://www.progettohumus.it/nucleare.php?name=specialtrinity</a></b>  <b> E PER VEDERNE L&#8217;ELENCO COMPLETO QUI:</b> <b><a href="http://www.seismo.ethz.ch/bsv/nuclear_explosions.html">http://www.seismo.ethz.ch/bsv/nuclear_explosions.html</a>  </b> </div>
<div></div>
<div><b>I CODICI NUCLEARI</b></div>
<div></div>
<div><b>Scala INES </b>  ((International Nuclear Event Scale), adottata internazionalmente dall&#8217;IAEA (International Atomic Energy Agency):</div>
<div>- <b>livello 0</b> (zero): Deviazione (non significativo per la sicurezza)</div>
<div>- <b>livello 1</b>: Anomalia, con conseguenze praticamente nulle per la popolazione e l&#8217;ambiente.</div>
<div>- <b>livello 2</b>: Guasto, con conseguenze sulle persone valutabili in dosi assorbite di radiazioni piuttosto basse </div>
<div>- <b>livello 3</b>: Guasto grave, con conseguenze sulle persone valutabili in dosi assorbite di radiazioni piuttosto basse </div>
<div>- <b>livello 4</b>:   Incidente senza conseguenze significative all&#8217;esterno dell&#8217;impianto.   Incidente con impatto esterno minore, con esposizione radiologica della   popolazione circostante dell&#8217;ordine dei limiti prescritti. Guasto   significante del nocciolo di un reattore nucleare o barriere protettive,   con esposizione fatale di un lavoratore dell&#8217;impianto (Windscale -oggi   Sellafield-, 1973; Saint-Laurent, 1980)</div>
<div>- <b>livello 5</b>:  Incidente  con possibili conseguenze all&#8217;esterno dell&#8217;impianto. Rilascio   all&#8217;esterno di materiale radioattivo, in quantità radiologicamente   equivalente ai valori compresi tra 100 e 1000 Tera-Becquerel (TBq),   richiedente una parziale attuazione di pianificate contromisure   (Windscale -oggi Sellafield-, 1957; Three Mile Island, 1979)</div>
<div>- <b>livello 6</b>:   Incidente grave.  Significante rilascio all&#8217;esterno di materiale   radioattivo, in quantità radiologicamente equivalente a valori compresi   fra 1 e 10 PBq di iodio-131, tale da richiedere la completa attuazione   di pianificate contromisure facenti parte di un piano di emergenza   esterno al fine di limitare gravi effetti sulla salute della popolazione   (Mayak, 1957)</div>
<div>- <b>livello 7</b>: Incidente molto grave.  Rilascio  all&#8217;esterno di un impianto di grandi dimensioni di ingenti  quantità di  materiale radioattivo (maggiori di 10 Peta-Becquerel (PBq)  equivalenti  di iodio-131) in un&#8217;area molto vasta con conseguenti  effetti acuti sulla  salute della popolazione esposta e conseguenze  gravi sull&#8217;ambiente  (Chernobyl, 1986)</div>
<div></div>
<div><b>Classificazione del PENTAGONO</b> degli incidenti riguardanti ordigni nucleari:</div>
<div>- <b>Empty quiver </b>  (faretra vuota): furto o smarrimento di un ordigno nucleare</div>
<div>- <b>Blunt Sword </b>    (spada spuntata): scomparsa di aerei, navi, sottomarini, ecc,   trasportanti ordigni nucleari; incidenti a convogli nucleari (codice di   gravità correlato al grado di contaminazione ambientale)</div>
<div>- <b>Bent Spear </b>    (lancia ricurva): scomparsa di aerei, navi, sottomarini, ecc,   trasportanti ordigni nucleari; ; incidenti a convogli nucleari (codice   di gravità correlato al grado di contaminazione ambientale)</div>
<div>- <b>Broken Arrow </b>    (freccia spezzata): grave rischio di esplosione degli ordigni  nucleari  (Lakeenheat, 27 luglio 1956; Goldsboro, 24 Gennaio 1961)</div>
<hr />
<div></div>
<div><b>>>> INCIDENTI NUCLEARI FINO AL 1970 ( <a href="http://www.progettohumus.it/public/forum/index.php?topic=40">http://www.progettohumus.it/public/forum/index.php?topic=40</a><a href="http://www.progettohumus.it/public/forum/index.php?topic=40"></a> )</b></div>
<div><b>>>> INCIDENTI NUCLEARI DAL 1970 AL 1990 ( <a href="http://www.progettohumus.it/public/forum/index.php?topic=428">http://www.progettohumus.it/public/forum/index.php?topic=428</a> )</b></div>
<div></div>
<div><b>1991</b> &#8211;  Avaria nel sistema di raffreddamento nell’impiato nucleare di Belleville </div>
<p><a name="more"></a>
<div></div>
<div><b>1991</b> &#8211; Francia: errore umano causa lo spegnimento della stazione di Paluel </div>
<div></div>
<div><b>1991</b> &#8211; Francia: infiltrazione nel sistema refrigerante causa spegnimento del reattore a Nogent </div>
<div></div>
<div><b>1991</b> &#8211; Francia: un’avaria tecnica crea problemi nella stazione di Belleville </div>
<div></div>
<div><b>1991</b> &#8211; Francia: violazioni tecniche nell’impianto di Cattenom </div>
<div></div>
<div><b>1991 </b> &#8211; Gran Bretagna: errore umano causa incendio nella stazione nucleare di Hinkley </div>
<div></div>
<div><b>1991 </b> &#8211; Germania: incidente durante il rifornimento di carburante nella stazione di Wuergassen </div>
<div></div>
<div><b>1991 </b> &#8211; Bulgaria: incendio alla centrale di Kozloduy</div>
<div></div>
<div><b>1991 </b> &#8211; Svezia: malfunzionamento dei macchinari della stazione nucleare di Oskarshamn </div>
<div></div>
<div><b>1991</b> &#8211; Svezia: infiltrazioni rilevate nella stazione nucleare di Barsebeck </div>
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<div><b>1991</b> &#8211; Svezia: diffusione di vapore radioattivo per malfunzionamento nell&#8217;impianto Barsebeck </div>
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<div><b>1991</b> &#8211; Belgio: spegnimento del reattore della stazione di Tihange per errore tecnico </div>
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<div><b>1991</b> &#8211; Finlandia: spegnimento manuale dovuto ad un incendio nella stazione di Olkiluoto </div>
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<div><b>18 Gennaio 1991</b> &#8211; Guerra del Golfo. Per tutta la durata del conflitto Israele si è mantenuta in stato d&#8217;allerta nucleare.</div>
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<div><b>Febbraio 1991 </b> – Mihama (Giappone). La centrale riversa in mare 20 tonnellate di acqua altamente radioattiva </div>
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<div><b>31 Luglio 1991</b>   &#8211; Bush senior e Gorbachev siglano il primo trattato strategico   bilaterale (Salt 1) per la riduzione delle Armi Strategiche (5.000 unità   in meno nei prossimi 7 anni per entrambe le parti)</div>
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<div><i><b>Agosto1991</b> &#8211; Forbach, Francia: incidente da irradiazione  </i>   An accident occurred at an electron accelerator irradiator used to   treat granulated polytetrafluoroethylene (Teflon). Three workers entered   the irradiation room using the exit and were exposed to the dark   current: the accelerator was switched off but accelerator voltage was   still on, the result of a decision to save time. Exposure rate was   between 10 and several hundred rad per second (compared to a maximum 8   megarad/second when the accelerator is on). The three received localized   doses, one severe enough to produce skin legions. The skin doses were   estimated at 4,000 rem (whole body dose 100 rem in this case) for the   worker with the worst injury and 900 and 500 rem for the other two   workers. </div>
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<div><b>27 Settembre 1991 </b> &#8211; Difficoltà a caricare un missile a bordo di un sottomarino sovietico, classe Typhoon, trasportante diverse armi nucleari.</div>
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<div><i><b>26 Ottobre 1991 </b> &#8211; Nesvizh, Belarus:  incidente da irradiazione  </i>   An accident occurred during repairs at an irradiation facility that   used a 30 PBq cobalt-60 source for sterilization of medical equipment.   Although the specific actions are not fully known, an operator (34-year   old male) failed to follow operating procedures and circumvented safety   features in entering the irradiation room to deal with a jam of the   product transport system. The source was exposed at the time, and the   operator walked to within 0.5 m of the source before realizing his error   and exiting, spending between 1 and 2 minutes in the irradiation room.   He received a whole body dose of 1,250 rem and localized doses of up  to  1,800 rem. Within 3 minutes of exiting he experienced nausea and   diarrhea after an additional 13 minutes. The operator received extensive   medical treatment but died 113 days later. </div>
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<div><b>Dicembre 1991</b>-   M25 in Hertfordshire, Gran Bretagna (informazione tratta dall&#8217;Oxburg   report, 1992, Gran Bretagna). Mechanical failure of a RAF nuclear weapon   load carrier. There was no damage to any nuclear weapon.</div>
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<div><i><b>11 Dicembre 1991</b> &#8211; Maryland, USA: incidente da irradiazione  </i>   An accident at an electron accelerator irradiator resulting from  safety  violations caused severe radiation injury to one person. During   maintenance an operator placed his heads, head, and feet in the beam   from the electron dark current (while the electron source filament   voltage was off but the high-voltage terminal on). Due to a dose of   about 5,500-10,800 rem to the hands, four fingers on each hand had to be   amputated about 3 months later. The man also suffered thinning of hair   on the scalp after two weeks. </div>
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<div><i><b>1977?-1991</b> &#8211; Gran Betragna. incidente radiografico  </i>   An industrial radiographer died of leukemia in 1992 associated to   prolonged chronic exposure to sources with which he worked. Acute   exposures are unknown, but total estimated whole body dose over a   several year period was 1,400 rad. The exact nature of the accidental   exposures are not known but apparently occurred over a period of 10-14   years. The individual worked with torch-type iridium-192 sources from   1974 to 1983 and with remotely operated wind-out iridium-192 source from   1983 and thereafter. From about 1983 for six years the man suffered   radiation-induced skin lesions on the hands, requiring amputation of   part of two fingers around 1990. </div>
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<div><b>1992</b> &#8211; Svezia: errore umano provoca un corto circuito nella stazione di Barsebaeck </div>
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<div><b>1992 </b> &#8211; Svezia: corto circuito in uno dei generatori a Barsebeck </div>
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<div><i><b>1992 </b> &#8211; San Antonio, Texas, USA: incidente radioterapico  </i> A patient was injured by an overdose of radioactive iodine-131 during the course of radiotherapy. </div>
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<div><b>1992</b> &#8211; Amsterdam, Olanda. Dispersione di DU in seguito ad incidente aereo (volo EL AL</div>
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<div><b>1992 </b> &#8211; Francia: avaria tecnica nello stabilimento di Fessenheim </div>
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<div><b>1992</b> &#8211; Francia: avaria tecnica nel sistema refrigerante nell’impianto di Dampierre </div>
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<div><b>1992 </b> &#8211; Francia: contaminati 2 operai nell’impianto di Dampierre </div>
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<div><b>1992 </b> &#8211; Gran Bretagna: avaria tecnica alla stazione di Sizewell </div>
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<div><b>1992 </b> &#8211; Germania: avaria al sistema di raffreddamento nella centarle di Brunsbuttel </div>
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<div><b>1992</b> &#8211; Lituania: Avaria nel sistema di spegnimento della centrale di Ignalina </div>
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<div><b>1992</b> &#8211; Lituania: avaria tecnica centrale di Ignalina </div>
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<div><b>1992/prima metà 1993</b>   &#8211; Svizzera. Gli investigatori svizzeri scoprono tredici casi di   traffico illegale di materiale raioattivo, sequestrano materiale   radioattivo per oltre 50 chilogrammi e individuano 34 persone implicate   nelle operazioni clandestine.</div>
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<div><b>Gennaio 1992</b> &#8211;  Iran:  Egyptian newspaper claimed Iran had bought three Soviet nuclear  warheads  from Kazakhstan for $150 million; Kazakhstan denied the  report. In  April Russian intelligence reported Iran had obtained at  least two  warheads from Kazakhstan; in July a Kazakh official said the  three  reportedly missing warheads were in test shafts at the Kazakh  test site;  in September a U.S. congressional task force alleged Iran  had obtained 4  Soviet warheads (including 2 operational): two 40 kt  SRBM warheads, one  50 kt NGB, and one 0.1 kt AFAP. By 1994 Russia said  the warheads were  accounted for; Israeli officials suggest the warheads  were borrowed for  disassembly and reverse engineering</div>
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<div><b>9 Gennaio 1992</b>  &#8211;  Germania. Denunciati ottocento casi di ritrovamento di materiali   radioattivi clandestinamente introdotti in Germania dalle repubbòiche ex   sovietiche.</div>
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<div><b>Marzo 1992</b> &#8211; CIS: Reportedly, box  of  radioactive material stolen from Pridniestroviye, Transdnestr;  thieves  threatened to blow up the material if fighting in Moldova was  not  stopped</div>
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<div><b>24 Marzo 1992</b> – San Pietroburgo  (Russia). A  seguito della perdita di pressione nell’impianto di Sosnovy  Bor nei  pressi di San Pietroburgo, fuoriescono e si disperdono in  atmosfera  iodio e gas radioattivi. </div>
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<div><b>Aprile 1992</b> &#8211; USA. Esperimento nucleare sotterraneo.</div>
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<div><b>23 Giugno 1992</b> &#8211; USA. Ultimo test nucleare sotterraneo. <i><b>NUMERO TOTALE DI TEST ESEGUITI DAGLI USA</b></i>:   1.039 (il 25% circa atmosferici). il 28 giugno, due terremoti di   insolita violenza (7,4 e 6,5 Richter) colpiscono il sud della   California.</div>
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<div><b>9 Ottobre 1992</b> – Podolsk, Russia. Ritrovato un chilo e mezzo di 235U trafugato da deposito dell’ex URSS</div>
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<div><b>25 Ottobre 1992</b>   -San Pietroburgo, Russia. Sul reattore  RBMK di Sosnovy Bor si ferma   una saracinesca dell&#8217;acqua di uno dei 1.660 tubi di forza con   conseguente distruzione dell&#8217;elemento di conbustibile e del tubo i   forza.</div>
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<div><b>Novembre 1992 </b> – Forbach (Francia). Un  grave  incidente nucleare causa la contaminazione radioattiva di tre  operai. I  dirigenti dell’impianto vengono accusati, l’anno successivo,  di non aver  approntato le misure di sicurezza previste</div>
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<div><i><b>Novembre 1992</b> &#8211; Cina: Incidente da irradiazione</i>   An accident occurred at an irradiation facility, reportedly involving a   power loss and out-of-order safety interlocks, possibly similar to an   accident in Shanghai in 1990. Four workers were overexposed and one   suffered acute radiation sickness. </div>
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<div><i><b>16/21 Novembre 1992 </b> &#8211; Città di Indiana, Pennsylvania, USA: incidente radioterapico  </i>   An 82-year-old female patient was undergoing brachytherapy, a type of   radiotherapy, at the Indiana Regional Cancer Center. A 3.7-curie   iridium-192 source was dislodged from equipment and accidentally left in   the patient; this went unrecognized since the staff failed to perform   required checks to secure sources. The patient was returned to the   nursing home and died 93 hours later due to the radiation injury from   the embedded source. The catheter containing the source was removed by   the nursing home staff and disposed of as medical waste. The waste   disposal company discovered the source during routine checks for   radioisotopes. The ensuing Nuclear Regulatory Commission investigation   concluded that exposures of 0.034 to 2.57 rem were incurred by 94   individuals, including clinic staff, nursing home staff, nursing home   residents and visitors, and waste disposal company employees. </div>
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<div><i><b>17 Novembre 1992</b> &#8211; Hanoi, Vietnam: incidente da irradiazione  </i>   An accident occurred at a research-associated electron accelerator   facility in Hanoi. An individual entered the irradiation room to adjust a   sample for irradiation. The operators were unaware that the person had   entered the room and turned on the beam at that time. The facility   lacked safety interlocks or procedures to prevent such an accident. The   individual received doses of 1,000 to 2,500 rad to the left hand and   2,000 to 5,000 rad to the right hand. Within one month one hand had to   be amputated as well as the fingers on the other hand. </div>
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<div><i><b>19 Novembre 1992</b> &#8211; Jilin, Xinzhou, Cina: fonte industriale compromessa </i>   During decommissioning, a 10-curie cobalt-60 source from an industrial   irradiation facility was taken to a residence by a construction worker   at the site. The source had been stored in water 6 meters deep in a  well  since 1980. The source was taken home on 19 November, exposing the   worker&#8217;s father and brother. The following day the worker became ill  and  went to the hospital, taking the source with him. He died 15 days  after  initial exposure, about the time radiation was identified as the  cause  of his illness. Eight individuals were exposed to sufficient  radiation  to cause severe injury, three of whom died&#8211;the construction  worker and  his father and brother&#8211;of exposures over 800 rad. Exposures  to medical  workers ranged up to 100-300 rads. Localized doses ranged  from 25 to  1,000 rem. When radiation injury symptoms initially  developed, local  medical workers did not recognize the symptoms as  radiation-induced. The  source of the problem was not fully recognized  for 2-3 weeks, and the  source was not secured until 76 days after it  was taken. A total of 14  people received doses exceeding 25 rad. </div>
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<div><b>Novembre 1992</b>  &#8211;  Vandellos, Spagna. Il governo spagnolo decide la chiusura definitiva  del  reattore dopo che una fuoriuscita di effluenti liquidi radioattivi  ha  contaminato un vicino canale</div>
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<div><b>Fine 1992</b> &#8211;  Incominciano a  diffondersi gli studi sulla relazione fra eventi simici e  calamità da  una parte e test nucleari dall&#8217;altra. Il professor Gary T.  Whiteford,  docente di geografia all&#8217;Università di Brunswick in Canada,   scopre che i  terremoti con magnitudine da 6 a 6,5 Richter sono più  che raddoppiati  da quando hanno avuto inizio i test nucleari  sotterranei. Infatti, tali  sismi furono 1.164 fra il 1900 ed il 1949;  sono saliti a 2.844 tra il  1950 ed il 1988. Un significativo aumento è  registrato anche per i  sommovimenti tellurici di magnitudine compresa  tra 6,5 e 7 Richter:  furono 1.110 nel periodo 1900-1949; se ne  contarono 1.465 tra il 1950 ed  il 1988. Tali incrementi si sono  verificati in tutte le zone  particolarmente sismiche del globo. Ad  esempio: la percentuale di tutti i  terremoti (superiori o pari a 5,8  Richter) nelle Isole Aleutine era di  3,31 nel tempo precedente gli  esperimenti nucleari americani nel Nevada.  Tale percentuale salì fino  al valore di 12,57 nel periodo dei test. Le  isole Salomone e Nuova  Bretagna (Oceano Pacifico) erano sismicamente  tranquille nella prima  metà del secolo scorso: la percentuale dei  terremoti era di 2,98.  Nell&#8217;epoca delle bombe nucleari francesi a  Mururoa questo valore è  quasi quintuplicato: 10,08. Anche l&#8217;isola di  Vanuatu ha pagato un  pesante tributo alla grandeur nucleare francese. La  sua percentuale di  terremoti era di 3,36 nell&#8217;arco di tempo 1900-1949;  nel periodo  seguente contrassegnato dai test, tale cifra è balzata a  9,30.  Nell&#8217;isola Novaya Zemlya non avvennero mai violenti terremoti nel  primo  cinquantennio del secolo scorso; da quando vi fu costruita una  base  per esperimenti nucleari sovietici, si sono avute sei scosse  telluriche  di grandezza pari o superiore a 5,8 Richter. In una visione  globale si  può rilevare che, nei primi cinquanta anni di del secolo  scorso, sono  stati registrati 3.419 terremoti di magnitudine uguale o  superiore a 6  Richter, con una media di 68 all&#8217;anno. Dal 1950 al 1989, i  terremoti in  questione sono stati 4.963, con una media di 127 all&#8217;anno:  il valore è  quasi raddoppiato. Il professor Whiteford ha compiuto  inquietanti  scoperte a proposito dei cosiddetti &#8220;terremoti assassini&#8221;  (killer  quakes), cioè sismi che provocano almeno 1.000 vittime. &#8220;Nel  corso di  37 anni di sperimentazione nucleare, venti dei trentadue  terremoti  assassini, ovvero il 62,5%, avvennero lo stesso giorno o entro  quattro  giorni dal test&#8221;. Dati allarmanti provengono anche da uno  studio di due  scienziati giapponesi, Shigeyoshi Matsumae e Yoshio Kato,  della Tokai  University di Tokio: &#8220;Fenomeni anomali meteorologici,  terremoti e la  variazione dell&#8217;asse terrestre sono notevolmente  correlati ai test  atmosferici e sotterranei. Essi hanno causato un  aumento della  temperatura dell&#8217;esosfera terrestre da 100 a 150 gradi,  che cresce in  modo abnorme immediatamente dopo un test nucleare. Ad  esempio, è stato  scoperto che la temperatura assoluta salì da 70 ad 80  gradi dopo un  test sovietico che fu rilevato dalla stazione  d&#8217;osservazione da  Uppsala, il 23 agosto 1975. Similmente, un continuo e  drastico rialzo  della temperatura fu osservato in occasione di una fitta  serie di sei  esplosioni sperimentali avvenute tra il 18 ed il 29  ottobre 1975&#8243;. E  concludono: &#8220;La temperatura dell&#8217;atmosfera è cambiata  dai test  nucleari, un cambiamento che neppure il sole potrebbe produrre.  Si può  facilmente immaginare quali effetti abbia tutto ciò sulle  condizioni  meteorologiche della terra&#8221;</div>
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<div><b>1993</b> – Russia. Due   testate nucleari vengono semplicemente rubate con un’auto da due   impiegati nei pressi di Chelyabinsk, un sito di assemblaggio di ordigni   atomici. Le testate sono ritrovate nel garage di casa dei ladri</div>
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<div><b>1993</b>   &#8211; Russia: A radioactive substance was planted in the chair of Vladimir   Kaplun, director of a Russian packing company; over several weeks  Kaplun  contracted radiation sickness and died</div>
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<div><b>1993</b>  &#8211; Russia: la  mafia russa uccide Vladimir Kaplun, direttore di una  grande azienda,  collocando sotto la sua sedia una sorgente radioattiva</div>
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<div><b>1993</b> &#8211; Francia: errore umano causa problemi tecnici nell’impianto di Cruas </div>
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<div><b>1993</b> &#8211; Francia: avaria al sistema di strumentazione e controllo nello stabilimento di Saint Alban </div>
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<div><b>1993</b> &#8211; Francia: incidente nel sistema di raffreddamento nella stazione di Paluel </div>
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<div><b>1993</b> &#8211; Gran Bretagna: malfunzionamento della stazione nucleare di Wylfa </div>
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<div><b>1993</b> &#8211; Bulgaria, centrale di Kozloduy: infiltrazione e rilascio di sostanze radioattive </div>
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<div><b>17 Gennaio 1993</b>   &#8211; Iraq. Gli Stati Uniti lanciano 45 missili da crociera Tomahawk  contro  il complesso industriale iracheno di Zaafaraniyeh che, secondo i   servizi segreti, avebbe fabbricato degli equipaggiamenti di uranio   arricchito. </div>
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<div><b>13 Febbraio 1993 </b> – Sellafield  (Gran  Bretagna). Fuga radioattiva nell&#8217;impianto di riprocessamento di   Sellafield. La densità massima di radionuclidi dello iodio consentita   viene superata di oltre tre volte. </div>
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<div><b>17 Febbraio 1993</b>  &#8211;  Barsebaeck (Danimarca). Uno dei reattori della centrale di  Barsebaeck  viene temporaneamente fermato a causa della fuoriuscita  accidentale di  vapore radioattivo. </div>
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<div><b>Marzo 1993</b> &#8211;  Impianto ITREC di  Trisaia, Rotondella, Italia. Primo incidente  radioattivo nell&#8217;impianto:  versamento sulla spiaggia di liquido  contaminato della condotta di  scarico a mare </div>
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<div><b>20 Marzo 1993</b>  &#8211; Mare di Barents. Un  sottomarino nucleare russo classe Delta 3 con  missili balistici nucleari  entra in collisione con il sottomarino  d&#8217;attacco nucleare USS Grayling </div>
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<div><b>06 Aprile 1993 </b>   – Siberia (Russia). Nell’impianto di recupero del plutonio di Tomsk 7   della Siberian Chemical Enterprise, un aumento di pressione causa una   esplosione e genera una falla di 34 metri cubi nel serbatoio d’acciaio   inossidabile contenuto nel bunker dell’edificio 201, seppellendolo. Il   serbatoio conteneva acido nitrico concentrato, uranio (8.757 kg),   plutonio (449 gr), diluito con una mistura di rifiuti organici e   radioattivi derivanti dal primo ciclo estrattivo. L’esplosione causa la   completa copertura del bunker e l’apertura di un grande squarcio nel   soffitto dell’edificio, rilasciando nell’ambiente approssimativamente 6   GBq di Plutonio239 e 30 TBq di altri radionuclidi.</div>
<div>A causa   dell’indicente, 160 lavoratori dell’impianto e circa 200 liquidatori   sono esposti ad una dose totale superiore a 50 mSv (il limite di   sicurezza stabilito per i lavoratori degli impianti nucleari è pari a   100 mSv in 5 anni).</div>
<div>La nube radioattiva si propaga per 28 Km a  nord  est dell’edificio 201, oltre 20 km al di fuori del perimetro   dell’impianto. Il piccolo villaggio di Georgievka (pop. 200 persone) si   trova proprio al limite della nube radioattiva ma, per pura fatalità,   non sono state registrate malattie o problemi sanitari di alcun genere. </div>
<div>Risultano contaminati circa 1.000 ettari di terreno. La nube radioattiva si dirige verso zone disabitate.</div>
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<div><i><b>14 Aprile 1993</b> &#8211; Russia: omicidio usando una fonte radioattiva  </i>   A radioactive substance, probably cesium-137 (and/or cobalt-60) was   planted in the chair of Vladimir Kaplun, director of the Kartontara   packing company. Over several weeks Kaplun contracted radiation sickness   and was hospitalized for a month before his death. The contamination   was identified after his death by colleages.</div>
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<div><b>24 Maggio 1993 </b>   &#8211; Vilnius, Lithuania: 4.4 t of beryllium including 140 kg contaminated   with HEU (150 g) were discovered in the storage area of a bank.</div>
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<div><b>17 Luglio 1993</b> &#8211; Il sottomarino d&#8217;attacco nucleare Rubis entra in collisione con una nave cisterna e subisce gravi danni</div>
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<div><b>Agosto 1993</b>   &#8211; Francia. Il sottomarino Rubis  entra  in  collisione  con  una   petroliera   a  largo  di  Fos:  si  sfiora  la   catastrofe ambientale</div>
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<div><b>Fine 1993</b> &#8211; <i><b>dal   1954 al 1993 la Gran Bretagna ha eseguito 21 test nucleari   nell&#8217;atmosfera e 24 sotterranei; la russia rispettivamente 207 e 508; la   cina 23 e 16.</b></i></div>
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<div><b>Settembre 1993</b> &#8211; Ucaina.  Gli  specialisti nucleari russi scoprono che l&#8217;aumento dei livelli di   radiazione nel deposito di munizioni ucraino di Pervomaisk, è dovuto   alle insufficienti msure di sicurezza e alle procedure di custodia.</div>
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<div><b>Ottobre 1993</b>   &#8211; Frontiera fra Ucraina e Russia. I russi scoprono in un vagone   ferroviario testate nucleare emittenti  pericolosamente radiaottività.   Le armi furono confiscate per due settimane dal Colonnello Yevgeny   Maslin, Generale in capo del dipartimento degli Armamenti nucleari della   Russia.</div>
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<div><b>27 ottobre 1993</b> &#8211; Zurigo, Svizzera.  All&#8217;  aeroporto di Kloten viene arrestato un trafficante d&#8217; armi, che   ammettedi aver ricevuto materiale radioattivo da uno sconosciuto dell&#8217;   Est, che lo avrebbe pregato di disfarsene.</div>
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<div><b>Novembre 1993</b>  &#8211;  Russia: Two nuclear warheads reportedly stolen by two employees of  the  Zlatoust-36 Instrument Building Plant near Chelyabinsk, a weapons   assembly facility; weapons recovered in a nearby residential garage and   the employees arrested shortly afterwards</div>
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<div><b>7 Dicembre 1993</b>  &#8211;  USA. Il Dipartimento di Stato Americano rivela di aver effettuato  204  esplosioni nucleari sotterranee segrete nel corso degli ultimi 45  anni.  Il numero globale dei test nucleari americani si attesta a 1051.  Il  Dipartimento dell&#8217;energia rivela, allo stesso modo, che gli Stai  Uniti  avevano deliberatamente esposto diversi americani a livelli di   radioattività pericolosa nel corso di esperimenti medici e senza il loro   consenso.</div>
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<div><b>1994/1996</b> &#8211; Cina: uno studente universitario cinese versa per gelosia 32P nel cibo di un collega</div>
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<div><b>1994</b> &#8211; Russia. In un sito siberiano di ICBM SS-25, un soldato russo spara e uccide due commilitoni prima di arrendersi</div>
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<div><b>1994</b> – Vilnius, Lituania. Trafugati 2 chili di 235U trafugato da deposito dell’ex URSS</div>
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<div><i><b>1994</b> &#8211; Texas City, Texas, USA: incidente da irradiazione  </i> </div>
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<div><b>1994</b> &#8211; Lituania: spegnimento della centrale nucleare di Ignalina per pericolo d’attacco terroristico </div>
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<div><b>Febbraio 1994</b> &#8211; Francia. Incendio a bordo del sommergibile Amethiste</div>
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<div><b>Marzo 1994</b> &#8211; Francia. Incendio a bordo del sommergibile Emeraude: 10  vittime tra l&#8217;equipaggio.</div>
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<div><b>Marzo 1994</b>   &#8211; St.Petersburg, Russian Federation: An individual was arrested in   possession of HEU (2,972 kg), which he had previously stolen from a   nuclear facility. The material was intended for illegal sale.</div>
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<div><b>Marzo 1994</b>   &#8211; Russia: At SS-25 ICBM site at Barnaul in Siberia, a Russian soldier   opens fire with sub-machine gun and kills commander and two other   soldiers; other soldiers could not return fire because they would have   had to fire towards the SS-25; the soldier was persuaded to surrender   after three hours, having taking refuge in an armoured vehicle</div>
<div></div>
<div><b>20 Marzo 1994</b> &#8211; <i><b>Il caso Ilaria Alpi</b></i>.   Vengono uccisi Ilaria Alpi e Mirko Hrovatin per avere scoperto lo   smaltimento di rifiuti radioattivi in Somalia (zona di Bosaso).</div>
<div><span>Gli eventi correlati</span>:</div>
<div>      &#8211; 1977/1988. Il CCR (Centro comune di Ricerca) ad ISPRA sul Lago   Maggiore studia per la Comunità Europea (con il sostegno di Italia,   Francia, Stati Uniti, Belgio, Canada, Australia, Giappone, Inghilterra,   Svezia, Germania Ovest, Olanda e Svizzera) il piano DODOS: Deep Ocean   Data Operating. L&#8217;obiettivo del progetto era quello di valutare lo   stoccaggio di scorie radioattive in ambiente naturale terrestre e   marino, ovvero l&#8217;inserimento delle scorie in missili-penetratori e la   loro eliminazione dentro i fondali. Al termine del progetto e a piano   scartato per il timore di attentati terroristici ai siti marini, viene   rubato un fondamentale componente elettronico di una boa per il   controllo dei siluri. Gli investigatori sospettano del furto il   faccendiere Giorgio Comerio, collaboratore nel progetto.</div>
<div>    &#8211;   1982/1990. La ODM (Oceanic Disposal Management) del faccendiere Comerio   raggiunge un accordo per la concessione di zone marine, denominata EEL,   ove sepellire penetratori carichi di scorie radioattive, con 45  nazioni.</div>
<div>     &#8211; 1995. Fonte giudiziarie confermano l&#8217;attività di  smaltimento di  rifiuti radioattivi tramite l&#8217;affondamento con  penetratori da parte di  americani (nell&#8217;Atlantico, in prossimità delle  coste del Brasile) e di  francesi. Tale procedimento viene adottato  anche dai russi presso Novaja  Semlja.</div>
<div>    &#8211; 1995. Viene fermato  alla frontiera fra l&#8217;Italia e la  Svizzera con una valigetta zeppa di  carte sullo smaltimento dei rifiuti  radioattivi, il procacciatore  d&#8217;affari Elio Ripamonti. Nelle deposizioni  racconta del sistema di  smaltimento messo in atto dalla ODM di Comerio,  il faccenderie con  conoscenze all&#8217;interno dell&#8217;ENEA (Ente Italiano per  le Nuove  Tecnologie, Energie e Ambiente). Il sistema era basato su  &#8220;container  messi in siluri di acciaio, studiati per essere collocati nel  fondo  marino a circa 400 metri di profondità&#8221;, nonostante il divieto  dello  smaltimento in mare previsto dalla Convenzione di Londra del 1979.</div>
<div>   &#8211; 1995. Nella villa del faccenderie Giorgio Comerio viene trovata una copia del certificato di morte di Ilaria Alpi.</div>
<div>     &#8211; 20/06/1995. Viene rinvenuta, fra la documentazione del SISMI   riguardante il faccendiere Giorgio Comerio, una bolla di consegna di   8.000 kg. di rifiuti radioattivi provenienti dall&#8217;America a bordo della   nave AKRUX.</div>
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<div><b>23 Marzo 1994 </b> – Biblis (Germania).  Centrale  nucleare di Biblis: una falla nel circuito primario di un  reattore fa  uscire liquido altamente contaminato. </div>
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<div><b>Marzo 1994</b> – San Pietroburgo, Russia. Ritrovati tre chili e mezzo di 235U trafugato da deposito dell’ex URSS</div>
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<div><i><b>28 Aprile 1994</b> &#8211; Tokyo, Giappone: incidente da irradiazione  </i>   An x-ray technician was disassembling an x-ray analyzer. Unaware that   the x-ray beam was on, he exposed his hand for about 3 seconds when he   felt warmth between two fingers. He did not recognize that injurious   exposure had occurred until injury to his hand developed about 2 weeks   later. </div>
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<div><b>10 Maggio 1994</b> &#8211; Tengen-Wiechs,  Germania.  Ritrovati 56 grammi di 239U trafugato da deposito dell’ex  URSS &#8211;  Plutonium (6.2 g) was detected in a building during a police  search.</div>
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<div><b>Giugno 1994</b> – Polyarny, Russia. Trafugati 4 chili e mezzo di 235U trafugato da deposito dell’ex URSS</div>
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<div><b>13 Giugno 1994</b> &#8211; Landshut, Germany: A group of individuals was arrested in illegal possession of HEU (0.795 g.)</div>
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<div><b>28 Giugno 1994</b>   – Petropavlosk (Russia). Fuga di materiale radioattivo nella baia di   Seldevaia a causa della rottura di un deposito a Petropavlosk. </div>
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<div><b>25 Luglio 1994</b>   &#8211; Munich, Germany:  A small sample of PuO2-UO2 mixture (0.24 g) was   confiscated in an incident related to a larger seizure at Munich Airport   on 1994-08-10.</div>
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<div><b>Agosto 1994</b> – Germania. Tre  persone  arrestate all’aeroporto di Monaco mentre trasportavano su un  volo  Lufthansa da Mosca, 363 grammi di Plutonio</div>
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<div><b>10 Agosto 1994 </b>   &#8211; Aeroporto di Monaco di Baviera, Germania. Trafugato mezzo chilo di   239Pu trafugato da deposito dell’ex URSS &#8211; PuO2-UO2 mixture (363.4 g)   was seized at Munich airport</div>
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<div><i><b>21 Ottobre/18 Novembre 1994</b> &#8211; Tammiku, Estonia: fonte compromessa  </i>   On 21 October a cesium-137 source was stolen from a radioactive waste   facility by three brothers. One of them had picked up the source when  it  fell out of a metal block and placed it in his jacket pocket. He  took  the source to his home and hung his jacket, containing the source,  in a  hallway, already feeling ill. On 25 October he was hospitalized  and died  2 November; the cause of death was diagnosed as kidney  failure, and no  radiation injury was recognized at this time. On 9  November the man&#8217;s  stepson found the source in the jacket and moved it  to a kitchen drawer.  On 17 November the child was hospitalized with  burns which were  recognized as radiation burns by hospital staff. The  staff notified  authorities, who found the source in the house on 18  November. The man  who carried the source home received a 183,000 rem  dose to his thigh and  a 400 rem whole-body dose. Of the other  perpetrators, one received a  1,200-2,000 rem dose to his hands, causing  injury and the other a whole  body dose of less than 100 rem, causing  mild radiation sickness. The  three other residents of the house were  injured: the child received a  dose of 360 rads, with localized dose to  the hands of 2,500 rem,  requiring amputation of the fingers on one  hand; the man&#8217;s mother  received a whole body dose of 225 rem or more  and developed moderate  radiation sickness, and the man&#8217;s wife received a  whole body dose of 50  rem. A dog that slept near the source indoors  also died. </div>
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<div>1  Settembre 1994 &#8211; Tambov, Russia. Un  gruppo di uomini si introduce nel  deposito di materiali della fabbrica  chimica di Tambov attraverso un  foro praticato nel muro e ruba una  fiala contenente 4,5 grammi di cesio  137</div>
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<div><b>14 Dicembre 1994</b>  &#8211; Praga, Repubblica Ceca. Trafugati 2  chili di 235U trafugato da  deposito dell’ex URSS &#8211;  HEU (2.73 kg) was  seized by police in Prague.  The material was intended for illegal sale.</div>
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<div><b>1995</b> &#8211; Svezia: infiltrazione d’acqua radioattiva e spegnimento della stazione di Ringhalls </div>
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<div><b>1995</b>   – Russia. Un gruppo di ribelli ceceni contatta una stazione televisiva   russa dichiarandosi in grado di produrre un ordigno radioattivo. Come   prova, fanno ritrovare del Cesio 137 nel parco Izmailovsky di  Mosca…dopo  due settimane di esposizione ai civili.</div>
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<div><b>1995</b> – Francia. Alcuni sabotatori aggiungono sale nel sistema di raffreddamento di un reattore nucleare di potenza</div>
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<div><i><b>1995</b> &#8211; Francia: incidente radiografico  </i>   An employee of a boiler-making firm suffered localized radiation  injury  from handling of a 27-curie iridium-192 source. The details of  exposure  were not immediately known since the exposure was not  immediately  recognized. The employee developed radiation injuries to  his hands which  were only connected to his exposure when his dosimeter  was processed  and showed a dose of 20 rem. The exposure to his hands  was over 3,000  rem. </div>
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<div><i><b>1995 </b> &#8211; Francia: fonte compromessa  </i>  A  0.2-curie cesium-137 source from a density gauge was handled by an   individual other than an employee, resulting in reddening of the skin on   the hands.</div>
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<div><i><b>1995</b> &#8211; Tyler, Texas, USA: incidente radioterapico  </i> A patient was injured by an overdose of radioactive iodine-131 during the course of radiotherapy. </div>
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<div><b>1995</b> &#8211; Bulgaria: spegnimento accidentale automatico della centrale di Kozloduy</div>
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<div><b>1995 </b> &#8211; Gran Bretagna: spegnimento di un reattore per infiltrazione di liquido refrigerante a Hartlepool </div>
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<div><b>1995 </b>   &#8211; Germania. L&#8217;Alta Corte tedesca decide che la licenza di attività   concessa alla stazione di Mülheim-Kärlich è illegale, a causa della   mancata considerazione, in fase di concessione, del rischio di terremoto   nella zona. </div>
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<div><b>Giugno 1995 </b> &#8211; Moscow, Russian  Federation:  An individual was arrested in possession of HEU (1.7 kg),  which he had  previously stolen from a nuclear facility. The material  was intended for  illegal sale.</div>
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<div><b>6 Giugno 1995</b> &#8211; Prague, Czech Republic: An HEU sample (0.415 g) was seized by police in Prague.</div>
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<div><b>8 Giugno 1995</b> – Ceske Budejovice, Czech Republic: An HEU sample (16.9 g) was seized by police in Ceske Budejovice.</div>
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<div><b>Settembre 1995 </b>   – Kola (Mare di Barents). L&#8217;energia elettrica della centrale di Kola   viene staccata per morosità e vanno fuori uso i sistemi di   raffreddamento. Incidente solo sfiorato, grazie all&#8217;intervento del   comandante della base. </div>
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<div><b>Novembre 1995</b> –  Chernobyl  (Ucraina) (scala Ines 3). Un&#8217;avaria al sistema di  raffreddamento del  reattore n.1 di Chernobyl causa un incidente nel  quale la radioattività  si disperde e contamina gli operai impegnati  nella manutenzione. </div>
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<div><b>23 Novembre 1995</b>  &#8211; Russia:  Shamil Basayev, Chechen rebel commander, directs television  news crew  to a parcel of cesium-137 buried in Izmailovsky Park, eastern  Moscow;  parcel reportedly posed no threat and was removed. Parcel  weighed 32  kg, contained 10-50 mCi, and was part of a hospital x-ray  machine taken  in a prior raid</div>
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<div><b>Dicembre 1995</b> &#8211; France: Saboteurs put salt into a cooling contour of one of the Blayais nuclear power reactors</div>
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<div><b>8 Dicembre 1995</b>   – Monju (Giappone). Due tonnellate di sodio liquido e altro materiale   radioattivo fuoriescono dal reattore nucleare prototipo di Monju nella   prefettura di Fukui a causa di un malfunzionamento al sistema di   raffreddamento. L’impianto è costituito da un reattore autofertilizzante   a neutroni veloci FBR.</div>
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<div><b>1996</b> &#8211; Germania. Un  programma  della TV tedesca, Monitor, svela che la Siemens ha compiuto  numerosi  errori durante la costruzione della stazione di Kruemmel. </div>
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<div><b>1996 </b> – Russia. Attacco di ribelli ceceni alla base aerea di Kizlyar</div>
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<div><b>1996</b> – Russia. Un militare si barrica in un sottomarino nucleare e per molte ore tiene testa alle forze di sicurezza</div>
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<div><b>1996</b> &#8211; Lituania: infiltrazione d’olio causa lo spegnimento della centrale di Ignalina </div>
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<div><b>1996 </b> &#8211; Slovacchia: ingegnere accusato di contrabbando d’uranio radioattivo con la Germania </div>
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<div><b>1996</b> &#8211; Belgio: esplosione nella stazione nucleare di Tihange </div>
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<div><b>9 Gennaio 1996</b>   &#8211; Russia: Chechen fighters attack a Russian military airfield at   Kizlyar unsucessfully, then temporarily take about 2,000 civilian   hostages</div>
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<div><b>27 gennaio 1996</b> &#8211; Mururoa (Oceano Pacifico &#8211; Francia). Test nucleare: ultimo test francese a Mururoa.<i><b>   Dal 1966 al 1996, la Francia ha realizzato nei suoi territori   polinesiani 193 esperimenti nucleari, di cui 46 atmosferici e 147   sotterranei.</b></i></div>
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<div><b>Febbraio 1996</b> –  Dimitrovgrad  (Federazione Russa). Un addetto causa la rottura della  valvola di  sicurezza di uno dei reattori del centro di ricerche  atomiche di  Dimitrovgrad. Fuoriesce una nube radioattiva contenente  soprattutto  radionuclidi di manganese. </div>
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<div><b>Febbraio 1996</b>  &#8211; Vandellos,  Spagna. 15 persone sono contaminate per inalazione  dall&#8217;americio 241  mentre svuotano le piscine del combustile della  centrale (chiusa nel  nivenbre 1992)</div>
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<div><b>Giugno 1996</b> &#8211; New York: several individuals arrested in plot to kill Republican officials; seized weapons included radioactive materials</div>
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<div><i><b>Giugno1996/9 Ottobre 1997 </b> &#8211; Lilo Training Center, Tbilisi, Georgia: fonte compromessa  </i>   From April to August 1997 several soldiers at the Lilo Training Centre   developed skin lesions, which were recognized as radiation burns in   August. On 26 August a radiation hot spot was discoverd at the training   site near an underground shelter. On 13 September a source was removed   from one soldier&#8217;s jacket. By October 11 patients had been identified.   Several individuals suffered vomiting. A dozen individual sources were   found, plus 200 sighting devices containing radium-226. Estimated doses   are as high as (for the 11 individuals) 590, 420, 410, 150, 110, 110,   70, 60, 60, 20, and 20 rem. </div>
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<div><i><b>24 Luglio 1996 </b> &#8211; Gilan, Iran: fonte industriale radiografica compromessa  </i>   During the night of 23-24 July a radiographer used a 5-Ci iridium-192   source for checking boiler welds at a fossil fuel power plant. The   source became detached from the radiography device cable and fell into a   trench, unknown to the operator. About 8:00 AM on 24 July a worker   discovered the pencil-sized source and put it in a chest pocket. He   occasionally removed it and examined it over the next 90 minutes, at   which time he began to experience dizziness, nausea, lethagy, and a   burning feeling in the chest; he then returned the source to where he   had found it. Operators had discovered the source was missing at 9:00   and found it at 10:00, unaware that someone had suffered exposure. The   exposed worker reported his illness at 13:00. The worker received a   whole body dose of 450 rem and larger localized doses (up to 5,000 rad   to the chest) requiring plastic surgery. </div>
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<div><i><b>22 Agosto/27 Settembre 1996</b> &#8211; San Jose, Costa Rica: incidente radioterapico  </i>   An error in the calibration of a cobalt-60 radiotherapy unit in Costa   Rica resulted in overdosages of about 60%. The equipment change that   produced the error occurred on 22 August, with the first treatments   administered on 26 August. Of 42 patients that died through 7 July 1997,   3 died probably as a direct result of radiation exposure and 4 more   with radiation exposure a contributing cause. Another 22 died probably   of their disease and not of radiation exposure. Of the surviving   overexposed patients, 4 suffered &#8220;catastrophic&#8221; consequences, 16 more   severe effects, 26 had lesser effects, and 22 had no effects. Some   sources attribute 17 deaths to the misadministrations.</div>
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<div><b>Dopo il 1996</b> &#8211; Russia: Gunman barracades himself in a nuclear submarine and holds police at bay for several hours</div>
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<div><b>1997 </b> &#8211; Belgio: guasto al sistema di controllo della stazione di Doel </div>
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<div><i><b>1997</b>   &#8211; Georgia: fonte compromessa. L&#8217;incidente avviene presso il centro di   addestramento militare di Lilo  in seguito all&#8217;esposizione di reclute a   sorgenti radioattive lasciate nei depositi dai precedenti utilizzatori   sovietici e di cui era ignota l&#8217;esistenza </i> A medical teletherapy   cobalt-60 source was left unsecured near a station, causing a fatal   radiation exposure to one individual. </div>
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<div><b>1997</b> &#8211; Francia: un treno con 180t di scorie radioattive deraglia nei pressi di Apach </div>
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<div><b>1997</b>   &#8211; Germania. 20.000 dimostranti si affollano presso il deposito di   scorie radioattive di Gorleben per manifestare contro il trasporto di   scorie nucleari. </div>
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<div><b>1997</b> &#8211; Germania: un treno carico di liquido nucleare deraglia di fronte alla stazione di Kruemmel </div>
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<div><b>Marzo 1997</b>   – Tokaimura (Giappone). Un incendio e un’esplosione nel reattore   nucleare nell&#8217;impianto di ritrattamento nucleare di Tokaimura contamina   almeno 35 operai. </div>
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<div><b>Maggio 1997</b> &#8211; Russia:  Aleksandr Lebed  claims privately and later publicly that a number of  Soviet ADMs  disguised as suitcases are missing; his claims are affirmed  by some but  no concrete evidence emerges</div>
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<div><b>30 Maggio 1997 </b>  &#8211; Blayais,  Francia. Il misuratore del Boro del reattore N° 1 della  centrale  nucleare di Blayais (Gironde) si ferma per un inconveniente. </div>
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<div><i><b>17 Giugno 1997</b>   – Arzamas (Russia). Un incidente nel centro ricerche di Arzamas porta i   materiali radioattivi sull&#8217;orlo di una reazione a catena. Si sviluppa   una nube radioattiva a seguito della quale muore il responsabile   dell’esperimento. </i> A criticality accident occurred at the Russian   Federal Nuclear Center, formerly Arzamas-16. An experimenter was   attempting to replicate a successful 1972 experiment involving a sphere   of highly enriched uranium (90%) surrounded by a spherical copper   reflector. However, he had incorrectly recorded the outside reflector   dimensions and as a result used a much larger reflector; further, he had   failed to complete appropriate paperwork on the experiment and was   working alone. He had assembled the uranium sphere within a hemisphere   of the copper reflector in an experimental cell. While adding the first   layer of the second copper hemisphere, it dropped onto the assembly and   produced a supercritical assembly at 10:40 AM. A flash of light   resulted, after which the experimenter left the cell. The uranium core   reached a calculated peak temperature of 865° C before power output   declined to a steady 480 W. The assembly remained in this state until   12:45 AM on 24 June 1997 when it was remotely disassembled. The   experimenter received a dose of 4850 rem, from which he died the morning   of 20 June, 66 hours after the accident. </div>
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<div><b>Luglio 1997</b>  –  La Hague (Francia). Il comune di Amburgo denuncia presenza di   radioattività nell&#8217;acqua scaricata nella Manica dall&#8217;impianto di   trattamento francese di La Hague. La Francia smentisce, ma il presidente   della Commissione di controllo si dimette. </div>
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<div><b>Settembre 1997</b>   – Urali (Russia). Sugli Urali si scontrano un trattore e un camion che   trasporta isotopi radioattivi. Da due container fuoriesce liquido   pericoloso contenente iridio 192 e cobalto 60. Nell’area la   radioattività sviluppata è 25 volte superiore al limite consentito. </div>
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<div><b>1 Ottobre 1997</b>   – Russia. Dopo aver condotto un inventario delle atomiche russe negli   anni 90, l’allora Segretario del Consiglio di Sicurezza, Gen. Alexander   Lebed, trovò che 84 “suitcase” nuclear bombs erano svanite  dall’arsenale  russo</div>
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<div><b>Novembre 1997</b> &#8211; Russia:  Several threats to sabotage  submarine nuclear reactors are made by one  or more Murmansk shipyard  workers in demanding back pay they are owed</div>
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<div><b>1988 </b> &#8211; Lockerbie, Scozia, Gran Bretagna. Dispersione di DU in seguito ad incidente aereo (voloPAN AM 103)</div>
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<div><i><b>1998 </b> &#8211; Houston, Texas, USA: incidente da irradiazione  </i>   A radiographer trainee with Global X-Ray and Testing Corporation,  based  in Houston, received localized radiation injury from a 123 curie   iridium-192 radiography source. The trainee and a radiographer were at a   job site at Aransas Pass in violation of regulatory requirements   regarding radiography teams. The trainee was inappropriately permitted   to operated the radiography equipment. At about 6:00 PM the trainee had   placed his dosimeter in the vehicle in preparation to leave when the   radiographer asked him to assist in another measurement. While setting   up to use the equipment he discovered that he had failed to retract the   source into its shielded position following a previous use. The   individual incurred a 3,000-5,000 rem dose to his hand and a 10 rem   whole body dose. The company notified the state regulatory agency on 1   January 1999. A radiation burn developed on the right index finger by 10   January 1999, and on 27 January developed a callous on the finger. </div>
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<div><b>1 Maggio 1998</b>   – Catena delle Alpi. Le autorità di controllo francesi scoprono  elevati  livelli di contaminazione da cesio 137 sulle Alpi, causati dal   passaggio di rottami ferrosi provenienti dall&#8217;Europa dell&#8217;Est. </div>
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<div><b>11-13 Maggio 1998 </b>   &#8211; L&#8217; India conduce 3 test nucleari sotterranei nel poligono di  Kophkran  &#8211; Rajastan. La prima esplosione ha utilizzato circa 12  Kilotoni, e la  seconda 43 Kilotoni. La terza esplosione avrebbe  utilizzato solo 1  Kilotone. I tre test sono stati condotti a differenti  profondità in un  raggio di 1 Km. Il secondo test ha prodotto una  vibrazione che e&#8217; stata  registrata come un evento sismico di 4.7 gradi  della scala Richter.</div>
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<div><b>12 Maggio 1998</b>  &#8211; Civaux  (Vienne), Francia. Fuga dell&#8217;acqua di raffreddamento dal  reattore 1 a  causa di una fissurazione in un tubo di 18 cm di lunghezza e  di di 2,5  mm di larghezza. La fissurazione è stata causata per un  cattivo  miscelamento dell&#8217;acqua calda e dell&#8217;acqua fredda (livello 2,  scala  INES)</div>
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<div><b>28-30 Maggio 1998</b> &#8211; Pakistan: vengono  condotti  6 test atomici. Secondo le dichiarazioni pakistane i primi tre  test  hanno utilizzato bombe di potenza inferiore ad 1 Kilotone. Gli  altri tre  test hanno utilizzato potenze tra 12 e 25 Kilotoni. E&#8217; stato  aperto una  dibattito internazionale sulla possibile correlazioni dei  test in  un&#8217;area ad alto rischio sismico e il catastrofico sisma che ha  colpito  l&#8217;Afghanistan settentrionale proprio pochi minuti prima  dell&#8217;esplosione  del secondo gruppo di test.</div>
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<div><b>3 Settembre 1998</b>  &#8211; Blayais,  Francia. Il misuratore del Boro del reattore N° 1 della  centrale  nucleare di Blayais (Gironde) si ferma per un inconveniente. </div>
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<div><b>28 Settembre 1998</b>   &#8211; Golfech (Tarn-et-Garonne), Francia. Il gestore della centrale omette   dei dati durante un controllo dei canali dei flussi di neutroni del   nocciolo del reattore.</div>
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<div><b>14 Ottobre 1998</b> &#8211; Golfech   (Tarn-et-Garonne), Francia. Per un lasso di tempo di 30 ore, la  reazione  a catena della centrale va in sovraccarico del 7%</div>
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<div><b>27 Novembre 1998 </b>   &#8211; Golfech (Tarn-et-Garonne), Francia. Evacuato l&#8217;edificio del reattore   per la rilevazione di radioattività nell&#8217;atmosfera. Dodici addetti   presentano una leggera contaminazione.</div>
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<div><b>Dicembre 1998</b>  –  Argun, Cecenia. Un contenitore riempito con materiale radioattivo  viene  ritrovato attaccato ad una mina nei pressi di una ferrovia.</div>
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<div><i><b>10 Dicembre 1998/8 Gennaio 1999 </b> &#8211; Istanbul, Turchia: fonte compromessa radiografica  </i>   Two cobalt-60 radiotherapy sources were stored in a warehouse in   Istanbul which transferred ownership. The sources were not recognized   for what they were and sold for scrap to purchasers who broke open the   shielded containers in a residential area on 10 December. On 13   December, 10 individuals fell ill (including some children) with 6   vomiting. They sought medical treatment, but the cause of the illness   was not recognized (they were released from a clinic on 14 December).   One source (of 88 curies) had been transferred to a scrapyard on 28   December where it was recovered. On 8 January 1999 two individuals   sought treatment at a private hospital. Suspicion of radiation injury   was reported to authorities, and within hours recovery efforts began at   the scrapyard. The second source was not recovered; records indicate it   was a 636 curie source. Estimated doses to those injured were, in rem:   310, 250, 250, 230, 220, 180, 90, 80, 60, and 60. Five individuals   exhibited acute radiation injury, and one person had radiation injuries   to the skin on fingers of one hand. </div>
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<div><b>31 Dicembre 1998</b> &#8211; <i><b>USA e Russia mantengono 7000 testate nucleari pronte ad essere lanciate in 15 minuti</b></i>. </div>
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<div><b>1999 </b> &#8211; Stati Uniti: un uomo versa 32P sulla sedia di un collega di lavoro. Dose di alcune decine di rem</div>
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<div><b>1999</b> – Albania. Dispersione di DU in seguito ad incidente aereo (volo Hercules Royal Air Forces)</div>
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<div><b>1999</b> &#8211;  Inghilterra. Dispersione di DU in seguito ad incidente aereo (Jumbo Korean AL)</div>
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<div><i><b>1999</b> &#8211; Kingisepp, Russia: fonte compromessa  </i>   The radioisotope core of a radiothermal generator was recovered at a   bus station in Kingisepp. Radiation levels at the surface of the source   were 1000 rad/hour. The source had been stolen from a lighthouse 50 km   away by three men stealing metal to sell as scrap; all three died of   radiation injury. </div>
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<div><b>1999 </b> &#8211; Mini guerra Kargil  fra India e  Pakistan. Entrambi i paesi entrano nel livello 3 di allerta  nucleare  (possibilità di lancio di bombe nucleari a breve raggio).</div>
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<div><b>8 Gennaio 1999</b> &#8211; Francia. Centrale di Cruas Meysse, 65 persone evacuate dopo che si sono accese le luci d’allarme radioattivo. </div>
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<div><b>28 Gennaio 1999</b> &#8211; Cruas Meysse, Francia. Fuga radioattiva alla centrale con evacuazione di due membri del personale. Livello 1, scala INES</div>
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<div><i><b>20 Febbraio 1999</b>   &#8211; Yanango, Peru: fonte compromessa. Una sorgente di Ir 192 con una   attività di circa 1TBq viene portata da un impiegato al proprio   domicilio e ritrovata soltanto dopo circa 10 ore. Nonostante le cure la   vittima subì amputazioni e danni irreversibili.  </i> A welder working   with a radiographer at a hydroelectric plant picked up a lost   iridium-192 industrial radiography source on 20 Feburary 1999 and put it   in his pocket for several hours. After about six hours the worker  began  experiencing pain in the back of the right thigh. He went home  with the  source, causing minor exposures to family members. The  radiographer,  having discovered the source was missing about midnight,  came to the  welder&#8217;s home at 1:00 AM on 21 February and helped discover  the source.  The welder received an estimated whole body dose of 150  rem, although  localized doses were much higher&#8211;up to 10,000 rad to one   buttock&#8211;requiring amputation of one leg. </div>
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<div><b>11 Marzo 1999</b> -Francia, centrale del Tricastin: un contaminato. </div>
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<div><b>24 Marzo 1999</b>   &#8211; Kosovo: scoppia la guerra. Nel suo corso la NATO dichiara di aver   sparato circa 31.000 proiettili all&#8217;uranio impoverito per un totale di   circa 10 tonnellate di DU sparse in Kosovo. Centinaia di bombe a uranio   impoverito vengono sganciate nel mare Adriatico da aerei americani</div>
<div><b>Giugno 1999</b> &#8211;  Ishikawa Prefecture (Shika Nuclear Power Plant), Giappone: malfunzionamento delle barre di controlo</div>
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<div><b>29 Maggio 1999</b> &#8211; Rousse, Bulgaria: Customs officials arrested a man trying to smuggle HEU (10 g) at the Rousse customs border check point.</div>
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<div><b>16 Giugno 1999</b> -Russia, centrale di Seversk: 2 contaminati per fuga radioattiva. </div>
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<div><b>Giugno 1999</b>   &#8211;  Prefettura di Ishikawa, Giappone. Malfunzionamento controllo barre.   Per ridurre l&#8217;attività del reattore occorreva inserire una barra di   controllo, invece per un malfunzionamento ne vennerro estratte tre. Per   un quarto d&#8217;ora il reattore rimase in stato altamente critico,  sfiorando  il rischio di un melt-down. L&#8217;incidente venne tenuto segreto e  fu  scoperto per caso solo otto anni dopo, nel marzo 2007. <i>Operators   attempting to insert one control rod during an inspection neglected   procedure and instead withdrew three causing a 15 minute uncontrolled   sustained reaction at the number 1 reactor of Shika Nuclear Power Plant.   The Hokuriku Electric Company who owned the reactor did not report  this  incident and falsified records, covering it up until March, 2007.</i> </div>
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<div><b>23 Giugno 1999</b> -Ucraina, centrale di Rivno: principio incendio. </div>
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<div><b>4 Luglio 1999</b> -Ucraina, centrale di Zaporozhie (Ucraina): bloccato un reattore per precauzione. </div>
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<div><b>12 Luglio 1999</b> &#8211; Giappone, centrale Tsuruga: bloccato reattore per una perdita acqua. </div>
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<div><b>17 Luglio 1999 </b> &#8211;  Ucraina, centrale di Chernobyl: 3 operai contaminati.</div>
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<div><i><b>4 Agosto 1999</b> &#8211; Houston, Texas, USA: incidente radioterapico  </i>   The wrong patient received a dose of radioactive iodine-131, causing   thyroid injury. Two middle-aged female Asian patients were awaiting   radiotherapy procedures. The one scheduled for iodine-131 treatment left   the waiting area. The radiotherapy technologist asked the other  patient  to confirm her name, birth date, and type of treatment, to  which the  patient (not English proficient) replied &#8220;yes&#8221;. The treatment  was  incorrectly administered to her, resulting in a 22,000 rad dose to  the  thyroid, an assessed 85% chance of losing thyroid function, and a   requirement for indefinite thyroid hormone replacement. </div>
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<div><b>19 Agosto 1999</b>   &#8211; United States: Andris Blakis spread phosphorous-32 on the chair of a   co-worker in Los Angeles, CA, causing a dose to the co-worker of a few   tenths of a rem; Blakis was arrested and charged.41 </div>
<div>6-8 Jun  2000:  Japan&#8211;Tsugio Uchinishi sent letters laced with monazite (a   thorium-containing mineral) to 10 government offices in Tokyo in protest   of illegal uranium exports to North Korea</div>
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<div><i><b>13 Settembre 1999</b> &#8211; Grozny, Russia: tentato furto di fonti  </i>   Six individuals attempted to steal radioactive material from a  chemical  factory in Grozny. They opened a container and removed several  of nine  12-cm rods of cobalt-60, each one 27,000 curies. One  individual handled a  source for a few minutes and reportedly died 30  minutes later. Of the  others, two died of radiation exposure and three  suffered radiation  injury. </div>
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<div><i><b>30 Settembre 1999 </b>  &#8211; Tokaimura (Giappone)  (scala Ines 4). Un incidente in una fabbrica di  combustibile nucleare  attiva una reazione a catena incontrollata.  Viene accertato che si  tratta di un errore umano: due operai hanno  trattato materiali  radioattivi in contenitori non idonei. Tre persone  muoiono all&#8217;istante,  mentre altre 439, di cui 119 in modo grave,  vengono esposte alle  radiazioni. Vengono ricoverati in 600 ed evacuati  320.000 abitanti della  zona. La mattina di giovedì le autorità rivelano  che, a causa di una  fuoriuscita d’uranio, si è innescata una fissione  incontrollata nel  nocciolo del reattore. </i> Three operators were  engaged in processes  combining uranium oxide with nitric acid to  produce a uranium-containing  solution for shipment. The uranium  involved was 18.8% U-235. The  procedure used deviated from that  licensed to the facility. In  particular the uranium solution was being  placed in a precipitation tank  for dispensing into shipment containers,  not the more narrow vessel  (geometrically favorable to minimizing  criticality risks) prescribed by  license. At about 10:35 AM, while two  workers were adding a seventh  batch of uranium solution to the tank, a  criticality excursion occurred.  The two workers, along with a third  worker nearby, observed a blue  flash and fled the location;  simultaneously, gamma-radiation detectors  went off in the building and  two adjacent buildings, prompting all  workers to evacuate to a muster  area. Workers were relocated following  higher than background radiation  readings. The two workers who had been  pouring both began vomiting  during transport to the hospital. The  excursion continued for 20 hours  (the facility did not have a procedure  for dealing with criticality  events) until outside experts were brought  in to drain the tank,  shortly after midnight. At 3:18 PM an evacuation  of residents within  350 meters of the site had been ordered due to 5  rad/hr readings at the  facility boundary; at 10:30 PM an advisory was  issued to residents  within a radius of 10 km to stay indoors. Of the  three workers involved  in the accident, the one pouring the solution  received 600-1,000 rem  and died 210 days later; the one holding the  funnel received  1,600-2,000 rem and died 82 days later; and the one at a  nearby desk  received 100-450 rem and was hospitalized for three months.  Both  workers who died had received transplants of blood stem cells. The   highest doses to neighboring residents were between 5 and 25 rem in the   case of about 20 residents. </div>
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<div>·        Alle 10:30 scatta l’allarme, alcuni operai sono stati contaminati in modo molto grave. </div>
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<div>·          Alle 12:41 la polizia crea un “cordone” intorno alla centrale,   si capisce che l’incidente sta diventando più  grave del previsto. </div>
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<div>·        Alle 15:18 alcune famiglie residenti nei pressi della centrale vengono evacuate. </div>
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<div>·          Alle 21:00 si tiene una riunione di emergenza e il governo   comprende a questo punto la gravità dell’incidente; oltre 300.000   persone invitate a stare in casa. </div>
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<div>·        Alle 24:00  la  radioattività attorno e dentro all’impianto raggiunge livelli tra le  10 e  le 20.000 volte superiori alla norma. </div>
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<div>·         Alle 2:30 del  giorno seguente 18 operai tecnici  nell’impianto  accettano una missione  da veri “kamikaze”, devono entrare nell’impianto  per fermare la reazione  a catena, ben consapevoli che, terminata la  missione, non sarebbero più  stati gli stessi. </div>
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<div>·        Alle 6:00 le autorità affermano che la radioattività è scesa a zero. </div>
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<div>Dopo   si accerterà che è stato un errore umano, i tecnici stavano infatti   trasportando, all’interno dell’edificio dove si tratta l’uranio usato   come combustibile nella vicina centrale nucleare, due barili di miscela   di uranio- acido nitrico(che venivano miscelati a mano, con un   rudimentale imbuto, di 30 kg ognuno: questi sono involontariamente   caduti a terra e, essendosi miscelati, hanno innescato la reazione. I   tecnici che hanno fermato la reazione sono all’ospedale in gravissime   condizioni. </div>
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<div><b>2 Ottobre 1999</b> &#8211; Ucraina, centrale di Khmelitskaya: blocco del reattore per malfunzionamento. </div>
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<div><b>4 Ottobre 1999 </b>   – Wolsong (Corea del Sud). Una fuoriuscita di acqua pesante durante   lavori di manutenzione della Centrale di Wolsong causa l’esposizione   alle radiazioni di 22 operai impiegati presso l&#8217;impianto. </div>
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<div><b>5 Ottobre 1999</b>   – Centrale di Loviisa (Finlandia). Viene segnalata una perdita di   idrogeno nell&#8217;impianto di Loviisa, sulla costa Finlandese. Secondo i   tecnici della centrale c’è stato un pericolo di incendio e perdite. La   situazione, secondo gli addetti, è rimasta comunque sotto controllo.</div>
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<div><b>8 Ottobre 1999</b>   &#8211; Rokkasho (Giappone). Una piccola quantità di materiale radioattivo   fuoriesce da un deposito di scorie a Rokkasho, nella prefettura   giapponese di Aomori. Le radiazioni provengono da due fusti arrivati   dalla centrale nucleare di Ekushima. </div>
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<div><b>20 Ottobre 1999</b>  –  Superphenix (Francia). Un incidente tecnico ritarda lo  smantellamento  del reattore a neutroni rapidi Superphenix di  Creys-Malville (Isere),  nel Sud-Ovest della Francia. Nell&#8217;operazione di  scarico del reattore, un  inconveniente tecnico a una puleggia per  l&#8217;estrazione delle cartucce di  combustibile arresta la fase di scarico  del materiale radioattivo. </div>
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<div><b>27 Ottobre 1999</b>  &#8211;  USA.  &#8220;I bambini statunitensi residenti vicino le centrali nucleari  di  New York, New Jersey e Florida hanno nei denti un &#8220;radioisotopo&#8221; (lo   stronzio 90) che li espone ad un rischio tumore molto alto&#8221;. Così Ernest   Sternglass, professore di radiologia all&#8217;università di Pittsburgh ha   esordito nell&#8217;ultima conferenza stampa del progetto no-profit di   &#8220;radioprotezione e salute pubblica&#8221;. Lo sconcertante risultato è stato   ottenuto dai ricercatori statunitensi che hanno analizzato 515 bambini   residenti negli Stati di New York, New Jersey e Florida. I livelli di   radioattività rilevata nei campioni, raccolti dal 1979 al 1992, erano   molto vicini a quelli osservati a metà degli anni &#8217;50 quando Stati Uniti   e Unione Sovietica, in piena guerra fredda, si dilettavano negli   esperimenti con le armi invisibili. Secondo i responsabili del progetto i   livelli di radioattività dovevano invece essere scesi intorno allo   zero. &#8220;Se gli esperimenti nucleari sia di superficie, sia sotterranei   sono effettivamente terminati, i primi sospetti cadono sui reattori   nucleari e sui relativi incidenti&#8221;, ha detto Sternglass, che ha   aggiunto: &#8220;II mondo è troppo piccolo per gli incidenti nucleari&#8221;. I   responsabili del progetto attribuiscono parte di questa radioattività al   disastro avvenuto nel 1979 a Three Mile Island e a quello di Chernobyl   nel 1986. Ci sono documenti federali che testimoniano la fuga nucleare   dal reattore di Suffolk (New York) nei primi anni &#8217;80. </div>
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<div><b>17 Novembre 1999 </b>   &#8211; Gran Bretagna. Durante un volo d&#8217;addestramento, un caccia Tornado   britannico si schianta nel Mare del Nord, a 800 metri da una centrale   nucleare scozzese. Tuttavia, nel rapporto ufficiale, gli inglesi   posizioneranno la distanza a 1.600 metri, facendola corrispondere alla   distanza di sicurezza minima che gli aerei devono rispettare di fronte   ad installazioni nucleari.</div>
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<div><b>18 Novembre 1999</b> –  Torness  (Scozia). Un Tornado della Raf in esercitazione precipita in  mare di  fronte alla centrale nucleare di Torness in Scozia a meno di  ottocento  metri dall’impianto. Un grave incidente è sfiorato per un  soffio. </div>
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<div><b>13 Dicembre 1999 </b>  – Zaporozhe  (Ucraina). Il primo dei sei reattori nucleari della  centrale ucraina di  Zaporozhe viene fermato per il malfunzionamento dei  uno dei  segnalatori di eccessiva pressione. </div>
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<div><b>27 Dicembre 1999</b>   &#8211; Blayais, Gironde, Francia. In seguito a tempesta vengono inondati i   gruppi 1 e 2, e in misura minore i gruppi 3 e 4, della centrale di   Blayais. Tre dei quattro reattori vengono fermati. Incidente di livello 2   della scala INES</div>
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<div><b>2000</b> &#8211; Giappone: un uomo invia per protesta materiale uranifero a 10 uffici pubblici</div>
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<div><b>2000</b>   &#8211; Romania. Nove operai vengonoesposti ad alti livelli di radioattività   di Cobalto 60 durante lo smantellamento di un impianto di fusione. La   notizia è stata mantenuta segreta per sei mesi </div>
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<div><b>2000</b>  &#8211;  Saluggia (Vercelli), Italia. La piena della Dora Baltea arriva fino a   lambire il deposito Eurex, ovvero 200 metri cubi di scorie provenienti   da laboratori di ricerca. Disse il Nobel Carlo Rubbia:&#8221;Sfiorata la   catastrofe planetaria&#8221;.</div>
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<div><b>5 Gennaio 2000</b> – Blayais  (Francia)  (scala Ines 2). Una tempesta provoca un incidente alla  centrale di  Blayais, nella Gironda, dove due dei quattro reattori  vengono fermati.  L’acqua invade alcuni locali della centrale:  danneggiati pompe e  circuiti importanti. </div>
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<div><i><b>24 Gennaio/20 Febbraio 2000</b> &#8211; Samut Prakarn, Tailandia: fonte compromessa radiografica  </i>   A 425-curie cobalt-60 teletharapy source was sold in its housing as   scrap metal to an individual in Samut Prakarn on 24 January and was   temporarily stored at a residence. Several individuals further attempted   to dismantle the housing unsuccessfully on 1 February, after which  they  took it to a junkyard. During transport, one indivual had the  housing  next to his leg. The source fell out at the junkyard during  disassembly,  causing exposure to workers. Two individuals started  becoming ill that  day. More workers became ill in mid-February and  sought medical  treatment, where physicians recognized radiation  sickness and notified  authorities. On 20 February the source was found  and secured. Three  individuals received doses of 200 rems, but two of  them had severe  radiation burns from localized exposures; another  individual received  100 rems. Three individuals died: two junkyard  employees (on 9 March and  18 March) and the husband of the junkyard  owner (on 24 March). </div>
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<div><b>27 Gennaio 2000</b>  –  Giappone. Un incidente ad una installazione per il riprocessamento   dell’uranio in Giappone provoca livelli di radiazione 15 volte superiori   alla norma in un raggio di circa 2 km.. Funzionari locali segnalano  che  almeno 21 persone sono state esposte alle radiazioni. </div>
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<div><b>15 Febbraio 2000</b>   – Buchanan, Indian Point, New York (USA). Una piccola quantità di   vapore radioattivo fuoriesce dal reattore Indian Point 2 vicino alla   cittadina di Buchanan sul fiume Hudson, località a circa 70 chilometri   da New York. La perdita di gas radioattivo costringe la società che   gestisce l’impianto a chiudere la centrale e a dichiarare lo stato di   allerta. La perdita è di circa mezzo metro cubo di vapori radioattivi. </div>
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<div><b>Maggio 2000</b>   &#8211; Loa Alamos, USA. Un violento incendio supera la cinta del Laboratori   Scientifici di Los Alamos (LASL) un complesso di 72 kmq specializzato  in  armi nucleari. L&#8217;incendio distrugge alcuni edifici storici ospitanti  il  Progetto Manhattan. L&#8217;incendio fu provocato da rangers forestali  che  pulivano il sottobosco nella Foresta Nazionale di Bandalier che  circonda  il laboratorio. Il portavoce di LASL dichiarò la presenza di  quasi 3  tonnellate di plutonio. Era raccolto in recipienti in acciaio  temperato  in bunker in cemento armadio a prova d&#8217;incendio. L&#8217;incendio  arrivò a  meno di 27 metri dai contenitori. Al LASL era depositato anche  del  trizio.</div>
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<div><i><b>5 Maggio/3 Luglio &#8211; 2000 </b> &#8211; Mit Halfa, Egitto: fonte compromessa radiografica  </i>   Casualties resulted from a radiography source unwitting brought into a   household in Meet Halfa. Four sources used for checking pipes were  lost  in or near Abu Rawash in late April 2000; the workers who lost the   sources searched unsuccessfully for them but did not report the loss  to  authorities. The family of Fadl Hassan Fadl found one source on 5  May  and took it home, believing it to be precious metal. The rod  contained  50 curies of iridium-192 (activity was reported as 31.5  curies on 5 May  and 19.3 curies on 26 June). On 5 June Hassan Fadl  Hassan, 9 years old,  died of radiation sickness from a dose of 750 rad;  the diagnosis was  unclear at this point, but bone marrow failure and  skin inflammations  were evidence. On 12 June similar symptoms appeared  in other family  members who were hopitalized. The 61-year old father,  Fadl Hassan Fadl,  died on 16 June from a dose of 550 rad. Five others  (Hassan&#8217;s wife and  four more of their children) suffered radiation  sickness from doses  between 300 and 400 rad, and 76 neighbors were  treated for minor  symptoms of blood changes. A total of 150 to 200  neighbors and friends  each incurred estimated doses between 2.5 and 15  rem. Authorities began  radiation surveys in the area on 25 June and  recovered the source 26  June. Authorities found three more cylinders on  3 July (one in a  warehouse), a day after arresting 4 for the loss of  the cylinders. </div>
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<div><b>12 Maggio 2000</b>  &#8211; Sicilia,  Italia. Il sottomarino inglese a propulsione nucleare  &#8220;Tireless&#8221;  subisce un&#8217;avaria al largo della Sicilia, ma prosegue il suo  viaggio  fino alla base di Gibilterra dove rimane bloccato. Dopo il  segreto  iniziale che ha accompagnato il Tireless nel suo viaggio, si è  venuti a  sapere che: </div>
<div>      &#8211; il sottomarino aveva rilasciato dell&#8217;acqua dal circuito di raffreddamento (e quindi radioattiva) in mare aperto; </div>
<div>      &#8211; la crepa nel circuito di raffreddamento non era di 2 mm., ma di vari centimetri; </div>
<div>      &#8211; la posizione della crepa non riguardava solo la tubatura secondaria che porta al pressurizzatore, ma   </div>
<div>        coinvolgeva anche la tubatura principale del circuito di raffreddamento; </div>
<div>      &#8211; il difetto non era occasionale, ma strutturale, e quindi riguardava tutti i reattori montati a bordo di due classi </div>
<div>        di sottomarini inglesi (Trafalgar e Swiftsure).</div>
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<div><b>Luglio 2000</b>   &#8211; Richland, Washington, USA. Degli incendi lambiscono la discarica   nucleare, molto radioattiva, &#8220;B/C&#8221; del sito di Hanford. Nessuna   contaminazione aerea in quanto le scorie non sono in superficie, ma   interrate.</div>
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<div><i><b>Agosto 2000/24 Mar 2001</b> &#8211; Panama City, Panama: incidente radioterapico  </i>   In August 2000 a modification to the computerized treatment planning   system used to calculate shielding blocks during radiotherapy   treatments. Unknown to the operators, the change resulted in   overexposures to patients. Development of symptoms in treated patients   led to discovery of the error on 24 March 2001, after 28 patients had   been overexposed. Five patients died due to overexposure, one died in   December 2000 of cancer unrelated to treatment, and two died by 2001   (one on 19 October 2000, 2 weeks after treatment) of undetermined   causes. Of the radiation-related deaths, dates were as follows: 6 March,   about 3 weeks after treatment; 28 March, about 7 weeks after  treatment;  7 May, about 13 weeks after treatment; 19 May, about 10  weeks after  treatment; 20 May, about 12 weeks after treatment; Most of  the other 20  patients displayed injuries, mostly involving radiation  injury to the  bowel. By 23 May 2002, 17 patients had died, with 13 of  the deaths  caused by rectal complications and 14 deaths total linked to  radiation  exposure. By August 2003, 21 patients total had died with 17  of the  deaths attributed to radiation exposure. For all deaths, times  between  exposure and death were 35, 47, 69, 115, 116, 117, 172, 277,  292, 292,  319, 321, 326, 345, 363, 386, 439, 650, 691, 782, and 836  days. </div>
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<div><b>12 Agosto 2000</b>  &#8211; Mar di Barents, Russia.  Il sottomarino nucleare russo Kursk con 118  uomini a bordo s&#8217;inabissa  nel mare di Barents, a 135 km. al largo di  Murmansk a 115 metri di  profondità. L&#8217;armamento del Kursk comprendeva:  24 missili da crociera  Granit a capacità nucleare (in silos non  accessibili da parte  dell&#8217;equipaggio), 6 tubi lanciasiluri di 533 mm. e  due bombe  anti-sottomarino di grosso calibro. Il compartimento poteva  contenere  28 siluri o altre munizioni. Il relitto, a parte il muso, fu  recuperato  ed in seguito smantellato. Tra le ipotesi delle cause, anche  una  collisione con un&#8217;altra unità </div>
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<div><b>5 Settembre 2000</b> &#8211;   Francia. Il sottomarino nucleare francese Saphir rimane bloccato nel   porto di Tolone in conseguenza di una fuga radioattiva che indica   un&#8217;avaria al reattore</div>
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<div><b>21 Ottobre 2000</b> &#8211; In  seguito  all&#8217;incidente al &#8220;Tireless&#8221; (12 Maggio 2000) la Marina  britannica ordina  il ritiro dei suoi sottomarini di attacco a  propulsione nucleare per  revisionarli e riparare il difetto alle  condutture dei reattori. Il  giornale &#8220;The Guardian&#8221; (28/10/2000)  denuncia la gravità dell&#8217;incidente e  il fatto che non si sia andati  molto lontani dall&#8217;innescare  la fusione  del nocciolo.</div>
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<div><b>26 Ottobre 2000</b>  &#8211; Blayais, Francia. Il  misuratore del Boro del reattore N° 1 dlla  centrale nucleare di Blayais  (Gironde) è reso indisponibile per la  chisura per erroe del suo  rubinetto durante operazionidi controllo. Il  misuratore rimane inattivo  per 35 minuti.</div>
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<div><b>Dicembre 2000</b> &#8211; Karlsruhe, Germany: Mixed radioactive materials including a minute quantity of</div>
<div>Plutonium (0.001 g) were stolen from the former pilot reprocessing plant.</div>
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<div><b>20 Dicembre 2000</b>   &#8211; Japan: A man scattered a small amount of iodine-125 at a subway   ticket gate in Osaka; the man was arrested, and no injuries resulted</div>
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<div><i><b>6 Febbraio 2001</b> &#8211; Nizhny Novgorod, Russia: fonte compromessa radiografica  </i> An x-ray accident caused injuries to 4 individuals. </div>
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<div><b>2001</b> &#8211; Germania: esplode una parte dell’impianto di Brunsbuettel </div>
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<div><b>2001</b> &#8211; worldwide: 6 incidents involving terrorism with nuclear or radiological materials</div>
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<div><b>10 Febbraio 2001</b>   &#8211; Il sottomarino nucleare statunitense &#8220;Greeneville&#8221; durante   l&#8217;emersione travolge una nave scuola giapponese, uccidendo 9 persone. </div>
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<div><i><b>27 Febbraio 2001 </b> &#8211; Bialystok Oncology Center, Polonia: incidente radioterapico  </i>   On 27 February 2001 an electrical failure caused shut down of a   clinical linear accelerator while a patient was receiving radiotherapy.   Treatment was resumed when power was restored, and four other patients   were treated; however, restart checks did not reveal that the dose   monitoring system was not functioning properly, with an electronic   safety component damaged. As a result, the five patients received high   doses, sufficient for two to report itching and burning during   irradiation, prompting staff to cease use of the equipment. Three   patients received localized doses of 6000 to 8000 rems. Poland requested   IAEA assistance on 27 November 2001. </div>
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<div><b>Marzo 2001</b> &#8211; Cattenom, Francia. In seguito ad allarme, 131 persone sono evacuate dall&#8217;edificio del reatore N° 3</div>
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<div><i><b>Maggio/Giugno 2001 </b> &#8211; Kandalaksha, Russia: fonte compromessa  </i>   In May four individuals partially dismantled a radiothermal generator   shielding at a lighthouse near Kandalaksha, seeking to steal metal to   sell as scrap; they removed three radioisotope power sources. All four   were hospitalized with radiation injuries. The sources were recovered in   June 2001. The recovery operation was supported by the government of   Finnmark, a province of Norway. </div>
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<div><b>22 Giugno 2001</b> &#8211;  Puglia,  Italia. un peschereccio pugliese &#8216;pesca&#8217; un sottomarino  nucleare  statunitense, a spasso nelle acque territoriali italiane</div>
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<div><b>16 Luglio 2001</b>   &#8211; Paris, France: Three individuals trafficking in HEU (0.5 g ) were   arrested in Paris. The perpetrators were seeking buyers for the   material.</div>
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<div><b>11 Settembre 2001</b> – New York, Stati  Uniti. Nel  crollo delle Twin Towers sono state coinvolte e vaporizzate  in aria   migliaia di sorgenti di Am 241(smoke detectors) e diverse  tonnellate di  Uranio Depleto usato come contrappeso sulle ali degli  aerei di linea.</div>
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<div><i><b>Dicembre 2001/Febbraio 2002 </b> &#8211; Liya, Georgia: fonte compromessa radiografica  </i>   Three men found two radiothermal generators in the woods 27 km from   Liya, western Georgia. They removed the shielding, apparently to recover   the material as scrap metal. In early December 2001 they removed both   strontium-90 sources, each one 35,000 curies, and took them back to   their campsite where they used them as heat sources. All three became   sick from radiation exposure within hours. After they sought medical   treatment, Georgian authorities contacted the IAEA on 24 December for   assistance in securing the sources. A team attempted to reach the   sources in January 2002 but was unable to due to heavy snow and rugged   terrain. A team successfully reached the sources on 4 February 2002   after which they were secured. Subsequently investigators concluded that   the men had been using and selling lead from the RTG shields for a   period of months; 20 kg of contaminated lead was recovered in a Liya   house. One report claims the men were offered $10,000 to transport the   sources to Turkey. </div>
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<div><b>2002 </b> – Russia. Un uomo di  affari  russo viene arrestato dopo aver offerto 750.000 dollari in  cambio di una  testata al Plutonio da rivendere ad un acquirente estero.</div>
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<div><b>9 Febbraio 2002</b>   &#8211; Onagawa, Giappone. Due lavoratori sono esposti a piccole dosi di   radiazioni e ad ustioni di minimo grado durante un incendio verificatosi   all’esterno di un edificio della centrale nucleare di Onagawa, nella   prefettura di Miyagi. Il fuoco si è sviluppato alla base del reattore   n.3 durante un’ispezione di routine, quando accidentalmente uno spruzzo   di materiale infiammabile ha incendiato un foglio di plastica.</div>
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<div><b>Marzo 2002</b>   &#8211; Oak Harbor, Ohio, USA. Gravissimo caso di corrosione nella centrale   di Davis-Bese: acido borido scava un buco di circa quindici cm nel   coperchio di acciaio del reattore. La centrale rimane chiusa per due   anni, la riparazione ha un costo di 600 milioni di dollari. </div>
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<div><b>Aprile 2002 </b>   &#8211; Nogent-sur-Seine, Francia. L&#8217;Autorità di Sicurezza Nucleare ingiunge   alla direzione della centrale di migliorare le condizioni per la lotta   agli incendi. Il 2 Ottobre 2001, un&#8217;esercitazione ha messo in evidenza   un intervallo di 50 minuti fra il segnale d&#8217;allarme d&#8217;incendio e   l&#8217;intervento delle squadre; 5 mesi dopo l&#8217;intervallo era ancora   superiore ai 45 minuti.</div>
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<div><b>Giugno 2002</b> &#8211; Chicago,  Illinois,  USA. José Padilla, cittadino USA legato aa Al Qaeda, viene  arrestato in  aeroporto con l’accusa di preparare un attentato con dirty  bomb, dopo  aver studiato con diligenza e profitti questo tipo di  esplosivo in  Pakistan</div>
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<div><b>18 Settembre 2002</b> &#8211;  Cadarache, Francia. Un agente  del sito di Cadarache (Bouches-du-Rhône)  si gettain una piscina dove  erano custoditi combustibili irradiati</div>
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<div><b>Ottobre 2002 </b>  &#8211;  Golfech (Tarn-et-Garonne), Francia. Secondo un documento della  Autorità  di Sicurezza Nazionale la centrale non avrebbe adeguatezza di  requisiti  in caso di terremoto per quanto riguarda il sistema del  controllo a  distanza</div>
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<div><b>Ottobre 2002</b> &#8211;  Saint-Alban, Francia. Secondo un  documento della Autorità di Sicurezza  Nazionale la centrale non avrebbe  adeguatezza di requisiti in caso di  terremoto per quanto riguarda il  sistema del controllo a distanza</div>
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<div><b>Novembre 2002</b>  – Georgia.  Trovate (dopo una ricerca a tappeto coprente il 15% del  territorio  georgiano) undici fonti altamente radioattive. Si tratta di  generatori  radiotermici e contenitori di cesio di epoca sovietica,  adatti per  costruire “bombe sporche” </div>
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<div><b>15 Novembre 2002</b>  &#8211; La  Maddalena, Italia. Il sommergibile nucleare Oklahoma della  Seconda  Flotta, di stanza nell&#8217;Atlantico, entra in collisione con una  motonave e  ripara a La Maddalena.</div>
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<div><b>2003</b> &#8211;  Akokan, Niger, Africa.  Cominciano ad essere segnalati valori di  radioattività superiori  il  livello di fondo nei villaggi vicini alle  due miniere di uranio gestite  dall&#8217;AREVA vengono rilevati </div>
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<div><b>2003 </b>  – Afghanistan.  L’intelligence britannica trova prove concrete della  capacità di Al  Qaeda di costruire una “dirty bomb” utilizzando sorgenti  di uso medico.</div>
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<div><b>2003 </b> &#8211; Giappone: un uomo versa 125Ir nella metropolitana di Osaka</div>
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<div><b>2003 </b> &#8211; Cina: un esperto cinese in medicina nucleare mette per invidia 192Ir nell’ufficio di un collega: 74 persone irradiate</div>
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<div><b>2003</b>   -Oak Harbor, Ohio, USA. Un virus informatico mette fuori uso i sistemi   di sicurezza della centrale Davis-Besse per oltre cinque ore. </div>
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<div><b>Febbraio 2003</b>   &#8211; Oak Ridge, Tennessee Y-12 facility, USA. During the final testing of  a  new saltless uranium processing method, there was a small explosion   followed by a fire. The explosion occurred in an unvented vessel   containing unreacted calcium, water and depleted uranium. An exothermic   reaction among these articles generated enough steam to burst the   container. This small explosion breached its glovebox, allowing air to   enter and ignite some loose uranium powder. Three employees were   contaminated. BWXT, a partnership of BWX Technologies and Bechtel   National, was fined $82,500 for the accident.[</div>
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<div><b>10 Aprile 2003</b>   – Paks (Ungheria) (scala Ines 3). L’unità numero 2 del sito nucleare  di  Paks (l’unico in Ungheria, costituito da quattro reattori, a 115   chilometri da Budapest) subisce il surriscaldamento e la distruzione di   trenta barre di combustibile altamente radioattive. Solo un complesso   intervento di raffreddamento scongiura il pericolo di un’esplosione   nucleare, limitata, ma incontrollata e con gravi conseguenze per l’area   intorno a Paks. Secondo il direttore della centrale, Istvan Kocsis, la   causa evidente di questo grave incidente, che ha luogo durante la   pulizia delle pile di combustione, è un errore di pianificazione del   sistema di controllo e raffreddamento ad opera di Framatome ANP</div>
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<div><b>13 giugno 2003</b>   – Thailandia. Nel parcheggio di un hotel di Bangkok un uomo viene   arrestato mentre tenta di vendere ad un agente infiltrato un contenitore   di metallo che a suo dire contiene uranio: chiede 240.000 $. Ad una   successiva analisi, il materiale si rivela Cesio e non Uranio.</div>
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<div><b>13/14 Giugno 2003</b> &#8211; Golfech (Tarn-et-Garonne), Francia. La centrale commette un&#8217;infrazione circa lo scarico dell&#8217;acqua calda.</div>
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<div><b>26 Giugno 2003</b>   &#8211; Sadahlo, Georgia: An individual was arrested in possession of HEU   (~170 g) upon attempt to illegally transport the material across the   border.</div>
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<div><b>13/15 Luglio 2003 </b> &#8211; Golfech (Tarn-et-Garonne), Francia. La centrale commette un&#8217;infrazione circa lo scarico dell&#8217;acqua calda.</div>
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<div><b>5/6 Agosto 2003 </b>   &#8211; Golfech (Tarn-et-Garonne), Francia. La centrale commette   un&#8217;infrazione circa lo scarico dell&#8217;acqua calda. A partire dal 7 Agosto   2003, per un periodo di più settimane, la temperatura del fiume Garonne  a  monte del sito nucleare è rilevata, con regolarità, a più di 29°C,   condizione che non permette di rispettare a valle il limite fissato a   29°C. La produzione a Golfech non viene arrestata.</div>
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<div><b>12 Agosto 2003</b> &#8211; La Maddalena, Italia. varie foto documentano un sommergibile Usa in evidente difficoltà nelle acque de La Maddalena</div>
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<div><b>17 Ottobre 2003</b>   – Arcipelago de La Maddalena (Italia). Sfiorato incidente nucleare: il   sottomarino americano Hartford s’incaglia nella Secca dei Monaci a  poche  miglia dalla base di La Maddalena. La popolazione, allarmata dal  rumore  e dalla forte scossa, come di terremoto, si preoccupa e il  pensiero  corre subito alla base americana. “Macchè – dichiarano i  militari  italiani – tutto a posto, è stato semplicemente un piccolo  terremoto in  Corsica”. Ma dalla Francia fanno sapere che “niente  affatto, qua non c’è  stato nessun terremoto. Né piccolo, né grande”. E  dopo venti giorni, a  novembre, un giornale americano riporta la notizia  di quello che è  successo: il sottomarino dell’Uss Navy si è schiantato  e ha riportato  gravi danni allo scafo e all’elica. L’Hartford si è  trovato in seria  difficoltà. Tanto è vero che l’ammiraglio americano  responsabile della  flotta Usa è stato defenestrato dal Pentagono. . </div>
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<div><i><b>13 Novembre 2003 </b> &#8211; Kola Harbor, Russia: fonte compromessa  </i>   On 12 November 2003, inspectors found the radiothermal generator at   navigation lighthouse 414.1 in Olenya Bay, Kola Harbor, had been   dismantled. Most of the shielding had been stolen, including the   depleted uranium radiation shield. One radioisotope heat source was   found nearby in the water 2-3 meters deep. The following day inspectors   found a similar situation at lighthouse 437 on Yuzhny Goryachinsky   Island, Kola Harbor. Again, the shielding had been stolen, including the   depleted uranium shielding, and one source was recovered near the   island&#8217;s north shore. Both RTGs were BETA-M RTGs, each containing   35,000-curie strontium-90 sources (5 kg each). Without the shielding,   the dose rate is 800-1000 roentgens/hour at a distance of 2-5 cm from   the sources; the sources generate 230 W of heat. Both cases appear to   have involved individuals seeking to steal metal to sell as scrap. It is   probable that the perpetrators incurred radiation injury or even a   fatal dose; no success was reported in attempts to track down the   perpetrators. </div>
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<div><b>25 Novembre 2003</b> &#8211; Rio de  Janeiro, Brasile.  L’ Eletronuclear comunica  un incendio ad un  trasformatore di alta  tensione nella centrale nucleare di Angra dos  Reis (a sud di Rio de  Janeiro, in Brasile) dove sono presenti i (2) due  reattori gemelli:  Angra I e Angra II. Sono esclusi danni all’ambiente e  al personale  addetto. </div>
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<div><b>2004</b> &#8211; Svizzera. Arrestati tre ingegneri per traffico nucleare con il Pakistan</div>
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<div><b>2004</b> &#8211; Chooz, Francia. Nel 2004 alla centrale di Chooz avvengono tre anomalie classificate di livello 1, scala INES</div>
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<div><b>2004</b>   &#8211; Vicenza. Evento di fusione accidentale di una sorgente di Cesio 137   presso le Acciaierie AFV Beltrame di Vicenza. L&#8217;evento viene rilevato  da  un segnale d&#8217;allarme del sistema di monitoraggio posto all&#8217;uscita   dell&#8217;impianto (transito di un camion contenente polveri residue del   processo di fusione).</div>
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<div><b>Inizio 2004 </b> &#8211; Cruas Meysse, Francia. Test di routine rilevano la presenza di trizio nella falde freatiche sotto il sito della centrale.</div>
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<div><b>Gennaio 2004</b>   &#8211; La Maddalena, Italia. La CRIIRAD francese rileva in campioni di  alghe  prelevate nel mare dell&#8217;arcipelago de La Maddalena, tracce di  Torio234  in quantità anomala. Il governo Usa e quello italiano non si   scompongono: “Il plutonio trovato deriva dagli esperimenti nucleari   fatti negli anni ’50 e ’60 in tutto il mondo. La sostanza è presente a   La Maddalena, perché è presente in tutto il mondo”. </div>
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<div><b>29 gennaio 2004</b> &#8211; Galliate (No), Italia. Trafugate 2 sorgenti di Kripto 85.  Le sorgenti non sono</div>
<div>state rinvenute.</div>
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<div><b>Febbraio 2004 </b>   &#8211; Pakistan. L&#8217;ingegnere nucleare pakistano Abdul Qadeer Khan confessa   pubblicamente che scienziati del suo paese avevano condiviso dei  segreti  militari con la Corea del Nora, la Libia e l&#8217;Iran.</div>
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<div><b>23 Febbraio 2004</b>   &#8211; Murmansk, Russia. L&#8217;incrociatore lanciamissili russo &#8220;Pietro il   Grande&#8221;, a propulsione nucleare, viene fatto rientrare nel porto di   Murmansk con l&#8217;obbligo di restare all&#8217;ancora perché &#8220;potrebbe esplodere   in qualsiasi momento&#8221;. A dare la notizia è  il comandante in capo della   Marina Militare russa, l&#8217;ammiraglio Vladimir Kuroyedov, il quale  spiega  che la nave, il più grande incrociatore nucleare del mondo, si  trova in  condizioni &#8220;molto precarie&#8221; e in un &#8220;tale stato di usura&#8221; da   rappresentare un gravissimo pericolo.</div>
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<div><b>1 marzo 2004</b> &#8211; Massacra (Ta) , Italia. Trafugate 4 sorgenti di Iridio 192. Dopo 3 mesi di indagini</div>
<div>tutte le sorgenti radioattive sono state rinvenute e restituite al legittimo proprietario</div>
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<div><b>3 Marzo 2004 </b>   &#8211; Napoli, Italia. Trovato e sequestrato materiale radioattivo   all&#8217;interno di un cantiere dismesso della ex LTR (oggi Linea Tramviaria   6)</div>
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<div><b>4 Maggio 2004</b> – Kiev, Ucraina. La polizia  arresta tre  persone in possesso di 375 pounds di Cesio 137, come  ingrediente per una  “bomba sporca”.</div>
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<div><b>9 Agosto 2004 </b>  – Mihama (Giappone). Nel  reattore numero 3 nell’impianto di Mihama,  350 chilometri a ovest di  Tokyo, una falla provoca la fuoriuscita di  vapore ad alta pressione che  raggiunge i 270 gradi e causa la morte di  quattro operai. Altri sette  lavoratori vengono ricoverati in fin di  vita. E’ l’incidente più tragico  nella storia nucleare del Giappone. La  centrale viene chiusa. </div>
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<div><b>9 Agosto 2004</b> – Shimane (Giappone). Scoppia un incendio nel settore di smaltimento delle scorie in una centrale nella prefettura di Shimane. </div>
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<div><b>9 Agosto 2004 </b> – Ekushima-Daini (Giappone). L’impianto viene fermato per una perdita d’acqua dal generatore. </div>
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<div><b>10 Agosto 2004</b> &#8211; Caprera, Italia. Sottomarino nucleare s&#8217;incaglia a Caprera. Sfiorato l&#8217;incidente nucleare.</div>
<div>I fatti tenuti segreti per circa due settimane.</div>
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<div><b>2005</b>   &#8211; Si calcola che le scorie prodotte a livello mondiale dalle centrali   elettronucleari e dagli impianti di arricchimento e ritrattamento del   combustibile nel 2005 erano pari a circa 270mila  tonnellate. Negli   Stati Uniti si producono circa 2300 tonnellate di rifiuti nucleari ogni   anno, in Francia 1200 tonnellate.</div>
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<div><b>Febbraio 2005</b>  &#8211;  Keith  Goulding della Rothamsted Research a un convegno della  British  Association for the Advancement of Science presenta un suo  studio che  rileva che il plutonio proveniente dai test del Nevada del  1952-53 ha  contaminato anche l&#8217;Europa nord-occidentale. Per giungere  fino alla Gran  Bretagna, e quasi certamente anche tutto il resto  dell&#8217;Europa, il  materiale radioattivo ha impiegato pochissimi giorni.</div>
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<div><b>Marzo/Aprile 2005</b>   &#8211; New Jersey, USA: A package containing 3.3 g of HEU was inadvertently   disposed of. 2005-06-24 Fukui, Japan HEU/ 0.0017 g A neutron flux   detector was reported lost at an NPP.</div>
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<div><b>18/19 Aprile 2005 </b>  –  Sellafield (Gran Bretagna). Viene denunciata la fuoriuscita di oltre   83.000 litri di liquido radioattivo, in 10 mesi, a causa di una   crepatura nelle condotte e di una serie di errori tecnici. </div>
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<div><b>11 Maggio 2005 </b>   &#8211; Saint-Alban, Francia. L&#8217;Autorità di Sicurezza Nazionale richiama il   direttore della centrale a rispettare le norme in caso d&#8217;incendio,   disattese durante una prova pratica.</div>
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<div><b>Giugno 2005 </b>  &#8211;  Sellafield, Gran Bretagna. La fuga di un&#8217;enorme quantità di  combustibile  radioattivo  porta alla chiusura temporanea della centrale  nucleare di  Sellafield (nord-ovest Inghilterra). Secondo il Guardian  la perdita, che  ammonta ad oltre 20 tonnellate di combustibile di  uranio altamente  arricchito e plutonio, sciolto in acido nitrico,  sarebbe avvenuta per  colpa della rottura di una tubatura. Il liquido  radioattivo è quindi  confluito in una cella di acciaio inossidabile,  ora inaccessibile a  causa delle radiazioni.</div>
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<div><b>Settembre/Ottobre 2005</b>  &#8211; Dounreay,  Gran Bretagna. In settembre l’impianto di cementificazione  viene chiuso  a seguito del riversamento interno di 266 litri di  residui radioattivi  derivanti dall’attività di riprocessamento.</div>
<div>In  ottobre, un altro  laboratorio dell’impianto viene chiuso dopo che test  di contaminazione  eseguiti su 8 lavoratori sono risultati positivi per  tracce di  radioattività.</div>
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<div><b>Novembre 2005</b> &#8211; Braidwood, Exelon&#8217;s Braidwood station, Illinois, US: fuoriuscita di materiale nucleare. <i>Tritium   contamination of groundwater was discovered at Exelon&#8217;s Braidwood   station. Groundwater off site remains within safe drinking standards   though the NRC is requiring the plant to correct any problems related to   the release.</i> </div>
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<div><b>Novembre 2005</b> &#8211; Italia. Il  CNR rileva  tracce di trisio e Cs 137 sul Monte Rosa. Le tracce  risalgono ai test  nucleari effettuati nel &#8217;63 in Algeria e  all&#8217;incidente nucleare di  Chernobyl, e poi arrivate sul Monte Rosa,  trasportate per migliaia di  chilometri dalle correnti atmosferiche.</div>
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<div><b>3 Novembre 2005</b>   -La Connecticut Yankee Atomic Power Company  segnala che una certa   quantità di acqua contaminata (al di sotto comunque dei limiti di   potabilità) da Cesio 137, Cobalto 60, Stronzio 90 e Tritio è fuoriuscita   da una piscina di stoccaggio del combustibile esausto. </div>
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<div><b>25 Novembre 2005</b>   &#8211; Rio de Janeiro, Brasile. Un incendio nella centrale atomica di Angra   dos Reis, sulla costa a sud di Rio de Janeiro, blocca la centrale  Angra I  e quella contigua, Angra II.Ne dà notizia, con un comunicato,  l&#8217;E.N. &#8211;  Eletronuclear, l&#8217;azienda atomica pubblica Brasiliana.</div>
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<div><b>25 Novembre 2005</b> &#8211; Teverola (Mt) , Italia. Trafugata 1 sorgente di Iridio 192. Sorgente rinvenuta</div>
<div>dopo 4 mesi lungo il ciglio di una strada in provincia di Salerno</div>
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<div><b>19 Dicembre 2005</b>   &#8211; Sosnovyi Bor, Russia. Una terribile esplosione vicino alla centrale   nucleare di San Pietroburgo ha fatto temere il ripetersi del disastro  di  Chernobyl. La deflagrazione è avvenuta all&#8217;interno dell&#8217;altoforno di  un  impianto di fusione e raffinazione dei metalli &#8220;Ekomet-S&#8221; a  Sosnovyi  Bor, alle porte della seconda città della Russia. La  fuoriuscita di  metallo fuso ha investito tre (3) operai: uno di essi è  morto per le  ustioni e gli altri sono ricoverati in gravi condizioni.  L&#8217;impianto si  trova appena fuori dal perimetro della centrale nucleare  di San  Pietroburgo, costruita nel 1973 e identica a quella di  Chernobyl. La  Ekomet-S, che lavora i rifiuti e il materiale di scarto  prodotti dalla  centrale, ha sospeso le attività per due  settimane in  attesa dei  risultati di un&#8217;indagine avviata dalla Procura di San  Pietroburgo.</div>
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<div><i><b>5 Gennaio/1 Febbraio 2006 </b> &#8211; Glasgow, Scozia: sovraesposizione a terapia radioattiva  </i>   A 15-year-old female patient was receiving radiation therapy for a   tumor at Beatson Oncology Centre in Glasgow. She was given 17 treatments   over a period of time with the first on 5 January. As a result of  human  error, all 17 treatments were far in excess of the prescribed  dose (one  report states the doses were 65% too high). The error was not   identified until after all treatments were administered, shortly  before  the patient was informed on 1 February. Symptoms as of early  February  2006 included large sores on the scalp and ears and  permanently higher  than normal body temperature. The total dose was  reported as potentially  fatal; the localized dose to the brain and neck  posed a risk of brain  damage, paralysis, or death through damage to  blood vessels in nerve  tissue. The patient&#8217;s condition, including  damage to the eyes, had  improved by late February in response to  hyperbaric treatment. On 19  October the patient died (then aged 16);  she had been recovering from  surgery in September to remove fluid from  her brain. An investigation  into the cause of the accident was  reportedly in its final stages as of  October. Subsequently her death  was attributed by health officials to  her cancer. Reports indicate that  39 other patients at Beatson had  received overdoses during  radiotherapy between 1985 and 2006, most with  no adverse results. </div>
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<div><b>9 gennaio 2006</b> &#8211;  Pozzuoli (Na), Italia. Trafugata 1 sorgente di Tecnezio-99m. La sorgente non è</div>
<div>stata rinvenuta</div>
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<div><b>17 gennaio 2006</b> &#8211; Roma, Italia. Trafugati 6 fusti etichettati radioattivi. I fusti rinvenuti, sono stati posti sotto sequestro</div>
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<div><b>1 Febbraio 2006</b> &#8211; Tbilisi, Georgia: A group of individuals was arrested trying to illegally sell HEU (79.5 g.)</div>
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<div><b>27 febbraio 2006</b> &#8211; Catania, Italia. Trafugata 1 sorgente di Iodio 131. Sorgente rinvenuta sul ciglio di una strada</div>
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<div><b>6 Marzo 2006</b> &#8211; Erwin, Tennessee, USA: fuoriuscita di materiale nucleare. <i>Thirty-five   liters of a highly enriched uranium solution leaked during transfer   into a lab at Nuclear Fuel Services Erwin Plant. The incident caused a   seven-month shutdown and a required public hearing on the licensing of   the plant.</i></div>
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<div><b>11 Marzo 2006 </b> &#8211; Belgio. Un  operatore della  società Sterigenics de Fleurus, specializzata nella  sterizzazione di  equipaggiamenti medici, entra per 20 secondi in una  cella d&#8217;irradiazione  contenente una fonte sigillata di cobalto 60 ed in  cui non era in corso  nessuna operazione; le fonti radioattive  avrebbero dovuto essere  immerse in una piscina sotto 5/6 metri d&#8217;acqua  in attesa della  produzione. Tre settimane dopo, l&#8217;operatore accusa  qualche sintomo  tipico di irradiazione (vomito, perdita di capelli). Si  stima che egli  abbia ricevuto una dose elevata fra i 4,4 e i 4,8 Gy in  seguito a un  cedimento del sistema di controllo/comando idraulico che  assicura il  mantenimento della fonte radioattiva nella piscina (lo  spessore d&#8217;acqua  fungendo da scudo biologico). L&#8217;operatore sarà  ricoverato per più di un  mese. Dopo aver sigillato per tutto il mese la  cella in questione,  l&#8217;organismo governativo di controllo AFCN in  collaborazione con gli  ascoltatori privati di AVN ed il controllo sul  benessere dei posti di  lavoro, ha imposto a Sterigenics un programma  operativo comprendente la  messa in luogo di ridondanti sistemi di  sicurezza idraulici, elettrici e  meccanici. Incidente di livello 4,  scala INES.</div>
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<div><b>23 Marzo 2006</b>  &#8211; Ohi, Giappone. Alle  ore 18.40 locali divampano fiamme, per cause  ancora da accertare, in  un deposito destinato al trattamento delle  scorie dell’impianto  nucleare di Ohi, nel distretto di Fukui.</div>
<div>I  reattori 3 e 4,  situati nelle vicinanze del deposito in fiamme, non  subiscono danni.  Due operai vengono ricoverati per aver inalato fumi, ma  si esclude  l’esposizione a radiazioni. </div>
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<div><b>30 Marzo 2006</b> &#8211;   Hennigsdorf, Germany HEU/ Authorities discovered trace amounts of HEU   (47.5 g) on a a piece of tube found amidst scrap metal entering a steel   mill.</div>
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<div><b>Aprile 2006</b> &#8211; Rokkasho, Giappone. Circa  40 litri di  acqua contaminati da plutonio e uranio sono fuoriusciti da  un condotto  interno nell’impianto di riprocessamento del combustibile  nucleare a  Rokkasho, nel nord del Giappone, durante manovre  telecomandate condotte  da un addetto della centrale.</div>
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<div><b>Maggio 2006</b> – Mihama (Giappone). Ennesimo incidente con fuga di 400 litri di acqua radioattiva nella ex centrale nucleare di Mihama. </div>
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<div><b>Maggio 2006</b>   – Laboratori Enea di Casaccia (Italia). Fuoriuscita di plutonio,   ammessa solo quattro mesi dopo, che ha contaminato sei persone addette   allo smantellamento degli impianti. </div>
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<div><b>25 Maggio 2006</b>  – Le  Hague, Normandia, Francia. Il rapporto del Laboratorio  Indipendente di  analisi della radioattività ACRO, rende noto che, nella  zona di Le  Hague, le acque sotterranee, quelle in cui pescano i pozzi  da cui si  estrae l’acqua per irrigare i campi ed abbeverare gli  animali, è  contaminata da radionuclidi, presentando livelli di  radioattività di 70  Bq per litro, mentre la normativa europea prevede  un limite di soli 100  Bq per litro. A Le Hague vi è il sito di  stoccaggio delle scorie  radioattive dei 58 reattori nucleari attivi in  Francia.</div>
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<div><b>Giugno 2006 </b> &#8211; Australia. Rottura di una tubazione all’interno del reattore di Lucas Heights </div>
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<div><b>20 Luglio 2006</b> &#8211; Giappone. Nella centrale nucleare di Hamaoka una medusa ostruisce uno dei filtri del sistema di raffreddamento dei reattori.</div>
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<div><b>25 Luglio 2006</b>   – Oskarshamn (Svezia) (scala Ines 2). Corto circuito nell’impianto   elettrico della centrale a 250 chilometri a sud di Stoccolma per cui due   dei quattro generatori di riserva non sono in grado di accendersi.   Vengono testate tutte le centrali nucleari del Paese e quella di   Forsmark viene spenta. Nel 2005 l&#8217;AIEA aveva dichiarato: &#8220;La centrale   nucleare di Forsmark è una delle più sicure al mondo e dovrà essere   possibile farla funzionare ancora 50 anni&#8221;.</div>
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<div><b>Agosto 2006</b>  &#8211;  Svezia: in seguto all&#8217;incidente nel reattore di Forsmark, 4 delle  dieci  centrali svedesi vengono fermate: il sistema di backup non  consente di  prevenire la catastrofica fusione del nocciolo, qualora  venisse  improvvisamente interrotta l&#8217;alimentazione del reattore. </div>
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<div><b>31 agosto 2006 </b> &#8211; Napoli, Italia. Trafugata 1 sorgente di Radio 226</div>
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<div><b>31 agosto 2006</b> &#8211; Salerno, Italia. Trafugata 1 sorgente di Radio </div>
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<div><b>Settembre 2006</b>   -Kjeller, Norvegia.  In Norvegia un reattore nucleare di ricerca si   blocca dopo una segnalazione d’allarme a causa di livelli elevati di   radioattività riscontrati nel circuito primario</div>
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<div><b>7 Settembre 2006</b>   &#8211; Un incendio scoppia a bordo di un sottomarino russo a propulsione   nucleare. Lo annuncia la Marina russa, secondo cui nel rogo due marinai   hanno perso la vita ma, sempre secondo le fonti militari, non ci   sarebbero state fughe radioattive. L&#8217;incidente è avvenuto nella tarda   serata di mercoledì. Ora il sottomarino è stato rimorchiato senza   difficoltà fino alla base navale di Vedyayevo.</div>
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<div><b>12 Settembre 2006</b>   – Arcipelago de La Maddalena, Sardegna, Italia. L’IRS (indipendèntzia   Repùbrica de Sardigna) denuncia che la Marina italiana &#8220;sapeva&#8221; che   &#8220;l&#8217;acqua radioattiva utilizzata per pulire i reattori atomici dei   sottomarini della Us Navy di stanza a Santo Stefano&#8221; veniva scaricata   nell&#8217;arcipelago della Maddalena e davanti alle Bocche di Bonifacio   (sulla base dell&#8217;intervista di due sottufficiali italiani raccolta dal   giornalista francese Enrico Porsia e pubblicata integralmente sul sito   www.amnistia.net).</div>
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<div><b>Ottobre 2006</b> &#8211; Roma,  laboratori  nucleari della Casaccia. Dichiarata fuga di Plutonio alla  Sogin,  avvenuta in primavera durante una bonifica allo stabilimento  all&#8217;interno  dell&#8217;Enea di Roma.</div>
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<div><b>Ottobre 2006</b> &#8211;  Glen Rose, Texas, USA.  Interrotto il reattore nucleare Comanche Peak 2,  dopo che é stato  rilevato un problema al sistema che fornisce acqua  alle turbine a  vapore. </div>
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<div><b>Ottobre 2006</b> &#8211; San  Pietroburgo, Russia.  Cortocircuito, a causa di un temporale, mette in  moto sistema automatico  di emergenza interrompendo l’unità n. 2</div>
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<div><b>Ottobre 2006</b>  &#8211;  Temelin, Repubblica Ceca. Uno dei due reattori della centrale si  spegne  automaticamente dopo che il sistema di sicurezza ha rilevato  tracce di  umidità all’interno del generatore elettrico.</div>
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<div><b>7 Ottobre 2006 </b>   – Kozlodui (Bulgaria). Viene intercettato un livello di radioattività   venti volte superiore ai limiti consentiti e le verifiche portano a   scoprire una falla in una tubazione ad alta pressione. La centrale, che   sorge nei pressi del Danubio, scampa ad una gravissima avaria. Secondo   la stampa locale la direzione cerca di nascondere l’accaduto e di   minimizzarlo nel rapporto all’Agenzia nazionale dell’Energia Atomica.</div>
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<div><b>16 Ottobre 2006</b>   &#8211; La società British Energy comunica ufficialmente l’esito delle   ispezioni ad alcuni reattori nucleari: sono state rilevate preoccupanti   crepe e lesioni alle tubature in almeno 3 impianti (centrale di  Hinkley,  centrale di Hunteston, centrale di Hartlepool)</div>
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<div><b>30 Ottobre 2006</b> &#8211; Arkansas (USA). Incendio alla Centrale Nucleare di Arkansas Nuclear One, a ovest di Russellville </div>
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<div><b>Novembre 2006</b> &#8211; Chooz, Francia. Fuga di gas radioattivo che supera il limite del 10% per 1 minuto.</div>
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<div><b>Novembre 2006</b>   &#8211; Temelin, Repubblica Ceca. La riattivazione del reattore, bloccato  nel  settembre scorso per una manutenzione programmata e per cambiare le   barre di combustibile, viene rimandata per difficoltà di passaggio   dell’acqua in alcune strutture di contenimento del combustibile</div>
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<div><b>Novembre 2006</b>   &#8211; Ringhals, Svezia. Un incendio costringe al fermo uno dei reattori   della centrale nucleare di Ringhals. Il fuoco ha causato l’arresto   automatico del reattore.</div>
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<div><b>Novembre 2006</b> &#8211; Three Mile Island, USA. Un difetto alla strumentazione innesca il sistema di arresto automatico</div>
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<div><b>Novembre 2006</b>   &#8211; West Milton, USA. I due reattori nucleari della base di  addestramento  della marina nello stato di New York vengono  temporaneamente spenti per  effettuare delle riparazioni dovute alla  sostituzione di alcune valvole  dei reattori rivelatesi difettose</div>
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<div><b>Novembre 2006</b>  &#8211;  Buchanan, USA. Uno dei reattori della centrale nucleare di Indian  Point  si blocca automaticamente a causa di un problema ad uno dei  gruppi di  alimentazione a bassa tensione</div>
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<div><b>1 Novembre 2006</b> &#8211; Roma, laboratori nucleari della Casaccia. Una esplosione distrugge le porte del magazzino 9 contenente plutonio.</div>
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<div><b>1 Novembre 2006</b>   &#8211; Ucraina. Spento, per malfunzionamento di un condotto ausiliario di   raffreddamento del secondo reattore, la centrale della regione di   Mykolayvsky</div>
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<div><b>6 Novembre 2006</b> &#8211; Koeberg, Sud  Africa. Arresto  automatico di uno di due reattori alla centrale  nucleare per problemi  relativi al sistema di controllo della turbina  del reattore.</div>
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<div><b>21 Novembre 2006</b>  &#8211; Tennesee, USA.  Alle ore 9,00 del mattino  le scuole della Contea di  Meigs sono state  chiuse per “precauzione” dopo che la TVA (Tennesee  Valley Authority) ha  comunicato che un “evento insolito” è accaduto  presso la centrale  nucleare di Watts Bar</div>
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<div><b>23 Novembre 2006</b> &#8211; Gran bretagna: omicidio usando una fonte radioattiva (caso Litvinenko)</div>
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<div><b>Dicembre 2006</b>   &#8211; Onawaga, Giappone. Il reattore n. 2 della centrale nucleare di   Onawaga viene fermato a causa di una perdita di acqua refrigerante da   una tubatura. </div>
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<div><b>Dicembre 2006 </b> &#8211; Sapporo, Giappone. Incendio nell&#8217; impianto nucleare di Tomari </div>
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<div><b>FINE 2006 &#8211; Dalla fine della seconda guerra mondiale alla fine del 2006, le esplosioni nucleari nel mondo sono state 2.007</b></div>
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<div><b>2007</b>   &#8211; Akokan, Niger, Africa. Nei villaggi vicini alle due miniere di  uranio  gestite dall&#8217;AREVA vengono rilevati valori di radioattività  superiori  di 100 volte il livello di fondo</div>
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<div><b>2007</b> &#8211; La Corea del Nord effettua test nucleari (fasulli secondo molti esperti)</div>
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<div><b>2007</b>   &#8211; Saint-Alban, Francia. Il rapporto annuale dell&#8217;Autorità Sicurezza   Nazionale richiama la non completa adeguatezza alle norme della sala   comandi</div>
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<div><b>2007 </b> &#8211; Cruas Meysse, Francia. Il  rapporto annuale  dell&#8217;Autorità Sicurezza Nazionale rileva un  rilassamento nel rigore di  utilizzo del sito nucleare.</div>
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<div><b>Gennaio 2007</b>  &#8211; San Onofre,  California, USA. Perdita  in una sezione della tubatura  di connessione  con una delle pompe della centrale nucleare di San  Onofre</div>
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<div><b>Gennaio 2007</b> &#8211; Fukui, Giappone. Quattro operai della centrale nucleare di Takanama sono  colpiti da un getto di acqua radioattiva. </div>
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<div><b>29 Gennaio 2007</b>   &#8211; Oak Ridge, Tennessee (USA)- Fonti ufficiali confermano un incendio  di  modeste dimensioni sviluppatosi presso l’impianto per la produzione  di  armamenti nucleari Y-12 di Oak Ridge.</div>
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<div><b>30 Gennaio 2007</b> &#8211; Saratov, Russia. La centrale nucleare è stata spenta a causa di un non meglio specificato problema di sicurezza.</div>
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<div><b>Febbraio 2007</b> &#8211; Ringhals, Svezia: perdita nel sistema di raffreddamento primario</div>
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<div><b>Febbraio 2007</b> &#8211; Yeonggwang, Corea del Sud. A causa di una disfunzione viene arrestata l’attività del reattore </div>
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<div><b>6 Febbraio 2007</b>   &#8211; Fessenheim, Francia. Il blocco 2 della centrale si ferma   automaticamente in seguito ad un incidente ad una saracinesca di   isolamento del vapore. Una valvola si sarebbe arrestata in un momento   inopportuno. Nessuna conseguenza per la sicurezza.</div>
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<div><b>Marzo 2007 </b>   &#8211; Temelin, Repubblica Ceca. Fuoriescono circa 1.000 litri di acqua   radioattiva dalla centrale. Si tratta del secondo incidente di questo   genere in una settimana.</div>
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<div><b>Marzo 2007 </b> &#8211;  Vermont,  USA,  Crolla una delle torri di rafreddamento della centrale Vermont  Yankee  (la centrale si trova a soli 1.000 metri da una scuola).</div>
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<div><b>7 Marzo 2007</b>   &#8211; Kinshasa, Congo. Scompaiono dal centro nucleare di Kinshasa  oltre   100 barre di uranio oltre ad una non precisata quantità di uranio   contenuta in casse di forma semiovale</div>
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<div><b>21 Marzo 2007</b>  &#8211; Mare  Glaciale Artico. Due marinai inglesi muoiono e un terzo rimane  ferito  in un incidente a un sommergibile nucleare, in missione nel Mar  Glaciale  Artico. Il reattore atomico, secondo quanto riferisce il  ministero  della Difesa, non è danneggiato e il sommergibile è tornato  in  superficie senza particolari danni. A quanto pare l&#8217;incidente ha   riguardato il sistema di depurazione dell&#8217;aria. I danni riportati dalla   sezione sono «superficiali» secondo quanto riferisce il ministero della   Difesa inglese.</div>
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<div><b>Aprile 2007</b> &#8211; <i><b>In Italia  ci sono 90  bombe atomiche, 480 in Europa. Per una potenza complessiva  pari a 900  volte la bomba di Hiroshima. Nel mondo le bombe atomiche  sono più di  30.000</b></i>.</div>
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<div><b>9 Aprile 2007 </b> &#8211;  Dampierre, Francia:  fermato il reattore 3 in seguito a un calo di  tensione. Per diverse ore  viene allertato il piano d&#8217;urgenza.</div>
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<div><b>9 Maggio 2007</b>  &#8211;  Fessenheim, Francia. Viene fermato il reattore N° 2 in seguito a  &#8220;una  leggera fuga su una valvola di un sebatoio dìaria compressa&#8221;  installato  in zona nucleare (così dichiara la direzione). Il reattore  resta fermo  per qualche giorno.</div>
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<div><b>Giugno 2007</b> &#8211;  Bruce, Ontario, Canada.  Nella centrale di Bruce un assemblaggio di  barre di uranio presenta ben  dieci saldature difettose. La dirigenza  comunica il fatto solo nel  dicembre 2007 e viene reso pubblico nel  giugno 2008.</div>
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<div><b>1 Giugno 2007</b>  &#8211; Abbiate Guazzone,  Tradate, Varese, Italia. Scoperta una fonte di  materiale radioattivo  abbandonato. Si tratta di un macchinario  industrile, vecchio di 30  anni, ma ancora pericoloso a causa della  presenza di Cesio 137.</div>
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<div><b>28 Giugno 2007</b>  – Kruemmel  (Germania). Scoppia un incendio nella centrale nucleare di  Krummel, nel  nord della Germania, vicino ad Amburgo. Le fiamme  raggiungono la  struttura che ospita il reattore e si rende necessario  fermare  l’attività dell’impianto. Secondo il rapporto 2006 del  ministero  federale dell&#8217;Ambiente, l&#8217;impianto di Kruemmel è il più  soggetto a  piccoli incidenti tra le 17 centrali. Stando ai piani di  uscita dal  nucleare, fissati in una legge del 2002, il reattore  dovrebbe essere  spento al più tardi nel 2015. </div>
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<div><b>Luglio 2007</b>  &#8211; Giappone. Nel  filtro di un tubo di scarico in uno dei sette reattori  della centrale  nucleare Kashiwazaki-Kariwa viene individuata la  presenza di iodio  radioattivo. </div>
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<div><b>Luglio 2007</b> &#8211; Krümmel, Germania. Incendio a un trasformatore nella centrale nucleare con danneggiamento del reattore</div>
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<div><b>Luglio 2007</b>   &#8211; Sidney, Australia. Blocco dell&#8217; impianto di Lucas Heights per   affrontare i problemi sorti durante i suoi 11 mesi di attività, relativi   a diverse piastre di combustibile allentate</div>
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<div><b>10 Luglio 2007</b> &#8211; Germania. <i><b>Il   rapporto statistico dell’Ufficio Federale per la protezione dalle   radiazioni segnala 1945 incidenti nelle centrali nucleari tedesche dal   1993 al 2006</b></i>.</div>
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<div><b>16 Luglio 2007</b> –  Kashiwazaki  (Giappone). La centrale nucleare di Kashiwazaki-Kariwa, la  più grande  del mondo che fornisce elettricità a 20 milioni di abitanti,  viene  chiusa in seguito ai danneggiamenti provocati dal terremoto.  L’Agenzia  di controllo delle attività nucleari giapponesi ammette una  serie di  fughe radioattive dall’impianto, ma precisa che si tratta di  iodio  fuoriuscito dal una valvola di scarico. Il direttore generale  dell’AIEA,  Mohammed El Baradei, dice che il sisma: &#8220;è stato più forte  di quello  per cui la centrale era stata progettata&#8221;. Il terremoto  provoca un  grosso incendio in un trasformatore elettrico, la  fuoriuscita di 1.200  litri di acqua radioattiva che si riversano nel  Mar del Giappone e una  cinquantina di altri incidenti. Si teme che la  faglia sismica attiva  passi proprio sotto la centrale. Il costo totale  del sisma per la  centrale è stato valutato a più di 3,6 miliardi di  euro, mentre per il  fermo (previsto fina a marzo 2008) è stato valutato  un deficit di 570  milioni di euro. La centrale si trova in un&#8217;area  portuale abitata da  100.000 persone.</div>
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<div><b>Settembre 2007</b>  &#8211; Kashiwazaki (Giappone).  Incendio nella centrale nucleare giapponese a  partenza da un cavo  elettrico in un condizionatore d’aria posto sul  tetto di un edificio  della centrale di Kashiwazaki-Kariwa.</div>
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<div><b>Ottobre 2007</b>  &#8211;  Basilicata, Italia. Riprende l&#8217;inchiesta sul nucleare in Italia,   riguardante rispettivamente due esponenti della &#8216;ndrangheta ed altre 8   persone che, tra gli anni &#8217;80 e &#8217;90, hanno avuto incarichi dirigenziali   presso il centro Enea di Rotondella, in provincia di Matera, dove ha   operato in passato l’impianto Itrec per il ciclo nucleare uranio-torio.   L&#8217;inchiesta ipotizza una produzione clandestina ed un traffico di   plutonio, presumibilmente con Paesi esteri, ma anche la mancata custodia   di materiali radioattivi. Due anni fa un pentito della &#8216;ndrangheta   rivelò che 600 fusti di materiali radioattivi erano stati sepolti in   territorio materano, in località Coste della Cretagna, tra Ferrandina e   Pisticci. Il collaboratore ha dichiarato anche che la &#8216;ndrangheta   trasportava fusti radioattivi in Somalia o che affondava navi cariche di   bidoni radioattivi al largo del Tirreno. Gli altri otto avvisi di   garanzia sono invece per altrettanti dirigenti dell&#8217;Enea. Tra i reati   ipotizzati nell’informazione di garanzia, ve n&#8217;è uno particolarmente   agghiacciante: produzione clandestina di plutonio, l&#8217;elemento più usato   nelle bombe nucleari a fissione. Il riferimento al plutonio spunta  nelle  carte del procedimento sul centro ricerche della Trisaia, a  Rotondella,  sulla costa ionica. Gli otto sotto inchiesta sono quasi  tutti gli ex  direttori del sito nucleare lucano che devono anche  rispondere di  traffico di sostanze radioattive, commercio di armi,  violazione dei  regolamenti sulla custodia di materiali pericolosi. </div>
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<div><b>16 Novembre 2007</b>   &#8211; Sarezzo, Brescia. Chiusura alle Acciaierie Venete di Sarezzo in   seguito alla fusione di una sorgente di Cesio 137 che sublimando finisce   nelle polveri contenute nei fumi di scarico.</div>
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<div><b>28 Novembre 2007 </b>   – Slovacchia. La polizia slovacca arresta due ungheresi ed un ucraino   con un Kg. di 235U in polvere proveniente dall’ex URSS. L’uranio viene   considerato “weapon grade” se arricchito all’85%</div>
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<div><b>Dicembre 2007 </b>   &#8211; uno studio, in Germania, dimostra che fra i bambini con meno di 5   anni cresciuti in un raggio di 5 km. dalle centrali nucleari tedesche,   le leucemie sono 2,2 più frequenti che a livello nazionale</div>
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<div>14   Gennaio 2008 &#8211; Centrale Fermi 2, Michigan, USA. Più del 75% degli   allarmi entra in funzione nella sala di controllo del reattore. Si   tratta di un falso allarme, che costringe, però, ad un breve shut down.</div>
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<div><b>4 Febbraio 2008</b>   &#8211; Kruemmel, Germania.  Nella centrale nucleare Kruemmel, chiusa,   scoppia un incendio prontamente spento dalla squadra interna dei vigili   del fuoco. </div>
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<div><b>21 Febbraio 2008</b> &#8211;  Il satellite  americano  USA193, lanciato il 14 Dicembre 2006, carico di sostanze  tossiche (fra  cui 453 kg di idrazina tossica congelata e materiale  radioattivo quale  il berilio), che stava cadendo sulla terra senza  controllo, viene  abbattuto da un missile SM3 a tre stadi lanciato da un  incrociatore nel  Pacifico. </div>
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<div><b>Marzo 2008</b> &#8211;  Boulder, Colorado, USA. Viene reso  conto che il mese scorso una fiala  contente plutonio è stata rotta  durante un esperimento al National  Institute of Standards and Technolgy.  Una piccola quantità di plutonio  si è dispersa negli scarici pubblici  della città. 29 persone sono state  esposte alle radiazioni.</div>
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<div><b>1 marzo 2008</b>  &#8211; Parma,  Italia. I Carabinieri del Comando Tutela Ambiente hanno  sequestrato  nelle province di Brindisi, Campobasso, Treviso, Milano,  Lucca,  Frosinone, Latina e Mantova trenta tonnellate di acciaio inox   contaminato da Cobalto 60, isotopo radioattivo caratterizzato da elevata   radiotossicità e tempi di dimezzamento della carica radioattiva di sei   anni, importato dalla Cina nel maggio dello scorso anno. Il metallo   radioattivo è stato in gran parte recuperato e messo in sicurezza. Parte   del materiale lavorato si trova all&#8217;estero. Per questa ragione è stato   attivato il servizio di Cooperazione internazionale dell&#8217;Interpol per   rintracciarlo anche nei paesi importatori (Croazia, Turchia, Egitto,   Polonia e Kazakistan). Il materiale era destinato alla produzione di   manufatti come pulegge, cappe di aspirazione, serbatoi e tramogge. Erano   in tutto trenta le tonnellate radioattive sdoganate a maggio 2007 nel   porto mercantile di La Spezia: si trattava di una partita di laminati  di  acciaio inossidabile di vario spessore, proveniente dal più grande   impianto siderurgico al mondo, della società cinese Tysco.</div>
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<div><b>5 Aprile 2008</b>   -A 5 mesi di distanza viene reso noto l&#8217;incidente nucleare della   centrale di Ascò che ha provocato la contaminazione di un’area che   interessa 1.600 persone (novembre 2007) più una perdita radioattiva vrso   la fine di marzo. Il 4 aprile un&#8217;intera scolaresca ha fatto visita  alla  centrale.</div>
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<div><b>8 Aprile 2008</b> &#8211; Rosyth, Scozia,  Gran Bretagna.  Uno dei sette sottomarini nucleari ormeggiati in attesa  di  disattivazione, presenta una falla della dimensione di un pugno.</div>
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<div><b>10 Aprile 2008</b>   &#8211; Beznau, Svizzera. Disattivata a titolo preventivo una turbina della   centrale nucleare di Beznau  in seguito ad una perdita di olio.</div>
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<div><b>12 Maggio 2008 </b>   &#8211; Cina. Un terremoto devastante (60.000 vittime) arreca dani alle   centrali nucleari cinesi situate nella regione dello  Sichuan, che è una   regione ad alta densità per quanto riguarda la presenza di questi   impianti. Ce ne sono almeno cinque nelle vicinanze dell’epicentro del   terremoto di natura sia civile che militare. A Guangyuan che è la zona   dove il sisma ha colpito con più violenza, c’è l’impianto 821 che è un   impianto per la produzione di plutonio per le testate nucleari. Gli   esperti cinesi hanno dichiarato che le centrali nucleari avrebbero   riportato solo lievi danni, ma alcuni dubbi e preoccupazioni restano,   anche perchè alcune centrali sono situate lungo il corso dei fiumi e la   radioattività rischierebbe di diffondersi dall’acqua alle culture,   tramite l’irrigazione agricola. Pechino, comunque, insiste   nell’affermare che tutti i siti nucleari nell’area colpita dal sisma del   12 maggio sono sicuri. Ma Wu Xiaoqing, vice ministro dell’Ambiente,   dice che gli esperti stanno ancora cercando di rendere sicure circa 15   &#8220;sorgenti&#8221; di radiazioni. Dopo il sisma, le autorità avevano detto che   32 siti radioattivi erano rimasti sepolti nel terremoto, ma Wu oggi ha   affermato che il numero di questi luoghi potenzialmente radioattivi è   salito a 50. Trentacinque di questi sono già stati neutralizzati ma non   ha precisato dove si trovano quelli ancora pericolosi. Tre, secondo   quanto ha detto il viceministro, sono ancora sepolti e non raggiungibili   mentre gli altri 12, anche se ancora inaccessibili, sono sotto   monitoraggio. Smarrite inoltre, in seguito al terremoto, fonti   ospedaliere ed industriali</div>
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<div><b>28 Maggio 2008</b> &#8211; Gran Bretagna. Blackout alla centrale nucleare di Sizewell. </div>
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<div><b>21 Maggio 2008 </b>   &#8211; Oskarshamn, Svezia. Sventato  un tentativo di sabotare la centrale   nucleare. La polizia ha arrestato due operai, dopo che nella borsa di   uno di loro era stato trovato materiale esplosivo</div>
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<div><b>Giugno 2008</b>   &#8211; Parma, Italia. Come nel marzo acorso, un&#8217;altra partita di materiale   radioattivo sequestrata dai carabinieri del Noe. Si tratta di un a   grossa partita di rottami metallici, non di semilavorato come nel   ritrovamento scorso, contaminati anche in questo caso da Cobalto 60   utilizzato per lo più in campo medicale.</div>
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<div><b>4 Giugno 2008 </b> &#8211; Krsko, Slovenia: perdita di liquido dal sistema di raffreddamento della centrale slovena di Krsko</div>
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<div><b>6 Giugno 2008</b>   &#8211; Ucraina: rottura di un tubo di raffreddamento in una centrale non   lontana dal confine polacco (incidente rivelato una settimana dopo)</div>
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<div><b>14 Giugno 2008 </b>   -Fukushima, Giappone. In seguito ad una scossa i terremoto di scala  7,2  gradi Richter, nella centrale nucleare di Fukushima, nell&#8217;omonimo   distretto, dove operano due reattori gemelli per una potenza complessiva   di 9.096 megawatt, la compagnia gestrice, la Tokyo Electric Power Co.   (Tepco), rende noto che si è verificata una piccola fuoriuscita &#8211; 14,8   litri in tutto &#8211; di acqua leggermente radioattiva da una vasca in un   deposito di stoccaggio di scorie.</div>
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<div><b>16 Giugno 2008</b>  &#8211;  Savignano Irpino, Avellino, Italia. Tracce radioattive sono trovate  in  un carico di rifiuti che doveva essere portato nella discarica di   Savignano Irpino.</div>
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<div><b>25 Giugno 2008</b> &#8211; Wolfsbuttel,  Germania.  In una miniera usata come deposito di rifiuti nucleari viene  registrata  la presenza di liquidi radioattivi oltre i limiti  accettabili. </div>
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<div><b>2 Luglio 2008</b>  &#8211; Spagna. Un  incidente dopo l&#8217;altro: quattro degli otto reattori  nucleari spagnoli  registrano disfunzioni in meno di 72 ore. Per motivi  differenti, ma  senza pericolo per le persone o l&#8217;ambiente, gli incidenti  si sono  prodotti tra il 28 giugno e il primo luglio. Per le  organizzazioni  ambientalistela olpa è da attribuire pessima cultura  della sicurezza  con la quale Iberdola e Endesa, proprietarie delle  quattro centrali  colpite, gestiscono gli impianti. Il &#8220;Consejo de  Seguridad Nuclear&#8221;  (Csn), organismo che monitora la sicurezza atomica,  attribuisce invece  fatti a una &#8220;sfortunata casualità&#8221;. I proprietari  delle centrali  sminuiscono l&#8217;accaduto, sottolineando che la sicurezza  delle  installazioni non è stata colpita. Tre degli incidenti registrati  sono  avvenuti in tre reattori situati a Tarragona, nel nord-est della   Spagna, gestiti dalla Associazione Nucleare Asco-Vandellos (Anav),   proprietà di Iberdola e Endesa. </div>
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<div><b>3 Luglio 2008</b> &#8211;  Corea del  Sud. Un reattore nucleare della centrale nucleare di Ul-jin,  città  situata nel nord est della Corea del Sud (230 Km a sud ovest di  Seul),  cessa improvvisamente la sua attività. Secondo la Korea Hydro  Nuclear   Power Corp  il reattore N° 1 della centrale di Ul-jin si è  arrestato  automaticamente dopo che al generatore di vapore è mancata  l&#8217;acqua per  delle ragioni sconosciute.</div>
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<div><b>5 Luglio 2008</b>  -Tricastin,  Francia. Denuncia della CRIIRAD: più di 770 tonnellate di  rifiuti  radioattivi sotterrati, per più di 30 anni, direttamente nel  terreno nel  sito nucleare di Tricastin.</div>
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<div><b>7 Luglio 2008</b>  -Paks,  Ungheria. la centrale di Paks viene fermata temporaneamente per  un  piccolo incidente durante lavori di manutenzione al blocco 1   dell&#8217;impianto. </div>
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<div><b>7 Luglio 2008</b> -Tricastin,  Francia. Fuga di  una soluzione contenente uranio in una fabbrica del  sito nucleare di  Tricastin a Bollène (Vaucluse). Circa 30 metri cubi di  soluzione di  uranio si sono versati sul suolo, una parte all’interno  dello  stabilimento ed un’altra nelle acque della Gaffière e poi  dell’Auzon.  Vietati  il consumo di acqua, di pesce, l’irrigazione, i  bagni e gli  sport nautici ed acquatici.</div>
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<div><b>7 Luglio 2008</b>  -Varese, Italia.  Il quotidiano online &#8220;Varesenews&#8221;, riporta che a  Varese sono stati  registrati valori anormali di radioattività  nell&#8217;aria. Nessun comunicato  ufficiale.</div>
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<div><b>11 Luglio 2008</b> &#8211; Ringhals, Svezia. Un incendio distrugge il tetto di una turbina dell’impianto nucleare di Ringhals, in Svezia</div>
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<div><b>12 Luglio 2008</b>   -Beznau, Svizzera. Il reattore numero uno della centrale nucleare di   Beznau, in Argovia,  disattivato per 12 ore. In seguito alla revisione   annuale dell&#8217;impianto, è stata scoperta un&#8217;avaria a due valvole di   regolazione del circuito dell&#8217;acqua di alimentazione nella parte non   nucleare. </div>
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<div><b>12 Luglio 2008</b> &#8211; Vermont, USA.  Perdita in una  delle torri di raffreddamento della centrale di Vermont  Yankee. Ridotta  la potenza del reattore al 47%.</div>
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<div><b>13 Luglio 2008</b>  &#8211;  Cofrentes, Spagna. Nuovo incidente alla centrale nucleare: viene   registrato un aumento di potenza non programmata superiore al 20% di   quella autorizzata. Fortunatamente i sistemi di sicurezza hanno impedito   fughe radioattive e quindi non ci sono rischi per i dipendenti   dell&#8217;impianto, i residenti e l&#8217;ambiente. Si è trattato però del quarto   incidente in 12 giorni a Cofrentes, ricorda il quotidiano spagnolo &#8220;El   Mundo&#8221;, il 27esimo in tre anni.</div>
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<div><b>Seconda metà luglio 2008</b>  &#8211;   Rivne, Ucraina nord occidentale. 15 luglio: viene fermato reattore  n. 4  per problemi di alimentazione. Alcuni giorni dopo: viene spento il   reattore n. 3 a causa di una riduzione dei livelli di acqua nel   generatore di vapore.</div>
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<div><b>17 Luglio 2008</b> &#8211;  Tricastin, Francia.  A 2 km a sud del sito nucleare, 9 giorni dopo la  fuga di uranio a  Tricastin, 4 punti di prelievo d&#8217;acqua in profondità,  falde freatiche e  pozzi privati, dimostrano una concentrazione di  uranio superiore alla  soglia massima fissata dall&#8217;Organizzazione  mondiale della sanità di 15  microgrammi per litro. </div>
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<div><b>18 Luglio 2008</b>  &#8211;   Romans-sur-Isere, Francia. Fuoriuscite di acque contaminate da  elementi  radioattivi, sono state registrate in un impianto della Areva a   Romans-sur-Isere, nel dipartimento della Drome, nel sud-est della   Francia. Lo ha reso noto questa mattina l’Autorithy francese per la   sicurezza nucleare (Autorité de sûreté nucléaire, Asn). La fuoruscita   delle acque contaminate è stata causata da una rottura nel sistema di   canalizzazione. </div>
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<div><b>23 Luglio 2008</b> &#8211; Tricastin,  Francia.  Contaminati cento operai a Tricastin. Sono stati irradiati da  cobalto  58. La perdita si è verificata alla tubatura del reattore  numero 4,  fermo per manutenzione. Si tratta del terzo incidente  nucleare nella  regione in meno di sedici giorni.</div>
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<div><b>25 luglio 2008</b>  &#8211; Bruce,  Ontario, Canada. Un operaio trova un pezzo radioattivo (un  tubo ad acqua  pesante) che era stato perso nell&#8217;unità 2 due mesi e di  cui la  dirigenza della centrale era a conoscenza, ma che aveva tenuto  nascosto</div>
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<div><b>29 Luglio 2008</b>  &#8211; Tricastin, Francia.  Evacuati i 127 dipendenti della centrale nucleare  di Tricastin, dopo  che è scattato un allarme interno. I 45 più vicini  all&#8217;area dove è  scattato il segnale di pericolo sono stati portati in  infermeria.  L&#8217;esame di due persone ha rilevato lievi tracce di  contaminazione  radioattiva. &#8220;Non c&#8217;è un incidente, si è trattato di un  allarme  intempestivo&#8221;, ha detto il portavoce della società elettrica  francese.</div>
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<div><b>29 Luglio 2008</b>  &#8211; Biblis, Francoforte. Fermata la  centrale a causa della linea  elettrica urtata e danneggiata  accidentalmente da una gru durante  lavori di costruzione nel sito. </div>
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<div><b>30 Luglio 2008</b>   &#8211; Scoppia un incendio di piccole dimensioni, domato dopo qualche ora.   Secondo la società, gruppo energetico finlandese Teollisuuden Voima   (TVO), non ci sono feriti e non c&#8217;è alcun pericolo per la popolazione. I   danni all&#8217;impianto sono limitati e riguardano soprattutto impalcature e   materiale da costruzione. «Non c&#8217;era materiale pericoloso nelle   vicinanze, ma diverso materiale da costruzione in legno» ha spiegato   all&#8217;AFP il portavoce del TVO, Juhani Itkonon. Ignote le cause   dell&#8217;incendio. </div>
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<div><b>Primi di agosto 2008</b> &#8211; Austria.  Perdita di  Plutonio presso uno dei laboratori dell&#8217;International Atomic  Energy  Agency, 35 km a sud di Vienna. L&#8217;incidente avviene in un&#8217;area  di massima  sicurezza: per caise non precisate, un aumento di pressione  causa la  fuoriuscita di PLutonio dal contenitore. La contaminazione  riguarda un  magazzino e due locali adiacenti, senza coinvolgimento di  persone.</div>
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<div><b>1 Agosto 2008</b>  &#8211; Mare di Barents,  Russia. La Russia effettua con successo un test  missilistico strategico  da un sottomarino nucleare nel mare di Barents  condotto contro un  bersaglio situato nella penisola di Kamchatka. </div>
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<div><b>2 Agosto 2008 </b>   &#8211; Oceano Pacifico. Il sottomarino a propulsione nucleare &#8216;USS  Houston&#8217;,  appartenente alla &#8216;US Navy&#8217; disperde per mesi nel Pacifico un   quantitativo imprecisato di acqua radioattiva a causa del   malfunzionamnto di una valvola. Impossibile rilevare l&#8217;esatto   quantitativo di acqua radioattiva disperso nelle acque del Pacifico. Il   sommergibile, negli ultimi mesi, aveva navigato tra i porti di Guam,   Hawaii e Giappone</div>
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<div><b>4 Agosto 2008</b> &#8211; Gran Bretagna.  I vertici  del Ministero della Difesa britannico ammettono che i  militari  impiegati durante i test nucleari in Australia e Sud Pacifico  negli anni  50, sono stati esposti a livelli pericolosi di radiazioni.</div>
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<div><b>5 Agosto 2008 </b>   &#8211; Cooper, Nebraska, USA. Nella centrale nucleare di Cooper si   verificano negli ultimi 12 mesi  tre violazioni piuttosto serie della   sicurezza.</div>
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<div><b>6 Agosto 2008</b> &#8211; Tricastin, Francia.  Reso noto  un incidente di un mese prima. Il 4 luglio 2008 si sono avute  emissioni  di scorie di carbonio 14 alla fabbrica Socatri (Areva) sul  sito in cui  già quattro volte è scattato l&#8217;allarme. L&#8217;ASN, pur  classificando  l&#8217;incidente all&#8217;ormai solito livello 1, ha &#8220;vietato alla  Socatri  qualsiasi attività che generi scorie di carbonio 14 fino alla  fine del  2008&#8243;. Infatti, il limite consentito per l&#8217;anno intero è già  stato  superato del 5%</div>
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<div><b>19 Agosto 2008 </b> &#8211; San  Luis Obispo,  California, USA. Un incendio costrige a spegnere la  centrale nucleare di  Diablo Canyon. Il fuoco si è sviluppato in una  zona non considerata a  rischio. Uno dei due reattori è stato chiuso per  assolvere alle  procedure standard di sicurezza. &#8220;Piccole quantita  d&#8217;uranio sono uscite  su questa canalizzazione, che è utilizzata in  maniera occasionale&#8221;,  riferisce la Comurhex, filiale della Areva. &#8220;Non  ci sono rischi per il  personale&#8221;, assicura la società, che stima la  fuoriuscita nell&#8217;ordine di  250 grammi all&#8217;anno.</div>
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<div><b>21 Agosto 2008</b>  &#8211; Pierrelatte,  Francia. Segnalata  una perdita di &#8220;piccole quantità di  uranio&#8221; durante  dei lavori per la modernizzazione degli impianti di  canalizzazione e per  la costruzione di un nuovo centro di conversione  dell&#8217;uranio presso la  centrale di Pierrelatte, situata nel Dipartimento  della Drome, nel Sud  della Francia.</div>
<div>Secondo quanto riferisce la  Comurhex, filiale della  Areva, giovedì si è verificata una perdita di  &#8220;piccole quantità di  uranio&#8221; durante dei lavori presso lo stabilimento  di Pierrelatte. Ma la  società assicura: &#8220;Nessun rischio per il  personale&#8221; </div>
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<div><b>23 Agosto 2008</b>  &#8211; Fleurus, Belgio.  Fuga di iodio radioattivo presso l&#8217;Istituto di Radio  Elementi (IRE).  Dopo una settimana le analisi rilevano un&#8217;alta presenza  di  radioattività nell&#8217;erba nei prssi dell&#8217;istituto e viene raccomandato   alla popolazione della zona di non consumare latte, frutta, verdura ed   acqua proveniente da pozzi.</div>
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<div><b>24 Agosto 2008</b> &#8211;  Vandellos,  Catalogna, Spagna. Alle 08:49 un incendio divampa nel  generatore  elettrico. L&#8217;incendio viene completamente spento alle ore  10,30.  «L&#8217;incendio ha avuto luogo nel generatore, un edificio  convenzionale  separato dal reattore», afferma Rafael Cid, vicedirettore  generale del  Consiglio per la sicurezza nazionale (Csn) spagnolo. Il  generatore è  dove le turbine trasformano in elettricità l&#8217;energia  prodotta dal  reattore atomico. «Dal punto di vista della sicurezza  siamo  relativamente tranquilli», ha detto Cid, aggiungendo che la  centrale è  stata fermata e che la parte danneggiata dall&#8217;incendio dovrà  essere  sostituita</div>
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<div><b>Settembre 2008</b> &#8211; Oak Harbor,  Ohio, USA. Durante  uno scavo viene scoperta una perdita radioattiva di  Trizio da uno dei  tubi della centrale di Davis-Besse.</div>
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<div><b>8 Settembre 2008</b>  &#8211;  Tricastin, Francia. Durante lavori di manutenzione nell&#8217;impianto  numero  due sono rimaste lesionate due unità di contenimento del  combustibile  fissile che alcuni operai stavano tentando di rimuovere;  le operazioni  sono state immediatamente interrotte e la struttura  evacuata. Nessuno  dei presenti ha riportato danni e non si sono  verificate fughe di  radioattività all&#8217;esterno.  La compagnia elettrica  Edf ha chiesto  all&#8217;Autorità di classificare l&#8217;incidente al livello 1  della scala  &#8220;Ines&#8221;.</div>
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<div><b>21 Settembre 2008</b> &#8211; Lake  Township, Michigan, USA.  Chiusa una delle due unità della centrale  Donald Cook a causa di un  piccolo incendio sviluppatosi, per cause  ignote, in una delle sezioni  non nucleari (il generatore di una  turbina). Non evidenziate fughe  radioattive.</div>
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<div><b>24 Settembre 2008</b>  &#8211; Chinon, Francia. A causa  del mancato funzionamento di una pompa, un  quantitativo di olio  industriale &#8220;non radioattivo&#8221; utilizzato nella  centrale nucleare di  Chinon,  nell&#8217;unita&#8217; di produzione numero tre  finisce nella Loira,  inquinando  un tratto di una quindicina di  chilometri del fiume, tra le  localita&#8217; di Port Boulet e di Montsoreau. </div>
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<div><b>24 Settembre 2008</b> &#8211; Cherbourg, Francia. Centrale di La Hague: vedi 10 ottobre 2008</div>
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<div><b>Autunno 2008</b>   &#8211; Tsuruga, Prefettura di Fukui, Giappone. Nella centrale di Monju   vengono scoperti fori da corrosione in un condotto di ventilazione.</div>
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<div><b>Ottobre 2008</b>   &#8211; Rössing, Namibia, Africa. In base ad un&#8217;inchiesta di Labour Resource   and Research Institute e Earthlife Namibia viene reso noto che 50   lavoratori ed ex lavoratori della miniera di Uranio di Rössing, su 800   dipendenti, sono ammalati di cancro.</div>
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<div><b>10 Ottobre 2008</b>  &#8211;  Cherbourg, Francia. Una &#8220;fuoriuscita di materia&#8221; si verifica  all&#8217;interno  del sito per la rigenerazione dei combustibili nucleari di  La Hague. Il  fatto, notificato solo in data odierna, risale al 24  settembre scorso.  Si tratta del quarto incidente livello 1 registrato  nello stesso  stabilimento dall&#8217;inizio dell&#8217;anno. La fuoriuscita di  materia è avvenuta  nel corso del riempimento di contenitori di  plutonio: &#8220;La materia è  rimasta confinata all&#8217;interno del locale dove  si svolgeva l&#8217;operazione.  Le operazioni di riempimento sono state  bloccate e la materia  recuperata&#8221; fa presente, in un comunicato,  l&#8217;Autoirità francese di  sicurezza nucleare.</div>
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<div><b>12 Ottobre 2008</b>  &#8211; Marcoule, Francia.  Durante lo scarico automatico di pastiglie di  combustibile, un operatore  constata che il loro numero è superiore a  quello previsto e dà  l&#8217;allarme. Incidente classificato a livello 1  della scala INES. Ne verrà  data notizia solo il 14 novemre successivo.</div>
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<div><b>22 Ottobre 2008</b>   &#8211; Vermont, USA. Una perdita di contaminanti radioattivi costringe   all&#8217;evacuazione di 25 lavoratori. La contaminazione avviene durante le   procedure di refueling; sembra che uno degli elementi di copertura del   reattore sia stato appoggiato vicino all&#8217;impianto di ventilazione così   che le particelle radioattive si sono sparse in giro per la centrale. </div>
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<div>Novembre   2008 &#8211; Oskarshamn, Svezia. Uno dei reattori della centrale nucleare di   Oskashamm viene fermato dopo che sono state trovate fratture in almeno   cinque delle 90 barre di controllo.</div>
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<div><b>9 Novembre 2008 </b>  &#8211;  Francia. Venti operai sono contaminati durante il lavoro di   installazione di pulsanti per ascensori (ditta Otis). I pulsanti erano   stati costrutiti con rottami radioattivi provenienti dall&#8217;India.</div>
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<div><b>9 Novembre 2008 </b>   &#8211; Oceano Pacifico. Venti persone muoiono a bordo di un sottomarino   russo a propulsione nucleare. Le vittime sono morte inalando del gas   tossico (freon) utilizzato per estinguere le fiamme causate, durante   un&#8217;esercitazione, da un guasto il sistema antincendio del sottomarino.   Un portavoce  della Marina russa precisa che il reattore nucleare è   intatto e che i livelli di radiazioni sono normali.</div>
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<div><b>11 Novembre 2008</b>   &#8211; Devenport, Inghilterra. Il sottomarino Trafalgar &#8211; secondo un   comunicato del ministero della Difesa &#8211; perde 280 litri di un liquido   refrigerante, in seguito alla rottura di un tubo che lo pompava da bordo   dell&#8217;unità a un serbatoio. Il liquido si è disperso nelle acque del   fiume Tamar. Secondo lo stesso comunicato non sono state osservate   tracce apprezzabili di inquinamento.</div>
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<div><b>13 Novembre 2008</b>  &#8211;  Onagawa, Giappone. Un tecnico di 43 anni rimane ferito in seguito a  un  incendio nella centrale nucleare di Onagawa. Il gestore  dell&#8217;impianto,  Tohoku Electric Power, assicura che nell&#8217;incidente non  si e&#8217; verificata  alcuna fuoriuscita di materiale radioattivo. Le  fiamme, domate nel giro  di un&#8217;ora, si sono sviluppate intorno alle  14.00 locali (le 6 del  mattino in Italia) presso il reattore n.1.  Secondo una prima  ricostruzione dei fatti, l&#8217;incendio sarebbe stato  causato da un  malfunzionamento del filtro nell&#8217;impianto di  condizionamento dell&#8217;aria,  dove sarebbero finite, provocando la  deflagrazione, alcune scintille  prodotte dagli operai, impegnati in  attivita&#8217; di manutenzione. Il  tecnico ferito ha riportato lievi  ustioni.</div>
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<div><b>14 Novembre 2008</b>  &#8211; Beznau, Svizzera.  Una turbina del reattore II della centrale nucleare  di Beznau, in  Svizzera, viene fermata per tre ore, in seguito alla  scoperta di una  perdita nella giuntura di un tubo</div>
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<div><b>15 Novembre 2008</b>   &#8211; Muhleberg, Svizzera. Il reattore della centrale nucleare di  Muhleberg  si spegne automaticamente durante una serie di verifiche di  routine.  L&#8217;episodio e&#8217; avvenuto quando fra due test l&#8217;impianto ha  tardato, per  ragioni ancora ignote, a tornare all&#8217;esercizio normale, ha  spiegato  all&#8217;agenzia di stampa elvetica Ats una portavoce della  societa&#8217;  elettrica BKW FMB Energie, responsabile della centrale. Non  sono stati  misurati valori di radioattivita&#8217; fuori dal comune, ha  aggiunto  l&#8217;addetto stampa</div>
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<div><b>19 Novembre 2008</b> &#8211;  Bugey (Ain), Francia.  Un centinaio di litri di olio industriale &#8220;non  radioattivo&#8221; travasa da  un serbatotio della centrale nucleare di Bugey e  si disperde nel Rhône  per diversi chilometri quadrati, all&#8217;altezza di  Loyettes. </div>
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<div><b>8 Dicembre 2008</b>  &#8211; Kashiwzaki-Kariwa,  Giappone. Un uomo rimane lievemente ferito in un  incendio avvenuto in  mattinata nell&#8217;edificio che ospita la turbina del  reattore n. 6 della  centrale nucleare di Kashiwzaki-Kariwa, nel Giappone  settentrionale.   L&#8217;incidente, secondo quanto riferisce il gestore della  struttura,  Tokyo Power Electric Co. (Tepco), non ha causato perdite di  materiale  radioattivo.</div>
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<div><b>16 Dicembre 2008</b> &#8211; Francia. I   laboratori di tutte le centrali nucleari francesi, censiti per fare   continue misure attorno alle installazioni in questione, risultano   inadeguati: l&#8217;ASN (Autorità di sicurezza nazionale) ne sospende o revoca   l&#8217;autorizzazione. Le centrali, senza più controllo, dovrebbero essere   fermate. Nessuna denuncia ufficiale. Lo scandalo viene smascherato  dalla  rete &#8220;Sortir du nucléaire&#8221; solo il 12/01/09, dopo quasi un mese  di  mancato controllo sulle emissioni delle centrali nucleari.</div>
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<div><b>Fine 2008</b>   &#8211; USA. Uno studio epidemiologico condotto da J. Mangano e J. Sherman    mostra che i casi di leucemia giovanile aumentano significativamente in   prossimità delle centrali nucleari: aumento del 13,9% della mortalità   presso le centrali più vecchie, costruite tra il 1957 e il 1970;  aumento  del 9,4% presso le centrali più recenti, costruite tra il 1971 e  il  1981; riduzione del 5,6% presso le centrali non più in funzione.  Secondo  gli autori la diffusione di isotopi radioattivi (anche a  bassissima  concentrazione) da parte delle centrali è la principale  indiziata.</div>
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<div><b>10 Gennaio 2009</b>  &#8211; Germania, Assia.  Fuga interna di liquido radioattivo dal primo al  secondo circuito nella  centrale nucleare di «Biblis B». La denuncia  viene fatta dal  quotidiano “Frankfurter Rundschau” in data 17 gennaio  2009, annotando  che non vi è stata ancora la riparazione del danno. Il  portavoce della  centrale nucleare riferisce, in risposta, che il livello  di  radioattività del liquido fuoriuscito è «solo un millesimo del  valore  limite giornaliero», precisando che i lavori di riparazione  verranno  effettuati nell&#8217;arco due settimane, nell’ambito dei normali  controlli  di routine. </div>
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<div><b>22 Gennaio 2009</b> -Satellite   Cosmos-1818. Un satellite dell’era sovietica alimentato ad energia   nucleare perde frammenti nello spazio dal sistema di refrigerazione del   reattore. La notizia riferita oggi è del 4 luglio 2008. Secondo   Alexander Yakushin, vicecapo delle Forze spaziali russe, ”non c’è   pericolo di contaminazione radioattiva per la superficie terrestre”</div>
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<div><b>28 Gennaio 2009</b>   &#8211; Chalk River, Canada. Solo oggi viene denuciata una perdita di 47   litri di acqua pesante e radioattiva (contenente trizio) avvenuta il 5   dicembre scorso presso la centrale di Chalk River.</div>
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<div><b>2 Febbraio 2009</b>   &#8211; Oyster Creek, New Jersey -USA. Un incendio è divampato in uno dei  due  trasformatori della centrale nucleare di Oyster Creek.  La società,   Exelon Nuclear, ha fatto sapere che &#8220;non c&#8217;è pericolo per il pubblico&#8221;</div>
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<div><b>4 Febbraio 2009</b>   &#8211; Busko, Ramsko, Jablanicko &#8211; Bosnia Erzegovina. Il quotidiano croato   Vecernji List denuncia l&#8217;inquinamento da scorie radioattive francesi  dei  laghi dell&#8217;Erzegovina a partenza della firma dell&#8217;accordo di Dayton  nel  novembre 1995 (vedi:   <a href="http://www.progettohumus.it/public/forum/index.php?topic=560.0">http://www.progettohumus.it/public/forum/index.php?topic=560.0</a><a href="http://www.progettohumus.it/public/forum/index.php?topic=560.0"></a> )</div>
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<div><b>10 Febbraio 2009</b>   &#8211; Nello spazio -Il satellite Usa Iridium per le telecomunicazioni si   scontra con il satellite russo Kosmos-2251, non più in uso, in bassa   orbita a circa 780 chilometri da terra. I detriti derivati dalla   collisione potrebbero danneggiare vecchi veicoli spaziali sovietici che   si trovano in prossimità. E questi ultimi hanno reattori nucleari a   bordo, fanno notare gli esperti da Mosca. In particolare &#8211; spiegano   fonti alle agenzie di stampa russe &#8211; c&#8217;è un rischio di collisione tra i   vecchi satelliti di osservazione della marina sovietica con i rottami,   sparsi intorno, e di conseguenza, si potrebbe avere la presenza in   orbita di macerie radioattive.</div>
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<div><b>11 Febbraio 2009</b>  -Francia.  Un&#8217;indagine di France 3 denuncia che 300 milioni di  tonnellate di  rifiuti radioattivi provenienti dalle miniere di uranio  francesi, sono  stati disseminati, nel corsi di decenni, nelle campagne,  in vicinanza  dei centri abitati, e sono serviti per costruire case,  scuole e aree  gioco per bambini.</div>
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<div><b>12 Febbraio 2009 </b>  &#8211; Los alamos, USA.  Scomparsi nel nulla dal centro di ricerca nucleare  di Los Alamos 67  computer. I dirigenti di Los Alamos hanno sottolineato  che nessuno dei  computer conteneva informazioni classificate.</div>
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<div><b>13 Febbraio 2009</b>   &#8211; Germania. Sequestrate oltre 150 tonnellate di metalli radioattivi,  in  12 Laender tedeschi, provenienti dall&#8217;India. La contaminazione è  dovuta  all&#8217;isotopo radioattivo Cobalto 60 arrivato in Germania da tre  diverse  fonderie indiane. Per l&#8217;alto livello di contaminazione, 5  tonnellate  sono state affidate alla GNS, la società tedesca che si  occupa dello  smaltimento delle scorie nucleari. </div>
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<div><b>22 Febbraio 2009</b>  &#8211;  Chalk River, Ontario, Canada. Terza fuga radioattiva nell&#8217;impianto  di  Chalk River, dal dicembre 2008. 11 kg d’acqua inquinata sono stati   ventilati all&#8217;esterno dopo che due piccoli buchi sono stati rilevati in   un tubo. Il tubo è stato riparato. Il reattore è rimasto in attività e   la fuga non ha creato ritardi nella produzione.</div>
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<div><b>26 Febbraio 2009</b>   &#8211; Kashiwazaki-Kariwa, Giappone. Un incendio, di cause sconosciute, si   sviluppa nell’edificio che ospita uno dei sette reattori della  centrale.  Viene domato dopo una ora e mezza. Leggermente ferito al viso  un  addetto della centrale. La Tepco dichiara che non ci sono state  fughe  radioattive.</div>
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<div><b>13 Marzo 2009</b> &#8211; Francia. La  portaerei Charles  de Gaulle viene bloccata dopo la scoperta di  un&#8217;anormale usura di parti  del suo sistema nucleare</div>
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<div><b>14 Marzo 2009</b>  &#8211; Oskarshamn,  Svezia. Un lavoratore di 61 anni muore durante le  attività di  manutenzione alla centrale nucleare scedese di Oskarshamn.  Sembra che  una parte del macchinario si stia staccata colpendo l&#8217;uomo  in pieno  petto.</div>
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<div><b>19 Marzo 2009</b> &#8211; Dubai, stretto  di Hormuz. Il  sottomarino americano USS Hartford entra in collisione  con la nave  anfibia USS New Orleans. Il New Orleans riprota la rottura  del serbatoio  con fuoriuscita di circa 25.000 galloni di diesel. 15  marinai a bordo  dell&#8217;Hartford rimangono leggermente feriti. &#8220;Non ci  sono danni  all&#8217;impianto di propulsione nucleare dell&#8217;Hartford&#8221;,  dichiara il  portavoce della Marina Statunitense Nathan Christensen.</div>
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<div><b>Aprile 2009</b> &#8211; Indian Point, USA. Viene fermato l&#8217;impianto di Indian Point per la rottura di una pompa del circuito di raffreddamento.</div>
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<div><b>12 Aprile 2009</b>   -Kashiwazaki-Kariwa, Giappone. Incendio notturno in un magazzino del   complesso nucleare, spento dopo due ore. Secondo Tokyo Electric Power   non c&#8217;è stata nessuna fuoriuscita di radiazioni.</div>
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<div><b>23 Aprile 2009</b>   &#8211; Burgos, Paesi Baschi, Spagna. Un problema al generatore principale  ha  obbligato la centrale nucleare di Garona a fermare il reattore e ad   attivare gli allarmi del centro che il prossimo anno compirà 40 anni.   L&#8217;incidente non ha creato &#8220;rischi per i lavoratori, la popolazione o   l&#8217;ambiente&#8221; secondo il Consiglio per la sicurezza nucleare spagnolo.</div>
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<div><b>30 Aprile 2009</b>   &#8211; Sellafield, Gran Bretagna. Da oltre 20 giorni si protrae la ricerca,   nell&#8217;impianto di Sellafield, di due contenitori smarriti con materiale   radioattivo risalente agli anni 70. </div>
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<div><b>4 Maggio 2009</b>  &#8211; Una  catena di misure cade al suolo durante la manutenzione del  quarto blocco  della centrale, dopo che il cavo che collega la  strumentazione si  rompe. L&#8217;incidente viene classificato al livello 2  sulla scala  internazionale Ines, sembra senza causare danni al  personale  dell’impianto e fuoriuscite radioattive. </div>
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<div><b>11 Maggio 2009</b>  &#8211;  Garona, Spagna. Guasto nelle barre di combustibile con &#8220;leggero  aumento  dell&#8217;attività misurata all&#8217;interno del nucleo&#8221;. Lo annuncia lo  stesso  impianto di proprietà Endesa e Iberdrola sostenendo che il   malfuzionamento non avrebbe alcun impatto negativo sulla sicurezza   dell&#8217;ambiente e della salute di chi vive nei pressi dell&#8217;impianto.   Secondo Greenpeace, invece, l&#8217;aumento di attività sarebbe dovuto alla   rottura di un elemento del combustibile che ha contaminato il sistema di   raffreddamento del nucleo della centrale. </div>
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<div><b>13 Maggio 2009</b>   &#8211; Tricastin, Francia. Due pezzi metallici, di due tonnellate ciascuno,   utilizzati per dei test di funzionamento sul ponte di manutenzione,   cadono da una altezza di circa 15 metri nella centrale nucleare di   Tricastin. “Per misure di precauzione, dopo l’incidente, i cantieri sono   stati sospesi come pure gli interventi, circa una trentina,   nell’edificio del reattore” e dei controlli “sono stati realizzati   immediatamente” ha fatto presente EDF. </div>
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<div><b>25 Maggio 2009</b> &#8211; Corea del Nord. La Corea del Nord effettua &#8221;con successo&#8221; il suo secondo test nucleare, dopo quello dell&#8217;ottobre 2006.</div>
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<div><b>05 Giugno 2009</b>   &#8211; Kashiwazaki-Kariwa, Giappone. Fuga di vapore da una porzione di  pompa  per l’incanalamento dell’acqua verso il reattore nucleare n° 7  nella  centrale nucleare di Kashiwazaki-Kariwa, nel nord del Giappone.  La Tepco  rassicura che non c&#8217;è stata contaminazione ambientale,  nonostante una  piccola fuga di elementi radioattivi.</div>
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<div><b>12 Giugno 2009</b> &#8211; Suffolk, Gran Bretagna. <b>In data odierna svelato un incidente del gennaio 2007</b>.   Un impiegato recatosi per un bucato nella lavanderia automatica   dell&#8217;impianto nucleare si accorge di una cospicua  perdita radioattiva   (decine di migliaia di litri), non rilevata dai sistemi d&#8217;allarme.   Sfiorato il disastro nucleare.</div>
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<div><b>29 Giugno 2009</b> &#8211;  Kruemmel,  Germania. La centrale viene bloccata per due giorni a causa  di un errore  di azionamento, da parte di un dipendente, di una valvola  di emeregenza</div>
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<div><b>29 Giugno 2009</b>  &#8211; Dungeness B,  Inghilterra. Un pezzo di gomma si blocca all&#8217;interno  delle condotte  della centrale durante l&#8217;operazione di introduzione di un  nuovo  combustibile (la schiuma combustibile non è a norma con quella  prevista  dai regolamenti). A detta dell&#8217;EDF: “Non c’è stato alcun danno  per i  nostri dipendenti, per gli impianti, il personale non è stato  ferito e  non vi è stato alcun rilascio di radioattività&#8221;. Nonostante  queste  dichiarazione dell&#8217;incidente viene data conoscenza solo 9 giorni  dopo</div>
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<div><b>4 Luglio 2009</b>  &#8211; Kruemmel, Germania. Per un problema  ad un trasformatore si arresta  la centrale con conseguente caduta di  tensione nella rete elettrica di  Amburgo (fuori uso per alcune ore  1500/1800 semafori) </div>
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<div><b>8 Luglio 2009</b>  &#8211; Dampierre en Burly,  Loiret, Francia. Fuga di vapore o gas  radioattivo nel corso dei lavori  di manutenzione alla centrale di  Dampierre. L&#8217;incidente, nel cuore della  notte, ha svegliato diversi  abitanti. </div>
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<div><b>31 luglio 2009</b> &#8211; Beznau, Svizzera. Due lavoratori rimangono esposti a radiazioni durante le fasi di manutenzione della centrale di Beznau </div>
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<div><b>28 Agosto 09</b>   &#8211; Sosnovy Bor, Federazione Russa. Chiuso un reattore nucleare   dell&#8217;impianto di Sosnovy Bor per una perdita dovuta alla rottura di una   pompa. I responsabili: &#8220;I livelli di radioattività nell&#8217;aria rientrano   nella norma&#8221;. La centrale &#8221;Leningrad&#8221;, nella cittadina di Sosnovy  Bor,  a circa 70 km da San Pietroburgo e&#8217; equipaggiata con lo stesso  tipo di  reattore di quello ucraino di Chernobyl</div>
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<div><b>9 Settembre 09</b>  &#8211;  Dieppe, Francia. Spento in poche ore un incendio scoppiato, per  cause  imprecisate, nella centrale nucleare a Dieppe. Tempestivo  l&#8217;intervento  dei vigili del fuoco appena scoppiato l&#8217;allarme.</div>
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<div><b>Ottobre 2009</b>   &#8211; Tajoura, Libia. Gheddafi, indispettito per il rifiuto dell’Onu di   piazzare la sua tenda a New York durante l&#8217;Assemblea Generale, decide di   lasciare incustodito un carico di uranio altamente arricchito, “in   balia di potenziali terroristi”. Si tratta di 7 contenitori, ciascuno   dal peso di diverse tonnellate, pensati “unicamente” per il trasporto e   contenenti 5,2 kg di uranio altamente arricchito (Heu). Dopo intensi   scambi diplomatici, i contenitori vengono portati via il 21 dicembre da   un Antonov russo pagato dagli USA.</div>
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<div><b>8 Ottobre 2009</b>  &#8211;  Prefettura di Fukui, Giappone. Fuoriuscita di liquido radioattivo  dalla  centrale di Fugen. Un operaio e&#8217; stato esposto a radiazioni mille  volte  superiori al livello standard stabilito dal governo giapponese</div>
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<div><b>16 Ottobre 2009</b>   &#8211; Wheatland, Wyoming, USA. Sei lavoratori che lavoravano neii pressi   della centrale di Laramie River vengono contaminati con dosi elevate di   radiazioni</div>
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<div><b>26 Ottobre 2009</b> &#8211; Cadarache,  Francia. Scoperto  un deposito di uranio arricchito al di sopra del  limite fissato. Il CEA  (Commissariato Energia Atomica) ha dichiarato  trattarsi di una riserva  di 10 kg di uranio arricchito (1,65%), mentre  il limite è di 4 kg. Il  Commissariato ha proposto di classificare  l&#8217;incidente al “1”, cioè come  anomalia, nella scala INES (International  Nuclear and radiological Event  Scale). </div>
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<div><b>Novembre 2009</b>  &#8211; Akokan, Niger, Africa. Una  delegazione di Greenpeace Italia,  accompagnata dalla CRIIRAD francese,  rileva alti livelli di  radioattività in due miniere di uranio gestite da  Areva. La  contaminazione, superiore a 500 volte il livello di fondo, è  dovuta  alla criminale idea di AREVA di &#8220;riciclare&#8221; gli scarti delle  miniere di  uranio per la costruzione delle strade.</div>
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<div><b>2 Novembre 2009</b>   &#8211; Francia. Spenti per manutenzione 18 impianti nucleari. Il numero uno   di Fessenheim (Haut-Rhin) ha superato i 10 anni; quattro sono fermi  per  incidenti: il reattore numero 3 di Paluel (Seine-Maritime) a causa  di  una perdita di fiamma nella sala macchine; il reattore numero 2 di   Nogent-sur-Seine (Aube) per un guasto a un alternatore; il reattore   numero 1 di Civaux (Vienne)a causa di disfunzione di una valvola del   motore elettrico; il reattore numero 3 di Bugey (Ain) dopo un incidente   sul generatore di vapore. Tredici reattori devono essere ricaricati di   combustibile e per operazioni di manutenzione: il numero 1 di   Flamanville (Manche), i reattori numero 1 e sei di Gravelines (Nord), il   reattore numero 2 di Paluel, il reattore numero 2 di Penly   (Seine-Maritime), il reattore numero 2 di Cattenom (Lorraine), il   reattore numero 2 di Fessenheim,il reattore numero 3 di Chinon   (Indre-et-Loire),il reattore numero 3 di Blayais (Gironde), le il   reattore numero 1 di Saint-Alban (Isère), il reattore numero 4 di Bugey,   il reattore numero 2 di Tricastin (Drôme) e il reattore numero 2 di   Cruas-Meysse (Ardèche). Il reattore numero 2 della centrale nucleare di   Belleville (Cher) funziona al 60% della sua potenza dopo il   riscaldamento di una pompa del circuito secondario di vapore. </div>
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<div><b>7 Novembre 2009</b>   &#8211; Tricastin, Francia. Le operazioni di manutenzione al reattore numero  2  della centrale nucleare di Tricastin, in Francia, vengono sospese in   seguito a un incidente avvenuto durante la ricarica di una parte delle   barre di uranio</div>
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<div><b>21 Novembre 2009</b> &#8211; Three Mile  Island,  Pittsburg, Pennsylvania. Grande perdita di radioattività da un  reattore  della centrale atomica. Fuga radioattiva originatasi da  isotopo  sconosciuto. 200 lavoratori evacuati, 25 sottoposti a cure  mediche </div>
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<div><b>28 Novembre 2009</b> &#8211; Kaiga, India. In campioni di urina del personale della centrale di Kaiga è stata rilevata un’elevata dose di radiazioni</div>
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<div><b>1 Dicembre 2009</b>   &#8211; Cruas, Ardeche, Francia. Nella notte tra l&#8217;1 e il 2 dicembre si   verifica una otturazione della presa d&#8217;acqua di uno dei quattro reattori   della centrale nucleare Edf di Cruas, con ripercussioni sul circuito  di  raffreddamento. L&#8217;Autorité de sûreté nucléaire (Asn), ha giudicato  la  gravità dell&#8217;ultimo incidente al secondo livello della scala   internazionale Ines di pericolosità. </div>
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<div><b>3 Dicembre 2009</b>  &#8211;  Vandellos, Spagna.L&#8217;impianto nucleare da 1.000 megawatt Vandellos  II,  controllato con il 72% da Endesa (ELE.MC: Quotazione), gruppo Enel   (ENEI.MI: Quotazione), viene fermato per riparazioni ai distributori.  Si  tratta del terzo impianto nucleare in Spagna, su otto totali, che si   ferma per riparazioni. Anche Asco I è infatti fermo per riparazioni,   mentre il reattore di Almaraz I si sta rigenerando.</div>
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<div><b>23 Dicembre 2009</b>   &#8211; Lake Ontario in Clarington, Ontario, Canada. Per un errore umano un   contenitore contenente acqua e isotopi radioattivi, ne versa più di   200mila litri nel Lago Ontario. </div>
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<div><b>29 Dicembre 2009</b>  &#8211;  Mumbai, India. In seguito ad una reazione chimica, scoppia un  incendio  in un laboratorio chimico del Centro di ricerche atomiche  Bhabha (Barc)  di Mumbai. Almeno due studenti ricercatori muoiono. Fonti  del Barc  assocurano che non vi è mai stato il pericolo di fughe  radioattive,  visto che né il generatore nucleare né altri impianti  sensibili sono  stati interessati dalle fiamme.</div>
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<div><b>9 Gennaio 2010</b>  &#8211; Vernon,  Vermont, USA. Per probabile perdita da tubi o da  contenitori, viene  ritrovata acqua contaminata da trizio in un pozzo  della centrale  nucleare di Vermont Yankee</div>
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<div><b>10 Gennaio 2010</b>  &#8211; Volgodon,  Russia. Scoperta di una perdita nel generatore di vapore  del reattore  numero 1 con coseguente spegnimento dell’intero blocco.  Secondo Rosatom i  livelli di radiazioni all’esterno della centrale  sarebbero sotto la  norma. </div>
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<div><b>12 Gennaio 2010</b> &#8211;  Buchanan, New York, USA. A causa  di una valvola rimasta aperta due  giorni, la centrale nucleare di  Indian Point dipserde in ambiente nella  Hudson Valley, 2 milioni di  litri di vapore acqueo contaminato da  radiazioni. </div>
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<div><b>14 Gennaio 2010</b>  &#8211; New Hill, North  Carolina, USA. La centrale nucleare di Shearon Harris  perde,  diffondendoli nel suolo,  circa 4000 litri di acqua contaminata  con  trizio. </div>
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<div>20 Gennaio 2010 &#8211; Red Wing, Minnesota, USA. La   direzione della centrale di Prairie Island, scopre la mancanza di 6   contenitori di matriale radioattivo.</div>
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<div><b>22 Gennaio 2010</b> &#8211; Nord Reno-Westfalia, Germania. Fuoriuscita di materiale radioattivo in centrale nucleare. Ricoverato un impiegato</div>
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<div><b>26 Gennaio 2010</b>   &#8211; Gran Bretagna. Segnalati (dal 2001 a fine 2009), dagli operatori   delle centrali nucleari, 1.343 incidenti alla Health and Safety   Executive dal 2001 ad oggi: 773 classificati non pericolosi, 563   classificati come anomalie di sicurezza, 7 classificati come nocivi </div>
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<div><b>4 Febbraio 2010 </b>   &#8211; Bay City, Texas, USA. Arresto della centrale nucleare di South Texas   per difetto di funzionamento di una delle 57 barre di controllo </div>
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<div><b>5 Febbraio 2010</b>   &#8211; Torness, Scozia, Gran Bretagna. Il reattore nucleare di Torness  Power  viene fermato per la rottura del trasformatore di un generatore  con  conseguente perdita di olio. La Direzione dichiara l&#8217;assenza di  impatti  significativi per l&#8217;ambiente</div>
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<div><b>9 Febbraio 2010</b> &#8211; Lake Keowee in Seneca, South Carolina, USA. Ritrovamento di trizio in due pozzi della centrale nucleare di Oconee</div>
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<div><b>19 Febbraio 2010</b>   &#8211; Lake Wylie in York County, South Carolina, USA. Perdita nel sistema   di raffreddamento della centrale nucleare di Catawba. Non segnalati   rilasci esterni</div>
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<div>23 Febbraio 2010 &#8211; Buchanan, New York, USA. Nella centrale di Indian Point va in tilt il sistema di monitoraggio delle mergenze</div>
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<div><b>26 Febbraio 2010</b> &#8211; Patten, Olanda. Due vecchi contenitori di materiale radioaivo custoditi nella centrale di Patten perdono parte del contenuto.</div>
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<div><b>17/18 Marzo 2010</b>   &#8211; Cattenom. Francia. Due arresti automatici hanno avuto luogo, uno   dietro all’altro, nelle sezioni 1 e 2 della centrale nucleare di   Cattenom; uno per un cedimento a livello della regolazione della   turbina, l&#8217;altro per un’anomalia di una delle catene di misura del   flusso neutronico.</div>
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<div><b>22 Marzo 2010</b> &#8211; Wintersburg,  Arizona,  USA. Perdita di circa 10.000 litri per 4 ore di liquido  radioattivo  dalla struttura di contenimento del reattore nucleare di  Palo Verde</div>
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<div><b>31 Marzo 2010 </b>  &#8211; Vermont, Stati  Uniti. Alcuni rapporti dei primi di gennaio del 2010  hanno messo in  evidenza che, in alcuni pozzi di acque sotterranee della  centrale  nucleare Yankee del Vermont, sono state contaminati da Trizio   radioattivo. Gli ultimi controlli confermano questo dato rilevando da   775.000 picocurie di Trizio per litro, oltre 37 volte il limite EPA   (Environmental Protection Agency) a 2,45 e 2,7 milioni di picocurie per   litro.</div>
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<div><b>Aprile 2010</b> &#8211; Daya Bay, Cina.  Evidenziata una  “microfessura” (primo caso in 6 mesi) nel circuito di  raffreddamento  nella &#8220;giovane&#8221; centrale nucleare di Daya Bay, costruita  da Areva.  L&#8217;incidente rivelato dopo alcune settimane con solite  raccomandazioni di  assenza di fuoriuscuta di radiazioni. </div>
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<div><b>6 Aprile 2010</b>  &#8211;  Cattenom, Francia.  Terzo incidente nucleare in meno di tre  settimane  nella centrale nucleare di Cattenom. Importante inondazione  nella sala  macchine per un errore umano durante lavori di manutenzione.   L’inondazione è stata sufficientemente inquietante per obbligare i   tecnici dell&#8217;unità di produzione n°2 a procedere alla chiusura degli   impianti.</div>
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<div><b>7 Aprile 2010</b> &#8211; Athens, Alabama, USA. Perdita al suolo di 4.000 litri di acqua contaminata da trizio nella centrale Browns Ferry</div>
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<div><b>7 Aprile 2010</b>   -Lower Alloways Creek Township, New Jersey. USA. Presenza di trizio,   superiore a un milione di picoCI/l, nei tubi di scolo delle acque   piovane dell&#8217;Unità 2 della centrale nucleare di Salem</div>
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<div><b>17/18 Aprile 2010</b>   &#8211; Cattenom, Francia. Nella notte tra il 17 e 18 aprile, tracce di   contaminazione interna (oltre il 40% del limite annuale) sono state   individuate su un lavoratore dipendente di un&#8217;impresa esterna in   occasione dei controlli sistematici in uscita dalla zona nucleare della   centrale di Cattenom.</div>
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<div><b>Maggio 2010</b> &#8211; Daya Bay,  Cina.  Evidenziata una “microfessura” (secondo caso in 6 mesi) nel  circuito di  raffreddamento nella &#8220;giovane&#8221; centrale nucleare di Daya  Bay, costruita  da Areva. L&#8217;incidente rivelato dopo alcune settimane con  solite  raccomandazioni di assenza di fuoriuscuta di radiazioni. </div>
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<div><b>4 Maggio 2010</b> &#8211; Oconee, South Carolina, USA. Perdita di trizio nell&#8217;impianto di Oconee.</div>
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<div><b>5 Maggio 2010</b>   &#8211; Delhi, India. Scoperto seppellimento di rifiuti radioattivi,   risalenti a 20 anni fa, nei terreni del campus universitario di Nuova   Delhi.</div>
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<div><b>5 Maggio 2010</b> &#8211; Mayapuri, India. Muore un  operaio  di 35 anni contaminato da macchinario irrradiato di cobalto 60  smaltito  dall&#8217;Università di nuova Delhi nei comuni cantieri per la  rottamazione. </div>
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<div><b>5 Maggio 2010</b>  &#8211; Fonderia di  Feurs, Francia. Manovrando un robot per recuperare  materiale contenente  Cobalto 60, 6 lavoratori vengonocontaminati</div>
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<div><b>7 Maggio 2010</b>   &#8211; Rhône-Alpes, Francia. Rapporto 2009 ASN (Autorità Sicurezza   Nazionale) sulla sicurezza nucleare e sulla radioprotezione delle   quattro centrali nucleari francesi situate in Rhones –Alpes: UN   INCIDENTE OGNI DUE GIORNI.</div>
<div>CENTRALE DI BUGEY. 47 incidenti:</div>
<div>- 31 riguardanti la sicurezza nucleare (8 classificati al livello 1 dello scala INES)</div>
<div>- 10 riguardanti la radioprotezione </div>
<div>- 5 riguardanti l’ambiente esterno </div>
<div>- 1 riguardante il trasporto di materiale radioattive </div>
<div>CENTRALE DI SAINT ALBAN.  41 incidenti:</div>
<div>- 27 riguardanti la sicurezza nucleare (5 classificati al livello 1 dello scala INES)</div>
<div>- 7 riguardanti la radioprotezione </div>
<div>- 6 riguardanti l’ambiente esterno </div>
<div>- 1 riguardante il trasporto di materiale radioattive </div>
<div>CENTRALE DI CRUAS &#8211; MEYSSE.  49 incidenti:</div>
<div>- 41 riguardanti la sicurezza nucleare (6 classificati al livello 1 dello scala INES; 1 classificato a livello 2)</div>
<div>- 5 riguardanti la radioprotezione </div>
<div>- 3 riguardanti l’ambiente esterno </div>
<div>CENTRALE DI TRICASTIN.  44 incidenti:</div>
<div>- 37 riguardanti la sicurezza nucleare (8 classificati al livello 1 dello scala INES)</div>
<div>- 3 riguardanti la radioprotezione </div>
<div>- 4 riguardanti l’ambiente esterno </div>
<div>ED   INOLTRE: 90 incidenti (definiti “eventi significativi”) sono avvenuti   nelle installazioni nucleari di base (edifici per il ciclo del   combustibile, laboratori di logistica o deposito di materiale nucleare,   strutture di decommissionamento).</div>
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<div><b>11 Maggio 2010</b>  &#8211; Bhabha  Atomic Research Centre (Barc), Mumbai, India. Una sostanza  radioattiva  fuoriesce accidentalmente mentre uno scienziato versa una  sostanza  chimica da un contenitore ad un altro. Dieci persone vengono  sottoposte a  trattamento di decontaminazione.</div>
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<div><b>13 Maggio 2010</b>  &#8211; Oyster  Creek, New Jersey, USA. Ennesima falla a Oyster Creek nel New  Jersey, il  più antico sito atomico. Raggiunte e contaminate le falde  acquifere. La  contaminazione è quantificata come 50 volte più alta del  limite  concesso dalla legge.</div>
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<div><b>23 Maggio</b> &#8211; Daya  Bay, provincia di  Guangdong, Cina. Perdita radioattiva nel reattore di  Daya Bay. Il  direttore del gruppo Clp, che detiene il 25 per cento  della centrale,  dichiara che la perdita è stata contenuta e che non  esiste un pericolo  radioattivo all&#8217;esterno della centrale. La notizia  della perdita viene  diffusa solo il 15 giugno successivo.</div>
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<div><b>26 Maggio 2010</b>  &#8211;  Fabbrica Feursmétal, Feurs, Loira, Francia. Durante un&#8217;operazione di   recupero di un apparecchio di radiografia industriale (gammografo),  una  dispersione accidentale di particelle di Cobalto 60, ha colpito e   contaminato 6 persone presenti nel locale. L&#8217;incidente è stato   classificato al secondo livello della scala INES.</div>
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<div><b>26 Maggio 2010</b> &#8211; Vermon, Contea di Windham, Vermont, USA. Perdita radioattiva nella centrale nucleare Yankee. Bloccato l&#8217;impainro</div>
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<div><b>30 Maggio 2010</b>   &#8211; Vermon, Contea di Windham, Vermont, USA. Perdita radioattiva nella   centrale nucleare Yankee (seconda in una settimana) I gestori assicurano   che non c&#8217;e&#8217; stata alcuna contaminazione con l&#8217;esterno e che la falla   e&#8217; stata subito riparata</div>
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<div><b>1 Giugno 2010</b> &#8211;  Vermon, Contea di  Windham, Vermont, USA. Un piccolo pesce di fiume,  vicino alla cemtrale,  viene trovato radioattivo per Stronzio-90  (elemento che contamina anche  il suolo della centrale)</div>
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<div><b>18 Giugno 2010</b>  &#8211; Stato di  Orissa, India. Test nucleare indiano con missile balistico  Prithvi-II,  con un raggio d&#8217;azione di 350 chilometri, da una base  mobile collocata a  15 chilometri al largo delle coste dello Stato di  Orissa       </div>
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<div><b>21 Giugno 2010 </b>  &#8211; Nord Corea.  Livelli anormali di radiazione nucleare rilevati nei  pressi della  frontiera tra Corea del Nord e Corea del Sud. Imprecisate  le cause.</div>
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<div><b>6 Agosto 2010</b> &#8211; Russia. Vasti incendi si stanno avvicinandoallezonecontminate di Chernobyl</div>
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<div><b>10 Agosto 2010</b>   &#8211; Russia. I giganteschi incendi dei boschi e delle torbiere   imperversanti in Russia da più di 10 giorni,  iniziano a provocare il   risollevamento di parte delle ricadute radioattive di Chernobyl, di   Mayak e dei test nucleari.</div>
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<div><b>11 Agosto 2010</b> &#8211; Bryansk, Russia. Gli incendi in Russia ragiungono le foreste contaminate della regione di Bryansk.</div>
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<div><b>13 Agosto 2010</b>   &#8211; Mayak, Russia. A causa degli incendi e della siccità le particelle   radioattive rimesse in circolo si depositano nel fiume Techa che da   decenni riceve i rifiuti radioattivi del&#8217;impianto nucleare di Mayak e   che si butta nel vicino lago Karachai. Queste, insieme agli importanti   sedimenti radioattivi, per via dellas iccità, non più imprigionate dal   fango e dall&#8217;acqua, salgono in superficie e si diffondono nell&#8217;aria   sotto forma di polvere.</div>
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<div><b>13 Agosto 2010</b> &#8211; Russia.  Guadagna  ancora terreno l&#8217;incendio che sta divorando una riserva  naturale vicino  alla centrale nucleare russa di Sarov, circa 500  chilometri a est di  Mosca. </div>
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<div><b>17 Agosto 2010</b> &#8211;  Provincia Bushehr, Iran.  Precipita un aereo da combattimento  dell&#8217;aeronautica nazionale nella  provincia meridionale di Bushehr, a 40  km dalla centrale nucleare</div>
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<div><b>19 Agosto 2010</b>  &#8211;  Regione di Tver, Russia. Chiusi per malfunzionamento i due reattori   della centrale nucleare Kalinin. Stando all&#8217;ufficio stampa   dell&#8217;impianto, il secondo reattore è stato disattivato dal sistema di   protezione automatica per un guasto ad una pompa, mentre il primo è   stato chiuso per un problema al generatore. </div>
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<div><b>21 Agosto 2010</b>   &#8211; Germania. Il portale dell’ Agenzia governativa tedesca per l’  energia  informa che le misure effettuate dall&#8217;ufficio federale tedesco  per la  protezione dalle radiazioni (Bundesamt für Strahlenschutz, BfS)  hanno  individuato un aumento nelle radiazione in Germania, causato  dagli  incendi radioattivi in Russia. </div>
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<div><b>27 Agosto 2010</b>  &#8211;  Aleksandrovsk, penisola di Kola, Russia. Incendio nel cantiere  navale N.  10 implicato nella demolizione di materiale militare nucleare  e rifiuti  radioattivi. L&#8217;incendio viene spento due ore. Il livello di  radiazione  nell&#8217;area raggiunge i 40 micro Roentgen/ora, tre volte oltre  il normale  livello di fondo nella zona. La Russia invia sul luogo un  team composto  da uomini del ministero della difesa, della Flotta del  Nord e del  monopolista nucleare Rosatom. </div>
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<div><b>Ottobre 2010</b>  &#8211; Daya Bay,  Cina. Evidenziata una “microfessura” (terzo caso in 6  mesi) nel circuito  di raffreddamento nella &#8220;giovane&#8221; centrale nucleare  di Daya Bay,  costruita da Areva. L&#8217;incidente rivelato dopo alcune  settimane con  solite raccomandazioni di assenza di fuoriuscuta di  radiazioni.</div>
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<div><b>05 Ottobre 2010</b>  &#8211; Ignalina,  Lituania. Rilasciati circa 300 tonnellate di liquidi ad  alta attività  durante i lavori di disattivazione della centrale nucleare  di Ignalina.  Il personale e lavoratori della centrale vengono esposti a  radiazioni.  La direzione della centrale asserisce che l’inquinamento  non si è  diffuso oltre il sito dell’impianto. Notizia dell&#8217;incidente  viene data  solo il 15 novembre successivo.</div>
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<div><b>12 Ottobre 2010</b>   &#8211; Bulgaria, centrale di Kozloduy. Durante lavori di manutenzione   vengono rilevate delle crepe nei tubi di protezione di reattore della   centrale nucleare di Kozloduy. Le Autorità non riferiscono alcuna fuga   radioattiva. </div>
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<div><b>23 Ottobre 2010</b> &#8211; Wyoming, USA. Un  guasto  tecnico interrompe per circa 50 minuti le comunicazioni tra il  centro di  controllo della base aerea Warren del Wyoming e 50 missili  nucleari,  pari a un quinto dell&#8217;arsenale americano. Il portavoce,  colonnello Todd  Vician dichiara: &#8220;I missili sono sempre stati  protetti&#8221;.</div>
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<div><b>25 Ottobre 2010</b>  &#8211; Knolls atomic  power laboratory, USA. A causa dello straripamento di  un canale  sotterraneo drenante almeno 640 galloni di acque reflue  contaminate si  riversano nel fiume Mohawk. Radonuclidi presenti  nell&#8217;acqua: cesio 137,  stronzio 90, uranio e plutonio. L&#8217;incidente  sembra sia stato causato  da un guasto ad una pompa elettrica  e lo  sversamento sarebbe andato  avanti per almeno 3 ore. La notizia viene  data solo l&#8217;8 novembre </div>
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<div>27 Ottobre 2010 -Bilibino, Russia. Viene fermata per 36 ore, per cause non rese del tutto note, la centrale nucleare di Bilibino</div>
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<div><b>3 Novembre 2010</b>   &#8211; Saint-Maur-des-Fossés, Val de Marne, Francia. Lavoratori della 2M   Process, un&#8217;impresa sussidiaria del Commissariat à l&#8217;énergie atomique   (Cea) della Francia, a causa di un setaccio molecolare contaminato, sono   esposti ad una sostanza radioattiva, il trizio. A tre settimane di   distanza (25 novembre) dalla scoperta della contaminazione, la   radioattività nell&#8217;aria circostante è in aumento. L&#8217;inquinamento viene   reso pubblico il 6 dicembre. A soli 200 metri di distanza dal collegio   Camille Pissarro frequentato da 650 adolescenti, la radioattività   dell&#8217;aria è aumentata di 1.000 volte (fino a 200.000 Bq/m. cubo) e   quella dell&#8217;acqua più di 24. Eurodisney si trova a meno di 10 km.. La   contaminazione è prevista per diversi mesi.</div>
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<div><b>7 Novembre 2010</b>   &#8211; Montpelier, Vermont, USA. Una tubazione della centrale nucleare   Yankee del Vermont,  causa la perdita di acqua radioattiva obbligando i   funzionari allo spegnimento dell’impianto. La perdita viene rilevata  nel  corso di ispezioni di routine da un tubo lungo due piedi  proveniente  dal sistema di circolazione facente parte del reattore. Si  stima che la  perdita è stata di circa sessanta gocce al minuto finite  all’interno di  un pozzetto di raccolta.</div>
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<div><b>7 Novembre 2010</b>  &#8211; Centrale  nucleare a nord di New York. Esplode un trasformatore  costringendo  all’arresto di un reattore. Non viene segnalato nessun  ferito e nemmeno  fuga di materiale radioattivo</div>
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<div><b>17 Novembre 2010</b>  &#8211; Georgia,  Caucaso del Sud. In alcune repubbliche ex sovietiche si può  acquistare  sul mercato nero uranio arricchito per la costruzione di  armi nucleari.  E’ quanto rivela  il Guardian, entrato in possesso di  informazioni  riservate relative ad un processo in corso a porte chiuse  in Georgia.  Gli imputati, entrambi armeni, sono un imprenditore e un  fisico  colpevoli di aver trasportato illegalmente l’uranio arricchito  da  Yerevan a Tbilisi. Il presidente georgiano Mikhail Saakashvili aveva   informato altri capi di stato dell’arresto dei due durante un summit  sul  nucleare a Washington in aprile, ma nessun dettaglio del caso era  stato  finora reso pubblico. Secondo quanto scrive il quotidiano  britannico,  Sumbat Tonoyan, 63 anni, e il fisico cinquantanovenne Hrant  Ohanyan  avevano nascosto i 18 grammi di uranio in loro possesso in un  pacchetto  di sigarette isolato con del piombo, in modo da superare i  controlli dei  costosi sensori anti-radiazioni installati ai confini  degli Stati ex  sovietici grazie ai finanziamenti degli Usa.</div>
<div>I due  armeni erano  convinti di recapitare l’uranio ad un rappresentante di  un gruppo  islamista e che si trattasse soltanto di un campione al quale  avrebbe  fatto seguito una consegna più grande. Il loro fornitore in  Armenia  aveva infatti assicurato loro che maggiori quantità erano  disponibili.  Non è chiaro dunque quanto uranio arricchito sia in  circolazione, ma è  la terza volta nel giro di sette anni che il  materiale viene  intercettato in Georgia. Nonostante negli ultimi anni  diversi miliardi  siano stati spesi per migliorare la sicurezza dei siti  nucleari in  diverse parti del mondo, ed i particolare in Russia, dove  si  troverebbero fino a 7.000 tonnellate di uranio arricchito, molto   potrebbe essere stato rubato in passato. L’uranio di cui erano in   possesso i due armeni sarebbe stato infatti rubato diversi anni fa, in   epoca sovietica, quando i controlli non erano così severi. Nei tre casi   georgiani, alcune prove indicherebbero che il materiale era stato   trafugato da una centrale nucleare a Novosibirsk, in Siberia</div>
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<div><b>20 Novembre 2010</b>   &#8211; Germania. Ralf Kusmierz, Kristina Voigt e Hagen Scherb, studiosi del   Centro di ricerca tedesco per la salute ambientale di Monaco e tra i   massimi esponenti della comunità scientifica tedesca hanno esaminato il   rapporto tra nascite e prossimità alle centrali nucleari, in Germania e   Svizzera. Lo studio ha dimostrato l&#8217;esistenza di gravi conseguenze  anche  in rapporto alla semplice vicinanza a centrali nucleari. Negli  ultimi  40 anni, nelle aree a 35 chilometri di distanza da 31 centrali  nucleari  tedesche e svizzere, il numero delle nascite di bambine  risulta  inferiore di 20&#8217;000  rispetto ai dati attesi.</div>
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<div><b>24 Novembre 2011</b>   &#8211; Gli agenti federali statunitensi incaricati del trasporto delle armi   nucleari sul territorio statunitense sono rimasti coinvolti in sedici   incidenti collegati al consumo di bevande alcooliche negli ultimi due   anni.</div>
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<div><b>27 Novembre 2011</b> &#8211; Aumentati in Germania i  casi di  tumore nell’area intorno al deposito di scorie nucleari di  Asse. Lo  riferisce il governo della Bassa Sassonia.</div>
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<div><b>4 Dicembre 2011</b>   &#8211; Cherbourg, Francia. Una parte del tetto di un edificio del sito che   ospita la centrale nucleare di Flamanville crolla sotto il peso della   neve. L&#8217;EDF assicura che non si sono verificati problemi per i fusti di   scorie accatastati al suo interno.</div>
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<div><b>8 Dicembre 2010</b> &#8211; Polonia. In unafonderia vengono rubati contenitori di Cobalto 60 </div>
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<div><b>9 Dicembre 2010 </b>   &#8211; Belgio. Viene chiuso il reattore nucleare Doel 4 a causa di un   incendio sviluppatosi nella sala macchine all’esterno del sito. Avviata   un&#8217;inchiesta per accertare le cause.</div>
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<div><b>11 Dicembre 2010</b>  &#8211;  Somair, Niger. 200.000 litri di fanghi radioattivi fuoriescono da  tre  piscine lesionate, gestite da Areva, riversandosi nell&#8217;ambiente  presso  la miniera d’uranio Somair</div>
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<div><b>14 Dicembre 2010</b>  &#8211; Bonduefle,  Essonne, Francia. Il sito di Bonduefle risulta  contaminato in seguito  all&#8217;utilizzo del setaccio molecolare transitato  in loco prima di  arrivare a Saint-Maur-des-Fossés (vedi 3 novembre  2010). La  contaminazione rivelata in data odierna risale all&#8217;inizio del  2010 e a  distanza di quasi un anno è di 28 Bq per metro cubo. Una  parte  dell&#8217;acqua altamente radioattiva del &#8220;setaccio&#8221; è stata «Gettata   all&#8217;esterno dalla porta di servizio» fina da gennaio 2010, in piena   banlieue parigina e nella più completa illegalità (come rileva la Rete   &#8220;Sortir du nucleaire&#8221;). Il setaccio aveva una radioattività totale   doppia di quella degli scarichi di trizio liquido di un reattore   nucleare da 900 MW durante tre giorni (30,13 GBq al giorno). Le prime   abitazioni si trovano a 500 metri, lo stadio a 300 metri e ancora più   vicino decine di locali di imprese </div>
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<div><b>15 Dicembre 2010</b>  &#8211;  Gravelines, Francia. Incidente di livello1 sulla scala INES alla   centraòle nucleare di Gravelines. Durante l&#8217;effettuazione di un test su   un circuito di soccorso dell&#8217;unità di produzione 1, scatta l&#8217;allarme  per  l&#8217;apertura di una valvola che manda in tilt il circuito che  permette di  assicurare il raffreddamento del reattore in caso di  incidente.</div>
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<div><b>15 Dicembre 2010</b>  &#8211; Koeberg, Sud  Africa. Viene fermata la centrale nucleare di Koeberg  a  causa degli  alti livelli di radioattività riscontrati nel circuito  primario di  raffreddamento a causa di  barre di combustibile difettose.  Il fermo è  previsto per un mese.</div>
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<div><b>17 Dicembre 2010</b> &#8211;   Saint-Maur-des-Fossés e Bonduefle, Francia. Le ultime analisi della   radioattività dimostrano che essa continua a fuoriuscire dai locali dei   concessionari del Cea nelle due città della banlieue parigina</div>
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<div><b>22 Dicembre 2010</b>   &#8211; Sequoyah, Stati Uniti. Si ferma l&#8217;unità 1 della centrale nicleare di   Sequoyah a causa di un incendio provocato da una perdita di idrogeno  nel  generatore elettrico</div>
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<div><b>Gennaio 2011 </b> &#8211;  Russia.  L&#8217;associazione norvegese Bellona rileva che i reattori nucleari  russi  vanno in blackout, in media, 1.5 volte l’anno a causa di  improvvisi  guasti nei sistemi elettrici o connessi ad attività negli  impianti.  Statisticamente la tendenza attuale è tutt’altro che  positiva: si  prevedono almeno 48 interruzioni in tutto il 2011.</div>
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<div><b>4 Gennaio 2011</b>   &#8211; Quirra, Sardegna, Italia. Un indagine dell'&#8221;Unione sarda&#8221; denuncia  la  cosiddetta &#8220;Sindrome di Quirra&#8221;. Quirra è una località sarda che  ospita  il poligono militare interforze tra le colline di Perdasdefogu e  lo  specchio di mare di Capo San Lorenzo. I 25 anni (dalla nascita del   poligono) sono aumentate le leucemie nella zona. Il dato è   impressionante: 40 civili e 23 militari. Ha il cancro il 65% dei pastori   che vivono nei pressi dell’installazione militare. Un&#8217;indagine   veterinaria ha rilevato agnelli nati con due teste o sei zampe oppure   addirittura sventrati. In un allevamento a San Lorenzo, sorto 25 anni   fa, i veterinari sono venuti a conoscenza di un elevatissimo numero di   aborti tra il 1985 e il 1990 e negli ultimi cinque anni sono nati   capretti senza organi genitali. Imputato numero uno sono le “polveri di   guerra”: nano-particelle di metalli pesanti, causate da esplosioni a    temperature elevatissime, raggiungibili solo con l’utilizzo di   proiettili arricchiti all&#8217;uranio impoverito.</div>
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<div><b>4 Gennaio 2011</b>   &#8211; Rostov, Russia. Il reattore della centrale di Rostov, avviato   ufficialmente il 10 dicembre 2010, rimane spento per 18 ore dopo un   arresto di emergenza avviato dal sistema di protezione elettrica. </div>
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<div><b>5 Gennaio 2011</b>   &#8211; Oskarshamn, Svezia. Il reattore 3 della centrale nucleare di   Oskarshamn si ferma di nuovo per una riduzione di pressione nella   &#8220;inside stop part&#8221; del reattore</div>
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<div><b>13 Gennaio 2011</b> &#8211;  Kalinin,  Russia. Alle h.11.55 il sistema automatico di riduzione del  carico  dimezza la potenza del reattore n. 1. La piena potenza viene   ripristinata 23 ore dopo nella giornata del 14 gennaio. L’incidente è   avvenuto nonostante l&#8217;effettuazione di alcune riparazioni sul gruppo dal   10 al 30 dicembre 2010.</div>
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<div><b>17 Gennaio 2011</b> &#8211;  Penisola di  Kola, Russia. Il reattore n.4 della centrale nucleare di  Kola,  nell’omonima penisola della Russia settentrionale (della serie  VVER-440)  viene arrestato dal personale a seguito dei danni causati da  un corto  circuito. Il reattore viene rimesso in funzione il 23 gennaio.</div>
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<div><b>17 Gennaio 2011</b>   &#8211; Penisola di Kola, Russia. Il Turbogeneratore TG-6 del Reattore n.3   della centrale atomica di Kola viene scollegato dal sistema di   protezione automatica di emergenza a causa di un malfunzionamento del   circuito. La potenza del reattore viene ridotta di 100 megawatt. Il TG-6   viene riconnesso alla rete nello stesso giorno ed il carico del   reattore viene portato a 230 megawatt nella mattina del 18 gennaio.</div>
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<div><b>18 Gennaio 2011</b>   &#8211; Rivne (Rovno), Ucraina. ll reattore n.1 (tipo VVER 440) della   centrale nucleare di Rivne, in funzione ad una potenza nominale di   440MW, alle 6.32  si arresta automaticamente per danni danni ad un   isolatore di base tra il generatore ed il trasformatore della turbina.   La piena operatività viene ristabilitaalle h.8.49 del 19 gennaio.   Secondo alcuni rapporti, viene segnalata la fuoriuscita di liquido   radioattivo.</div>
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<div><b>19 Gennaio 2011 </b> &#8211; San Pietroburgo,  Russia.  Il reattore n.1 della centrale nucleare Leningrad, alle ore  21:50 ha una  diminuzione della sua capacità di base( 1.027 megawatt) .  Il  turbogeneratore (TG-1) viene scollegato dalla rete alle 22:40, al  fine  di indagare sulle cause del suo malfunzionamento. Il reattore  rimane in  funzione con una capacità ridotta del 50% (502 megawatt) fino  alle 22:57  del giorno successivo, quando il carico del reattore  vieneaumentato a  860 megawatt. </div>
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<div><b>19 Gennaio 2011 </b>  &#8211; Kalinin, Russia. Il  reattore n.3 della centrale atomica di Kalinin,  nella regione di Tver  (della serie VVER-1000) rimane fermo per 15 ore a  causa di interruzioni  attribuite a “guasti nelle apparecchiature  elettriche”.</div>
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<div><b>23 Gennaio 2011</b>  &#8211; Avaria.  Cisgiordania. In un&#8217;intervista a &#8220;PressTv&#8221;, Mahmud Sa&#8217;ada,  uno dei  10.000 membri di &#8220;Medici internazionali per la prevenzione della  guerra  nucleare&#8221;, denuncia un netto aumento di disordini della tiroide,   problemi di sterilità, nascite anomale e casi di cancro nei villaggi   attorno alla centrale nucleare israeliana di Dimona, situata nel deserto   del Negev. Il villaggio più colpito è quello di Avaria a 30 km dalla   centrale. L&#8217;uranio rilevato nell&#8217;area dall&#8217;università di Hebron equivale   a ben dieci volte la concentrazione permessa, e valori superiori alla   norma sono stati registrati anche per il torio e il cesio. Nel 2004   Israele distribuì ai nomadi del deserto delle pillole contro le   radiazioni. Ciononostante, Israele rifiuta di lasciar ispezionare   l&#8217;impianto agli inviati dell&#8217;Agenzia internazionale per l&#8217;energia   atomica (Aiea). Le fughe radioattive non riguardano solo i terreni   israeliani o palestinesi, ma interessano anche la Giordania, la Siria,   l&#8217;Egitto e persino la Libia</div>
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<div><b>24 Gennaio 2011</b> &#8211;  Bushehr,  Golfo Persico, Iran. L&#8217;impianto nucleare di Bushehr è  infettato dal  virus informatico Stuxnet spedito da Israele e USA per  mettere ko la  gestione informatizzata. Gli esperti nucleari russi, che  collaborano con  quelli iraniani, hanno denunciato (rivolgendosi al  Cremlino), che se  non viene &#8220;rallentato&#8221; il programma nucleare  iraninao, si andrà  incontro, per la difficoltà di gestione degli  impianti causata dal  virus, ad una pericolosa Chernobyl iraniana. </div>
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<div><b>26 Gennaio 2011</b>   &#8211; Norvegia. Una simulazione condotta dalla Norwegian Radiation   Protection Authority (NRPA / strålevern Statens), ha previsto un   incendio o un’esplosione a Sellafield con la dispersione all’esterno   dell’1% del totale degli elementi radioattivi presenti nell’impianto. La   posizione geografica della Norvegia e le condizioni metereologiche   rendono il paese estremamente vulnerabile ad un disastro che sarebbe   incontrollabile specie se colpisse le regioni del Rogaland e Hordaland. I   dati meterologici raccolti dal 2008 suggeriscono che la direzione del   vento e le precipitazioni disperderebbero un fallout radioattivo sette   volte maggiore di quello dell’incidente nucleare di Chernobyl del 1986.   Verrebbe colpita duramente la produzione alimentare, in particolare   l’allevamento di ovini e caprini. Un potenziale disastro significherebbe   intraprendere vaste contromisure forse per decenni, coinvolgendo ogni   anno centinaia di migliaia di animali, oltre ad avere forti conseguenze   in ambito sanitario, economico e sociale.</div>
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<div><b>1 Febbraio 2011</b>  &#8211;  Francia. L&#8217; EDF segnala un&#8217;anomalia classificata al livello 1,   presentata su 34 reattori nucleari, nella misura dei flussi di acqua di   un sistema di sicurezza utilizzato in circostanze eccezionali.</div>
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<div><b>12 Febbraio 2011</b>   &#8211; Blayais (Gironde), Bugey (Ain), Chinon (Indre-et-Loire), Cruas   (Ardèche), Dampierre (Loiret), Gravelines (Nord), Saint-Laurent   (Loir-et-Cher), Francia. Evidenziata un&#8217;anomalia classificata al livello   1 della scala INES per difetto sui cuscinetti (usura prematura) dei   gruppi elettrogeni di soccorso nelle centrali di Blayais, Bugey, Chinon,   Cruas, Dampierre, Gravelines, Saint Laurent. I gruppi elettrogeni di   soccorso a motore diesel permettono di alimentare i sistemi di sicurezza   del reattore in caso di perdita dell&#8217;alimentazione elettrica sulla  rete  nazionale. I cuscinetti sono destinati a limitare le frizioni tra i   pezzi mobili dei motori diesel.</div>
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<div><b>16 Febbraio 2011</b>  &#8211;  Tricastin, Drome, Francia. Riscontrata un&#8217;anomalia di tipo generico  per  un difetto sui cuscinetti (vedi notizia del 12 febbraio) dei gruppi   elettrogeni di soccorso. L’ASN (Autorità Sicurezza Nucleare)  classifica  al livello 2 della scala INES l’incidente. prevista la  sostituzione per  il 17 febbraio.</div>
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<div><b>20 Febbraio 2011 </b>  &#8211; Daejeon, Corea del  Sud. Alle 05,30, ora locale, viene lanciato un  &#8220;white warning&#8221; dal Korea  atomic energy research institute (Kaeri)  Seoul, per il reattore Hanaro  da ricerca di 30 megawatt, a Daejeon, a  causa di perdite radioattive  minori già riscontrate nella notte,  intorno alle 1.03. Il reattore è  stato spento e il personale  dell&#8217;impianto è stato immediatamente  evacuato.</div>
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<div><b>11 Marzo 2011</b>  &#8211; Fukushima, Giappone. In seguito  ad un terremoto e a uno tsunami  devastante, viene interessata la  centrale di Fukushima: esplode la  struttura esterna del reattore numero  1, si susseguono delle  esplosioni, vengono coinvolti gli altri reattori e  si ha rilascio di  radioattività all&#8217;esterno. Tutta la cronaca: <a href="http://www.progettohumus.it/public/forum/index.php?topic=1778.0">http://www.progettohumus.it/public/forum/index.php?topic=1778.0</a> <a href="http://www.progettohumus.it/public/forum/index.php?topic=1778.0"></a></div>
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<div><b>16 Marzo 2011</b>   &#8211; Pickering, Toronto, Canada. L&#8217;impianto di Pickering, che dista 35   chilometri da Toronto, riversa &#8220;non intenzionalmente&#8221; (come afferma la   Ontario Power Generation, la società che gestisce l&#8217;impianto)  nel lago   73mila litri di acqua contaminata. La causa è un malfunzionamento al   sistema di scarico. Sono state misurate tracce di trizio nell&#8217;acqua, ma &#8211;   sostengono i responsabili &#8211; in quantita&#8217; molto inferiori alla soglia   considerata  pericolosa per la salute delle persone </div>
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		<title>Energia, la lezione dei comuni : &quot;Siamo verdi e autosufficienti&quot;</title>
		<link>http://www.esserci.org/energia-la-lezione-dei-comuni-siamo-verdi-e-autosufficienti/</link>
		<comments>http://www.esserci.org/energia-la-lezione-dei-comuni-siamo-verdi-e-autosufficienti/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 30 Mar 2011 08:11:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[energia e risorse]]></category>
		<category><![CDATA[post di discussione]]></category>

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		<description><![CDATA[Presentato il dossier di Legambiente sulla diffusione delle rinnovabili nei municipi. Quelli che riescono a fare da soli con vento, sole e biomasse sono quasi mille, e il numero è in continua crescita. &#8220;Altro che contributo marginale&#8221;. L’articolo di Valerio &#8230; <a href="http://www.esserci.org/energia-la-lezione-dei-comuni-siamo-verdi-e-autosufficienti/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><b><br /></b></p>
<h3><i><span>
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<p></span></i></h3>
<h3><i><span>Presentato il dossier di Legambiente sulla diffusione delle rinnovabili nei municipi. Quelli che riescono a fare da soli con vento, sole e biomasse sono quasi mille, e il numero è in continua crescita. &#8220;Altro che contributo marginale&#8221;.
</p>
<p></span></i></h3>
<p><i><span>L’articolo di <span><span> Valerio Gualerzi alla pagina web:</span></span></span></i></p>
<p><i><span><span><span></span></span><a href="http://www.repubblica.it/ambiente/2011/03/29/news/comuni_rinnovabili-14190768/?ref=HREC2-2"><span>http://www.repubblica.it/ambiente/2011/03/29/news/comuni_rinnovabili-14190768/?ref=HREC2-2</span></a>
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