Una foto eloquente.

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Piazza-Scuola-Elementare-FrancenigoQuesta foto potrebbe essere assunta come simbolo del nostro interesse, della nostra attenzione, del nostro amore per gli alberi?

Sicuramente si, ma in senso contrario.

Quest’albero, in vaso, davanti alla scuola elementare di Francenigo, morto forse da qualche mese, dimostra in modo emblematico la noncuranza di noi esseri viventi (animali), verso altri esseri viventi, i vegetali.

Questo povero albero è passato dalle luci della ribalta (natale) alla completa invisibilità della sua morte estiva.

Nessuno se n’è accorto.
Non l’amministrazione comunale (sindaco, assessori, consiglieri).
Non coloro che fanno la manutenzione del verde.
Non il dirigente scolastico o il personale scolastico. Tra poco si riapriranno le scuole e qualcuno avrà fatto qualche sopraluogo nei plessi scolastici o no?
Non i molti clienti dell’edicola che si affaccia su questa piazza.
Non gli ambulanti che ogni mercoledì, da un paio di mesi, danno vita, lì, al mercatino e non  i loro clienti.
Non le centinaia di persone che hanno parcheggiato nella piazza o per questa hanno transitano per andare in chiesa, in banca, dal panettiere o al bar.
Nessuno se n’è accorto.

Quest’albero morto sta lì emblema della nostra cecità, della nostra indifferenza, della nostra insensibilità.
Gli alberi non li vediamo né da morti né da vivi
Da vivi al massimo ci accorgiamo della loro esistenza quando in autunno lasciano cadere le foglie che ci coprono i marciapiedi, o quando durante un forte temporale qualche ramo finisce sulle auto, o quando cadendo causano drammi come quello di questi giorni (due sorelline morte a Massa Carrara).
In altre parole ci accorgiamo di loro solo quando in qualche modo ci danneggiano.

« Nessuno tiene in considerazione il fatto che sono vivi e neppure il loro fondamentale ruolo nell’ecosistema cittadino, che consiste tra l’altro nel ripulire l’aria dai principali inquinanti, drenare l’acqua piovana, mitigare la temperatura urbana, ombreggiare le strade e le case, ospitare la pochissima fauna rimasta » (tratto da Flower Power di Alessandra Viola).

E così, la nostra cecità, la nostra indifferenza, la nostra insensibilità, la stessa che non ci ha fatto vedere un albero morto nella piazza forse più frequentata del paese, ha permesso, in questi anni, nelle nostre campagne, per far posto ai vigneti ed a coltivazioni intensive, uno sterminio di massa di migliaia di alberi (siepi, boschetti), esseri viventi necessari alla nostra stessa vita.
Alberi che insieme agli altri vegetali, tutti esseri viventi, hanno permesso, producendo ossigeno, la vita così come la conosciamo sul pianeta terra e senza i quali la stessa scomparirebbe.

Ebbene, cosa abbiamo fatto tutti noi per fermare, in questi anni, questo sterminio, questa distruzione?
Nulla.

Domani sicuramente questo povero albero morto sarà tolto dalla piazza delle scuole elementari di Francenigo. Finalmente.
E noi cosa faremo?
Aderiremo al progetto “Ridiamo un sorriso alla pianura Padana” piantando 10 piante nel giardino di casa mettendo così a tacitare le nostre coscienze?
Oppure, insieme a questo, cambieremo la percezione di quello che sta intorno a noi?
Prenderemo coscienza che abitiamo la stessa “casa comune”?
Da domani riusciremo a “vederli” questi alberi, morti o vivi che siano?

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Api e dintorni

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Si sa che le api trasportano il polline e fecondano la parte femminile del fiore.
Da questa fecondazione deriva la fruttificazione delle piante.
Questa loro attività, chiamata impollinazione, garantisce una parte, per non dire che è alla base, della produzione agricola.

Le api, quindi, vengono considerate indispensabili per l’impollinazione.
Ma anche per salvaguardia dell’ambiente. E anche per la verifica della sua salubrità.

Vi sono, però, anche altri insetti pronubi che danno vita all’impollinazione di colture da reddito e specie spontanee.
Fra questi grande importanza rivestono quelli chiamati “api selvatiche”.DSC_0195
In Italia presenti con più di 500 specie (es. bombi, osmie, megachili, xylocopa etc.).

A queste si aggiungono altre numerose specie di insetti appartenenti agli Ordini dei Lepidotteri (farfalle), Ditteri (sirfidi) e Coleotteri (coccinelle, maggiolini, scarabei, ecc.) e diverse specie di Imenotteri con famiglie vicine a quella delle api, come le vespe.

Effettuano l’impollinazione anche altri invertebrati diversi dagli insetti, come gli acari e i ragni.
Inoltre, gli zoologi stimano che almeno 1.000 specie del gruppo dei vertebrati svolgano questa “benefica attività
E si ritiene che il 9% di tutte le specie di uccelli e mammiferi sia un impollinatore.
Tra i mammiferi i pipistrelli sono i pronubi più attivi.
Tra gli uccelli impollinatori rientrano i colibrì.

Questi citati appartengono agli “impollinatori selvatici“, che assieme alle api “domestiche” fanno si che quasi il 90% delle specie di piante da fiore selvatiche della terra, insieme a oltre il 75% delle colture alimentari del mondo e al 35% delle terre agricole globali, dipendano, interamente o almeno in parte, dalla loro attività di impollinazione.

Tant’è che la produzione agricola mondiale direttamente associata all’impollinazione animale rappresenta un valore economico stimato tra 235 e 577 miliardi di dollari.
Secondo il Terzo Rapporto sullo Stato del Capitale Naturale in Italia (Comitato Capitale Naturale, 2019) la valutazione economica del servizio di impollinazione delle aree agricole italiane è pari a circa 2 miliardi di euro l’anno.

Ma le api stanno scomparendo e con esse molti degli impollinatori selvatici citati.
La situazione è a dir poco drammatica.

Attualmente, i tassi di estinzione delle api sono da 100 a 1.000 volte più alti del normale.

Quasi il 35% degli impollinatori invertebrati, in particolare api e farfalle, e circa il 17% degli impollinatori vertebrati, come i pipistrelli, affrontano un grave processo di estinzione a livello globale.

L’estinzione degli impollinatori è causata sostanzialmente dalle attività dell’uomo, soprattutto legate:
- alla distruzione, degradazione e frammentazione degli habitat dovuti al passaggio all’agricoltura intensiva, alla deforestazione;
-  all’inquinamento da agenti chimici dovuto all’uso massiccio di pesticidi e fertilizzanti, oltre che da altre forme di inquinamento;
- ai cambiamenti climatici.

Degrado e scomparsa di habitat che sono quindi le maggiori cause di perdita complessiva di biodiversità a livello mondiale e conseguentemente una delle minacce principali anche per le popolazioni di impollinatori

Ed ecco che tutti ne parlano. E’ di moda parlarne. Sia a livello globale che a livello locale.

Tutti dicono di voler far qualcosa.

A fronte delle tante parole pronunciate su questo drammatico problema e delle “buone” intenzioni   manifestate, che però non hanno prodotto significativi cambiamenti è emblematico l’audit pubblicato dalla Corte dei Conti Europea il mese scorso.

SR_Pollinators_IT-1Secondo questa relazione gli impollinatori selvatici non sono stati protetti dalle misure adottate dall’Europa, tant’è che le strategie attuate per aumentare entro il 2020 la biodiversità si sono dimostrate ampiamente inefficaci e la biodiversità ha continuato a diminuire.
La Corte ha sottolineato anche come le principali politiche dell’UE, tra cui la politica agricola comune, non contemplano vere e proprie azioni per la protezione degli impollinatori selvatici e come, anzi, le normative UE in materia di pesticidi rappresentino proprio una delle cause della perdita degli impollinatori selvatici

Segnala, anche, come le normative in materia di pesticidi non siano in grado di offrire misure adeguate per la protezione degli impollinatori selvatici e che pur prevedendo misure di protezione per le api mellifere, le valutazioni dei rischi si basano su criteri non in linea con le più recenti conoscenze scientifiche.
Sottolinea, altresì, come l’UE abbia consentito agli Stati membri di continuare ad utilizzare pesticidi ritenuti responsabili di ingenti perdite di api mellifere, concedendo ben 206 autorizzazioni di emergenza, tra il 2013 e il 2019, permettendo l’uso di tre neonicotinoidi (imidacloprid, tiametoxam e clothianidin), sebbene fossero soggetti a restrizioni sin dal 2013 e l’impiego all’area aperta fosse vietato dal 2018.

Al punto che oggi l’impollinazione risulta una delle attività più degradate negli ecosistemi europei.

La Corte conclude la sua relazione con tre raccomandazioni per la Commissione Europea che quindi dovrebbe:
- valutare l’opportunità di integrare, nelle azioni e nelle misure di follow-up relative alla strategia dell’UE sulla biodiversità fino al 2030, azioni volte a contrastare le minacce di cui l’iniziativa a favore degli impollinatori non tiene attualmente conto;
- integrare meglio azioni volte a proteggere gli impollinatori selvatici negli strumenti strategici dell’UE relativi alla conservazione della biodiversità e all’agricoltura;
- migliorare la protezione degli impollinatori selvatici nel processo di valutazione dei rischi legati ai pesticidi.

La conclusione è che tutti dicono di voler far qualcosa, compresa la UE, a parole però, perché di fatti concreti in difesa degli impollinatori finora se ne sono visti pochissimi, e non bastano iniziative spot che fanno solo immagine, la situazione è molto più grave e non si risolve con 4 o 8 alveari in più messi da qualche parte, come vorrebbe fare il comune di Gaiarine.

Bisogna arrivare al cuore del problema, mettere in discussione l’agricoltura intensiva, proibire l’uso dei pesticidi ed avviare la transizione verso l’agricoltura biologica.

A tal proposito ricordo che è in corso una campagna europea dal nome “ Salviamo Api e Agricoltori!” a cui si può aderire utilizzando questo link: https://www.savebeesandfarmers.eu/ita/

Purtroppo il modello attuale di sviluppo agricolo e anche quello industriale insieme al nostro stile di vita sembra continuare la sua corsa
Stoppato dal Covid19, ora cerca di ripartire il più fretta possibile e cerca di aumentare la sua velocità per recuperare “il tempo” perduto.
I buoni propositi fatti da più parti per ricercare una via alternativa al nostro modo di procedere per evitare di finire nel “barato”, sono improvvisamente venuti meno di fronte alla folle necessità di far ricrescere e riportare il PIL ai valori pre Covid19.
Non vorremmo che anche le raccomandazioni della Corte alla Commissione Europea finissero per diventare lettera morta, aldilà del tanto sbandierato Green New Deal.

 « ogni cosa sembra dire che verrà un giorno in cui, di progresso in progresso, l’uomo soccomberà annientato dagli eccessi di quella che egli chiama civiltà. Troppo indaffarato a fare Dio, non può sperare nella placida longevità degli animali, che si tratti di una falena affamata o di un virus microscopico».
Jean Henri Fabre (1823 – 1915) , uno dei padri della entomologia

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Caro Faccin ti scrivo… e siccome sei molto “lontano” più forte ti scriverò.

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Premessa.
Ti scrivo come semplice cittadino, e naturalmente mi prendo la responsabilità personale di quello che scriverò.

Ho letto con molta attenzione il tuo post del 2 maggio, che qui riporto, sulle “regole di convivenza” dopo le proteste fatte tramite Facebook da alcuni cittadini del nostro comune che si sono lamentati perché sono stati “irrorati” mentre, il 1° maggio, pranzavano all’aperto nella loro proprietà:

«Tenendo presente le poche occasioni per inderrogabili necessita’, invito gli agricoltori ad evitare trattamenti senza il controllo della deriva in orari dove la gente è a pranzo o a stretta vicinanza alle abitazioni o ancora nei giorni festivi.
In questi giorni di COVID, quindi con ancor più gente a casa, vi chiedo di porre doppiamente attenzione, con la consapevolezza che la vigna è importante per tutti, non solo per la fonte di reddito che produce, ma anche identitaria del nostro territorio che, tutti assieme, abbiamo il dovere di preservare.
Con il buonsenso ritengo ci possa essere convivenza delle esigenze di tutti, no?
Colgo l’occasione per avvisare la comunita’che stiamo lavorando, assieme ad altri comuni, ad un piano di polizia rurale dove ci saranno regole chiare di rispetto civile ed ambientale per tutti noi, noi non abbiamo responsabilità se il nostro Comune manca del piano da SECOLI!
Appena pronto andremo a presentarlo a tutti mediante apposite riunioni pubbliche.
Nel frattempo vi invito ad usare BUONSENSO e le vec
chie regole DEL BUON PADRE DI FAMIGLIA, staremo tutti meglio!
Giusto Faccin
Consigliere con delega all’Agricoltura
»

Non posso di fronte a questo tuo post, che trovo pieno di retorica stantia, non dire la mia e cercare di spiegare, se ci riuscirò, a chi legge anche una serie di questioni sulle quali forse non hanno mai ragionato.

In questa saga io e te saremo alle volte personaggi immaginari, alle volte reali.

Capitolo 1. Giustizia
bicchiere Ammettiamo che io sia un tuo vicino e che così, per schiribizzo, un giorno mi salti in testa di gettare nella tua proprietà un bicchiere d’acqua, solo l’acqua, non il bicchiere e tra l’altro acqua pulita.
Di fronte a questo mio gesto, che viene ripetuto a distanza di qualche giorno, pur se tu mi hai intimato di non farlo più, mi minacci con lo spauracchio di una denuncia.

E si potresti denunciarmi. Troveresti, nel codice civile e penale, vari articoli a cui appellarti: per atti emulativi, cioè quei comportamenti che non hanno nessuna utilità per chi li fa ma hanno lo solo scopo di nuocere a chi li riceve, oppure per violazione di domicilio, o ancora in base all’articolo 674 del codice penale che punisce chiunque getta o versa, in un luogo di pubblico transito o in un luogo privato ma di comune o di altrui uso, cose atte a offendere o imbrattare o molestare persone.
Potresti anche spingerti a denunciarmi per violenza privata, turbativa violenta del possesso di cose immobili, danneggiamento, o per qualcos’altro.

E con un bravo avvocato, ma forse ne basterebbe anche uno mediocre, potresti riuscire a farmi perfino condannare.

Orbene, tu che sei un viticoltore (è per fare un esempio, ma guarda caso sei anche un viticoltore, e anch’io mi occupo di un piccolo vigneto naturalmente a coltivazione biologica) usualmente getti nelle altrui proprietà confinanti -a partire dal mese di aprile e fino ad inizio agosto ogni, diciamo, 10 giorni, la frequenza dipende dai prodotti utilizzati e dall’andamento climatico-, sottoforma di goccioline, acqua non pulita, contenente, a meno che tu non faccia viticoltura biologica (non mi sembra), un bel po’ di pesticidi, cioè acqua contenente sostanze tossiche addirittura in qualche caso potenzialmente cancerogene

Queste “goccioline” che hanno una notevole capacità di allontanarsi dalla fonte di emissione (macchina irroratrice) e che sono in grado di percorrere decine se non centinaia di metri (si chiama deriva) potrebbero tranquillamente finire sull’orto del vicino o su un giardino magari di una famiglia con bambini, o addirittura finire la loro corsa all’interno di una casa, se quella fosse abbastanza vicina e avesse le finestre aperte.

Come potrei, io tuo confinante, difendermi.

Potrei spostare l’orto, ma non ho un altro posto in cui collocarlo, potrei non mandare più i bambcasaini a giocare in giardino, cosa che ormai faccio abitualmente, o chiudermi in casa, come faccio ormai da tanti anni.
Ah si potrei denunciarti.
Potrei usare gli stessi articoli che avresti usato tu per denunciare il mio gesto (bicchier d’acqua), ma non avrei sicuramente, dopo aver speso una montagna di soldi, la tua stessa possibilità di vincere la causa.

Perché?

Perché tu che mi “innaffi” di veleni stai svolgendo un’attività, una attività agricola, e diventi così quasi intoccabile.
Dovrei far fare delle analisi sulle piante del mio orto, o sull’erba del mio giardino, ecc., chiamare periti, chimici e così via.
Da quello che si sa un solo viticoltore è stato condannato nel 2014 in quel di Pistoia.
E questo anche se l’art. 41 della costituzione recita “L’iniziativa economica privata … omissis … non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana … omissis

Quindi tu continui a fare “quello che vuoi” ed ad avvelenarmi e io devo subire la tua azione e se comunque ti denunciassi, sarebbero in molti, naturalmente le associazioni di categoria, (Confagricoltura, Coldiretti, Cia, …) a prendere le tue difeseNo giustizia e a darmi contro.

Questa la possiamo chiamare giustizia?

 

Capitolo 2. Tempo di rientro.
Sappiamo che la confezione di un qualsiasi pesticida deve riportare, in modo leggibile, indelebile e in lingua italiana, una serie di indicazioni e dichiarazioni proprie del prodotto, del pesticida.
Nell’etichetta troviamo ciò che è necessario sapere per la sua identificazione e per il suo corretto uso .
Per te, che effettui il trattamento è anche obbligatorio conoscere (questo vale per qualsiasi trattamento, non solo per quelli usati nella coltivazione della vite) oltre che le indicazioni riportate in etichetta anche il contenuto della scheda tecnica che il venditore del prodotto ti deve consegnare in originale e sempre per te che effettui il trattamcartello trattamentiento, è fondamentale, per la tua vita, rispettare il tempo di rientro.
Cioè quel periodo di tempo che trascorre tra il giorno in cui hai effettuato un trattamento e il giorno in cui potrai rientrare in sicurezza in campo, nel tuo vigneto (per controlli, lavori o per fare altri trattamenti).
Normalmente il tempo di rientro è di 24 ore o 48, salvo altre indicazioni.

Il consiglio che viene dato da tutti gli esperti del settore è che se il tempo di rientro non é indicato nella scheda tecnica del prodotto (tra l’altro campo obbligatorio ma molte ditte usano la dicitura “Tempi di rientro: non normati) è buona norma far passare almeno 48 ore per rientrare in campo.

Se le tue famose goccioline fossero arrivate nel mio orto, o nel mio giardino, se, non essendomi accorto che stavi irrorando, avessi lasciato aperte le finestre della mia casa confinante con il tuo vigneto, se sapessi il tempo di rientro del prodotto che hai usato dovrei attenermi a quello conosciuto, non sapendolo cosa dovrei fare?
Dovrei non andare nell’orto o in giardino perun-orologio-da-48 48 ore, oppure stare fuori di casa mia per 48 ore.

Cosa mi dici? Come? Che il tempo di rientro vale solo per te? Vale per il campo trattato? Vale per la tua salute? E mi dici che non vale per la mia?

Ma si lo so: tu svolgi il tuo lavoro, coltivi la vite.
Ma si lo so: sono io dalla parte del torto: ho una casa attaccata al tuo vigneto (magari la casa esisteva prima del vigneto) e non ho chiuso le finestre.

Capitolo 3. DPI = dispositivi di protezione individuali.
Tu conosci la pericolosità dei pesticidi che usi.
La conosci perché, per poterli acquistare e successivamente utilizzare, hai dovuto ottenere un patentino rilasciato alla fine di un corso nel quale ti sono state spiegate tutte le norme di sicurezza da rispettare.

Le conosci talmente bene che nel fare questi trattamenti con i pesticidi ti proteggi, eccome se ti proteggi.
Usi una serie di dispositivi individuali di protezione: guanti, casco, maschera, tuta, o usi un trattore equipaggiato con una cabina pressurizzata che garantisce all’interno la salubrità dell’aria.
Si, potresti perfino acquistare (naturalmente servono un po’ di soldini, ma cosa non si fa per la propria salute ?)cabine-pressurizzate, addirittura una cabina in Categoria 4, secondo la norma EN15695-1 e -2, il massimo dell’efficienza, in grado di assicurare un’efficace protezione non solo contro le polveri, ma anche nei confronti degli aerosol e dei vapori (ovvero le forme di dispersione più adottate nell’applicazione dei pesticidi).

In poche parole tu respirerai aria  quasi “pulita” essendo state eliminate, tramiti filtri, le sostanze chimiche presenti nei pesticidi, particelle tossiche e/o potenzialmente cancerogene.

Beato tu che ti puoi permettere il trattore con la cabina pressurizzata.
Ah, mi è venuta un’idea, potrei acquistarne una anch’io.
Come? Mi chiedi cosa me ne faccio di una cabina pressurizzata?

Non l’hai capito? La metto in salotto. Sai io amo, quando c’è la bella stagione, tenere le finestre aperte.

L’agricoltore si protegge e il vicino?

Capitolo 4: La vigna
Leggo dal tuo post «… la vigna è identitaria del nostro territorio … ».

Di quale vigna parli?

Della piantata veneta, quei filari d’alberi a cui veniva “maritata” la vite descritta da Giacomo Agostinetti (1597‐1682) e arrivata fino agli anni 60/70 e di cui oggi rimangono rarissimi esempi?

Cioè la combinazione di tre coltivazioni: quella della vite, quePiantatalla degli alberi da pastura, da frutto o da legna che facevano da tutore vivo alla vite stessa e quella dei cereali o degli ortaggi o del prato stabile”.
Il tutto accompagnato da sistemazioni idraulico-agrarie fatte manualmente da generazioni di contadini, dove fossi e siepi rendevano il paesaggio davvero unico e dove davvero la biodiverità la faceva da padrone.

Oppure ti riferisci alle vigne che hanno sostituito a partire dagli anni 60 e 70 le piantate venete?.
Vigne, che raramente (grandi viticoltori) erano la fonte principale di reddito della azienda agricola, che continuava comunque ad avere la stalla, i prati stabili e a coltivare cereali.
La vigna che da “piantata” era diventata “belussera”?
Anche quest’ultima ormai rara.

Spero, quindi, che tu non ti riferisca quando affermi che «… la vigna è identitaria del nostro territorio … » ai vigneti di oggi, cioè quella distesa di pali, di cemento o di ferro, su terreni “tirati” a biliardo col laser, dopo che sono stati chiusi fossi e sono stati abbattuti siepi e alberi.
Spero che tu non pensi che “l’identità del nostro territorio” sia questa monocultura della vite, questa industrializzazione, questa non agricoltura.
Industrializzazione basata su vitigni selezionati, sull’uso di concimi minerali e pesticidi a gogo, che hanno e stanno distruggendo la biodiversità, rendendo i terreni sterili e cancellando l’avifauna.

Paesaggi mozzati, cancellati, boschetti e angoli di verde introvabili, luoghi rimasti solo nella nostra memoria, nei nostri ricordi.

E così si sta spazzando via tutto, proprio quella identità veneta e in particolare trevigiana, da te richiamata, passando come ha scritto il nostro poeta Andrea Zanzotto (1921-2011) lui si vero custode della nostra indentità, «… dai campi di sterminio allo sterminio dei campi … ».

E’ questa l’identità da conservare?

Capitolo 5: Fonte di reddito
Tu ricordi che «…  la vigna è importante non solo per la fonte di reddito che produce … ».
Eccoci ai schei.
Alla corsa all’impianto, al vigneto, alla produzione di vino, alla produzione di prosecco diventata spasmodica per il miraggio dei soldi.
Nulla di male se un agricoltore, un vero agricoltore, incrementa l’area dedicata ai vigneti della sua azienda agricola, diversificando quindi le sue produzioni per garantirsi un reddito adeguato e dignitoso.

Ma oggi molti “agricoltori” non sono più i possessori “dell’arte e della pratica di coltivare il suolo allo scopo di ottenerne prodotti per l’alimentazione umana e animale (definizione della Treccani), ma sono diventati semplicemente degli “ingranaggi”, dei semplici lavoratori figli della “industrializzazione” della terra che è in atto, dove il distacco tra il suolo, organismo vivente riproducibile in centinaia anni, e loro, é dato da quella poca distanza che separa i sedili delle loro macchine agricole su cui sono seduti da quel suolo, un abisso incolmabile.

Industrializzazione agricola generata in parte anche da imprenditori o ex, che hanno investito i loro “proventi”, soprattutto a partire dal 2009 in questa nuova “industria” del prosecco, vedendone solo il tornaconto economico e applicando la stessa logica della fabbrica.

Ma l’agricoltura non è una fabbrica, non è produzione di “pezzi”, è contatto con la natura, con la vita stessa, con quella vita che ci da la vita.

E per produrre che cosa? Vino.
E’ vervinoo che a tutti piace un buon bicchier di vino, (anche a me e a te), ma non va dimenticato che già dall’inizio del secolo scorso era ritenuto un stupefacente e che studi recenti dimostrerebbero che non è il vino che fa bene, come si andava dicendo dagli anni 90, sfruttando uno studio francese, (paradosso francese) ma l’alcol contenuto nel vino come in tutte le altre bevande alcoliche, naturalmente alcol assunto in piccolissime dosi.
«Il vino provoca seri danni alla salute (tumori, malattie epatiche, incidenti e violenza) – commenta Carlo La Vecchia, responsabile del dipartimento di epidemiologia dell’istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri” di Milano -, ma in dosi moderate e nelle persone di mezza età o anziane ha effetti favorevoli su infarto e malattie vascolari in genere. Tutti questi effetti sono essenzialmente dovuti all’alcool, e sono comuni a vino bianco e rosso, come peraltro a birra e altre bevande alcoliche, a parità di contenuto di etanolo, che è il vero e solo elemento chiaro dei danni (e benefici) delle bevande alcoliche».

E quindi i nostri territori vengono sconvolti non per produrre alimenti necessari ad ottenere l’autosufficienza alimentare (importiamo grano, frutti, carne, ecc.), ma per incentivare il consumo interno di vino e per esportare qualcosa che nuoce alla salute.

Sulla base di questi assunti scientifici, se volessimo fare un esercizio filosofico  e portare all’estremo il ragionamento potremmo dire che esportiamo “droga” o una sostanza psicotropa ed importiamo una parte di quello che ci serve per mangiare.
Siamo al parossismo agricolo.
Siamo diventati il più grande produttore di vino al mondo e per paradosso potremmo  dire di rincorrere  (paragone forte) l’Afghanistan, il più grande produttore di oppio al mondo.
E in questo ragionamento astratto  se almeno producessimo vino biologico, forniremmo “droga pura” non “tagliata” con pesticidi, evitando così ulteriori enormi danni alla salute dei nostri “consumatori”.

Sbattendocene degli altri paesi, dove esportiamo il nostro “nettare”, ma guardando solo al nostro di paese, ti chiedo chi paga il costo sociale dell’uso sconsiderato di alcol?
Forse i produttori?
Quei che i core drio a schei?
Non credo proprio.

In Italia (dati 2018) le persone a rischio per abuso di alcol sono 8 milioni, poco più di 6 milioni sono uomini, 2 milioni e mezzo le donne, 2,7 milioni gli anziani, 700 mila i minori.

Il costo  sociale annuo stimato in Europa è circa 150 miliardi, il costo in Italia è di circa 20 miliardi, soldi che sono a carico dell’intera comunità.

E in tutto questo il vino da il suo contributo: siamo il terzo consumatore al mondo di vino con un consumo annuo di 37,4 lt per abitante, dietro al Portogallo (49 lt) e alla Francia (40 lt).

E siamo al parossismo comunicativo.
Da una parte con la pubblicità sollecitiamo il consumo di vino, di alcol, e dall’altra vengono fatte campagne sociali da varie istituzioni del nostro paese per far ridurre il consumo degli alcolici.

Ci vorrebbe almeno un po’ di coerenza, o no?

Capitolo 6: Biologico
Chi ama la terra, chi della terra ne capisce la funzione vitale non la rende sterile, non desertifica il suolo usando la chimica, non coltiva in modo convenzionale cercando di trarne il massimo profitto, guardando solo all’oggi.

Chi ama la terra cerca un equilibrio tra natura e mercato.
Coltiva con passione per produrre prodotti genuini e rispettosi dell’ambiente e che tutelino la sua di salute e quella dei consumatori.

BioColtiva biologico o biodinamico.
Anche la viticoltura si può fare con metodo biologico o biodinamico, e nel farlo si può incrementare la biodiversità e non distruggerla, si può migliorare la qualità del prodotto e si può salvaguardare l’ambiente:
« La biodiversità in viticoltura è, malgrado l’intensificazione dei processi produttivi, un aspetto essenziale per la valorizzazione dei diversi ambienti di coltivazione e per le diverse esigenze dei modelli di consumo.
Si manifesta però soprattutto nelle scelte varietali, mentre è sostanzialmente trascurato l’aspetto relativo all’ecosistema dove la vite è coltivata, il suolo del vigneto ed il suo intorno naturale. È quindi necessario superare la visione vitigno-centrica del vigneto per proteggere e valorizzare la biodiversità dell’insieme dell’ecosistema viticolo, integrando e facendo convergere le discipline e le conoscenze agronomiche con quelle ecologiche, per sviluppare un nuovo concetto di agro-biodiversità che inglobi le popolazioni dei vitigni coltivati con tutte le specie viventi nel vigneto, siano esse animali o vegetali o microbiche, aggressive o utili, telluriche o aree. Il tema trasversale comune a tutte le forme di coltivazioni erbacee ed arboree è la copertura del suolo, come espressione di una sinergia tra la gestione della coltura principale e quella della copertura, al fine di ridurre l’effetto competitivo della flora avventizia con la non-lavorazione, l’uso del mulch, l’impiego di leguminose azoto-fissatrici, l’arricchimento sistematico di sostanza organica, la lotta biologica». Tratto da “Coltiva
re la biodiversità per trasformare la viticoltura”
Articolo a firma di Attilio Scienza – Dipartimento di Scienze Agrarie ed Ambientali – Produzione,Territorio,Agroenergia – DISAA –  Università degli Studi di Milano

Cambiare si può ed è necessario. O no?

Capitolo 6: Buon senso
Affermi «… Con il buonsenso ritengo ci possa essere convivenza delle esigenze di tutti, no?…»

La risposta è no.
Ti chiedo: il tuo “buon senso” è uguale al mio?

Il mio di buon senso mi porterebbe a dire che da bravi e civili cittadini dovremmo rispettare tutti gli altri uomini, l’ambiente naturale, l’acqua, l’aria, la flora e la fauna.
Dovremmo cercare di svolgere la nostra “giusta e doverosa” attività di agricoltori, o di pastori, o di allevatori, o di semplici detentori di animali, o di proprietari di siepi, ecc., o qualsiasi altra attività,  in modo da non danneggiare gli ” altri”, ma tutti gli “altri”.

Il buon senso, che tanti reclamano, per me è il frutto del nostro livello culturale, delle nostre esperienze e conoscenze, degli ambienti e pezzi di società frequentati.

Già dai commenti al post con cui si é messo in evidenza il fatto del 1° maggio “Su sei di gaiarine se” si può capire “che il buon senso” è diverso da commentatore a commentatore.

C’è chi dice che se c’è la necessità il vigneto va trattato a prescindere e accusa gli altri di non conoscere il lavoro del contadino.
Chi invece invoca il rispetto di distanze e di orario.
E allora come la mettiamo?

TrattDevo trattare il mio vigneto, lo devo fare oggi perché domani sono previste precipitazioni, parto appena sono asciutte le foglie.
Il mio di “buon senso” mi dice che la salvezza del mio futuro raccolto è la cosa più importante, i soldi che ne ricaverò mi serviranno anche a mantenere i miei figli (buon padre di famiglia), tutto quello che sta al di fuori della mia proprietà non mi interessa.

Capisci che con il buon senso non si va da nessuna parte, servono regole.
Sappiamo che la parola “regole” è mal digerita, perché viene associata all’autorità e ai successivi possibili controlli. Sappiamo che limita la libertà.

Viene mal digerita da tanti di noi, o soprattutto da quelli che tuonano paroni a casa nostra, che equivale a dire: nella mia proprietà fae quel che voi, e pazienza se al confine c’è …..

Ma sappiamo anche che una comunità non può funzionare senza le regole e il rispetto di queste da parte di tutti.

Appellarsi al “buon senso” significa non voler mettere regole. O no?

Capitolo 7: Il regolamento di Polizia Rurale
Assolvi l’amministrazione di cui fai parte e ti autoassolvi  affermando « … noi non abbiamo responsabilità se il nostro Comune manca del piano da SECOLI! … »

Beh. Andiamo per ordine e vediamo di chi sono le responsabilità del fatto che il Comune di Gaiarine si trovi, oggi, forse unico comune della provincia di Treviso, senza un regolamento di polizia rurale.

Sicuramente della amministrazione Cappellotto. Su questo non ci piove.
Logo_AmicaTerra Nel 2014, quella amministrazione, tramite l’allora assessore ambiente e agricoltura, Fellet, coinvolse gli agricoltori del comune, e per strane coincidenze anche Amica Terra, di cui come molti sapranno sono socio, nella valutazione di un regolamento, prima di gestione dei fossi, diventato poi di Polizia Rurale, da approvare per poter accedere a dei fondi regionali. Siamo alla fine del 2014, quasi sei anni fa..

Febbraio 2015, Amica Terra, partendo dalla bozza ricevuta invia al comune una sua bozza, comprendente anche le regole per utilizzo dei pesticidi.

Da quel momento, il buio più assoluto. Il sindaco Cappellotto fa saltare una riunione già convocata ufficialmente, con tutti i portatori di interessi e anche con Amica Terra, già fissata per il 9 marzo 2015.

Senza fare dietrologia.
Non sei stato anche tu uno dei sostenitori dell’amministrazione Cappellotto?
Sei sicuro di non aver nulla da spartire con tale decisione?
E neppure gli agricoltori che rappresentavi all’epoca hanno da spartire qualcosa?

Come dici. Non c’entri. Bene ne prendo atto.

Amica Terra il 27 gennaio 2017 organizzò una serata di presentazione della bozza del regolamento di polizia rurale, quella inviata, due anni prima, a inizio 2015 all’amministrazione comunale
La serata, che si svolse in quel di Francenigo nella Sala Damiano Chiesa e io ero uno dei presentatori,  aveva lo scopo di sollecitare l’amministrazione comunale e tutti i portatori di interesse affinché al più presto si approvasse il regolamento.

Tu eri presente e se non sbaglio rappresentavi la Coldiretti.
Ti chiedo: allora e successivamente durante l’amministrazione Cappellotto, cosa hai fatto perché questo benedetto regolamento fosse approvato?
Rispondo io per te. Un bel niente, come, d’altra parte, molti altri dei presenti  che ricoprivano qualche carica importante nel comune.

Come vedi ognuno di noi porta le proprie responsabilità.

Capitolo 8: Il regolamento di Polizia rurale ai giorni nostri.
Il 2 di luglio 2019 Amica Terra chiede, tramite PEC, all’attuale amministrazione di cui fai parte, un incontro, che avviene il 22 ottobre 2019, quasi 4 mesi dopo.

Si parla di molte cose e anche del regolamento di polizia rurale.
Viene garantito che verrà approvato al più presto, dato che essendo in atto la convenzione del servizio di polizia urbana con altri comuni, è corretto che tutti si dotino dello stesso regolamento, per non far diventare “matti i vigili” con l’applicare regole diverse in ogni comune.
Viene confermato che c’è un gruppo intercomunale che sta lavorando alla sua stesura (l’aveva detto in consiglio comunale anche Cappellotto tre anni fa),   e che l’associazione verrà messa al corrente.

L’Associazione fa presente che mancano pochi mesi alle “stagione” dei vigneti e che quindi bisognerebbe fare in fretta.

A fine febbraio 2020, non arrivando notizie viene sollecitato un incontro, e viene concordato che un incontro si terrà entro 15 giorni, salvo Covid19.
E Covid19Covid19 fu. Addio incontro.

Così un’altra stagione di irrorazione è cominciata, e questa “industria chimica a cielo aperto ” ha ripreso alla grande e senza regole a produrre veleni per tutti, anche per quelli, e non solo, che il 1° maggio si stavano cucinando le braciole.

Capitolo 9: Covid19. Fase 1.
Oh, quanti appelli alla salute. Appelli di tutti i tipi.
Solo per citarne alcuni.
« Stiamo in casa per la nostra salute ».
 « Facciamo il distanziamento sociale ».
 « Laviamoci spesso le mani ».
« Teniamo i bambini in casa ».

famigliaTenere in casa i bambini è stata davvero dura, in pochi metri quadrati i genitori si sono inventati di tutto per non far venire loro la paranoia.
Ma per fortuna, non ci sono solo i genitori “sfigati” ma anche quelli “fortunati”.
Quelli che hanno a loro disposizione un giardino o un piccolo appezzamento di terreno sul qual far giocare i loro figli.
A meno che … a  meno che non ci sia qualcuno che irrora.

Aprile 2020. Lockdown in fase 1 (fatti realmente accaduti)
Il vicino sta irrorando.,
Che prodotto starà usando? Non so.
Quale sarà il tempo di rientro? Non so.
Ma mi posso fidare di mandare i bambini in giardino? Boh.
(Consulto familiare)
Forse no. Meglio di no.
Tutti chiusi in casa.
Per quanto tempo?
Beh, almeno per 48 ore.
Ma oggi è sabato e domani domenica.
Si lo so, ma lo dobbiamo fare per la nostra salute. Non vedete. Quello che irrora ha lo “scafandro”.
E così giardino o non giardino tutti chiusi in casa.

Viene da chiedersi: chi sono i genitori più sfigati: quelli con un giardino con accanto un vigneto o quelli che abitano in un appartamento?

Capitolo 10: Fase 2.
Uso la stessa frase usata dal capitano De Falco nei confronti di Schettino (Costa Concordia, 2012)
« … torni a bordo c….! … ».
Si è ora di tornare a bordo, cioè di fare qualcosa.

Si può anche continuare a richiamare il bene salute in tutte le salse, a mettere cuoricini a destra e a manca, a raccogliere soldi per una terapia intensiva, ma non si può non fare nulla per l’ambiente, e non dirmi che le sanificazioni delle strade fatte con ipoclorito di sodio, siano “state” qualcosa di utile per l’ambiente, sono esattamente il contrario.
Pianura padanaSostanzialmente non si fa nulla per proteggere la salute delle persone esposte  all’inquinamento da pesticidi.
Inquinamento, questo, che si aggiunge a quello già presente nella pianura padana che é forse la zona più inquinata del mondo e dove sono in corso studi, sui quali non voglio dilungarmi, per verificare il rapporto tra la diffusione del Covid19 e l’inquinamento. Rapporto che c’è.

Guarda che non si tratta solo di fare un regolamento, cosa estremamente necessaria, che regolamenti l’utilizzo dei pesticidi, che protegga i vicinanti, che permetta per chi ama di andare a camminare di farlo in sicurezza,  che determini distanze, che salvaguardi le poche siepi e i pochi alberi che sono rimasti.

Bisogna iniziare a far cambiare l’approccio ai nostri agricoltori ed in particolare ai viticoltori, ma anche a tanti cittadini del nostro comune.

Bisogna far in modo che si ripiantino le siepi, che si ripiantino i boschetti, che si ricrei nei campi una biodiversità, si vada insomma per gradi ad una agricoltura della vita e non della morte come quella attuale, ad una agricoltura biologica, e questo anche tenendo conto dei cambiamenti climatici in corso.

Bisogna cambiare approccio e per farlo cambiare  ci vuole tempo, impegno, e non nascondersi dietro alle responsabilità altrui.
Bisogna convincere con le buone ma anche mettere, come detto, le regole e farle rispettare.

In attesa del parto del regolamento intercomunale, che forse non arriverà mai o che forse partorirà un topolino, si può fare subito un’ordinanza (un’ora di lavoro?, ma anche se fosse un giorno ne varrebbe la pena), che obblighi nel caso di coltivazione convenzionale ed in vicinanza di case, orti, giardini, l‘esposizione di un cartello con il nome del prodotto utilizzato e l’indicazione del tempo di rientro.

In attesa del parto del regolamento intercomunale, che forse non arriverà mai o che forse partorirà un topolino, si potrebbe approvare il regolamento inviato dalla Regione Veneto a tutti i comuni ad agosto 2019 e che fa seguito a quello inviato ad agosto del 2016 che l’amministrazione Cappellotto se guardata bene dall’approvare.
Questo regolamento, in vostro possesso da agosto, dal titolo Regolamento comunale/intercomunale sull’uso dei prodotti fitosanitari nelle aree frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili e nelle aree adiacenti ad esse.” è già stato approvato da molti comuni.

Esso già introduce, in parte, la tutela delle abitazioni, i cui residenti sono soggetti alla possibile deriva dei pesticidi, e sarebbe già un passo in avanti perché ci indurrebbe a ragionare anche sulle distanza dai siti sensibili e dalle case.
Si comincerebbe, così,  a prendersi cura del problema.
Non c’é da far nulla. Portarlo in consiglio ed approvarlo.

« … è ora di tornare a bordo… ».

Con ossequio.
Renzo Rizzon

 

 

 

 

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Convocazione Consiglio Comunale: Mercoledì 27 Maggio 2020

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Consiglio Comunale è convocato per il giorno di Mercoledì 27 maggio 2020 alle ore 20.00 in seduta ordinaria pubblica con presenza del pubblico regolato in base alla normativa vigente volta a garantire il distanziamento sociale, di prima convocazione per la trattazione del seguente ordine del giorno:

1.  Interrogazione presentata dai consiglieri Capuzzo e DeMartin in data 06.04.2020 al n. 2409 di prot. in merito alla mancata esposizione della bandiera europea;
2.  Comunicazione della delibera di giunta comunale n. 36 del 16 marzo 2020 avente per
oggetto il prelevamento dal fondo di riserva e dal fondo di riserva di cassa
;

3.  Approvazione verbali seduta del 27 febbraio 2020 (dal n. 1 al n. 13);
4.  Mozione presentata dai consiglieri della lista “Insieme per Federica” avente ad oggetto “Emergenza climatica: azioni ed iniziative per l’informazione e la sensibilizzazione corretta sul
tema per tutti i nostri concittadini ed enti sovracomunali”;
5.  Mozione presentata dai consiglieri della lista “Insieme per Federica” avente ad oggetto
“telecomunicazioni di quinta generazione G5 e salute: attuazione del principio di precauzione, al fine di prevenire i rischi potenziali per la sanità pubblica e informazione della cittadinanza”;
6.  Ratifica delibera di giunta comunale n. 38 del 03.04.2020 avente ad oggetto “emergenza coronavirus. risorse per la solidarietà alimentare. variazione in via d’urgenza al bilancio di previsione 2020/2022 – art. 175, comma 4, del TUEL”

7.  Variazione al bilancio di previsione 2020/2022 ai sensi dell’art. 175 del D.Lgs 267/2000;
8.  D.G.R.V. n. 1896 del 22/11/2017 di recepimento del regolamento tipo, art. 4 comma 1 sexies del
D.P.R. 380/2001 e SS.MM.II. – approvazione regolamento edilizio comunale;
9.  Nomina commissione edilizia;
10. Approvazione del nuovo regolamento di polizia mortuaria;
11. Rinnovo dell’adesione del comune di Gaiarine al sistema bibliotecario provinciale. approvazione schema di convenzione;
12. comunicazioni del sindaco

 

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Convocazione Consiglio Comunale: Giovedì 27 Febbraio 2020

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Consiglio Comunale è convocato per il giorno di Giovedì 27 Febbraio 2020 alle ore 20.30 in seduta ordinaria pubblica di prima convocazione nella sala della sede municipale con il seguente ordine del giorno:

1. Interrogazione presentata dai Consiglieri Lazzaro e Carrer in data 7/1/2020 al N. 92 di Prot. in merito alle manutenzioni (del verde pubblico) con l’intervento di volontari;
2. Approvazione verbali seduta del 29 novembre 2019 (Dal N. 45 al N. 51);
3. Approvazione verbali seduta del 27 dicembre 2019 (Dal N. 52 al N. 53);
4. Adesione al patto dei sindaci per il clima e l’energia;
5. Patto dei Sindaci per il Clima e l’Energia approvazione Piano di Azione per l’Energia Sostenibile ed il Clima (PAESC);
6. Destinazione contributo per le opere di culto. Approvazione programma per l’anno 2020;
7. Determinazione aliquote e detrazioni per l’applicazione della nuova IMU per l’anno 2020;
8. Approvazione del programma biennale degli acquisti dei Beni e Servizi 2020/2021;
9. Approvazione del programma triennale delle opere pubbliche 2020/2022 e dell’elenco annuale dei lavori pubblici 2020;
10. Determinazione importo gettoni di presenza da corrispondere ai Consiglieri Comunali anno 2020;
11. Esame ed approvazione del Bilancio di Previsione 2020/2022 e nota di aggiornamento al DUP 2020/2022;
12. Servizio di tesoreria comunale per il quinquennio 2020/2024 approvazione schema di convenzione;
13. Approvazione modifica al regolamento per la disciplina della concessione in uso delle sale e dei locali comunali.

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Convocazione Consiglio Comunale: Venerdì 27 Dicembre 2019

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Consiglio Comunale è convocato per il giorno di Venerdì  27 Dicembre 2019 alle ore 14.00 in seduta ordinaria pubblica di prima convocazione nella sala della sede municipale con il seguente ordine del giorno:

1. Razionalizzazione partecipate ai sensi dell’art. 20 del TESTO UNICO in
materia di societa’ a partecipazione pubblica (T.U.S.P.), cosi’ come da
ultimo modificato con il D.LGS. 16 giugno 2017 n. 100;

2. Modifica ed integrazione alla convenzione di segreteria comunale con
capo convenzione il comune di Rosa’.

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Consiglio comunale venerdì 29 novembre 2019: La Cronaca

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giornalistaPremessa.
Un po’ lunga e solo in piccola parte nostra..
Tratta da un articolo di Gianni Canova, dal titolo “Ecco perché il vero pericolo per la democrazia è l’ignoranza“, sottotitolo ” Nel suo ultimo libro Gianni Canova, rettore dell’Università Iulm di Milano, analizza il crollo della situazione culturale del Paese e le sue conseguenze sulle dinamiche della politica”.

Articolo pubblicato sull’ LINKINCHIESTA al link ‘(https://www.linkiesta.it/it/article/2019/10/23/ignorantocrazia-gianni-canova/44042/)
Gianni Canova è anche l’autore del libro ” Ecco perché il vero pericolo per la democrazia è l’ignoranza“.

Vi proponiamo parte dell’articolo:

« … Un tempo era un valore. Chi sapeva di non possederla ambicertificazione-competenze3va a conquistarla. E chi l’aveva la ostentava come un titolo di vanto, come un trofeo. Oggi è esattamente l’opposto.
Da valore prestigioso, la competenza è diventata un disvalore. Tutt’al più un optional. Senza più quel crisma di necessità che ha avuto per tanti anni e per tante generazioni. Il competente è guardato con sospetto. Viene immediatamente visto come affiliato a una casta. Come un noioso. Come un ostacolo vivente al presunto diritto di chiunque di dire qualsiasi cosa su qualsivoglia argomento.
L’incompetente guarda il suo opposto con un misto di invidia, disprezzo e rancore. E fa del suo non sapere (e del non aver nessuna voglia di imparare) quasi un marchio identitario. Ma cosa stiamo perdendo con l’eclissi della competenza?

L’etimo ci può aiutare: dal latino cum-petere, la parola irradia un duplice significato.
Peto: chiedere/dirigersi verso

Cum: farlo insieme
L’etimo suggerisce e sottolinea tre aspetti fondamentali della competenza:
1. La sua connotazione dinamica e processuale. Essa implica sempre un dirigersi, un andare verso, un muoversi in una certa direzione. Non c’è competenza senza obiettivo, senza meta. È un processo, non uno stato.
2.La sua natura euristica e cognitiva. Il competente è colui che chiede, interroga, ricerca. È colui che chiedendo e interrogando, conosce e impara. Apprende e aumenta il suo capitale cognitivo.
3. La sua natura sociale. Cum-petere. Lo si fa con. Non da soli. Si mette a disposizione della comunità (dell’istituzione, dell’azienda, della famiglia, della società) il proprio percorso di acquisizione di conoscenze.
C’è poi anche un quarto aspetto legato alla competenza ed è, letteralmente, la competizione.
4.
Competenza è anche concorrenza. Implica una dimensione di competitività.
COMPETIZIONEDunque: il competente si muove, conosce. Non lo fa solo per sé, lo fa in una prospettiva sociale. Ma il suo dinamismo genera concorrenza e competitività.
Da valore prestigioso, la competenza è diventata un disvalore. Tutt’al più un optional. Senza più quel crisma di necessità che ha avuto per tanti anni e per tante generazioni. Il competente è guardato con sospetto.

L’incompetente è l’opposto;
Non si muove, sta fermo.
Non conosce, non chiede, non si interroga. Ignora.
Conosce solo l’io, non il noi.
Aborre la concorrenza. Ha paura della competitività.
Una società che dileggia la competenza, che sostiene che chiunque può fare qualsiasi cosa, che sostiene l’equivalenza di tutti a prescindere dalle conoscenze, dallo studio, dalla performatività, finanche dal talento, è una società statica, abulica, bloccata su se stessa, incapace di trasformarsi. … »

Questo vale in tutti campi e naturalmente anche per chi amministra un comune o per chi è all’opposizione.
E’ fuor di dubbio che nessuno nasce “maestro”, come nessuno nasce “sindaco”, assessore” o “consigliere” ma dal momento che ne assume il ruolo, oltre a mantenere un comportamento consono alla carica istituzionale accettata, dovrebbe anche iniziare un percorso di conoscenza e competenza, soprattutto in relazione ai meccanismi che regolano la vita istituzionale di un comune.
Si parte col leggere e comprendere lo statuto, il regolamento di funzionamento del consiglio comunale e i vari  altri regolamenti comunali, che vanno applicati, perché essi delimitano con le regole presenti gli spazi democratici e di convivenza civile degli amministratori come quelli dei cittadini, e poi gli atti, e via via …

Entriamo in cronaca.
Si fa l’appello, presenti leggi qui.

1. Comunicazione dimissioni assessore e nomina nuovo componente della giunta comunale.
... prende la parola il sindaco chiarendo che in realtà non si tratta di dimissioni ma solo di uno scambio … spiega che, nell’ambito della maggioranza, era stato deciso che il più votato di ogni frazione avrebbe assunto la carica di assessore e agli altri eletti sarebbero state assegnate specifiche deleghe in base alle loro aree di interesse … successivamente … « … mi stato fatto notare che mancava l’assessore alla cultura …» … pur avendo il consigliere gottardi le deleghe relative … « … così in giunta scottà, persona dalle larghe vedute, ha proposto di lasciare la carica di assessore al consigliere che ha la delega per cultura e per le politiche scolastiche … gottardi era titubante … ma poi ha accettato … …» …. continua col dire … che cambia l’apparenza ma non la sostanza … tutti (assessori e consiglieri di maggioranza) continuano a lavorare in team ….
… prende la parola scottà confermando le parole del sindaco e aggiungendo … « … non cambia assolutamente niente … siamo una squadra … il gruppo è compatto … e siamo tutti uguali … » …

Un aggiustamento doveroso. Va beh che come diceva un famoso ministro del culturacentro destra con “la cultura non si mangia”, facendo proprio un modo di pensare che forse è ancora in auge tra certe forze politiche e che va combattuto con tutti i mezzi, ma che il comune di gaiarine avesse demandato ad un consigliere con delle deleghe a tempo sia la cultura che le politiche scolastiche aveva davvero del sorprendente.
Ci sono altri aggiustamenti da fare? forse si e magari evidenti.

2. Interrogazione presentata dai consiglieri della lista “Insieme con Federica” in merito alle azioni integrative assunte per aumentare il servizio sociale nel comune di gaiarine;
… il sindaco chiede se può dare una risposta unica a tutte due le interrogazioni …
… la consigliera capuzzo fa presente che in genere le interrogazioni prima vengono lette…
esordisce demartin facendo presente che non sa, non avendolo richiesto, se le interrogazioni erano da portare in consiglio oppure dovevano avere una risposta scritta …
… interviene la consigliera capuzzo« … è a discrezione …»
Ci chiediamo, a proposito del “viaggio” verso la competenza se il regolamento di funzionamento del consiglio comunale sia stato letto da qualcuno presente in questo consiglio comunale .
L’art. 49 relativo alle “Comunicazione e interrogazioni” al comma 15 è chiarissimo ” 15. se i consiglieri interroganti non richiedono espressamente l’iscrizione all’ordine del giorno del consiglio comunale, s’intende che per la stessa è richiesta risposta scritta”.
Se come affermato da demartin, non è stata richiesta l’iscrizione all’ordine del giorno, il sindaco doveva dare alle due interrogazioni una risposta scritta e non “portarle” in consiglio. Se il sindaco sbagliando o per decisione propria le ha inserite nell’ordine del giorno del consiglio comunale, o ne chiedi il ritiro, facendogli presente l’errore o stai zitto e non costringi il tuo capogruppo a fare un’affermazione non vera, tra l’altro non richiesta, e cioè dire che “è a discrezione”. Di chi? dove sta scritto? Il comma in questione è chiarissimo e non da adito a interpretazioni.
I regolamenti e conseguentemente le regole in essi contenute non sono formalismi che possono essere applicati o non applicati a discrezione, ma stabiliscono come già detto i perimetri entro cui muoversi per garantire la libertà di tutti. Poi, naturalmente, se   sono ritenuti inadeguati, non è questo il caso, si cambiano, ma fin tanto che questo non avviene si rispettano. In ogni caso bene che siano state portate in consiglio, ma alla prossima interrogazione questa minoranza non dimentichi di chiederne l’inserimento all’ordine del giorno.
Poi c’è da stigmatizzare anche la richiesta del sindaco e accettata dai presentatori, di dare un’unica risposta per tutte e due le interrogazioni; questo ha comportato la lettura una di seguito all’altra. Anche qui il regolamento è chiarissimo: illustrazione di una interrogazione, risposta del sindaco o chi per esso, replica dell’interrogante, e
ventuale replica del sindaco o chi per esso.
Ma a parte l’applicazione del regolamento, che come abbiamo visto é diventato un optional, nessuno si è posto il problema di che cosa avranno capito i cittadini pres
elettura-che-avventuranti che si sono sorbiti la lettura di seguito delle due interrogazioni una che parlava di sociale e la seconda di traffico e della ipotetica bretella di francenigo.
L’interrogazione è uno strumento puntuale, di solito dopo una premessa si fanno una serie di domande: 1, 2, 3 e così via e a queste puntualmente dovrebbe essere data risposta.
Facciamo un sondaggio.Volete? Chiediamo a qualche cittadino presente tra il pubblico quante domande e quante puntuali risposte del sindaco ricorda. L’avete fatto il sondaggio?
Passiamo oltre.

demartin legge la prima, quella relativa al sociale …. (aldilà della premessa, delle domande poste siamo riusciti a annotarne solo tre):
1° se il comune sta monitorando il disagio giovanile … droga, ecc.) ? …
…. 2° quali sono le associazioni comunali che si occupano di sociale che sono state contattate ? …
… 3° chi altro della “squadra” oltre al sindaco e alla referente consigliera gava sta lavorando su questi temi? …

demartin passa a leggere la seconda interrogazione sul traffico che investe francenigo … della quale cogliamo nella parte della premessa …. « … nella campagna elettorale la vostra lista ha preso l’impegno di adoperarsi … per reperire i fondi per realizzare la seconda parte della bretella per il collegamento alla A28 … e si era fatta forte dell’appoggio dei partiti che governano la regione facendo capire che sarebbe stato facile reperire i soldi … » … prosegue chiedendo … 1. quali passi siano stati fatti … 2. un documento scritto che riporti quali siano le attività in essere … 3. una riunione pubblica per spiegare alla cittadinanza lo stato dell’arte …
… risponde il sindaco affermando … che stanno facendorosa-miracolo550 del loro massimo … « … ma i miracoli non riusciamo ancora a farli … pretendere azioni dopo solo sei mesi … ci sembra una richiesta da rivolgere a qualcuno più sovraumano di noi … » … … per la prima interrogazione fa presente che è stato attivato il concorso per l’assistente sociale … che i candidati sono 36 …   che entro natale dovrebbe essere concluso l’iter … precisa che comunque l’assistente sociale se ne era andata prima dell’arrivo di questa amministrazione … conferma che l’impegno preso in campagna elettorale riguardo al supporto da dare alle famiglie è una loro priorità … è stato avviato il percorso per il contributo INPS per la sezione primavera … quindi la sezione primavera è pronta a partire se ci saranno i numeri … conferma l’investimento per i prossimi tre anni per il centro infanzia di francenigo … afferma che servizio sociale è anche …. « … il coinvolgimento di chi può fare qualcosa per il paese … i frutti si vedono nel “verde pubblico” …»
Si, eccome,   con lamentele da parte dei cittadini, con siepi e ceppaie massacrate e interventi fatti non in riposo vegetativo, con residui lasciati nei fossi che hanno ostruito il defluire delle acque. Capiamo che si è in emergenza, essendo venuto a mancare un operaio ” e che attrezzarsi per i miracoli” sia un po’ difficile per tutti, ma anche in questo campo bisognerebbe intraprendere quel percorso per la conoscenza e la competenza … non si può far tutto per far vedere che si fa, alle volte è meglio fare meno ma in modo corretto.
..
. continua affermando che servizi sociali è anche il “nonno vigile” strumento utile e di integrazione per la comunità … da notizia di due incontri a sanpatrignano per costituire una sorta di “comune amico” … non affiggendo un cartello stradale … ma dando progettualità (?) … ricorda che sanpatrignano vuol dire lotta alla droga …
Prima di passare all’altra ci permettiamo di chiedere ai nostri lettori: quante delle domande poste da questa interrogazione e che vi abbiamo riportato, ci pare 3, hanno avuto una risposta puntuale da parte del sindaco? Indovina indovinello.
…. per la seconda interrogazione fa presente che nei sei mesi si sono svolti due incontri in provincia e uno in comune … spera di poter avere un incontro ad inizio anno prossimo anche con la regione … continua affermando che sono stati colti due aspetti …. il primo … .che si è compreso come l’aver iniziato dalla fine del tracciato e non dall’uscita dell’autostrada abbia causato un collo di bottiglia nel mezzo …
E si, risolti i problemi di gaiarine si sono aggravati quelli di francenigo.
... il secondo … che per fare il tratto mancante ci vogliono a progetto vecchio almeno 10 milioni di euro … che la provincia analizzati i volumi del traffico pesante non ritiene questo un punto critico essendone altri più critici nelle strade provinciali … continua affermando che le risorse regionali sono molto ridotte anche a causa del ciclone vaia … e che ritiene giusto che venga sistemata prima la viabilità dei comuni disastrati da questa bufera …
In poche parole alle prossime elezioni se qualcuno scriverà ancora nei programmi elettorali che si adopererà per fare il bypass di francenigo non credetegli e non votatelo.
… conclude dicendo che spera che le risposte siano state esaurienti e che se ci sono suggerimenti questi saranno ben accetti …
... prende la parola la consigliera capuzzo … ringrazia il sindaco per aver portato in consiglio le due interrogazioni anche se questo non era stato Maestra bacchettaterichiesto… evidenzia come le interrogazioni non siano da intendere come bacchettate o cose polemiche … ribadisce come questi due temi siano per il suo gruppo temi importanti … e che su di essi vorrebbe avere cosa non accaduta in passato aggiornamenti puntuali … ricorda che il sociale è stato tralasciato per anni e che apprezza quello che questa amministrazione sta facendo anche se questo non era emerso dal dup (documento unico di programmazione) … per quanto riguarda il problema del traffico … comprende le difficoltà … ma chiede che la questione venga continuamente monitorata …
prende la parola demartin … afferma di voler cogliere l’invito del sindaco di sedersi intorno ad un tavolo per lavorare assieme … « …siamo disponibili …» …. e di voler fare una provocazione sulla questione traffico di francenigo … chiede perché non mettere assieme tutte le persone con competenze, gli ex sindaci che qualche contatto lo hanno avuto … « …   con un atto di umiltà da parte vostra …» … cercare di fare massa critica per far breccia sulla provincia e in regione « … il prossimo anno mi pare si voti … se c’è un paese coeso …che chiede … forse si può ottenere qualcosa … magari non subito … ma nel diego bis ..»
… risata compiacente generale …
E’ vero che siamo già in clima natalizio ma che qualcuno dell’opposizione a sei mesi dall’insediamento auguri una riconferma dell’attuale sindaco alle prossime elezioni ci fa particolarmente paura, morire tutti leghisti non ci pare una prospettiva molto confortante.
Ma si dai, avevamo capito che era una battuta.

Nel merito. La traduzione del consiglio di demartin è: fare lobby

E va beh. Scusateci. Capiamo monsantodi essere su scala locale e non globale ma ci vengono in mente le multinazionali abilissime a fare lobby come la monsanto.
Forse non si è capito quello che è stato detto dal sindaco: oltre 10 milioni di euro, non è ritenuto un punto critico, altri sono i punti critici in provincia, non ci sono risorse che significa non ci sono schei, se i schei ci sono prima va sistemata a livello regionale la viabilità dei comuni colpiti da vaia. A voglia  fare lobbying, ma comunque.

3. Interrogazione presentata dai consiglieri della lista “Insieme con Federica” in merito al problema del traffico pesante a Francenigo;

vedi sopra

4. Approvazione verbali seduta del 22 ottobre 2019 (dal n. 39 al n. 44);
non ci sono interventi
Si vota
maggioranza favorevole.
De Martin, Carrer, Lazzaro favorevoli.
Capuzzo astenuta perché assente il 22 ottobre

5. Aggiornamento al programma triennale opere pubbliche 2019/2021 e all’elenco annuale lavori pubblici 2019.
… prende la parola in sindaco … chiarendo che si tratta del progetto definitivo della pista ciclo-pedonale gaiarine-albina che passa da 350.000 euro previsti per uno stralcio ad una spesa di complessiva di 550.000 per i due stralci mancanti, che verranno finanziati con oneri e avanzo di amministrazione …
… prende la parola la consigliera capuzzo… chiede se essendo questa è una variazione del piano opere pubbliche del 2019 verrà aggiornato anche il triennale …
dezan … risponde di si
capuzzo … chiede se qualcuno può spiegare il perché delle differenza tra le somme stanziate nel previsionale e quelle attuali, e come quest’ultime vengono finanziate …
… prende la parola la dezan … spiegando che la pista ciclo-pedonale era stata divisa in tre stralci, il primo già concluso, il secondo finanziato nel 2019 per 250.000 euro con avanzo di amministrazione 2019 e un mutuo, perché non si poteva applicare tutto l’avanzo … poi è cambiata la legge stabilendo che si poteva impegnare tutto l’avanzo … quindi sono stati impegnati 500.000 euro… a quel punto l’amministrazione ha deciso di verificare quanto fosse costata l’intera opera cioè i due stralci rimanenti … chiarisce che la cifra del progetto definito e completo è di 550.000 euro … finanziata quindi con 500.000 euro di avanzo e 50.000 di oneri …
... sia la consigliera capuzzo che il consigliere lazzaro dichiarano che prima non era tutto così chiaro …
... prende la parola il consigliere lazzaro … prima di fare la sua dichiarazione di voto vuol spiegare qualcosa al pubblico …

Ma va. Finalmentevignette_festival_legalità_2019___16_ qualcuno che si interessa anche del pubblico.

« … prima vorrei spiegare alle persone del pubblico  cose che forse non sanno ... viene fatta la conferenza dei capigruppo un giorno prima o due giorni prima del consiglio … li vengono sviscerati una serie di dettagli tecnici che riguardano questioni economiche finanziare … abbiamo un confronto … su elementi che sono anche difficili da spiegare in consiglio … quindi quando arriviamo in consiglio facciamo dichiarazioni di voto o chiediamo cose che non ci sono ancora chiare … ieri sera abbiamo fatto conferenza dei capigruppo … adesso faremo una dichiarazione di voto in base a quanto emerso ieri sera … » …
Sinceramente grazie anche a nome del pubblico per questa delucidazione.
Facciamo, comunque, presente che la conferenza dei capigruppo per essere effettivamente in regola dovrebbe essere convocata in seduta pubblica, cosa che ancora non avviene.

prosegue con la dichiarazione di voto … mettendo in evidenza come la maggioranza aggiorni la previsione di spesa di un opera presente anche nel programma elettorale del suo gruppo … un opera importante perché è il completamente dei percorsi ciclo-pedonali all’interno del comune … prosegue … facendo presente come tutta l’opera sia finanziata con i soldi dei contribuenti di gcontributoaiarine un avanzo corposo lasciato dall’amministrazione precedente e oneri … evidenzia anche come non ci siano contributi pubblici da altri enti e chiede dove sia fino il filo diretto con questi sbandierato in campagna elettorale … al motto di (nota canzone) …« … soldi … soldi … soldi …. che dovevano arrivare dalla provincia, regione ed europa e che non ci sono …» … termina dichiarando il suo voto di astensione…
… prende la parola la consigliera capuzzo affermando che anche per il suo gruppo è fondamentale procedere con questa infrastruttura essendo a favore del suo completamento … mette in evidenza come ci fossero state delle perplessità sul finanziamento dell’opera previsto l’anno scorso perché non aveva senso indebitare ancora il comune … condivide il fatto che bisogna ricorre sempre di più ai contributi ma che tuttavia in sei mesi non è facile attivare i canali … dichiara il voto favorevole del suo gruppo con la speranza che nei prossimi cinque anni i contributi arrivino … si raccomanda che i bandi e le gare siano fatte con trasparenza e con la dovuta pubblicità …
… risponde il sindaco affermando che per avere i contributi servono i progetti …e che per quanto riguarda la pista ciclo-pedonale si sarebbe potuto tenerla ferma in attesa dei contributi ma che invece si è preferito avviarla … mette in evidenza che sugli altri progetti su cui stanno lavorando ci sarà la richiesta per ottenere i relativi contributi …

Si vota
maggioranza favorevole.
Capuzzo e De Martin favorevoli
Carrer e Lazzaro astenuti.

6. Variazione al bilancio di previsione 2019/2021.
… prende la parola l’assessore dezan … dicendo che le variazioni sono state sviscerate la sera prima in conferenza dei capigruppo …
… la consigliera capuzzo fa presente che non ha potuto partecipare alla conferenza dei capogruppo ma che comunque si è sentita con l’assessore e che in ogni caso c’è il consigliere demartin che vuol fare delle domande …cartaormaggio
demartin ricorda di aver chiesto nel consiglio precedente che ci fosse un pezzo di carta anche “di formaggio” riportante un sunto delle variazione… « … richiedo se si può avere un pezzo di carta …» …
… la dezan … chiarisce che negli atti non c’è ma che la sera prima sono state sviscerate tutte le cifre …
… viene richiesto alla dezan di fare per il pubblico una lettura veloce delle cifre e così avviene …
… la dezan elenca le variazioni sia in entrata che in uscita …
Lista che vi risparmiamo anche se è sarebbe interessante analizzare cifra per cifra le spese perché da queste si può capire come l’amministrazione si muove, dove mette i soldi e quali sono le sue priorità,  tanto per darvi un’idea, aldilà della pista ciclo-pedonale gaiarine-albina, 32.000 per asfaltature vie e piazze, 8.000 euro per la progettazione della sistemazione del cortile posteriore delle scuole elementari di francenigo, ecc.
… vengono richiesti un po’ di chiarimenti intervengono capuzzo, demartin, lazzaro e il sindaco
… si passa alla dichiarazione di voto …. inizia lazzaro … affermando che le variazioni che sono chiamati a deliberare riguardano entrate o spese maturate nel corso dell’anno … che sono quindi a parte la pista ciclopedonale sulla quale ha già espresso il suo voto aggiustamenti tecnici e quindi il suo gruppo darà un voto di astensione …
… prende la parola la consigliera capuzzo … precisando che parlare di bilancio non è affrontare solo aspetti tecnici ma che può avere anche un interesse per il pubblico … perché anche il pubblico su certe spese su certi temi è giusto che sappia … dichiara voto di astensione del suo gruppo in quanto il bilancio è frutto di scelte altrui …
… interviene il sindaco facendo presente che appena ci sarà un organico sufficiente … si potrà ripristinare l’uso del video proiettore per proiettare alcuni dati per il pubblico in modo che sia più facile comprendere … qualcuno capisce che il proiettore non funziona … ma il sindaco chiarisce che manca personale per preparare le slide…sardine
Bene è una serata dove il pubblico partito in sordina (n.b. non in sardina) la fa da padrone. Non considerato all’inizio, viene sicuramente rivalutato da tutti, minoranze e maggioranza.
Siamo propensi a pensare che questo interessamento non sia per mero scopo strumentale, vero?
E allora, se non di strumentalizzazione si tratta, ci chiediamo perché non videoregistrare questi benedetti consigli comunali e dar modo a tutti i cittadini che hanno un qualche interesse per la vita del comune di vederseli o di rivederseli da casa Qual’è l’ostacolo? Di che cosa si ha paura?
Poi se finalmente stool-migliorare-slidei decidesse di registrare i consigli, noi, liberi dall’incombenza di scrivere la cronaca, ci metteremo a disposizione per preparare le slide per il pubblico.

Si vota
maggioranza favorevole.
Capuzzo, De Martin, Carrer e Lazzaro, astenuti.

6. Approvazione schema di convenzione ai sensi dell’art. 30 del d. Lgs. 18.08.2000 n. 267 (TUEL) per la disciplina dei rapporti tra le amministrazioni comunali di Conegliano, Santa Lucia di Piave, Mareno di Piave, Cappella Maggiore, Vazzola, San Pietro di Feletto, Gaiarine, San Fior, Susegana, Godega di Sant’Urbano aderenti al progetto “digiti@mo”, in attuazione del bando regionale approvato con dgr n. 291 del 19 marzo 2019 per la costituzione di INNOVATIONLAB diretti al consolidamento/sviluppo del network “centri p3@- palestre digitali” e alla diffusione della cultura degli open data.
… il sindaco legge la convenzione il cui contenuto come riportato nel bando regionale a cui si riferisce e che si può riassumere così:

“Soluzioni tecnologiche per l’alfabetizzazione e l’inclusione digitale, per l’acquisizione di competenze avanzate da parte delle imprese e lo sviluppo delle nuove competenze ICT (eSkills), nonchÈ per stimolare la diffusione e l’utilizzo del web, dei servizi pubblici digitali e degli strumenti di dialogo, la collaborazione e partecipazione civica in rete (Open Government) con particolare riferimento ai cittadini svantaggiati e alle aree interne e rurali”

… interviene demartin… chiedendo chi del comune di gaiarine siederà al “tavolo politico” previsto dalla convenzione …
… risponde il sindaco « … il vicesindaco …»…
demartin
chiede allora chi parteciperà al “tavolo tecnico” …
… risponde la dezan … « … ci saranno dei tecnici esperti di digitale e informatica … poi ci saranno dei tecnici comunali non ancora individuati … se ci sarà un tecnico del comune di gaiarine sarà la bolzon   …» …
demartin riassume ... « … quindi le persone coinvolte nel progetto saranno il  vicesindaco ed eventualmente la bolzon …» … poi continua mettendo in evidenza che bisognerà trovare un locale …
… la dezan spiega che in uno dei comuni più vicini a conegliano dovrà essere trovato una locale che andrà attrezzato con strumenti elettronici che rientrano però nel progetto …
demartin afferma per chiedere conferma  … che quindi la strumentazione verrà rimborsata nell’ambito del bando dalla regione veneto … che però  se le spese non saranno ammissibili, non verranno rimborsate e dovranno essere risarcite in base alla convenzione dai comuni …
… la dezan…  assicura che questo non potrà succedere

Si vota
all’unanimità

prima di chiudere il consiglio il sindaco fa delle comunicazioni
– ricorda l’avviso pubblicato nei giorni precedenti scaturito da un incontro in prefettura che obbliga le strutture ricettive di qualsiasi tipologia a comunicare giornalmente i dati anagrafici dei propri ospiti.
– comunica che dal prossimo ottobre anche il capo Ufficio Tecnico Andreetta andrà in pensione, quindi bisognerà fare un bando per la nuova assunzione.
– ringrazia le 110 persone che hanno dato la loro adesione per la giornata ecologica dichiarandosi orgoglioso di rappresentare un territorio che ha tante persone che vogliono fare qualcosa per il paese e che non avendola potuta fare per il maltempo sarà riproposta a primavera.
– rabbatterebarrierearchitettoniche-150x90icorda il questionario sulle barriere architettoniche invitando tutti a fare passa parola, questionario che serve, in previsione del piano per le loro abolizioni, ad individuare i veri ostacoli che ci sono nel comune.

Il consiglio si chiude. Durata circa un’ora. Presenti una ventina di cittadini.
Non ci resta che aspettare il prossimo.

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