Giunta allargata?

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Le prossime elezioni comunali, come è naturale che sia, fanno emergere notizie, fatti e voci sui candidati sindaci, sulla attuale e sulle amministrazione precedenti.
E’ un po’ un momento di sintesi di tutto quello, che non solo ha riguardato la vita passata, sia amministrativa che politica del nostro comune, ma che avrà, gioco forza, una ripercussione anche su quella futura

Essendo sempre, almeno da trent’anni un “cittadino attivo” – molti di voi mi conoscono – e conseguentemente interessato alla vita amministrativa e politica del mio comune, per quel senso di trasparenza e di onestà intellettuale, che penso essere un elemento fondante della convivenza civile, non posso esimermi da pubblicare questo post e di chiedere alla fine una risposta chiara e leale al sindaco uscente.

“Girano da giorni delle voci, naturalmente da verificare, e questo post serve proprio a questo, che se confermate e fossero vere mi lasciano a dir poco allibito.

Aldilà delle voci alcuni fatti sono chiari e ricostruibili.
Nel 2019 la Lista Diego Zanchetta Sindaco si è presentata con 12 candidati + il candidato sindaco.
Le persone elette sono state: Elisa De Zan, Serena Fantuz, Graziella Gava, Michele Gottardi, Valentina Pezzin, Giusto Faccin, Germano Scottà, Andrea Bubaco, oltre naturalmente al Sindaco.
Quelle non elette: Fabio Baggio, Andrea Campion, Roberto Luisotto, Giulia Miotti.
Gli assessori nominati dal sindaco, come da statuto comunale, sono stati quattro: Elisa De Zan, Serena Fantuza, Graziella Gava, Michele Gottardi.
Agli altri quattro consiglieri eletti sono state date delle deleghe per occuparsi di alcune materie.

La legge stabilisce, per il nostro comune, che la giunta debba essere composta dal sindaco e dai quattro assessori , e il suo compito è espressamente delineato sia dalla legge e naturalmente anche dal nostro statuto comunale:
(Dallo Statuto Comunale di Gaiarine)

“Art. 28
1. La Giunta comunale collabora con il sindaco nel governo del
comune ed opera attraverso  deliberazioni collegiali.
Collabora, altresì, con il sindaco nell’attuazione degli indirizzi
generali del consiglio comunale.
2. Riferisce annualmente al consiglio comunale sulla propria attività

con apposita relazione da presentarsi in sede di approvazione del
rendiconto.
3.
Svolge attività propositiva e di impulso nei confronti del consiglio
comunale.
4.
Compie, comunque, gli atti rientranti nelle funzioni degli organi di
governo che non siano riservati dalla legge al consiglio e che non
ricadano nelle competenze del sindaco previste dalle leggi o dal
presente statuto. ….
…. omissis …
Art. 33
1. L’attività della giunta comunale è collegiale.
2.
La giunta comunale è convocata e presieduta dal sindaco, che fissa
gli oggetti all’ordine del giorno della seduta.
3. Il sindaco
dirige e coordina l’attività della giunta comunale che
delibera con l’intervento della maggioranza dei membri in carica e a
maggioranza assoluta dei voti.
4. Le sedute della giunta comunale non sono
pubbliche.

5.
Il segretario comunale partecipa alle riunioni della giunta comunale,
cura la redazione del verbale dell’adunanza, che deve essere
sottoscritto da chi presiede la seduta e dal segretario comunale
stesso. ”

Orbene, sia nel Testo Unico delle Leggi sull’Ordinamento degli Enti Locali sia nello statuto comunale non è prevista, durante le sedute di giunta, la presenza di altre persone, neppure dei consiglieri di maggioranza.
Si presume, ma praticamente la legge non ne fa menzione,  che i consiglieri possano essere invitati, in modo sporadico, per chiarimenti su argomenti particolari, come si presume possano essere invitati anche tecnici comunali o dei professionisti. per illustrare progetti, ecc.
Ma sicuramente mai per esprimere voti o pareri.

Si dice che alle giunte comunali il sindaco abbia sistematicamente permesso non solo la presenza dei quattro consiglieri di maggioranza, non componenti la giunta, ma anche la loro partecipazione alla decisioni giuntali, tramite voti e/o pareri.

Se così fosse, questa “giunta allargata”, la famosa “squadra” si potrebbe configurare come un surrettizio ampliamento dell’organo giuntale, non previsto da nessuna legge e quindi perseguibile (vedi https://dait.interno.gov.it/pareri/98474).

Come è previsto dalla statuto la giunta delibera a maggioranza dei suoi componenti, 5 nel nostro caso, ma se i componenti sono nove
(+ uno di cui parleremo in seguito) e tutti votano, o esprimono il loro parere, quanto vale il voto o il parere di un vero componente della giunta, cioè di un assessore o del sindaco?
Cioè di colui che ufficialmente è uno dei responsabili delle decisioni assunte e che ne risponde davanti alla legge, sia in termini “amministrativi” che “penali”?

In tutte le delibere di giunta, approvate e controfirmate dal sindaco, cioè gli atti ufficiali di governo del nostro comune, compaiono i nomi dei componenti della giunta che sono appunto il sindaco e i quattro assessori, e la loro presenza o assenza ,e, quindi, si può desumere che alle giunte non fossero presenti altri soggetti, tranne il segretario, che fa da “Notaio”.

I conti non tornano.
Qual’è la verità.
Sono infondate le voci o sono forse illegittime le delibere di giunta?.

Perché se la presenza degli altri quattro consiglieri fosse davvero confermata, saremmo di fronte a una violazione gravissima della legge con forse la possibilità che tutte le delibere di giunta di questi cinque anni possano non essere valide.

Ma sembrerebbe esserci di più.
Un fatto che se confermato avrebbe del paradossale.
La presenza costante in giunta di un’altra persona, uno dei quattro candidati non eletti.

Come sarebbe possibile che un non eletto, uno che è stato “bocciato” dai cittadini di Gaiarine nel 2019, quindi un cittadino qualsiasi fosse presente alle giunte comunali di questi cinque anni?

No, non può essere.
Da cittadino non posso credere che questo possa davvero essere avvenuto.

In giunta si possono trattare argomenti di particolare delicatezza, questioni personali, riguardanti cittadini che possono trovarsi in difficoltà psichica, economica e magari sottoposte/i a violenze famigliari, bisognose di aiuto e naturalmente di riservatezza, perché mai, allora, un non eletto dovrebbe essere venuto a conoscenza di queste delicatissime questioni personali?

A che titolo? Perché lui si e un altro no?

Se fosse tutto vero, la responsabilità del sindaco sarebbe davvero gravissima e innegabile, e corrisponderebbe ad una concezione dell’amministrazione pubblica come cosa propria, dove regole e rispetto dei diritti fondamentali dei cittadini sono calpestati.”

Ritengo che  tutti i cittadini di Gaiarine meritino una risposta chiara dal sindaco uscente:

Queste voci sono vere o sono infondate?

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Convocazione Consiglio Comunale: Martedì 26 Luglio 2022

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Si rende noto che il Consiglio Comunale è convocato in seduta Ordinaria Pubblica di 1° convocazione per il giorno martedì 26 Luglio 2022,  alle ore 21.00, nell’apposita sala della Sede Municipale per la trattazione del seguente ordine del giorno:

1. Verbali seduta del 28 giugno (dal n. 13 al n. 18);

2. Variazione del programma triennale OOPP 2022/2024 ed elenco annuale dei lavori pubblici per l’anno 2022 (D.lgs. n. 50/2016);

3. Ratifica delibera di giunta comunale n.81 del 14.06.2022 avente ad oggetto: “Variazione al bilancio di previsione 2022/2024 ai sensi dell’art.175 D.lgs.267/2000”;

4. Art.193 del Dlgs. 18.08.2000 n.67 – salvaguardia degli equilibri di bilancio 2022/2024;

5. Variazione di assestamento al bilancio di previsione 2022/2024 ai sensi dell’art.175 del D.lgs. 267/2000;

6. Presentazione del documento unico di programmazione (DUP) 2023/2025.

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Evviva la propaganda

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Ogni morto, ogni caduto va, se possibile, ricordato, così come ogni esule.

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Ma l’istituzione del “Giorno del Ricordo” (10 Febbraio), legge voluta dalle destre e approvata nel 2004, non attiene alla sfera del ricordo ma ad un vero e proprio scopo politico di revisionismo storico con l’obbiettivo di avere una festa da contrapporre alla Festa di Liberazione.

D’altra parte l’Italia e conseguentemente l’italiani, brava gente, non hanno mai fatto davvero i conti con il fascismo e con i crimini che gli “italiani fascisti” hanno perpetrano per anni nei territori sloveni e croati annessi dopo il trattato di Rapallo del 1920, dove si giunse nel 1942 ad una vera e propria occupazione militare.

Solo per ricordare cosa fu quell’occupazione:
«Si ammazza troppo poco», e «Non dente per dente, ma testa per dente», raccomandavano nel 1942 i generali italiani Marco Robotti e Mario Roatta. Furono 200.000 i civili «ribelli» falciati dai plotoni di esecuzione italiani in Slovenia, «Provincia del Carnaro», Dalmazia, Bocche di Cattaro e Montenegro” (fonte Contropiano)

 Come non c’è stata mai una vera assunzione di colpa per le leggi razziali promulgate nel 1938 dal regime fascista e del conseguente sterminio degli ebrei italiani, anzi la colpa, piano piano gli italiani, sempre brava gente, l’hanno quasi completamente trasferita da Mussolini a Hitler.

Va ricordato, e lo esplicita molto bene Furio Colombo, (colui che propose la legge per l’istituzione del Giorno della Memoria celebrata il 27 gennaio di ogni anno come giornata per commemorare le vittime dell’ Olocausto, potete ascoltare l’intervista qui) che vi fu una grande differenza tra le tragedie dei Gulag e delle Foibe, e la Soah, nel senso che le prime due sono eventi subiti in parte anche da italiani, mentre la Soah (per la parte degli ebrei italiani) è una orribile tragedia perpetrata dagli stessi italiani.
Non è che i morti italiani, nei Gulag e nelle Foibe, valgano meno degli ebrei italiani, ma diversa è la responsabilità.
Per i Gulag la responsabilità è di Stalin, per le Foibe dei Titini, ma per persecuzioni e le uccisioni degli ebrei italiani e non solo, la responsabilità è tutta del regime fascista “italiano”.

Ora le destre tentano di fare l’operazione di mettere tutto sullo stesso piano piegando la storia a loro uso e consumo: vorrebbero accomunare i crimini fascisti con i crimini comunisti.
Ma, senza difendere il comunismo, bisogna ricordare che furono regimi comunisti stranieri ad ammazzare italiani, mentre fu il regime fascista italiano ad ammazzare italiani, sloveni, croatti, e che, mentre il comunismo non ha mai governato l’Italia, il fascismo l’ha governata per oltre vent’anni, portandola alla catastrofe che conosciamo.  

Se vogliamo diventare davvero “brava gente” dobbiamo fare i conti con le “nostre colpe” e lasciar fare agli storici veri e non a quelli del “10 febbraio” o di sabato scorso  le ricostruzioni degli eventi tragici che attraversarono il novecento, eventi che non vanno piegati per fini politici propagandistici.

Ora invece, anno dopo anno, in tutta Italia aumentano le iniziative di celebrazioni del “Giorno del Ricordo”, da parte di amministrazioni di destra, e forse anche di qualcuna di “sinistra” che non vuol essere da meno, proprio per nascondere o per meglio tentare di cancellare i crimini fascisti e conseguentemente sminuire la Festa della Liberazione e quindi la Resistenza da cui è nata la nostra Repubblica.

Anche l’amministrazione di Gaiarine si è collocata in questo filone e si annuncia ufficialmente e pubblicamente come Amministrazione di estrema Destra.
Qualche segnale, per chi avesse voluto vedere, era già giunto: l’ammaina bandiera europea, una celebrazione del 25 Aprile dove il sindaco attuale ha ricordato solo l’eccidio di Porzus, la cittadinanza al Milite Ignoto e ora l’intitolazione di un parco pubblico a “Parco Vittime delle Foibe”.

Sarebbe interessante conoscere le posizioni di qualche componente della maggioranza, solo per fare qualche nome, della De Zan o di Germano Scottà, o di Valentina Pezzin, in merito a questo evidente spostamento a “tutta destra”.

Per scendere dalle “chiacchiere” a fatti concreti, e quindi al parco mi vengono due considerazioni:
1. Mentre il sindaco chiede una maggior “partecipazione dei cittadini” (consiglio comunale del 10 febbraio 2022), alla attività di vigilanza per contrastare fenomeni di delinquenza comune sul territorio, l’amministrazione comunale senza nessun dibattito pubblico, senza sentire i cittadini, quindi la partecipazione dei cittadini è un optional strumentale che serve quando serve ma non serve quando non serve, decide di imperio di tramutare un parco pubblico adibito a gioco per i bimbi, in un parco politico, con un nome “Parco Vittime delle Foibe”, che è orripilante, non per le Vittime e neppure per quello che vorrebbe ricordare ma per il nome in se.
Ve lo immaginate: Dai mamma voglio andare a giocare al parco delle Vittime delle Foibe.

Che poi diventerà nel dire comune: “Parco delle Foibe”
Sono solo io che provo questo senso di tristezza?

E lo fa nell’ombra, quasi di nascosto, con una delibera di giunta fatta il 26 di Agosto (vi ricordate le leggi del parlamento fatte ad Agosto quando tutti sono in ferie? in genere foriere di guai per i cittadini).
Una questione come questa andava, come già detto, resa pubblica ed il luogo deputato a rendere pubbliche le decisione dell’Amministrazione è e resta il Consiglio Comunale, il massimo sarebbe stato coilvolgere direttamente la cittadinanza, nelle sue più varie componenti.

Quindi se si voleva non nascondere questa decisione, si doveva almeno portare la delibera in Consiglio Comunale, dando luogo ad una necessaria trasparenza e ad un minimo di dibattito.
Ricordo, a questi nostri amministratori, che essi pur non essendo l’espressione della maggioranza dei cittadini del comune ma solo del 40,43 dei votanti, dovrebbero coniugare le varie sensibilità della cittadinanza e non solo quelle della loro parte politica, soprattutto se certe scelte non sono contemplate nel loro programma elettorale.

Ma forse questi nostri si sentono tenutari di un potere assoluto, o forse devono pagare scotto ai loro supporter politici Lega e Fratelli d”Italia.

In ogni caso la delibera di giunta, che potete leggere qui, parte da un presupposto non del tutto vero, in quanto l’affermazione contenuta in premessa “il via 8 marzo a Gaiarine esiste un’area di verde pubblico, dedita a parco, che risulta essere priva di denominazione” è una affermazione perlomeno equivoca.

Quel parco è nato all’interno del Piano di Lottizzazione denominato “Parco Castellir”, dal toponimo di quel luogo.
Orbene, secondo voi, come dovrebbe chiamarsi un parco che si trova all’interno di quella Lottizzazione? Perché quella lottizzazione è stata denominata Parco?
Non è che ci voglia l’amministrazione dei “migliori” per capire che quel parco aveva come nome intrinseco “Castellir”. O no?

Le “Foibe” nel nostro comune non ci sono, ma il toponimo “Castellir” è presente nelle vecchie mappe del comune di Gaiarine.
Alla faccia del rispetto delle nostre radici e tradizioni.

C’è poi una questione di sicurezza che secondo me non andrebbe sottovalutata.
La presenza di quella “croda” all’interno del parco adibito anche a giochi di bimbi può essere foriera di incidenti.
Sicuramente sarà “scalata” da più di un bimbo.

2.  A proposito di rispetto.
La lottizzazione “parco Castellir” è una lottizzazione innovativa, pensata prima di tutto come parco sul quale gravitano guarda caso delle abitazioni, una fruizione “diretta” del verde per gli abitanti di quelli edifici e dei i loro figli.
E questo è merito indubbiamente del progettista architetto Giambattista Zaccariotto ma anche della famiglia Zorzetto, la committente, che ha condiviso talmente le scelte progettuali che per rendere il complesso fruibile secondo questa innovativa idea dell’abitare, ha ceduto al comune e urbanizzato aree non dovute.
Orbene si debbono rispettare tutte le persone, e non ci sono cittadini di serie A o di serie B, ma a questa famiglia che “qualcosa in più” ha dato al Comune di Gaiarine non era forse giusto chiedere un parere in merito o perlomeno metterla al corrente delle intenzioni   dell’amministrazione?
Sempre per quel senso di rispetto che si deve avere per le “persone giuste”.

Cosa dovrebbe fare a questo punto una amministrazione “intelligente”?
1. Spostare il monumento nell’area verde, sufficientemente ampia e non frequentata dai bimbi, che si trova entrando nella lottizzazione sulla destra.
2. Cambiare la targa e scrivere “In ricordo delle Vittime delle Foibe”.
3. Riportare il nome del Parco al suo nome originario “Parco Castellir”, istallando anche un cartello illustrativo.

E tutti vissero felici e contenti.

P.S. Nel caso  non venisse seguito il suggerimento di cui sopra: nei pressi dell’abitazione dell’Assessore Gottardi, sicuramente uno dei “King Maker” di questa operazione, mi dicono esserci un’area pubblica.
Gli fate anche voi la stessa domanda che gli faccio io?
Perché non ….

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Convocazione Consiglio Comunale: Martedì 28 Dicembre 2021

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Consiglio Comunale è convocato per il giorno di martedì 28 Dicembre  2021 alle ore 18.45  in seduta ordinaria pubblica con presenza del pubblico regolato in base alla normativa vigente volta a garantire il distanziamento, con il seguente ordine del giorno:

1.  Verbali seduta del 9 novembre (dal n. 45 al n. 47);

2.  Comunicazione prelevamento dal fondo funzioni;

3.  Destinazione contributo per le opere di culto. approvazione programma per l’anno 
     2022;

4.  Regolamento comunale per l’applicazione del canone patrimoniale di
     concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria – approvazione;

5.  Determinazione aliquote e detrazioni per l’applicazione dell’Imu per
      l’anno 2022;

6.  Addizionale comunale Irpef – conferma aliquota per il 2022;

7.  Approvazione del programma triennale oopp 2022/2024 ed elenco annuale dei lavori
     pubblici per l’anno 2022 (D.lgs. n. 50/2016);

8.  Approvazione del programma biennale degli acquisti di beni e servizi
     2022/2023;

9.  Esame ed approvazione del bilancio di previsione 2022/2024 e nota di
     aggiornamento al DUP 2022/2024;

10. Razionalizzazione partecipate ai sensi dell’art. 20 del testo unico in materia di società  
     a partecipazione pubblica (T.U.S.P.), così come da ultimo modificato con il D.lgs. 16
     giugno 20217 n. 100;

11. Opera pubblica realizzazione percorso ciclopedonale lungo la s.p. 44 in
      località Calderano. approvazione progetto definitivo ai fini espropriativi,
      apposizione del vincolo preordinato all’esproprio ed adozione variante
      urbanistica al P.I.;

12. Regolamento comunale di polizia rurale e di mediazione sociale –
      approvazione.

L’entrata in sala consiliare sarà contingentata secondo le norme anti COVID-19 e in particolare, a seguito dell’entrata in vigore del D.L. n.127 del 21.09.21 e del DPCM del 12.10.2021, tale accesso sarà subordinato all’esibizione della certificazione verde Covid-19 (c.d. green pass). Il controllo della certificazione verde avverrà all’atto dell’accesso alla sala consiliare.

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Ad Andrea che non conosco

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Ho letto il tuo post su “sei di Gaiarine se”  relativo alla giornata ecologica tenutasi il 18 aprile scorso,  che qui riporto:

« Oggi all’una si è conclusa una bellissima esperienza, la giornata ecologica.
Con mio “stupore” (anche se un po’ me lo aspettavo) ho notato che la maggior parte degli ecologisti da tastiera non erano presenti. Tutti sono bravi a far polemica sui social ma poi quando bisogna sporcarsi le mani si sta meglio sul divano oppure davanti… ad una tastiera.Buona giornata a tutti quanti. »

Posso dire di essere rimasto sconcertato, sbalordito e rattristato.
Poi per giorni mi sono ritornate in mente le tgiovani-dentroue parole e molte volte mi sono chiesto come mai un   giovane ( non ti conosco ma così appari nel profilo facebook), dopo aver partecipato volontariamente (è così vero?), quindi decidendo lui di andarci, ad una giornata ecologica di raccolta rifiuti, scriva un post del genere.

Mi sono chiesto: che cos’è che lo turba? Quali rancorose ragioni si sono sclerotizzate
nei suoi pensieri che lo portano a emettere giudizi su altri non presenti?

Naturalmente non conoscendoti non posso darmi questa risposta.
Allora potrei chiedertelo direttamente: cos’è che ti turba?
Ma essendo un domanda molto personale so che sarà difficile ottenere la risposta.

Però la mia curiosità e il mio meditare sul tuo post non si è fermata a questo, ma ha fatto nascere in me una serie di considerazioni, di domande (più generali) e un’analisi degli eventi che hanno preparato questa giornata ecologica, che vorrei esporti.

Il primo “lampo” che ho avuto è stato Gino Bartali.
Sai chi è?bartali1 Si, sicuramente si. Un grande ciclista. Lo sanno tutti.
Ma forse quello che non sai, o forse si, è che è un uomo che è stato dichiarato da Israele “giusto tra i giusti”  per aver contribuito a salvare, durante l’occupazione nazista-fascista dell’Italia, moltissimi ebrei e tanti antifascisti.
Ti chiederai cosa c’entra Gino Bartali. C’entra, eccome se c’entra.
Vedi Gino Bartali, che ha salvato centinaia di uomini (qualcosa di più della raccolta di un po’ rifiuti), a chi gli chiedeva come mai avesse mantenuto il segreto su questa sua attività che aveva salvato così tante persone, disse: « il bene si fa ma non si dice ».
E allora, ti prego, se fai una cosa giusta, non vantartene, non metterti in mostra, vedi di farne un’altra di cosa giusta.
Ma soprattutto se fai una cosa giusta perché senti che è giusto farla, « non guardare cosa fanno gli altri » (questa è una mia di frase), falla e basta.

Tu dici: « Con mio “stupore” (anche se un po’ me lo aspettavo) »
Per fortuna che in questa tua frase c’è questo inciso: “se un po’ “, altrimenti potremmo esserci trovati di fronte ad un nuovo Mago Otelma, e si sa quanta necessità ci sarebbe, in questi difficfuturoili momenti (pandemia), di qualcuno che sappia prevedere il futuro.
Ma a parte le battute, mi viene da chiederti: ma come mai “te l’aspettavi”? Quali indizi hai avuto? Quali considerazioni hai fatto? Quali dritte si sono state date per sapere che gli “ecologisti da tastiera” non sarebbero stati presenti?

Tu dici “ho notato che la maggior parte”.
Ti chiedo: come hai fatto a “notare”?
Se non vado errato, la “giornata ecologica” si è svolta in questo modo: in ogni frazione si sono suddivisi i partecipanti in squadre, ad ogni squadra sono state assegnate delle vie, in ogni via si è stabilito un punto di partenza che era anche il punto di arrivo.
Quindi ogni squadra si è mossa nelle vie assegnate fino a ritornare al punto di partenza, dove ognuno dei partecipanti ha consegnato “il bottino” (i rifiuti raccolti); poi liberi tutti.
Non c’è stato quindi un momento in cui tutti i partecipanti si sono ritrovati insieme.
Pertanto tu non hai potuto “notare” visivamente la mancanza di questo o di quello.
Delle due l’una. O ti sarai letto uno per uno i componenti (75?) del gruppo whatsapp, creato per l’occasione, con violazione della privacy, ma i partecipanti alla giornata, sono stati 125 (dati ufficiali) e allora come hai potuto “notare” che mancava questo o quello?, oppure ti e stato detto da qualcuno, che ha “notato” per te, che mancava tizio, caio e sempronio, sempre che tu non glielo abbia chiesto espressamente.
Quindi oltre alla raccolta dei rifiuti, l’altra grande soddisfazione della giornata, e forse a questo punto non solo per te, è stata quella di fare “gossip” sugli assenti.
Viva la “giornata ecologica”.
Sgombriamo subito il campo. Io non c’ero, anche se avrei voluto esserci. Come non c’erano molti dei soci di Amica Terra, ma le motivazioni, e senza adombrare scuse, della nostra assenza le vedremo in seguito.
Qui mi preme far presente ancora le tue parole “la maggior parte”.
Questo davvero dimostra che tu sei a conoscenza di quali e quanti sono gli “ecologisti” del comune.
Molto bene. Come socio di Amica Terra ti chile-liste-di-proscrizione (1)edo ufficialmente e per favore di passarmi questa lista.
Come associazione potremmo approfittarne per fare qualche nuovo socio.
Almeno questa “schedatura” o “lista di proscrizione” sarà servita a qualcosa.

Tu dici “Ecologisti”
Mi ha colpito molto l’uso di questo termine dato che il suo utilizzo è inusuale, anche perché il suo significato è più specifico rispetto al solito “ambientalisti”.
Termine quest’ultimo che normalmente viene usato in modo dispregiativo da coloro, comprese certe parti politiche, che vogliono denigrare chi si batte per la salvaguardia dell’ambiente.

Sarei curioso di sapere come mai non si ti sei adeguato a questo luogo comune.
Forse una finezza stilistica?

Tu dici “Ecologisti da tastiera”.
Quindi tu, per il solo fatto che tutti quelli, che tu pensi essere gli “ecologisti” del comune, secondo la schedatura di cui sopra, non hanno partecipato a questa benedetta giornata ecologica, sono diventati tout court “ecologisti da tastiera”.43763001_1842720505845633_3123406801559617536_n
La prima cosa che mi viene da dirti è che sarebbe eticamente corretto fare i loro nomi e cognomi. Ma tu non ci dici chi sono. Lanci il sasso e nascondi la mano.
Di costoro ci dici solo che sono “ecologisti da tastiera” che però se non l’adoperano stanno seduti sul divano, mentre si sottintende che gli altri, possiamo aggiungere i bravi (tu), faticano e sudano si sporcano le mani a raccogliere rifiuti.
Se li chiami “ecologisti”, vuol dire, che nel tu io, riconosci, implicitamente per lo meno, una loro aspirazione, poi tramutata, per il solo fatto di non aver partecipato alla giornata ecologica, in dei sedentari “divanisti” che se ne sbattono dell’ambiente, dei rifiuti, ecc.
Ma tu, che conosci i loro nomi (io no) potresti aver dimenticato il loro passato, potresti non sapere   cosa potrebbero aver fatto per la tutela e la salvaguardia dell’ambiente nel nostro comune e magari anche per la frazione di Campomolino, o potresti non sapere cosa stanno facendo ora.
Ricordandomi di Gino Bartali, che deve essere un esempio per tutti, passo oltre.

Tu dici ” Tutti sono bravi a far polemica “
Penso, non so se sbaglio, che tu ti riferisca a “polemiche” relative all’ambiente e inerenti il nostro comune.
Beh, sarei proprio curioso di sapere a quali ti riferisci e fatte da chi.
Anche qui lanci un sasso e bascondi la mano.
Personalmente mi pare che le pagine social relative al nostro comune non brillino proprio per “polemica”, intesa come “controversia, piuttosto vivace, su argomenti letterarî, scientifici, filosofici, politici, ecc.” (definizione Treccani).
Siamo subissati da foto di tutti i tipi e pubblicità varie, qualche informazioni utile, qualche bel intermezzo storico, tutto qui.
Magari ci fossero confronti seri fatti in modo civile che contribuirebbero a far crescere culturalmente questo comune, sia sull’ambiente che su altri aspetti.

Mancata presenza di Amica Terra alla giornata ecologica.
Quella che segue non è una giustificazione, non abbiamo, riconosciuto l’errore fatto, la necessità di giustificarci e quindi questa assenza non è un’onta da lavare col sangue per una associazione che da oltre venticinque anni ha fatto e fa “qualcosa” per l’ambiente, nel nostro comune e non solo.

Va detto, infatti, che il fare qualcosa per l’ambiente è un’opera che si costruisce giorno dopo giorno, con la costanza del proprio impegno, con i propri comportamenti, con i propri consumi, con il rispetto anche di tutti gli altri esseri viventi, con l’incentivare un cambiamento culturale dei singoli e di chi ci governa, con difendere il proprio territorio anche attraverso denuncie alla autorità preposte per la sua tutela e non facendo finta di non vedere.
Tutte cose che i soci di Amica Terra cercano, e sicuramente con fatica, di attuare giorno dopo giorno.
Anche tu vero?
Devi fartene una ragione, non è sufficiente “partecipare” ad una giornata ecologica, per diventare un “ecologista”, ci vuole ben altro.
Veniamo ai fatti. Ad inizio marzo il nostro coordinatore nel comunicare al sindaco l’adesione dell’associazione alla giornata ecologica, veniva invitato a inviare le liberatorie per i singoli partecipanti.presenza
Mentre alcuni soci davano l’adesione singolarmente (quindi alcuni nostri soci erano presenti) le liberatorie degli altri per un disguido avvenuto all’interno dell’associazione non furono mai inviate al comune.

Sia ben chiaro che questo errore è un errore nostro e non di altri.

La giornata ecologica, con un post su facebook del 15 marzo, fu rinviata dall’amministrazione dal 21 marzo all’11 aprile, poi silenzio tombale: nessuna altra comunicazione ufficiale, non nel sito del comune e neppure nella pagina facebook.
Personalmente ho continuato a monitorare il sito e facebook per avere notizie in merito, ma niente.
Abbiamo saputo, solo ultimamente, che coloro che avevano dato l’adesione a marzo erano stati inseriti in un gruppo whatsapp ( non tutti ?) e il comune comunicava con loro con questo strumento.
Così furono avvisati dello spostamento della giornata ecologica dal 11 aprile al 18 aprile.
Orbene pur consci del nostro errore iniziale – il mancato invio delle liberatorie – mi chiedo e chiedo se la comunicazione fatta dal comune in questo frangente sia stata adeguata e corretta.
Io penso di no.
Una prima osservazione la faccio sugli strumenti utilizzati.
Il comune è una istituzione, ha un sito istituzionaleobbligo di legge – e una pagina facebook.
Io cittadino dove dovrei trovare le informazioni, le notizie, relative alla vita della comunità?
Tutto quello che mi interessa lo dovrei trovare sul sito del comune.
D’altra parte, tra le altre cose, esiste sul sito una sezione eventi, e li avrei dovuto trovare anche lo spostamento della “giornata ecologica”.
Non avere inserito li la notizia è un errore da parte dell’amministrazione comunale, e secondo il mio parere anche grave.
Poi il comune ha in facebook la sua la pagina ufficiale, che non può essere, a norma di legge considerata pagina istituzionale, ma semplicemente un corollario informativo utilizzato oggi, nello stesso modo, da tante amministrazioni comunali.
Neppure in tale pagina, usata dall’amministrazione molte volte come procacciatrice di consenso, vi è stata la comunicazione dello spostamento.
Risultato: solo chi si era iscritto a marzo poteva sapere quando si fosse tenuta la giornata ecologica essendo stato avvisato sicuramente tramite whatsapp o con, si presume, un passa parola, il resto della cittadinanza è rimasta all’oscuro.

Una seconda considerazione.
Se a marzo vi era  un certo numero di aderenti – gruppo whatsapp + altri – e la data dell’iniziativa viene spostata di un mese, in questo ulteriore tempo a disposizione verrà fatta nuova pubblicità dell’evento per avere un maggior numero di adesioni, o no?
Questo non è stato fatto, neppure con un volantino.

Quanto sopra potrà servire a chiarire, capire, meditare, ragionare, migliorare?
Non lo so, ma sicuramente è quanto ti dovevo in risposta al tuo post.

Sempre a tua disposizione.

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