Consiglio comunale giovedì 25 Giugno 2020: La Cronaca

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Premessa.

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“Sul ponte sventola bandiera bianca ….”

 

 

No, no, non è questa la poesia giusta, ma quest’altra:depositphotos_147437653-stock-video-flag-of-the-european-union
“Sul pennone sventola bandiera europea ….”.

 

Il suo “inabissamento” era avvenuto con prese di posizione “ufficiali” sui giornali, con dichiarazioni “roboanti” ai quattro “venti”, perché tutti fossero a conoscenza dell’importanza di questo gesto eclatante, senza del quale sembrava che il mondo stesse per crollare.

Da qualche giorno improvvisamente, senza clamori (lo avevamo previsto), è ricomparsa.

Non si sa amoer&ventodi preciso in che ora, del giorno o della notte, abbia di nuovo potuto farsi accarezzare piacevolmente dall’amato vento, ma tant’è che il loro idillio é ripreso … e speriamo duri per sempre.

Rimane, però, senza risposta, l’eterna domanda: questa improvvisa “conversione” è voluta o é costretta?

Nel primo caso sarebbe un atto da apprezzare, perché solo gli stupidi non cambiano opinione.

Scomparso il “leon che magna il terron“, l’intera maggioranza compatta, 9 su 9, ha sfoggiato una nuova mise che ripropone il cuore dorato (sul quale avremo qualcosa da ridire) e lo stemma comunale, senz’altro più consona e pertinente della precedente “serenissima“; le minoranze più sobriamente indossano semplici e anonime mascherine chirurgiche.

Anche la De Zan si è allineata agli altri componenti della maggioranza.
Si vede, forse,  che la possibilità di ricevere per due volte di fila i complimenti per una azione intelligente l’avrebbe messa nei “guai” con i suoi.
Rimane, però, senza risposta l’eterna domanda: questo suo improvviso “riallineamento” è voluto o é costretto?

Tra un consiglio e l’altro, quale sembra essere una delle priorità della nostra amministrazione?
Decidere quale mascherina indossare nel prossimo.

D’altra parte la mascherina è diventata un “must have” per molti e evidentemente anche per i nostri amministratori, e questa è davvero una cosa di cui non andar fieri.

Se ci pensate, la mascherina rappresenta la “tragedia” sanitaria mondiale e naturalmente italiana che stiamo attraversando, rappresenta le attuali difficoltà sociali ed economiche di centinaia di migliaia di famiglie, molte anche del nostro comune, rappresenta il futuro drammatico del prossimo autunno, quando tutti i fili delle crisi delle varie attività economiche e delle famiglie si intrecceranno in una grande e unica crisi.

I dati Istat di oggi parlano chiaro: sono a rischio sopravvivenza: il 38,8% delle imprese italiane (pari al 28,8% dell’occupazione, circa 3,6 milioni di addetti), oltre sei alberghi e ristoranti su dieci rischiano la chiusura entro un anno a seguito dell’emergenza Coronavirus mettendo in pericolo oltre 800 mila posti di lavoro, a queste si aggiungono il 61,5% delle aziende dello sport, cultura e intrattenimento (con 3,4 miliardi di euro di valore aggiunto e circa 700 mila addetti).

 Ma davvero in questa situazione c’è qualcuno che pensa a farsi fare una mascherina “cult” su “misura”?
Ma per favorcartonie diventiamo “adulti”, smettiamola con queste rappresentazioni da “bambini”, indossiamo quella chirurgica da 50 centesimi, tutti uguali, anche in consiglio.

Mentre si è perso tempo per decidere quale mascherina “farsi fare” , la diretta streaming del consiglio non è ancora stata attivata, e non se ne capisce davvero il motivo.
Se almeno la sala consigliare fosse sempre piena, si potrebbe addurre come giustificazione che i cittadini preferiscono vederlo dal vivo il consiglio piuttosto che in “tv”, ma in questo erano presenti soli 5 o 6 “gatti“, perché gli “altri” giustamente stanno a casa. Covid19 insegna.
Se l’amministrazione non ci sente, ci chiediamo perché le minoranze non sollecitino con un atto pubblico e “forte” questa benedetta diretta streaming? Cosa impedisce loro di farlo? Boh, misteri della vita.

Entriamo in cronaca.
Si fa l’appello, presenti leggi qui.

1. Approvazione verbali seduta del 27 maggio 2020 (dal n. 14 al n. 25);
… viene proposta l’approvazione dei verbali in oggetto …  vengono puntualizzate alcune variazioni nel verbale 23 … il segretario interviene per una rettifica al verbale 14 nella quale parte seconda, all’art.3, sono state integrate alcune definizioni per quanto riguarda la parte formale …
… le minoranze, convenendo sul carattere formale delle integrazioni, accettano …

Si vota
all’unanimità

2. Ratifica delibera di giunta comunale n. 54 del 04.06.2020 avente ad oggetto “Apertura conto corrente dedicato per la raccolta fondi emergenza covid-19. variazione in via d’urgenza al bilancio di previsione 2020/2022 – art. 175, comma 4, del TUEL”

… data per illustrata si passa immantinente alla votazione …

Si vota
all’unanimità

3. Approvazione rendiconto della gestione 2019

… è il vicesindaco assessore De Zan a prendere la parola anticipando come il punto sia stato ampiamente visto in conferenza dei capigruppo … dopodiché procede con una panoramica di cifre e valori, residui, esercizi e competenze tra le quali si coglie il capitolo riguardante la pista ciclabile Gaiarine-Albina ..,
… e anche per la maggiore flessibilità per usufruire dell’avanzo di amministrazione per finanziare opere pubbliche (sia per maggiori oneri che per avanzo), l’evidenza di un avanzo più ridotto, mentre è in linea con gli anni precedenti il rapporto tra entrate e uscite.

… viene sottolineato come nel 2019 la voce relativa alle entrate risulti particolarmente corposa, grazie a consistenti oneri di urbanizzazione per gli ampliamenti di Alf Spa e Carrer Srl
… al contrario i residui tendono a diminuire … risalta la voce contributi per la quota relativa alla rotonda di Francenigo
… viene evidenziata una migliorata tempestività nei pagamenti …
… interviene il segretario per ricordare come le 3 programmate assunzioni saranno probabilmente impossibili a causa del cataclisma Covid19, il che evidenzia una problematica carenza del personale: 16 dipendenti rispetto ai 24 che rappresentano quota congrua di organico (e il segretario sottolinea come sia problema di molti altri enti) …
… il consigliere Lazzaro interviene per richiedere a beneficio del pubblico presente un riepilogo delle cifre più significative, per quanto già a conoscenza grazie al confronto in sede di conferenza di capigruppo …
… dopodiché informazioni sull’ex cinema che ahimè ha visto cedere parte della copertura… viene però chiarito che l’intervento previsto riguarda la messa in sicurezza dell’edificio mentre il restauro è ben altra cosa …
… c’è quindi un confronto sulla possibilità di utilizzare risorse proprio a questo scopo. … segue la dichiarazione di voto del consigliere De Martin che apre con un sentito ringraziamento verso la maggioranza per la disponibilità dimostrata nel cercare e trovare l’occasione d’incontro per la conferenza dei capigruppo, sottolineando con soddisfazione l’atteggiamento di collaborazione … anche per questo preannuncia voto di astensione per l’impegno e il cambio di passo dimostrato …

… attendendosi inoltre ulteriori difficoltà nel proseguo dell’anno sollecita un atteggiamento critico e propositivo verso i livelli istituzionali superiore come ANCI, Regione, Stato ….

… il sindaco risponde che ci stanno pensando, ponendo in cima agli obiettivi la scuola … cede poi la parola all’assessore Gottardi … che apre ringraziando a sua volta le minoranze per lo spirito collaborativo pur nelle diversità, che può solo giovare alla comunità intera…
colloquio immaginario:
(«grazie», «ma grazie a lei», «ma no,Grazie-16-800x670-700x586 sono io che la ringrazio», «ma non se ne parla nemmeno, il ringraziamento è tutto mio», «ma no, ma no, mi creda, voglio davvero manifestarle tutta la mia gratitudine», «ma davvero, dico sul serio, il ringraziamento mi è sincero e doveroso»)

poi lamenta la situazione di stallo che il governo centrale dimostra anche verso le regioni
forse ha visto un altro film
ci sarebbero da raccontare un bel po’ di cose sui “casini” fatti dalle regioni, da tutte le regioni,  durante l’emergenza Covid19, ma lasciamo perdere. 

Si vota
maggioranza favorevole
all’unanimità
De Martin, Carrer e Lazzaro astenuti

4. Approvazione regolamento per l’applicazione dell’imposta municipale propria.

… apre l’assessore De Zan che concorda con le minoranze la lettura degli articoli più significativi che il sindaco svolge senza indugio …

… il consigliere Lazzaro interviene per chiarire e assimilare le definizioni di “rudere” e “inabitabile o inagibile”, e anche sul punto della variazione anagrafica o di residenza.

Si vota
maggioranza favorevole
De Martin favorevole
Carrer e Lazzaro astenuti

5. Ratifica delibera di giunta comunale n. 55 del 04.06.2020 avente ad oggetto “differimento termine di versamento dell’acconto IMU 2020”.

… sia il consigliere Lazzaro che De Martin trovano scarso il mese di rinvio … ritenendo che la dilazione poteva essere maggiore, anche se questo poteva poi ravvicinarsi alla data del saldo di fine anno …

… viene segnalato anche come non molti altri comuni abbiano effettivamente posticipato i termini di pagamento dell’acconto …

Si vota
maggioranza favorevole
De Martin contrario
Carrer e Lazzaro astenuti

Si chiude così il consiglio comunale e si apre una serie di comunicazioni alla cittadinanza.

  • Sulle situazione delle scuole illustra il sindaco gli incontri avuti con i comitati genitori nei quali sono stati condivise le linee guida per il prossimo anno scolastico; l’assessore Gottardi ricorda l’iniziativa di saluto per gli studenti che terminano un ciclo scolastico. Viene ricordato come non potrà avere seguito l’attività della sezione Primavera, pare soprattutto per una rigidità formale del dirigente scolastico.
    Se così fosse, sarebbe  davvero troppo e insopportabile che agli errori delle passate amministrazioni si sommino anche le “rigidità” formali di uno che è pagato dai cittadini.
  • La consigliera Pezzin illustra la partenza dei centri estivi nel comune (Grest a Francenigo, il Nido con Il regno di Wallie, la piscina Solerò, Centro Infanzia del Sacro Cuore, la fattoria didattica Richetòn a 4 zampe, e Fantasia dei colori.
  • L’assessore Gava parla dell’avvio a Francenigo del mercato a chilometri zero A due passi da qui, voluto per dare possibilità e sbocco commerciale ad aziende agricole del territorio.
    Sicuramente un buona iniziativa, avviata, si spera, ad ottenere l’apprezzamento dei   cittadini del comune e del circondario.
    Si nota però la mancanza di attività che propongono prodotti biologici, lacuna  che andrebbe colmata.
  • Il consigliere Faccin accenna alla volontà dell’amministrazione di avviare un progetto api, in collaborazione con apicoltori del comune.
    Finalmente qualcosa per l’ambiente.
    Finalmente quaDSC_0196lcosa per gli insetti pronubi.
    Finalmente.
    Chiediamo però.
    Da che parte si inizia  per fare davvero qualcosa di utile per loro e conseguentemente per noi?
    Si inizia con il ridurre  e regolamentare l’uso dei pesticidi in agricoltura.
    E come si fa a ridurre e regolamentare l’uso dei pesticidi in agricoltura?
    « Elementare Watson ».
    Approvando un regolamento di polizia rurale, che metta al centro la salute degli esseri viventi, quindi anche quella delle api e degli altri insetti; che incentivi le coltivazioni biologiche o biodinamiche, e infine
    facendo rispettare le regole in esso contenute.
    Poi, fatto questo, si potrebbero fare molte altre cose … e ce ne sarebbero  di cose da fare …..
  • Ancora l’assessore Gava accenna alla difficoltà di riaprire i punti prelievo osservando che le prescrizioni Covid19 rendono pressoché impraticabili sia Francenigo che Gaiarine. A fronte della richiesta di riapertura avanzata dall’USL sono stati inviati i dati tecnici delle due strutture. Nel frattempo la disponibilità di Meridiana supplisce (benché non ancora accreditato) al mancato servizio, considerando il centro di Roverbasso come ultima ratio.
    Ma Meridiana non è un centro medico privato?
    Si pubblicizza e si  incentiva, quindi,  la sanità privata?
    Non bastano i disastri che si sono verificati in Lombardia e anche in Veneto , come in altre regioSalute bene comuneni,  con il mantra della privatizzazione della sanità?
    La salute è un bene comune, e non può essere gestita da chi vuol fare “soldi”.
    Anche qui Covid19 insegna. 
  • Rispondendo indirettamente all’interrogazione presentata da Insieme con Federica sul presupposto incontro avente come oggetto il 5G, il sindaco conferma un primo incontro con tecnici e un secondo con rappresentanti dell’ULSS2 e dell’ARPAV. Il sindaco conferma la coesione dei sindaci riuniti nel valutare con attenzione e cautela ogni proposta che preveda l’ennesima antennizzazione del territorio senza garanzie di tutela sanitaria. La sensazione però, a detta del sindaco, è che ci sia una forte pressione che da Roma scende fino a livello locale per spingere ad ogni costo il 5G. Conferma inoltre la volontà di promuovere conoscenza e informazione alla cittadinanza con incontri sul tema.
    Non è mai successo, per quanto ne sappiamo, che a fronte di una interrogazione presentata ufficialmente a protocollo, si risponda senza averla inserita nell’ordine del giorno del consiglio..
    Un atto di “gentilezza” verso la minoranza che l’ha presentata?
    Verrà inserita e poi discussa nel prossimo consiglio comunale, vero?
    Così difatti dovrebbe accadere alla luce del regolamento di funzionamento del consiglio comunale.
    E intanto solo parole, ma nessuna ordinanza che vieti l’installazione di apparecchiature 5G nel nostro comune.
  • Viene infine reso noto come arriverà a breve un contributo di 670.000,00 € per l’efficientamento energetico della struttura scolastica di Calderano.
    Bene, molto bene. Bella notizia.
    Un ultimo accenno al proseguimento dei lavori per l’illuminazione pubblica in strada Bocca de Cal, via Livenza e via Paludi
    Sono stati “rivisti” questi progetti di illuminazione alla luce delle linee guida del PAESC appena approvato ?
    O questo PAESC serve solo per prendere contributi ?
    Non vorremmo che, alla fine,  della riduzione del consumo di energia, della CO2 e di una lotta seria, che si può fare anche in ambito locale, ai cambiamenti  climatici non “fregasse” niente a nessuno.


Tutti a casa ammorevolmente
colloquio immaginario:
(«grazie prima lei », «ma, no,  grazie prima lei», «ma no, si figuri prima lei», «non mi permetterei mai », «non se ne parla nemmeno, prima lei », «ma no, ma no, mi creda, voglio davvero manifestarle tutto il mio rispetto, prima lei », «ma scherza, il mio di rispetto verso la sua persona mi è sincero e doveroso, prima lei»)

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Convocazione Consiglio Comunale: Giovedì 25 Giugno 2020

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Consiglio Comunale è convocato per il giorno di Giovedì 25 Giugno 2020 alle ore 20.00 in seduta ordinaria pubblica con presenza del pubblico regolato in base alla normativa vigente volta a garantire il distanziamento sociale, di prima convocazione per la trattazione del seguente ordine del giorno:

1. Approvazione verbali seduta del 27 maggio 2020 (dal n. 14 al n. 25);
2.
Ratifica delibera di giunta comunale n. 54 del 04.06.2020 avente ad oggetto “Apertura conto corrente dedicato per la raccolta fondi emergenza COVID-19. variazione in via d’urgenza al bilancio di previsione 2020/2022 – art. 175, comma 4, del TUEL”;
3.
Approvazione rendiconto della gestione 2019;
4.
Approvazione regolamento per l’applicazione dell’imposta municipale propria;
5. Ratifica delibera di giunta comunale n. 55 del 04.06.2020 avente ad oggetto “Differimento termine di versamento dell’acconto imu 2020”.

Si invitano i consiglieri ed il pubblico partecipante alla riunione del Consiglio a mettere in atto le misure volte a tutelare la salute e la sicurezza nel rispetto dei provvedimenti e delle disposizioni contenenti misure urgenti di contenimento del contagio da COVID-19.

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Consiglio comunale mercoledì 27 Maggio 2020: La Cronaca che non c’è

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Sottotitolo:
La cronaca che non c’è o cronaca virtuale o non cronaca o meglio ancora scimmiottando la trasmissione televisiva del sabato sera di Gramellini:

“Aspettando le parole”.

Digital divide.
Definizione = Divario digitale è il divario esistente tra chi ha accesso effettivo alle tecnologie dell’informazione e chi ne è escluso, in modo parziale o totale.

Al di là della onnipresenza su facebook, con annunci, direttive, raccomandazioni, saluti, “buonenotti”, e chi più nimpeding_developmente ha più ne metta, l’amministrazione comunale di Gaiarine ha davvero un divario digitale.
.
Era il 27 febbraio scorso, quando fu convocato un consiglio comunale a porte chiuse (fatto unico dal dopo guerra), giustificato con l’emergenza Covid19 anche se non c’erano ancora disposizioni ufficiali che obbligasse a tenerlo senza pubblico
Da varie parti fu avanzata la richiesta di un rinvio, che poteva anche essere sfruttato d
all’amministrazione
, se avesse voluto,  per approntare una video trasmissione in diretta streaming su qualche piattaforma tecnologica (si appronta in qualche ora, o forse in qualche minuto).
Il consiglio non fu rinviato giustificando questa decisione con le impellenti scadenze di alcuni bandi ai quali il comune intendeva partecipare.
Naturalmente niente diretta streaming.

Tre mesi dopo, diconsi tre mesi dopo (90 giorni), mercoledì 27 maggio, si è tenuto un altro consiglio comunale, non a porte chiuse, ma applicando per i consiglieri e pubblico le regole del distanziamento fisico, quindi con pochissimi possibili posti per chi avesse voluto essere presente (noi no).
Naturalmente, ancora una volta, senza diretta streaming.

In questi tre mesi di Covid19 perfino i bambini delle elementari e sicuramente anche qualcuno dell’asilo, ha imparato ad attivare una video conferenza da computer o telefonino per fare didattica a distanza, per salutare gli amichetti o i nonni.

Ma evidentemente l’amministrazione di Gaiarine no.
Quando si dice essere a passo con i tempi.

Maschera.
Definizione = Personaggio della commedia dell’arte italiana, caratterizzato da un travestimento fisso che ne connota il ruolo teatrale, il carattere, l’origine regionale ecc.: Arlecchino e Pulcinella sono due famose m. italiane

Non possiamo proprio chiamarle mascherine quelle indossate da tutti i componenti - 1 della maggioranza durante il consiglio del 27 maggio scorso, di color rosso e raffigurante il “leon che magna il terron”.
Si potrebbe definire, sotto il profilo politico, una pagliacciata “regionale” e “identitaria” di teatranti da 4 soldi, se, come ha detto qualcuno dei presenti, non fosse stata soprattutto un’immagine “agghiacciante“.
Il-leon
Provate ad immaginarvi 8 individui,con questa “roba” sulla faccia, di fronte a voi.
Politicamente un segno irrispettoso e maleducato, fine a se stesso, come tutte le cose inutili, nei confronti delle minoranze e del pubblico.
– 1 dicevamo.
Sembra che l’unica non dotata di questo segno “distintivo regionale” fosse la vicesindaca De Zan.
A lei va, a meno che non ci fossero più mascherine “rosso leon” da indossaree e questo non lo sapremo mai, la nostra  stima per la sua dimostrazione di intelligenza e di rispetto.

Atto eclatante
Definizione = Azione, comportamento di un certo tipo, di tutta evidenza, vistoso, clamoroso

Oh, cosa non si fa per avere visibilità.ego
Si toglie la bandiera europea dal suo pennone, non rispettando le norme e le regole statali stabilite per l’esposizione delle bandiere durante le feste (25 Aprile, 1 Maggio, 9 Maggio, 2 Giugno).
E questo lo fa un sindaco che ci ha martellato, giustamente, i cabbasisi per tre mesi dicendoci di rispettare le regole: di stare in casa, lavarsi le mani, portare la mascherina, ecc., ecc.
E lui, che è il primo cittadino del comune e che rappresenta quindi tutti i cittadini e che ha giurato sulla costituzione, atto formale che significa rispetto le leggi dello stato, e che obbliga i cittadini a rispettare le regole, cosa fa?
Toglie la bandiera andando contro la legge.

Ora, se lui non è d’accordo con quelle norme che ha giurato di rispettare, si dimetta e così potrà fare tutte le battaglie che vuole, giuste o sbagliate che siano, oppure rimane in carica, ma rispetta la legge, e le battaglie le fa fare al suo partito, se ne ha uno, attraverso atti democratici.

Le leggi si possono cambiare, ci mancherebbe altro, ma chi rappresenta le istituzioni le deve assolutamente rispettare finché non saranno modificate.

Non può permettersi questo comportamento che urta la nostra sensibilità e quella di molti altri cittadini di Gaiarine.

Basta con questi sindaci che ce l’hanno con le bandiere, con le fasce tricolori, ecc., …. che vengono eletti, mascherandosi dentro programmi elettorali, e poi fanno quello che vogliono, prendendo posizioni personali  . . . Basta.
L’Italia ha bisogno d’altro. Covid19 insegna.

Bandiera Europea
Definizione = La bandiera dell’Europa raffigura dodici stelle dorate a cinque punte disposte in cerchio su campo blu; le stelle sono orientate con una punta verso l’alto.

Bene ha fatdepositphotos_147437653-stock-video-flag-of-the-european-unionto una minoranza a presentare un’interrogazione sulla mancata esposizione della bandiera europea.
All’altra minoranza non è venuto in mente (sic !).

Bruttissima la risposta del sindaco.
Ha affermato che rifarebbe quell’atto anche perchè non in contrasto con le norme.

Lo invitiamo a rileggere, con calma e attenzione, le disposizioni sulla esposizione delle bandiere negli edifici pubblici che è chiarissima e non lascia dubbi ad interpretazioni.

Ha anche affermato che non può “accontentare” tutti i cittadini.
Beh. Non aveva detto, a suo tempo, che era il “sindaco di tutti“?
E comunque noi non chiediamo favori ma il rispetto della legge, se poi togliere la bandiera europea è un favore a qualcuno dei suoi “capi” o é per farsi notare dalla sua parte politica, gli ricordiamo che la maggioranza dei cittadini di Gaiarine non ha votato per lui.

Coerenza.
Definizione = Costanza di idee e comportamenti.

Oh cribbio, se uno fa un atto eclatante (vedi bandiera) poi dice che non è pentito e che lo rifarebbe (vedi risposta interrogazione), ci si aspetterebbe che fosse 800px_COLOURBOX10079858coerente e non cedesse di fronte a niente e a nessuno, che fosse capace di immolarsi sull’altare della patria (si fa per dire) o della bandiera.

E invece in sordina, quasi di nascosto (pochi forse se ne sono accorti) la bandiera europea martedì 2 giugno è stata esposta.

Non sul pennone ma sulla facciata del municipio, insieme a quella Italiana e a quella Veneta (vedi, qui sotto, foto scattata il 2 giugno 2020, ore 10:46).Bandiera-europea_-2-giugno

Domanda pleonastica.
Non sarà forse perché qualcuno (prefetto) l’ha richiamato all’ordine e l’ha obbligato a rispettare la legge?

Naturalmente la bandiera è statta tolta il giorno dopo.
In tutta fretta?

G5 o 5G
Corre l’obbligo di due definizioni.

Definizione 1 = G5,  normalmente si intende il gruppo di paesi formato da: Brasile, Cina, India, Messico, Sudafrica, considerati come emergenti nell’economia del terzo millennio, che forma, insieme al più importante e prestigioso G8 ed all’Egitto, il G14.
Definizione 2 = 5G (acronimo di 5th Generation) indica tecnologie di telefonia mobile di quinta generazione, quindi più potenti di quelli di quarta generazione, che permettono prestazioni e velocità molto più elevate dell’attuale tecnologia 4G/IMT-Advanced.

Siamo molto contenti che nel consiglio comunale, anche questa è una prima assoluta nella storia del comune, si sia discusso, come recita l’ordine del giorno sottoscritto dal sindaco, pubblicato sul sito del comune ed inviato ai consiglieri, organi istituzionali e giornali, di “ telecomunicazioni di quinta generazione G5 e salute” in altre parole delle telecomunicazioni del “G5″ cioè del Brasile, Cina, India, Messico, Sudafrica e della salute di questi paesi.

Non pensavamo proprio che la nostra amministrazione potesse essere così preoccupata e solidale con questi stati, eravamo rimasti a “prima gli italiani”.

Si lo sappiamo.
È una semplice inversione di una lettera con un numero (può capitare a tutti) fatta nella stesura dell’ordine del giorno, ma è grave il fatto che nessuno se ne sia accorto, prima della sua ufficializzazione.

È la dimostrazione che “nessuno” legge con attenzione, come dall’altra è già capitato molte altre volte alle amministrazioni passate, ma anche a questa con “Il piano d’azione per l’energia sostenibile ed il clima“, presentato e approvato il 27 febbraio scorso, quel piano, per intenderci, a causa del quale non fu rinviato il consiglio comunale e propedeutico alla partecipazione di alcuni bandi, di cui abbiamo parlato sopra.
Esso contiene errori e refusi.

Non vorremmo, però, e in questo caso saremo molto preoccupati, che questa inversione involontaria, G5 al posto di 5G, manifestasse la poca conoscenza, aldilà delle prese di posizione sui giornali, delle vere e gravi problematiche relative al 5G, tanto da confonderne sigle e significati.

Mozione
Definizione = Proposta che, all’interno di un’assemblea, uno o più membri avanzano perché venga presa una deliberazione o assunto un atteggiamento ufficiale su un determinato argomento.

Una mozione dovrebbe, come nMOZIONE-300x300el caso di quella presentata sul 5G, quindi su un argomento specifico e ben delimitato, servire a sviscerare, approfondire e a dibattere tutti gli aspetti relativi all’argomento in questione, per arrivare, alla fine, ad indirizzare ed obbligare l’amministrazione comunale a prendere una posizione chiara e forte, in questo caso di netto contrasto alla sperimentazione e all’installazione del 5G nel territorio comunale.

Non servivano tante parole e tanti impegni che non verranno mai attuati.

La conclusione doveva semplicemente essere: impegna il Sindaco ad emettere un’ordinanza di divieto nel territorio comunale di installazione e sperimentazione di qualsivoglia apparecchiature inerente il 5G, finchè non verrà dimostrato scientificamente che questa nuova tecnologia non ha effetti nocivi sulla salute umana. 

 “Mozioncina”
Definizione = Proposta che, all’interno di un’assemblea, uno o più membri avanzano perché venga presa una deliberazione o assunto un atteggiamento ufficiale che non serve a nulla su un determinato argomento.

Quella presentata sul 5G

fine

 

della trasmissione non in diretta streaming, naturalmente.

 

 

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Caro Faccin ti scrivo… e siccome sei molto “lontano” più forte ti scriverò.

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Premessa.
Ti scrivo come semplice cittadino, e naturalmente mi prendo la responsabilità personale di quello che scriverò.

Ho letto con molta attenzione il tuo post del 2 maggio, che qui riporto, sulle “regole di convivenza” dopo le proteste fatte tramite Facebook da alcuni cittadini del nostro comune che si sono lamentati perché sono stati “irrorati” mentre, il 1° maggio, pranzavano all’aperto nella loro proprietà:

«Tenendo presente le poche occasioni per inderrogabili necessita’, invito gli agricoltori ad evitare trattamenti senza il controllo della deriva in orari dove la gente è a pranzo o a stretta vicinanza alle abitazioni o ancora nei giorni festivi.
In questi giorni di COVID, quindi con ancor più gente a casa, vi chiedo di porre doppiamente attenzione, con la consapevolezza che la vigna è importante per tutti, non solo per la fonte di reddito che produce, ma anche identitaria del nostro territorio che, tutti assieme, abbiamo il dovere di preservare.
Con il buonsenso ritengo ci possa essere convivenza delle esigenze di tutti, no?
Colgo l’occasione per avvisare la comunita’che stiamo lavorando, assieme ad altri comuni, ad un piano di polizia rurale dove ci saranno regole chiare di rispetto civile ed ambientale per tutti noi, noi non abbiamo responsabilità se il nostro Comune manca del piano da SECOLI!
Appena pronto andremo a presentarlo a tutti mediante apposite riunioni pubbliche.
Nel frattempo vi invito ad usare BUONSENSO e le vec
chie regole DEL BUON PADRE DI FAMIGLIA, staremo tutti meglio!
Giusto Faccin
Consigliere con delega all’Agricoltura
»

Non posso di fronte a questo tuo post, che trovo pieno di retorica stantia, non dire la mia e cercare di spiegare, se ci riuscirò, a chi legge anche una serie di questioni sulle quali forse non hanno mai ragionato.

In questa saga io e te saremo alle volte personaggi immaginari, alle volte reali.

Capitolo 1. Giustizia
bicchiere Ammettiamo che io sia un tuo vicino e che così, per schiribizzo, un giorno mi salti in testa di gettare nella tua proprietà un bicchiere d’acqua, solo l’acqua, non il bicchiere e tra l’altro acqua pulita.
Di fronte a questo mio gesto, che viene ripetuto a distanza di qualche giorno, pur se tu mi hai intimato di non farlo più, mi minacci con lo spauracchio di una denuncia.

E si potresti denunciarmi. Troveresti, nel codice civile e penale, vari articoli a cui appellarti: per atti emulativi, cioè quei comportamenti che non hanno nessuna utilità per chi li fa ma hanno lo solo scopo di nuocere a chi li riceve, oppure per violazione di domicilio, o ancora in base all’articolo 674 del codice penale che punisce chiunque getta o versa, in un luogo di pubblico transito o in un luogo privato ma di comune o di altrui uso, cose atte a offendere o imbrattare o molestare persone.
Potresti anche spingerti a denunciarmi per violenza privata, turbativa violenta del possesso di cose immobili, danneggiamento, o per qualcos’altro.

E con un bravo avvocato, ma forse ne basterebbe anche uno mediocre, potresti riuscire a farmi perfino condannare.

Orbene, tu che sei un viticoltore (è per fare un esempio, ma guarda caso sei anche un viticoltore, e anch’io mi occupo di un piccolo vigneto naturalmente a coltivazione biologica) usualmente getti nelle altrui proprietà confinanti -a partire dal mese di aprile e fino ad inizio agosto ogni, diciamo, 10 giorni, la frequenza dipende dai prodotti utilizzati e dall’andamento climatico-, sottoforma di goccioline, acqua non pulita, contenente, a meno che tu non faccia viticoltura biologica (non mi sembra), un bel po’ di pesticidi, cioè acqua contenente sostanze tossiche addirittura in qualche caso potenzialmente cancerogene

Queste “goccioline” che hanno una notevole capacità di allontanarsi dalla fonte di emissione (macchina irroratrice) e che sono in grado di percorrere decine se non centinaia di metri (si chiama deriva) potrebbero tranquillamente finire sull’orto del vicino o su un giardino magari di una famiglia con bambini, o addirittura finire la loro corsa all’interno di una casa, se quella fosse abbastanza vicina e avesse le finestre aperte.

Come potrei, io tuo confinante, difendermi.

Potrei spostare l’orto, ma non ho un altro posto in cui collocarlo, potrei non mandare più i bambcasaini a giocare in giardino, cosa che ormai faccio abitualmente, o chiudermi in casa, come faccio ormai da tanti anni.
Ah si potrei denunciarti.
Potrei usare gli stessi articoli che avresti usato tu per denunciare il mio gesto (bicchier d’acqua), ma non avrei sicuramente, dopo aver speso una montagna di soldi, la tua stessa possibilità di vincere la causa.

Perché?

Perché tu che mi “innaffi” di veleni stai svolgendo un’attività, una attività agricola, e diventi così quasi intoccabile.
Dovrei far fare delle analisi sulle piante del mio orto, o sull’erba del mio giardino, ecc., chiamare periti, chimici e così via.
Da quello che si sa un solo viticoltore è stato condannato nel 2014 in quel di Pistoia.
E questo anche se l’art. 41 della costituzione recita “L’iniziativa economica privata … omissis … non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana … omissis

Quindi tu continui a fare “quello che vuoi” ed ad avvelenarmi e io devo subire la tua azione e se comunque ti denunciassi, sarebbero in molti, naturalmente le associazioni di categoria, (Confagricoltura, Coldiretti, Cia, …) a prendere le tue difeseNo giustizia e a darmi contro.

Questa la possiamo chiamare giustizia?

 

Capitolo 2. Tempo di rientro.
Sappiamo che la confezione di un qualsiasi pesticida deve riportare, in modo leggibile, indelebile e in lingua italiana, una serie di indicazioni e dichiarazioni proprie del prodotto, del pesticida.
Nell’etichetta troviamo ciò che è necessario sapere per la sua identificazione e per il suo corretto uso .
Per te, che effettui il trattamento è anche obbligatorio conoscere (questo vale per qualsiasi trattamento, non solo per quelli usati nella coltivazione della vite) oltre che le indicazioni riportate in etichetta anche il contenuto della scheda tecnica che il venditore del prodotto ti deve consegnare in originale e sempre per te che effettui il trattamcartello trattamentiento, è fondamentale, per la tua vita, rispettare il tempo di rientro.
Cioè quel periodo di tempo che trascorre tra il giorno in cui hai effettuato un trattamento e il giorno in cui potrai rientrare in sicurezza in campo, nel tuo vigneto (per controlli, lavori o per fare altri trattamenti).
Normalmente il tempo di rientro è di 24 ore o 48, salvo altre indicazioni.

Il consiglio che viene dato da tutti gli esperti del settore è che se il tempo di rientro non é indicato nella scheda tecnica del prodotto (tra l’altro campo obbligatorio ma molte ditte usano la dicitura “Tempi di rientro: non normati) è buona norma far passare almeno 48 ore per rientrare in campo.

Se le tue famose goccioline fossero arrivate nel mio orto, o nel mio giardino, se, non essendomi accorto che stavi irrorando, avessi lasciato aperte le finestre della mia casa confinante con il tuo vigneto, se sapessi il tempo di rientro del prodotto che hai usato dovrei attenermi a quello conosciuto, non sapendolo cosa dovrei fare?
Dovrei non andare nell’orto o in giardino perun-orologio-da-48 48 ore, oppure stare fuori di casa mia per 48 ore.

Cosa mi dici? Come? Che il tempo di rientro vale solo per te? Vale per il campo trattato? Vale per la tua salute? E mi dici che non vale per la mia?

Ma si lo so: tu svolgi il tuo lavoro, coltivi la vite.
Ma si lo so: sono io dalla parte del torto: ho una casa attaccata al tuo vigneto (magari la casa esisteva prima del vigneto) e non ho chiuso le finestre.

Capitolo 3. DPI = dispositivi di protezione individuali.
Tu conosci la pericolosità dei pesticidi che usi.
La conosci perché, per poterli acquistare e successivamente utilizzare, hai dovuto ottenere un patentino rilasciato alla fine di un corso nel quale ti sono state spiegate tutte le norme di sicurezza da rispettare.

Le conosci talmente bene che nel fare questi trattamenti con i pesticidi ti proteggi, eccome se ti proteggi.
Usi una serie di dispositivi individuali di protezione: guanti, casco, maschera, tuta, o usi un trattore equipaggiato con una cabina pressurizzata che garantisce all’interno la salubrità dell’aria.
Si, potresti perfino acquistare (naturalmente servono un po’ di soldini, ma cosa non si fa per la propria salute ?)cabine-pressurizzate, addirittura una cabina in Categoria 4, secondo la norma EN15695-1 e -2, il massimo dell’efficienza, in grado di assicurare un’efficace protezione non solo contro le polveri, ma anche nei confronti degli aerosol e dei vapori (ovvero le forme di dispersione più adottate nell’applicazione dei pesticidi).

In poche parole tu respirerai aria  quasi “pulita” essendo state eliminate, tramiti filtri, le sostanze chimiche presenti nei pesticidi, particelle tossiche e/o potenzialmente cancerogene.

Beato tu che ti puoi permettere il trattore con la cabina pressurizzata.
Ah, mi è venuta un’idea, potrei acquistarne una anch’io.
Come? Mi chiedi cosa me ne faccio di una cabina pressurizzata?

Non l’hai capito? La metto in salotto. Sai io amo, quando c’è la bella stagione, tenere le finestre aperte.

L’agricoltore si protegge e il vicino?

Capitolo 4: La vigna
Leggo dal tuo post «… la vigna è identitaria del nostro territorio … ».

Di quale vigna parli?

Della piantata veneta, quei filari d’alberi a cui veniva “maritata” la vite descritta da Giacomo Agostinetti (1597‐1682) e arrivata fino agli anni 60/70 e di cui oggi rimangono rarissimi esempi?

Cioè la combinazione di tre coltivazioni: quella della vite, quePiantatalla degli alberi da pastura, da frutto o da legna che facevano da tutore vivo alla vite stessa e quella dei cereali o degli ortaggi o del prato stabile”.
Il tutto accompagnato da sistemazioni idraulico-agrarie fatte manualmente da generazioni di contadini, dove fossi e siepi rendevano il paesaggio davvero unico e dove davvero la biodiverità la faceva da padrone.

Oppure ti riferisci alle vigne che hanno sostituito a partire dagli anni 60 e 70 le piantate venete?.
Vigne, che raramente (grandi viticoltori) erano la fonte principale di reddito della azienda agricola, che continuava comunque ad avere la stalla, i prati stabili e a coltivare cereali.
La vigna che da “piantata” era diventata “belussera”?
Anche quest’ultima ormai rara.

Spero, quindi, che tu non ti riferisca quando affermi che «… la vigna è identitaria del nostro territorio … » ai vigneti di oggi, cioè quella distesa di pali, di cemento o di ferro, su terreni “tirati” a biliardo col laser, dopo che sono stati chiusi fossi e sono stati abbattuti siepi e alberi.
Spero che tu non pensi che “l’identità del nostro territorio” sia questa monocultura della vite, questa industrializzazione, questa non agricoltura.
Industrializzazione basata su vitigni selezionati, sull’uso di concimi minerali e pesticidi a gogo, che hanno e stanno distruggendo la biodiversità, rendendo i terreni sterili e cancellando l’avifauna.

Paesaggi mozzati, cancellati, boschetti e angoli di verde introvabili, luoghi rimasti solo nella nostra memoria, nei nostri ricordi.

E così si sta spazzando via tutto, proprio quella identità veneta e in particolare trevigiana, da te richiamata, passando come ha scritto il nostro poeta Andrea Zanzotto (1921-2011) lui si vero custode della nostra indentità, «… dai campi di sterminio allo sterminio dei campi … ».

E’ questa l’identità da conservare?

Capitolo 5: Fonte di reddito
Tu ricordi che «…  la vigna è importante non solo per la fonte di reddito che produce … ».
Eccoci ai schei.
Alla corsa all’impianto, al vigneto, alla produzione di vino, alla produzione di prosecco diventata spasmodica per il miraggio dei soldi.
Nulla di male se un agricoltore, un vero agricoltore, incrementa l’area dedicata ai vigneti della sua azienda agricola, diversificando quindi le sue produzioni per garantirsi un reddito adeguato e dignitoso.

Ma oggi molti “agricoltori” non sono più i possessori “dell’arte e della pratica di coltivare il suolo allo scopo di ottenerne prodotti per l’alimentazione umana e animale (definizione della Treccani), ma sono diventati semplicemente degli “ingranaggi”, dei semplici lavoratori figli della “industrializzazione” della terra che è in atto, dove il distacco tra il suolo, organismo vivente riproducibile in centinaia anni, e loro, é dato da quella poca distanza che separa i sedili delle loro macchine agricole su cui sono seduti da quel suolo, un abisso incolmabile.

Industrializzazione agricola generata in parte anche da imprenditori o ex, che hanno investito i loro “proventi”, soprattutto a partire dal 2009 in questa nuova “industria” del prosecco, vedendone solo il tornaconto economico e applicando la stessa logica della fabbrica.

Ma l’agricoltura non è una fabbrica, non è produzione di “pezzi”, è contatto con la natura, con la vita stessa, con quella vita che ci da la vita.

E per produrre che cosa? Vino.
E’ vervinoo che a tutti piace un buon bicchier di vino, (anche a me e a te), ma non va dimenticato che già dall’inizio del secolo scorso era ritenuto un stupefacente e che studi recenti dimostrerebbero che non è il vino che fa bene, come si andava dicendo dagli anni 90, sfruttando uno studio francese, (paradosso francese) ma l’alcol contenuto nel vino come in tutte le altre bevande alcoliche, naturalmente alcol assunto in piccolissime dosi.
«Il vino provoca seri danni alla salute (tumori, malattie epatiche, incidenti e violenza) – commenta Carlo La Vecchia, responsabile del dipartimento di epidemiologia dell’istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri” di Milano -, ma in dosi moderate e nelle persone di mezza età o anziane ha effetti favorevoli su infarto e malattie vascolari in genere. Tutti questi effetti sono essenzialmente dovuti all’alcool, e sono comuni a vino bianco e rosso, come peraltro a birra e altre bevande alcoliche, a parità di contenuto di etanolo, che è il vero e solo elemento chiaro dei danni (e benefici) delle bevande alcoliche».

E quindi i nostri territori vengono sconvolti non per produrre alimenti necessari ad ottenere l’autosufficienza alimentare (importiamo grano, frutti, carne, ecc.), ma per incentivare il consumo interno di vino e per esportare qualcosa che nuoce alla salute.

Sulla base di questi assunti scientifici, se volessimo fare un esercizio filosofico  e portare all’estremo il ragionamento potremmo dire che esportiamo “droga” o una sostanza psicotropa ed importiamo una parte di quello che ci serve per mangiare.
Siamo al parossismo agricolo.
Siamo diventati il più grande produttore di vino al mondo e per paradosso potremmo  dire di rincorrere  (paragone forte) l’Afghanistan, il più grande produttore di oppio al mondo.
E in questo ragionamento astratto  se almeno producessimo vino biologico, forniremmo “droga pura” non “tagliata” con pesticidi, evitando così ulteriori enormi danni alla salute dei nostri “consumatori”.

Sbattendocene degli altri paesi, dove esportiamo il nostro “nettare”, ma guardando solo al nostro di paese, ti chiedo chi paga il costo sociale dell’uso sconsiderato di alcol?
Forse i produttori?
Quei che i core drio a schei?
Non credo proprio.

In Italia (dati 2018) le persone a rischio per abuso di alcol sono 8 milioni, poco più di 6 milioni sono uomini, 2 milioni e mezzo le donne, 2,7 milioni gli anziani, 700 mila i minori.

Il costo  sociale annuo stimato in Europa è circa 150 miliardi, il costo in Italia è di circa 20 miliardi, soldi che sono a carico dell’intera comunità.

E in tutto questo il vino da il suo contributo: siamo il terzo consumatore al mondo di vino con un consumo annuo di 37,4 lt per abitante, dietro al Portogallo (49 lt) e alla Francia (40 lt).

E siamo al parossismo comunicativo.
Da una parte con la pubblicità sollecitiamo il consumo di vino, di alcol, e dall’altra vengono fatte campagne sociali da varie istituzioni del nostro paese per far ridurre il consumo degli alcolici.

Ci vorrebbe almeno un po’ di coerenza, o no?

Capitolo 6: Biologico
Chi ama la terra, chi della terra ne capisce la funzione vitale non la rende sterile, non desertifica il suolo usando la chimica, non coltiva in modo convenzionale cercando di trarne il massimo profitto, guardando solo all’oggi.

Chi ama la terra cerca un equilibrio tra natura e mercato.
Coltiva con passione per produrre prodotti genuini e rispettosi dell’ambiente e che tutelino la sua di salute e quella dei consumatori.

BioColtiva biologico o biodinamico.
Anche la viticoltura si può fare con metodo biologico o biodinamico, e nel farlo si può incrementare la biodiversità e non distruggerla, si può migliorare la qualità del prodotto e si può salvaguardare l’ambiente:
« La biodiversità in viticoltura è, malgrado l’intensificazione dei processi produttivi, un aspetto essenziale per la valorizzazione dei diversi ambienti di coltivazione e per le diverse esigenze dei modelli di consumo.
Si manifesta però soprattutto nelle scelte varietali, mentre è sostanzialmente trascurato l’aspetto relativo all’ecosistema dove la vite è coltivata, il suolo del vigneto ed il suo intorno naturale. È quindi necessario superare la visione vitigno-centrica del vigneto per proteggere e valorizzare la biodiversità dell’insieme dell’ecosistema viticolo, integrando e facendo convergere le discipline e le conoscenze agronomiche con quelle ecologiche, per sviluppare un nuovo concetto di agro-biodiversità che inglobi le popolazioni dei vitigni coltivati con tutte le specie viventi nel vigneto, siano esse animali o vegetali o microbiche, aggressive o utili, telluriche o aree. Il tema trasversale comune a tutte le forme di coltivazioni erbacee ed arboree è la copertura del suolo, come espressione di una sinergia tra la gestione della coltura principale e quella della copertura, al fine di ridurre l’effetto competitivo della flora avventizia con la non-lavorazione, l’uso del mulch, l’impiego di leguminose azoto-fissatrici, l’arricchimento sistematico di sostanza organica, la lotta biologica». Tratto da “Coltiva
re la biodiversità per trasformare la viticoltura”
Articolo a firma di Attilio Scienza – Dipartimento di Scienze Agrarie ed Ambientali – Produzione,Territorio,Agroenergia – DISAA –  Università degli Studi di Milano

Cambiare si può ed è necessario. O no?

Capitolo 6: Buon senso
Affermi «… Con il buonsenso ritengo ci possa essere convivenza delle esigenze di tutti, no?…»

La risposta è no.
Ti chiedo: il tuo “buon senso” è uguale al mio?

Il mio di buon senso mi porterebbe a dire che da bravi e civili cittadini dovremmo rispettare tutti gli altri uomini, l’ambiente naturale, l’acqua, l’aria, la flora e la fauna.
Dovremmo cercare di svolgere la nostra “giusta e doverosa” attività di agricoltori, o di pastori, o di allevatori, o di semplici detentori di animali, o di proprietari di siepi, ecc., o qualsiasi altra attività,  in modo da non danneggiare gli ” altri”, ma tutti gli “altri”.

Il buon senso, che tanti reclamano, per me è il frutto del nostro livello culturale, delle nostre esperienze e conoscenze, degli ambienti e pezzi di società frequentati.

Già dai commenti al post con cui si é messo in evidenza il fatto del 1° maggio “Su sei di gaiarine se” si può capire “che il buon senso” è diverso da commentatore a commentatore.

C’è chi dice che se c’è la necessità il vigneto va trattato a prescindere e accusa gli altri di non conoscere il lavoro del contadino.
Chi invece invoca il rispetto di distanze e di orario.
E allora come la mettiamo?

TrattDevo trattare il mio vigneto, lo devo fare oggi perché domani sono previste precipitazioni, parto appena sono asciutte le foglie.
Il mio di “buon senso” mi dice che la salvezza del mio futuro raccolto è la cosa più importante, i soldi che ne ricaverò mi serviranno anche a mantenere i miei figli (buon padre di famiglia), tutto quello che sta al di fuori della mia proprietà non mi interessa.

Capisci che con il buon senso non si va da nessuna parte, servono regole.
Sappiamo che la parola “regole” è mal digerita, perché viene associata all’autorità e ai successivi possibili controlli. Sappiamo che limita la libertà.

Viene mal digerita da tanti di noi, o soprattutto da quelli che tuonano paroni a casa nostra, che equivale a dire: nella mia proprietà fae quel che voi, e pazienza se al confine c’è …..

Ma sappiamo anche che una comunità non può funzionare senza le regole e il rispetto di queste da parte di tutti.

Appellarsi al “buon senso” significa non voler mettere regole. O no?

Capitolo 7: Il regolamento di Polizia Rurale
Assolvi l’amministrazione di cui fai parte e ti autoassolvi  affermando « … noi non abbiamo responsabilità se il nostro Comune manca del piano da SECOLI! … »

Beh. Andiamo per ordine e vediamo di chi sono le responsabilità del fatto che il Comune di Gaiarine si trovi, oggi, forse unico comune della provincia di Treviso, senza un regolamento di polizia rurale.

Sicuramente della amministrazione Cappellotto. Su questo non ci piove.
Logo_AmicaTerra Nel 2014, quella amministrazione, tramite l’allora assessore ambiente e agricoltura, Fellet, coinvolse gli agricoltori del comune, e per strane coincidenze anche Amica Terra, di cui come molti sapranno sono socio, nella valutazione di un regolamento, prima di gestione dei fossi, diventato poi di Polizia Rurale, da approvare per poter accedere a dei fondi regionali. Siamo alla fine del 2014, quasi sei anni fa..

Febbraio 2015, Amica Terra, partendo dalla bozza ricevuta invia al comune una sua bozza, comprendente anche le regole per utilizzo dei pesticidi.

Da quel momento, il buio più assoluto. Il sindaco Cappellotto fa saltare una riunione già convocata ufficialmente, con tutti i portatori di interessi e anche con Amica Terra, già fissata per il 9 marzo 2015.

Senza fare dietrologia.
Non sei stato anche tu uno dei sostenitori dell’amministrazione Cappellotto?
Sei sicuro di non aver nulla da spartire con tale decisione?
E neppure gli agricoltori che rappresentavi all’epoca hanno da spartire qualcosa?

Come dici. Non c’entri. Bene ne prendo atto.

Amica Terra il 27 gennaio 2017 organizzò una serata di presentazione della bozza del regolamento di polizia rurale, quella inviata, due anni prima, a inizio 2015 all’amministrazione comunale
La serata, che si svolse in quel di Francenigo nella Sala Damiano Chiesa e io ero uno dei presentatori,  aveva lo scopo di sollecitare l’amministrazione comunale e tutti i portatori di interesse affinché al più presto si approvasse il regolamento.

Tu eri presente e se non sbaglio rappresentavi la Coldiretti.
Ti chiedo: allora e successivamente durante l’amministrazione Cappellotto, cosa hai fatto perché questo benedetto regolamento fosse approvato?
Rispondo io per te. Un bel niente, come, d’altra parte, molti altri dei presenti  che ricoprivano qualche carica importante nel comune.

Come vedi ognuno di noi porta le proprie responsabilità.

Capitolo 8: Il regolamento di Polizia rurale ai giorni nostri.
Il 2 di luglio 2019 Amica Terra chiede, tramite PEC, all’attuale amministrazione di cui fai parte, un incontro, che avviene il 22 ottobre 2019, quasi 4 mesi dopo.

Si parla di molte cose e anche del regolamento di polizia rurale.
Viene garantito che verrà approvato al più presto, dato che essendo in atto la convenzione del servizio di polizia urbana con altri comuni, è corretto che tutti si dotino dello stesso regolamento, per non far diventare “matti i vigili” con l’applicare regole diverse in ogni comune.
Viene confermato che c’è un gruppo intercomunale che sta lavorando alla sua stesura (l’aveva detto in consiglio comunale anche Cappellotto tre anni fa),   e che l’associazione verrà messa al corrente.

L’Associazione fa presente che mancano pochi mesi alle “stagione” dei vigneti e che quindi bisognerebbe fare in fretta.

A fine febbraio 2020, non arrivando notizie viene sollecitato un incontro, e viene concordato che un incontro si terrà entro 15 giorni, salvo Covid19.
E Covid19Covid19 fu. Addio incontro.

Così un’altra stagione di irrorazione è cominciata, e questa “industria chimica a cielo aperto ” ha ripreso alla grande e senza regole a produrre veleni per tutti, anche per quelli, e non solo, che il 1° maggio si stavano cucinando le braciole.

Capitolo 9: Covid19. Fase 1.
Oh, quanti appelli alla salute. Appelli di tutti i tipi.
Solo per citarne alcuni.
« Stiamo in casa per la nostra salute ».
 « Facciamo il distanziamento sociale ».
 « Laviamoci spesso le mani ».
« Teniamo i bambini in casa ».

famigliaTenere in casa i bambini è stata davvero dura, in pochi metri quadrati i genitori si sono inventati di tutto per non far venire loro la paranoia.
Ma per fortuna, non ci sono solo i genitori “sfigati” ma anche quelli “fortunati”.
Quelli che hanno a loro disposizione un giardino o un piccolo appezzamento di terreno sul qual far giocare i loro figli.
A meno che … a  meno che non ci sia qualcuno che irrora.

Aprile 2020. Lockdown in fase 1 (fatti realmente accaduti)
Il vicino sta irrorando.,
Che prodotto starà usando? Non so.
Quale sarà il tempo di rientro? Non so.
Ma mi posso fidare di mandare i bambini in giardino? Boh.
(Consulto familiare)
Forse no. Meglio di no.
Tutti chiusi in casa.
Per quanto tempo?
Beh, almeno per 48 ore.
Ma oggi è sabato e domani domenica.
Si lo so, ma lo dobbiamo fare per la nostra salute. Non vedete. Quello che irrora ha lo “scafandro”.
E così giardino o non giardino tutti chiusi in casa.

Viene da chiedersi: chi sono i genitori più sfigati: quelli con un giardino con accanto un vigneto o quelli che abitano in un appartamento?

Capitolo 10: Fase 2.
Uso la stessa frase usata dal capitano De Falco nei confronti di Schettino (Costa Concordia, 2012)
« … torni a bordo c….! … ».
Si è ora di tornare a bordo, cioè di fare qualcosa.

Si può anche continuare a richiamare il bene salute in tutte le salse, a mettere cuoricini a destra e a manca, a raccogliere soldi per una terapia intensiva, ma non si può non fare nulla per l’ambiente, e non dirmi che le sanificazioni delle strade fatte con ipoclorito di sodio, siano “state” qualcosa di utile per l’ambiente, sono esattamente il contrario.
Pianura padanaSostanzialmente non si fa nulla per proteggere la salute delle persone esposte  all’inquinamento da pesticidi.
Inquinamento, questo, che si aggiunge a quello già presente nella pianura padana che é forse la zona più inquinata del mondo e dove sono in corso studi, sui quali non voglio dilungarmi, per verificare il rapporto tra la diffusione del Covid19 e l’inquinamento. Rapporto che c’è.

Guarda che non si tratta solo di fare un regolamento, cosa estremamente necessaria, che regolamenti l’utilizzo dei pesticidi, che protegga i vicinanti, che permetta per chi ama di andare a camminare di farlo in sicurezza,  che determini distanze, che salvaguardi le poche siepi e i pochi alberi che sono rimasti.

Bisogna iniziare a far cambiare l’approccio ai nostri agricoltori ed in particolare ai viticoltori, ma anche a tanti cittadini del nostro comune.

Bisogna far in modo che si ripiantino le siepi, che si ripiantino i boschetti, che si ricrei nei campi una biodiversità, si vada insomma per gradi ad una agricoltura della vita e non della morte come quella attuale, ad una agricoltura biologica, e questo anche tenendo conto dei cambiamenti climatici in corso.

Bisogna cambiare approccio e per farlo cambiare  ci vuole tempo, impegno, e non nascondersi dietro alle responsabilità altrui.
Bisogna convincere con le buone ma anche mettere, come detto, le regole e farle rispettare.

In attesa del parto del regolamento intercomunale, che forse non arriverà mai o che forse partorirà un topolino, si può fare subito un’ordinanza (un’ora di lavoro?, ma anche se fosse un giorno ne varrebbe la pena), che obblighi nel caso di coltivazione convenzionale ed in vicinanza di case, orti, giardini, l‘esposizione di un cartello con il nome del prodotto utilizzato e l’indicazione del tempo di rientro.

In attesa del parto del regolamento intercomunale, che forse non arriverà mai o che forse partorirà un topolino, si potrebbe approvare il regolamento inviato dalla Regione Veneto a tutti i comuni ad agosto 2019 e che fa seguito a quello inviato ad agosto del 2016 che l’amministrazione Cappellotto se guardata bene dall’approvare.
Questo regolamento, in vostro possesso da agosto, dal titolo Regolamento comunale/intercomunale sull’uso dei prodotti fitosanitari nelle aree frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili e nelle aree adiacenti ad esse.” è già stato approvato da molti comuni.

Esso già introduce, in parte, la tutela delle abitazioni, i cui residenti sono soggetti alla possibile deriva dei pesticidi, e sarebbe già un passo in avanti perché ci indurrebbe a ragionare anche sulle distanza dai siti sensibili e dalle case.
Si comincerebbe, così,  a prendersi cura del problema.
Non c’é da far nulla. Portarlo in consiglio ed approvarlo.

« … è ora di tornare a bordo… ».

Con ossequio.
Renzo Rizzon

 

 

 

 

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Convocazione Consiglio Comunale: Mercoledì 27 Maggio 2020

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Consiglio Comunale è convocato per il giorno di Mercoledì 27 maggio 2020 alle ore 20.00 in seduta ordinaria pubblica con presenza del pubblico regolato in base alla normativa vigente volta a garantire il distanziamento sociale, di prima convocazione per la trattazione del seguente ordine del giorno:

1.  Interrogazione presentata dai consiglieri Capuzzo e DeMartin in data 06.04.2020 al n. 2409 di prot. in merito alla mancata esposizione della bandiera europea;
2.  Comunicazione della delibera di giunta comunale n. 36 del 16 marzo 2020 avente per
oggetto il prelevamento dal fondo di riserva e dal fondo di riserva di cassa
;

3.  Approvazione verbali seduta del 27 febbraio 2020 (dal n. 1 al n. 13);
4.  Mozione presentata dai consiglieri della lista “Insieme per Federica” avente ad oggetto “Emergenza climatica: azioni ed iniziative per l’informazione e la sensibilizzazione corretta sul
tema per tutti i nostri concittadini ed enti sovracomunali”;
5.  Mozione presentata dai consiglieri della lista “Insieme per Federica” avente ad oggetto
“telecomunicazioni di quinta generazione G5 e salute: attuazione del principio di precauzione, al fine di prevenire i rischi potenziali per la sanità pubblica e informazione della cittadinanza”;
6.  Ratifica delibera di giunta comunale n. 38 del 03.04.2020 avente ad oggetto “emergenza coronavirus. risorse per la solidarietà alimentare. variazione in via d’urgenza al bilancio di previsione 2020/2022 – art. 175, comma 4, del TUEL”

7.  Variazione al bilancio di previsione 2020/2022 ai sensi dell’art. 175 del D.Lgs 267/2000;
8.  D.G.R.V. n. 1896 del 22/11/2017 di recepimento del regolamento tipo, art. 4 comma 1 sexies del
D.P.R. 380/2001 e SS.MM.II. – approvazione regolamento edilizio comunale;
9.  Nomina commissione edilizia;
10. Approvazione del nuovo regolamento di polizia mortuaria;
11. Rinnovo dell’adesione del comune di Gaiarine al sistema bibliotecario provinciale. approvazione schema di convenzione;
12. comunicazioni del sindaco

 

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Convocazione Consiglio Comunale: Giovedì 27 Febbraio 2020

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Consiglio Comunale è convocato per il giorno di Giovedì 27 Febbraio 2020 alle ore 20.30 in seduta ordinaria pubblica di prima convocazione nella sala della sede municipale con il seguente ordine del giorno:

1. Interrogazione presentata dai Consiglieri Lazzaro e Carrer in data 7/1/2020 al N. 92 di Prot. in merito alle manutenzioni (del verde pubblico) con l’intervento di volontari;
2. Approvazione verbali seduta del 29 novembre 2019 (Dal N. 45 al N. 51);
3. Approvazione verbali seduta del 27 dicembre 2019 (Dal N. 52 al N. 53);
4. Adesione al patto dei sindaci per il clima e l’energia;
5. Patto dei Sindaci per il Clima e l’Energia approvazione Piano di Azione per l’Energia Sostenibile ed il Clima (PAESC);
6. Destinazione contributo per le opere di culto. Approvazione programma per l’anno 2020;
7. Determinazione aliquote e detrazioni per l’applicazione della nuova IMU per l’anno 2020;
8. Approvazione del programma biennale degli acquisti dei Beni e Servizi 2020/2021;
9. Approvazione del programma triennale delle opere pubbliche 2020/2022 e dell’elenco annuale dei lavori pubblici 2020;
10. Determinazione importo gettoni di presenza da corrispondere ai Consiglieri Comunali anno 2020;
11. Esame ed approvazione del Bilancio di Previsione 2020/2022 e nota di aggiornamento al DUP 2020/2022;
12. Servizio di tesoreria comunale per il quinquennio 2020/2024 approvazione schema di convenzione;
13. Approvazione modifica al regolamento per la disciplina della concessione in uso delle sale e dei locali comunali.

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Consiglio comunale venerdì 27 dicembre 2019: Niente Cronaca

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Preme
ssa.
Orario del C
onsiglio le 14.00.
Impossibile la nostra presenza per ragioni di lavoro.
Quindi niente cronaca.
Niente diretta streaming o facebook dato silenzio-pausache l’amministrazione non ci sente e le minoranze rimangono silenti.
Se desiderate sapere come è andata dovevate Esserci.

Conclusione.
Ultimo consiglio comunale del 2019.
Anno che ha visto a maggio il cambio di amministrazione.
Fuori quella di Cappellotto.

Amministrazione da dimenticare.
Senza idee. Senza progetti. Senz
a visione del futuro.
Arrogante e persino antipatica a molti.
Dentro questa nuova di Zanchetta.
Onnipresente ad ogni evento.
Facebook dipendente, tranne che per le ( non)  dirette dei  consigli comunali.
Forse alla ricerca di una dimensione. Tra un’accensione dell’albero di Natale  e un Capodanno in piazza.
Cose accattivanti che rendono simpatici.

Panem et circenses?

Fatto il “nonno vigile” , il “controllo di vicinato” (funziona?). “Armati” i vigili.
L’amministrazione dove sta?

Qual’è il progetto per il comune.? Quale visione del futuro?
E lo sviluppo sostenibile? E i cambiamenti climatici? E il consumo di suolo? E la riconversione urbanistica? E la salvaguardia dell’ambiente? E la salute? E i pesticidi? E il 5G? E il traffico? E la mobilità lenta? E il sociale? E le famiglie? E la scuola? E la cultura? E la biblioteca? E il commercio? E i negozi di vicinato? E le imprese? E le pmi innovative? E la macchina comunale? E “l’istituzione” comune? E la trasparenza? E l’informazione, quella istituzionale non quella social?

Quale nuova idea, quale progetto innovativo ha questa amministrazione?

E le minoranze? Dove sono? Cosa fanno?
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Ci piacerebbe, passate le feste, occasione per i buoni propositi, che il nostro
comune avviasse, con energia e determinazione, un percorso per diventare, con visioni   e soluzioni sostenibili, un punto di riferimento anche per i comuni limitrofi, invece di essere “inglobato” in visioni e soluzioni di retroguardia

Ai cittadini del comune di Gaiarine un augurio di un fantastico 2020, al motto:

“Fuori tutti05-12-19-03-1122x561 …  per un anno e un futuro sostenibile”

Auguri.

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