Una foto eloquente.

Immagine

Piazza-Scuola-Elementare-FrancenigoQuesta foto potrebbe essere assunta come simbolo del nostro interesse, della nostra attenzione, del nostro amore per gli alberi?

Sicuramente si, ma in senso contrario.

Quest’albero, in vaso, davanti alla scuola elementare di Francenigo, morto forse da qualche mese, dimostra in modo emblematico la noncuranza di noi esseri viventi (animali), verso altri esseri viventi, i vegetali.

Questo povero albero è passato dalle luci della ribalta (natale) alla completa invisibilità della sua morte estiva.

Nessuno se n’è accorto.
Non l’amministrazione comunale (sindaco, assessori, consiglieri).
Non coloro che fanno la manutenzione del verde.
Non il dirigente scolastico o il personale scolastico. Tra poco si riapriranno le scuole e qualcuno avrà fatto qualche sopraluogo nei plessi scolastici o no?
Non i molti clienti dell’edicola che si affaccia su questa piazza.
Non gli ambulanti che ogni mercoledì, da un paio di mesi, danno vita, lì, al mercatino e non  i loro clienti.
Non le centinaia di persone che hanno parcheggiato nella piazza o per questa hanno transitano per andare in chiesa, in banca, dal panettiere o al bar.
Nessuno se n’è accorto.

Quest’albero morto sta lì emblema della nostra cecità, della nostra indifferenza, della nostra insensibilità.
Gli alberi non li vediamo né da morti né da vivi
Da vivi al massimo ci accorgiamo della loro esistenza quando in autunno lasciano cadere le foglie che ci coprono i marciapiedi, o quando durante un forte temporale qualche ramo finisce sulle auto, o quando cadendo causano drammi come quello di questi giorni (due sorelline morte a Massa Carrara).
In altre parole ci accorgiamo di loro solo quando in qualche modo ci danneggiano.

« Nessuno tiene in considerazione il fatto che sono vivi e neppure il loro fondamentale ruolo nell’ecosistema cittadino, che consiste tra l’altro nel ripulire l’aria dai principali inquinanti, drenare l’acqua piovana, mitigare la temperatura urbana, ombreggiare le strade e le case, ospitare la pochissima fauna rimasta » (tratto da Flower Power di Alessandra Viola).

E così, la nostra cecità, la nostra indifferenza, la nostra insensibilità, la stessa che non ci ha fatto vedere un albero morto nella piazza forse più frequentata del paese, ha permesso, in questi anni, nelle nostre campagne, per far posto ai vigneti ed a coltivazioni intensive, uno sterminio di massa di migliaia di alberi (siepi, boschetti), esseri viventi necessari alla nostra stessa vita.
Alberi che insieme agli altri vegetali, tutti esseri viventi, hanno permesso, producendo ossigeno, la vita così come la conosciamo sul pianeta terra e senza i quali la stessa scomparirebbe.

Ebbene, cosa abbiamo fatto tutti noi per fermare, in questi anni, questo sterminio, questa distruzione?
Nulla.

Domani sicuramente questo povero albero morto sarà tolto dalla piazza delle scuole elementari di Francenigo. Finalmente.
E noi cosa faremo?
Aderiremo al progetto “Ridiamo un sorriso alla pianura Padana” piantando 10 piante nel giardino di casa mettendo così a tacitare le nostre coscienze?
Oppure, insieme a questo, cambieremo la percezione di quello che sta intorno a noi?
Prenderemo coscienza che abitiamo la stessa “casa comune”?
Da domani riusciremo a “vederli” questi alberi, morti o vivi che siano?

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Centro Infanzia di Villa Elena e dintorni.

Come promesso all’anonimo che chiedeva informazioni sul Centro Infanzia di Villa Elena diamo conto di quanto siamo riusciti a sapere e a ricostruire attraverso gli atti del Comune, ricostruzione forse non esaustiva ma che potrà essere arricchita da successivi post e/o commenti di persone a cui sta a cuore il servizio che questa struttura comunale ha erogato in questi anni, ci riferiamo in particolare ai genitori del nostro comune.

La convenzione con la cooperativa “Insieme si può” gestore del Centro Infanzia, scadeva il 31 Luglio 2011.

Il 12 Maggio 2011, con scadenza 23 Maggio, il Comune di Gaiarine emetteva un bando ricognitivo propedeutico ad una gara informale.

L’oggetto del bando (che potete leggere qui) recita “BANDO RICOGNITIVO PER LA VERIFICA DELL’ESISTENZA DI MANIFESTAZIONI DI INTERESSE PER L’AFFIDAMENTO DELLA GESTIONE DEL CENTRO INFANZIA COMUNALE VILLA ELENA PER IL PERIODO 01.09.2011 – 31.08.2017”

I requisiti richiesti (aver già gestito nell’ultimo triennio (2008, 2009 e 2010) almeno tre Centri d’infanzia e avere un fatturato complessivo realizzato negli ultimi tre esercizi finanziari (2008, 2009 e 2010) presso uno o più Comuni o presso strutture private, relativo allo svolgimento di servizi identici a quello in oggetto, non inferiore dell’importo di €. 600.000,00 al netto di IVA) sono tali da far pensare (forse a torto) che l’unica in grado di soddisfarli fosse proprio la “Cooperativa Insieme si può”

Non ci è dato di sapere, in modo ufficiale, quanti e quali soggetti abbiano manifestato il loro interesse (i consiglieri comunali, se vorranno, potranno richiedere gli atti relativi e chiarirci questo punto) ma sicuramente almeno un soggetto ha espresso il proprio interesse per la gestione del Centro infanzia.

Questo lo deduciamo dal fatto che vi sono state due determinazioni del responsabile Amministrativo del Comune: una in data il 19 Luglio 2011 “Determinazione a contrarre per l’affidamento della gestione del Centro Infanzia Villa Elena di Albina per il periodo 1.09.2011-31.08.2017” e l’altra il 28 Agosto 2011 “Gestione del Centro Infanzia comunale Villa Elena per il periodo 1.09.2011-31.08.2017. Nomina Commissione Giudicatrice per la selezione della migliore offerta .affidamento della gestione del Centro Infanzia Villa Elena di Albina per il periodo 1.09.2011-31.08.2017.”

Se non vi fosse stata nessuna manifestazione di interesse queste due determinazioni non avrebbero avuto senso.

Per gli avvenimenti successivi, noi siamo quasi certi che la sola “Cooperativa Insieme si può” abbia risposto al bando e che con questa sia iniziata la gara informale prevista, che tradotto vuol dire che è iniziata una trattativa tra la Cooperativa e il Sindaco.

Trattativa che non è andata in porto, tanto che in data 29 Agosto sempre lo stesso responsabile emetteva un’altra determinazione dall’oggetto “Centro Infanzia Villa Elena di Albina. Proroga servizio alla Cooperativa Insieme si puo’ di Treviso”, proroga che stando alle parole pronunciate dal sindaco nell’ultimo Consiglio Comunale è stata fissata al 30 Novembre 2011.

Si mormora che la trattativa sia fallita soprattutto a causa della richiesta fatta dal Comune (leggi sindaco) di un affitto per Villa Elena di 500 euro al mese.

Ora il Piazzaiolo, che non è un errore ortografico ma che è colui che fa piazze a gogo e che poi, sembra, non abbia 6.000 euro all’anno per sostenere un servizio così importante, rimane con il “cerino acceso in mano”: ha fatto un bando ad hoc per l’attuale gestore, (probabilmente tagliando fuori altri possibili soggetti interessati) e questi lo manda a quel paese.

Cosa ne sarà di Villa Elena? Come farà a giustificarsi? Cosa dirà ai cittadini?

Si sa che il Piazzaiolo è anche un giocatore di carte ed ecco che dalla manica spunta l’asso per potersi salvare.

Il 14 settembre 2011 inoltra formale richiesta di istituzione per l’anno scolastico 2012/2013 di sezioni di scuola materna e primavera alla Provincia di Treviso ed alla Regione del Veneto, nuove sezioni di scuola materna e primavera, da piazzare a Villa Elena e far gestire direttamente dall’Istituto Comprensivo di Gaiarine, che vengono approvate dalla Commissione di distretto formativo il 5 ottobre e successivamente dalla Giunta di Gaiarine il 18 ottobre (potete leggere qui la delibera)

Si parla di sezioni di scuola materna e primavera per cento bambini, ma oggi tra materna e nido ve ne sono meno di 50 di cui una dozzina di Albina, dove troverà gli altri?

Dove troverà gli altri quando gli orari non saranno più flessibili e quindi verrà meno proprio una delle caratteristiche distintive del servizio attuale?

Non vorremmo essere “ profeti in patria”, ma con tutta probabilità l’asilo di Albina sarà destinato a chiudere, perché i genitori, visto il venir meno di un certo tipo di servizio, porteranno i loro bimbi da qualche altra parte e questo potrebbe accadere già dall’anno scolastico 2012/2013 e quindi potrebbero non esserci iscrizioni sufficienti per mantenerlo in vita, ma il Piazzaiolo potrà sempre tentare di affermare che ha fatto di tutto per continuare il servizio, dimenticandosi, però, di dire pubblicamente e in modo trasparente perché la trattativa con la “Cooperativa insieme si può” sia fallita.

Al di là dell’anno scolastico 2012/2013 (chi vivrà, vedrà) resta una cosa importante da chiarire: cosa accadrà dopo il 30 novembre 2011, scadenza della proroga al gestore attuale?

Con tutta probabilità il servizio continuerà per tutto l’anno scolastico, trovando qualche artifizio al di fuori della convenzione con il Comune, poiché sarebbe gravissimo che i genitori e i bambini si trovassero nella condizione di dover cambiare asilo a dicembre, cosa che sconvolgerebbe la loro vita.

Ma a quali condizioni economiche questo avverrà? Ci sarà un rincaro della retta?

Molto probabilmente si e a carico dei genitori, tanto in tempo di crisi ….


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Mensa Biologica – Mensa Speciale?

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Cari amici foraxfora
Siamo due genitori di bambini iscritti alle Scuole dell’Istituto Comprensivo di Gaiarine, e abbiamo deciso di scrivervi anche ripensando al vostro post sull’iniziativa di Amica Terra della scorsa
primavera con la proiezione del film sul cibo americano che abbiamo visto alla Scuola Elementare di Gaiarine.
Quest’anno, come tutti gli anni, ci è stata recapitata a casa la scheda per la scelta della mensa scolastica. A differenza degli altri anni tuttavia abbiamo notato che c’è un’opzione che prevede la mensa biologica.
In un primo momento siamo stati contenti che l’amministrazione avesse recepito la crescente sensibilità ormai diffusa fra i genitori dei ragazzi frequentanti le scuole del comune, e quindi abbiamo scelto per i nostri figli la mensa biologica. Notiamo subito che questa opzione è inserita fra le diete “speciali” e ci chiediamo perché venga così definita, visto che è ormai “normale” non solo in tante scuole limitrofe ma anche nelle case di tante famiglie.
Poi capiamo: il modello utilizzato dall’ufficio comunale è pari pari quello dello scorso anno nel quale come noto la mensa biologica non c’era. Era invece presente l’opzione per due diete “speciali”: una per motivi religiosi, l’altra per ragioni di salute. La responsabile del procedimento, evidentemente ligia alle consuetudini evidenziate in altre occasioni dagli uffici comunali, con un rapido e maldestro copia/incolla ha combinato il pasticcio. È rimasta l’opzione “per motivi di salute” e l’opzione biologica ha preso il posto della scelta religiosa. (i moduli erano disponibili sul sito del comune)
Con molta perplessità ci siamo recati all’ufficio preposto a chiedere spiegazioni, cosa che numerosi altri genitori ha pensato di fare.
E di seguito riportiamo testualmente la conversazione:
D – Cosa vuol dire biologico?

R – Vuol dire che una pietanza è biologica.
D – Una pietanza.. una sola?
R – Sì.
D – Ma nella scheda non si capisce, non è specificato.
R – E ben, ma insoma, voialtri genitori che sé inteligenti..
D – Ma il costo è uguale?
R – No se sa ancora!
D – Come scusi? Cosa vuol dire non si sa..
R – Le offerte della gara d’appalto non sono state ancora aperte.
D – Ma molti genitori hanno già scelto..
R – E ma insoma, l’è ora de finirla co ‘ste polemiche..
Ecc. ecc.. ecc..
Per farla breve: la mensa biologica prevede che solo il primo piatto abbia sempre l’opzione biologica; e il piatto biologico è sempre lo stesso: pasta all’olio. Quindi i nostri figli che fanno tempo pieno o tempo integrato dovranno mangiare tutti i giorni pasta all’olio?
Speriamo che i nutrizionisti della ditta aggiudicataria dell’appalto abbiano valutato anche questo. Certo che, come avete ben scritto voi nella lettera all’Azione, a pensar male si fa peccato ma
Grazie per l’attenzione, continuate così
Due genitori pasta e oio

Per saperne di più e capirne di più sulle mense scolastiche qui un test/inchiesta di Altroconsumo (associazione consumatori) sulle mense di scuola primaria di cinque grandi città italiane.

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