Consiglio Comunale Lunedì 29 Aprile 2024: Parliamone

Immagine

ultimoUltimo consiglio comunale di questa legislatura 2019-2024.
Presenti qui. In sala 7/8 persone.
La dimostrazione del solito “spasmodico interesse” dei cittadini di Gaiarine per le vicende del loro comune.
E ora che è iniziata  la nuova campagna elettorale, questi cittadini diventeranno di nuovo “sudditi” delle migliaia di parole: Facebook, Instagram, volantini, incontri pubblici che racconteranno loro mille “storie”, mille nuove promesse, mille bravure dell’amministrazione uscente, che non riusciranno a confutare, perché completamenti ignari di come sia stato davvero governato il comune.
Forse qualcuno parteciperà a qualche incontro pubblico, forse andrà a votare, e poi si rintanerà nel suo caldo angolino e altri cinque anni passeranno, senza nessuna partecipazione civica, tranne che per gli eventi, feste, inaugurazioni, ecc..

Ma come sono davvero passati questi cinque anni.

Per quasi cinquanta minuti  la consigliera Capuzzo ha cercato di farsi spiegare sia lo stato di quelle opere pubbliche, che essendo state sbandierate ai quattro venti, non sono ancora state realizzate o non sono finite o fatte male, o addirittura inutili, sia la situazione dei servizi persi o ridotti.
E mentre i sindaco si dichiara fiero di quanto fatto, anche se porta a sua scusante (ma allora se tutto è andato così bene perché trovare scuse?) prima il Covid, poi l’inflazione e il conseguente aumento dei costi delle opere pubbliche, sembra emergere invece un quadro imbarazzante.

La consigliera Capuzzo, pur non minimizzando le difficoltà dovute al Covid, all’inflazione, ecc., non demorde dall’obbiettivo di avere spiegazioni, che però arrivano raffazzonate e si perdono in mille vaghezze.
Si parte dalle piste ciclabili, quella da Gaiarine ad Albina, che era già finanziata con soldi vincolati dall’amministrazione Cappellotto. Pista non ancora terminata.
Progettata da “cani” (diciamo noi). “Finita” nei vigneti, chi sa mai perché.
Si passa per le rotonde, come quella a Francenigo, prevista ma non realizzata.

Sulle rotonde avremo qualcosa da dire: basta ROTONDE .
Nessuno mette in dubbio l’utilità delle rotatorio in certi contesti specifici.
Possono essere un buon sistema di regolazione del traffico e degli incroci pericolosi.
Però abbiamo inondato il Veneto con questi “cerchi magici”, e moltissimi realizzati anche dove non servono a nulla.
Solo per spendere soldi e privilegiare sempre il più forte, l’automobilista, a scapito del più debole come i ciclisti e i pedoni, che sono, ma spesso lo si dimentica, anche loro utenti della strada
Poi si fa il tratto di pista ciclabile a Calderano, per andare alle scuole medie, con due attraversamenti in prossimità delle due rotonde vicinissime tra di loro.
Un pericolo pubblico per i ragazzi che vanno a scuola in bicicletta, ma che diventa anche un disincentivo all’uso stesso della bicicletta.
Se nel Veneto i soldi spesi, milioni di euro, per le rotonde inutili fossero andati, per esempio, alla sanità, non ci troveremo nella situazione drammatica in cui ci troviamo oggi.
Cittadini che, viste le carenze della sanità pubblica, non si curano perché non hanno i soldi per rivolgersi al privato.
Ma una rotonda al giorno leva il medico di torno, e soprattutto porta il consenso dei quattro “padroni della strada”, che non amano per niente fermarsi ad un incrocio.
Poi si torna a Gaiarine, e tutti al “cinema”.
Ristrutturazione dal costo di circa 2.400.000 euro per una “stanzetta” da 99 posti.
E qui sta tutta l’incapacità e la mancanza di coraggio di questa amministrazione che si è orientata, così dicono, su una sala multifunzionale invece di progettare un teatro/auditorium da adibire a spettacoli teatrali, musicali e conferenze e che a questi sia esclusivamente dedicato.

Si rimane a Gaiarine, al campo sportivo.
Il sindacotribuna si è “inventato” una mega tribuna da 300 posti,quando gli spettatori usuali alle partite sono 60/80.
Sembra, che questa decisione sia addirittura contro la volontà della stessa Uniongaia che vorrebbe invece il rifacimento degli spogliatoi, che si trovano in un stato poco dignitoso.

La consigliera Capuzzo chiede quale sia la motivazione che spinge a spendere una cifra importante per un’opera non richiesta.
Il sindaco chiarisce che la tribuna era una richiesta di Uniongaia di alcuni anni fa, e che comunque gli spogliatoi verranno sistemati
.

Possiamo anche credere che, anni fa, qualche presidente megalomane abbia fatto una simile richiesta, ma se Uniongaia oggi dichiara che la priorità sono gli spogliatoi, perché intestardirsi su una tributa inutile?

Forse perché Cetto-La-Qualunque1bisogna lasciare un “segno”?
Se il “segno” si lascia con i propri soldi non c’è nessun problema, se invece si lascia con i soldi pubblici beh … allora ….

 

Finisce l’excursus sulle opere pubbliche, che come detto evidenzia un quadro sconfortante.

La consigliera Capuzzo passa a chiedere spiegazione sui servizi presenti nel comune:
Da atto all’amministrazione di aver risolto in parte il problema della presenza dei medici di base nel comune dopo il naufragare del centro polivalente di Roverbasso.
In effetti il problema è risolto solo parzialmente dato che molti cittadini sono costretti ad andare a Mansuè, o Fontanelle, o addirittura a Conegliano).
Quindi elenca i servizi persi in questi anni:
Guardia Medica, Punto Prelievi, la sezione Primavera, la direzione dell’Istituto Comprensivo spostata a Codognè,   le case sfitte e non assegnate dall’Ater per mancanza del
Vigili bando del Comune, la convenzione di Polizia Locale con alcuni comuni a noi vicini, tanto sublimata da questa amministrazione ma che ora sembra sull’orlo del naufragio.
Il sindaco ammette che i comuni aderenti alla convenzione di Polizia Locale sono passati da sei a tre, ma che secondo lui il risultato è positivo.
E’ cosa nota che noi questa convenzione l’abbiamo sempre criticata fin dalla sua iniziale stipula, un accrocchio forse per dar lustro a qualche vigile.
Cosa ci sia di positivo nell’essere rimasti pressoché senza la presenza dei vigili sul nostro territorio è davvero un mistero.
In questa lunga rassegna e confronto richiesto dalla consigliera Capuzzo molti sono stati, oltre al sindaco - Gottardi, Pizzin, Gava, Fantuz – gli appartenenti alla maggioranza che si sono affannati nella difesa l’operato dell’amministrazione.
Tutti a dire che si è fatto il massimo e che certe scelte erano di competenza di enti sovra comunali.
Non poteva essere altrimenti, anche perché fra poco si vota.

Si arriva all’ultima, ma non meno importante, richiesta della consigliera Capuzzo:
Un chiarimento sulle Spese Istituzionali che ammontano a 101.000 euro, una cifra davvero “sorprendente”
Per chiarire, queste Spese Istituzionali che ammontano a 101.000 euro, non sono altro che i compensi (indennità) dati alla giunta.
Nel comune di Gaiarine abbiamo una giunta di 5 persone Sindaco, Vicesindaco, e 3 Assessori che ci costano all’anno 101.000,00 euro (diconsi centounomila euro), ma vedremo in seguito chi “se li piglia”.

La De Zan, assessora al bilancio, spiega che le indennità sono aumentate per legge busta-paga-sindacogià nel 2022, e nel 2023 e anche 2024, quindi è evidente che il complessivo delle indennità è aumentato nel 2023 rispetto al 2022.

Riportiamo per chiarezza un succinto riassunto delle legge in questione: La Legge di Bilancio 2022 approvata in via definitiva dal Parlamento il 29 dicembre 2021, prevede, ai commi da 583 a 587, un incremento delle indennità di funzione dei Sindaci dei Comuni capoluogo sede di città metropolitana e dei Sindaci dei Comuni delle Regioni a statuto ordinario in una misura percentuale, proporzionata alla popolazione, al trattamento economico complessivo dei Presidenti delle Regioni (attualmente pari a 13.800 euro lordi mensili).
Anche le indennità di funzione di Vicesindaci, Assessori e Presidenti dei Consigli comunali saranno adeguate alle indennità di funzione dei corrispondenti Sindaci con l’applicazione delle percentuali vigenti nel DM 119/2000.”

La consigliera Capuzzo chiede quali siano le indennità erogate.

La De Zan da le cifre per il sindaco, vicesindaco e assessori.
Si fa una breve somma.
Interviene la consigliera Capuzzo facendo presente che le indennità elencate assommano a circa 50.000 euro …ma … << Ne mancano 50.000 di euro …>>

imagesLa De Zan  … << …la differenza sono i rimborsi chiesti dall’azienda dove lavora il sindaco … la legge prevede che il sindaco, per svolgere la sua funzione, possa avvalersi di permessi per 48 ore mensili, erano state portate a 72 ore durante il Covid … questi permessi vengono pagati dal comune su presentazione della richiesta da parte dell’azienda, l’importo richiesto è in base al costo orario percepito dal dipendente>>

Problemino1:
Il sindaco si avvale di permessi per 48 ore mensili, se il costo annuo per questi permessi pagati dal comune è circa 50.000 euro come si è appreso in consiglio, qual’è il costo orario, chiamato X, che l’azienda addebita al comune?
Problemino2:
Se Tizio percepisce dalla sua azienda X euro all’ora e le ore mensili lavorate sono 160 (per convenzione), quale sarà l’importo Y che Tizio percepisce al mese?
Aldilà dei problemini che non sappiamo se sarete in grado di risolvere e/o di capirne il senso, la giunta ci costa 101.000 euro all’anno, di cui  a spanne circa 65.000/70.000 è il costo del sindaco.
Alla faccia
Questo è quello che si capisce dalle cifre esposte dalla De Zan e sulle quali non ci pare ci sia stata nessuna contestazione.

 

Qualche altra spiegazione, e poi si arriva al gran finale.

capture-2018-08-29-19-56-50_orig

Inizia Lazzaro con una dichiarazione molto lunga, che potremo definire il suo “epitafio politico”.
Lo dice chiaramente: è arrivata la conclusione della sua carriera politica che ha visto la sua presenza in questo consiglio comunale per ben venticinque anni, sia in maggioranza che in opposizione.
Ringrazia dipendenti, consiglieri, segretario, ecc.
Ricorda che il suo gruppo è stato presente a tutti i consigli comunali mantenendo sempre comportamenti adeguati.
Fa presente anche che i suoi sostenitori nella campagna elettorale di cinque anni fa si sono comportati sempre in modo corretto, ma che lui, invece, ha ricevuto dagli avversari politici attacchi personali.
Alla fine dichiara che è stato un onore per lui essere in consiglio comunale per così tanti anni.,

Aldilà della sua azione politica, per noi molte volte non condivisibile, ci preme qui esprimere tutta la nostra solidarietà per gli attacchi violenti e personali che ha  subito, du
rante la campagna elettorale di cinque anni fa, in particolare  da colui che oggi si fa chiamare “l’uomo della croce“.
Un conto è la critica politica anche aspra, perché non si condividono le decisioni e le visioni, altro è attaccare la persona e magari anche la famiglia.
Quindi a Lazzaro che non vedremo più in questo sala consigliare dalla parte del “potere” auguriamo tutte le fortune possibili.

Poi è la volta della Carrer, che ringrazia Lazzaro per tutto quello che le ha insegnato in questi cinque anni, poi la Capuzzo, anche lei in “uscita”, con i ringraziamenti ai dipendenti, al sindaco, ai consiglieri dicendosi fiduciosa che sia stato apprezzato il modo sobrio di stare in consiglio del suo gruppo, ecc., poi la De Zan, sicuramente in rientro, o come sindaca o come capogruppo di opposizione, che oltre ai ringraziamenti di rito, dice di essersi posta da un’altra parte (altra lista) per dare al comune una prospettiva di dieci/quindici anni, e poi il sindaco, che dichiara di aver subito “un colpo basso” per “l’abbandono” della De Zan e che naturalmente ringrazia, dipendenti, consiglieri, i volonatri, tutti insomma,  e che però  non fa nessuna autocritica, poi è la volta di Gottardi, il capogruppo di maggioranza, anche lui in uscita, che ringrazia anche i consiglieri di maggioranza e soprattutto quelli di minoranza per il loro comportamento mai sopra le righe.

Insomma un panegirico ben recitato da tutti, l’ultimo atto di questa legislatura.

Ma siamo già in campagna elettorale, e tutto diventa possibile, anche ritornare agli attacchi personali, come sta già accadendo, senza che nessuno si prenda la briga di tacitare sui social commenti inverecondi.

Tutto fa brodo, e un voto in più conta, a prescindere …

N.B.epitafio
Questa pseudo cronaca è anche il nostro di “epitafio”.
E’ la nostra ultima.

 

Ringraziamo i nostri numerosi lettori.
Crediamo abbiano apprezzato, in questi lunghi anni, questo servizio “politico” alle volte coriaceo, ma anche ironico e scanzonato, che abbiamo sempre cercato di mantenere all’interno della critica politica.

Non sappiamo se ci siamo riusciti, a voi l’ardua sentenza.
In ogni caso ci scusiamo se qualche volta, inconsciamente, abbiamo “sbordato”.

NB1.
Se volte sapere davvero cosa succederà nel vostro comune da ora in poi, non vi resta altro che andare ai consigli comunali.
E’ ora che alziate il “c..o” da quel maledetto divano.

Ciao a tutti.

www.pdf24.org    Invia l'articolo in formato PDF   

Consiglio Comunale Sabato 20 Aprile 2024: Parliamone

Immagine

Penultimo Consiglio.
Consiglio di sabato.
Consiglio urgente.
Consiglio da fare prima che si entri nell’impossibilità di deliberare a causa delle prossime elezioni.
Se il consiglio fosse stato convocato dopo il 23 Aprile, cioè entro i 45 giorni precedenti le elezioni, che si svolgeranno l’8 e 9 giugno, il consiglio comunale avrebbe potuto adottare solo gli atti urgenti e improrogabili, e non avrebbe potuto approvare “il Contratto di Fiume Alto Livenza”.

Contratto di Fiume che è iContratton una fase conclusiva e che dovrebbe andare alla firma di tutti i comuni partecipanti probabilmente entro maggio. Se il comune di Gaiarine non lo avesse approvato, si sarebbe dovuta rimandare l’approvazione a dopo l’insediamento della prossima amministrazione, e cioè tra 4/5 mesi, creando un grave danno anche agli altri comuni.

Presenti qui. In sala forse una decina di persone.
Come potete vedere ci sono due assenze di peso, la Vicesindaca De Zan, nonché assessora al bilancio, e il consigliere Scottà.
E’ soprattutto l’assenza della De Zan, essendo all’ordine del giorno due punti riguardanti il bilancio, che mette in luce le difficoltà di questa maggioranza, difficoltà rese pubbliche con l’ufficializzazione, avvenuta nei giorni scorsi, della candidatura a sindaca proprio della De Zan in contrapposizione all’attuale sindaco.

Che la tanto decantata “squadra” avesse qualche difficoltà a giocare le ultime “partite”, era sufficientemente chiaro da qualche mese.
Aldilà del “marketing” profuso a piene mani dal sindaco, questa squadra era diventata col passare del tempo una squadretta.

Si capiva che la palla se la passavano sempre tra di loro, tra quelli che si erano “lega”ti ad unoVignetta-n°-79-800x445-1810344833 schema di gioco personale, tagliando fuori da ogni azione quelli che volevano invece raf”forza”re il gioco corale.
E così anche questa amministrazione (sindaco Zanchetta), come quella precedente (sindaco Cappellotto) arriva alla fine perdendo pezzi, alla faccia degli accordi preelettorali e della compattezza tanto declamata dalla destra.

Il consiglio si apre che con elogio doveroso e apprezzato da parte del sindaco alla ex dipendente Mara Coan, andata in pensione, dopo 40 anni di servizio.
Viene ringraziata per il lavoro svolto in tutti questi anni e anche per la sua dichiarata disponibilità a svolgere, ancora e gratuitamente, parte delle sue mansioni a supporto del comune. Complimenti.

Si passa alle due variazioni di bilancio presentate dal sindaco, “schei” che entrano e “schei” che escono.
La fanno da padrone soprattutto le spese ed entrate per riparare i danni della grandinata di luglio del 2023: nomina perito di parte per contenzioso con le assicurazioni, spese per le riparazioni, entrate dalle assicurazioni per pagamento di parte del danno richiesto.
C’è qualche domanda da parte di ambedue le minoranze.

Si parla anche dell’Ater, case popolari, dove la gestione del comune non appare chiarissima e offuscata, così sembra ma sinceramente non Migrantisappiamo se sia vero, da una gestione che ha mantenuto degli appartamenti sfitti pur di non assegnarli a qualche “indesiderato”.
Si sa che gli indesiderati sono sempre “gli stessi”, quelli che vengono spesso da “lontano”

Ora si rifà il bando per le assegnazioni, e “speren ben”

Si passa alle modifiche del regolamento che  regola la pubblicità nel comune.
Le modifiche riguardano soprattutto l’ampliamento di alcune esenzioni, e alcune richieste fatte dalla società che gestisce la riscossione della pubblicità.
A parer di tutti queste modifiche, sembrano giuste e condivisibili, anche perché non andranno ad incidere sul bilancio comunale.

Si arriva al Contratto di Fiume dell’Alta LIvenza, un accordo che permetterà di adottare un sistema di regole, per i comuni rivieraschi, in cui i criteri di utilità pubblica, rendimento economico, valore sociale, sostenibilità ambientale intervengono in modo prioritario nella ricerca di soluzioni efficaci per la riqualificazione del bacino fluviale dell’Alto Livenza
Lo presenta il sindaco, faccendone l’excursus.

Loda l’iniziativa, che nasce nel 2021 e che vede come capofila il comune di Sacile e l’adesione di tutti i comuni friulani dell’Alto Livenza (Budoia, Polcenigo, Fontanafredda, Caneva, Sacile, Brugnera, Prata), più i comuni veneti di Gaiarine e Portobuffolé.
Assieme a loro una quarantina di associazioni del territorio, tra cui Amica Terra alla quale il sindaco riconosce , ringraziandola, l’impegno e la spinta data
Logo_AmicaTerraanche al comune di Gaiarine.
Ricorda come, in questo percorso, il nostro comune sia sempre stato presente, anche organizzando il workshop, tenutosi nella nostra sala consigliare il
10 ottobre 2022, nel  quale  Amica Terra aveva presentato il progetto di rinaturalizzazione della Smorta di San Giovanni.

Fa presente che il comune ha proposto insieme al comune di Brugnera la realizzazione della passerella sulla Livenza, che dovrebbe collegare Villa Varda con Albina.

Ricorda altresì gli incontri avuti anche in regione Veneto per sponsorizzare questa iniziativa.
Allo stato attuale la regione Friuli, il Veneto non ha per adesso stanziato fondi, ha finanziato con circa 7 milioni di euro una serie di progetti, inseriti nelle azioni ritenute prioritarie e scaturite dalle indicazione degli aderenti, tutti riguardanti, e non poteva essere altrimenti, i comuni friulani.
Finanziato anche, con 418 mila euro, il progetto presentato da Amica Terra riguardante la Smorta di San Giovanni di Livenza.DSC_0600_w.

Prende la parola il consigliare DeMartin. Ritiene il Contratto di Fiume, un progetto di grande valore che unisce ambiente, acque, suolo e sostenibilità, un progetto che andrebbe presentato ai cittadini.
Ringrazia l’associazione Amica Terra, ed in particolare Gilberto Carrer e Renzo Rizzon, per quanto hanno fatto nel presentare progetti e idee.
Ringrazia altresì un altro nostro concittadino, ora dirigente dell’Agenzia per l’Ambiente del Friuli, Enrico Bressan, per l’attività svolta a supporto di questa iniziativa.
Il consigliere Lazzaro fa sue le parole del consigliere De Martin.
Si vota: all’unanimità.
Consiglio finito, salvo le solite informazioni del sindaco.

Poi la consigliera Capuzzo replica a qualche indiscrezione di stampa che le attribuiva una posizione contraria alla ristrutturazione dell’ Ex Cinema, cosa che ribadisce essere non vera.
Neppure noi siamo contrari. L’abbiamo già scritto e motivato.
Una sala comunale era necessaria a Gaiarine.
Una sala che potesse essere un fiore all’occhiello del nostro comune, una sala che potesse ospitare “grandi eventi”.
Sembra, però, che il costo sia passato dai due milioni di euro di ieri ai duemilioni e quattrocentomila euro di oggi.
E va bene, sappiamo tutti che i costi sono lievitati in modo spropositato,  ma il sacrificio vale la candela se si è di fronte ad una “cosa eclatante”.
Ma quello che ci sembra assurdo – girano voci in questo senso e non sappiamo se siano vere dato che nessun cittadino ha potuto visionare il progetto – è che la sala non possa contenere più di 99 persone.

Questo vorrebbe dire che si spenderanno tra i 2 e 2,4 milioni di euro per avere una stanzetta” (che fa rima con “squadretta”).
Una montagna di soldi per essere punto e a capo, senza aver risolto il problema, senza una sala pubblica in grado di ospitare un evento di ambito non locale.

Questo sarebbe davvero imperdonabile.

 N.B. Lunedì 29 ultimo Consiglio Comunale di questa Amministrazione … sarà interessante.

www.pdf24.org    Invia l'articolo in formato PDF   

Consiglio Comunale Mercoledì 28 Febbraio 2024: Parliamone

Immagine

Consiglio breve.
Presenti qui
In sala 5/6 persone.

All’ordine del giorno, oltre all’approvazione dei verbali del consiglio precedente, tre punti che possono essere sintetizzati in due: la trasformazione di Piave Servizi, il Consorzio che gestisce l’acquedotto e la fognatura, da SPA a società “benefit” e la ristrutturazione dell’ex Cinema di Gaiarine.

Societa-BenefitCon il termine “società benefit” si intende uno stato giuridico previsto da una legge italiana del 2015, che richiede l’indicazione delle finalità di beneficio comune nell’oggetto sociale dello statuto della società stessa.

In altre parole si diventa società benefit quando si integra l’obiettivo primario del profitto aziendale con degli obbiettivi ambientali e sociali, assumendo quindi una vocazione aziendale orientata alla sostenibilità.
Sia il consigliere De Martin che la consigliera Capuzzo, pur se alla fine voteranno a favore, fanno presente che le modifiche statutarie, che definiscono in beneficio comune, sono alquanto generiche, e non indicano obbiettivi misurabili concretamente.
La consigliera Capuzzo spera che questa trasformazione non sia solamente da ascrivere ad una “moda”, ma che degli obbiettivi concreti, aldilà di quelli generici indicati, emergeranno nel tempo e che conseguentemente potranno produrre in futuro delle opportunità per il bene della comunità.

Aggiunge che si misurerà la serietà di questa trasformazione leggendo la “relazione di impatto” che Piave Servizi sarà obbligata a stendere in fase di predisposizione del bilancio annuale.
Va tutto bene.
Però. Visto che Piave Servizi gestisce il Settore Idrico, cioè l’acqua, un bene essenziale e fonimage-110damentale per la vita, che è di per se un bene sociale, e che opera gioco forza in un ambito ambientale che è da considerarsi “circolare” e quindi per sua natura legato alla sostenibilità, essere e non essere società “benefit” è quasi la stessa cosa, almeno che non si voglia proprio non essere da meno di qualcun altro, e speriamo non solo sulla carta.

Il primo gestore idrico del Veneto a diventare, novembre 2023, Società Benifit è stato Acquevenete (gestore del servizio idrico integrato per 108 Comuni delle province di Padova, Rovigo, Vicenza, Verona, Venezia), quindi possiamo immaginare che alla fine tutti i gestori idrici, e non solo, diventeranno “benefit” , a prescindere dalla sostenibiltà.
Azione di marketing?
Ma va bene così.
Per incmafaldacoda.jpg.e35a40a182e6778e783c64252b24dd8e-768x974iso: la parola sostenibilità è diventata come il prezzemolo, buona per ogni pietanza, la si sente nominare 1.000 volte al giorno, in ogni contesto, tutti sono sostenibili e dicono di esserlo, perfino le Olimpiadi Milano-Cortina, partite come Olimpiadi “sostenibili” saranno - vedrete se non sarà così –  alla fine sicuramente più che  sostenibili, a prescindere dagli immensi danni ambientali che stanno producendo e produrranno .

Azione di marketing.

In secondo argomento riguarda la ristrutturazione del ex-cinema di Gaiarine.
Si varia il Piano triennale delle opere  pubbliche e il bilancio di previsione per finanziare l’ultimo lotto con un mutuo di 550.000 euro.
L’assessore Fantuz evidenzia che l’opera è finanziata per gran parte con contributi, compresi quelli del 2018, 2019 e 2020 spettanti ai comuni di confine con le regioni autonome, e con il mutuo.

Il consigliere De Martin fa il riepilogo dei stanziamenti fin qui effettuati e giunge ad denarouna cifra di quasi 2.000.000 di euro (due milioni).

La consigliera Capuzzo interviene mettendo in evidenza che una cifra del genere poteva essere spesa per una scuola, ma non per una sala.
Il sindaco fa presente che non sarà solo una sala e che l’ipotesi iniziale prevedeva una spesa di circa un milione di euro, ma a causa dell’inflazione, che ha fatto esplodere i costi, si è arrivati alla cifra attuale.

Interviene Gottardi dicendo che un capoluogo comunale non può non avere una sala pubblica di prestigio
De Martin in qualche maniera prende atto, ma invita ad essere cauti nelle spese, a non fare fronzoli.

Il sindaco chiarisce che si poteva spendere di meno ma, per esempio, per l’acustica si sono scelti materiali fonoassorbenti e non semplice cartongesso.

Anche la consigliera Capuzzo in qualche modo prende atto, ma, portando l’esempio della pista ciclabile Gaiarine-Albina, che poteva, a suo parere, essere realizzata in modo diverso e non “all’interno di vigneti”, chiede se non ci sia qualche manchevolezza nella progettazione delle opere e mancanza di “cura” negli appalti.

Il sindaco ribadisce che la pista andava fatta e che quando verranno eseguiti i trattamenti fitosanitari nei vigneti, gli agricoltori dovranno esporre il cartello previsto dal regolamento di polizia rurale, e nel dire questo si rivolge al consigliere Faccin, responsabile dell’ambiente, per chiedere conferma, che però non arriva anche perchè Faccin non la  poteva dare.

Nasce una civile discussaltan+e+noi+ke+pens-1370879696ione tra i consiglieri di minoranza De Martin e Capuzzo e quelli di maggioranza Fantuz, Pezzin, e Gottardo sulla progettazione per la ristrutturazione di villa Elena, progetto ancora non finanziato e in attesa di contributo, che porta a dibattere sui plessi scolastici e sulla perdita a suo tempo dell’asilo nido a causa dell’Amministrazione Sonego.

Discussione che induce la consigliera Capuzzo ad affermare che vi è una mancanza di visione strategia su che comune si vuole e sui servizi relativi, mancanza di visione che viene da lontano, ma che appartiene anche a questa amministrazione. Ribadisce che se non si governa per il futuro e si fanno scelte sbagliate, poi si hanno dei pessimi risultati tipo la perdita dell’asilo nido e della  sezione Primavera ad Albina.

Interviene il consigliere Lazzaro sulla ristrutturazione del cinema, fa presente che sono trent’anni che si discute se recuperarlo oppure no, aggiunge che nel comune vi è una sola sala parrocchiale e dunque è giusto che il comune ne abbia una sua pubblica.
Continua con il dire, senza voler difendere la maggioranza, che forse nessuna amministrazione avrebbe iniziato l’opera se avesse saputo di dover spendere 2.000.000 di euro, ma che allo stato attuale l’opera, non può essere interrotta, e quindi va terminata, anche se dubita che potrà avere un grande utilizzo.

La consigliera Capuzzo condivide il fatto che a questo punto l’opera vada completata.
Il consiglio termina  praticamente qui, a parte le solite informazione del sindaco.

Due considerazioni.
La prima riguarda la pista ciclabile Gaiarine-Campomolino  in “mezzo ai vigneti”.
Il sindaco ha affermato che vi è l’obbligo, quando verranno effettuati i trattamenti con i pesticidi nei pressi della pista, di esporre il cartello previsto nel regolamento di polizia rurale.
Questo cartello, per chi non lo sapesse, dovrebbe servire e ad informare la popolazione sui prodotti utilizzati, su chi ha eseguito il trattamento e sulla durata del divieto di accesso, in modo che si possa, in caso di avvelenamento di qualcuno, risalire velocemente ai prodotti inalati e all’esecutore materiale del trattamento stesso, e anche mettere in guardia i passanti che quell’area è interdetta per un certo numero di ore, che vengono stabilite in base al pesticida utilizzato, normalmente 48 ore.
Per inciso il cartello previsto dal  Regolamento di Gaiarine non prevede l’indicazione dei  prodotti utiliCartellozzati. Vedi sotto.

Detto questo, invitiamo il sindaco a rileggersi quell’obbrobio  di Regolamento di Polizia Rurale che lui e la sua maggioranza hanno approvato il 28/12/2021, di leggerlo attentamente e di rileggersi anche le osservazioni presentate dall’Associazione Amica Terra.

Il comma 5 dell’art. 8 del Regolamento di Polizia Rurale approvato, prevede l’esposizione del cartello di cui sopra.
Questo articolo di cui riportiamo testualmente il titolo ” Art. 8 – Misure per la riduzione dell’uso o dei rischi derivanti dall’utilizzo dei prodotti fitosanitari nelle aree frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili”, come ogni umano in grado di leggere e di capire, si riferisce “alle aree frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili”.

Tutti voi penserete che una pista ciclabile è per sua natura un’area frequentata da “popolazione o da gruppi vulnerabili”. Penserete che sicuramente sono vulnerabili i bambini o ragazzi che con la loro bicicletta utilizzeranno la pista ciclabile per andare da Gaiarine alla Biblioteca_MG_3840 di Campomolino e viceversa, dato che potranno essere “irrorati” dai trattamenti che verranno eseguiti nei vigneti prospicienti la pista.
Vi direte: se non sono sensibili questi, chi?

E penserete che conseguentemente ci sarà l’obbligo di esposizione del cartello.
Ci dispiace contraddirvi, ma non è così.

Andiamo all’articolo 2 del Regolamento approvato.
Bene.

Il Paragrafo 1 avente come titolo Aree frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili” ad un certo punto contiene due commi che ci chiariscono le idee.
Li riportiamo testualmente:
” Si specifica non sono considerati aree frequentate dalla popolazione ne tanto meno siti sensibili le piste ciclabili insistenti in area agricola o extraurbana.

Laddove possibile si consiglia comunque di effettuare i trattamenti fitosanitari con atomizzatori a recupero”
Boom.
Quindi non vi è nessun obbligo di esporre il cartello in prossimitù delle piste ciclabili insistenti in area agricola, come invece è stato detto dal sindaco.
Ma c’è di più.
L’Associazione Amica TerLogo_AmicaTerrara aveva presentato in data 12 Aprile 2021, tramite PEC e entro i termini previsti, ben 45 osservazioni a quel/questo obbrobio di Regolamento di Polizia Rurale, facendo un grande e faticoso lavoro, suggerendo modifiche che avrebbero potuto migliorarlo.
Carta straccia.
Naturalmente l’Associazione non è mai stata contatta per discutere nel merito, né le osservazioni sono state prese in considerazioni.

Neppure l’osservazione 7, che testualmente riportiamo.
Inizio dell’osservazione:
OSSERVAZIONE N. 7
TITOLO II – DISPOSIZIONI PER L’UTILIZZO DI PRODOTTI FITOSANITARI
Art. 2 – Definizioni
Togliere i seguenti due commi:
Si specifica non sono considerati aree frequentate dalla popolazione ne tanto
meno siti sensibili le piste ciclabili insistenti in area agricola o extraurbana.
Laddove possibile si consiglia comunque di effettuare i trattamenti fitosanitari conatomizzatori a recupero.
Commento:
È chiaramente una contraddizione in termini: prima si dice che “le piste ciclabili insistenti in area agricola o extraurbana non sono da considerarsi aree frequentate dalla popolazione ne tanto meno siti sensibili”, però nel comma successivo si
consiglia nelle loro prossimità “i trattamenti fitosanitari con atomizzatori arecupero”.
Delle due l’una: o non sono luoghi sensibili e quindi non adotto nessuna precauzione o sono sensibili e adotto delle precauzioni.
Va notato che i due paragrafi in questione non sono presenti nel regolamento proposto dalla Regione Veneto”, e questo dimostra chiaramente che la loro
introduzione è avvenuta all’interno di questo gruppo di lavoro, che sui media si vanta di avere a cuore la salute dei cittadini, ma che sostanzialmente ha l’obbiettivo di liberare i soprattutto i viticoltori da possibili eventuali laccioli.
Basterebbero questi due paragrafi per capire e far luce sul vero obiettivo di questo regolamento, che non è quello di proteggere, che se ne dica, la salute dei cittadini, ma qualcun altro …
È sotto gli occhi di tutti l’incremento dell’attività fisica, tra l’altro consigliato dai medici proprio per avere una vita più sana, del camminare e del correre da parte di un sempre maggior numero di persone a tutte le ore del giorno, nelle nostre campagne, percorrendo le piste ciclopedonali “agresti”.
E questi poveri cittadini, che fanno questa attività fisica per migliorare la loro salute, potrebbero essere irrorati da pesticidi, dato che l’agricoltore non ha nessun obbligo di mantenere delle distanze da questi luoghi.
Fine dell’osservazione.

Osservazione-7I commi in questione naturalmente non sono stati tolti, quindi, e lo ripetiamo, non c’è assolutamente nessun obbligo di esposizione del cartello e neppure  di irrorare mantenendo una certa distanza dalla pista, perché le piste ciclabili non sono ritenute siti sensibili.
Come scritto nella osservazione perfino la Regione Veneto, il che é tutto dire, non ha previsto questa deroga per le piste ciclabili.
Siete d’accordo con noi che siamo di fronte ad una “assurdità”?
Assurdità
mossa  dalla paura di perdere consenso, fregandosene della salute dei cittadini, e da un evidente conflitto di interessi, dato che il responsabile dell’ambiente di questa amministrazone e promotore di questo obbrobio di regolamento è un rappresentante degli agricoltori e anche dei viticoltori.

La seconda considerazione riguarda la ristrutturazione del Cinema.
Nessuno sa, non essendoci mai stato un dibattito pubblico, un confronto con associazioni e società civile, come sarà ristrutturato il suo interno.
Il sindaco ha affermato che non sarà solo una sala, quindi si presume che sarà una sala che potrà svolgere più funzioni, anche se non sappiamo quali.

Orbene, avendo stanziato ormai un cifra considerevole, 2.000.000 di euro, non possiamo permetterci di avere una struttura che non sia super confortevole (acustica, sedute, servizi), super tecnologica (impianti video, suoni, luci, condizionamento).arquitectura-acustica-hildebrandt-653x463Dobbiamo riuscire ad avere un struttura all’avanguardia che dia piacere frequentare a prescindere dalle manifestazione che ospiterà e in questo senso ci conforta il fatto, come accennato dal sindaco, che si sia già prevista una insonorizzazione adeguata.
Quindi al contrario di quello che pensa il consigliere De Martin, ci permettiamo si suggerire, che se per raggiungere questo obbiettivo dovrà essere stanziata qualche altra decina di migliaia di euro, facciamolo.
Non rischiamo di buttare a mare 2.000.000 di euro per fare i “sparagnini” e avere una struttura non ospitale e non adeguata alle esigenze di oggi.
Facciamo in modo che le persone possano ritornare a frequentarla anche perché è accogliente, si sta comodi, si sente bene, si vede bene, ed è proprio un bel “stare”.

Alla prossima.

www.pdf24.org    Invia l'articolo in formato PDF   

Consiglio Comunale Giovedì 28 Dicembre 2023: Parliamone

Immagine

Siamo all’ultimo Consiglio Comunale del 2023 e anche all’ultimo bilancio di previsione – cioè come saranno spesi i soldi dei cittadini nel 2024- di questa amministrazione, dato che nel 2024 si andrà al voto.

Presenti e chiacchieroni qui.

Il consiglio si apre con un doveroso minuto di silenzio in onore di Vanessa Ballan, un’altra donna assassinata che entra nella tristissima e impressionante statistica del 2023: 118 donne uccise e di queste 96 in ambito familiare o affettivo.

Un’altra morte a poco più di un mese da quella di Giulia Cecchettin,

giulia-cecchettinche ha portato il Veneto ad una macabra ribalta nazionale. 

Sono ben otto le donne uccise nella nostra regione nell’anno appena trascorso e questo mette in evidenza come una delle regioni che si vanta di trainare il PIL nazionale abbia ancora molta strada da fare, invece, per sconfiggere il “patriarcato”, il maschilismo, e per conquistare una vera parità di genere.

D’altra parte, se si manifesta ostilità verso qualsiasi forma di diversità, se si riducono i diritti, e non si rende invece l’inclusione un obbiettivo di ogni azione politica, verrà meno il riconoscimento e l’apprezzamento delle differenze che permettono di rispettare e valorizzare ogni persona, e di superare i pregiudizi e le “vecchie culture” radicate nella società anche veneta, negando di fatto a tutti ed in particolare alle donne pari diritti ed opportunità.

In tutte le province del Veneto, dopo l’uccisione di Giulia, sono aumentate, in numero ragguardevole, le denunce delle donne.
Nella provincia di Padova c’è stato un aumento del 20%.
Ma anche la nostra di provincia, Treviso, sta facendo emergere,
codice rossofinalmente, quel sommerso che tenevamo sotto “al tappeto”: i codici rossi attivati sono passati da 35 nel periodo tra il 15 ottobre e il 15 novembre, a 50 tra il 15 novembre e il 15 dicembre.

Che dire . E’ evidente come molta strada sia ancora da fare e sicuramente, anche se i simboli hanno una loro forza intrinseca, non bastano due scarpe rosse, una sulle scale del municipio e una in sala consigliare (queste due abbiamo visto), per eliminare la violenza che volenti o nolenti è radicata ancora nelle nostre case, come non sono sufficienti le due serate informative sull’argomento tenutesi un mese fa nel comune e andate, purtroppo,  pressoché deserte (anche questo dovrebbe far riflettere).

E’ necessario un cambiamento sociale profondo che chiami in causa tutti: chi ci governa – tutte le istituzioni nazionali e locali -, tutti coloro che hanno compiti educativi a qualsiasi livello – siano essi interni od esterni all’ambito scolastico- e tutto il mondo del lavoro -operai, impiegati, dirigenti imprenditori-.

Ricordiamo che la “parità di genere” è il dei 17 obbiettivi contenuti nell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile“, redatta dall’ONU e sottoscritta da 193 Paesi (o Nazioni come si vorrebbe si dicesse oggi).

Agenda 2030Il raggiungimento di questi obbiettivi, che è determinante per salvare noi stessi e il nostro pianeta, è naturalmente compito anche delle amministrazioni locali.

Ma nel nostro comune e dalla nostra amministrazione non l’abbiamo mai sentita nominare, così come non abbiamo mai visto una tabella di comparazione che evidenzi in che modo i soldi stanziati (così arriviamo al bilancio di previsione) o spesi nel nostro comune, aiutino a ridurre il divario tra gli obbiettivi dell’Agenda 2030 e la vita reale.

Il obbiettivo, come detto, è la Parità di Genere ma il è “Sconfiggere la povertà” .

E qui si innesca la parte più interessante di questo consiglio.

Viene proposto dall’amministrazione il mantenimento per il 2024 delle stesse aliquote dell’addizionale Irpef e dell’Imu in vigore nel 2023.

Il consigliere De Martin, per l’addizionale Irpef, invita l’amministrazione comunale, visto anche   il depauperamento dei redditi dovuto all’inflazione, a dare un “segno” cercando di aiutare i più poveri e di “bussare” ai più ricchi.
Richiesta più che condivisibile, ma che formulata com
amici_al_bar_1_mede è stata formulata è sembrata più una chiacchierata tra “amici al bar” su cosa sia giusto fare e non fare, piuttosto che una proposta concreta in grado di costringere la maggioranza a “ragionare” o a “ripensare” e quindi ad esplicitare, tramite un voto, la sua visione “politica” nei confronti dei meno abbienti.
Doveva essere presentato un emendamento scritto che definisse in modo chiaro quali fossero secondo il De Martin le aliquote da rimodulare e/o chi eventualmente esentare dal pagamento, per rendere più equo e progressivo il prelievo nel senso da lui voluto.

Solo così si sarebbe obbligata la maggioranza a esprimersi e a mettere la propria “faccia” su una proposta che chiaramente andava incontro ai più poveri del comune.
Naturalme
15612 Dilemma Snte sappiamo tutti che i componenti di questa maggioranza essendo espressione di quei partiti politici che sono a favore della flat tax e che strizzano l’occhio agli evasori ritenendo le tasse “un pizzo di stato”, avrebbero comunque bocciato  l’emendamento ma almeno avrebbero dovuto palesare con una alzata di mano la loro insensibilità anche a concedere un minimo aiuto ai cittadini in sofferenza economica.
E invece, in queste quattro chiacchiere “tra amici al bar”, il sindaco se la cava dicendo semplicemente che la maggioranza aveva deciso così e buona notte suonatori.

Stessa storia per l’Imu. Qui il consigliere De Martin è un po’ più preciso e propone di abolire l’esenzione di 200 euro prevista per la prima casa se questa casa fosse accatastata come villa, e di aumentare di un minimo la tassazione sui capannoni.
Ma anche qui niente proposta scritta da sottoporre al voto, così tutto resta invariato e   passa la proposta della maggioranza.

Per il resto siamo nella piena consuetudine di tutti gli altri consigli in cui sia stato approvato il Bilancio di previsione.

L’assessora Fantuz fa l’elenco delle opere pubbliche, previste e alcune forse anche impossibili, del prossimo triennio, senza illustrare però le specifiche dei vari progetti, ma esponendo solo i relativi costi.
Le minoranze entrano in qualche piccolo dettaglio e allora ai pochi cittadini in sala rimane ben poco da capire.
Per esempio: quando si parla del “Restauro della casa del custode del Maglio” di Francenigo, per un importo di 650.000 euro, si intende un restauro della casa principale per farne una abitazione o per ampliare il museo e portarlo ad essere un museo etnografia-tag-cloudetnografico o un museo didattico che magari usi i nuovi mezzi digitali?
L’eventuale abitazione per il custode si può ricavare tranquillamente nell’annesso aderente alla casa o no?
Capire come intenda muoversi l’amministrazione non ci sembra cosa di poco conto.
Probabilmente quelli seduti dietro il tavolo semicircolare, leggi consiglieri, sanno già tutto, ma quei pochi che sono seduti davanti, leggi cittadini, avrebbero il diritto di capire qualcosa in più o no?

Stesso discorso vale per la consueta “sbrodolata” di cifre che l’assessora De Zan, ha dovuto leggere, su invito delle minoranze, che ad un certo punto si sono perfino stancate di ascoltarla chiedendole di interrompere la lettura.

Che senso ha presentare un bilancio di previsione in questo modo.
Ai cittadini e crediamo anche alle minoranze servirebbe conoscere le macro cifre: quanto si prevede di spendere in totale per il personale, quanto per i servizi, per l’illuminazione, per il gas, a quanto ammonta complessivamente la previsione di spesa per la gestione delle scuole, per la biblioteca, a che cifra ammonta la spesa prevista per ogni cittadino per sostenere i servizi a domanda individuale, quanto si prevede di introitare da tasse, e contributi, ecc.

15 o 20, facciamo pure 25, macro cifre, due/tre tabelle in croce che diano un sunto della previsione delle spese e delle entrate, magari rapportate con le previsioni dell’anno prima, tabelle che si possano però leggere sullo schermo, non come le slide proiettate dal sindaco illeggibili stando dalla parte del pubblico.
Non sarebbe meglio per tutti? Anche per le minoranze?

Bilancio approvato e si va velocemente alla fine del consiglio, anche perché il segretario se ne deve andare.

Fine. E come sempre si passa alle solite comunicazioni del sindaco.

Viene presentato, era presente in sala, il Sindaco del Consiglio Comunale dei Ragazzi, Vengono letti i nomi degli studenti consiglieri, degli assessori con le loro aree di competenza.

Consideriamo il Consiglio Comunale dei Rragazzi sicuramente una iniziativa pregevole, portata avanti dall’Istituto Comprensivo in collaborazione con l’Amministrazione comunale, che avvicina e sprona i ragazzi a diventare cittadinanza attiva, a porre attenzione non solo alle problematiche della scuola ma anche al contesto in cui vivono; però notiamo, stupiti, che tra le aree assegnate alle competenze dei ragazzi-assessori non vi è l’ambiente.

Logo-della-lista-“l’Ambiente-noi-aiutiamo,-dateci-una-mano”Non lo diciamo con senso polemico, perché sappiamo che la scuola oggi, oltre ad essere criticata molto spesso ingiustamente e a sproposito, é anche oberata da mille incombenze, ma come stimolo, perché è fuor di dubbio che la tutela degli ecosistemi e della biodiversità, la lotta all’inquinamento, la transizione ecologica e anche la resilienza necessaria per adattarsi ai cambiamenti climatici, sono tutti argomenti che, oltre noi, investono e investiranno le generazione future, quindi anche i nostri ragazzi, siano esse assessori o no.

Da adulti quali siamo e anche purtroppo da responsabili della situazione ambientale attuale, non possiamo non incentivarli a guardare al territorio, all’ambiente in cui vivono ed incoraggiarli a fare proposte e/o richieste che aiutino a salvaguardarlo, perché saranno loro, domani,  che dovranno trovare le strategie e prendere le decisioni giuste per assolvere all’arduo compito di salvare il martoriato pianeta che riceveranno in eredità.

Sarebbe meglio aiutarli.

Buon anno a tutti.

www.pdf24.org    Invia l'articolo in formato PDF   

Consiglio comunale Giovedì 27 Luglio 2023: Parliamone

Immagine

VacanzeConsiglio comunale pre-estivo, poi tutti in vacanza.
Forse, non proprio tutti.

Ed è per questi consiglieri anche l’ultima estate di “fatica” dato che a maggio/giugno del prossimo anno si voterà, e parecchi di questi saranno liberati dall’onere, si fa per dire, di occuparsi della cosa pubblica.
Siamo, infatti, in piena fase di “dismissione“.
Le due minoranze non hanno un guizzo. Non danno segno di vita.
Su di loro passano le decisioni dellamministrazione senza colpo ferire.
La maggioranza, d’altra parte, tenta di portare a casa, prima della fine della legislatura,  qualche opera pubblica che servirà forse per la prossima campagna elettorale.
Poi, che queste opere siano fatte bene oppure male come la pista ciclo pedonale di Calderano per l’accesso alle scuole medie e quella tra Gaiarine-Albina addirittura “immersa” nei vigneti, poco importa.

Presenti qui.
Pieno e VuotoSala piena di vuoti. Quattro/cinque persone.
Unica consolazione la presenza di due giovani (vent’anni o giù/su di lì). Speranze per il futuro?

 

 

Dopo l’approvazione dei verbali della seduta precedente, si passa ad approvare la convenzione per la Stazione Unica Appaltante, leggi provincia di Treviso.
Si rinnova ad un ufficio della provincia l’incarico di “confezionare” i bandi di gara del Comune.
gare-d-appaltoPassaggio, questo, quasi obbligato in quanto all’interno dei comuni, non solo il nostro, per vari motivi come scarsezza di personale, complessità delle norme, ecc., non si è sempre in grado di stendere i bandi di gara.
E così le province che dovevano “sparire” continuano ad rimpinzarsi di compiti e gestioni, ma non sono più un centro di smistamento di poltrone, tant’è che da destra spira un venticello, alimentato soprattutto dalla Lega, per ripristinarle in toto. Allora si: “a voia poltrone”.

I tre punti successivi presentati dall’assessore De Zan, sono atti che per legge dovevano essere fatti entro Luglio e legati al bilancio 2023.
Equilibri e assestamenti oltre alla presentazione del D.U.P. (documento unico di programmazione 2024-2026).
La De Zan elenca la solita “immensa”lista variazione di bilancio, che sposta da un capitolo all’altro soldi per assestare i conti e così ridistribuire le maggiori entrate rilevate (accertamenti IMU, contributi vari, ecc.) a copertura delle maggiori spese effettuate.
Si toccano una infinità di capitoli che elencarli tutti diventerebbe quasi impossibile.
In ogni caso i conti tornano, e questo lo sottoscrive, con la sua relazione, il revisore.
Qualche solita domandina delle minoranze e poi si vota.

L‘assessore Gava illustra l’ultimo punto riguardante la Convenzione con il canile di Pieve di Soligo per la custodia dei cani randagi che vengono catturati nel nostro territorio.
Dopo la domanda del consigliere Lazzaro
«... i cani catturati vengono abbattuti o viene avviata una ricerca per trovare loro sistemazione in qualche famiglia?… » … e la risposta dell’assessore Gava«… non vengono abbattuti ma si cerca di trovare loro una sistemazione …»..., la convenzione viene approvata all’unanimità.

Solo per inciso.
E’ con la legge del 1991 che gli animali randagi non possono essere più abbattuti,
salvo per eutanasia in presenza di malattie incurabili o di grave e comprovata pericolosità; prima di questa legge si potevano abbattere dopo tre giorni dalla loro cattura.
Una legge di civiltà tra le più avanzate al mondo.
Per una volta siamo quasi i primi dal punto di vista legislativo, ma non primi nel rispetto degli animali, dei quali prima ci riempiamo le case, e poi, soprattutto d’estate per andare in vacanza tranquilli, li abbondiamo lasciandoli al loro destino.
Sono
circa 50 mila i cani e 80 mila i gatti che vengono ab
bandonati ogni anno, e di questi circa 80% muore, soprattutto per incidenti stradali, ma anche per maltrattamenti e denutrizione.

abbandoni-cani

 

 

 

Che popolo siamo?

 

 

 

Consiglio finito, ma ci attendono le solite comunicazioni del sindaco.

Inizia con il manifestare la sua vicinanza alle famiglie e ai cittadini che hanno subito danni a causa degli eventi atmosferici di lunedì 24 e martedì 25  luglio.

Fa presente i moltissimi interventi fatti dal Vigili del Fuoco sulle case con i tetti distrutti dalla grandine, ringrazia la Protezione Civile per il pronto supporto dato e il lavoro svolto, e tutti gli altri volontari che si sono adoperati soprattutto per preparare i sacchetti di sabbia necessari per fermare i teli posti sui tetti delle abitazioni.

Fa presente che sono state oltre 120 le richieste di intervento, e che tutti stanno facendo il massimo per intervenire in aiuto dei cittadini e quindi per mettere in sicurezza le loro abitazioni.
Comunica che il comune ha richiesto la Calamità Naturale, e che è stato predisposto un modulo, scaricabile dal sito internet comunale, con il quale i cittadini potranno informare il comune dei danni subiti.
Bene. Tutto bene.
Sicuramente, in questo stato di emergenza, di più non si poteva fare.

Sicuramente si è fatto il massimo.
Ma.
Ma quello che ci fa specie è che il sindaco non abbia fatto nessun accenno aicambiamenti climaticiin corso.
Come se quanto avvenuto sia da considerarsi un evento come tanti altri, una disgrazia che non succederà più.
grandineTre grandinate di fila, nell’arco di 24 ore, non si erano mai viste, né ricordate da nessun cittadino del comune.
Se poi parliamo della dimensione della grandine e dell’intensità: cose mai viste.
Ma si, è tutto normale.
“D’inverno ha sempre fatto freddo (magari ora un po’ meno di prima), d’estate ha sempre fatto caldo (magari ora un po’ di più prima),
D’altra parte la campagna “negazionista” sui cambiamenti climatici intensificata con questo governo di destra, e portata avanti dai media che lo sostengono è sotto gli occhi di tutti.
Si negano gli studi oramai trentennali che mettono in evidenza, senza ombra di dubbio, come l’azione antropica dell’uomo sia la causa della repentina variazione del clima e dei sempre più frequenti fenomeni atmosferici estremi.
E questa amministrazione da che parte sta?
Sicuramente negazionista, se dovessimo valutarla per quanto fatto per l’ambiente, per come ha gestito il territorio del comune, per la perdita di massa arborea avvenuta in questi quattro anni a causa delle sistemazioni agrarie per far spazio alla coltivazione intensiva della vite e non solo.

E’ ora di cambiare e di mettere al centro dell’azione amministrativa l’ambiente in tutti i suoi aspetti, e preparare i cittadini ad essere resilienti ai fenomeni atmosferici sempre più estremi che si ripeteranno.
E le minoranze da che parte stanno?
Non una interrogazione urgente a risposta immediata su questi eventi atmosferici per portare in DJI_0199_wconsiglio rendendo pubblico il dramma di tanti concittadini (soprattutto quelli di Francenigo)  e  valutare insieme alla maggioranza le cose fare.
Non una parola sui cambiamenti climatici.

Un silenzio assordante che non necessita di commenti.
Si, siamo proprio alla “dismissione”.

Durata del consiglio 45 minuti e tutti in vacanza.
Forse, non proprio tutti.
Quelli con le case mezze distrutte forse no.

 

 

www.pdf24.org    Invia l'articolo in formato PDF   

Consiglio comunale mercoledì 21Giugno 2023: Parliamone

Immagine

Un consiglio breve (qui i consiglieri presenti) ma con argomenti importanti.
La fa da padrone “il sociale“.SocialeC’è infatti all’ordine del giorno (punto 2) una convenzione, presentata dall’assessore Gava, con il Comune di Codognè (data di scadenza dicembre 2025), per unire le forze dei due comuni e potenziare così il Servizio di Assistenza Domiciliare e altri Servizi alla Persona, in quanto le richieste da parte dei cittadini sono in netto aumento.
Come viene esplicitato e chiarito, anche su sollecitazione delle minoranze, sono a disposizione dei fondi del ministero per incrementare questi tipi di servizi che risultano deficitari in tutto il paese o per meglio dire, come va di moda adesso, in tutta la “nazione”, soprattutto a causa del Covid19.
Difatti solo nel nostro comune, così informa il sindaco, si è passati da 166 casi di “richieste di aiuto” del 2019 (pre pandemia), ai 286 casi del 2022 (post pandemia).

Dato che i servizi erogati sono molteplici ed ognuno di questi indica un grado di difficoltà delle persone o delle famiglie, ci piacerebbe conoscere la suddivisione esatta per fasce di età e per tipologia di servizio richiesto ed erogato a questi 286 cittadini.
Perché siamo così curiosi?
Perché i dati non sono “politici” e darebbero un qu5percento-offadro esatto e trasparente della situazione nel nostro comune di quel quasi 5% di cittadini (non sono pochi, anzi) che hanno nel 2022 avuto bisogno di aiuto.
Potremo fare luce e capire meglio quale siano le loro difficoltà e se queste siano legate solo all’età o ad altre situazioni sociali critiche.
Ma questa suddivisione non c’è, oppure non è resa pubblica.

Al punto 3 dell’ordine del giorno c’è l’approvazione di un’altra convenzione, sempre presentata dall’assessore Gava, “gestione associata delle misure comunitarie, nazionali e regionali per l’inclusione sociale” che coinvolge il 28 comuni del nostro distretto dell’USLL2 .
Così faranno tutti i comuni del Veneto convenzionandosi tra di loro secondo i distretti delle USLL di appartenenza.
Il Comune di Gaiarine farà parte dell’ ATS VEN_07, che sarà diviso in tre sotto ambiti, ognuno dei quali avrà un comune capofila: per Gaiarine sarà Conegliano.
Come emerge dalla discussione gli ATS (Ambiti Territoriali Sociali) non sono altro che agglomerati di comuni creati per canalizzare i vari fondi europei, nazionali e regionali e poterli poi calare sul territorio in modo controllato. Su come verranno ripartiti, domanda del consigliere Lazzaro, la risposta dell’assessore Gavaper numero di abitanti“, viene corretta dal consigliere De Martin, il quale fa notare, che dalla convenzione questo non traspare, e che l’erogazione ai vari comuni sembra essere legata a specifici progetti.
Questo, oltre a far comprendere come queste convenzioni siano calate dall’alto ed obbligatorie pena la perdita dei possibili finanziamenti, tant’è che non vengono forse neppure lette e se lette non analizzate nel dettaglio, fa si che tutte due le minoranze avanzino dubbi sulla capacità progettuale del comune di Gaiarine e la conseguente preoccupazione che a farla da padrone, accaparrandosi la maggioranza dei finanziamenti, sarà il comune di Conegliano.

Naturalmente ci sono le rassicurDavveroazioni dell’assessore Gava, che spiega che sarà il comitato dei sindaci a decidere, e anche quelle del sindaco.
Ma le perplessità rimangono.

 

 

Per quanto riguarda il piano acustico (punto 4), nessuno ha presentato osservazioni e quindi si va verso l’approvazione.
C’è da chiedersi quale pubblicità sia stata fatta per l’adozione di questo “Piano”, oltre alla pubblicazione all’albo pretorio (obbligatoria per legge), e conseguentemente quanti cittadini ne siano stati a conoscenza.
Per avere una risposta sarebbe interessante fare un sondaggio e forse si scoprirebbe amaramente che neppure tutti i consiglieri di maggioranza erano a conoscenza o ne conoscevano il contenuto.
Ora che il piano viene approvato e diventa “legge” comunale, le minoranze giustamente chiedono al sindaco in che modo i cittadini verranno resi edotti delle norme in esso contenute.
Tralasciando i voli pindarici del segretario sul sito web del comune, il sindaco dice che si farà come per il Regolamento Comunale di polizia Rurale, si presenteranno i punti salienti.
A posto siamo.
Da quanto ci risulta, il Regolamento di Polizia Rurale non è mai stato né letto in consiglio comunale quando fu approvato né presentato alla popolazione, salvo una mini, ma mini, presentazione fatta dal referente per l’ambiente Faccin alla fine delle riunione tenutasi il 4 maggio nella sala consigliare e che riguardava, preoccupati per il prosieguo della siccità, l’ordinanza del sindaco per il risparmio dell’acqua.
Quattro notiziole del tutto inefficaci in un contesto del genere, e che alla fine si chiudeva con il solito richiamo “al buon senso” .Buon-sensoLo diciamo chiaro e forte di nuovo: il Regolamento di Polizia Rurale per quanto riguarda isoprattutto la sezione che si occupa dei pesticidi in agricoltura ed in particolare in viticoltura è un regolamento farsa.
Non tutela minimamente alcun cittadino ingarbugliando distanze, attrezzature, prodotti in modo che nessuno possa capire e quindi rispettare le norme contenute, e difatti nessuno le rispetta.
Permette la piantumazioni di nuovi vigneti ad una distanza di 5 metri da abitazioni esistenti.
Non tutela il territorio permettendo qualsiasi sistemazione agraria comprese distruzioni di siepi, fasce boscate, ecc.
In poche parole la viticoltura intensiva imperversa fregandosene dei cittadini che viticoltori non sono, e dell’ambiente.
Nella “narrazione“, anche questa è una parola che va ora molto di moda, dell’amministrazione che viene fatta attraverso le comunicazioni del sindaco alla fine di ogni consiglio comunale, i social, gli avvenimenti sportivi, le varie iniziative “festaiole”, sembriamo il comune di “bengodi”, tutto va a gonfie vele.
Ma sempre a proposito di pesticidi non vengono, per esempio, raccontate le lamentele fatte da vari cittadini che si trovano con i vigneti, addirittura anche nuovi, di fronte alla porta di casa, e quali siano le parole spese dall’amministrazione per giustificare una tale situazione.

GaiarineE attenzione. Sembra che una azienda vitivinicola, che va adesso per la maggiore, stia per acquistare o abbia già acquistato tutti i terreni all’entraPesticidi_Ilata di Gaiarine, provenendo da Francenigo.

Se fosse così, Gaiarine si troverebbe circondata da una distesa di vigneti, e immersa in una industria chimica estiva a cielo aperto.
E non pensate che di fronte a questa corsa alla vite l’amministrazione comunale non possa fare nulla, no può fare e fare molto.
Può obbligare, per esempio, con regolamenti adeguati a mantenere le siepi esistenti o a piantumarne di nuove, a dedicare una percentuale minima della proprietà a bosco, ad incentivare il biologico; può definire in modo serio le distanze da mantenere per poter fare i trattamenti rispettando la “vita di tutti”, può far diventare i viticoltori consapevoli dell’impatto che la loro attività ha su se stessi e sulla salute dei compaesani e sulla biodiversità.
In altre parole può rendere il nostro comune più salubre.

Ma per far questo non bisogna essere in conflitto di interessi.

Si passa all’Ex Cinema (punti 5 e 6) con la modifica del Piano Triennale delle opere pubbliche  e una Variazione di Bilancio, il tutto propedeutico alla richiesta di un muto di 550.000 euro per poter continuarne la ristrutturazione, un mutuo che potrebbe essere avviato all’inizio del 2024, con tassi che, nella situazione economica che si prospetta, potrebbero diventare altissimi.
Tant’è che nella discussione che segue tutti si dimostrano preoccupati del possibile ulteriore innalzamento del costo del denaro, arrivando a parlare dell’inflazione e perfino della Lagarde.,
Viene in ogni caso chiarito, che l’approvazione della richiesta del mutuo, è un mettere le mani avanti: i soldi servono ma forse, se arriverà un contributo, del mutuo si potrà fare a meno.

Intanto il costo della ristrutturazione dell’ Ex Cinema è schizzata  a 1.700.000 euro (compreso l’ipotetico  mutuo) e forse non è finita qui, d’altra parte la ristrutturazione era nel programma elettorale di questa amministrazione, e giusta o sbagliata che fosse (ci sono opinioni diverse), essendo stati votati è corretto che la portino a termine.
Fin qui non ci piove.
Il problema potrebbe verificarsi dopo, ad opera ultimata, se questa “struttura”  non venisse utilizzata al pieno delle potenzialità, allora si qualcuno dovrà render conto di aver speso quasi due milioni di euro per una “cattedrale nel deserto”.
Speriamo davvero che questo non si avveri.

Ambiente-e-SaluteP.S. Sembra, chi sa  se è vero,  che la parola “ambiente” in questo consiglio comunale non sia mai stata pronunciata.

 

 

 

www.pdf24.org    Invia l'articolo in formato PDF   

Consiglio Comunale mercoledì 26 aprile 2023: Ragioniamoci sopra

Immagine

I presenti e i parlanti di questo consiglio li potete trovare qui, ad ascoltarli solo sette/otto persone, d’altra parte c’era all’ordine del giorno un unico argomento importante “il rendiconto della gestione del 2022“, un “argomentino” che purtroppo non interessa nessuno, tant’è che conoscere come sono stati spesi i nostri soldi, cosa sia riuscita a fare l’amministrazione lo scorso anno e cosa farà nel prossimo, sono argomenti così “insignificanti” che purtroppo non trovano interesse, tanto, quando si andrà a votare, tra un anno, non si voterà in base agli obbiettivi attuati del programma elettorale, ma guardando al colore politico delle liste e agli “intrallazzi politici” che riusciranno a mettere in atto i soliti mestatori che ricompariranno qualche mese prima delle elezioni, lanciando le loro reti e dando mille garanzie di continuità.

Aldilà delle cifre dell’avanzo di amministrazione, circa 400mila euro, di cui, tolti circa 250mila per accantonamenti vari, ne rimangono disponibili solo circa 145mila per finanziare opere programmate, ne esce una amministrazione assolutamente ferma, con le opere pubbliche, giuste o sbagliate che siano, che non partono, a parte, sembra,  la sistemazione sismica della scuola elementare di Francenigo, e probabilmente non partiranno salvo una “forzata frenesia” pre elettorale negli ultimi mesi di legislatura, e questo per una serie di motivi che vanno dall’innalzamento dei costi delle opere stesse e quindi la necessità di rivedere al rialzo gli appalti, dal fatto che alcuni contributi statali fanno fatica ad arrivare, e quindi difficilmente si innalzeranno “gru pubbliche” quale sbandieramento dell’efficacia della azione amministrativa, ma nel frattempo si innalzano quelle private, dando la sensazione di un comune in “movimento”, ma in contemporanea si muovono anche le nostre campagne dove è in atto una distruzione di habitat naturali e conseguente riduzione di biodiversità per far posto alla monocultura della vite, senza sollecitare perlomeno la transizione alla coltivazione biologia, ma invece permettendo, con regolamenti farsa, la piantumazione di nuovi vigneti Foto_1

Foro_22

persino in centro abitato in prossimità di case facendole diventare di fatto oltre che invivibili anche invendibili, rendendo succubi cittadini e territorio alla legge del “prosecco” e dei soldi che questa “bolla” porta con se fregandosene delle conseguenze nefaste sulla salute degliumani” e degli altri esseri viventi.

Illustra le cifre di questo rendiconto l’Assessore al Bilancio De Zan, rispondendo alle minoranze che pongono domande e chiedono chiarimenti, aiutata anche dal sindaco, che ad un certo punto ammette - «… non per accampare scuse …» - come la sua amministrazione non sia stata particolarmente fortunata avendo subito prima due anni di Covid e poi l’incremento dei prezzi anche del 40% delle opere pubbliche e ecco quindi i rallentamenti; vero, ma un buon amministratore rendendosi conto delle difficoltà e delle contingenze avrebbe dovuto strada facendo essere in grado di cambiare strategia, e obbiettivi, riprendendo quelli dichiarati a suo tempo, magari solo come spot e poi abbandonati in qualche cassetto, tipo il famoso,  si fa per dire, Paesc – Pb9c7ffd4-3764-474f-b26d-43a5c885436ciano d’Azione per l’Energia Sostenibile e Clima-, in questo ambito si poteva sollecitare, accompagnare, investire nella transizione ecologica del comune, con idee e forse pochi soldi, ma l‘ambiente resta l’ultima priorità di questi amministratori, anzi è talmente nelle “loro corde” che pensano che basti imbastire “una giornata ecologica” – raccolta rifiuti – all’anno per pulirsi la coscienza.

Arriva una domanda del consigliere De Martin al segretario, domanda che suona pressappoco cosi «… con un bilancio in positivo, conto economico in negativo e patrimonio in crescita … la cosa suonerebbe strana in una azienda privata invece qui sembra tutto normale …», il segretario gli risponde con un lungo intervento parlando di beni demaniali, di beni patrimoniali, di servizi, di PNRR, di conto economico, di nuove leggi contabili che arriveranno il prossimo anno, ecc.., in poche parole una lezione di “cultura amministrativa” che riassunta voleva dire e lo ha anche detto, ma con molto  savoir-faire, una cosa evidente: un comune non è una azienda privata.

Sempre il consigliere De Martin chiede lumi sulla situazione medici di famiglia e sulla sanità pubblica, dando al sindaco la possibilità di ribadire l’impegno suo e dell’assessore Gava nel sollecitare quindicinalmente, nelle riunioni della Conferenza dei Sindaci, soluzioni per aumentare il numero di medici a disposizione dei cittadini del comune, ma anche di ammettere che,a fronte delle sollecitazioni fatte, ottiene sempre la medesima risposta e cioè l’impossibilità da parte della nostra USLL  di risolvere il problema prima del 2024, e lo dice con scetticismo non credendoci neppure lui, ma anche quasi giustificando Benazzi .. il gran campo dell’USLL, per la situazione che si è venuta a creare nel sevizio disastrato della medicina territoriale e non solo, non dice, però,  che la situazione attuale è frutto di scelte politiche regionali di destra, ormai pluridLa-rocca-del-paradisoaecennali, frutto della stessa parte politica a cui fa riferimento l’attuale Amministrazione Comunale di Gaiarine, e che purtroppo ora trovano ancora più spazio a livello nazionale, politiche che hanno come scopo la privatizzazione della Sanità Pubblica: finiremo tutti, non proprio tutti ma solo chi potrà permetterselo, in mano alle compagnie di assicurazione e ai privati, alla faccia della tanto oggi venerata “veneta” Tina Anselmi, colei che come ministro istituì il Servizio Sanitario Nazionale, una eccellenza, questa si, della “nazione”.

E questo disegno di “privatizzazione” è ormai talmente evidente, anche se non viene dichiarato ufficialmente, che si lascia il cittadino bisognoso di un esame urgente in balia delle bfasciaturaurocrazie del CUP, magari trattenendolo con musichette varie, per poi proporgli – fatti di questi giorni – per una colonscopia come data il 15 novembre, mentre pagando il 18 maggio con un costo di 452 euro, e meraviglia delle meraviglie alla fine del consiglio il sindaco nel esplicitare i risultati di “Passi d’Argento“, un indagine sulla salute degli anziani nella provincia di Treviso, tra gli altri dati ci dice che il 17% degli anziani nella nostra Provincia ha rinunciato ad una prestazione medica per mancanza di denaro, lo dice per la verità con un po’ di amarezza, anche perché questi dati sono davvero allarmanti, ma non riesce a fare quel salto mentale e di qualità che gli permetterebchomsky-sanitabe di associare all’operato delle legislature di Galan (Forza Italia) e Zaia (Lega), questa situazione della sanità veneta che è e sarà sempre più una sanità per “ricchi”, alla faccia dei poveri anziani che vengono anche disturbati con indagini varie dalle quali però soluzioni concrete ai loro problemi non arrivano, anzi.

Si parla di denatalità, siamo ora a meno di 6000 abitanti, di immigrati (necessari), di case sfitte (inesistenti secondo il sindaco), di diffidenza ad affittare, di come rendere attrattivo il comune, di disagio giovanile (droga), problema sollevato dalla consigliera Capuzzo, e dei conseguenti problemi di sicurezza che questo comporta chiedendo maggior presenza delle forze dell’ordine almeno nei luoghi “sensibili”, e meraviglia delle meraviglie, siamo costretti a ripeterci, si scopre che il tanto sbandierato Controllo di Vicinato, evoluzione tecnologica delle Ronde Padane, vecchio cavallo di battaglia della Lega e miseramente fallite anche perché contro legge, sta diventando, da strumecontrollo_vicinato_42432nto che doveva garantire maggior sicurezza, addirittura un ostacolo in quanto parole testuali del sindaco «… chiamano noi quando succede qualcosa e nello specifico chiamano noi il giorno dopo …».

E allora ritenendo, senza togliere la libertà a singoli cittadini di aggregarsi nelle forme che ritengono più opportune, che non è assolutamente utile su temi come la sicurezza, introdurre, tra i fatti criminosi o presunti tali e le forze dell’ordine strati di gestione, demandandoli a forme di volontariato – i volontari sono volontari giustamente quando possono o vogliono -, suggeriamo all’Amministrazione Comunale di riavviare nel comune una presenza assidua della polizia municipale, di richiedere anche un maggior controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine – carabinieri-, di consigliare i cittadini a lasciar perdere la “chat” di turno e in caso sia di reale o presunta necessità di rivolgersi direttamente alle forze dell’ordine preposte, senza creare interferenze e perdite di tempo

Per il resto alla prossima.

P.S. Leggete il libro di Tina AnselmiLa rocca del paradiso ed. Sirente, ma soprattutto fatelo leggere ai Vostri figli.

 

 

www.pdf24.org    Invia l'articolo in formato PDF