Consiglio comunale mercoledì 27 aprile 2022: Parliamone

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Anche questo un consiglio breve, durato circa un’ora.
Sempre meno interesse da parte dei cittadini del comune: due
2016327213519_locandina_distanze solo i presenti.
C’è davvero da chiedersi quale sia ormai la “distanza” tra i cittadini e chi li rappresenta.
Siamo impotenti o disinteressati?
I presenti qui

Gli argomenti principali della serata sono l’approvazione del consuntivo 2021 e la conseguente variazione del bilancio di previsione del 2022.
La chiusura del bilancio dello scorso anno, il consuntivo 2021, porta un avanzo di amministrazione di circa 617 mila euro, dei quali solo circa 252 mila euro a disposizione, cioè “spendibili”, perché gli altri sono vincolati per varie ragioni.
Come i 150 mila euro accantonati per un possibile e prevedibile aumento del costo dell’energia (illuminazione e riscaldamento) nel 2022.

Per i due punti in questione vi è la solita “sbrodolata” di cifre della De Zan (assessore al bilancio), che si faticano a sentire perché non fa uso del microfono (per quale motivo non è dato sapersi) e perchè la sua voce sicuramente non é “baritonale”.

Ma va beh, tanto erano solo due gli spettatori, e poi vuoi che ci siano dei cittadini interessati a capire come vengono spesi i soldi?
I consiglieri di minoranza De Martin e Lazzaro, che avevano già potuto “sviscerare” nella riunione di capigruppo alcune questioni, comunque pongono una serie di domande e richieste di precisazioni.
E allora si è capito che abbiamo avuto un maggior introito di circa 270 mila euro nel 2021 di IMU dovuti ad accertamenti tasse casa“importanti”, che tutti gli appalti devono, a causa dell’aumento dei prezzi in atto, essere rinegoziati, che solo nel 2024 avremo dei mutui in scadenza, e che solo se scadrà un mutuo il comune ne potrà aprire un altro; per cui per i prossimi due anni “nisba” mutui e forse è meglio così.

E poi, a fronte di una domanda del consigliere De Martin, si parla di illuminazione pubblica; del nuovo contratto che dovrebbe essere firmato il giorno seguente, così dice il sindaco, e che prevede la sostituzione delle lampade attuali con quelle a led.

Prendakinator_defie la parola, il segretario, che in questo frangente non può che essere soprannominato il “genio della lampada”, il quale si incammina su un pendio particolarmente scivoloso ….

Fa, in prima battuta, naturalmente e giustamente, l’elogio economico delle lampade a led rispetto a quelle a vapori di sodio (si può risparmiare, in casi fortunati, fino al 40/50% di energia elettrica e quindi ridurre effettivamente l’emissione di CO2 in atmosfera) ma afferma che l’impianto di illuminazione pubblica a led deve rimanere accesso per tutta la notte.
Si leva una “vocina” di uno dei due cittadini presenti: « ma scherziamo … e l’inquinamento luminoso? » .

Risponde il segretario ... « i led non inquinano  » … e poi   « … c’è l’obbligo di illuminare le strade e gli incroci … » « … se ho un incidente in un incrocio non illuminato faccio causa al comune (frase desolante nelle sue molteplici sfaccettature) … »

Anche il consigliere Bubbaco afferma che i led non inquinano.
Interviene anche il sindaco affermando che è il codice della strada che obbliga ad illuminare le strade.

Mamma mia.

Ma andiamo per ordine.
Intanto, forse tutti sanno anzi no, che la durata di una lampadina di qualsiasi specie è in funzione delle ore di utilizzo, e va da se che più ore la tengo accesa prima avrò il suo decadimento luminoso, e conseguentemente prima la dovrò sostituire, aumentando i costi di manutenzione che andranno, è ovvio, in parte a diminuire i vantaggi economici di cui sopra.
Poi.

Per inquinamento luminoso si intende la dispersione del flusso luminoso verso l’alto.
La tecnologia led
permette di indirizzare meglio il flusso luminoso verso il basso e questo permette una riduzione dell’inquinamento, ma si sa anche che, soprattutto in ambito urbano, gran parte del flusso luminoso verso l’alto è dovuto alla riflessione del manto stradale e delle altre superfici investite dalla luce.

Quindi l’inquinamento luminoso c’è con qualsiasi fonte di luce, quindi anche con i led, anche se in minor misura, e ci verrebbe da dire anche con un candela.
Il punto è la quantificazione dell’inquinamento luminoso notturno: dispersione verso l’alto e per quante ore.
Se i led mi permettono di indirizzare meglio la luce ma qucorso-importanza-avifauna-1024x538ella luce la tengo accesa tutta la notte anche nelle ore a cui non serve a nessuno, avrò per più ore la dispersione verso l‘alto, provocando danni maggiori all’avifauna.
Anche se sappiamo che qualcuno si metterà a ridere (ma il riso abbonda sulla bocca degli stolti), i danni provocati dall’inquinamento luminoso sono danni a livello sistemico sul mondo naturale (studio dell’università di Exeter GB, pubblicato su Nature Ecology and Evolution )
impatti negativi sulla fauna selvatica, ma anche sulla flora.
Impatti che spaziano dall’interferenza con i livelli ormonali degli animali alle modificazioni dei loro cicli riproduttivi, dai cambiamenti delle loro attività quotidiane fino alla vulnerabilità ai predatori.” ecc.

Punto.
Ma c’è di più.
SuccInquinamento-luminoso-in-Europa-1080x675ede che, poichè con i led si risparmia energia elettrica, si illumina per più ore (tanto costa poco) e cosi ci sono studi a livello mondiale che dimostrano che dall’introduzione dell’illuminazione a led, pur di per se meno inquinante, l’inquinamento luminoso a livello globale è aumentato.

Dall’altra parte se ci si nutre solo della propaganda tecnologica e non si ragiona, i risultati non possono che essere questi.

Nel codice della strada, salvo essere smentiti (lo potete leggere qui), non è indicato nessun obbligo di illuminare alcunché.
Esistono invece, non nel codice della strada, una serie di norme  (UNI, ecc.) a cui, se ci decide di illuminare una strada, l’estensore del progetto illuminotecnico deve per forza attenersi.
Ripunto.

Dopo un batti e ribatti, un po’ di “buona  luce” viene dal consigliere Lazzaro che, utilizzando semplicemente la logica, afferma che tutte le fonti luminose inquinano: chi più chi meno.
Niente propaganda, ma uso delle meningi.

Grazie.

Si va al completamento dell’ordine del giorno con l’approvazione della variante per la pista ciclabile a Calderano, approvata all’unanimità, anche se ancora il consigliere Lazzaro fa presente che non è la migliore soluzione quella voluta, ma forse l’unica praticabile.
E va bene, però ” chi cerca trova”.

Si passa alle solite comunicazioni del sindaco, che ormai sono una abitudini anche se non previste nell’ordine del giorno.

Covid casi in aumento.

Uffici pubblici: finito lo stato di emergenza, pseuda apertura al pubblico , perché comunque, a parte mezza giornata, bisognerà prendere appuntamento per parlare “con i nostri dipendenti”.
La casa comunale, passate le emergenze, dovrebbe ritornare, forse non lo è mai stata, ma sarebbe ora che lo fosse, una casa “trasparente”, una casa “accogliente” dove non dovrei aver bisogno di bussare giorni prima per essere ricevuto.

Ma aldilà della propaganda tecnologica e della iettatura del sempre connessi, ogni571b33beb0_1951773_med dipendente è stato “dotato” di cellulare e così invece di “avvicinarsi”, di “vedersi” ci si allontana sempre di più, e si allontanano pure i cittadini dalle istituzioni.

 

Ah la tecnologia.

Adesso anche per avere i farmaci.

 

Dopo due anni di pazienti tenuti al freddo, alla pioggia, al sole in quel di Rovecallcenterrbasso, dopo due anni di telefonate senza risposta, una nostra conoscente ha telefonato in una settimana 52 volte prima di ottenere un “pronto”, adesso si inventano “l’app”, che risolverà tutti i problemi.

A parte le difficoltà oggettive nelle quali molti anziani si troveranno, se tecnologia deve essere sia almeno intelligente.
Siamo tutti dotati di una tessera sanitaria, oggi sotto utilizzata, all’interno della quale si potrebbero memorizzare un sacco di informazioni: le patologie, i farmaci necessari e ripetitivi, ecc.

Con quella tessera aggiornata il paziente potrebbe andare in farmatessera-sanitaria-448x296cia ed avere le medicine necessarie senza più bisogno della ricetta.
Oppure tutte le farmacie collegate ad un sistema sanitario dove sono memorizzati per ogni paziente i farmaci ripetitivi. Anche in questo caso la ricetta del medico non servirebbe più.
Se si è per la tecnologia, come si legge nella pagina Facebook del Comune, allora ci si deve battere fino in fondo perché la tecnologia sia davvero utile ai cittadini e non diventi invece una complicazione per la loro vita.
Per questo bisogna battersi.
Non è
Battersi per qualcosa con una “app qua e una là, trallalà” che si risolvono i problemi dei cittadini.

E dato che, anno dopo anno, con le disinteressate amministrazioni di centro destra, abbiamo perso come comune tutto quello che con fatica si era ottenuto, guardia medica, centro prelievi, medici, ecc., chiediamo al sindaco, primo responsabile della salute dei cittadini del comune, se non sia il caso di attuare azioni forti, fortissime,  creando anche coalizioni con altri comuni, per far si che venga ricreata una medicina territoriale che sia degna di questo nome,  e che sia di supporto vero alle esigenze di una popolazione sempre più anziana.
Gli chiediamo se non sia giunta l’ora di far sentire la propria voce all’interno della consulta dei comuni?
Consulta snobbata dai nostri amministratori da almeno quindici anni.

Chiediamo se non sia giunta l’ora di smetterla di dire che l’organizzazione compete all’USLL e di fare invece  qualcosa di concreto per cambiare la situazione attuale.

A proposito di medicina territoriale, così parlava l’assessore alla sanità (2010-2018) del Veneto Luca Coletto (lega) nel 2011,:

“Il fulcro della nuova organizzazione sono le “medicine di gruppo integrate”, forme associative di medici di medicina generale che garantiranno la disponibilità per i cittadini 24 ore su 24 7 giorni su 7, ovviamente operando in rete ed in sinergia con le guardie mediche. “E’ un’operazione che risponde appieno ad uno dei cardini fondamentali del nuovo piano socio sanitario regionale: rafforzare la medicina sul territorio, spostare dall’ospedale al territorio tutti i servizi non prettamente ospedalieri, alleggerire la pressione dei codici bianchi impropri sui pronto soccorso, portare la sanità più vicina al cittadino, che possa così trovare vicino a casa tutti quei servizi che non riguardano le acuzie, per le quali ci sono gli ospedali”.
“abbiamo sempre sostenuto che i medici di medicina generale sono uno snodo fondamentale del nostro sistema sanitario: ebbene, con questa riorganizzazione, anche la loro figura e le loro professionalità verranno fortemente valorizzate”.
Sono passati 11 anni e la medicina territoriale veneta è stata distrutta, i privati hanno fatto i poliambulatori, i medici di medicina generale convenzionati con la regione hanno fatto “Roverbasso“.
Me par benon.
(Per inciso Luca Coletto è diventato sottosegretario che vuol dire vice ministro alla Sanità nel primo Governo Conte.)
Quando si dice la potenza delle parole.

Altra notiziola.
La piazzola di Albina verrà chiusa dal 12 maggio per forse 6 mesi o più.

La piazzola è proprietà comunale, ma la SAVNO la rifarà a sua immagine e somiglianza, con il beneplacito della giunta comunale.
Una immagine industriale, una nuova colata di cemento, via le siepi, una rampa dove si sale con le macchine da una parte e si scende dall’altra.

Nessuno, non i nostri amministratori, si è posto il problema di capire il perché la piazzola di Albina sia stata a suo tempo realizzata in quel modo.
Proviamo a spiegarlo anche se probabilmente non sarà capito:
La piazidealista-rifiuti-777x437zola di Albina è stata pensata non per gestire un rifiuto da “buttare”, ma per gestire un rifiuto “risorsa”.
Un rifiuto che diventa una risorsa, non per il valore economico che se ne può ricavare dalla sua vendita, ma per i valore intrinseco, molto più importante e che vale molto di più, che permette di riusarlo per “rifare” dei beni di consumo senza consumare altre risorse della terra.
Se il rifiuto è quindi una risorsa, una fondamentale risorsa per la nostra sopravvivenza, va “depositato” in un posto “bello”.
Ecco la piazzola di Albina doveva diventare un “parco”, doveva essere abbellita, doveva diventare un posto “ameno”, dove portarci, magari, le scolaresche per far capire l’importanza della risorsa rifiuto, del suo riciclo, del suo non abbandono, .

Si, ne siamo coscienti: tutte chiacchiere.

Poi abbiamo avuto i quindici anni abbondanti delle solite amministrazioni di centro destra che della piazzola se ne sono sbattuti, come della biblioteca, come della sanità, ecc., ecc. .
E ora vai con il cemento e 495.000 euro di spesa.
Ma il bello è che la Savno farà i lavori sulla proprietà del comune, ci metterà i soldi, ma alla fine (quindici anni) il rifacimento della piazzola indovinate chi lo pagherà?
E’ la solita battuta: Elementare Watson.

Lo pagheranno naturalmente i cittadini di Gaiarine, che si troveranno nella bolletta per quindici anni la loro giusta quota di piazzola rifatta ad immagine e somiglianza della Savno.

Seguitici ancora per un attimo in questo excursus politico/calcistico:

  • i vigili in convenzione con altri comuni: arbitra il comandante che sta a Cimadolmo o giù di li;
  • il regolamento di polizia rurale fatto dal gruppo di lavoro e dalle associazioni di categoria degli agricoltori:  comune di gaiarine non tocca palla;
  • l’app ricette la decide l’attuale responsabile di Roverbasso:  il comune di Gaiarine fa da raccattapalle;
  • medicina territoriale decide Benazzi: il comune di Gaiarine squalificato;
  • piazzola di Albina decide la Savno e paghiamo noi: comune di Gaiarine non ammesso al torneo.

Domanda pleonastica: ma alla fine serve davvero eleggere qualcuno?

Un bacione.

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Consiglio comunalemartedì 22 marzo 2022: Parliamone

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Un brevissimo e necessario consiglio comunale.
Convocato per approvare una convenzione con altri due comuni per poter partecipare ad un bando in scadenza il 30 marzo.

Ma di questo parleremo più avanti.
Intanto chi c’era.
I presenti qui.
4 “gatti” tra il pubblico. Letteralmente quattro.

E dopo?
Quello che è “mancato”.
ucraina

Non è stato osservato un minuto di silenzio in favore del popolo Ucraino.

 A quasi un mese dall’inizio (24 febbraio – 22 marzo) della invasione dell’Ucraina da parte della Russia e di fronte al massacro di civili e alla distruzione di intere città, a nessuno, né al sindaco, né alla maggioranza, né alle minoranze, è venuto in mente di chiedere di osservare un minuto di silenzio per manifestare solidarietà al popolo Ucraino.
Eppure nel precedente consiglio del 10 febbraio, data coincidente con il Giorno del Ricordo, un minuto di silenzio fu osservato per i morti delle foibe.

 Ma il Giorno del Ricordo, si sa, è quella giornata voluta dalle destre italiane per ricordare le Foibe, quasi in antagonismo con quella della Memoria (Soah) e quella della Festa della Liberazione.

bandiera_mappa_ucrainaCome dire: il popolo Ucraino non sappiamo ancora se sta a destra o a sinistra, nel caso stesse a “destra” … beh allora potremmo sempre rimediare … tanto tempo ce n’è …

Come dire che il Comune di Gaiarine è accanto ai morti di 70 anni fa, ma non a quelli di adesso.

Come dire che è accanto agli sfollati di 70 anni fa ma non ai quasi 4 milioni di ucraini che attualmente cercano un posto in cui andare.

Si, sappiamo che un minuto di silenzio è un piccolo gesto, che non contribuisce a riportare in vita i morti, non rida ai bimbi i genitori, non attenua le sofferenze, non ricostruisce gli ospedali, le scuole, gli asili, le case distrutte.

E’ un piccolo gesto che i nostri rappresentanti, però,  potevano fare peace-free-john-lennon-1024x768a nome di tutti noi cittadini di Gaiarine per dire che noi stiamo con l’Ucraina e siamo contro la guerra, qualsiasi guerra.
Ci è chiaro che moltissimi altri minuti di silenzio si sarebbero dovuti osservare per le continue guerre che in questi anni si sono succedete in tutte le parti del mondo.

Un Minuto di silenzio per la guerra in Cecenia, in Iraq, in Afghanistan, in Yemen, in Siria, solo per citarne alcune forse tra le più atroci e feroci, e  per la trentina che insanguinano attualmente l’Africa, e poi per i genocidi che ancora oggi vengono perpetrati contro i Rohingya, contro i Curdi o quello culturale degli Uiguri in Cina.

 Ma ancor di più sappiamo che un minuto di silenzio ogni giorno lo dovremmo fare da soli, nella nostra intimità, sicuramente per tutte le guerre in corso, ma anche per ricordarci quello che questa umanità fa con la distruzione degli ecosistemi, con l’alterazione del clima, con l’accaparramento e spreco delle risorse, con la negazione di diritti elementari, con i soprusi e le violenze.

E forse due minuti di silenzio andrebbero geo-barents-625x350osservati per chi a causa di tutto questo è costretto ad andarsene dal proprio paese e magari annegare in quella tomba d’acqua che si chiama Mediterraneo.

 

 

Al secondo e ultimo punto del consiglio il sindaco presenta la convenzione con i comuni di Godega e Cordignano per la partecipazione ad un bando riguardante la “rigenerazione urbana”.
Bando accessibile ai comuni con più di quindicimila abitanti o a quei comuni con meno abitanti che “convenzionandosi” ” con altri raggiungono tale soglia.
In questa “associazione temporanea di comuni“, denominata “Paesi in Festa“, Gaiarine fa da capofila per i tre progetti che coinvolgono i tre comuni.
Per Gaiarine l’intenzione dell’amministrazione, se mai arriveranno i soldi, è quella di sistemare l’area centrale di Francenigo, la cosiddetta area “ARCUF“.
Possiamo tranquillamente dire che sarebbe davvero una azione meritoria.
Da troppo tempo, infatti,  quest’area, che potrebbe essere il fulcro del paese, è stata ed è in stato di degrado.
Ci sono tra le indicazioni, non tutte chiarissime, date dal sindaco sugli interventi previsti alcune cose interessanti e altre, appunto, da chiarire.

Bellissima l’idea, così l’abbiamo capita, di fare con quel che rimane del fabbricato esistente, recuperandolo, un palcoscenico per spettacoli all’aperto, e altrettanto interessante è la sistemazione del percorso lungo l’Aralt con la riqualificazione delle sue sponde, noi suggeriamo la semina sulle sponde di fparco-grassina-003iori perenni per sostenere gli insetti impollinatori.
Anche la piantumazione di alberi è una cosa che necessariamente va fatta e che naturalmente condividiamo.
Ma quando il sindaco parla di pavimentazione drenante, chiediamo: dove? per far cosa? quanti mq.?
Perché delle due l’una: o quell’area diventa un vero e proprio parco urbano, con un teatro all’aperto, con zone verdi a prato, alberi, panchine, ecc. usufruibile dalla scuola e dalla cittadinanza tutta, diventando anche un luogo verde di aggregazione sociale, oppure diventa altro: un luogo dove installare capannoni per la sagra o altre manifestazioni (ricordiamo con sgomento il vecchio progetto Arcuf, che prevedeva al centro dell’area  persino un parcheggio).
Si possono sposare le due cose? Forse.

Eventualmente lo “sposalizio” va fatto con molta “intelligenza” e non sacrificando in nessun modo la vocazione a “parco urbano” dell’area.
Altrimenti si rischia di spendere circa un milione di euro (sembra questa la cifra) per non avere “né carne né pesce”.

Alcune cose in consiglio non sono state chiarite:
1. L’Arcuf che ha in comodato d’uso per 99 anni una parte dell’area, compreso il fabbricato, rinuncerà a tale concessione?
2. Se l’Arcuf non rinuncerà al comodato d’uso, e ammesso che arrivino i soldi, cosa farà il comune?
Sicuramente non potrà fare opere su aree concesse in comodato d’uso (99 anni) ad un privato. O no?

Se lo facesse, aldilà degli aspetti amministrativi/legali, sarebbe un affronto troppo grande nei confronti degli altri tre comitati festeggiamenti del comune, ai quali sono state concesse in comodato le aree, ma tutto il resto (capannoni, cucine, ecc.) se lo sono pagato con i loro soldi e non con i soldi del comune.

Insomma: la necessità di sistemare l’area c’è.
La progettualità manifestata ha in se delle belle e utili idee.
Esiste però, a nostro avviso,  il pericolo di compromessi al ribasso che potrebbero ridurre la potenzialità di quell’area che come già detto può diventare, anche per la presenza dell’acqua, un magnifico parco urbano.

Vi è quindi la necessità di monitorare attentamente gli sviluppi di questo progetto da parte dell’intera cittadinanza, comprese le minoranze che come compito istituzionale hanno proprio il controllo sull’operato dell’amministrazione.

 Alla prossima.

 

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Consiglio comunale giovedì 10 febbraio 2022: Parliamone

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Consiglio comunale di routine.
Due interrogazioni e una variazione al Piano triennale delle Opere pubbliche.
I presenti qui.

Si inizia, essendo il 10 febbraio il Giorno del Ricordo, con un minuto di silenzio.

Le due interrogazioni presentate ai primi di dicembre da Alternativa per Gaiarine – Lazzaro Giuseppe Sindaco, riguardano: una la sicurezza sulla solita stagione dei furti di cui è vittima ogni fine anno il nostro comune e l’altra la tutela della salute pubblica e servizi ai cittadini.

Queste due interrogazioni vengono discusse dopo due mesi dalla loro presentazione, non per colpa dei presentatori, ma per il fatto che non hanno potuto essere inserite nel consiglio comunale del 28 dicembre scorso, in quanto in quel consiglio era in discussione il bilancio di previsione che preclude, per regolamento, la discussione di interrogazioni.

Anche se fuori tempo massimo e sebbene la discussione sia sembrata per certi aspetti un po’ anacronistica ha qualcosa sono servite.

Sulla prima, relativa alla stagione dei furti eStopaiLadri della sicurezza sul nostro territorio, a fronte delle richieste poste da Lazzaro, naturalmente il sindaco ha difeso tutto il difendibile: l’operato dell’amministrazione, il Controllo di vicinato, il progetto che sta per partire di video sorveglianza, la convenzione di polizia municipale con gli altri comuni, e chi più ne ha più metta.
Ha poi sollecitato una maggior partecipazione dei cittadini al controllo del territorio, invitandoli a segnalare situazioni “anomale” e ad iscriversi al Controllo di Vicinato.

L’interrogazione chiedeva conto anche di una promessa elettorale fatta da questa maggioranza e cioè la vigilanza sul territorio da farsi usufruendo di società private, in poche parole “ronde a pagamento“.
Il sindaco ha ammesso che questa promessa elettorale, valutati i costi che sarebbero spropositati, non potrà essere mantenuta.
E così viene alla luce come i programmi elettorali siano soprattutto degli specchietti per le allodole (leggi elettori) con cui attrarre il consenso promettendo mari e monti, e dando sfogo anche alla fantasia.
Promesse stravaganti che non potevano e non possono essere mantenute.
Ma più interessante ancora è ragionare su come verrà valutata una amministrazione alla fine del suo mandato nel caso si ripresentasse o si ripresentasse una delle stesso colore politico.
Gli elettori del comune andranno ad analizzare quante delle promesse elettorali siano state mantenute?
Gli elettori andranno a verificare se le “cose fatte” erano state previste nel programma elettorale e nel caso non lo fossero se siano stati coinvolti in quelle decisioni “fuori sciap?
Ma neppure per sogno.
Si voterà per dei candidati qualsiasi, competenti o incompetenti, basta che siano della propria parte politica e poi c’è sempre sotto traccia quel po’ di “sano” campanilismo.

Sulla seconda un batti e ribatti tra Lazzaro e il sindaco sul funzionamento dei uffici comunali, con Lazzaro, che messosi nei panni dei cittadini, ha giustamente evidenziato le difficoltà di quest’ultimi ad interloquire con gli uffici.
Ha fatto notare che per accedere agli uffici bisogna fissare un appuntamento telefonico, e che tale appuntamento può essere preso solo telefonando in certi orari, che potrebbero  coincidere con quelli lavorativi dei cittadini, rendendo impossibile per taluni farlo.
Il sindaco pur ammettendo qualche “defaillance ” sostanzialmente e “naturalmente” dice che “tutto va ben madama la marchesa“.

L’altro aspetto di questa interrogazione si riferiva alla salute ed in particolare alla situazione pandemica.
Lazzaro ha criticato l’operato dell’amministrazione che ha permesso, con la pandemia in corso, lo svolgersi del “street food festival” in piazza del municipio, dando luogo, secondo lui, 
sicuramente ad un aumento dei contaggi  non essendo state rispettate le regole, distanziamento e mascherine.
Anche qui, il sindaco, ha difeso l’operato dell’amministrazione negando che quell’evento, possa aver causato dei focolai, essendo, secondo lui, sostanzialmente rispettate le regole..

Eccome no.
Basta guardate questa foto.

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Distanziamento e mascherine a gogo.
E poi come sempre c’è qualcuno che osa dire che i “festaioli” non hanno rispettato le regole… ma dai.

Ma quello che lascia perplessi è che parlando di salute, di pandemia, di contaggi, ecc., non ci sia stato da parte di nessuno un accenno alla condizione disastrosa della sanità veneta, soprattutto rispetto alla medicina territoriale distrutta dalle politiche messe in atto da Galan e Zaia.
I cittadini di Gaiarine e dei comuni limitrofi sono davvero “in……i” (vedi raccolta firme) per la situazione che si è venuta a creare: una medicina che è diventata ospedalecentrica sempre più senza il presidio del territorio e cure domiciliari, e sempre più in mano ai privati.

Marca sanita
Ma non si deve dare fastidio al manovratore.

Per finire: la variazione del Piano Triennale delle Opere Pubbliche, modifica apportata per introdurre la sistemazione della scuola Primaria di Gaiarine, variazione propedeutica alla partecipazione ad un bando.
Tutto ancora in alto mare.

Ciao.

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Consiglio comunale martedì 28 dicembre 2021: Parliamone

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Ultimo consiglio comunale dell’anno.
In sala sei persone e due dipendenti del comune.
I consiglieri presenti e “parlatori” qui.

lutto

Un minuto di silenzio per commemorare Ivo Vidotto, ex dipendente del comune.

 

 

Consiglio incentrato sulla discussione del bilancio di previsione del 2022-2024 con annessi e connessi.
Più il regolamento di Polizia Rurale vero clou della serata.
L’approvazione del bilancio di previsione impone, preventivamente, una serie decisioni che riguardano soprattutto le imposte comunali da applicare.
Tutto rimane (tassa pubblicitaria, addizionale Irpef, Imu, ecc.) pressoché come l’anno scorso, tranne:

1. l’esenzione dalla tassa pubblicitaria per le Associazioni del comune che si adoperano per organizzare ad eventi (serate, cine, teatro, ecc). Esenzione mancante al momento della stesura del regolamento che disciplinava questa tassa, e che avevamo, a suo tempo in una nostra cronaca, criticato.
2. l’esenzione dal pagamento dell’IMU da parte delle imprese edillustrari o immobiliari, che hanno immobili invenduti nel comune.

Il sindaco si “lustra” dando questa decisione come frutto della volontà della sua amministrazione.
Il consigliere De Martin maliziosamente chiede, però, se non sia invece una norma di legge a stabilirla.
E cosi qualcuno cade dal “pero”.   Tenta qualche salvataggio. Butta la “palla” agli uffici. Poi dice che verificherà. Alla fine capitola prendendo atto che è proprio una legge statale a stabilire questa esenzione (per chi vuole approfondire legga qui).
Legge che non piace al consigliere Lazzaro. Ce ne faremo una ragione.

Prima di arrivare all’illustrazione e alla approvazione del bilancio di previsione vi sono due altre cose da segnalare.
Darvi conto di dove andranno a finire i contributi per i “comuni di confine” e parlare dell’asilo di Gaiarine.
470.000 euro dei contributi (una montagna di soldi) per “la valorizzazione e la promozione delle aeree svantaggiate confinanti con le regioni a statuto speciale” dove andranno a finire?
Sicuramente ve lo state chiedendo. Siete ansiosi di avere una risposta? Vero?
Ma forse con un po’ di sforzo ci potete arrivare anche da soli.
Chiedetevi dove sono andati quelli precedenti. Quelli dati all’amministrazione Sonego.
Otterrete la risposta.
Non vi ricordate?
Sono “andati” per la costruzione della palestra “double-face” a Calderano.
Quindi quelli attuali come saranno spesi?
Dai che ci siete. Beh. Non proprio sulla palestra due, ma sulla palestra uno.
Bisogna pratletienderne atto.
Tutte amministrazioni  “sportive”, tutti atleti.
Non è che non si debba valorizzare lo sport, “mens sana in corpore sano“.
Ma sentir parlare solo di stadi, palestre e piste di atletica ci lascia davvero senza parole.

E’ come se il Covid con il suo sconquasso “sociale” non fosse mai esistito e non continuasse a imperversare.
E’ come se non esistessero i cambiamenti climatici, che invece oramai sono sotto gli occhi di tutti.
E’ mai possibile che l’unica idea che nasce in questi cervelli soprafini sia “la sistemazione della vecchia palestra”?
La consigliera Capuzzo mette in evidenza come questi contributi potrebbero essere usati in molti altri ambiti: dal sociale, al tecnologico, all’ambientale, ecc., e non solo in quello sportivo.
Chiede, senza ottenere risposta, quale visione del futuro del nostro comune (tre, cinque anni, o più) abbia questa amministrazione.

Passiamo all’asilo di Gaiarine. La facciamo breve. Con questa amministrazione o simili, verrà chiuso. Non si sa quando. Ma verrà chiuso. Siamo già nell’ottica che quello di Gaiarineè circondato dalle casee non si può ingrandire e che “chiudere quello di Albina sarebbe un colpo troppo grande” per la frazione.
Parole del sindaco.

Quindi.
Ecco il futuro del comune. Sempre meno bimbi.
Un asilo comunale solo.

E a Albina.
cercasi-futuro-migliore-bg

Davvero un bel futuro e molto chiaro.
E poi si dice che non hanno una “visione”.

 

In verità si parla anche d’altro:
–  del Maglio Tonet, ma tutto sembra essere così vago, con finanziamenti che non si sa se ci sono o ci saranno
–  del tratto di pista ciclabile per l’attraversamento del centro di Calderano, deciso con i due attraversamenti. C’era da aspettarselo 

Si arriva all’illustrazione del Bilancio di Previsione. Espone la De Zan.
Una sequela di numeri. Niente di eclatante.
Qualche domanda di chiarimento da parte delle minoranze.
Ma alla fine non c’è nulla che vada rilevato.
Se non la critica fatta dalla consigliera Capuzzo per la mancanza

 

strategia

di un strategia e di una visione.
Quanta verità!!!

Dopo qualche minuzia, ecco finalmente l’ultimo punto all’ordine del giorno: il ” Regolamento comunale di polizia rurale e di mediazione sociale – approvazione”.
E’ dal 2014 che se ne parla.
Dopo quasi quattro anni dell’amministrazione Cappellotto (meglio lasciar perdere) e due e mezzo di questa, si arriva all’approvazione del fantomatico (definizione dal dizionario TRECCANI:
fantomatico /fanto’matiko/ agg. [dal fr. fantomatique, der. di fantôme “fantasma”] (pl. m. -ci). – 1. [che è simile a un fantasma] ≈ irreale, spettrale. 2. (estens.) [che non si riesce a trovare o identificare] ≈ inafferrabile, introvabile, irreperibile. ‖ inconsistente.) regolamento.

Quello che dovrebbe garantire un vivere civile tra cittadini alle prese con gli agricoltori di oggi, dediti quasi esclusivamente all’agricoltura intensiva, diventati in gran parte viticoltori e conseguemente “dispensatori” di pesticidi.
Quello che dovrebbe soprattutto garantire la salute di “tutti” e la salvaguardia pesticidi-ciclodell’ambiente.

La prima cosa che notiamo è che la presentazione, quattro parole in croce e non la lettura completa come è stata fatta più volte per dei regolamenti “insignificanti”, e neppure un’esposizione esaustiva delle norme in esso contenute, non viene fatta dal referente dell’agricoltura e dell’ambiente ma dal sindaco.

Beh. Dal punto di vista politico ci sembra una cosa gravissima.
Colui che è stato il vero “deus ex machina” di questo regolamento e l’unico vero portatore di interesse (una carriola piena), essendo agricoltore, viticoltore, forse ancora referente della Coldiretti nel comune e che siede, tuttora, così ci dicono,   nel consiglio di amministrazione della Cantina Sociale di Fontanelle (che comprende anche quella di Gaiarine), non ha avuto il coraggio di presentare la sua mistificatoria e inconcludente opera.
Politicamente un gran gesto. Lancia il sasso e ritira la mano.

Dovrebbe trarne le dovute conseguenze.

Troviamo puerili anche le parole del sindaco, quando per dare importanza al regolamento, ha snocciolato la litania di coloro che hanno partecipato alla stesura: i comuni dell’opitergino, le associazioni di categoria (leggi Coldiretti e affini) e chi più ne ha più ne metta.

Chiediamo: il comune di Gaiarine non era in grado di farsi il Regolamento da solo? o aveva bisogno dei professoroni?
E che professoroni. Tanto che, e naturalmente il sindaco si è “dimenticato” di dircelo, persino le “classi di rischio dei pesticidi”  indicate nella bozza del regolamento che circolava erano sbagliate.

E i cittadini di Gaiarine?
Non li abbiamo sentiti nominare tra i “costruttori” .
Ma dato che questi nostri amministratori sono stati eletti, e
reginaalicessi si sentono i veri e unici portatori della verità e degli interessi dei propri “sudditi”.
Ovvio quindi.
Non c’è nessuna necessità di sentirli.

Rimangono agli atti le osservazioni,  di Amica Terra, che sulla bozza del regolamento ricevuta a marzo del 2021 dal sindaco, ha fatto un gran lavoro e ha presentato ben 45 osservazioni (eccole qui).
Vi serviranno per farvi la vostra idea.
Da quello che si sa, Amica Terra non è mai stata né contattata, né incontrata per discutere su quanto osservato.

E se permettete questo è davvero un grave sgarbo istituzionale.
Ma come. Mandi una bozza a qualcuno. Questo qualcuno ti invia le sue osservazioni e tu non ti confronti con lui? Non lo senti? Non gli rispondi? Neppure per dire: sono “tutte cazzate”?
E’ vero. Fuori ci sono le luci blu e scintillii natalizi, ma “dentro” c’è una indescrivibile “oscura grettezza“.
Non entriamo nel merito del regolamento, quello approvato lo potete leggere qui.

Vi diciamo solo che questa amministrazione e i suoi referenti, aldilà dei luccichii, non sono fermi all’oggi, ma a ieri, e il domani non sanno neppure cos’è.
Invece di int
from-farm-to-fork-750x500-1raprendere la strada ormai segnata ed obbligata che porta ad una agricoltura diversa, con riduzione massiccia di pesticidi, come ha previsto l’Unione Europea entro il 2030, questi sono ancora alla ricerca “democristiana” dell’equilibrio del consenso (nel veneto non sono purtroppo soli).

Dovete sapere che esiste un RAPPORTO ONU (leggetelo qui), un rapporto dettagliato, prodotto da una fonte autorevole e terza, Marcos Orellana (Relatore speciale delle Nazioni Unite su sostanze tossiche e diritti umani), che ha analizzato per due settimane, dal 30 novembre al 13 dicembre 2021, varie realtà inquinate italiane, e soprattutto venete.
Tale rapporto
sarà integrato con altri elementi e sarà presentato alla 51a sessione del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite nel settembre 2022.
In questo rapporto, il relatore delle Nazioni Unite Marcos Orellana a proposito dei pesticidi:

1 – si dichiara turbato per l’esportazione di pesticidi prodotti in Italia e non approvati dall’Unione Europea per la loro pericolosità;
2 – auspica che il Piano di Azione Nazionale (PAN) per l’uso sostenibile dei pesticidi, scaduto nel 2018, sia rinnovato al più presto e vieti la vendita online dei pesticidi;
3 – chiede all’Italia di garantire che le zone tampone (ossia le fasce di terreno non trattato ai confini delle coltivazioni) siano sufficientemente ampie per proteggere i residenti e il territorio;
4 – rivela la sua preoccupazione per l’aumento significativo del volume di pesticidi utilizzati in Veneto in particolare nella zona del prosecco;Pesticidi---Veneto-vendita-pesticidi-per-provincia---(Fonte-Rapporto-ARPAV-FAS-2020)
5 – conclude con le seguenti considerazioni:
–  l’Italia dovrebbe intensificare gli sforzi per rimediare agli impatti negativi sul

       godimento dei diritti umani dovuti a decenni di industrializzazione;
-  le autorità dovrebbero garantire l’utilizzo da parte delle industrie di tecnologie e
     metodi di produzione che non danneggino la salute deipan residenti;
–  ogni persona ha il diritto di vivere in un ambiente sano e privo di sostanze e
rifiuti tossici.
(Fonte Gianluigi Salvador  di PAN Italia -Pesticides Action Network)

Risulta del tutto evidente la necessità che l’agricoltura cambi, migliori e garantisca il diritto per un ambiente sano.
Questo cambiamento deve avvenire anche a livello culturale, e il comune dovrebbe spingere ed eventualmente sovvenzionare, corsi, seminari, ecc.  che possano convincencere gli agricoltori ad approcciare nuove metodologie di concimazioni, di lotta ai parassiti e alle infestanti, tali da portarli a praticare davvero un’agricoltura sostenibile.

Un’amministrazione seria si dovrebbe proiettare nel futuro invece di essere aggrappata al passato.
Ma il regolamento approvato non si avvia su questa strada.

E’ semplicemente la “piantumazione” di una “bandierina”.
L’amministrazione ha dato corso ad una promessa elettorale, e noi ci “beccheremo” questo regolamento inapplicabile e inconcludente per un bel po’ di tempo.

E le minoranze.
Beh. Sconsolanti.
Qualche bel discorso. Un voto di astensione. Ma nessuna battaglia politica.
Tutte e due hanno auspicato che l’approvazione di questo regolamento non sia “l’arrivo” ma solo “l’inizio” di un percorso.

Si è capito che sono state anch’esse prese in giro da questa amministrazione.
Riunioni. Osservazioni. Ma nessuna concessione se non di bassissimo profilo.

Non hanno presentato un solo emendamento.
Non hanno costretto  l’amministrazione a discutere e a votare pubblicamente “no” a richieste di modifiche sostanziali a favore dell’ambiente e della salute dei cittadini.
Politicamente non hanno capito nulla.
Voto  = sottozero.
E intanto qualcuno se la ride:
Non lo possono dire ma lo pensano: “bandierina piantata e adesso non rompeteci più le p…e”.

Un altro anno è passato e siamo ancora in piena pandemia.
Tutti hanno dubbi, incertezze. Anche noi.
Ma essere cittadini consapevoli e con senso civico, vuol dire  provare a percorrere insieme a tutti gli altri la strada indicata per uscirne.
Non farlo significa venir  meno a quel  senso solidale che deve unire una comunità nelle  difficoltà e lasciar vincere il proprio egoismo.

Buon-Anno-Auguri-45

 

 

 

A tutti un buon 2022.
Salute, serenità e tanta felicità ……

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Consiglio comunale martedì 9 novembre 2021: Parliamone

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Sala quasi vuota.
Tra il pubblico.
Due dipendenti comunali.
Tre cittadini.
Se non è ci sfuggito qualcuno.
Sala parte pubblico.
Banchetti banchi-scuolada scuola con sopra un computer. E sedie.
Attrezzature per il corso di: “educazione digitale”.
Tradotto: “farghe imparar ai veci l’uso del computer e del telefonin”.
Bene. Ottima cosa. Ottima iniziativa.

Bene che ci occupi degli “altri”.
Ma quando ci si occuperà anche di se stessi?
Senza parlare del consiglio comunale in diretta.
Ci chiediamo.
Quando il comune supererà il suo di “gap digitale”?
Quando avremo il sito istituzionale (https://www.comune.gaiarine.tv.it) del comune davvero aggiornato?
Utile per i cittadini?
Non per quelli che si fanno abbagliare dagli “spot” comunali su facebook.
Ma per quelli che vorrebbero capire cosa fa davvero l’amm
Amm_trasparenteinistrazione comunale.
Che vorrebbero sapere, per esempio, come vengono spesi i soldi.
Quali sono i progetti in corso.
A chi vanno i contributi.
Ecc., ecc.
Il sito comunale è obbligatorio per legge.
Per legge ci deve essere, al suo interno, una sezione “amministrazione trasparente“.

Dal sito del Ministero dell’Interno:
La trasparenza è accessibilità totale ai dati e ai documenti in possesso della pubblica amministrazione. Ha lo scopo di tutelare i diritti dei cittadini e di promuovere partecipazione e forme diffuse di controllo sulle attività delle istituzioni e sull’utilizzo delle risorse pubbliche”

In questa sezione devono essere presenti tante informazioni.
Tra quelle obbligatorie, ci devono essere le delibere di consiglio, quelle di giunta e tutte le determinazioni (come vengono spesi “i schei” ) fatte dai responsabili degli uffici.
La sezione “amministrazione trasparente” del sito del comune di Gaiarine non assolve agli obblighi di legge.
Mancano moltissime informazioni.
Comprese le delibere e le determinazioni.

Provvedimenti Il suo aggiornamento per certe parti non viene eseguito.
Per altre non avviene in modo continuativo e puntuale.
In poche parole “sta roba” non permette ai cittadini né di essere informati né di ottemperare “alle forme diffuse di controllo”.
La legge prevede che vi sia anche un responsabile.
Che ne risponde.

Sempre dal sito del Ministero dell’interno: Il Responsabile per la prevenzione della corruzione e della trasparenza svolge attività di controllo sull’adempimento da parte dell’amministrazione degli obblighi di pubblicazione assicurando completezza, chiarezza e aggiornamento delle informazioni pubblicate.”

Sarebbe ora che il responsabile si desse da fare o no?

Per il resto consiglio velocissimo
Verbali della seduta precedente:
Poi due soli punti all’ordine del giorno.
Concatenati tra loro.
Modifica del piano triennale delle opere pubbliche e variazioni di bilancio.
Inserimento di due nuove opere pubbliche.
Continuazione pista ciclabile per attraversamento del centro di Calderano (180.000 euro).
Bonifica amianto all’interno delle pareti dell’ex cinema di Gaiarine (120.000 euro).
Assestamento del bilancio anche in relazione a questi due nuovi stanziamenti, e altri aggiustamenti di entrare e uscite.

Ultime variazioni dell’anno.

Che dire?
Siamo già a metà di questa legislatura.
Cosa abbiamo visto di significativo, di innovativo, di spinta propulsiva in questi due anni e mezzo?
Siamo nella piena normalità.
Nella gestione corrente.
futuroNon c’è nulla di “visionario”.

Anche questo tratto di pista ciclabile per l’attraversamento del centro di Calderano. Normalità.
Due attraversamenti della provinciale, con i relativi pericoli.
Troppo difficoltoso pensare di raggiungere la scuola media dal retro con un solo attraversamento della via Ongaresca.
Espropri, magari qualche grana con i proprietari.
Meglio lasciar perdere.
E così niente pista inserita nel verde.
Non c’è nulla di diverso dalla pista ciclabile Gaiarine-Albina, fatta dalla precedente amministrazione.
Addirittura dentro la zona industriale.
Così va il comune di Gaiarine, ma il mondo forse no.

Qui i presenti.

 P.S.
Percentuale di vaccinati
Over 12 anni nel comune:
79% mentre la media del Veneto è 82%

Questa amministrazione farà qualcosa?

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Consiglio comunale lunedì 27 settembre 2021: Parliamone

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Finalmente una delle due minoranze (Insieme per Federica) ha, dopo mesi, ribattuto un colpo.
Ha presentato tre interrogazioni che sono state discusse in questo consiglio comunale.
Tre argomenti importanti.
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 L’altra minoranza, l’abbiamo già scritto, è una coppia di fatto della maggioranza, anche se è per la famiglia tradizionale (Morisi insegna).

I tre argomenti.

La guardia medica, espropriata a Francenigo e finita a Vazzola, per “merito” di  Benazzi (direttore generale Usll2), uno degli esecutori della riduzione della medicina territoriale della nostra provincia, il mandante si sa chi è.
Sanità-730x419 Una politica di destra, che premia la sanità privata e i grandi ospedali, a scapito di quella medicina territoriale che dovrebbe erogare tutte quelle prestazioni sanitarie di primo livello e pronto intervento che hanno finalità preventive e alternative all’ospedalizzazione.
La pandemia da Covid19, ci ha mostrato, in tutta la sua drammaticità, cosa vuol dire non avere una medicina territoriale capillare ed efficiente.
Ma tant’è che si continua con gli accorpamenti, col rendere i servizi sanitari di base sempre più lontani dai cittadini e questo non vale solo per il nostro territorio ma anche per molti altri territori del Veneto, in particolare per quelli montani.
E così la guardia medica di Francenigo ormai è andata e forse sparirà anche da Vazzola.
L’assessore Gava in risposta all’interrogazione, invece di criticare la “politica” regionale, messa in atto dalla sua stessa parte politica, quella che governa la regione ormai da moltissimi anni e che ha determinato questa situazione, da conto degli sforzi (ma vani) dell’amministrazione di rimediare a questa perdita.
Perdita ormai definitiva.
Ripete enne volte il ritornello commovente della mancanza di medici, che ha un suo fondamento, ma anche qui si dimentica di dire che molti medici e infermieri sono usciti dalla sanità pubblica grazie a Quota 100, una “genialata” di un altro “stratega” della sua parte politica.
Tant’è che per sopperire,
durante la pandemia, a questa mancanza  e poter far rientrare il personale medico e gli infermieri usciti con Quota 100, il governo ha dovuto legiferare di non applicare le disposizioni in materia di incumulabilità tra pensione e reddito da lavoro autonomo, altrimenti quelli usciti per la famigerata Quota 100 non sarebbero mai rientrati.

La seconda interrogazione chiedeva invece conto del collegamento ciclo/pedonale a Calderano,dCalderanoi cui si parla almeno da 20 anni, tra la pista ciclabile proveniente da Francenigo e le scuole medie.
L’amministrazione attende, così ha riferito il sindaco, un finanziamento dalla provincia che forse arriverà nel 2022.
E intanto tutto rimarrà immutato disincentivando di fatto, per la pericolosità di quel tratto di strada, dove sono collocate ben due rotonde in 180 metri (altra genialata sempre della stessa parte politica, dove due rotonde fanno il paio con due palestre), l’uso della bicicletta da parte dei ragazzi che frequentano le scuole Medie.

Ci sbagliamo o è stato adottato da questa amministrazione un PAESC (Piano d’Azione per l’Energia e il Clima), con il quale l’amministrazione di è impegnata a ridurre l’emissione della CO2?
a-scuola--640x350L’uso della bicicletta è forse lo strumento migliore per raggiungere gli obiettivi prefissati.
Un recente studio effettuato dall’’European Cyclists’ Federation (Ecf) ha quantificato il risparmio di emissioni delle due ruote rispetto ad altri mezzi di trasporto.
“Basta percorrere in bici 5 km al giorno, invece che con mezzi a motore, per raggiungere il 50% degli obiettivi proposti in materia di riduzione delle emissioni per il 2050″

E allora non perdiamo altro tempo incentiviamo l’uso delle biciclette soprattutto da parte dei più giovani anche risolvendo le criticità stradali che mettono in difficoltà il loro uso.
E’ una priorità.

La terza riguardava il “fantomatico” Regolamento di Polizia Rurale.
Una chimera per il comune di Gaiarine, tant’è che sono anni che se ne parla, e questa è la terza interrogazione (la prima porta la data del 15 ottobre 2020) presentata dalla medesima minoranza per conoscere a che punto sia questo benedetto regolamento.
Il sindaco rassicura, come aveva già fatto nel 2020, che verrà presentato a breve e si sbilancia addirittura indicando un tempo limite: fine ottobre di quest’anno.
Intanto è trascorso un altro anno.
Un’altra annata viticola è passata.
La vendemmia è finita.
Il mosto è in cantina che sta “bollendo” e  ” a San Martin tutto il mosto diventa vin“.
Così i prossecari “felici e contenti” hanno potuto, anche nel 2021, in tutta tranquillità irrorare le loro viti senza nessuna regola, “sbattendosene” dei cittadini confinanti.
Veleni a “gogo” e nuovi impianti, “spianando” le nostre campagne.
Anche le associazioni degli agricoltori e i loro rappresentanti locali saranno particolarmente felici e grate di questa inerzia.
La tecnica usata da questa amministrazione potrebbe essere riassunta nella famosa frase dell
eduardodefilippoa commedia “Napoli milionaria: «Ha da passà ‘a nuttata», e un’altra « nuttata» è passata,sarebbe davvero insopportabile che ne passasse ancora un’altra.
Si scopre, poi, dalle parole del sindaco, che la parte del regolamento relativa ai pesticidi, che il comune di Gaiarine ha intenzione di approvare, è quella uscita dal gruppo di lavoro dei 16 Comuni.
Un obbrobio di regolamento, una accozzaglia di pseudo norme che servono   soprattutto per non essere applicate.
La strategia messa in atto da questo gruppo di lavoro intercomunale, che da oltre cinque anni fa finta di lavorare ad un regolamento sull’uso dei
tomasi-di-lampedusa-cambiamento pesticidi “serio”, è sostanzialmente quella gattopardesca: tutto cambia perché nulla cambi.
Purtroppo l’amministrazione di Gaiarine, prendendo per buono questa scandaloso  regolamento si è allineata in tutto e per tutto.
Questo allineamento è la dimostrazione della sua incapacità a stabilire in proprio le regole “giuste” per la salvaguardia della salute dei propri cittadini e del proprio territorio.
Bene ha fatto la consigliera Capuzzo a ricordare che il territorio del nostro comune ha della peculiarità che altri non hanno e che quindi necessitiamo di un regolamento “nostro”, che sia il frutto di un compromesso intelligente tra tutti i portatori di interessi del nostro comune.
Noi aggiungiamo solo che chi non è in grado di stendere delle norme adeguate alle esigenze della propria comunità e del proprio territorio dimostra che è inadeguato ad amministrarci.
Se poi non vuole assumersi la responsabilità di legiferare, lasciando la responsabilità a qualcun altro (leggi gruppo di lavoro intercomunale) dietro al quale nascondersi  per paura di toccare interessi e quindi di perdere consensi, beh allora è meglio che si ritiri in buon ordine…

Per il resto null’altro da segnalare.
I presenti qui.

Alla prossima

P.S.
Al 27 settembre la percentuale dei vaccinati nel nostro comune era pari al 72%, 4 punti in meno della percentuale dei vaccinati in Veneto (76%).
Non un buon segnale.
Mentre erano 10 i casi di nostri compaesani positivi al Covid19, questo si un buon segnale.

MeritoEaZSBPbX0AIFT6r anche di quei cittadini che superando le proprie paure e abbandonando un po’ del proprio egoismo si sono vaccinati pensando di dare il loro contributo per l’uscita da questa terribile pandemia.


Si aspettano gli altri.

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Consiglio comunale venerdì 10 settembre 2021: Parliamone

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Non c’è molto da dire su questo consiglio comunale di un solo punto all’ordine del giorno e durato meno di un quarto d’ora.

Nessuna video registrazione: siamo ritornati purtroppo alla normalità pre Covid19 e anche le minoranze si adeguano e non la richiedono.

Solo quattro cittpochi-ma-buonni1adini in sala e così sono davvero pochissimi, in questa Gaiarine settembrina e indaffarata a far “altro”, quei cittadini che hanno avuto il desiderio di conoscere quanto viene deciso dai loro amministratori.

Tra gli assenti, vedi qui, “nientepopodimeno” che il sindaco, forse perché (nostra supposizione)   si è “meritato” un po’ di ferie.


Ha quindi presieduto il consiglio la vicesindaco De Zan.

L’unico punto in discussione ha trattato una variazione di bilancio di 230.000 euro (no bruscolini), soldi in parte o tutti (non lo abbiamo capito con precisione) avuti come contributi straordinari dallo stato per rivitalizzare in comuni nell”emergenza Covid19.

Una parte verrà utilizzata per le scuole allo scopo di migliorare le aree di sosta esterne, che per disposizioni Covid19 sono necessarie per l’attesa dei bambini e scolari prima di entrare in classe (gazebi, pompeiana x asilo di Gaiarine, copertura tettoia Villa Elena ecc.).
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Gli altri ben 140.000 euro verranno usati per l’asfaltatura di due strade, una la via Resteiuzza (quella che porta a Campomolino passando accanto alle serre dove volevano costruire il famoso pirogassificatore), dell’altra ci è sfuggito il nome.

La consigliera Capuzzo ha giustamente chiesto se i soldi di questo contributo statale potevano essere usati per l’asfaltatura di strade.

La De Zan ha risposto di si, evidenziando che sono contemplate, nel possibile uso di questi denari, anche le manutenzioni.

In ogni caso è mai possibile che i nostri amministratori comunali non abbiano trovato di meglio che spenderne 140.000 euro e alla fine forse di più, come detto dalla De Zan per asfaltature strade?

Tra l’altro la via Resteiuzza, percorsa oggi, non è proprio malmessa, anche se ha delle sconnessioni, ma forse bisognava pagare un “debito” alla frazione di Campomolino.

facile_1Che fantasia. Che rivitalizzazione del comune.

Evidentemente nel nostro comune nessuno osa pensare, ideare, immaginare, concepire qualche progetto innovativo.
Nessuno, proprio nessuno.

E così si asfaltano due strade.

Alla richiesta della consigliera Capuzzo di conoscere il costo al metro quadro delle asfaltature stradali, assistiamo a qualche tentativo di risposta da parte della maggioranza, ma nessuno ha saputo dare con precisione la cifra delcosto richiesto.

Nient’altro da dire se non che: alla prossima.

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