Qualche idea per sistemi colturali seminativi redditizi e sostenibili

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seminario-incontro01Nei mesi di novembre e dicembre si terranno una serie di incontri, in vari comuni friulani, sulle possibili alternative alla monocoltura.
Il primo incontro (come gestire la fertilitò del terreno con le rotazioni, i sovesci e le giuste lavorazioni) si svolgerà il 7 novembre presso Villa Muciana Muzzana del Turgnano alle ore 18.
Gli incontri tecnici sono rivolti agli agricoltori e a tutti coloro interessati a valutare delle alternative alla monocoltura vigente, con lo scopo di individuare dei percorsi produttivi compatibili con la preservazione dell’ambiente e del paesaggio ma anche economicamente redditizi.
Tutti i relatori hanno comprovate competenze scientifiche e tecniche ma anche una grande capacità di comunicare ed uno spirito pratico, quindi durante gli incontri si privilegerà lo scambio e l’interazione tra relatori e partecipanti e si mirerà a fornire informazioni di pronta applicabilità. L’auspicio dei promotori è che questi incontri possano favorire la nascita di una rete territoriale di enti locali, associazioni, produttori e soggetti a vario titolo interessati a una filiera locale dei cereali, sostenibile e di qualità.

Volantinoserate-cereali

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docufilm: FOOD, inc.

Food, Inc. è un film documentario statunitense del 2008 diretto da Robert Kenner
e candidato al premio Oscar nel 2010 come miglior documentario.

Non guarderai più al cibo allo stesso modo
Quanto sappiamo realmente del cibo che arriva sulla nostra tavola?

Robert Kenner svela ciò che avviene nelle grandi industrie alimentari e che ci viene tenuto deliberatamente nascosto, con il consenso delle istituzioni. È una denuncia feroce e impressionante di un sistema votato esclusivamente al profitto, che ignora i rischi per la salute pubblica e che fa della produttività il suo unico credo. Per la prima volta il regista americano è riuscito a documentare questa politica perversa e a raccogliere prove significative e testimonianze di persone che operano nel sistema produttivo alimentare.

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Chiss

«Prosecco, pesticidi sulle case» e sui colli scoppia la rivolta
Denuncia con duemila firme. Il sindaco di Vidor: «Una lobby mette a rischio la salute»

Prosecco sotto accusa: i trattamenti chimici effettuati sui vigneti fanno paura. Bruciore agli occhi e fastidio alla gola sono i sintomi più frequenti tra la popolazione, ma la gente teme che i danni alla salute possano essere ben più seri. In Pedemontana si è costituito un gruppo di cittadini preoccupati per l’eccessiva vicinanza dei vigneti a case e scuole: è stata avviata una petizione per chiedere ai sindaci dei Comuni interessati e all’Arpav – l’Agenzia per la protezione dell’ambiente – di intervenire. «Le condizioni di vita dove risiedo con la mia famiglia, a causa dei trattamenti chimici operati sui vigneti, sono inaccettabili – si legge nel documento -. Non si possono aprire le finestre, non si possono stendere abiti lavati ad asciugare, non si può utilizzare il cortile o il giardino, non si può passeggiare liberamente sulle strade pubbliche a causa del forte odore. Sulle strade, capita sovente di essere letteralmente lavati dalle sostanze diffuse dall’elicottero o dagli atomizzatori – e conclude – Temo che l’esposizione forzata e prolungata nel tempo a tali sostanze possa danneggiare seriamente la mia salute e quella dei miei familiari».
Una denuncia che fino ad ora è stata sottoscritta da quasi duemila cittadini, che si dicono preoccupati anche per «l’interazione tra i veleni dei vigneti ed i farmaci che molte persone sono costrette ad assumere quotidianamente per problemi di salute – spiega l’ingegner Luciano Bortolamiol di Vidor, tra i promotori dell’iniziativa -. Si rischia di sottoporre la popolazione ad una miscela esplosiva di farmaci e veleni. In tutte le schede di sicurezza, si raccomanda di tenere le sostanze lontano dalla portata dai bambini e di irrorare il prodotto usando tuta, maschera ed occhiali. Ma cosa accade ai bimbi che giocano nel cortile di casa o, peggio ancora, nel giardino della scuola elementare di Bigolino o di Vidor, quando passa il “palombaro” con il trattore e la nube di veleni?».
Sulla questione il Wwf riporta che nel 2009 le patologie neoplastiche maligne, nei Comuni dell’Usl 7, hanno sfiorato i 10 mila casi e che i tumori maligni sono la prima causa di morte negli adulti tra i 25 e 64 anni, nonché tra i bambini tra gli 1 e i 4 anni.
Dati che allarmano anche gli amministratori pubblici, tant’è che Albino Cordiali, sindaco di Vidor, dice: «Non passa giorno senza che dei cittadini si rivolgano al Comune per chiedere aiuto. Purtroppo spesso manca il buonsenso, ci sono produttori che irrorano quantità superiori al necessario pensando solo al profitto.
Se poi l’operazione è compiuta con l’elicottero allora è impossibile sfuggire alle sostanze. Insieme ai 15 Comuni del Prosecco Docg stiamo studiando un regolamento ma le pressioni sono tante, gli agricoltori sono irremovibili e le multinazionali che producono i pesticidi sono dei colossi: temo che la situazione sia destinata solo a peggiorare. Noi amministratori pubblici assistiamo impotenti al deteriorasi della salute pubblica».

Ingrid Feltrin
11 agosto 2010

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Chiss

«Prosecco, pesticidi sulle case» e sui colli scoppia la rivolta
Denuncia con duemila firme. Il sindaco di Vidor: «Una lobby mette a rischio la salute»

Prosecco sotto accusa: i trattamenti chimici effettuati sui vigneti fanno paura. Bruciore agli occhi e fastidio alla gola sono i sintomi più frequenti tra la popolazione, ma la gente teme che i danni alla salute possano essere ben più seri. In Pedemontana si è costituito un gruppo di cittadini preoccupati per l’eccessiva vicinanza dei vigneti a case e scuole: è stata avviata una petizione per chiedere ai sindaci dei Comuni interessati e all’Arpav – l’Agenzia per la protezione dell’ambiente – di intervenire. «Le condizioni di vita dove risiedo con la mia famiglia, a causa dei trattamenti chimici operati sui vigneti, sono inaccettabili – si legge nel documento -. Non si possono aprire le finestre, non si possono stendere abiti lavati ad asciugare, non si può utilizzare il cortile o il giardino, non si può passeggiare liberamente sulle strade pubbliche a causa del forte odore. Sulle strade, capita sovente di essere letteralmente lavati dalle sostanze diffuse dall’elicottero o dagli atomizzatori – e conclude – Temo che l’esposizione forzata e prolungata nel tempo a tali sostanze possa danneggiare seriamente la mia salute e quella dei miei familiari».
Una denuncia che fino ad ora è stata sottoscritta da quasi duemila cittadini, che si dicono preoccupati anche per «l’interazione tra i veleni dei vigneti ed i farmaci che molte persone sono costrette ad assumere quotidianamente per problemi di salute – spiega l’ingegner Luciano Bortolamiol di Vidor, tra i promotori dell’iniziativa -. Si rischia di sottoporre la popolazione ad una miscela esplosiva di farmaci e veleni. In tutte le schede di sicurezza, si raccomanda di tenere le sostanze lontano dalla portata dai bambini e di irrorare il prodotto usando tuta, maschera ed occhiali. Ma cosa accade ai bimbi che giocano nel cortile di casa o, peggio ancora, nel giardino della scuola elementare di Bigolino o di Vidor, quando passa il “palombaro” con il trattore e la nube di veleni?».
Sulla questione il Wwf riporta che nel 2009 le patologie neoplastiche maligne, nei Comuni dell’Usl 7, hanno sfiorato i 10 mila casi e che i tumori maligni sono la prima causa di morte negli adulti tra i 25 e 64 anni, nonché tra i bambini tra gli 1 e i 4 anni.
Dati che allarmano anche gli amministratori pubblici, tant’è che Albino Cordiali, sindaco di Vidor, dice: «Non passa giorno senza che dei cittadini si rivolgano al Comune per chiedere aiuto. Purtroppo spesso manca il buonsenso, ci sono produttori che irrorano quantità superiori al necessario pensando solo al profitto.
Se poi l’operazione è compiuta con l’elicottero allora è impossibile sfuggire alle sostanze. Insieme ai 15 Comuni del Prosecco Docg stiamo studiando un regolamento ma le pressioni sono tante, gli agricoltori sono irremovibili e le multinazionali che producono i pesticidi sono dei colossi: temo che la situazione sia destinata solo a peggiorare. Noi amministratori pubblici assistiamo impotenti al deteriorasi della salute pubblica».

Ingrid Feltrin
11 agosto 2010

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La piramide alimentare veneta !!!

Eccheè la piramide alimentare???
È un grafico che rappresenta un regime alimentare onnivoro equilibrato, elaborato per invitare la popolazione a seguire i consigli dietetici proposti da organismi qualificati in materia di salute; per interpretarla si parte dal presupposto che gli alimenti al vertice della piramide sono quelli da consumare in piccole quantità mentre quelli posti nella parte bassa vanno consumati con più frequenza e in quantità maggiori.
Ideata dal dipartimento statunitense dell’Agricoltura nel 1992 e rivista nel 2005, tra il 2003 e il 2004 è stata elaborata da un gruppo di lavoro del Ministero della salute che ne ha ricavato quella italiana.. Nell’estate del 2008 la R
egione Toscana ha adottato una propria piramide alimentare, che declina in ambito regionale prodotti e abitudini per una alimentazione corretta, in linea con le caratteristiche culturali e con le tradizioni alimentari della regione.
Nel febbraio 2009 anche la Regione Veneto è partita con un progetto di Piramide A
limentare Veneta, nel cui portale troviamo che «La nostra salute dipende in gran parte da come e quanto mangiamo, da dove e come viviamo. Non è pensabile che una persona nata, vissuta e cresciuta nel Veneto si nutra solo di alimenti piccanti o di frutta e verdura esotica, o di sola carne. Noi siamo parte integrante del territorio, siamo figli della terra che ci ha visti nascere e crescere e dei suoi prodotti. Questi ultimi seguono l’iter delle stagioni, delle condizioni climatiche, al pari del nostro fisico. Soprattutto le persone più esposte e più fragili, in particolare bambini ed anziani, si devono nutrire correttamente con cibi provenienti dal territorio in cui vivono, legati alle stagioni e quindi con prodotti raccolti a maturazione e consumati in un breve tempo dal raccolto. E poi la quantità. Si può e si deve mangiare seguendo delle semplici regole che non sono certo figlie del consumismo e della fretta, ma piuttosto dell’amore fra simili, fra persone consapevoli che la qualità della vita passa “in primis” attraverso il cibo.» [..] «La cultura passa storicamente attraverso la tavola, si evolve, si adegua agli stili di vita, ma non dimentica mai le radici: non per niente storici e filosofi da sempre affermano che “il futuro sta nel passato Speriamo che a queste significative intenzioni seguano pratiche coerenti.

E non dimentichiamo certo il Progetto Chilometro Zero, operazione con la quale Coldiretti Veneto vuole convincere mense, chef e grande distribuzione a proporre ai consumatori preferibilmente prodotti stagionali del territorio. Progetto che è addirittura diventata Legge Regionale del Veneto, la prima a livello nazionale del genere, che riconosce le mense collettive, la ristorazione privata e i supermercati che adottano la produzione enogastronomia veneta nella misura percentuale dal 30 al 50 percento. Il testo di legge prevede la presenza di alimenti tipici, legati al territorio, nelle mense collettive di asili nido, scuole di ogni ordine e grado, ospedali, residenze per anziani e nei menù della ristorazione. Il comparto agricolo regionale produce frutta, latte, formaggi, carne, uova, vino e zucchero con livelli di alta qualità e in quantità superiori al fabbisogno dei 4 milioni e 650 mila veneti. Ciò nonostante il Veneto è la seconda regione in Italia per importazione di prodotti agricoli dall’estero spacciati per territoriali e destinati alle mense di 40 ospedali, 269 centri servizio per anziani, 359 scuole elementari e medie e 20 università.
Ecco il perchè del nostro scetticismo: troppo spesso alle belle parole e alle buone intenzioni non seguono i fatti: ad esempio, nelle mense delle nostre scuole che alimenti riempiono i piatti dei nostri ragazzi?
Parliamone!!!

Intanto lustriamoci gli occhi con un esempio che arriva dalla Toscana, precisamente da Marlia in provincia di Lucca, che ha visto l’apertura di “Effecorta“, dove “f” sta per filiera: 70 chilometri il raggio di provenienza delle merci. E niente imballaggi. qui l’articolo da Altraeconomia

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FOOD, INC.

In occasione della Settimana Unesco per la sostenibilità, lunedì 9 novembre alle ore 20 a Cinemazero di Pordenone, proiezione di
FOOD, INC.
di Robert Kenner (Usa, 2008)
Miglior documentario allo Slow Food On Film 2009
INGRESSO GRATUITO!
a seguire degustazioni di prodotti selezionati da Slow Food Pordenone
“Il film apporta un forte contributo al discorso sulla disastrosa situazione alimentare del pianeta. Racconta la storia di un sistema internazionale di produzione alimentare molto complesso in modo comprensibile, informativo, ma allo stesso tempo spettacolare.”
Chi vuole venire con noi ci contatti al n. 347 3698021.
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Agricoltura, prezzi e OGM

Allarme. Coldiretti: Il pagamento ai produttori è tornato indietro a venti anni fa
I prezzi nella grande distribuzione sono invariati, ma i contadini hanno avuto il 16% in meno Resistere. Questo l’appello lanciato alla categoria dal presidente trevigiano Coldiretti, Fulvio Brunetta: «Resistiamo al settembre nero dei prezzi pagati agli agricoltori per cereali, uva, latte e per tutto il resto del nostro paniere agricolo». Una situazione dei prezzi, quella denunciata da Brunetta, “contraddittoria” e“drammatica”. «Ogni giorno constatiamo che il nostro lavoro e i nostri prodotti ci vengono pagati come vent’anni fa -prosegue il presidente di ColdirettiTreviso -con la bella differenza che i costi di produzione rispetto a quel tempo sono forse più che decuplicati». Eppure le nostre produzioni sono considerate eccellenze nel mondo. «È proprio questo il punto. Non possiamo permetterci -aggiunge Brunetta-di abbassare il livello della qualità dei nostri prodotti. Se facciamo solo un passo indietro ci giochiamo fette di mercato poi difficilmente recuperabili. Oggi la situazione è che per i produttori i prezzi pagati sono sempre più bassi, mentre per i consumatori sempre più alti. I prezzi dei prodotti sono crollati del 16%, ma per i consumatori sono rimasti praticamente stabili per la presenza di pesanti distorsioni nel passaggio degli alimenti dal campo alla tavola che colpiscono gli agricoltori e i consumatori».

La riflessione deriva dai dati dell’ultimo bollettino Unioncamere che evidenzia un aumento del giro di affari del 2,8% nella grande distribuzione nel periodo maggio giugno 2009. Qui i prezzi sono stabili (-0,1%) eppure i contadini hanno ricevuto il 16% in meno, per Ismea. Con punte negative del prezzo dei cereali sceso del 33%, contro un aumento del pane del 2,2%.

Gli OGM danneggiano l’ambiente e minacciano la biodiversità

Da sempre la biodiversità è considerata di fondamentale importanza per il nostro ecosistema: è la ricchezza della vita sulla Terra composta dalle molteplici varietà di fiori, piante e animali che garantiscono la vitalità del nostro pianeta. In quanto parte della biodiversità, l’uomo ne sfrutta i servizi per il proprio sostentamento quotidiano: cibo, acqua, energia e risorse fondamentali sono il patrimonio a cui l’uomo attinge fin dai tempi delle caverne. Spesso però questo utilizzo ha assunto i caratteri dello sfruttamento e dello spreco di risorse fino ad acquistare dei livelli di preoccupazione mondiale. Un impoverimento della biodiversità, infatti, comporta dei danni su più livelli, a cominciare da quello ecologico, poiché si compromettono le funzionalità degli ecosistemi. A livello economico, invece, si riducono le risorse genetiche potenziali. Ultimo ma non meno importante è il danno che si registra a livello culturale: perdere la biodiversità significa perdere quel ricco e complesso tesoro di saper fare, conoscenze e relazioni umane ad essa legati e collegati ad un territorio specifico un tempo retaggio del mondo contadino. Salvare la biodiversità significa salvaguardare un patrimonio genetico, economico, sociale e culturale di straordinario valore. Per tutti.
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Gli OGM “non hanno rese agricole superiori”
Ad aprile è stato pubblicato un rapporto americano che attacca la garanzia di più forti rendimenti degli OGM. Non è il primo studio a mettere in dubbio l’efficacia degli organismi geneticamente modificati, eppure i paesi e le superfici coltivate con OGM continuano ad aumentare. Gli organismi geneticamente modificati (OGM) non vengono più criticati solo in Europa. Ad aprile è stato pubblicato un rapporto americano che attacca il principale argomento dei fabbricanti di sementi modificate: la garanzia di più forti rendimenti. Responsabile del rapporto è la Union of Concerned Scientist, un gruppo di esperti del MIT (Massachusetts Institute of Technology). Qualche settimana dopo, a inizio maggio, l’UE ha imposto il suo diritto a consumare carne bovina senza ormoni (gli Stati Uniti come contropartita continueranno a sovratassare una serie di prodotti alimentari europei). Ma il diritto di produrre e consumare alimenti senza ormoni non implica quello di produrre e consumare senza OGM?
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OGM e Monsanto: la catastrofe della soia transgenica in argentina
Avevano presentato gli organismi geneticamente modificati come la soluzione a tutti i problemi dell’umanità. Tra l’altro dicevano, c’è tutta una letteratura, che gli OGM non hanno bisogno di fertilizzanti chimici o di erbicidi. Non era così. Nell’Argentina dell’agroindustria della soia, secondo la ONG “Gruppo di Riflessione Rurale” (GRR) proprio l’agroindustria sta avvelenando una delle pianure più fertili del mondo dove per non morire di cancro si scappa via. Il principale colpevole è il glifosfato, un erbicida inventato dalla Monsanto ma oggi, essendo scaduto il brevetto, prodotto da più ditte. Si starebbero così moltiplicando i casi di tumori infantili, le malformazioni congenite, i problemi renali, le dermatiti, i problemi respiratori. Secondo uno studio dell’Ospedale italiano “Giuseppe Garibaldi” di Rosario, nelle zone fumigate ci sarebbe un aumento di tre volte dei tumori gastrici e ai testicoli, di due volte per quelli al pancreas e ai polmoni e addirittura di dieci volte al fegato.
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