Consiglio comunale 3 giugno 2016 – Dichiarazione di voto Punto 2 OdG

PUNTO 2: POSIZIONE ED ISTANZE VERSO GLI ENTI SOVRA ORDINATI INERENTI ALLA NORMATIVA SUGLI IMPIANTI ENERGETICI A COGENERAZIONE TERMICA/ELETTRICA

La delibera che ci accingiamo ad approvare, anche in questo caso, spero all’unanimità, da’ una cornice di valori alla decisione appena presa. Cioè riempie di contenuto il nostro no alla costruzione di quel pirogassificatore a Gaiarine.

Da’ supporto alla decisione appena presa perché inquadra le scelte dell’Amministrazione come parti integranti di un disegno più ampio e più “elevato”, che ha come faro, come guida, il principio di precauzione e l’esempio di altre esperienze vicine.

Grazie alle richieste che facciamo oggi alla Regione e al Governo centrale vogliamo infatti ribadire che e’ necessario che non sia solo il Comune ad agire, ma che a tutti i livelli si stabiliscano priorità e vengano assunte responsabilità decisionali, perché non possiamo permettere che sia messa in pericolo la nostra salute e soprattutto quella dei nostri bambini. Non si devono dilapidare la salute e il territorio perché su di esso vivono settori che muovono soldi.

La Comunità europea promuove il risparmio energetico, in maniera ampia ed estesa, ma consapevole delle particolarità ambientali di ogni singola regione dell’Europa, ispira qualsiasi agire al principio della precauzione. E la nostra legislazione ha recepito tale principio nelle legge italiana.

Ci sono regioni, come la nostra, in cui la produzione di energia verde fatta attraverso la combustione fa aggravare la qualità dell’aria e quindi e’ necessario prendere le dovute precauzioni ogni qualvolta si vuole costruire un impianto.
Anche se esso produce energia rinnovabile, devono essere analizzati gli effetti cumulativi con quanto gia’ esistente.

Caliamo il problema alla nostra realtà: se il problema sono i tralci di viti occorre mettersi al tavolo e trovare una soluzione, che non e’ banalmente bruciare e prendere gli incentivi, ma trovare la strada giusta per tutelare agricoltura, impresa e cittadino. E sarebbe grave se non ci fossero soluzioni SOSTENIBILI, perché sarebbe come ammettere il fallimento della tecnica e della scienza e della politIca.

La salute deve essere tutelata. Le bellezze della nostra terra, della nostra Regione, e lasciatemi passare questa accezione “campanilistica”, della nostra Provincia, devono essere conservate e TUTELATE.

La tutela deve passare anche attraverso una disamina degli interessi di tutti gli stakeholders, cioè i portatori di interesse (comunità’, imprese, istituzioni), perché ripeto questo patrimonio (la nostra salute, il nostro territorio) non va dilapidato perché banalmente su di esso vivono settori che muovono soldi. Non bastano l’aggettivo “verde” o “biologico”, o la parola “risparmio energico” per legittimare scelte che non sono affatto verdi, biologiche o di risparmio energetico.

E’ importante analizzare ogni progetto nel contesto in cui esso viene calato. Se il contesto e’ fragile, devono essere prese tutte le dovute cautele.

Lo sviluppo sostenibile è un processo finalizzato al raggiungimento di obiettivi di miglioramento non solo ambientale, ma anche economico, sociale ed istituzionale, sia a livello locale che globale.
Molto spesso ci viene detto che siamo contrari al progresso tecnologico e io invece ribadisco che l’evoluzione della tecnica deve portarci a vivere meglio non peggio. E’la tecnica al ns servizio non noi al servizio della tecnica.

La politica, a tutti i livelli, ha la responsabilità di trovare la soluzione migliore.

A differenza di alcuni amministratori, mi sento insieme al mio Gruppo, questa responsabilità e faccio di tutto per rendere vivo il principio della sostenibilità, perché credo in questo principio che stabilisce che “l’umanità ha la possibilità di rendere sostenibile lo sviluppo, cioè di far sì che esso soddisfi i bisogni dell’attuale generazione senza compromettere la capacità delle generazioni future di rispondere ai loro”.

Le prossime generazioni non possono pagare il prezzo degli errori di oggi.

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