Cronaca Consiglio Straordinario del 3 giugno 2016

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melting-clock-with-silver-frame-[2]-15062-pSiamo al momento della verità.
Il Consiglio Comunale straordinario di Gaiarine questa sera rappresenta la fine di un percorso iniziato ufficialmente più di tre mesi addietro quando il 12 febbraio scorso un altro Consiglio Comunale straordinario rivelò alla comunità le colpevoli mancanze dell’amministrazione Cappellotto. È stato un percorso intenso, di sacrifici e impegno, nel quale iniziative, ricerche, incontri, riunioni, discussioni, contatti, si sono intrecciati e moltiplicati coinvolgendo amministratori, tecnici, ma soprattutto cittadini volontari che hanno dato vita ad un’attività di formazione e informazione che rappresenta ora un tesoro per la nostra comunità, forse piccolo ma importante e significativo.
A dimostrazione di questo i numerosi incontri pubblici di informazione a Campomolino, Albina, Vallonto, Roverbasso, Francenigo, Fontanelle, Mansuè, Maron di Brugnera, Oderzo, con la straordinaria serata di Gaiarine dove alla relazione illustrativa curata dal Comitato NoPirogassificatore a Gaiarine si è affiancata una sapiente relazione del dottor hqdefaultMazzi dell’ISDE – Medici per l’Ambiente sull’aspetto sanitario, Sporchi-da-morire-il-film_article_linediventata poi riferimento scientifico integrante nelle successive presentazioni; ma anche due appuntamenti a Francenigo e Gaiarine dove è stato proiettato il docufilm “Sporchi da morire” di Marco Carlucci.
In questo percorso anche l’amministrazione è stata coinvolta, con una disponibilità esitante e diffidente, contribuendo alla nomina della commissione tecnico/scientifica (che ha bocciato in ogni ambito – urbanistico, tecni-co/impiantistico, naturalistico, sanitario – il progetto del pirogassificatore), condividendo con le minoranze le conclusioni, e arrivando al Consiglio Comunale di questa sera.
Contrariamente alla precedente occasione e contraddicendo se stesso («La sala consiliare è questa e qui si fa il Consiglio Comunale» disse in febbraio rivolto ai tanti che dovettero rimanere sulle scale di accesso alla Sala Consiliare o nell’atrio sottostante), il Sindaco indice questo Consiglio straordinario nella palestra comunale (quella originale) dove spazi e gradinate permettono la presenza del prevedibile numeroso pubblico cons2(saranno oltre 300.. attendiamo i dati della questura)
Il tavolo è posizionato al centro del parquet, di fronte due file di sedie sono riservate alle autorità invitate, e sulle gradinate prendono posto i cittadini, centinaia, tra i quali spiccano le decine di magliette bianche col logo del Comitato NoPirogassificatore a Gaiarine.
Sono presenti anche le forze dell’ordine, a garanzia di uno svolgimento tranquillo che mai nel corso della serata sarà messo in dubbio. Su questo la vicinanza e la solidarietà vanno ai membri del Comitato No Pirogassificatore a Gaiarine maltrattati mercoledì scorso da un preoc-cupatissimo Sindaco a Portobuffolè che, paventando chissà quali azioni eclatanti, ha richiesto addirittura l’intervento dei Carabinieri i quali, con qualche imbarazzo, si son limitati ad un formale riconoscimento. Vabbeh..
Si comincia.

Fatto l’appello (vedi qui). il Sindaco,  prende la parola, ringrazia le istituzioni presenti (tra le quali la senatrice De Pin e i sindaci Susana di Portobuffolè, Bonet di Godega Sant’Urbano e la vicesindaco Busiol di Codognè.. poche rispetto a quelle invitate; la speranza è che l’esito di questo Consiglio diventi riferimento forte e chiaro per tutti quei Sindaci e amministratori che, imbrigliati dai veti di partito o indifferenti per interessi ristretti o personali, hanno atteso per mesi di vedere cosa succedeva a Gaiarine) e i tanti cittadini, e chiede ai rappresentanti indeppxdel Comitato NoPirogassificatore a Gaiarine di farsi avanti per la consegna del secondo blocco di firme da loro raccolte, che unite alle prime tremila già nelle sue mani porta il totale a 5868 sottoscrizioni alla petizione popolare: un risultato straordinario e anche il Sindaco lo riconosce unitamente all’applauso convinto dell’intera platea.
Si passa poi all’appello che segnala le consigliere Daniel e Fracassi assenti giustificate e la consigliera Gava ingiustificata (?!?!?! Doverosa la riflessione: in un Consiglio Comunale, tanto atteso dai suoi cittadini presenti a centinaia e tanto importante per il comune da chiamarsi Straordinario, nella maggioranza mancano due consigliere di cui una, la Gava, manco si degna di dare motivazione ed è proprio quella che nel precedente ultimo Consiglio veniva indicata come riferimento e promoter della “Fondazione di comunità della Sinistra Piave per la qualità di vita Onlus”! Perdonateci quindi il francesismo: ma che figura di m…! Vien da chiedersi poi se, giustificate o meno, le due assenze nella maggioranza sian frutto di ordini dall’alto di una scuderia scalcinata, interessata, compromessa).

Quindi dà lettura del primo punto all’ordine del giorno.
1. POSIZIONE E DETERMINAZIONI INERENTI LA REALIZZAZIONE DI UN IMPIANTO DI PIROGASSIFICAZIONE ALIMENTATO A BIOMASSA PRESSO IL SITO PRODUTTIVO “PADANA ORTOFLORICOLTURA” (EX RESTEYA) IN VIA RESTEIUZZA;
Parte con le premesse del deposito del 25 maggio 2015 del progetto dell’impianto proposto dalla ditta “Cortus Energy ltaly S.r.l.”, il successivo esame che evidenzia come l’impianto in progetto sia un prototipo sperimentale e la nomina della Commissione per la Consulenza Tecnica Ambientale del 15 marzo 2016 la Giunta Comunale;
continua con le considerazioni sui risultati datati 19 aprile 2016 illustrati dai tecnici della commissione, con forti motivazioni contrarie all’impianto, anche legate ai possibili effetti generati sull’ambiente e sulla salute pubblica, e a ridosso di un’area di particolare valenza ambientale, tutelata dalla Comunità Europea, denominata “SIC IT 3240016 – Bosco di Particolare del boscoGaiarine” (meglio conosciuto come “Bosco Zacchi”); e che non si conoscano gli effetti sull’ambiente, sulla salute dei cittadini e sul clima locale delle emissioni; che vede il suo ritorno economico incentrato sugli incentivi per la produzione d’energia da fonti alternative; con emissioni che potranno solo peggiorare la qualità dell’aria della zona, già sottoposta a notevoli criticità come dimostrato dai dati ARPAV;
richiama il Principio di Precauzione previsto all’Articolo 191 del Trattato UE di Roma che garantisce un alto livello di protezione dell’ambiente grazie a misure preventive in caso di rischi alla biosfera; la sensibilità e l’attenzione della popolazione del comune di Gaiarine e dei territori limitrofi, al tema delle fonti rinnovabili e alle loro ricadute sul territorio;
quindi conclude richiedendo la delibera per dare mandato al Sindaco di rappresentare la ferma contrarietà della Comunità di Gaiarine alla realizzazione dell’impianto, sia in sede di Commissione Tecnica Regionale Ambiente (CTRA) che di eventuale successiva Conferenza di Servizi; per dare mandato al Sindaco ed alla Giunta di adoperarsi con ogni mezzo affinché la Regione e gli Enti competenti non autorizzino l’impianto; per dare mandato al Sindaco ed alla Giunta di adoperarsi ulteriormente, nel caso l’impianto venga autorizzato, per mettere in essere le azioni necessarie per contrastare la realizzazione dell’opera e per dichiararla immediatamente eseguibile.
Dà quindi parola alle minoranze.

Il consigliere Bressan interviene rimarcando i troppi mesi persi nel silenzio e rivolgendo pesanti accuse di incapacità amministrativa e politica, arrivando a chiedere dimissioni (richiesta quanto mai allucinata e intempestiva: viene deliberato il sostegno all’am-ministrazione comunale a contrastare il progetto Pirogassificatore con ogni mezzo, ordine e grado istituzionale e chiediamo allo stesso organo di dimettersi? ci saranno tempi e modi per una resa dei conti che la comunità saprà operare), ringraziando infine cittadini e membri del Comitato per l’impegno profuso e conclude ricordando il No al progetto del proprio gruppo e dichiarando per questo il voto favorevole.

È poi la volta del consigliere Andreetta che esordisce ricordando l’anno trascorso per i primi sette mesi del tutto ignari di quanto depositato presso gli uffici comunali e il resto nel rincorrere informazioni e dati nel costante dubbio che la maggioranza procedesse con remissione nei confronti del progetto. Ricorda come la comunità abbia espresso, anche attraverso le iniziative del Comitato, sempre con fermezza, preparazione e civiltà la propria contrarietà all’impianto.
Constata come, dopo il Consiglio Straordinario di febbraio richiesto e quasi imposto dalle minoranze, il Sindaco abbia accettato dialogo e confronto che ha condotto ad un tavolo tecnico, le cui cinque relazioni vedono tutte bocciato senza appello il progetto, cosa che porta a chiedersi come potesse essere concepito una così raffazzonato impresa. Riporta poi una riflessione mirata sul solo aspetto urbanistico/naturalistico che da solo avrebbe dovuto costituire impedimento sostanziale all’iniziativa proposta.
Infatti proprio negli strumenti urbanistici sono presenti indirizzi e prescrizioni volte alla valorizzazione, al sostegno e alla tutela dell’area, addirittura subordinando qualsiasi intervento a specifici piani d’intervento.
Conclude dichiarando il proprio voto a favore della delibera che esprime una posizione contraria attesa dalla comunità ma anche dai cittadini e dalle amministrazioni dei comuni limitrofi, ricordando che la partita vede compiersi un momento importante ma continua in provincia e soprattutto in regione. E per questo auspica e raccomanda energia, convinzione e determinazione da parte del Sindaco e della Giunta.

Infine interviene la consigliera Capuzzo che ricorda come quanto viene proposto in delibera sia il risultato del lavoro di una squadra composta da sensibilità diverse ma con un obiettivo unico: il NO alla realizzazione dell’opera, con una posizione finalmente chiara da parte di tutti. E sottolinea giustamente come per alcuni questa posizione sia stata indiscutibile da subito mentre per altri, tra cui la maggioranza, c’è voluto tanto, troppo tempo perché lo diventasse auspicando per il voto successivo l’unanimità di questa posizione.
referendum1Rammenta come la vicenda abbia visto l’impegno di tutti portando con sé la gemma preziosa e bella della partecipazione della cittadinanza, che ha dimostrato sensibilità e attenzione ai temi che riguardano la salute e il rispetto delle leggi. Sottolinea anche come la comunità di Gaiarine ma anche quelle circostanti abbiano dato prova che parlando di ambiente non esistono confini territoriali o tessere di partito. Analizza poi brevemente il percorso di oltre un anno dividendolo in due momenti, un primo periodo ricompreso dal maggio 2015 al Consiglio Comunale straor-dinario del 12 febbraio 2016 richiesto dalle minoranze e un secondo periodo dal 12 febbraio 2016 a questa sera.
Ricorda come il primo periodo fosse già stato commentato in quel Consiglio Comunale, ancora vivo nella memoria di tutti i presenti, che vide emergere il silenzio e la super-ficialità dell’amministrazione in carica, che lo ritenne un affare della Regione. Mentre nel secondo periodo ci sia stata finalmente l’apertura e la collaborazione della Giunta alle richieste delle minoranze, ma anche e soprattutto di decine e decine di cittadini. Dà poi atto alla Giunta di aver accettato subito il tavolo di lavoro allargato a più tecnici, proposto e voluto dalle minoranze, il cui studio ha validato le pesanti contraddizioni urbanistiche e tecniche, oltre che sanitarie, dell’opera in progetto convincendo la Giunta che quell’impianto non si poteva fare. Ribadisce il concetto di validazione perché con legittimo orgoglio e fuori da qualsiasi volontà polemica, i concetti espressi sono gli stessi dichiarati dal gruppo Esserci più di tre mesi addietro.
La consigliera Capuzzo riprende per questo il proprio intervento del 12 febbraio, rileggendo i motivi di quel No al Pirogassificatore:
- Mancato rispetto del principio di precauzione
- Prossimità zona SIC
- Prevalenza dell’interesse privato su quello pubblico
e manifesta la propria giustificata soddisfazione per la lettura della delibera odierna e per le motivazioni collegate, a dimostrazione della correttezza e delle verità dichiarate tre mesi prima, la cui analisi unita al buonsenso, aveva portato il gruppo alle conclusioni evidenziate oggi. Si rammarica poi, come capogruppo di Esserci, che questa Giunta non si fosse fidata fin d’allora di quel giudizio ma si rivolge al Sindaco, constatando la sua colla-borazione, per affidargli il mandato unitamente alla sua Giunta di adoperarsi con ogni mezzo affinché Regione e enti competenti non autorizzino la costruzione dell’impianto o, nel caso di autorizzazione, di fare qualsiasi cosa per contrastarne la realizzazione. Sottolinea che con quel mandato affida al Sindaco fiducia aspettandosi che egli e la sua Giunta faccia e agisca in maniera rapida chiara e trasparente per dire No e consenta ai cittadini in maniera chiara e trasparente l’accesso alle informazioni, senza omissioni o sotterfugi, senza usare le norme come mezzo per nascondere loro quello che è un diritto sapere.
Infine rivolge un ringraziamento a tutti i cittadini che hanno reso possibile giungere a amicaterraquesto No e a tutte le associazioni che hanno supportato il fronte del No, su tutte Amica Terra capace di un importante supporto tecnico, e dedica un grazie particolare al lgopirobimbiComitato “No Pirogassificatore a Gaiarine” per la fondamentale attività di sensibilizzazione sia nel Comune che in quelli confinanti, concre-tizzato nella raccolta di quasi 6000 No al pirogassificatore.
Dichiara quindi il proprio voto favorevole.

Tra questi interventi il Sindaco tenta di replicare dichiarandosi tutt’altro che disposto a dimettersi, ritenendosi a posto con la coscienza, essendosi mosso personalmente in Provincia e in Regione, garantendo quanto da lui fatto come ininterrotto impegno nella costante ricerca di supporti e contributi che colmassero la propria incompetenza su una materia così tecnica, ringraziando alla fine il buon Dio per averli trovati (ringraziando chi???? L’Onnipotente può toccare nella sua misericordia i cuori e le menti ma chi si rimbocca le maniche sono stati Cittadini con la C maiuscola!).

Tocca al capogruppo della maggioranza consigliere Dardengo intervenire. Riassume la vicenda, giustifica le scelte e i comportamenti adottati da Sindaco, Giunta e maggioranza come legittimi e conseguenti alla specificità e al tecnicismo del caso, in un continuo complicato esercizio di equilibrismo politico e verbale che per non cercare ragioni inesistenti tenta di non assumersi torti palesi, tralasciando anche la manifesta incoerenza di firme alla petizione sottoscritte anche da membri della sua maggioranza.  Ma come pure le minoranze hanno sottolineato nei loro interventi è la conclusione che sta per essere deliberata ciò che conta di più e quando chiudendo conferma il No del gruppo di maggioranza il sollievo è generale.cons1

Esaurita la discussione viene messo ai voti il primo punto. Approvato e reso immediatamente esecutivo all’unanimità.

2 POSIZIONE ED ISTANZE VERSO GLI ENTI SOVRA-ORDINATI INERENTI LA NORMATIVA SUGLI IMPIANTI ENERGETICI A COGENERAZIONE TERMI-CA/ELETTRICA.
Il Sindaco passa poi alla lettura del secondo punto con il quale dopo aver premesso che la Comunità Europea promuove obbiettivi di risparmio energetico, la diminuzione di emissioni cosiddette “clima alteranti” e l’abbattimento degli agenti inquinanti, che la legislazione nazionale vigente prevede non solo un iter autorizzativo agevolato per impianti di produzione combinata di energia termica ed elettrica (cogenerazione), dispensando gli impianti inferiori ai 50 MW termici dall’obbligo della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) ma anche forti incentivi economici (i più alti in Europa) sull’energia elettrica prodotta in cogenerazione ricorda come un recente rapporto dell’Agenzia Europea per l’Ambiente attesta la Pianura Padano-Veneta come la zona più inquinata d’Europa e tra le più inquinate del pianeta; come i dati sulle patologie collegate all’inquinamento ambientale 2016-03-17 - Gaiarine - Gustavo Mazzi_Pagina_21sono molto preoccupanti (fonte lSDE – Medici per l’ambiente), segnatamente quella giovanile con un’incidenza delle patologie collegate all’in-quinamento doppia rispetto alla media europea, alla Gran Bretagna, agli Stati Uniti e in aumento nell’ultimo decennio; che è ampiamente dimostrata la pericolosità per la salute umana delle cosiddette “polveri sottili” prodotte dai processi di combu-stione, le cui soglie minime previste dalle leggi non corrispondono a soglie di sicurezza sanitaria, perché una singola molecola nociva può scatenare una patologia con latenza di anni; come venga poco considerato il fenomeno del “bioaccumulo“, per cui l’uomo assume gli inquinanti ricaduti nel territorio non solo attraverso l’inalazione e il contatto fisico ma anche attraverso la catena alimentare, nutrendosi di vegetali e prodotti di derivazione animale già contaminati; che in altre parti d’Italia la sensibilità politica ha sortito in questo ambito regolamenti molto stringenti, citiamo l’esempio della regione Emilia Romagna e della Provincia Autonoma di Trento.
Propone quindi la deliberazione di trasmettere al Consiglio Regionale del Veneto la richiesta di intervento sulla normativa in materia di impianti di cogenerazione termi-ca/elettrica che permetta l’utilizzo delle biomasse solo in contesti di filiera corta o cortissima, di valutare l’effetto cumulo che deriva dalla concentrazione di più impianti sullo stesso territorio, di autorizzare un impianto solo se presente la contestuale riduzione di inquinamento sul territorio (cogenerazione e trigenerazione, utilizzo del calore, teleri-scaldamento, ecc.) sull’esempio della Regione Emilia Romagna, e come in vari comuni dell’Alto Adige che si sono dotati di impianti di teleriscaldamento diffuso, di pretendere che l’efficienza energetica (cioè il rapporto tra l’energia prodotta in uscita e quella consumata in entrata) delle centrali a combustione sia molto alta, sull’esempio della provincia autonoma di Trento che fissa parametri molto esigenti anche in termini tecnico/impiantistici dei sistemi di cogenerazione, in coerenza con le direttive della Comunità Europea, e di regolare la materia attenendosi al Principio di Precauzione, vigente anche a livello europeo.
Ma anche di trasmettere al Consiglio dei Ministri e alle Commissioni Parlamentari competenti la richiesta di intervenire sulla normativa in materia di impianti di cogenerazione termica/elettrica per modificare l’approccio alle fonti cosiddette “rinnovabili”, differenziandolo per le trasformazioni che consumano materia rispetto a quelle che non la consumano, sfruttando la sola forza dell’elemento utilizzato (es. il vento, la luce, l’acqua dei fiumi, le maree, il calore del sole, ecc.), perché trattasi di tipologie di produzione energetica che hanno effetti collaterali completamente diversi e determinanti, favorendo quindi maggiormente le “rinnovabili” che non consumano materia, di modificare radicalmente la normativa degli incentivi pubblici sull’energia elettrica prodotta dalle fonti definite “rinnovabili”, eliminando le condizioni che inducono ad un approccio eminentemente speculativo da parte degli investitori anche quando esistono effetti collaterali che ricadono negativamente sulle comunità e/o sull’ambiente, di considerare maggiormente il coinvolgimento delle comunità e dei portatori di interessi nei processi autorizzativi, in particolare prescrivendo la procedura di V.I.A. anche per impianti di potenza inferiore ai limiti sopra i quali viene richiesta attualmente, di regolare la materia attenendosi al principio di precauzione, vigente anche a livello europeo.
Terminata la lettura il Sindaco dà spazio agli interventi.

Il consigliere Andreetta accoglie con favore il secondo punto trovandolo opportuno e coraggioso per le motivazioni etiche e le considerazioni fondate sull’argomento dell’energia da biomasse in generale. Coraggioso anche per l’ambizione di stimolare alla riflessione proprio su quest’argomento il governo regionale e nazionale. Denuncia una legislazione scandalosa sugli impianti di produzione di energia da biomasse, che incentiva impianti e cicli produttivi di per sé in perdita sia dal punto di vista economico/finanziario che da quello energetico. Sottolinea l’assurdità di impianti dove la somma dell’energia elettrica e di quella termica disponibili a valle è inferiore, a volte molto inferiore, di tutte le energie consumate lungo il ciclo a monte. Ricorda come sia necessario invece favorire l’efficientamento energetico e i sistemi sostenibili, invece di ricorrere ipocritamente ad impianti che possono essere definiti “smaltitori di rifiuti” benchè vegetali, la cui logica giustifica rendimenti davvero infimi.
Si dichiara disposto invece disponibile a discutere della problematica dello smaltimento dei sarmenti di vite ma in presenza di tutti i portatori di interessi della comunità.
Conclude auspicando un futuro che utilizzi meno energia, che la produca senza danni per la salute e per l’ambiente, un futuro dove i nostri figli vivano della felicità che solo le relazioni possono dare, in un contesto di pace e solidarietà, in un ambiente sano e bello.
Ribadisce per questo il suo voto favorevole.

Tocca a poi alla consigliera Capuzzo sottolineare il quadro di valori che emerge dalla delibera riempiendo di contenuti il No al pirogassificatore a Gaiarine, inquadrando le scelte dell’Amministrazione come parti integranti di un disegno ampio ed elevato che ha come riferimento il Principio di Precauzione e l’esempio di altre esperienze vicine. Evidenzia come le richieste rivolte alla Regione e al Governo centrale ribadiscono come necessaria l’azione a tutti i livelli con priorità e responsabilità decisionali, evitando possibili rischi e pericoli per la nostra salute e soprattutto quella dei nostri bambini, mettendola a repentaglio e compromettendo un territorio solo perché su di esso gravitano settori che muovono soldi. Ricorda come la Comunità europea promuove il risparmio energetico consapevole delle particolarità ambientali di ogni singola regione dell’Europa sempre 2016-03-17 - Gaiarine - Gustavo Mazzi_Pagina_05subordinando qualsiasi agire al Principio della Precauzione. Ci sono regioni, come la nostra, in cui la produzione di energia da combustione peggiora la qualità dell’aria e quindi è necessario prendere le dovute precauzioni ogni qualvolta si vuole costruire un impianto. Anche se esso produce energia assimilata a rinnovabile, devono essere analizzati gli effetti cumulativi con quanto già esistente.
Continua evidenziando come reale la problematica dei tralci di vite ma suggerendo una soluzione che non sia banalmente bruciare e intascare incentivi, ma trovare la strada giusta per tutelare agricoltura, impresa e cittadino, dichiarando come grave l’assenza di soluzioni sostenibili, che corrisponderebbe al fallimento della tecnica e della scienza.
Per la consigliera Capuzzo la salute deve essere tutelata e le bellezze della nostra terra, della nostra Regione, della nostra Provincia, devono essere conservate e tutelate, passando anche per la disamina degli interessi di tutti gli stakeholder, cioè i portatori di interesse (comunità, imprese, istituzioni), non bastando l’aggettivo “verde” o “biologico” o la definizione “risparmio energico” per legittimare scelte tutt’altro che verdi, biologiche o di risparmio energetico ma è importante analizzare ogni progetto nel contesto in cui esso viene calato e in caso di fragilità, adottare tutte le dovute cautele. Ricorda come lo sviluppo sostenibile sia un processo finalizzato al raggiungimento di obiettivi di miglioramento ambientale, economico, sociale ed istituzionale, sia a livello locale che globale.
Risponde poi a chi critica queste considerazioni come contrarie al progresso tecnologico ribadendo come l’evoluzione della tecnica debba portare l’umanità a vivere meglio, essendo la tecnica al nostro servizio e non il contrario.
Chiude ricordando che la politica, a tutti i livelli, ha la responsabilità di trovare la soluzione migliore e impegnandosi, assieme al suo Gruppo, in questa responsabilità facendo di tutto per rendere vivo il principio della sostenibilità, credendo che “l’umanità ha la possibilità di rendere sostenibile lo sviluppo, cioè di far sì che esso soddisfi i bisogni dell’attuale generazione senza compromettere la capacità delle generazioni future di rispondere ai loro”.

Interviene il consigliere Bressan che riprende l’accusa al sistema degli incentivi che permettono la proposizione di impianti discutibili tecnicamente come quello in progetto, proponendo tutta una serie di motivazioni che ne dimostrano criticità e lacune.
Ogni intervento delle minoranze viene accolto con un applauso convinto.cons1

Esaurita la discussione viene messo ai voti il secondo punto. Approvato e reso immediatamente esecutivo all’unanimità.

E l’applauso finale copre i ringraziamenti del Sindaco e accomuna nell’entusiasmo anche il breve intervento della senatrice De Pin, che in materia di qualità dell’aria a tutela della salute e dell’ambiente nella Pianura Padana ha presentato un disegno di legge dove chiede una moratoria quinquennale su nuovi impianti a biomassa.
Tutto è bene quel che finisce bene?
No, naturalmente. Nel senso che un primo importante risultato è stato raggiunto grazie all’impegno straordinario di cittadini tra i quali è stata lodevole l’attività del Comitato NoPirogassificatore a Gaiarine e dell’associazione Amica Terra e delle minoranze consiliari che hanno saputo raccogliere singolarmente e unitariamente l’appello accorato della comunità. Ora la partita continua ad altri livelli.
Ma non ci fermeremo e continueremo anche lì.

Rimane la soddisfazione per la comunità di Gaiarine di aver realizzato qualcosa di portata eccezionale, tutto iniziato un martedì 17 novembre del 2015, quando quattro cittadini del comune parteciparono increduli a una conferenza pubblica in quel di Paese dove il tema sarebbe stato Il Pirogassificatore di Via Olimpia (il piroche???), spinti laggiù da una mail che li avvertiva della costruzione di un impianto simile a Gaiarine.
Il resto è storia.

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