Consiglio Comunale del 18 ottobre 2013: la Cronaca

Convocazione del consiglio ancora una volta alle 18.30. Quindi non c’è davvero speranza nè illusione: il MegaloSindaco è lui e fa quel che gli pare. Punto!
La convocazione del precedente consiglio di un sabato mattina alle ore 9.00 è stata quindi soltanto una svista se non addirittura una benevola concessione all’insegna del “potrei.. ma non voglio!”.
Si comincia.  
Si fa l’appello, assenti Rosada (vedi qui), mentre Antoniolli e Masih arriveranno  successivamente.

1. Approvazione verbali seduta del 31 agosto 2013 (dal N.16 al n. 29)
Apre il MegaloSindaco«Primo punto..»
Lo interrompe il consigliere Marco Poles (non Alvaro Poles che in nove anni e mezzo di consiglio comunale non ha mai aperto bocca) che chiede la parola.. «.. per stigmatizzare la reiterata convocazione preserale del consiglio e ribadire la nostra contrarietà..»
Chissenefrega, pensa il MegaloSindaco e continua: «Primo punto all’ordine del giorno verbali dal 16 al 29»
Il consigliere Marco Poles chiede di escludere dalla votazione il verbale 21, il Sindaco accetta la proposta e mette in votazione i verbali escluso il 21. Il consigliere Marco Poles dichiara che lui e il consigliere Scandolo daranno un voto di astensione in quanto le verbalizzazioni eseguite dal segretario (sì, quello al 32%) sono così scarne che non rispecchiano l’andamento della discussione e fa presente, inoltre, che più volte era stata chiesta dalla minoranza la registrazione dei consigli questo anche per poter realizzare una verbalizzazione più completa e perciò più corretta.
Chissenefrega pensa il MegaloSindaco (ovviamente non lo dice ma si legge in faccia).
Chissenefrega pensa il Segretario al 32% nonché Verbalizzante Ultrasintetico (ovviamente non lo dice ma si legge in faccia, tanto il rimborso spese di viaggio – non dovuto – che scriva tanto o poco lo prende lo stesso).
Si vota: 10 (maggioranza) favorevoli, Poles, Scandolo, Presotto e Modanese astenuti (quest’ultimi due perché assenti al consiglio comunale precedente).
Si passa al verbale n. 21. Il consigliere Marco Poles fa presente che degli emendamenti e delle osservazioni  riguardanti il Regolamento per la disciplina della concessione in uso delle sale e dei locali comunali da lui presentati, viene riportato a verbale solo il voto, e per dimostrare quanto afferma rilegge un emendamento da lui proposto che era stato consegnato in forma scritta al Segretario e che nel verbale non compare.
Il MegaloSindaco borbotta qualcosa al Segretario al 32% nonché Verbalizzante Distratto e in evidente imbarazzo (il MegaloSindaco non il Segretario, il che sorprende visto che l’imbarazzo è atteggiamento che deriva da un disagio: sotto l’arrogante scorza residuano brandelli di coscienza?) propone di rinviare la votazione di questo verbale al prossimo consiglio comunale naturalmente a correzione ed integrazioni avvenute.
E un richiamo ufficiale per il Segretario al 32% nonché Verbalizzante svagato no? A scuola quando un alunno non riporta ciò che l’insegnante detta c’è la punizione, questo soggetto lo paghiamo al 32% e gli diamo pure un rimborso spese non dovuto.
Comunque il consigliere Marco Poles accetta e si passa oltre.

Quindi nulla di nuovo sotto il sole.. da quando c’è questo Segretario al 32% le minoranze, con ragione, contestano le approssimative o addirittura errate verbalizzazioni, astenendosi o dando voto contrario all’approvazione dei verbali. È invece la prima volta, che un verbale di questo Segretario al 32% Verbalizzante sventato, per ordine del MegaloSindaco, verrà integrato. Meglio tardi che mai.
Ci chiediamo come farà il Segretario al 32% Verbalizzante condensato, non avendo preso alcuna nota della discussione sul punto in questione, a stendere un verbale esauriente ed esaustivo? Come farà a ricordare la discussione delle decine di osservazioni presentate e della dozzina di emendamenti proposti? Forse possiede doti mnemoniche inimmaginabili, forse ricorrerà a pratiche autoipnotiche subliminali, forse tenterà la strada della divinazione e della lettura dei visceri.. mah, staremo a vedere.
Nel frattempo il comune di Gaiarine ovvero i cittadini del comune di Gaiarine ovvero noi, gli passano il rimborso spese di viaggio..

Si passa al secondo punto dell’ordine del giorno.. il MegaloSindaco propone al consiglio, vista la presenza in sala dell’ing. Ghizzo, estensore del piano di protezione civile, di trattare prima il punto 3 e successivamente il punto 2.
Il consiglio accetta.

3. Piano comunale di Protezione Civile: aggiornamento ed adeguamento alle prescrizioni del comitato provinciale di protezione civile
Il MegaloSindaco illustra «.. dobbiamo approvare il Piano di Protezione Civile steso nel 2008 e approvato nel 2011 .. anche la provincia chiede delle revisioni semestrali ..»
(entra il consigliere Masih)
«.. per avere il contributo per la revisione del piano è stato necessario dare un incarico ad una ditta esterna … l’esercitazione fatta 20 giorni fa ha evidenziato il problema dei campi sportivi previsti come punti di raccolta della popolazione in caso di emergenza, che potrebbero essere rovinati nel caso di accoglienza prolungata della cittadinanza alloggiata in tende .. è stata quindi individuata una nuova area per l’emergenza all’interno della zona industriale di Gaiarine»
Consigliere Marco Poles: «Come punti di raccolta non potrebbero essere utilizzate le strutture delle pro loco?»
MegaloSindaco: «Sì, per un’accoglienza breve, mentre nel caso l’emergenza durasse a lungo, sono necessarie le tende in quanto le famiglie hanno diritto alla loro privacy..»
Il MegaloSindaco dà la parola all’ing. Ghizzo, ma interviene il consigliere Masih chiedendo con quale criterio è stato steso il piano.. il MegaloSindaco risponde che questa domanda doveva essere fatta nel 2008 quando è stato fatto il piano, visto che ora si è in una fase di semplice revisione. Ghizzo prende la parola.
«Si è passati, nella stesura dei piani di protezione civile, “dal fai da te” ad un approccio sistematico.. piani identici in tutta Italia tenendo conto, naturalmente, delle specificità territoriali.. questo ne garantisce l’efficacia perché tutti i comuni hanno un piano quindi una struttura di emergenza e possono così parlare un linguaggio comune.. il piano è stato approvato dalla competente commissione con prescrizioni per questo stasera si rende necessaria la ratifica del consiglio comunale di Gaiarine..»
(Entra il consigliere Antoniolli)
«.. il piano è comunque sempre in itinere.. dovrebbe adeguarsi ai cambiamenti del territorio.. dovrebbe essere rivisto ogni 6 mesi e non deve più essere un piano cartaceo ma eseguito e disponibile in formato digitale..»

Ci sono a questo punto domande dei consiglieri Masih, Marco Poles e Antoniolli, alle quali l’ing. Ghizzo risponde con esempi precisi e composta pacatezza, ma il MegaloSindaco inizia a fremere perché le cose si dilungano. Per tagliar corto tenta addirittura più volte di rispondere personalmente.. qualche volta anche ci riesce ma per lo più risponde l’ing. Ghizzo che imperturbabile fornisce spiegazioni chiare e dettagliate.. d’altra parte a questo serviva la sua presenza in Consiglio.
Il MegaloSindaco freme, la sua maggioranza no, e sa già tutto sull’argomento poiché non pone una domanda che sia una, e ribadisce la propria inerzia.. a volte pare esserci un sussulto, un fremito, un rotear d’occhi, un accenno di attenzione; ma poi il torpore riprende.
Alla fine si arriva al voto: approvato all’unanimità.
E si congeda l’ing. Ghizzo.

2. Verifica dello stato di attuazione dei programmi e verifica della salvaguardia degli equilibri di bilancio esercizio 2013
Illustra il punto il MegaloSindaco facendo presente che è stato approvato da poco più di un mese il bilancio di previsione e si è obbligati a fare la verifica dello stato di attuazione dei programmi.. un’assurdità ancora più evidente se si pensa che era possibile approvare il bilancio di previsione addirittura entro il 31 novembre ma la data massima per verifica è rimasta comunque il 30 settembre.
Il MegaloSindaco cita il parere del revisore dei conti che conferma come raggiungibile l’obbiettivo del rispetto del patto di stabilità, raccomandando anche di tener controllati i pagamenti.
Il consigliere Marco Poles chiede quali siano i pagamenti che potrebbero non far rispettare il patto di stabilità.
Il MegaloSindaco risponde «.. per esempio se pagassimo i 900.000 euro della palestra (L’INUTILE palestra double face) allora si sforerebbe il patto.. ma ad oggi non ci sono opere pubbliche da pagare che superino i 100.000 euro, quindi siamo tranquilli..»..
ah, beh, allora..
Ancora il Consigliere Marco Poles: «I fondi di sostegno all’occupazione e alle famiglie approvati nel precedente consiglio, al di là delle date di pubblicazione, come sono andati?»
Andate a leggere questo commento nel nostro blog e capirete cosa intendesse il Consigliere Marco Poles quando parla di date.
Capireste come questa amministrazione abbia stabilito di mettere a disposizione dei soldi (30.000 euro) per aiutare cittadini e famiglie in difficoltà, ma come poi non abbia dato pubblicità ai bandi relativi lasciando pochissimo tempo per poter presentare le domande ai fortunati che ne avessero avuto conoscenza e bisogno.

Il MegaloSindaco risponde: «.. si stanno valutando le domande, la scadenza dei bandi è di pochi giorni fa..».
Il consigliere Marco Poles continua «.. da quello che mi risulta sono state presentate 7 domande..».. poi passa ad un altro argomento «.. per la chiusura dei mutui ci sono novità con la Cassa depositi e prestiti?».
Il MegaloSindaco risponde: «No, stiamo ancora verificando l’ammontare dell’eventuale penale per la chiusura dei mutui».
A questo punto il consigliere Masih legge un passo della relazione del Revisore dei conti e chiede cosa significa .. il MegaloSindaco chiarisce che si riferisce al rispetto del patto di stabilità già chiarito precedentemente.
Si continua con domande sulla spesa anomala dell’illuminazione pubblica (consigliere Marco Poles), sul cambio del gestore dell’energia elettrica(consigliere Marco Poles), sul fatto che l’anomalia della spesa potrebbe essere dovuta all’energia elettrica consumata per le casette di natale (consiglieri Masih e Antoniolli), sul mancato collaudo di un tratto di fognatura ad Albina(consigliere Marco Poles).
Su quest’ultimo punto il MegaloSindaco fa presente che l’avvocato Zanchettin sta valutando a chi compete il pagamento del danno: polizza di assicurazione, impresa o progettista.
Il consigliere Marco Poles chiede da quanti anni va avanti questo contenzioso , il MegaloSindaco risponde «4 anni».
Noi prendiamo atto che sono passati 4 anni. Quattro anni che il comune è alle prese con un’opera pubblica che non può essere collaudata perché non eseguita correttamente e in consiglio comunale non se n’è mai parlato. Se non fosse stato per un articolo di stampa apparso qualche giorno prima (sarebbe interessante sapere chi ha passato la notizia al giornalista) nessuno saprebbe nulla.
Questa sì che è trasparenza nella gestione della cosa pubblica.
Si riparla di allacciamenti alla fognatura (consigliere Antoniolli), degli allacciamenti che inizieranno a Codognè a fine anno (così afferma il MegaloSindaco), allacciamenti che a Codognè partiranno tra un anno o due (ribatte il consigliere Antoniolli), sulla partenza del depuratore di Campomolino (continua il consigliere Antoniolli), sulla vasca Imhoff di Calderano (insiste il consigliere Antoniolli).
Il consigliere Marco Poles chiede se siano pervenuti i soldi dell’Imu, il MegaloSindaco risponde che sono “arrivati” dallo Stato 326.000 euro ma non si sa se a fronte della prima rata o del saldo.
Si passa alle dichiarazioni di voto delle minoranze poiché come al solito la maggioranza non dichiara un bel niente; è già tanto espletino le minime funzioni vitali.
Dall’intervento del consigliere Scandolo: «.. stando alle dichiarazioni di questa amministrazione tutto funziona al meglio. .. noi siamo convinti che così non è.. in questi anni si è pensato solo a ristrutturare immobili.. contenitori vuoti come l’ex magazzino.. per non parlare di Villa Altan ridotta da questa amministrazione a magazzino di vecchi libri e riviste.. i nostri cittadini devono trovare gli strumenti culturali di cui abbisognano nei comuni limitrofi.. siamo preoccupati, visto come questa amministrazione spende i soldi, che anche nel 2013 venga sforato il patto di stabilità o che riesca a rispettarlo non pagando le ditte creditrici.. in questo periodo di crisi non si dovrebbe sprecare denaro per interventi non richiesti dalla cittadinanza..»
La bispalestra è l’ennesima dimostrazione, aggiungiamo noi.
Si vota: 12 (maggioranza) favorevoli, Antoniolli, Masih, Poles, e Scandolo contrari.

4. Mozione dei consiglieri Scandolo Severino e Poles Marco per promuovere una riflessione politica e pubblica sulla prospettiva di istituire una unione di comuni
Il consigliere Marco Poles legge una articolata mozione che invita l’amministrazione comunale di Gaiarine ad avviare un dibattito pubblico sulla possibilità di unire il nostro comune con quelli limitrofi (ovvero Orsago, Godega, Codognè, Cordignano), o anche di dar vita ad una unione di servizi, tutto questo in un’ottica di riduzione delle spese.
Terminata la lettura il consigliere Marco Poles fa presente che questa mozione è nata all’interno del Partito Democratico Provinciale e che è stata già proposta in alcuni comuni della Provincia.
Prende la parola il MegaloSindaco, che mentre il consigliere Marco Poles leggeva scriveva freneticamente sogghignando tra sé e sé.
Poi risponde leggendo «Sono ancora una volta deluso da questa minoranza .. perchè questa mozione si dimostra un copia incolla di altre mozioni presentate nei comuni vicini (o è sordo o cosa ha capito delle parole appena pronunciate da Marco Poles?).. ma vista la necessità di discutere della cosa, tra l’altro sono stato invitato a Godega per discutere proprio di questo argomento.. propongo il voto favorevole».
Coup de théâtre!!Sguardi sbalorditi tra le minoranze, i più anziani annaspano increduli, mentre la maggioranza è impassibile e solo tra i meno catatonici affiora la parvenza di un risolino; ma chissà, forse è uno spasmo di fame.
Si vota: approvato all’unanimità.

Si conclude alle 19.40 circa anche questo Consiglio: – 1 (cioè uno in meno con questo sindaco megalomane e questa maggioranza soporifera).
Se non fosse stato per l’ing. Ghizzo e i suoi precisi interventi probabilmente alle 19.00 la maggioranza poteva già avviarsi a bere l’aperitivo.
Ah: i cittadini presenti erano 4!

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La Corrente: cambiamenti climatici, riscaldamento o glaciazione?

Secondo appuntamento del ciclo “Uomo e natura: convivenza e simbiosi” tenuto dal geologo Mirco Poletto e dedicato a “I cambiamenti climatici: riscaldamento o glaciazione?”

In realtà l’esposizione, anche questa volta supportata da slide con dati e numeri derivati da ricerche scientifiche e affiancate da numerosi estratti di articoli dai media di tutto il mondo, non mirava a proporre un interrogativo quanto a fornire una risposta: il global warming è una mistificazione poichè la realtà scientifica evidenzia l’avvicinarsi di una nuova glaciazione.
Suffragata dalla rilevata e significativa riduzione dell’attività solare, indice di una minore attività della nostra stella e di conseguenza dell’energia e del calore che ci raggiunge, sono stati presentati diverse tabelle e diagrammi che rapportavano questa con il succedersi delle ere climatiche sul nostro pianeta, evidenziando una corrispondenza storica significativa: attività solare ridotta = raffreddamento terrestre/glaciazione..
Anche fotografie satellitari sui due poli terrestri mostrano contrastanti estensioni dei ghiacci rispetto agli allarmi di scioglimento e riduzione pressochè quotidiani..
Quindi l’esortazione a diffidare degli appelli sul riscaldamento globale e più attenzione a leggere e accogliere notizie ed informazioni, e l’invito a cercarle, rincorrerle, valutarle moltiplicando il personale interesse e le fonti..
Personalmente devo dire che, pur condividendo l’invito finale a mettersi in gioco (non a caso l’Italia è classificata da Freedom House al 69° posto per la libertà d’informazione ovvero paese semi-libero http://www.freedomhouse.org/report-types/freedom-press) e a prender atto dell’assoluta necessità di modificare il comportamento umano nei confronti delle risorse del pianeta, avevo diverse perplessità su quanto presentato, perplessità che ho tentato di esporre e che ho poi approfondito e cerco ora di elencare..

In sostanza il dottor Poletto ha proposto che «l’allarme “Global Warming” ha motivazioni in buona parte culturali e potrebbe distoglierci dall’eventualità, questa sì scientificamente certa, di una prossima glaciazione» aggiungendo come «sia in corso una macchinazione a livello mondiale, dettata da interessi economici, che coinvolge soggetti politici, economici, scientifici, divulgativi allo scopo di convogliare attenzione e fondi verso la minaccia del riscaldamento globale»..
citato ad esempio l’ultimo documento dell’IPCC (Intergovernamental Panel on Climate Change, organismo delle Nazioni Unite) che personalmente considero poco visto che da altre organizzazioni globali ONU ma non solo, sono arrivate puttanate colossali (vedi influenza aviaria e mucca pazza)..

Per cui:
sull’espansione dei ghiacci artici
Citata una presunta espansione dei ghiacci artici negli ultimi anni, la cui responsabilità sarebbe stata attribuita da qualcuno al riscaldamento globale. Ma negli ultimi 30 anni, la diminuzione dei ghiacci artici è chiarissima e un’espansione occasionale o stagionale può essere spiegata semplicemente con ragioni meteorologiche. Il riscaldamento globale ha avuto e avrà come effetto quello di ridurre l’estensione del ghiaccio marino.

sulle catastrofiche previsioni di imminente calura tropicale
La scienza del clima non fa previsioni a breve termine, e nella letteratura scientifica non ci sono articoli (anche datati) che prevedano una qualche ‘calura’ negli ultimi anni. Ci sono invece scenari che prevedono incrementi di temperatura  su un intervallo di tempo dell’ordine dei decenni e l’intensificazione di eventi estremi, come le ondate di calore.
Pare quindi esserci confusione proiezioni climatiche e previsioni meteorologiche, citate dallo stesso Poletto ma anche dal sottoscritto.

sulla previsione dei prossimi dieci anni come molto freddi e piovosi
affermazione molto generica attribuite alle conseguenze del “dogma del Global Warming”. Non siamo riusciti a capire come e tantomeno nella letteratura scientifica di queste previsioni esiste traccia.

sull’immissione di vapore acqueo in atmosfera
Le emissioni antropogeniche di vapore acqueo in atmosfera sono ascrivibili principalmente ai cicli di raffreddamento delle centrali nucleari e termoelettriche, ai cambiamenti nell’uso del suolo e all’irrigazione (Boucher et al., 2004). Rappresentano  rispettivamente circa un millesimo e un centesimo dell’evapotraspirazione naturale – che fornisce annualmente all’atmosfera oltre 500 mila km3 d’acqua sotto forma di vapore – e sono pertanto trascurabili. Inoltre, la presenza di vapore in atmosfera dipende dalla temperatura ed è quindi un feed-back del riscaldamento globale, non la causa.

sul caso “Climate Change e Global Warming” collocato alla fine degli anni Ottanta
Se a livello socio-politico questo può essere vero, in quanto il processo negoziale che portò nel 1992 alla Convenzione delle Nazioni Unite sul clima iniziò con le conferenze di Toronto (1988), Noordwijk (1989) e Ginevra (1989), le ricerche scientifiche sono molto precedenti, tanto che l’espressione “Global Warming” è usata sin dal 1975 (Broecker, 1975). Ancora prima, nel 1938, Guy Callendar descriveva e quantificava il riscaldamento globale in atto (Callendar, 1938), mentre alla fine del secolo precedente risalgono i primi calcoli di Svante Arrhenius sulla teoria dell’effetto serra.

sulle e-mail rubate da pirati telematici.. contenenti le prove che autorevoli ricercatori e scienziati inglesi sono soliti alterare i dati in loro possesso, sulle notizie omesse, sulle costrizioni di nascondere o modificare dati scientifici
Sulla vicenda sono state svolte numerose inchieste, nessuna delle quali ha scoperto dati alterati. La principale di queste (HC-STT, 2010) ha stabilito che le azioni del principale indagato, il Prof. Phil Jones dell’Università dell’East-Anglia e Met-Office, sono state in linea con le pratiche adottate comunemente dalla comunità scientifica sul clima. Inoltre, la realtà del Global Warming è mostrata da tre serie di dati, non solo della  HadCRUT3 ottenuta da alcuni dei ricercatori derubati, ma anche da quelle statunitensi del GISS-NASA e NCDC-NOAA; la prima, fra l’altro, è quella che mostra il più basso trend di crescita delle temperature negli ultimi trenta anni. In tutto comunque ci sono state una due tre quattro cinque sei sette otto nove smentite alla tesi dell’alterazione dei dati della scienza del clima.

sul’ipotesi prospettata, ancora nel 1966, dal prof. Emiliani (geologo, micropaleontologo e considerato fondatore della paleoceanografia, che aveva predetto che entro poche migliaia di anni saremmo ripiombati in una nuova glaciazione
Cesare Emiliani, studiando la presenza degli isotopi dell’ossigeno nei fossili sul fondo del mare, riuscì a dimostrare il verificarsi di dozzine di ere glaciali nella storia del pianeta e il loro susseguirsi ciclico. Calcolando come l’andamento sarebbe continuato nel futuro, nel 1966 predisse l’avvento di una nuova era glaciale tra alcune migliaia di anni. Tuttavia, nel 1972 affermò che “l’effetto dei gas serra causato dalle emissioni umane potrebbe superare gli effetti dei cambiamenti orbitali, in tal caso affronteremo invece una de-glaciazione” (Weart, 2011).

sull’avvio di una nuova glaciazione
in assenza di variazioni, il futuro sarà segnato da una nuova glaciazione, in quanto le modificazioni legate all’impatto antropico, dovute all’immissione nell’atmosfera di particolato, saranno di segno opposto a quelle previste dal Global Warming. In realtà l’effetto raffreddante delle polveri e dei solfati ha avuto un ruolo nel dopoguerra. Oggi è nettamente superato dall’effetto surriscaldante dei gas climalteranti. Tenendo conto dei brevi tempi di residenza in atmosfera di polveri e solfati, il loro contributo principale è quello di “nascondere” parte del riscaldamento in atto. Secondo la letteratura scientifica (Mysak, 2008; Hansen, 2010), la possibilità di una nuova glaciazione è di fatto fortemente improbabile, se non impossibile, nei prossimi millenni proprio a causa della presenza dei gas serra.

sulla teoria dei cicli di Milankovic
I cicli di Milankovic sono gli effetti collettivi delle variazioni dei movimenti della Terra sul suo clima, per cui l’eccentricità orbitale, l’inclinazione assiale e la precessione dell’orbita terrestre variano periodicamente, dando luogo a glaciazioni che si ripetono ciclicamente. Questa teoria non è tuttavia ancora perfezionata; in particolare la risposta climatica più grande è relativa ad una scala temporale di 400 000 anni, ma gli effetti su questi periodi, per quanto riguarda le glaciazioni, sono apparentemente lievi e non concordano con le previsioni. Per giustificare questa discrepanza, sono chiamati in causa vari fenomeni, correlati all’anidride carbonica presente nell’aria o alla dinamica degli inlandis (massa di acqua ghiacciata che ricopre la terraferma e la cui estensione è superiore ai 50.000 kmq; gli unici ghiacciai continentali attuali sono in Antartide e in Groenlandia; durante l’ultima era glaciale nel periodo di massima estensione dei ghiacciai).

sull’unico sistema efficace che permetterebbe di verificare il contributo delle emissioni, ovvero riducendo drasticamente la popolazione umana
Si tratta di una tesi singolare quanto inconsistente, i quanto numerosi lavori (ad esempio: Solomon et al., 2009) hanno mostrato come il riscaldamento provocato dai gas climalteranti persista per una scala di tempo nettamente maggiore rispetto a quella legata ai cambiamenti antropogenici nelle concentrazioni di questi gas, e può essere considerato in sostanza irreversibile per più di un millennio. La permanenza del riscaldamento è principalmente dovuta al fatto che la riduzione delle forzanti radiative conseguente alla rimozione della CO2 atmosferica è compensata dal lento trasferimento di calore dall’oceano. In alte parole, una riduzione anche drastica della popolazione non darebbe informazioni maggiori di quelle oggi disponibili dal continuo aumento delle emissioni degli ultimi 200 anni, derivante anche dall’aumento della popolazione.

sull’epidemia di peste che diminuì le temperature del pianeta durante la piccola età del ghiaccio
Fra i ricercatori è stato oggetto di discussione in che misura il rimboschimento seguito all’epidemia di “peste nera” che ha colpito l’Europa nel 1347 può aver modificato i livelli di CO2 in atmosfera (Van Hoff et al., 2006). Si tratta comunque di variazioni limitate a pochi ppm, non in grado di provocare variazioni significative del clima globale. Questa ipotesi , invece, non è presente nella letteratura scientifica, che spiega la riduzione delle temperature della “piccola era glaciale” in modo più complesso, prevalentemente con variazioni della radiazione solare. D’altronde, se così non fosse, sarebbe ancora più evidente la pericolosità dell’incremento di oltre 110 ppm di CO2 avvenuto negli ultimi 250 anni. Dal punto di vista storico, con “Piccola Età del Ghiaccio” si intende un periodo che va dal XV al XIX secolo, non quello della pandemia durante la quale la popolazione europea è diminuita in modo consistente. È davvero difficile pensare che una crisi temporanea e limitata nello spazio possa aver condizionato il clima globale e per un periodo così lungo, solo attraverso un rimboschimento localizzato.

sui cambiamenti climatici osservati nello scorso secolo e considerati trascurabili rispetto ad almeno 10 cambiamenti climatici avvenuti negli ultimi 15000 anni
Non ci sono studi scientifici che evidenziano in quel periodo 10 cambiamenti climatici superiori a quello attuale.

sulle motivazioni scientifiche dell’impatto antropico sul clima determinato dal peso delle lobby
Sarebbe l’attribuzione delle responsabilità umane sul riscaldamento globale, tesi accettata dalla quasi totalità della comunità scientifica, al potere delle lobby “che hanno tutto da guadagnare nell’interpretazione dei dati in questa ottica”. Oltre ad essere offensiva per tutta la comunità scientifica, è una spiegazione molto debole, che non considera l’esistenza di altre lobby interessate allo status quo, il cui potere si può valutare dall’ammontare dei sussidi che ricevono. Secondo l’International Energy Agency (IEA, 2010), nel 2008 i sussidi mondiali  per i combustibili fossili sono stati di 557 miliardi di dollari e di circa 45 miliardi per le energie rinnovabili.

sui dubbi all’interno dell’IPCC
Citata anche “qualche voce all’interno dell’IPCC” che ha avanzato dei dubbi sul Global Warming, sulla base dell’analisi dei dati satellitari. Invece, persino nella sintesi del Quarto Rapporto sul Clima del 2007 l’IPCC si spiegava con chiarezza come fossero state superate le precedenti discrepanze fra dati di superficie e satellitari.

sulle temperature satellitari
Come prova dell’inesistenza del riscaldamento globale, sono stati citati “dati satellitari” che “mostrano che dal 1998… la temperatura è rimasta costante e dal 2002 e addirittura in diminuzione”. Pur se un decennio non è significativo per mostrare una tendenza climatica, nei dati satellitari della bassa troposfera non esiste alcun trend di raffreddamento, presente invece nella stratosfera proprio in congruenza dell’aumentato effetto serra. I dati alla superficie mostrano che l’aumento delle temperature è statisticamente significativo se si considera un numero adeguato di anni, per evitare l’interferenze delle oscillazioni di breve periodo.

sulle nevicate che hanno imperversato in Alaska, nel sudamerica, in Europa, nell’Asia, e che hanno di nuovo imbiancato il Kilimanjaro
Di nuovo si confonde il “tempo meteorologico” con il “clima”. La diminuzione di volume dei ghiacciai, anche del Kilimanjaro, è un altro segnale chiaro del riscaldamento in atto; a tale proposito in un articolo scientifico (Thompson et al, 2009) si leggeva: “Glacier loss on Kilimanjaro continue unabated”. E l’evidente arretramento dei ghiacciai alpini vengono giustificati come episodi locali di microclima.

sui ghiacci tra Canada e Groenlandia che hanno toccato livelli di espansione che non si vedevano dallo scorso millennioNon è chiaro a quali livelli faccia riferimento l’autore visto che le rilevazioni satellitari sono disponibili solo dal 1979 e mostrano un calo vistoso e inequivocabile dei ghiacci marini artici.

sulla CO2, che costituisce solo l’1 % dei gas serra presenti nell’atmosfera terrestre, per cui il contributo antropico è una frazione di questo scarso valore
Non viene però specificato come questa percentuale vada intesa, se in termini di massa o di effetto radiativo. Essendo così bassa può essere spiegata solo considerando fra i gas serra la presenza del vapore d’acqua; ma come detto in precedenza si tratta di un gas serra che non ha un effetto climalterante: la sua presenza è legata alla temperatura e quindi all’effetto serra determinato dalle altre sostanze, le cui variazioni influenzano direttamente il clima del nostro pianeta.

Per queste risposte sono questi i riferimenti bibliografici:
Boucher O. et al. (2004) Direct human influence of irrigation on atmospheric water vapour and climate. Climate Dynamics. 22, 597­603
Broecker  W.S. (2010) Climate Change: Are We on the Brink of a Pronounced Global Warming? Science, 189, 4201, 460-463.
Callendar, G. S. (1938) The Artificial Production of Carbon Dioxide and Its Influence on Temperature. Quarterly Journal Royal Meteorological Society vol. 64, pgs. 223–240.
Hansen J. (2010) Tempeste. Edizioni Ambiente
HC-STC (2010) The disclosure of climate data from the Climatic Research Unit at the University of East Anglia, Eighth Report of Session 2009–10. House of Commons, Science and Technology Committee
Mysak L.A. (2008) Glacial Inceptions: Past and Future.  Atmosphere-Ocean, 46, 3, 317–341.
Solomon S. et al. (2009) Irreversible Climate Change due to Carbon Dioxide Emissions, 106, 6, 1704-1709.
Thompson L.G. et al (2009) Glacier loss on Kilimanjaro continues unabated. PNAS November 2.
Van Hoff T.B. et al. (2006) Forest re-growth on medieval farmland after the Black Death pandemic—Implications for atmospheric CO2 levels. Palaeogeography, Palaeoclimatology, Palaeoecology 237, 396– 411.
Weart S. (2011) The Discovery of Global Warming.

Questo quanto mi sento di poter riportare come contributo, certo condividendo in toto l’appello finale del dottor Poletto a informarsi senza accontentarsi di una sola verità ufficiale, mentre l’unico appunto che mi sento di muovere deriva dal commento raccolto da uno dei presenti: “eh, non possiamo farci niente..”, quasi che le teorie esposte nella serata possano diventare pretesto e giustificazione per tirarsi indietro e non far nulla.


La fatalità è la scusa che l’ignavia della non azione accampa a sua improbabile discolpa.

Marino Tarizzo, 2008
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La Corrente: I giardini nella storia II°

Secondo venerdì dedicato al ciclo di incontri sui “Giardini nella storia”, e questa volta il sempre ricco e fluente intervento dell’architetto Moreno Baccichet, anche questa volta accompagnato dal ricco repertorio di immagini che ha il merito di visualizzare quanto raccontato, ha visto sviluppare il tema dei giardini rinascimentali.

 All’inizio del ‘500 si formalizza un modello di organizzazione del giardino detto “all’italiana” particolarmente legato ai formalismi geometrici e prospettici della cultura
rinascimentale. Assi, terrazzamenti, grotte, fontane arredamenti caratterizzano un giardino che vuole rifarsi al modello classico della villa romana immersa nella campagna produttiva.

  
Cominciano ad essere usati i viali come assi prospettici che connettono le varie parti del giardino e viene data particolare attenzione agli effetti panoramici, accentuati con giardini pensili, terrazze e scenografiche scalinate. È un ritorno alle forme architettoniche di gusto classico (siamo nel Rinascimento) e si nota una spiccata passione per l’ars topiaria. L’evoluzione anche culturale porterà la creazione, nel Cinquecento, di giardini attentamente asserviti alla geometria delle forme: nasce l’architettura vegetale, dove minerali e vegetali sono usati allo stesso modo, al servizio dell’uomo.
Una caratteristica che si ritrova in tutti giardini formali sono le decorazioni al suolo fatte con aiuole, siepi di sempreverdi (spesso bosso), e le decorazioni floreali disegnate su prato o su un fondo di ghiaia colorata. Oltre ai singoli cespugli potati con forme geometriche, i giardini formali presentano spesso grandi gruppi di piante o complessi vegetali di alberi o arbusti potati secondo forme geometriche, come ad esempio alberi, alti anche oltre i 20 metri, potati a spalliera, tali da realizzare vere e proprie architetture vegetali. Con la stessa logica, nei giardini formali, sono realizzati labirinti, tunnel, colonnati e anfiteatri. Nel giardino formale la pavimentazione è realizzata in terra battuta, ghiaia colorata o prato all’inglese.
Un altro elemento spesso presente è il giardino segreto, una zona riservata, nascosta nella vegetazione o murato, utilizzato per la coltivazione di piante rare o per distendersi fuori dalla vista degli altri.
Ma già solo un secolo dopo – e nel Veneto, grazie anche alle ville palladiane, esemplare esperienza di architettura a scala territoriale, nello stesso Cinquecento – la forma perfetta cinquecentesca viene modificata e ammorbidita.

Dio creò il primo giardino e Caino la prima città.
Abraham Cowley, Il giardino, 1668

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La Corrente: Vajont 2013 – 50 anni dopo

Mercoledì sera ha avuto luogo il primo degli incontri sul ciclo Convivenza e Simbiosi tenuto dal geologo Mirco Poletto, che con una puntuale ed attenta esposizione ha man mano riportato dati incontestabili, considerazioni da manuale scientifico, prove documentate “delle colpe, degli errori, delle leggerezze” (come titolava una delle slide proiettate) che hanno portato alla tragedia annunciata del Vajont, e proprio per questo evitabile e proprio per questo ancor più scandalosa.

Ed è stata un’esposizione equilibrata, senza clamori e senza eccessi, nel tentativo di evidenziare, con la legittima competenza dell’esperto, solo e solamente gli aspetti tecnici e scientifici della vicenda, già questi più che sufficienti a sottolineare come la tecnica, per quanto sopraffina e progredita, rimane limitata se rimane fine a se stessa, presuntuoso monolite di autocelebrazione.
Nel caso del Vajont la diga, mirabile manufatto ingegneristico, la più alta del suo genere nel mondo al tempo, ha tenuto, non ha ceduto, ha retto i colpi e la furia della natura, ancora una volta ignorata e sottovalutata.
Ma ciò che stava attorno alla diga si è sbriciolato, ha ceduto alle sollecitazioni causate e imposte dalla costruzione della nuova diga, mostrando al mondo la colpevole incapacità di inserire armoniosamente un prodigio della tecnica umana nel contesto ambientale esistente, frutto di secolari, millenari adattamenti e sconvolgimenti, ben conosciuti dalla popolazione locale (già il nome del monte, Toc, è tutt’altro che casuale) ma del tutto ignorati dai presunti tecnici “ambientali” che allora diedero il benestare al progetto.
E diventa quasi banale ritrovare dietro a tutto questo la logica del profitto e dell’interesse sopra tutto e ad ogni costo.
I ripetuti e successivi rialzi dei limiti dell’invaso, le continue e sempre più affrettate prove di riempimento e svuotamento, hanno ESCLUSIVAMENTE motivi di interesse.
I segnali che la montagna lanciava venivano percepiti con l’ESCLUSIVO obiettivo di concludere l’affare, di togliersi la responsabilità: che fosse il soggetto privato della SADE o il soggetto pubblico dell’ENEL, i collaudi dovevano finire il prima possibile, senza alcuna possibilità di dubbio o ripensamento.
Il risultato si è scatenato il 9 ottobre del 1963.


Così ha commentato Gian Vito Graziano Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi: “Dopo il Vajont la storia italiana ci racconta di troppe altri morti e distruzioni, che negli ultimi tempi sembrano diventare persino frequenti. Dal 2009 ad oggi, negli ultimi 5 anni, dai 37 morti di Giampilieri, assistiamo con una frequenza allarmante ad alluvioni e frane, che coinvolgono il Paese da Nord a Sud, senza risparmiare città importanti, ricche ed industrializzate come Genova, aree altrettanto ricche e industrializzate come il Veneto, aree di grandi tradizioni storiche e culturali e di grande bellezza paesaggistica come la Toscana. Queste tragedie non sono figlie degli errori della scienza, ma dell’incuria e del saccheggio sistematico del nostro bel Paese, che non è in grado di darsi una prospettiva di futuro che vada oltre i problemi della finanza e dell’economia. E’ evidente che questo Paese ha necessità di uno sviluppo diverso che guardi alla cura del territorio tra le sue priorità. Noi geologi lo diciamo ormai da troppo tempo.”

“La vita può essere felice e magnifica, ma noi l’abbiamo dimenticato. L’avidità ha avvelenato i nostri cuori, ha precipitato il mondo nell’odio, ci ha condotti a passo d’oca a far le cose più abiette. Abbiamo i mezzi per spaziare ma ci siamo chiusi in noi stessi.”
Charlie Chaplin, ne Il grande dittatore, 1940

http://www.sopravvissutivajont.org/chisiamo.asp
Prima della frana, i colpevoli silenzi e la criminale avidità della società elettrica. Dopo, il comportamento dello stato nei confronti dei superstiti e la corsa all’affare
Vajont, due volte tragedia

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Il piccolo Principe a Ville Hélène

Il piccolo Principe giunse al pianeta di ville hélène, che era abitato da un sindaco vanitoso.
“Ah! ah! ecco la visita di un ammiratore, elettore e suddito”, gridò da lontano il sindaco vanitoso appena scorse il piccolo Principe.
Per i sindaci vanitosi tutti gli altri uomini sono degli ammiratori, elettori e sudditi.
“Buon giorno”, disse il piccolo Principe, “che buffo cappello avete!”
“È per salutare”, gli rispose il sindaco vanitoso. “È per salutare quando mi acclamano, e più mi acclamano più cerco motivi per farmi acclamare, inaugurando piazze, strade, palazzi e palestre, ma sfortunatamente non passa mai nessuno da queste parti”.
“Ah sì?” disse il piccolo Principe che non capiva.
“Tu non capisci perché eri distratto o non ti ricordi bene; batti le mani l’una contro l’altra”, consigliò allora il sindaco vanitoso.

Il piccolo Principe batté le mani l’una contro l’altra e il sindaco vanitoso salutò con finta modestia sollevando il cappello e cominciando un discorso sulle opere da lui compiute.
È divertente, si disse il piccolo Principe, e ricominciò a batter le mani l’una contro l’altra.
Il sindaco vanitoso ricominciò a salutare sollevando il cappello, continuando il discorso che celebrava se stesso.
Dopo cinque minuti di questo esercizio il piccolo Principe si stancò della monotonia del gioco: “E che cosa bisogna fare”, domandò, “perché il cappello caschi? O perché io possa chiedere un aiuto per la mia piccola sorellina in difficoltà?”
Ma il sindaco vanitoso non l’intese, le piccole sorelline e fratellini sono pochi sudditi immaturi che non votano.
I sindaci vanitosi non sentono altro che le lodi e non vedono  altro che i loro progetti.
“Mi ammiri molto, veramente?” domandò al piccolo Principe. “Voterai per me? Ho giusto una dispensa colma di porchetta e spiedo.”
“Che cosa vuol dire ammirare?” chiese il piccolo Principe.

“Ammirare vuol dire riconoscere che io sono il sindaco più bello, più elegante, più ricco e più intelligente di tutto il pianeta. Fammi questo piacere. Ammirami lo stesso! Vota per me!”.“Ti ammiro”, disse il piccolo Principe, alzando un poco le spalle, “ma tu che te ne fai del mio voto, se poi non ascolti le mie richieste e soprattutto non presti attenzione ai bisogni della mia sorellina? Eppoi la porchetta e lo spiedo della tua dispensa è stata comperata anche con il mio denaro.”
E il piccolo Principe se ne andò.
Decisamente i grandi sono ben bizzarri e deludenti, diceva con semplicità a se stesso, durante il suo viaggio.

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La Corrente: I giardini nella storia

Serata dedicata al primo degli incontri sul ciclo dei “Giardini nella storia”, con l’articolata e minuziosa esposizione dell’architetto Moreno Baccichet, arricchita dalle puntuali e vivaci immagini delle slide, sulla nascita del giardino tra tardo medioevo e umanesimo.



Partendo dai riferimenti storici che proponevano differenti visioni del giardino secondo la realtà culturale nei quali si calavano (il concetto di giardino interno romano, simile a quello arabo ma del tutto opposto al giardino turco) si è sviluppata un’analisi urbanistica e pittorica, che ha verificato i diversi inserimenti dei giardini negli agglomerati urbani e la diversa presenza /assenza di giardini, natura, paesaggi nelle raffigurazioni pittoriche.

A partire dalla finestra sullo studio di Petrarca ad Arquà comincia ad esprimersi una nuova tensione nei confronti del paesaggio visto come un artefatto umano.

Il paesaggio comincia a comparire nella pittura e nella progettazione delle città della seconda metà del Quattrocento. Gli intellettuali del periodo terranno in grande considerazione il rapporto tra piccoli giardini segreti e la percezione delle forme del territorio secondo la ripresa di modelli di vita che divennero di moda con la lettura dei classici romani.

Dio onnipotente fu il primo a piantare un giardino; ed è, veramente, il più puro fra i piaceri dell’uomo.
Francis Bacon, Saggi, 1597/1625



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Convocazione Consiglio Comunale Venerdì 18 Ottobre 2013

l Consiglio Comunale è convocato per il giorno di Venerdì 18 Ottobre 2013 alle ore 18.30 nella sala della sede municipale con il seguente ordine del giorno:

  1. Approvazione verbali seduta del 31 agosto 2013 (dal N.16 al n. 29) ;
  2. Verifica dello stato di attuazione dei programmi e verifica della salvaguardia degli equilibri di bilancio esercizio 2013;
  3. Piano comunale di Protezione Civile: aggiornamento ed adeguamento alle prescrizioni del comitato provinciale di protezione civile;
  4. Mozione dei consiglieri Scandolo Severino e Poles Marco per promuovere una riflessione politica e pubblica sulla prospettiva di istituire una unione di comuni.
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