Consiglio Comunale del 6 Novembre 2014: la Cronaca

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Eccoci qui. In grande ritardo causa “avvenimenti” della vita. Ancora presenti, però, per questo compito che ci siamo assunti: la cronaca dei consigli comunali.
Consiglio comunale breve. Anzi brevissimo. 15 minuti. Comunque interessante.
Convocazione alle 19.30. Chi sa se passo dopo passo non si arrivi ad una convocazione canonica.
Ancora un segretrentun% rimandato nella verbalizzazione. Migliora ma ha ancora “debiti formativi”.
Vedremo se recupera o se sarà di nuovo da bocciare.
Un sindacotto “buonista” che avendo trovato la parola (dopo dieci anni di silenzio da consigliere) tranquillizza, rassicura, promette.

entriamo nel merito

Appello (vedi qui)

Chiede la parola la consigliera Capuzzo. Presenta un’interrogazione urgente. Interrogazione già annunciata al sindaco nell’incontro avuto due giorni prima.
Si tratta del monumento ai caduti di Albina. Sparito da tre anni e più.
albina18La consigliera Capuzzo la legge:
Premesso
che nel 1914, cent’anni fa, iniziò la Prima Guerra Mondiale, il più grande conflitto mai visto, una carneficina che coinvolse quasi tutti i continenti, gran parte delle Nazioni e dei loro abitanti, cambiandone per sempre il destino;
che il 24 maggio del 1915 anche l’Italia entrò in guerra;
che l’Italia come altre nazioni ebbe spaventose perdite militari e civili;
che in tutta Italia dal finire della guerra sorsero monumenti per commemorarne i caduti;
che anche nel comune di Gaiarine in tutte e quattro le sue frazioni furono innalzati monumenti per ricordare i nostri paesani caduti o dispersi in guerra;
che in occasione dei lavori di sistemazione del sagrato di Albina, avvenuti nel 2011, cioè più di tre anni e mezzo fa, il monumento ai caduti della “Grande Guerra” che li si trovava è stato smontato e rimosso per poterlo restaurare, almeno così si disse;
che da allora, più di tre anni e mezzo fa, c’è una piazzola vuota al posto del monumento;
che nel consiglio comunale del 23 settembre scorso, a fronte della nostra richiesta di un’immediata ricollocazione del monumento, il Sindaco ci ha assicurato che l’intervento verrà eseguito il più in fretta possibile non dandoci però nessuna data certa;
Interroga per sapere
1) a quanto ammonta la spesa per il restauro del monumento ai caduti di Albina e per la sua ricollacazione nel luogo originario;
2) se l’intervento verrà eseguito entro la fine del corrente anno;
3) se il restauro e la ricollocazione del monumento ai caduti di Albina, nel caso l’intervento non venisse eseguito entro la fine del corrente anno, avverrà almeno entro il 24 maggio del 2015, data del centenario dell’entrata in guerra dell’Italia

Il sindaco può rispondere subito a voce o entro dieci giorni per iscritto.
Uno sguardo con il segretrentun%. Siccome “verba volant, scripta manent” risponde subito.
Atteggiamento accondiscendente. Per nulla scocciato.
«come ti ho già detto a voce ….. non sono in grado di quantificare l’importo necessario … l’intenzione è quella di celebrare la festività del 4 novembre 2015 presso il monumento di Albina restaurato … naturalmente non è che sarà finito il 3 di novembre (sorridendo) …..ho dato disposizioni agli uffici da tanto tempo di procedere …. »
Disposizioni? Per procedere a fare che? Da tanto tempo?
Siamo davvero all’assurdo.
Per rifare un basamento “con quattro piere”, attaccare “quattro” lastre di marmo, ci vuole un anno? Scusate: un anno meno qualche giorno, forse. E ne sono passati già tre e mezzo. E poi ci si lamenta di Roma.
La ricollocazione del monumento non era per caso prevista nel programma elettorale di questa maggioranza?
Ma certo. . Come d’altra parte la ristrutturazione dell’ex cinema di Gaiarine, dell’ex cinema di Campom01-Gaiarine-Ex-cinema-011.jpgolino, il completamento della palestra di Calderano. Parole elettorali.

 

La consigliera Capuzzo, prende atto. Ribadisce che il restauro dovrebbe essere completato prima, entro il 24 maggio. Ma tant’è.

1) Approvazione verbali seduta del 23 settembre 2014 (dal N.27 al N. 34)
Prende la parola il consigliere Bressan « ..pur capendo la difficoltà di riassumere ore di consiglio comunale …. anche se il segretario ha le registrazioni delle sedute .. pur constatando un miglioramento nella stesura dei verbali .. notiamo che manca ancora gran parte del dibattito … non chiediamo le integrazioni delle parti mancanti poiché sarebbe un lavoro troppo lungo… però non si può non far notare un errore macroscopico: l’intervento con cui ci si impegnava a terminare la palestra è stato attribuito a Fellet e non a Presotto…. pertanto daremo un voto di astensione »

Prende la parola il consigliere Andreetta « .. … ho constatato la buona volontà e il miglioramento nella stesura dei verbali… dico però che come minoranze non abbiamo molte armi per contrastare la maggioranza se non le cose che possiamo dire e proporre in consiglio comunale … se poi quanto viene detto dalle minoranze non viene neppure riportato .. allora tanto vale …. »
La consigliera Capuzzo … « concordo con quanto detto dagli altri consiglieri … il lavoro delle minoranze dovrebbe essere valorizzato e non sottaciuto … »

Sindaco (buonista) «.. nessuno della maggioranza vuole togliere la parola alle minoranze, … se ci sono degli errori siamo qui per correggerli … e comunque ognuno è libero di votare come meglio crede…. … »

Dimentica però di dire che la responsabilità del lavoro del segretario è sua e solo sua.
Da sindaco nuovo eletto aveva l’opportunità di scegliersi un segretario diverso. Ha preferito tenersi questo.
Domanda pleonastica: Scelta dettata per l’alta professionalità dimostrata dal segretrentun% in questi anni a Gaiarine o per il fatto che il segretrentun% è leghista (ex parlamentare del carroccio)?
Si vota: maggioranza favorevole, minoranze astenute

2) Affidamento servizio tesoreria comunale, approvazione schema di convenzione.
Illustra il sindaco.
Si tratta dello schema di convenzione per l’affidamento del servizio tesoreria.
Si concorda di dare la convenzione per letta.
La consigliera Capuzzo chiede se, avendo il comune di Gaiarine aderito alla stazione unica appaltante, può autonomamente indire questa gara e se non è il caso di chiedere alla banca vincitrice anche l’installazione gratuita di POS negli uffici comunali che incassano denaro.
Il sindaco risponde che « .. l’obbligo di aderire alla stazione unica appaltante è stata prorogata al 31 dicembre … i pos li chiederemo alle banche… ».

Vediamo se riusciamo a chiarire ai nostri lettori qualcosa.
Nel consiglio del 29 Luglio scorso., l’attuale maggioranza, approvava l’adesione alla stazione unica appaltante della provincia di Treviso, pur non essendoci più l’obbligo di legge dato che l’obbligo imposto dal legislatore nazionale era già stato prorogato.
Per capirci l’adesione alla stazione unica appaltante implica che il comune, per qualsiasi gara d’appalto, deve appoggiarsi all’ente individuato, in questo caso la provincia di Treviso.

Ci chiediamo: per quale motivo il 29 luglio il comune di Gaiarine ha scelto, pur non essendoci l’obbligo, la provincia di Treviso come ente a cui demandare le proprie gare d’appalto?images

Risposta: “cane non mangia cane” sopratutto se il cane da mangiare è leghista.

A livello nazionale si discute di abolizione delle province. La lega si sa è contraria. Attraverso le province gestisce potere e quindi voti. Bisogna, allora, trovare il modo di dare alle province nuove e tali competenze da rendere più difficile la loro abolizione.
Così il nostro sindaco, consigliere provinciale leghista, sollecitato probabilmente dal suo presidente, non avendone l’obbligo e non avendo ancora modificato i regolamenti comunali interni aderisce all’invito della provincia.
Il comma 1 dell’art. 4 della convenzione approvata con la delibera del 29 luglio, (vedi qui) recita testualmente ” la presente convenzione, ai sensi della legge ha la durata di cinque anni, e entra in vigore a decorrere dalla data della sua sottoscrizione. E’ rinnovabile
Orbene due sono le ipotesi:
1) o la convenzione è stata sottoscritta e di conseguenza il comune non può più indire in proprio gare, e quindi sarebbe illegittima la gara indetta per la tesoreria che doveva invece essere affidata alla provincia di Treviso..
2) o la convenzione approvata il 29 luglio non è stata ancora sottoscritta dalla provincia (sono passati tre mesi) e allora il comune può indire direttamente le gare e quindi la gara della tesoreria risulta essere legittima.

In ogni caso la risposta del sindaco sulla proroga al 31 dicembre non c’entra nulla.
Anzi è una risposta fuorviante se non addirittura ingannevole.

Ma se fosse vera la seconda ipotesi e quindi se la convenzione con la provincia dopo tre mesi non fosse ancora sottoscritta di chi sarebbe la responsabilità di tale ritardo?
La delibera del 29 luglio recita “.. di demandare al Responsabile dell’Area Lavori Pubblici e Manutenzione del Territorio a porre in essere tutti gli opportuni e necessari atti per dare attuazione al presente provvedimento“.
Un’altra domanda pleonastica.
Non si tratta forse e sempre dello stesso ufficio che si deve occupare del monumento di Albina e a cui il sindaco “ha dato disposizioni agli uffici da tanto tempo di procedere”?

Si vota: all’unanimità

Il sindaco sta per chiudere il consiglio, ma la consigliera Fracassi fa presente che forse è necessaria “l’immediata eseguibilità” di questa delibera.
Il sindaco ringrazia la consigliera per averlo ricordato.
Si vota: all’unanimità

Il sindaco chiude il consiglio con i ringraziamenti ai consiglieri per la loro presenza, e avvisa che sarà assente per un periodo dovendo sottoporsi ad un intervento chirurgico.
I consiglieri gli fanno gli auguri.
Naturalmente anche noi.

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Compagni di strada

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73059_De Mauro0904 sovracc.qxdIerisera a Villa Frova di Caneva, don Pierluigi Di Piazza – prete “di frontiera”, fondatore del Centro di accoglienza “Ernesto Balducci” di Zugliano (Ud) – ha presentato grazie all’iniziativa del GAS di Caneva, il suo ultimo libro “Compagni di strada – In cammino nella Chiesa della speranza” da dove emerge il suo sogno di una Chiesa povera e senza potere, libera e liberatrice, non clericale, femminile, democratica e pluralista.

Per delinearla ha scelto lo stile narrativo, del racconto di viaggio, insieme ad alcuni compagni di strada, credenti, non credenti e credenti in altre fedi – Margherita Hack, don Tonino Bello, don Puglisi, mons. Romero, il Dalai Lama, don Gallo, Eluana e Beppino Englaro e altri ancora –, che sono profeti e testimoni. Ciascuno “incarna” un valore, evangelico e laico allo stesso tempo: Margherita Hack, per esempio, la laicità ma anche l’etica dei non credenti. «Sono convinto – ha spiegato – della necessità di affermare e di praticare la laicità, la laicità autentica, libera dal confessionalismo, dall’integralismo e dal laicismo, perché ci possono essere posizioni di assolutismo in entrambe le posizioni, quindi di dipendenza, di chiusura, di ostilità. Invece la vera laicità libera la fede alla sua autenticità, come la vera fede favorisce e incoraggia la laicità. Mi sento laico, credente sempre in ricerca e prete. dondipi hackPer questo mi sono trovato a condividere l’etica dichiarata e vissuta da Margherita Hack sulla giustizia, l’accoglienza, la pace, i diritti civili, il superamento di ogni forma di discriminazione, esclusione e razzismo, l’attenzione e la premura per tutti gli esseri viventi, animali, piante e i diversi organismi. Margherita Hack diceva, in sintonia con me, che la fede è fede e che non si può dimostrare né che Dio esiste né che non esiste. Il rispetto quindi deve essere reciproco fra persone diverse per ispirazione ed itinerario, ma unite dal comune obiettivo di contribuire ad un mondo più giusto ed umano».

Un capitolo lo ha dedicato ad Eluana e Beppino Englaro, con cui ha condiviso un pezzo di strada, anche perché la parte finale della loro storia si è svolta ad Udine…
«Ho ricordato Eluana e Beppino per la necessità di liberare la storia delle persone dalle strumentalità del moralismo, della politica, della religione, perché l’incontro vero con la storia delle persone possa significare ascolto, rispetto, dialogo ricerca di strade possibili per poter contribuire a vivere, soffrire e morire nel modo più umano possibile».

dondipiUna riflessione l’ha dedicata anche ai “principi non negoziabili”…
«Negli ultimi anni la Chiesa, una Chiesa politica, e certa politica hanno fatto a gara a sostenersi nel dichiarare i principi non negoziabili, espressione che pare scomparsa con l’arrivo di papa Francesco, il quale ha affermato che l’espressione non gli piace, perché i valori sono tali e basta. Inoltre è grossolana nei contenuti e nel linguaggio: “non negoziabili” si riferisce ad una sorta di trattativa mercantile, sconveniente se riferita alla vita delle persone. E ancora più grave se si pensa che la Chiesa dovrebbe incontrare le persone con le loro storie diverse, ascoltare, curare, accompagnare, esprimere condivisione e incoraggiamento. La non negoziabilità annulla ogni possibilità di dialogo. Le questioni della bioetica, dell’inizio e del fine vita chiedono informazione e formazione, riferimenti etici profondi, rispetto della libertà delle persone, anche nell’accettare o rifiutare le cure, nel decidere riguardo alla morte. E questo non si pone contro Dio, ma si esprime alla sua presenza con una libertà consapevole e serena, con la fiducia e l’affidamento della vita, non solo di quella biologica, a lui, fonte e accoglienza della vita».

Un pensiero anche per il Concilio, riferimento che attraversa e permea ogni pagina del libro, a 50 anni di distanza..
«Lo spirito del Concilio ci sta davanti, l’impegno per il suo compimento dovrebbe vederci coinvolti, soprattutto su due dimensioni fondamentali: la Chiesa come popolo di Dio in cammino nella storia, di cui papa, vescovi, preti, religiosi e religiose sono una piccola parte con compiti specifici, non di superiorità e di distanza, ma di condivisione, di servizio. E poi il rapporto fra Chiesa e mondo: non di superiorità, di sospetto, di giudizio preventivo, bensì di attenzione, ascolto, apprendimento, dialogo, e poi orientamento, indicazione, insegnamento sempre rispettoso, di forte denuncia e giudizio su tutte quelle situazioni che opprimono, offendono e umiliano la dignità delle persone».

Nell’ultimo capitolo che titola “Una Chiesa che non ha paura e che guarda al futuro” sottolinea i gesti e le parole di Francesco..
«Certamente le parole e i gesti di Francesco incoraggiano tanti preti insieme a tante persone che in questi anni sono stati sospettati e criticati per il loro impegno nella società, per un rinnovamento di fondo della Chiesa. Sta spostando il baricentro dalla dottrina alla testimonianza, dall’istituzione alle relazioni, dalla preoccupazione organizzativa all’atteggiamento interiore».

1914 io mi rifiutorUna riflessione infine sul tema della pace e della guerra..
«Nel ricordare quella che io definisco la prima tragedia mondiale il rispetto per le vittime, tutte le vittime non può far dimenticare le migliaia di soldati che sono stati processati e uccisi, anche sul Carso, perché si sono rifiutati di obbedire a comandi contro l’umanità: sono stati a lungo bollati come vigliacchi e disertori, per noi sono profetici testimoni di umanità e di pace; meritano di essere esplicitamente ricordati nella celebrazione della memoria! E l’individuazione delle diverse cause e delle chiare responsabilità lascia sempre aperta la grande questione del perché l’essere umano sia così facilmente disponibile alla violenza, alla guerra, all’uso delle armi, perché accetti gli ordini assurdi e disumani e non esprima l’obiezione di coscienza agli ordini che provocano morti, feriti, distruzioni. La Chiesa che si ispira a Gesù Cristo ha partecipato per secoli alla violenza armata degli eserciti, benedicendo armi sull’uno e l’altro fronte, con la presenza a sostegno dei soldati pronti all’assassinio dei nemici di preti in divisa, che celebravano messa, distribuivano particole e benedicevano con acqua santa gli assalti all’arma bianca.»

La chiusura con il ricordo delle parole di don Lorenzo Milani:
Avere il coraggio di dire ai giovani che essi sono tutti sovrani, per cui l’obbedienza non è ormai più una virtù, ma la più subdola delle tentazioni, che non credano di potersene far scudo né davanti agli uomini né davanti a Dio, che bisogna che si sentano ognuno l’unico responsabile di tutto.

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Qualche idea per sistemi colturali seminativi redditizi e sostenibili

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seminario-incontro01Nei mesi di novembre e dicembre si terranno una serie di incontri, in vari comuni friulani, sulle possibili alternative alla monocoltura.
Il primo incontro (come gestire la fertilitò del terreno con le rotazioni, i sovesci e le giuste lavorazioni) si svolgerà il 7 novembre presso Villa Muciana Muzzana del Turgnano alle ore 18.
Gli incontri tecnici sono rivolti agli agricoltori e a tutti coloro interessati a valutare delle alternative alla monocoltura vigente, con lo scopo di individuare dei percorsi produttivi compatibili con la preservazione dell’ambiente e del paesaggio ma anche economicamente redditizi.
Tutti i relatori hanno comprovate competenze scientifiche e tecniche ma anche una grande capacità di comunicare ed uno spirito pratico, quindi durante gli incontri si privilegerà lo scambio e l’interazione tra relatori e partecipanti e si mirerà a fornire informazioni di pronta applicabilità. L’auspicio dei promotori è che questi incontri possano favorire la nascita di una rete territoriale di enti locali, associazioni, produttori e soggetti a vario titolo interessati a una filiera locale dei cereali, sostenibile e di qualità.

Volantinoserate-cereali

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Convocazione consiglio comunale Giovedì 6 novembre 2014

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Consiglio Comunale è convocato per il giorno di Giovedì 6 novembre 2014 alle ore 19.30 nella sala della sede municipale con il seguente ordine del giorno:

1) Approvazione verbali seduta del 23 settembre 2014 (dal N.27 al N. 34);
2) Affidamento servizio tesoreria comunale, approvazione schema di convenzione

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