Al via l’undicesima edizione della Biennale di incisione

Si è aperto domenica scorsa l’Evento culturale del Comune di Gaiarine che, con le sue undici edizioni, è diventato la manifestazione incisoria più longeva in Italia. Nelle precedenti dieci edizioni, infatti, si è andato affermando sulla scena artistica locale e nazionale come una delle più importanti esposizioni dedicate a quest’arte spesso, a torto, poco considerata.
La Biennale denominata “Aspetti dell’incisione oggi in Italia”, aperta dal 4 ottobre all’8 novembre, è ospitata in Villa Altan, dimora cinquecentesca di Campomolino e sede della biblioteca comunale.
Promotori della mostra sono il Comune, il Comitato di Biblioteca, il Club Tre Molini e l’Associazione Incisori Veneti nelle persone dell’infaticabile prof. Giorgio Trentin e del prof. Aldo Segatto, coordinatore quest’ultimo del comitato scientifico.
Anche questa edizione vede la presenza di talenti emergenti affianco di artisti affermati. Le opere, di notevole qualità e realizzate con diverse tecniche di incisione (si va dalla puntasecca all’acquaforte e acquatinta, dalla vernice molle alla xilografia) accontentano tutti i gusti: dalle composizioni che rappresentano frammenti di vita quotidiana di Carlo Barbero, Raffaele Minotto e Maria Antonietta Onida, alle vedute al limite dell’astrazione di Gabriele Berretta, Graziella Da Gioz, Francesco Geronazzo e Stefano Luciano; dalle scene evocative di Ezio Briatore, Andrea Cangemi e Maria Rosaria Perrella, al surrealismo di Sergio Saccomandi e Marcello Della Valle; dalle opere più classiche di Serena Conti, Pino Finocchiaro e Patrizia Flaccomio all’architettura industriale di Elena Molena. Anche la figura umana è presente e viene rappresentata secondo espressioni diverse come in Gabriele Bordignon, Manlio Chieppa, Stefano Ciaponi e Giovanni Dettori.

Alla vernice, che ha visto la presenza di un folto pubblico di esperti e meno, sono intervenuti l’Assessore alla Cultura sig.ra Stefania Venturin che ha aperto l’evento con evidente emozione; è stata seguita dal saluto del Sindaco Loris Sonego il quale ha ricordato come Villa Altan, da quando è stata ristrutturata, sia diventata il polo culturale del Comune. Prosegue dicendo che “Gaiarine è da 25 anni che, grazie all’arte incisoria, fa cultura”. Conclude ringraziando tutti (ma forse non proprio tutti) coloro che hanno reso possibile la realizzazione della manifestazione: il prof. Giorgio Trentin in primis, i dipendenti comunali e il comitato di biblioteca in maniera molto generica, il prof. Segatto quale vero promotore e trascinatore del Comitato scientifico (è proprio vero, se non ci fosse la passione e l’impegno di questo uomo, di certo la manifestazione non troverebbe espressione. Come si sa, l’organizzazione di qualsiasi iniziativa richiede lavoro, tempo, forze fisiche ed intellettuali e non è sufficiente, per la buona riuscita, metterci solo la faccia il giorno della vernice).
Intervengono poi i proff. Segatto e Trentin che con orgoglio ringraziano le varie amministrazioni e i volontari che hanno investito un apprezzabile impegno verso quest’espressione artistica spesso ai margini.
Segue il discorso del vicegovernatore della Regione Veneto con deleghe per la cultura, il turismo, l’identità veneta e la promozione del territorio dott. Franco Manzato, il quale sostiene che la valorizzazione di un luogo debba essere strettamente connessa alla cultura e all’arte.
Particolarità di questa undicesima edizione: è stata prodotta una serie di sei cartoline (una dedicata alle precedenti dieci edizioni della biennale, una per ciascuna frazione del Comune con alcuni luoghi caratteristici, una generale con la quattro frazioni) e un annullo postale con il logo della Biennale.
Conclude la mattinata, riprendendo la parola, l’Assessore alla Cultura che ringrazia gli sponsors, le Poste e un elenco di persone volenterose che in maniera del tutto volontaria hanno collaborato al buon esito della manifestazione.

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Fiera Quattro Passi. Verso un mondo migliore “Riprendiamoci la terra”

Torna uno dei più importanti appuntamenti nazionali nel settore della cooperazione, dello sviluppo sostenibile e della tutela dell’ambiente: appuntamento con la quinta edizione della fiera dei comportamenti equi e sostenibili, a Treviso il 25, 26 e 27 settembre.
La terra, nelle sue numerose accezioni, al centro della tre giorni di incontri, attività e laboratori.
La fiera si terrà a Treviso negli spazi fieristici della Dogana.

La fiera, divenuta in pochi anni uno dei principali punti di riferimento nel panorama nazionale per quanto concerne i settori della cooperazione, dello sviluppo sostenibile e della tutela dell’ambiente, continua a trovare la sua specifica caratteristica nel proporre comportamenti concreti ai cittadini, per rendere più sostenibile il nostro modello di sviluppo, mettendo in rete le buone prassi che già esistono”.
Il tema di “Quattro passi verso un mondo migliore” 2009 sarà “Riprendiamoci la Terra”. Un argomento molto attuale e sempre più al centro del dibattito pubblico. Terra come pianeta ed elemento fisico: il terreno, la sua complessità, la preziosità, l’enorme biodiversità, le peculiarità climatiche, l’amministrazione dei nostri territori saranno lo spunto per un weekend ricco di incontri, seminari, dibatti ed esposizioni.
Terra anche come agricoltura, con particolare riguardo a forme di coltivazione e allevamento
rispettose dell’ecosistema e a filiere produttive a basso impatto, a partire dal commercio equo
e solidale e dai presidi di Slow Food.
Maggiori informazioni e il programma completo su www.fieraquattropassi.org

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Primo incontro pubblico FxF: Bilancio partecipativo

Martedì 15 settembre a Villa Altan di Campomolino si è tenuto il primo incontro organizzato dal nostro gruppo, in collaborazione con gli amici di Sacile Partecipata e Sostenibile, i quali hanno illustrato i concetti guida e le modalità di attuazione del bilancio partecipativo.
Presenti una trentina di persone tra cui l’opposizione consiliare ma nessun rappresentante della maggioranza (perché? Paura di un confronto? Tentativo di boicottaggio? O forse non garba loro l’idea stessa di bilancio partecipativo?).
L’incontro ha chiarito cos’è il bilancio partecipativo, a partire dall’esperienza di Porto Alegre e di altre comunità del sud america, arrivando a illustrare le esperienze italiane di Grottammare, Municipio XI di Roma e Pieve Emanuele (Mi) oltre che della Regione Toscana.
In sostanza questo tipo di amministrazione del denaro pubblico prevede che gli stessi cittadini, dopo una serie di incontri di discussione seguiti da valutazioni di natura tecnica fatte da esperti ed infine da una votazione, decidano come e dove intervenire utilizzando in questo modo le disponibilità (o solo una parte) del bilancio ovvero dei propri soldi. Alla fine dei lavori, sia nel caso della realizzazione che nel caso l’Amministrazione decida di non intervenire, si rende necessario un resoconto chiaro e trasparente delle modalità di intervento e del rendiconto. Cittadinanza attiva, quindi, nell’amministrazione del Comune, sgravando così Sindaco e Giunta da decisioni di responsabilità e evitando procedimenti amministrativi che a volte vengono oscurati agli occhi del cittadino.
Tutto ciò è avvallato da una legge europea del 2001 nella quale si sottolinea l’obbligo di trasparenza e di informazione da parte dell’amministrazione verso il cittadino, cosa che spesso non accade.
La serata è proseguita con un dibattito acceso, concentrato soprattutto sulla fattibilità di un metodo, quello del bilancio partecipativo, apparentemente utopico. A mio avviso abbiamo assistito anche ad una forte disunione dell’opposizione, apparentemente senza spinta propositiva nei confronti di una maggioranza unita (…visto che comanda una sola capoccia…), che dovrebbe avere il compito di catturare l’attenzione di una cittadinanza sempre più disinteressata a ciò che accade in casa propria!
Parafrasando l’articolo della Tribuna sulle vignette partecipate, non ci resta che bere acqua XXXX. Buone bollicine a tutti!

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Cultura = sviluppo

Un noto proverbio dice “Il sapere rende l’uomo libero”. Mi sono fermata a riflettere su queste poche parole che ormai vengono ripetute così spesso da perdere la loro freschezza originaria e, di conseguenza, il loro significato.
La cultura può essere vissuta come “svago” ma anche come maturazione interiore, o tutte e due contemporaneamente. L’arte ha la capacità di trasmettere modi di pensare diversi dal nostro, una sensibilità e modi di vivere alternativi. Il confronto con “l’altro” e la riflessione più intima e introspettiva aiuta a crescere e migliorarsi sempre di più. È necessario però essere aperti, ricettivi e ovviamente umili per favorire questo incontro di idee, stili di vita, modi di pensare.
La maggior parte degli amministratori concentrano l’attenzione sull’”arricchimento” del territorio con infrastrutture, nuove piazze, nuovi edifici residenziali e non, ecc. Tutte cose importanti, certo, soprattutto se condotte con buon senso, ma perché solo una minima parte rivolgono l’attenzione all’investimento sulla cultura? Sicuramente perché da risultati meno evidenti e a lungo termine, o anche perché è pericoloso che la gente sia dotata di “conoscenza”.
Garantire il diritto alla conoscenza si traduce, in termini pratici, in una scuola ben organizzata, in una biblioteca con un patrimonio ricco e vario e personale qualificato e disponibile, in centri multimediali al passo con i tempi. Ma si traduce anche in offerte culturali per i cittadini, che non hanno la necessità di uscire dal proprio territorio comunale per trovare spettacoli artistici musicali, teatrali, cinematografici, letterari, artistici e chi più ne ha più ne metta.
Mi è nata spontanea una domanda: cosa fa il nostro Comune per garantire questo diritto alla conoscenza?

Primo aspetto: istruzione. Non ho una visione ravvicinata poiché da tempo ho superato l’età della scuola dell’obbligo e non ho ancora figli che la frequentano, ma mi pare che la situazione sia buona. Questo limitandosi, ripeto, alla scuola dell’obbligo, ma per una persona adulta, che magari vuole imparare o semplicemente rispolverare una lingua straniera? Niente, bisogna per forza spostarsi. Corsi di computer per tenersi al passo coi tempi? Niente, bisogna spostarsi. Altri tipi di corsi di aggiornamento, ricreativi, culturali, artistici … ? Niente, bisogna per forza spostarsi. Per fortuna c’è una scuola di musica!

Secondo aspetto: biblioteca. Negli ultimi tre anni la nostra biblioteca è tenuta aperta da LSU (lavoratori socialmente utili) o dai ragazzi del Servizio Civile Volontario. Per quanto importante il loro contributo ed il loro impegno, anche nella veste di ex presidente del comitato di biblioteca, ho sollevato più volte il problema, ritenendo fondamentale che la gestione venga fatta da personale competente o adeguatamente formato, per garantire un servizio efficiente. Superfluo rilevare che anche gli utenti se ne sono accorti e molti preferiscono spostarsi nei comuni limitrofi. Un esempio: con ogni probabilità siamo l’unico comune nel quale non si può attivare un prestito interbibliotecario. Perché? Semplicemente perché nessuno lo sa fare.


Terzo aspetto: attività culturali. Oltre alle serate enogastronomiche che riscuotono notevole successo, alla Biennale di incisione e alle attività promosse dal comitato di biblioteca, che cosa propone il nostro comune? Non mi pare che gli spazi manchino, soprattutto all’aperto. Forse manca la volontà di investire nella cultura.

A mio avviso non è accettabile che in un programma di mandato per quel che riguarda la cultura, ci siano tre punti in tutto:
- sostenere le iniziative promosse dal comitato di biblioteca (si tratta di volontari, non è pensabile caricare tutto sulle loro spalle!);
- migliorare i servizi della biblioteca con visite didattiche per le scuole e ampliamento dell’orario di apertura (ma chi ci crede? Chi ha governato negli ultimi 5 anni?)
- valorizzare la cultura tradizionale: usi, costumi, gastronomia, ecc. (se venisse veramente fatto, potrebbe essere un passo in avanti. Importante però non limitarsi a questo poiché sarebbe tutto il contrario dell’apertura a cui accennavo sopra. Il fossilizzarsi sulla propria cultura significa, a mio avviso, rischiare il regresso).

Che cosa possiamo fare per migliorare la situazione? Voi lettori, siete soddisfatti di quello che viene fatto nel nostro comune? Avete proposte o esigenze da avanzare?
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Incontro con la lista SPS

La lista civica Sacile Partecipata e Sostenibile organizza degli incontri con le altre liste civiche del territorio per un confronto sulle esperienze vissute, per valutare gli aspetti positivi e negativi del proprio operato, per migliorare le proprie azioni nel tentativo di creare una rete per future collaborazioni.
A questo primo incontro, che si terrà martedì 14 luglio alle ore 21.00 in Via del Quartiere n. 2 a Sacile, verrà illustrato il loro progetto di bilancio partecipativo.

Ovviamente noi foraxfora ci saremo, ma anche tutte le persone curiose e interessate possono venire.

Per maggiori informazioni potete contattare Filippo al 347.2509040
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Il Consiglio Comunale dei Ragazzi

Sempre di più assistiamo ad un generale disinteressamento dei giovani alla vita politica sia a livello locale che nazionale. Questo aspetto è confermato dalla scarsa partecipazione registrata alle recenti elezioni amministrative nel nostro Comune. È necessario chiedersi il perché, considerando che le scelte politiche dei nostri amministratori si ripercuotono in gran parte delle nostre azioni quotidiane.
Noi giovani forse ci sentiamo distanti dal mondo della politica o forse non abbiamo voglia di impegnarci concretamente per il bene comune. Il benessere in cui viviamo ha fatto sì che abbiamo a disposizione tutto quello che ci serve, e per di più a portata di mano. Dobbiamo stare attenti invece che, se in apparenza tutto è “disponibile”, ci sono aspetti che spesso vengono meno (e noi gaiarinesi ne sappiamo qualcosa) come la possibilità di essere interpellati per questioni di nostro interesse.

Gli istituti di democrazia diretta in Italia ci sono. Quelli normati sono due e cioè il referendum e l’
iniziativa popolare, ma l’influenza di tali strumenti è piuttosto marginale. Nuove forme di democrazia diretta stanno emergendo come il Bilancio partecipativo e l’e-democracy che sfrutta le moderne tecnologie informatiche (a tal proposito è interessante il progetto della Regione Veneto chiamato “Veneto e-democracy”).

Un’altra possibilità, che negli ultimi anni si sta diffondendo, è l’istituzione dei Consigli Comunali dei Ragazzi. La L. 28 agosto 1997 n. 285 “Disposizioni per la promozione di diritti e di opportunità per l’infanzia e l’adolescenza” ha posto le basi per l’istituzione di questo nuovo organismo, quale importante esperienza educativa per coinvolgere i bambini e i ragazzi al funzionamento dell’attività amministrativa del Comune, per sensibilizzarli sui temi della politica cittadina. Il Consiglio Comunale dei Ragazzi favorisce il loro sviluppo come giovani cittadini protagonisti consapevoli e attenti custodi della salvaguardia dei tesori locali. La loro attività si traduce in proposte e pareri da sottoporre al Consiglio Comunale (dei Senior) il quale dovrà poi formulare risposte scritte e soluzioni sui problemi posti all’attenzione.
Ne possono far parte i bambini delle classi IV e V della Scuola Primaria e i ragazzi delle classi I, II e III della Scuola Secondaria di Primo Grado. L’elettorato passivo è costituito da tutti i ragazzi della stessa fascia d’età residenti nel Comune. Il funzionamento è simile a quello dei Senior, con l’elezione dei Sindaco e la nomina di consiglieri e assessori che formeranno la Giunta.
È auspicabile che anche a Gaiarine si possa realizzare tale progetto, con la collaborazione dell’Istituto Comprensivo, per la formazione di futuri “cittadini attivi”.
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