Indignatevi !

Ecco «Indignatevi»
93 anni. È un po’ l’ultima tappa. La fine non è troppo lontana. Che fortuna poterne approfittare per ricordare ciò che ha fatto da fondamento al mio impegno politico”.
Comincia così “Indignatevi!”, scritto dal partigiano Stephane Hessel, diventato un caso editoriale in Francia, e adesso proposto in Italia da Add Editore. Pubblichiamo l’appendice: l’appello dei Resistenti alle giovani generazioni, firmato dallo stesso Hessel nel 2004.

Dal momento che vediamo rimesso in discussione il fondamento delle conquiste sociali della Liberazione, noi, veterani dei movimenti di Resistenza e delle forze combattenti della Francia libera (1940–1945) ci appelliamo alle giovani generazioni perché mantengano in vita e tramandino l’eredità della Resistenza e i suoi ideali sempre attuali di democrazia ed economia, sociale e culturale. Sessant’anni più tardi il nazismo è sconfitto, grazie al sacrificio dei nostri fratelli e sorelle della Resistenza e delle Nazioni Unite contro la barbarie fascista. Ma questa minaccia non è del tutto scomparsa, e la nostra rabbia contro l’ingiustizia è rimasta intatta.

IN COSCIENZA, noi invitiamo a celebrare l’attualità della Resistenza non già beneficio di cause partigiane o strumentalizzate da qualche posta in gioco politica, bensì per proporre alle generazioni che ci succederanno di compiere tre gesti umanitari e profondamente politici nel vero senso del termine, perché la fiamma della Resistenza non si spenga mai:

CI APPELLIAMO innanzitutto agli educatori, ai movimenti sociali, alle collettività pubbliche, ai creatori, agli sfruttati, agli umiliati, affinché celebrino insieme a noi l’anniversario del programma del Consiglio Nazionale della Resistenza (Cnr) adottato in clandestinità il 15 marzo 1944: Sécurité sociale e pensioni generalizzate, controllo dei “gruppi di potere economico”, diritto alla cultura e all’educazione per tutti, stampa affrancata dal denaro e dalla corruzione, leggi sociali operaie e agricole ecc. Come può oggi mancare il denaro per salvaguardare e garantire nel tempo conquiste sociali, quando dalla Liberazione, periodo che ha visto l’Europa in ginocchio, la produzione di ricchezza è considerevolmente aumentata? I responsabili politici, economici, ntellettuali e la società nel suo complesso non devono abdicare, né lasciarsi intimidire dall’attuale dittatura internazionale dei mercati finanziari che minaccia la pace e la democrazia.

CI APPELLIAMO quindi ai movimenti, ai partiti, alle associazioni, alle istituzioni e ai sindacati eredi della Resistenza affinché superino le poste in gioco settoriali, e lavorino innanzitutto sulle cause politiche delle ingiustizie e dei conflitti sociali, e non soltanto sulle loro conseguenze, per definire insieme un nuovo “Programma della Resistenza” per il nostro secolo, consapevoli che il fascismo continua a nutrirsi di razzismo, di intolleranza e di guerra, che a loro volta si nutrono delle ingiustizie sociali.

CI APPELLIAMO infine ai ragazzi, ai giovani, ai genitori, agli anziani e ai nonni, agli educatori, alle autorità pubbliche perché vi sia una vera e propria insurrezione pacifica contro i mass media, che ai nostri giovani come unico orizzonte propongono il consumismo di massa, il disprezzo dei più deboli e della cultura, l’amnesia generalizzata e la competizione a oltranza di tutti contro tutti. Non accettiamo che i principali media siano ormai nella morsa degli interessi privati, contrariamente a quanto stabilito dal programma del Consiglio Nazionale della Resistenza e dalle ordinanze sulla stampa del 1944.

A quelli e quelle che faranno il secolo che inizia, diciamo con affetto: Creare è resistere. Resistere è creare.

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Consiglio Comunale del 04/02/2011: cronaca

È un venerdì pomeriggio di febbraio..
Sono le 17.30 e si potrebbe pensare al momento migliore per un gradevole tè all’inglese.. no no no,
c’è il Consiglio Comunale, l’ordine del giorno prevede un unico punto:
Piano di recupero di iniziativa privata deno
minato “Ex polveriera” riapprovazione a seguito di annullamento giurisdizionale della delibera consiliare 19 Maggio 2009, n°28.
Si parte però con due interrogazioni urgenti presentate dal Consigliere Rosada.
La prima interrogazione mettendo in luce come l’alluvione del 2 novembre 2010, che ha colpito la zona del Saccon di Albina, sia dovuta ad interventi non congrui fatti sugli argini, alla mancata pulizia di fossi e a tombinamenti non adeguati a garantire un deflusso regolare dell’acqua, motivo in qualche caso di vere e proprie strozzature, chiede all’amministrazione che cosa intenda fare per rimediare alla situazione creatasi.
Risponde il sindaco dichiarando che sono stati fatti dei sopralluoghi da parte dei tecnici comunali e che si provvederà al più presto a togliere le strozzature ad eseguire degli interventi sia di sistemazione degli argini sia di pulizia dei fossi.
La seconda interrogazione chiede come mai l’amministrazione invece di trovare un accordo bonario con una famiglia di Francenigo costretta dal 2004 a vivere, a causa di lavori commissionati dal comune e non eseguiti a regola d’arte, con lo scantinato impregnato di liquami, si sia invece costituita in giudizio contro di essa!
Il sindaco risponde che è quasi un atto do
vuto, perché «non s’è capito molto bene.. sembra ci sia di mezzo già una sentenza di condanna della ditta esecutrice, dei progettisti.. ma la loro assicurazione si è appellata .. e allora il comune .. bla, bla, bla..»
Quasi sicuramente sono tutte giustificazioni motivate e condivisibili..
ma dal 2004 questa famiglia vive con i liquami in casa e purtroppo anche con gli avvocati, che deve e dovrà pagare per avere giustizia.

Il consigliere Rosada rivolgendosi ai consigl
ieri di maggioranza chiede se fossero loro a vivere in prima persona la stessa situazione, cosa penserebbero del comune?
Nessuna reazione, nessuno scatto di partecipazione e dignità.. solo un silenzio ottuso e ostinato, un silenzio che sembra dichiarare la loro presenza funz
ionale agli argomenti trattati: del tutto ornamentale nel caso di semplici cittadini e servilmente proni nel regalare metri cubi a gogò ai potenti..
Ed infatti si arriva al clou.. ai metri cubi a gogò… alla Ex polveriera.
E attenzione, cortesi e
pazienti lettori:
da qui entriamo in una dimensione dove concetti quali Spazio e Tempo si perdono e si confondono, e dove tu
tto quel che è stato ed è potrebbe non essere e sarebbe non possibile per tutti gli umani tranne che per chi fu uomo ma ora è.. MegaloSindaco!
In seguito alla decisione del TAR che ha annullato una delibera per un vizio di procedura – essendo stata approvata in periodo elettorale – si ripresenta pari pari la stessa delibera venti mesi dopo per legittimare l’intero procedimento.

Che, nel frattempo, e nonostante l’
evidente irregolarità, è andata avanti creando così una situazione paradossale.
Lavori iniziati sulla base di un atto amministrativo annullato che a sua volta ne ha generati altri.
.
tutti illegittimi e viziati?

o legittimi formalmente?

o ufficialmente viziati?
o viziosamente formali?
o legittimamente viziati?
… Non è dato sapere..
Per il MegaloSindaco – manco a dirlo – è solo una questione di forma, sanata la quale tutto s’aggiusta..

In realtà si deliberò allora nel 2009 fregandosene delle regole, e si aggiusta oggi nel 2011 fregandosene dell’etica..

Tanto le regole sono i lacci e lacciuoli che limitano la libertà di fare ciò che si vuole: questo ormai è il messaggio trasversale dilagante nel nostro paese..

.. qui si regalano metri cubi a gogò a qualcuno ..

.. là si regalano banconote a qualcun’altra ..

Un primo intervento del consigliere Rosada mette in luce come nella seduta del 19 maggio 2009, in piena campagna elettorale, fossero stati tre i piani urbanistici approvati, e conseguentemente, se il Tar ne ha annullato uno perché su questo dei cittadini avevano fatto ricorso, anche gli altri due, che non sono stati impugnati, sono parallelamente illegittimi.
Per cui siamo di fronte ad un’Amministrazione che durante la campagna elettorale ha fatto qualche bel regalo a chi ha voluto, sbattendosi allegramente le sfere della legge.

Su richiesta del consigliere Poles, vengono rilette le sintesi delle osservazioni, e quindi messe
ai voti. Grazie a questa richiesta abbiamo il privilegio straordinario di ascoltare la viva voce del giovane assessore alla viabilità e lavori pubblici Presotto: è un evento straordinario e negli anni a venire sarà ricordato e celebrato.
Ma qui accade l’impossibile, l’inarrivabile, l’inattuabile: il MegaloSindaco sfodera i suoi poteri, attiva la sua CronoForza, annulla spazio e tempo (la ragione è venuta meno da molto ormai), e incurante dei paradossi spazio-temporali, fa votare nel 2011 consiglieri diversi dal 2009 su un argomento che tratta e presenta luoghi e situazioni del 2009 ma modificate proprio in seguito a quell’atto del 2009 e non più corrispondenti per questo ora, nel 2011, a quel che nel 2009 si presentava per la delibera..
Suspence..

Si è posta il problema la maggioranza?

Oh, è vero, la ragione latita, i metri cubi premono, il potente scalpita (mica ha la me..da in casa, lui)..

Ovviamente la maggioranza vota come due anni fa..

Spiaccicato spiaccicato..

Visto il taglio scientifico di questa cronaca derivato dalle riflessioni su Spazio e Tempo, potremmo quindi formulare la novella proprietà Confermativa/Sostitutiva che così potrebbe recitare:
Confermando un Sindaco e sostituendo i Consiglieri il risultato non cambia!

La minoranza non partecipa al voto: refrattaria al potere della CronoForza non può votare nel 2011 fingendo di essere nel 2009.

Addirittura comica l’ottava votazione, ripetuta poichè l’occasionale distrazione di due consiglieri di maggioranza ne aveva impedito la partecipazione al voto.. e non sia mai che il MegaloSindaco, novello Mangiafuoco, non abbia l’unanimità dei suoi buratt.. pardòn, consiglieri.
Intervengono sia il consigliere Poles sia Antoniolli sottolineando l’odierna modifica dei luoghi e come le tavole allegate alla delibera non riportino lo stato di fatto dei luoghi così come sono ora, ma quello di due anni fa. Si insinua anche la possibilità che a causa di un esproprio per la costruzione della circonvallazione, anche la proprietà non corrisponda appieno a quella riportata nelle tavole.

Interviene finalmente in modo pregnante e significativo anche l’indecifrabile consigliere Ashraf Masih che si rivolge cortese e mellifluo al Presidente del Consiglio – precisiamo si tratti del MegaloSindaco anche se per un momento il parallelo all’analoga carica nazionale vien spontaneo – e chiede il permesso di andarsene, impegni urgenti concomitanti e indifferibili lo richiedono altrove (nello spazio? nel tempo? chissà..).
C’è quindi un secondo intervento del consigliere Rosada che chiede, tra l’altro, l’invio del fascicolo della Ex Polveriera alla Procura della Repubblica.
Toccante il Segretario Comunale quando interviene per sottolineare come non fosse lui «il segretario comunale quale 13° consigliere di maggioranza» definito dal consigliere Rosada nella sua
memoria formulata quasi due anni addietro..
Interviene anche il Consigliere Scandolo che mette in evidenza i danni provocati alla comunità dai casini causati dal sindaco e chiede anche lui l’invio del fascicolo alla Procura della Repubblica.

Ma come accade anche nelle migliori famiglie politiche dove commedia e tragedia si intrecciano, all’interno della maggioranza si stava consumando il dramma pietoso e straziante del consigliere Modanese, in evidente silenzioso disagio in mezzo a quello che fu il suo schieramento di maggioranza..
E tanto disperato imbarazzo quasi ci muove a compassione, spronandoci ad una parola di conforto ma anche di benevolo rimprovero verso quelle sue scelte del 2009 tanto convinte e consapevoli, rivelatesi nel 2011 altrettanto critiche e negative.

Si chiude a quel punto il Consiglio.

Ma il fuori programma incombe..

Il consigliere Rosada chiede al sindaco se avesse da comunicare qualcosa ai consiglieri.

MegaloSindaco
: «No.. nulla da comunicare.»

Rosada
: «Ma le dimissioni della Modanese da Assessore?»

MegaloSindaco
: «Ah, le dimissioni..»

Rosada
: «Ma sono state accettate?»

Modanese
: «Irrevocabili!»

Rosada
: «Ma la giunta non può deliberare mancando un Assessore..»

Segretario
: «Ma si vota a maggioranza..»

Rosada
: «Non c’entra, deve essere nominato un altro assessore..»

Segretario
: «..» forse si stava chiedendo chi fosse il 5° assessore.. di minoranza!

MegaloSindaco
: «Provvederemo.»

Qui termina anche il dietro le quinte, anzi il fuori Consiglio.

E così finiscono i cittadini di Gaiarine in balia di un MegaloSindaco che fa del fregarsene di tutti e di tutto la sua qualità migliore, anzi rimanendo in tema, il suo miglior superpotere: la ChisseneForza.

In quale comune il Sindaco non mette al corrente delle dimissioni di un suo Assessore il Consiglio Comunale?

Nel comune di Gaiarine accade..
Forse sta pensando di rifare le elezioni del 2009 presentando la sua lista del 2011?
Certo, quel «Provvederemo» pronunciato dal MegaloSindaco ci inquieta non poco..

Mangiafuoco aveva la cruenta abitudine di destinare i suoi burattini usati a ravvivare il fuoco necessario a cuocersi la cena..
ExAssessore Modanese.. stia all’erta e, possibilmente, vesta ignifugo!

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Se non ora quando?

Anche nel profondo Nord/Est, indifferente e granitico, qualcosa si muove.

Comunicato dei promotori dell’iniziativa:

Domenica 13 Febbraio a Follina

In Italia la maggioranza delle donne lavora fuori o dentro casa, crea ricchezza, cerca un lavoro (e una su due non ci riesce), studia, si sacrifica per affermarsi nella professione
che si
è scelta, si prende cura delle relazioni affettive e familiari, occupandosi di figli, mariti, genitori anziani.
Tante sono impegnate nella vita pubblica, in tutti i partiti, nei sindacati, nelle imprese, nelle associazioni e nel volontariato all…o scopo di rendere più civile, più ricca e accogliente la società in cui vivono.
Hanno considerazione e
rispetto di sé, della libertà e della dignità femminile ottenute con il contributo di tante generazioni di donne che – va ricordato nel 150esimo dell’unità d’Italia – hanno costruito la nazione democratica.
(…)
Chi vuole continuare a tacere, sostenere, giustificare, ridurre a vicende private il presente stato di cose, lo faccia
assumendosene la pesante responsabilità, anche di fronte alla comunità internazionale.
Noi chiediamo a tutte le donne, senza alcuna distinzione, di difendere il valore della loro, della nostra dignità e diciamo agli uomini: se non ora, quando? È il tempo di dimostrare amicizia verso le donne.

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Zanardo: “O sante o puttane, è la concezione delle donne che emerge dal caso Ruby”

di Eleonora Bianchini

Secondo l’autrice del documentario “Il corpo delle donne”, i festini di Arcore restituiscono l’immagine di ragazze che usano il loro corpo come merce di scambio per l’ascesa sociale. Colpa della tv commerciale. Ma anche la sinistra ha le sue responsabilità

L’Italia deve abbandonare la dicotomia cattolica della ‘femmina santa o puttana’ e la sinistra, complice del modello culturale diffuso dalla tv commerciale, deve proporre un’alternativa al corpo come merce di scambio per l’ascesa sociale. Per Lorella Zanardo, autrice del documentario “Il corpo delle donne”, lo scandalo dei festini di Arcore delinea un’immagine del ‘sesso debole’ profondamente radicata nel nostro paese e, purtroppo, non c’è niente di inaspettato: “Dalle intercettazioni constatiamo ciò che abbiamo lasciato sviluppare noi adulti negli ultimi 30 anni”.

Nulla di nuovo quindi?
Esatto. Sono arrabbiata con la mia generazione over 40 con la sinistra che ha permesso tutto questo. Non è vero che le ragazze vogliono fare solo le veline e chi lo desidera è perché ritiene che la tv permetta di esistere, e se non appari non esisti. Lo vediamo con il nostro progetto di
media education (“Nuovi occhi per la tv”, corso di mediaeducation, ndr) che portiamo nelle scuole di tutta Italia.

La sinistra quindi è complice.
Sì, non ha fatto la legge sul conflitto di interessi e ha sottovalutato il potere della tv. E’ stata colpa di un liberismo pernicioso, quel desiderio di benessere che ha fatto proseliti bipartisan. Il risultato? Che mentre Bossi si fa fotografare in canottiera vicino agli alpini, i leader dell’opposizione preferiscono il cachemire, Capalbio, le barche, i pranzi con De Benedetti. Ma se sono un poveraccio una foto di George Clooney non serve a niente. Bisogna tornare nelle fabbriche per reale interesse, non perché fa figo. I giovani chiedono modelli di riferimento e bisogna che noi diamo risposte.

Quali sono gli elementi che convincono le ragazze a vendersi a Berlusconi?
La proposta di ascesa sociale, che determina l’esistenza dell’individuo secondo la cultura televisiva, e il guadagno facile. Ogni giorno mi arrivano mail di ragazze che prendono 800 euro al mese quando riescono a trovare un lavoro. Portarne a casa qualche migliaio a serata fa una bella differenza. La sinistra deve proporre un discorso sulla morale, non sul moralismo, e sul valore di rispetto, dignità. Pare che oggi ce ne vergogniamo.

Nelle intercettazioni le ragazze parlano di Berlusconi come un ‘vecchio’ che ‘deve sganciare’ e allo stesso tempo sentiamo dichiarazioni di amore e devozione, come ha fatto ad esempio Evelina Manna. Perché?
Credo che temano la verità e le sue conseguenze. Del resto alcune del ‘giro’ sono poco più che maggiorenni, inesperte. Mettere nei pasticci il presidente del Consiglio fornisce una dose di euforia tanto forte quanto la paura per il rischio che si corre.

C’è chi crede di finire come Brenda, la trans del caso Marrazzo ritrovata carbonizzata nel suo appartamento.
Tutti avremmo paura. Queste ragazze sono entrate in contatto con le massime cariche istituzionali, da piccole e indifese sono state ammesse al cospetto del potere.

Le serate sono gestite da ‘dirigenti’ al femminile, da Licia Ronzulli a Nicole Minetti. Che immagine ha una donna che si presta a coordinarne altre come oggetti ad uso e consumo degli uomini paganti?
Bisogna distinguere se l’organizzazione è portata avanti da giovani coetanee o donne adulte. Nel primo caso procacciano situazioni e serate per le loro simili per essere ‘manager del proprio corpo’, come aveva dichiarato Sara Tommasi dopo una laurea in Bocconi e un reality. Se invece ci sono donne adulte è più doloroso: si tratta di un’interruzione dei rapporti intergenerazionali in cui la tv ha molta responsabilità. Oggi si mette in dubbio che tra una donna adulta e una giovane sia possibile una relazione profonda perché conta solo il corpo oggetto e le over 40 si sentono sconfitte o assediate nella competizione fisica. Così si è persa la capacità di fare rete.

Siamo sicuri che sia un elemento introdotto dalla tv? La tv l’ha amplificato molto. Certo, anche negli anni 50 le mamme mandavano le figlie a Miss Italia e in tempi antichi le cortigiane erano donate da madri compiacenti. Ma si trattava di eccezioni. Oggi l’analogo di questi eventi rimbomba attraverso il piccolo schermo. Per l’80% della popolazione che si informa, le notizie arrivano dalla tv. E ‘se l’hanno detto in tv’ è vero e indiscutibile.

Abbiamo visto le interviste a Sabina Began su SkyTg24 e a Ruby da Alfonso Signorini che ribadiscono la loro gratitudine al premier e prendono le distanze da orge e festini a sfondo sessuale. Perché recitano la parte delle ragazze caste?
Perché siamo in Italia. Da una parte abbiamo la tv, dall’altra la nostra cultura ancora profondamente cattolica, secondo cui esistono due tipi di donne: la santa e la puttana. Nel nostro paese non si è fatta strada la proposta di donna emancipata: o va a letto coi potenti o è poverina e sfruttata. Ci manca quel che hanno in Germania e Francia, ovvero la femmina con lo sguardo alto e fiero, soggetto e non oggetto che non è bacchettona e motiva le sue ragioni. Queste sceneggiate adoranti per Berlusconi fanno presa sul pubblico perché si è convinti che la donna non sia indipendente.

In tutto questo anche le donne avranno le loro responsabilità.
Sì, quelle adulte. Per me Ruby e Noemi Letizia sono bambine, è mostruosa una società che le giudica creature in grado di circuire politici adulti e smaliziati. E’ come ai tempi delle streghe al rogo. Che cosa manca a noi donne per farci rispettare? Siamo il 60% del pubblico tv, il 55% del welfare, determiniamo il mercato.

Ecco, cosa manca alle donne?
Dobbiamo smettere di cercare l’approvazione dell’uomo, lavorare su autostima e indipendenza, ricominciare a fare rete intergenerazionale.

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