Per saperne di più

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Presentiamo due appuntamenti interessanti.
Tutte le sfumature delle erbeIl primo propone un ciclo di incontri sulle erbe e sui loro segreti e si terrà nei prossimi tre mercoledì, a partire da domani 29 aprile, presso la Biblioteca Comunale di Villa Altan.

 

 

 

Volantino Conferenza acquaIl secondo si terrà questa sera a Villa Frova di Caneva organizzato dal GAS di Caneva e tratterà della salubrità di acqua e alimenti sempre più spesso interessati dalla pericolosa presenza di contaminanti e sostanze nocive. Ne parlerà il dottor Mazzi dell’ISDE di Pordenone.

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25 aprile : festa della liberazione

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Il 25 aprile anche nel nostro Comune verrà festeggiata la Liberazione.
image-4Qui a lato il programma della mattinata.
Sarà presente anche il neo-eletto Consiglio Comunale dei Ragazzi. E chissà che tornando a casa non rimanga in loro la curiosità di chiedere ai propri genitori o, meglio ancora, ai propri nonni cosa ricordano di quel 6 aprile 1945.
Sarebbe importante poi riportare queste storie, affiancarle, confrontarle, metterle assieme, per recuperare alla memoria storica del nostro comune quello che fu un tragico e drammatico episodio a pochi giorni dalla fine della guerra.
Anche noi abbiamo voluto provarci, e questo è quanto abbiamo trovato e ascoltato.

Il 5 aprile del 1945 due militi del battaglione Romagna incrociano casualmente a Gaiarine (TV) alcuni partigiani e ne nasce uno scontro a fuoco. Uno dei militi riesce a scappare, l’altro viene colpito a morte.
Sulle modalità del fatto le voci e le versioni sono diverse: alcuni dicono che nessuno abbia assistito allo scontro arrivando a dire che una rissa iniziata tra i due camerati nella strada della Bruna, a Calderano, sia poi degenerata fino alle pistolettate. Altri invece ricordano come solo la vittima fascista sia stata sorpresa in paese dai due partigiani.
000_0004In ogni caso il giorno seguente scatta la rappresaglia: un gruppo di militi fascisti si reca a Gaiarine con l’ordine di catturare 12 giovani da fucilare. Il gruppo è comandato dal Ten. Massi e dai tre S.Ten bergamaschi Lorenzi, Testa e Galli.
I paesi di Gaiarine e Albina vengono messi sottosopra e vengono prelevati dodici giovani, scegliendoli solo perché non essendo dichiaratamente fascisti potevano essere ostili al regime; sono sei da Albina e sei da Gaiarine, più il Commissario Prefettizio (Antonino Minuto) accusato di essere un collaboratore dei partigiani.
Ancora oggi c’è chi ricorda il Minuto come persona degna e a modo nonostante il ruolo e forse proprio per questo viene sacrificato: per il regime fascista l’umanità è debolezza e non può permettersela. Ma altri invece lo ricordano come opportunista e ambiguo, sospettato di fare il doppio gioco con le due parti secondo le occasioni.
Di prima mattina la triste colonna, con i condannati legati mani dietro alla schiena, viene vista passare a piedi all’incrocio della strada che da Calderano porta ad Albina, che già allora vede svettare un grande platano. Chi li vede e li conosce è turbato: che c’entrano quei giovani presi dalle loro case e dal lavoro nei campi? Si dice addirittura che Don Battista, parroco di Albina, inviasse qualcuno in bicicletta dal Vescovo per chiederne un intervento di intercessione. Il mesto corteo giunge alfine in Gaiarine dove trovano un altro gruppo con i sei giovani lì rastrellati, più il Commissario.
Vengono allineati ad un muro in via San Liberale per essere immediatamente fucilati, senza accuse, senza processo, senza difese. Prima però alcuni fascisti ordinano agli abitanti di Gaiarine di restare in casa e chiudere le imposte, soprattutto a coloro che abitano in via San Liberale e affacciano sulla strada dove si sta svolgendo l’esecuzione.
Poco prima degli spari arriva dal Comando di Codognè il Ten. Massi con nuovi ordini: dodici persone sono troppe, per una rappresaglia ne bastano cinque. Un milite fascista originario del posto, già partigiano e poi arruolato nella milizia pur di salvar la pelle e che ben conosce uno per uno i giovani allineati, viene incaricato di scegliere chi salvare e chi no.
Visto a posteriori, potrebbe essere questo il momento della disobbedienza, dell’umanità, del coraggio anche estremo: diventa invece la subordinazione alla cieca disciplina. È quasi una conta, crudele e spietata, quella che viene fatta: cominciando dal primo, tu sì, tu no, tu sì, tu no, tu sì, tu no, fino all’ultimo della fila.
000_0003Il sacerdote di Gaiarine raccoglie le suppliche dei cinque giovani che lo implorano: “Don Ferruccio, ci salvi!”. Il povero parroco, non sapendo che fare, si rivolge al sottotenente Lorenzi, gli si inginocchia davanti, lo scongiura di lasciare in vita gli infelici per avere il tempo di esaminare le loro effettive responsabilità ma la risposta che riceve è fredda e determinata: “Nulla da fare, è rappresaglia!”.
Per il diritto internazionale bellico era ed è ammessa la rappresaglia come azione di autotutela di Stato contro altro Stato, in risposta ad atti illeciti. Ma le rappresaglie perpetrate sui civili sono sempre considerate crimini di guerra, nonostante alcune sciagurate visioni di ammissibilità che le vuole relazionate alle azioni compiute dai resistenti.
Le parole lascian posto ai fatti, è il momento dell’esecuzione, dell’eccidio.
Vengono fucilati:
Davide Casaretto, nato a Genova il 10 marzo 1916, impiegato, anni 29
Onelio Dardengo, nato a Gaiarine il 2 luglio 1924, falegname, anni 20
Angelo Perin, nato a Gaiarine il 23 ottobre 1920, contadino, anni 24
Placido Rosolen, nato a Gaiarine il 5 ottobre 1925, contadino, anni 19
Rosario Tonon, nato a Gaiarine il 30 agosto 1920, barbiere, anni 24
Antonino Minuto, nato a Reggio Calabria il 18 giugno 1905, Commissario Prefettizio di Gaiarine, anni 39
Viene raccontato quel momento terribile con i primi cinque giustiziati uno alla volta mentre il Minuto viene freddato alle spalle con un colpo alla testa. Alla fine sei corpi giacciono senza vita a ridosso di quel muro di via San Liberale.
A queste disgraziate vittime se ne aggiunse ben presto una settima: la giovane moglie del Commissario Prefettizio quando comprende che anche il marito è destinato alla fucilazione, si ribella tentando di raggiungerlo ma viene rinchiusa a forza in casa dai militi. Morirà di lì a poco di crepacuore.
Da Albina, in angosciata e penosa attesa, si sentono le raffiche nel mezzo della mattina, e c’è chi oggi ricorda una colonna di fumo levarsi dal centro di Gaiarine. I fascisti hanno perquisito e dato alle fiamme la casa del maniscalco del paese, sospettandolo di aver ospitato partigiani.
I poveri corpi rimangono a terra per ore: devono esser visti, devono dare esempio.
000_0002È pomeriggio inoltrato quando una giovinetta di Albina, conducendo le pecore al pascolo della famiglia, incrocia il carro con il quale lo zio di una delle vittime riporta il suo doloroso carico ad Albina: tre giovanissime vite trucidate da una meschina, vigliacca, insensata, inutile vendetta. Morti sui quali l’insana follia fascista infierisce impedendone qualsiasi cerimonia funebre, e per questo condotti direttamente al camposanto, dove quasi nascostamente uno sgomento don Battista impartisce l’ultima benedizione prima di una frettolosa sepoltura. Sul muro dell’esecuzione in via San Liberale rimarrà per giorni una scritta che vuol essere monito solenne ma è solo disumana e falsa: “così muoiono i vigliacchi”.
Anche poco tempo prima così venne bollato un partigiano di passaggio, sorpreso da una pattuglia di nazisti e falciato nei campi mentre tentava una disperata fuga. Il “Mantova” veniva chiamato, probabilmente perché da lì veniva, e il suo corpo senza vita corredato da un cartello con la frase “così muoiono i vigliacchi” rimase per qualche giorno malamente appoggiato al muro della scuola di Albina.
Solo alla fine della guerra sarà tenuta una solenne messa in suffragio delle incolpevoli vittime di Albina e Gaiarine.
Sulla strage di Gaiarine viene aperta un’inchiesta i cui atti sono depositati presso l’Archivio del Tribunale di Treviso. Il procedimento a carico di Lorenzi, Testa, Galli e del Ten. Massi non si svolse mai in quanto tutti risultarono deceduti tra la fine di aprile e i primi di maggio 1945. Vennero raccolte comunque dai carabinieri importanti testimonianze da cui è stata tratta la ricostruzione dell’eccidio. I sottotenenti Lorenzi, Galli e Testa (che erano definiti “trio primavera”) furono fermati a un posto di blocco mentre rientravano a Bergamo e trasferiti alla cartiera di Mignagola dove furono passati per le armi.
In una deposizione rilasciata nel 1955 ai carabinieri di Codognè, un cittadino di Albina dichiarerà che il S.Ten Testa non è morto fucilato alla cartiera di Mignagola bensì è riuscito a sfuggire alla cattura e si è trasferito in Argentina.
Questo lo seppe da uno degli stessi giovani risparmiati dalla sorte quella disgraziata mattina del 6 aprile 1945, escluso dalla conta quand’era già al muro, che in Argentina dove era emigrato alla fine della guerra riconobbe anni dopo proprio il Testa. Fu un faccia a faccia inaspettato e doloroso, che recuperò alla memoria del giovane originario di Albina tutta quella dolorosissima vicenda.
In un recente libro scritto da Antonio Serena (ex MSI, ex Lega Nord ed ex Alleanza Nazionale espulso nel 2003 per aver diffuso un video-documentario in difesa di Erich Priebke), dal titolo “La cartiera della morte”, vengono citate delle testimonianze orali rilasciate all’autore (i testimoni vengono spesso citati solo per le iniziali) in cui si dice che i tre sottoufficiali siano stati torturati ed ammazzati nella notte tra il 4 e 5 maggio 1945.
Come possiamo credergli? È ben risaputo, ma anche ampiamente accertato e documentato, come siano stati numerosi i fascisti e i nazisti che trovarono rifugio e oblio nei paesi sudamericani. Negli ultimi anni si levano alti e ripetuti gli inviti alla pacificazione e al considerare i morti tutti uguali; doveroso, auspicabile e legittimo dopo molti anni, tanto preziosa e unica è la vita di ciascun essere umano.
Ma è compito del ricordo conservare e spiegare i motivi di quelle morti.
Non può essere la stessa cosa morire innocente e senza colpa per una rappresaglia, morire per riconquistare la libertà della propria terra, morire per garantire un futuro senza dittatori e tirannie ai propri figli.
25_aprile_2015Questo va sempre tenuto a mente e ricordato a quanti oggi rimpiangono un ventennio e un regime in cui i treni arrivavano in orario, dimenticandone sconcezze, crimini e atrocità.

Fonti:
•    http://www.pacipaciana.org/2009/07/19/gino-lorenzi-santo-o-criminale/
•    Antonio Serena, La cartiera della morte: Mignagola 1945, Mursia, 2009.
•    Federico Maistrello, Partigiani e nazifascismi nell’Opitergino (1944-1945), Cierre Edizioni, 2001
•    Mario Altarui, Treviso nella Resistenza, Edizioni Ca Spineda, 1975.
•    Archivio del Tribunale di Treviso, fascicolo istruttorio 125/1950.
•    Brunetta Ernesto; Galletti Giuliano, Storia di Gaiarine, Edizioni Canova, 2002
•    in corsivo brani raccolti dalle testimonianze di chi viveva al tempo dei fatti e, con la sua personale memoria, ancora oggi ricorda.

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Consiglio Comunale del 14 Aprile 2015: la Cronaca

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Consiglio_Comunale_Ragazzi_Premessa: “A scuola di democrazia”
Dopo qualche tempo si riunisce il Consiglio Comunale; nell’occasione, che vede la sala gremita di pubblico, la cui età media è straordinariamente diminuita rispetto al solito, c’è davvero motivo di gioia e soddisfazione poiché è previsto l’insediamento ufficiale del Consiglio Comunale dei Ragazzi, iniziativa auspicata espressamente dai programmi elettorali di Esserci e Uniti per Gaiarine mentre l’Impegno Continua faceva riferimento ad un consiglio dei giovani e Insieme per il Bene Comune puntava ad un articolato sistema integrato culturale/formativo per la popolazione giovanile.
Sarà infatti questo del C.C.R. il 2° punto all’ordine del giorno.
Lo scopo dell’ istituzione del Consiglio Comunale dei Ragazzi è quello di promuovere una partecipazione attiva e responsabile alla vita del proprio comune da parte dei ragazzi, far conoscere, rispettare e applicare i meccanismi democratici che regolano la vita delle istituzioni, creando quindi tutti i presupposti positivi affinché essi siano da “grandi” cittadini che rispettano le regole e attenti ai bisogni della loro comunità.
Perché abbiamo intitolato questa premessa “a scuola di democrazia”?
Perché a scuola di democrazia non sono da mandare questi ragazzi ma gli “adulti” e nello specifico questa amministrazione comunale antidemocratica, pasticciona e arruffona.
Questa amministrazione porta in Consiglio Comunale per l’approvazione un Regolamento per l’istituzione del Consiglio Comunale dei Ragazzi, dove sono previste anche le regole per le elezioni, dopo che le elezioni si sono già svolte nelle scuole il 26 marzo, ovvero venti giorni prima!
Insomma: nella sala erano presenti tutti i ragazzi eletti, eletti secondo un regolamento non approvato e che poteva essere modificato anche nella parte riguardante le modalità elettive, cosa che avrebbe reso non valide elezioni già avvenute.
Come si può pretendere che dei ragazzi capiscano l’importanza delle regole democratiche e il rispetto della forma che esse impongono, forma che in democrazia diventa però sostanza (come verrà successivamente ricordato negli interventi delle minoranze), se sono gli “adulti” a ignorarle, violarle, calpestarle, irriderle e farsene beffe.
Come è possibile che capiscano e facciano proprio il rispetto delle opinioni altrui quando, nell’ultimo punto all’ordine del giorno, il vicesindaco Fellet, presidente in quel momento del Consiglio Comunale, ha tentato in tutti i modi di interrompere una dichiarazioni di voto del consigliere Andreetta, apostrofandolo come inutile e fuori tema? Possiamo concedere che abbia tentato di farlo con maniera e senza la villana arroganza del MegaloSindaco ma rimane comunque tentativo imbarazzante e sconveniente.
Per fortuna (di vicesindaco e maggioranza) i ragazzi erano già usciti dalla sala, altrimenti avrebbero potuto constatare direttamente come dalle “belle e nobili” parole di circostanza del Sindac8 si passi poi rapidamente a ben altri indegni fatti.
Avrebbero visto come amministrano la cosa pubblica questi “adulti”, qual è il loro livello di conoscenza e preparazione sugli argomenti all’ordine del giorno; avrebbero potuto sentire con le loro orecchie le risposte date alle tante domande e richieste delle minoranze, una sfilza di:
“.. non so..”
“.. non ho letto..”
“.. la convenzione è standard e ci viene imposta..”
“.. così hanno già fatto gli altri comuni..”
“.. siamo in ritardo ma di pochi giorni..”
ecc. ecc.

Noi abbiamo la certezza che questi ragazzi, accettando di mettersi in gioco e iniziando un cammino che li porterà ad essere cittadini responsabili e consapevoli, saranno sicuramente più preparati di questi “adulti”.
L’augurio nostro è che crescano in fretta; abbiamo un grande bisogno di loro.

Appello (vedi qui)
Comunicazione del sindaco.
25-aprileIl Sindaco comunica che, facendo propria la richiesta – pervenuta tramite lettera dal Gruppo Consigliare Insieme per il bene comune – che sollecitava una commemorazione per il 70 ° della fucilazione di 6 giovani gaiarinesi avvenuta, come rappresaglia, il 6 aprile del 1945 per mano di militari fascisti, la celebrazione del 25 Aprile si svolgerà nel seguente modo:
dopo la Santa Messa ci si recherà in via San Liberale, nel luogo dove è presente una targa che ricorda l’avvenuta fucilazione e lì si svolgerà una breve cerimonia di commemorazione;
successivamente si andrà presso il monumento ai caduti, situato nella piazza del Municipio, per la rievocazione del 25 Aprile, festa della Liberazione.
Il consigliere Andreetta ringrazia il Sindaco a nome della comunità per aver accolto la richiesta del suo gruppo.

1. APPROVAZIONE VERBALI SEDUTA DEL 19 DICEMBRE 2014 (DAL N. 37 ALN. 42);
Il Sindac8 chiede se si possono mettere in votazione i verbali della seduta precedente.
Il consigliere Bressan chiede la votazione per singolo verbale, in quanto il verbale 40 (Usi civici) sintetizza in poche righe il lungo dibattito svoltosi e soprattutto tralascia sia una parte delle domande da lui fatte al Vicesindaco Fellet (atte a determinare se il provvedimento sottoposto al Consiglio non era da ritenersi una sanatoria del PAT appena approvato) sia la risposta affermativa del Vicesindaco.
Bressan dichiara che se il verbale verrà emendato come da lui richiesto, allora si può procedere con una votazione unica, altrimenti chiederà la votazione per singolo verbale.

imagesOrbene, cosa gravissima e vergognosa, il Sindac8 decide di procedere con la votazione singola.
Questo sottintende che il verbale 40 non verrà modificato e che quindi le asserzioni fatte dal consigliere Bressan e dal Vicensindaco non compariranno mai negli atti ufficiali del comune.
Verrebbe da dire che siamo di fronte ad un “falso in atto pubblico” perché noi da “buoni cronisti” quali siamo e sicuramente migliori dello scribacchino segretrentun% quel passaggio, nella nostra cronaca di quel consiglio comunale, lo avevamo riportato come lo potete leggere qui di seguito:
“Qui interviene anche l’assessore Fellet dichiarando che si sta facendo a ritroso quello che si sarebbe dovuto fare prima, e all’incalzare delle domande di Bressan, ma in evidente contrasto con quello che tenta di chiarire il Sindac8, Fellet afferma che il PAT è stato approvato senza la presenza dei vincoli di uso civico. Al che Bressan chiede se si sta sanando il PAT..
la risposta è titubante ma chiaramente affermativa.”
Bressan successivamente chiederà che questa risposta sia messa a verbale.
Ma non basta , questo scribacchino, che ricordiamo è pagato con i soldi dei cittadini di Gaiarine, non fa nemmeno quello che il Regolamento del Consiglio Comunale prevede e cioè che un consigliere possa richiedere la “messa a verbale” puntuale e precisa di singole parti della discussione. Questo segretrentun%, non solo non dovrebbe essere pagato ma licenziato immediatamente.
Si votano quindi uno ad uno i verbali.
Sul verbale 40 votano contrari i consiglieri di minoranza Andretta, Bressan, Capuzzo, mentre la consigliera Fracassi si astiene perché assente in quel consiglio.
Si arriva al 42 e la maggioranza è talmente abituata ad alzare la manina senza sapere cosa stanno votando che la consigliera Carnelos, vota favorevole, anche se assente a quell’ultimo punto all’ordine del giorno.
La cosa non sfugge al consigliere Bressan, che la fa presente.
Si rimedia riducendo di uno i favorevoli e aumentando di uno gli astenuti.

2.    ISTITUZIONE REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE DEI RAGAZZI DI GAIARINE;
È ovviamente il Sindac8 a presentare l’iniziativa ringraziando l’operatore di comunità che ne ha coordinato il percorso, la dirigente scolastica, i ragazzi e le loro famiglie, nonché gli assessori Sventurin e Zannalessa che «…tanto si sono impegnate per arrivare al regolamento dei Consiglio Comunale dei Ragazzi e alle elezioni…». L’affermazione ci appare tanto azzardata quanto divertente.
Il Sindac8 chiede se è necessario leggere il regolamento o lo si possa dare per letto.
Interviene la consigliera Capuzzo, che manifesta tutta la soddisfazione del Gruppo Esserci per l’istituzione nel Comune, per la prima volta, del Consiglio Comunale dei Ragazzi, ma proprio perché … «crediamo nel valore aggiunto che questi ragazzi possono portare… abbiamo letto con molta attenzione questo regolamento…» e propone una serie di modifiche riguardante soprattutto la funzione di coordinamento, per dare più punti di riferimento ai ragazzi e per rendere più fluida la loro attività. Si rammarica anche del fatto che nella stesura del regolamento non siano state coinvolte le minoranze, mancando così l’occasione di dare a questi ragazzi un esempio di collaborazione del Consiglio Comunale degli adulti.
Risponde il Sindac8 che il regolamento è stato steso dal dott. Parro, ovvero l’operatore di comunità, con la dirigente dottoressa Zamai e i ragazzi aggiungendo poi che «noi personalmente non siamo neanche intervenuti….l’abbiamo seguito dall’esterno..» … in ogni caso si rende disponibile a valutare eventuali modifiche.
Ma come? Poco prima non aveva forse detto che le “due assessore” si erano tanto impegnate per arrivare al regolamento? Cosa avranno seguito dall’esterno? La nostra perplessità era dunque fondata.
Si capisce così che questo regolamento probabilmente non è stato affatto letto né dal Sindac8, né dalle due impegnatissime stakanoviste né da alcun consigliere di maggioranza, visto che la discussione sulle modifiche da apportare avviene tra la consigliera Capuzzo e quasi esclusivamente il segretario, con qualche affannoso intervento del Sinda8. Nessun altro interviene. Tutte le modifiche proposte vengono accettate, tra nell’ignara indifferenza delle due impegnatissime assessore.
Il regolamento che ne esce risulta alla fine migliorato e più completo e sicuramente aiuterà i ragazzi a svolgere meglio il loro compito.
Prendono la parola sia il consigliere Andreetta (che dicendosi contento per l’iniziativa che introduce all’impegno per la comunità, ricorda ai ragazzi l’importanza delle regole e del loro rispetto, trovando discutibile approvare il regolamento a cose fatte, e auspicando gli adulti prendano esempio dalle commissioni istituite dai ragazzi), Bressan (altrettanto contento, segnala ai ragazzi l’importanza della verbalizzazione che conserva la memoria scritta delle loro sedute, contrariamente a quanto il segretario adulto perpetra da anni, e plaude ad un’iniziativa che stimola e incoraggia senso civico e collaborazione), Capuzzo (vedi intervento).
Si vota: approvato all’unanimità.
Logo CCREd è un momento importante e coinvolgente quando Sindaco, Assessori e Consiglieri tutti chiamano e accolgono fra loro i ragazzi eletti (vedi qui esito della elezione) nel loro Consiglio Comunale di cui è Sindaco Lorenzo Dardengo, che prendendo sul serio il proprio ruolo e cinto di fascia tricolore rinnova i ringraziamenti e presenta tramite i suo vicesindaco Chiara Poles e i suoi consiglieri alcune delle idee che svilupperanno come proposte: una giornata verde da dedicare al recupero e alla pulizia di aree dimenticate e maltrattate del comune, una giornata dedicata ai giochi delle nostre tradizioni, l’avvio del book-crossing comunale (ovvero libri che diventano libero patrimonio di tutti), e occasioni di incontro e collaborazione con gli anziani del paese, depositari di storie e saggezze spesso ignorate e dimenticate. Da segnalare con compiacimento gli interventi di gran parte dei ragazzi, a dimostrazione che molto potrebbero insegnare con il loro candore ed entusiasmo ai silenziosi consiglieri della maggioranza. Dopo un altro convinto e convincente applauso, si riprende posto e purtroppo ragazzi e familiari abbandonano la sala, restituendoci alla consueta e assai meno candida realtà politica e amministrativa.

3.    PROGETTO UNIPASS – APPROVAZIONE SCHEMA DI CONVENZIONE FRA IL CONSORZIO BIM PIAVE DI TREVISO E IL COMUNE DI GAIARINE PER L’UTILIZZO DEL SERVIZIO “SPORTELLO TELEMATICO POLIFUNZIONALE” E APPROVAZIONE DEL REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DELLO SPORTELLO UNICO PER LE ATTIVITA’ PRODUTTIVE (D.P.R. 7 OTTOBRE 2010, N. 160);
Il Sindac8 dando per letto lo schema di convenzione chiede se vi siano interventi. Ci sono.
viso-stancoL’assessore Sventurin intanto sbadiglia, la sua impegnativa parte la considera ormai fatta.
È quindi la consigliera Capuzzo a chieder lumi sull’articolo 8 dove si citano costi fissi ma anche costi variabili il cui ammontare dipenderà dal numero di pratiche emesse, affermando che è poco trasparente e contrario al buon senso firmare una convenzione che impegnerà per cinque anni il comune senza sapere quant’è l’ammontare della spesa; il Sindac8 dichiara come abbia preso per buona la convenzione essendo stata ormai sottoscritta e attiva in altri comuni, e non essendosi posto il problema segnalato visto che quello schema di convenzione viene imposto (imposto? e da chi? e perché?);
La consigliera Capuzzo chiede al Sindac8 se qualcuno dell’amministrazione ha richiesto chiarimenti per riuscire, almeno a grandi linee, a definire un costo, almeno indicativo ma verosimile.
Lasciamo perdere le risposte, talmente banali e sconsiderate da rasentare l’insulsaggine. L’unica cosa chiara è che anche questa convenzione, che rappresenta davvero un capestro e che legherà il nostro comune per cinque anni al BIM, non è stata letta da “nisciuno” per dirla alla napoletana.
Sia la consigliera Capuzzo che la consigliera Fracassi chiedono informazioni sull’articolo 12 , che impegna i comuni aderenti ad pagare i beni strumentali necessari al funzionamento del servizio … ed è ora il helpsegretrentun% a rispondere visto che il Sindac8 è in totale imbarazzo, segnalando come ci sia un consorzio avviato, nel quale nessuno sa quale può essere la mole documentale elaborata e quindi nessuno sa quale possa essere il conseguente impegno economico, proprio per questo la parte variabile dei costi non viene determinata.
Fracassi insiste chiedendosi come sia possibile aderire al buio, senza nemmeno un’ipotesi di spesa.
Riprende il Segretrentun% affermando che UNIPASS raccoglie già numerose adesioni.
La consigliera Capuzzo dichiarandosi sicuramente favorevole alla progressiva informatizzazione dei servizi comunali, avanza a sua volta perplessità sulla mancata valorizzazione degli impegni di spesa chiede allora se siano state valutate alternative, sapendo che ad esempio la Camera di Commercio propone un proprio software, anche se con minori funzionalità, gratuito fino al 2018.
Il Sindac8 risponde che è al corrente ma non gli risulta che i servizi forniti siano gli stessi servizi.
Il Sindac8 promette che si informerà.
Paradossale e già sentito: il Sindac8 promette nei giorni successivi di approfondire e chiedere chiarimenti su argomenti che di lì a qualche minuto verranno approvati.
È quindi la volta del consigliere Bressan ad intervenire, dichiarando di approvare senz’altro il processo di informatizzazione comunale, ma segnalando come si sia per l’ennesima volta in ritardo, benchè in buona compagnia. Anzi afferma… «che questo consiglio comunale è il consiglio comunale dei ritardi… siamo in ritardo nell’approvare questo… come eravamo in ritardo nell’approvare il regolamento del consiglio comunale dei ragazzi…»
Continua criticando a sua volta la mancanza di costi certi e la colpevole evidente disinformazione e ignoranza sul contenuto della convenzione.
http://www.dreamstime.com/stock-images-chained-businessman-white-background-d-image37127584Il Sindac8 insiste sul fatto che la convenzione è immodificabile (ma perché?).
Continua allora la consigliera Fracassi e stavolta – come lei stessa definisce – in avvocatese, chiedendo lumi sull’articolo che riguarda il recesso e sui nominati danni da questo derivati.
Il segretrentun% tranquillizza (e ci preoccupa quando lui tranquillizza: cosa ci sarà sotto?) definendo l’articolo come convenzionale formula di garanzia.
Fracassi continua con spirito di aiuto le sue osservazioni e dopo un tonico “benòn” si riferisce ad una citata “conciliazione bonaria” la cui vacuità richiamerebbe richiami più precisi.
Sindac8 e segretrentun% frastornati si arroccano sulle loro posizioni.
Chiude quindi il consigliere Andreetta rimpiangendo ancora una volta la mancata convocazione della conferenza dei capigruppo, che permetterebbe di affrontare i punti all’ODG in una fase preliminare e ancora suscettibile di approfondimenti e modifiche.
Si vota: maggioranza favorevole, minoranze astenute.

4.    ART. 1 COMMA 612 DELLA LEGGE DI STABILITA’ 2015. PIANO DI RAZIONALIZZAZIONE DELLE SOCIETA’ E DELLE PARTECIPAZIONI SOCIETARIE;
Dal piano si evince come pressoché tutte le partecipazioni vengano riconfermate ad esclusione del Consorzio di depurazione.
Il consigliere Bressan nota come ancora una volta si sia in ritardo, essendo il 31 marzo termine ultimo per l’approvazione in consiglio sia della convenzione sia dell’adesione ma anche per la possibilità di accesso a forme di contributo, ma tant’è spesso accade che siano previste scadenze ma non sanzioni per cui diventa ininfluente rispettare o meno le scadenze. Per questo si astiene.
La consigliera Capuzzo chiede dove sia la relazione tecnica obbligatoria che deve accompagnare il deliberato. Risponde il segretrentun% che essendo presenti le relazioni delle singole società, queste valgono per la relazione tecnica.
imagesCJ17NX1G_1s3k5umwDi questo Capuzzo si dice perplessa trovandola una scelta discutibile ma anche una mancanza palese dell’amministrazione.
Si accoda la consigliera Fracassi nel chieder conto di una simile scelta e mancanza.
Ma è inutile: non si riesce ad avere una spiegazione plausibile, probabilmente perché spiegazione plausibile non c’è.
Dichiarazione di voto della consigliera Capuzzo qui
Si vota: maggioranza favorevole, minoranze astenute

5.    INIZIATIVE PER ATTUAZIONE DELLA LEGGE REGIONALE 16/2014 AD OGGETTO “INDIZIONE DEL REFERENDUM CONSULTIVO SULL’INDIPENDENZA DEL VENETO”;
leonquadraNel passare a questo punto un sornione Sindac8 dichiara che per opportunità e considerando l’ormai prossima scadenza elettorale regionale il punto (sfacciatamente propagandistico diciamo noi) viene ritirato.
Non fosse altro, sottolineano i consiglieri Bressan e Capuzzo, nell’attesa di conoscere la decisione della Corte Costituzionale sulla legittimità di un simile referendum, che avverrà il 28 Aprile prossimo.

6.    AMPLIAMENTO ATTIVITA’ PRODUTTIVA AI SENSI ART. 3 L.R. 55/2012 ED ART. 7 D.P.R. 160/2010. APPROVAZIONE PROGETTO IN DEROGA AI SENSI ART. 3 L.R. 55/2012. DITTA CORAZZA SRL, CORAZZA SNC DI CORAZZA C. & C., UNICREDIT LEASlNG SPA.
Riccardo-salutaPremessa a questo punto è l’uscita dalla sala del Sindac8 per risaputi motivi di familiarità con la proprietà dell’azienda Corazza. Per questo è il vicesindaco Fellet - nonché pluriassessore – a prenderne le funzioni di presidente dell’assemblea consiliare, presentando rapidamente il punto.
serman-capannone-modLa consigliera Fracassi propone quindi le sue osservazioni segnalando subito un vizio di legittimità al punto 3 che dà mandato decisionale alla giunta.
Vicesindaco e segretrentun% rileggono e convengono che si tratta di errore e come tale sarà cancellato.
Fracassi continua e trova perlomeno bizzarro il “parere per presa d’atto di regolarità contabile”.
Risponde Fellet che questa è prassi.
“No” riprende Fracassi “non può esserlo poiché ferma restando la legittima richiesta dell’azienda, all’art4 è previsto un equo risarcimento per le casse comunali che, conti alla mano, equo non è per la collettività ma conveniente per il privato che amplia in deroga. Inoltre oneri secondari e opere di urbanizzazione primaria richiedono il parere di regolarità contabile”.
legoRisponde il segretrentun% dichiarando il calcolo indiscutibile e corretto, per cui la valutazione contabile è «intanto in quanto presa d’atto di un’entrata che è stata determinata dall’ufficio tecnico il quale è obbligato ad esprimere un parere di “regolarità”».
Facciamo notare la capriola e giravolta dello scribacchino per dire qualcosa che probabilmente ha compreso solo lui.
Cerca allora di capire e far capire il concetto Fracassi ma il segretrentun% insiste che il parere contabile ha solo valore di bilancio mentre conta e vale il parere tecnico.
Non è d’accordo il consigliere Andreetta che fa presente e chiede … «che qui il termine favorevole è stato volontariamente cancellato e sostituito con la definizione presa d’atto … se siete in grado di dire come mai questa parola è stata sostituita fatelo altrimenti dite che non siete in grado .. punto (con questo volendo voleva dire finitela di menar il can per l’aia)»
bohConvinto conclude e ammette il segretrentun% «…sinceramente non lo so..», al che Andreetta chiede che venga verbalizzata la sua domanda e la risposta del segretrentun%.
Sarà oltremodo “interessante” assistere, nel prossimo consiglio comunale, alla votazione sui verbali, dato che abbiamo forti dubbi riporteranno questa parte di discussione.
Il consigliere Bressan nel suo intervento segnala come sia l’ennesimo intervento in deroga con legge 55. Per cui se la deroga deriva da interventi in zona impropria perché non trovare e proporre alternative? Albina, per esempio. Afferma che un’area industriale era stata individuata a Francenigo e che se quest’area non è mai “partita” significa che «qualcuno ci ha messo lo zampino (un chiaro riferimento all’amministrazione del Megalosindaco, per chi non lo ricordasse : Megalosindaco = Sonego)…».. Sottolinea come sia necessario definire regole che favoriscano la delocalizzazione delle attività produttive da centri abitati e zone improprie. Inoltre come può mancare il parere di regolarità contabile? Forse perché il calcolo è improbabile? Afferma che la cifra di 45.000,00 € che la ditta dovrà versare al comune equa non è, perché secondo una sua valutazione questa cifra dovrebbe essere di ben 90.000,00 €, ed arriva a determinare questo importo dando passo passo spiegazione sul calcolo da lui applicato.
appuntamentiAlla fine, facendo riferimento al fatto che non ha l’intervento scritto, chiede che le sue parole vengano comunque verbalizzate, sbobinando la registrazione che per propria passata ammissione il segretrentun% effettua.. nella sala si diffonde un generale risolino divertito… il Segretrentun% che sbobina e ne trascrive il contenuto come da manuale chi verbalizza dovrebbe fare.. ma quando mai!
Risponde il Vicesindaco che proprio perché ci son stati nel passato altri casi simili non si possa agire difformemente.
Per Bressan è vero invece il contrario.
Allora interviene il consigliere Andreetta chiedendo in premessa come mai esiste questa normativa regionale che permette in deroga l’ampliamento ad aziende in area impropria (agricola) ma subordina questa possibilità al fatto che sia il Consiglio Comunale a decidere.
croppedimage318436-silvestrolupointeraFellet arzigogola dicendo come non ci può essere sì o no, c’è un PAT che deve dare regole e indicazioni, poi si arrampica, poi introduce i massimi sistemi, poi compaiono gli altri stati europei, ma una volta rientrato a Gaiarine e pur risollecitato mica risponde.
Andretta prende atto della non risposta, voluta o meno, e dichiara come il punto affrontato sia delicato dovendo esprimersi sulla legittima richiesta (poiché la legge lo prevede) di un’azienda che rappresenta un’eccellenza riconosciuta e che come amministratore vuole aiutare. Ma poiché come tale rappresenta anche una comunità è evidente che il consiglio comunale delibera scelte politiche e non tecniche che hanno ricadute sul governo e lo sviluppo del suo territorio, della comunità stessa e delle sue future generazioni. Tutto questo richiede un orizzonte, una visione strategica che l’attuale amministrazione in evidente cieca continuità con la precedente dimostra di non avere.
28453038-il-capo-censuratoIl vicesindaco Fellet a questo punto lo interrompe proditoriamente richiamandolo a rimanere in tema, ricordandoci gli ignominiosi interventi di megalosonegosa memoria (per l’appunto l’in-pd-egno continua).
Allibito Andreetta, confortato dagli inviti a continuare di Bressan e Capuzzo, riprende sottolineando come la stessa commissione edilizia abbia evidenziato nel proprio parere l’opportunità di cercare e trovare uno spostamento, magari nella vicina zona industriale di Roverbasso, previo accordo con l’azienda e Codognè.
Prende la parola per la dichiarazione di voto la consigliera Capuzzo il cui intervento potete leggere qui. Chiude tetragono il vicesindaco Fellet riferendo che ci sono state motivazioni superiori (orpo! illuminazione trascendentale??) per cui l’azienda ha preferito restare dov’è; e che a conti fatti la valutazione dei costi che sarebbero derivati dal possibile spostamento ne ha sconsigliato l’attuazione e che, ha poi concluso, Zio_Paperone_nei_soldianche la vil pecunia ha la sua importanza. E questa sembrerebbe una nostra battuta ma è davvero la prosaica chiusura del vicesindacopluriassessore Fellet.
Si vota: maggioranza favorevole, minoranze contrarie

bidone-della-spazzatura-puzzolente-verde-divertente-45705216Finito e tutti a casa.
Era iniziato con una ventata di freschezza ed è terminato con un maleodorante olezzo di continuità stantia.

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Evviva: Consiglio Comunale dei Ragazzi di Gaiarine

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Consiglio_Comunale_Ragazzi_Nel 2012, durante la cerimonia per la consegna dei diplomi il prof. David McCullough jr, professore di letteratura inglese della Welles High School di Boston, è intervenuto con un discorso molto particolare, divertente e anche provocatorio.
L’avvenimento di martedì sera che ha visto nella Sala Consiliare del nostro Comune celebrare l’istituzione del Consiglio Comunale dei Ragazzi non è proprio confrontabile nelle forme ma ci piace pensare che i contenuti possano comunque valere letti soprattutto nell’esortazione finale:
“Create per voi stessi, per favore, per il vostro e per il nostro bene delle vite straordinarie.”

Complimenti quindi, buon lavoro ma anche divertimento al neo Sindaco Lorenzo Dardengo, al Vicesindaco Chiara Poles e ai consiglieri Manuel Haret, Nikole Bonacin, Andrea Brescacin, Tudor Iancu, Luca Rosada, Chiara Francesca Lazzarin, Daniele Sanson, Clelia Andreetta e Lorenzo Feltrin.

Riporto sotto un estratto del discorso.
“Nessuno di voi è speciale.
Non siete speciali,
non siete eccezionali.
Certo, siete stati viziati, coccolati, stravisti, protetti, rivestiti di pluriboll.
Certo, adulti competenti, pur avendo altro da fare, vi hanno tenuto in braccio, baciato, nutrito, pulito la bocca, pulito il sedere, allenato, insegnato, fatto da mentore, vi hanno fatto esercitare, ascoltato, dato consigli, incoraggiato, consolato, e incoraggiato di nuovo.
Siete stati esortati, persuasi, lusingati e implorati.
Siete stati festeggiati, amati e chiamati “teneroni”. Sì, vi è successo.
E certamente siamo stati alle vostre partite, le vostre recite, le vostre esibizioni, le vostre fiere scientifiche.
Assolutamente, i sorrisi si illuminano quando entrate in una stanza e centinaia di persone ansimano deliziati a ogni vostro tweet e ora avete conquistato le superiori e senza discussione qui ci siamo tutti riuniti per voi, orgoglio e gioia di questa onesta comunità, la prima a emergere da quel fantastico nuovo palazzo.
Ma non provate neanche a pensare d’essere speciali perché non lo siete.
Le più dolci gioie della vita, allora, arrivano solo col riconoscimento che non siete speciali perché lo sono tutti.
Congratulazioni, buona fortuna.
Create per voi stessi, per favore, per il vostro e per il nostro bene delle vite straordinarie.”
Vale la pena di vedere il discorso integrale che potete trovare qui.

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