Caro ministro, basta opere inutili

TeA84_Pagina_1Uno dei contributi al dibattito sullo stato di salute dell’ambiente veneto presentato Il 3 Agosto scorso a Roncade (Tv) da don Albino Bizzotto  al ministro dell’Ambiente Galletti e all’assessore regionale Bottacin
da Tera e Aqua settembre 2015

Caro ministro, basta opere inutili
di Mariarosa Vittadini*

Egregio signor Ministro dell’Ambiente, prima di tutto grazie di essere venuto in un luogo cosi lontano dai centri del potere e dallo spettacolo della politica. La firma del Protocollo d’intesa per il Contratto di Fiume è davvero un segnale simbolico importante per un cambio di registro sulle questioni ambientali. Sull’ambiente, la sua tutela e buon funzionamento si gioca il futurimageo: quello lontano e quello prossimo, quello dei poveri e anche quello dei ricchi. L’enciclica “Laudato si’” presenta con straordinaria chiarezza questa prospettiva e gli immensi cambiamenti che occorrono per vivere in pace, con equità e giustizia.
Se questo è straordinariamente chiaro, dobbiamo però riconoscere che qui, oggi, in Italia, nel Governo di cui Lei fa parte, la questione ambientale è del tutto marginale. Provo ad elencare solo alcune questioni che avrebbero bisogno di essere affrontate con coraggio e innovazioni istituzionali/politiche e che invece, sotto l’ambigua etichetta di “semplificazione” vengono semplicemente rimosse dall’agenda politica.
mose800_01. La questione delle grandi (e anche meno grandi) infrastrutture, dei danni ambientali e sociali a cui danno luogo nei territori attraversati. Il Ministro Del Rio ha promesso una riforma della sciagurata Legge Obiettivo e l’avvio di una nuova stagione di programmazione guidata dall’Amministrazione pubblica. Ma, sig. Ministro, non abbiamo sentito la sua voce richiedere che la programmazione assuma consapevolmente obiettivi ambientali, non solo per il contenimento delle emissioni di CO2, ma per la salvaguardia e il risanamento degli ecosistemi da cui dipende in gran parte il benessere delle comunità e dei territori. Una dipendenza che gli eventi estremi, qui in Veneto così frequenti e disastrosi, hanno ormai trasformato in piena consapevolezza e richiesta di politiche ambientali responsabili, accompagnate dalla partecipazione delle collettività alle decisioni che le riguardano. L’integrazione degli ecosistemi negli strumenti di programmazione e nei criteri di decisione è una riforma fondamentale, assai più importante per la vita dei cittadini di molte misure economiche proposte dal Governo. Se ne faccia portatore e avrà la collaborazione piena di politici locali, tecnici, università e cittadini.
Ne varrebbe davvero la pena.
cementificazione_sradica_alberi-580x4562. La frammentazione del territorio aperto, l’inquinamento, il consumo di suolo hanno ormai raggiunto e superato i livelli di guardia. Sul consumo di suolo tutto tace e le Regioni ancora una volta vanno ciascuna per conto proprio, in un disperante caos amministrativo e politico. Lei, signor Ministro, ha in mano due strumenti fondamentali per integrare logiche ambientali in tutte le politiche e le strategie settoriali: la VIA e la VAS. Ma entrambi, nei documenti del Governo, sono costantemente inseriti tra le “procedure” da semplificare, se possibile evitare come inutili perditempo. La centralità dell’ambiente in tutte le politiche settoriali (infrastrutture, trasporti, energia, edilizia, agricoltura) meriterebbe politiche ben più lungimiranti e coraggiose. Dobbiamo invece registrare un ddl Madia che introduce anche per la questioni ambientali e paesaggistiche il silenzio assenso, in passato già riconosciuto inapplicabile nell’ordinamento nazionale.
Davvero il Ministero dell’ambiente non ha nulla da dire in proposito?
CIR_Veneto_Sblocca_Italia3. La coltivazione di idrocarburi in Adriatico rappresenta bene la schizofrenia dell’attuale politica: da una parte si afferma la prospettiva della green economy e l’assoluta necessità di procedere verso una economia low carbon, dall’altra si potenzia l’estrazione di idrocarburi in Adriatico. Si dà per scontata l’accettabilità dei rischi immensi a cui tale moltiplicazione delle estrazioni (da entrambe le sponde) darà luogo. Le Regioni costiere si stanno mobilitando per vietare le estrazioni. E il nostro Governo? Davvero vogliamo essere responsabili di questa assurda miopia verso le generazioni future? Per quanto difficile sia levare la sua voce contro gli immensi interessi finanziari coinvolti, ci aspettiamo che Lei lo faccia. La sosterremo con tutti i mezzi a nostra disposizione, compresa la mobilitazione delle popolazioni e delle attività che vivono grazie alla buona salute dell’Adriatico.
navi crociera venezia-24. Venezia e le grandi navi. Non è bastato un decreto legge a vietarne il passaggio da S. Marco e il suo brutale schiacciamento estetico della città. Oggi, nella strumentale attesa di percorsi alternativi, le grandi e grandissime navi continuano ad arrivare alla Marittima passando dalla bocca di Lido, attraverso il bacino di S. Marco e il canale della Giudecca, seminando lungo il loro percorso danni ai fondali, alle rive e alla qualità dell’aria. Il Canale Contorta, proposto dall’Autorità portuale come alternativa, è in procedura VIA e la sua Commissione tecnica di Valutazione ha posto in luce ragioni più che sufficienti a dichiararlo subito incompatibile con la salvaguardia della Laguna. Oggi l’Autorità portuale e il nuovo Sindaco di Venezia, in una alleanza di interessi economici e finanziari purtroppo già dolorosamente sperimentata, propongono di arrivare alla Marittima attraverso il Canale Vittorio Emanuele. È una soluzione distruttiva della morfologia lagunare del tutto simile alla scavo del canale Contorta e in ogni caso richiede una procedura di VIA sul relativo progetto, oggi inesistente. Alternative non distruttive della Laguna, che collocano il Terminal fuori dalla bocca di Lido, ci sono e sono già state presentate al suo Ministero. Le procedure di valutazione faranno il loro corso.
Fare-lo-struzzo-ImcNon le pare che la salvaguardia di Venezia e della Laguna sarebbero degne di una responsabile decisione politica, che stabilisca regole basate sulla salvaguardia ambientale della Laguna piuttosto che sulla massimizzazione degli interessi economici?
Chi se non il Ministro dell’Ambiente dovrebbe farsi promotore attivo e convincente di una tale decisione?
*docente IUAV Venezia

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