Domenica 2: Un altro indimenticabile capitolo dell’emigrazione anche locale è quella verso il Belgio.

Se vuoi venir ricco vai in Belgio a lavorare!” (Così proclamava la propaganda di Stato, ma non specificava a far cosa.)
Fateli andare a far carbone all’estero”.(Fanfani 1946)
Il governo De Gasperi (sempre nel ‘46) sottoscrive una convenzione con quello Belga per spedire lassù 50.000 italiani senza lavoro,
per lavorare specialmente nelle miniere.
Purtroppo queste erano le necessità di un’Europa uscita distrutta anche dal II° conflitto mondiale: ch
i (purtroppo) aveva braccia ma non lavoro, e chi aveva la materia prima come energia a buon prezzo, necessaria per far partire l’industria, appunto il carbone, ma non braccia!
Ma che rovescio della medaglia: dal 1946 al 1956 i lavoratori, provenienti dall’Italia, morti nelle miniere belghe e in altri incidenti sul lavoro, sono stati oltre seicento, inclusa l’ecatombe di Marcinelle dove nell’agosto del 1956 in una galleria a più di mille metri di profondità, dei 262 minatori morti ben 136 erano Italiani. Strazio,smarrimento fra i parenti delle vittime e tutto il più: dei riconoscimenti onorifici da parte delle autorità civili.
Anni dopo, con termine quasi “glaciale” viene spiegata la condizione in cui si trovava la nostra emigrazione:
L’emigrazione era una componente strutturale dell’economia italiana e in quanto tale dov
eva continuare ed essere incoraggiata. Il che non significava, pur dopo la catastrofe di Marcinelle, che fu meglio assistita, che i contratti bilaterali furono effettivamente rispettati, che i sindacati dei paesi d’immigrazione seppero elevarsi al di sopra della difesa degli interessi ristretti della classe operaia dei paesi indigeni. Pasquino CRUPI – La tonnellata umana, l’emigrazione calabrese 1870-1980 – Nuove Edizioni Barbaro, Bologna 1994
Ma chi ha lavorato in galleria e specialmente con il carbone le conseguenze sulla salute se le porta appresso per tutto il resto della vita. Per molti il destino é la “silicosi” o altro ancora.
Anche dai nostri paesi molti sono partiti per il Belgio e francamente per il momento non sono al corrente se qualcuno si trovava a Marcinelle (ma se tutto va come spero, e si av
via il dialogo, in futuro lo sapremo), ma sappiamo che diversi hanno lavorato in galleria, perché conosciamo concittadini che sono ritornati con la silicosi.
Anche per questo meritano più rispetto.

Dobbiamo dar atto che la sezione dei “Trevisani” di Gaiarine è stata voluta e tutt’ora diretta da Gaiarinesi colà emigrati.
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