Abitare. Il territorio locale del XXI secolo.

                                                     Cima da Conegliano, S. Marco in Trono […], Venezia. Dettaglio 

Attrezzare il territorio per abitare con meno risorse e riprodurre una nuova prosperità e bellezza.

Dentro la città orizzontale
Il territorio di Gaiarine è una porzione della città orizzontale (o diffusa) veneta, un tipo specifico di territorio contemporaneo (sul quale si è depositata una vasta letteratura). Qui, strade, case, campi, acque, scuole, si mescolano in una forma dispersa e la campagna è dominante. Strade, case, campi, acque, scuole, appartengono alla sfera dell’abitare, sono “costruiti” a servizio dell’uomo che se ne prende cura; adattando ciò che ha ereditato dal passato secondo operazioni di continua ristrutturazione, piccole e grandi, guidato da ciò che è considerato utile e razionale; esercitando saper fare e creatività.  Così che ogni epoca ha interpretato le cose ereditate dal passato sia come dono (una risorsa da utilizzare), sia come fatica (il lavoro per conservarle, modificarle, sostituirle). Il territorio di Gaiarine è un archivio di queste tracce materiali e immateriali, di cose e sapere, depositate nel corso della storia.
L’abitare disperso è, dunque, un carattere costitutivo e di lunga durata della qualità del territorio dei Gaiarine e del Veneto; negli ultimi decenni, radicali trasformazioni (dello spazio, dell’economia, della società) hanno generato, insieme ad una prosperità diffusa, anche degrado dell’abitare: problemi dell’ambiente (alluvioni, siccità, inquinamento sei suoli e dell’acqua..) e della mobilità (congestione, incidenti, emissioni tossiche…); meno evidenti sono gli effetti sull’ incremento dei problemi sociali (salute, riduzione competitività economica, esclusione….).
Crisi al plurale

Questi problemi potrebbero esacerbarsi in futuro, per effetto di un circolo vizioso che la gestione della crisi economica ha avviato; da una parte, si assiste ad una riduzione del trasferimento di risorse dallo stato agli enti locali e ai cittadini, dall’altra ad un aumento della domanda di risorse per far fronte alle nuove circostanze: invecchiamento della popolazione, diminuzione della ricchezza, aumento dei disoccupati, incremento dei danni del suolo e delle acque. Il degrado dell’abitare è dunque l’esito di una crisi al plurale dove gli aspetti economici, sociali e ambientali si combinano. Questa è una situazione grave con la quale cittadini e istituzioni continueranno a confrontarsi nei prossimi anni.

Innovare le strutture portanti

Al degrado resistono le eccellenze, e il territorio di Gaiarine ha molti difetti ma anche tante qualità: infrastrutture tecniche (sistema  capillare  di strade, dei corsi d’acqua e siepi, dei suoli fertili…) e sociali (sistema delle scuole, delle imprese, delle associazioni, spazi del saper fare e della creatività’,sistema di cura della persona…).

Recenti studi di pianificazione (es. Master Europeo di Urbanistica-EMU-Venezia), hanno raggiunto promettenti risultati nella esplorazione delle sostenibilità del territorio veneto in termini di resilienza cioè della capacità del sistema-territorio di recuperare uno stato di qualità che era stato compromesso a causa dello stress subito, in seguito ai processi di degrado nominati sopra. Cruciale si è dimostrato l’uso ottimale delle risorse locali sia materiali (cose) che immateriali (sapere) trovando nuove combinazioni. In specifici contesti (aree nell’alta, media, bassa pianura veneta) questi studi hanno prodotto progetti innovativi delle infrastrutture tecniche e sociali locali di cui potrebbero beneficiare tutte le attività attive sul territorio locale. Il metodo di lavoro si è svolto come una “conversazione” con la situazione locale; condotta da un gruppo misto di esperti e cittadini che ha svolto ripetute visite sul campo per “vedere” elementi utili e costruire una interpretazione condivisa; la quale ha condotto, a partire da una prima ipotesi vaga, alla precisione di progetti/scenari solidi attraverso una sequenza di passaggi successivi e partecipati.

Verso il futuro

In conclusione, il progetto del territorio di Gaiarine necessita di uno sforzo di immaginazione fondato su una rinnovata interpretazione della condizione di base: l’abitare disperso e le risorse locali. L’abitare disperso esercita da centinaia di anni una resistenza ai tentativi di cambiamenti radicali. Oggi conosciamo meglio i processi della formazione del territorio presente e quelli possibili per il futuro. Per rispondere alle crisi e al loro superamento agendo sulla sua forma e funzionamento. Dobbiamo intensificare lo “sguardo” e l’“ascolto”. Con Eco si può sostenere che noi entriamo nel territorio come in un film a proiezione già iniziata, quando molte cose sono già successe, (alcune da centinaia di migliaia di anni) ed è importante apprendere quello che è accaduto prima che noi nascessimo; serve per capire meglio ciò che abitiamo oggi. E come abitare domani.
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2 pensieri su “Abitare. Il territorio locale del XXI secolo.

  1. Caro lettore, la pianificazione in Veneto avrebbe potuto guidare le trasformazioni dentro una visione di lungo termine come e’ avvenuto in alcuni paesi europei come ad esempio in Olanda, Danimarca, Germania. Per dare risposta anche alla questione che pone, chiarendo entro quali limiti e secondo quali modalita’ il diritto della casa singola si sarebbe potuta realizzare o meno a partire da un obiettivo di giustizia sociale: di un territorio a supporto di tutti. Non solo per una generazione ma pensando almeno alla generazione successiva. Per la quale appunto le condizioni sono molto cambiate. Si sono invece usati gli strumenti di pianificazione per rispondere a singole domande di beni o servizi, in modo incrementale, sul breve termine e quasi a misura di singolo, perdendo di vista, con rare eccezioni, l´interesse generale. E ora come assistiamo in questi giorni il conti arrivano e sono salati.

  2. Il paradosso è che la costruzione di tutte queste case sparse è avvenuta quando già in Italia e nel Veneto esisteva una legge urbanistica. Prima mancava la possibilità. Ora però, per non sprecare ancora territorio, ci troviamo nella condizione di privare le generazioni future del diritto di vivere in una casa singola tutta loro. Ma sappiamo bene che il diritto del singolo finisce là dove inizia l’interesse di tutti.

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