Cronaca Consiglio Straordinario del 12 febbraio 2016

cenere-di-legna-fertilizzanteCerchiamo di proporre una cronaca sintetica del Consiglio Comunale Straordinario di venerdì 12 scorso, a beneficio dei tanti presenti ma anche e soprattutto dei troppi che si sono dovuti accontentare dell’ingresso della sala consiliare o delle scale se non addirittura tornati a casa per l’incapacità (voluta?) del Sindaco e dei suoi accoliti di prevedere una presenza così massiccia e partecipata sull’argomento del piromostro da parte della comunità di Gaiarine, improvvisamente informati solo grazie all’iniziativa delle minoranze sollecitate da alcuni cittadini (ambientalisti fanatici?!?!?) entrati in contatto con quanto di analogo sta accadendo a Paese di Treviso.
La sala è piena di gente e molti sono in piedi (di quanto accade fuori già abbiamo detto), imageSindaco, Assessori e Consiglieri sono schierati ma stranamente numerosi: si capisce il motivo quando le presentazioni spiegano che al banco consiliare siedono tecnici di una ditta privata che illustreranno un progetto privato che arricchirà un’azienda privata.
Tutto chiaro.
Anzi no. Capiremo ben presto il perché.
Il brusio è forte, si cerca un po’ di silenzio e il Sindaco apre la seduta presentandone motivi e scaletta. Subito qualcosa non torna quando parlando dei tecnici della Cortus (la piroditta) li presenta come nostri..
Nostri di chi? Per conto di chi? A libro paga di chi?
Si parte col primo punto all’ordine del giorno con il quale la giunta presenterà il progetto che declina subito (impropriamente) l’incombenza all’ingegner Maset, pirotecnico della piroditta. La parola passa al consigliere Andreetta che chiede subito in che veste sia presente e parli il piroingegnere.
È forse incaricato dal Comune?
No, risponde il Sindaco.
Andreetta chiede di verbalizzare (con tutti i rischi che questa richiesta comporta per le storicamente svagate sintesi del Segretario Comunale) questa risposta e richiama Statuto Comunale e Regolamento Consiliare che permettono interventi di tecnici e consulenti solo come professionisti incaricati. Conclude chiedendo perciò che l’intervento del pirotecnico proprio perché illegittimo sia rapido e circoscritto.
La parola passa alla consigliera Capuzzo che sottolinea l’indecoroso silenzio di otto mesi tenuto dal Sindaco e richiama a sua volta l’anomalia della presenza del pirotecnico che tutto può rappresentare ma non l’interesse pubblico e della comunità. Anomalia che è tale perché non consentita dal Regolamento Consiliare.
Il consigliere Bressan non interviene.
Nel concitato momento il Segretario suggerisce al Sindaco di inventarsi una votazione per poter ammettere in consiglio il  pirotecnico. Votazione che avviene con risultato scontato. Il pirotecnico può parlare.
Sconsolante vedere come vengono trattati i regolamenti e come si applicano le regole in questo consiglio comunale.
Ma tant’è.
Inizia quindi la pausa pubblicitaria.
Del tutto inutile riproporre qui l’intervento promozionale che può essere recuperato sul sito istituzionale della piroazienda. Ci sono invece proteste dei cittadini appena fuori la sala consiliare che faticano a sentire e nulla vedono. Il Sindaco replica che quella è la Sala Consiliare e quelli i posti disponibili e di fare silenzio se no manderà fuori chi non sta zitto.
Continua lo spot: il sito bla bla le serre bla bla il traffico bla bla l’urbanistica bla bla le leggi bla bla
Lo interrompe Andreetta segnalando una prima contraddizione ma gli risponde il piroimportatore (altro intervento privato).
Poi il Sindaco fa riprendere la pubblicità che illustra la tecnologia bla bla e qui il pirotecnico butta giù quelli che crede essere due assi riferendosi ad un documento ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) e un altro del WWF svedese, il primo confutato da altro documento ISPRA e il secondo sconfessato da WWF Terre del Piave TV – BL: assi scartine, dunque.
È poi ancora spot.
Syngas pulito bla bla energia kw bla bla potenza mw bla bla rendimento bla bla.
Altre puntualizzazioni di Andreetta e Capuzzo ignorate dal Sindaco che manda avanti.
Gas bla bla turbine bla bla energia innovazione bla bla.
Il pirotecnico tenta un altro ricorso agli assi: cita indicazioni tratte dal sito WWF e le piega a proprio uso e consumo, poi torna alla tecnologia rimandando gli approfondimenti al sito richiamato.
Proteste di Andreetta e Capuzzo che pretendono spiegazioni in Consiglio.
Il Sindaco ignora ancora e manda avanti.
Evvai con lo spot bacini bla bla sistemi bla bla torce di sicurezza bla bla spegnimenti poi butta lì una domanda a se stesso “perché si fanno queste cose?”
La risposta corretta e onesta sarebbe: per far soldi.
No, sbagliato, si fanno queste cose per salvare il pianeta in ossequio all’obiettivo mondiale 20-20-20 per la riduzione della CO2.
Tenta poi ancora di usare altri assi: è stavolta la volta di uno studio di Veneto Agricoltura e questo dimostra quanto si è preparata la piroazienda per trovare giustificazione e appoggio perché il loro investimento risulti legalmente accettabile e sicuro.
Siamo già a 40 minuti di intervento, e poi ci lamentiamo della pubblicità in televisione.
Continua il pirotecnico con sarmenti bla bla norme bla bla combustione bla bla ceneri bla bla. Viene tirata in ballo l’ARPAV e uno studio sulle ricadute delle emissioni in atmosfera.
Andreetta contesta la millantata collaborazione del Vicesindaco Fellet che tenta di replicare.
Andiamo avanti, dice il Sindaco.
E lo spot continua etichettando i risultati come contributo non significativo.
Ad un certo butta lì una perla segnalando come la presenza di microparticelle dieci anni fa non sarebbero state nemmeno rilevate cosa che dovrebbe dimostrarne l’insignificanza. Peccato che questo dimostri, al contrario, quanto siamo indietro nel comprendere l’impatto reale di queste nuovissime tecnologie sull’ambiente e sulle nostre vite. Ma il pirotecnico fa il suo lavoro ed è pagato per farlo al meglio.
E con questo conclude lo spot.
Allora il Sindaco riprende la parola e tenta di giustificare l’intervento del pirotecnico non perché sia rappresentante della piroazienda ma perché lui non sapendo che dire e rivolgendosi agli uffici della regione che non ne hanno voluto sapere di immischiarsi ha pensato che tutto potesse essere ben spiegato dal pirotecnico stesso.
Una risata generale e gli applausi (ironici) del pubblico accompagnano quest’affermazione.
Facciamo le domande, dice il Sindaco.
La consigliera Capuzzo dice allora che nessuno chiede al Sindaco di sapere tutto (richiesta assai impegnativa) ma che questi avesse avuto l’accortezza di ricorrere all’ausilio di un tecnico super-partes sarebbe stato rispettoso, rassicurante e certo a maggior garanzia dei cittadini.
Prende la parola il consigliere Bressan fino allora silenzioso, con una premessa politica e una successiva dichiarazione più tecnica.
Riprendendo le critiche già avanzate da Andreetta e Capuzzo accusa di sconcertante oscurantismo una Giunta che tiene nascosto per otto mesi alle minoranze e ai cittadini un progetto così importante per il Comune e la comunità che meritava ben altro rispetto, sbagliando clamorosamente scelte comunicative e strategie politiche. Ribadisce quindi il suo approccio tecnicoscientifico al progetto dichiarando di non essere contrario a priori ma di cercare più informazioni tecniche possibili che gli permettano una valutazione.
Sottolinea però a questo punto la sua differenza da posizioni contrarie a suo dire pregiudiziali e malinformate. E si lancia in una disquisizione semantica tra ecologi ed ecologisti citando i suoi trascorsi, le sue conoscenze e le sue frequentazioni accademiche (che comunque rappresenta quello che è il suo personale vissuto che non è esattamente esperienza universalmente rappresentativa).
Passa poi a spiegare la dieta (ovvero ciò che questo piromostro mangerà, ovvero brucerà, ovvero gassificherà, ovvero….) di questo impianto che per sua natura rende le emissioni diverse, più controllabili e per questo meglio . Parla di limiti: anche qui ne ha per tutti visto che ci sono limiti ambientali e limiti sanitari e quindi rispettare i più restrittivi limiti ambientali significa tutelare la salute per la cui tutela la presenza di inquinanti deve tendere allo zero per cui se tutelano questi figuriamoci quelli ambientali, vanno sottozero?
Dal pirofuoco si sposta poi per esemplificare all’acqua potabile e pure qui gli inquinanti devono rispettano limiti ambientali che cautelano più dei limiti sanitari che non vuol dire che questi tutelino di meno, anzi.
Bontà sua passa quindi alle domande tecniche e comincia con la garanzia degli ingredienti della dieta. Nella risposta si parla di materiali equivalenti in percentuale minoritaria.
Si inserisce anche Capuzzo chiedendo cosa significa minoritaria e che garanzie si hanno su questa e viene rassicurata da.. Bressan (?!?!?).
Che continua sui sistemi di abbattimento.
Su questi il pirotecnico risponde in linea di principio escludendo che l’impianto emetta polveri in quanto l’impianto non brucia. Allora Bressan gongolando integra e risponde per il pirotecnico e rilancia con ulteriori domande alle quali il pirotecnico, impreparato, si riserva di rispondere.
La domanda successiva riguarda il fatto di disporre di sole simulazioni sull’attività di questo impianto e quindi della necessità di controlli a posteriori e le loro modalità.
Tenta di inserirsi Andreetta ma viene zittito dal Sindaco e da Bressan che ricorda al Segretario di verbalizzare. Poi Bressan continua a rispondersi visto che il pirotecnico non lo fa.
Quindi chiede lumi sulla posizione del sito, poi sull’approvvigionamento di materiali che potranno arrivare da altre province, poi sul rendimento e sull’efficienza e sul diverso rapporto produzione/consumo termico nel corso dell’anno.
E dopo un’ora chiude con il ringraziamento del Sindaco che forse si rende conto solo ora che il tecnico ce l’aveva in casa e pure accondiscendente.
A questo punto prende la parola il consigliere Andreetta che evidenzia una netta differenza del fabbisogno termico estate/inverno a fronte di una produzione annua costante. Ricorda l’enorme consumo di acqua potabile necessaria al funzionamento ma anche il fatto singolare che impianti simili non siano stati a tutt’oggi realizzati.
Poi elenca la scansione cronologica dell’iter partendo dal maggio dello scorso anno e accusando la giunta di aver taciuto pur sapendo che a Paese non solo la contestazione era forte ma che un’amministrazione di colore assimilabile a quello di Gaiarine aveva preso una posizione nettamente contraria.
Riporta quindi le perplessità avanzate dall’Arpav che ha chiesto di rifare studi su un più ampio periodo di tempo ricevendo risposta negativa poiché non previsto dalla legge. Inoltre essendo un impianto prototipo privo di dati storici viene richiesta una perizia giurata che è stata rilasciata da professionista in età avanzatissima e perciò aldilà di un’eventuale responsabilità penale. Chiede al Sindaco se ne fosse a conoscenza.
Il pubblico sbalordisce, ne capisce il significato e applaude.
Tra l’altro costui è padre dell’amministratrice di un’impresa che partecipa all’affare.
Conclude ricordando che aldilà delle competenze tecnico/scientifiche basta leggere le carte stesse della piroazienda per capire come il progetto sia una scommessa economica e industriale che sta in piedi solo grazie agli incentivi statali sull’energia prodotta con una tecnica arbitrariamente assimilata a rinnovabile.
E chiede al Sindaco quale sia la sua posizione e cosa volesse fare.
Il Sindaco risponde sorpreso che si aspettava domande tecniche.
Prende la parola a questo punto la consigliera Capuzzo.
Presentandosi come non esperto né tecnico ambientale dice come cittadina di buon senso di credere nell’evoluzione tecnologica ma ancora non ha capito come non possa far male questo impianto.
Dichiara quindi il suo no all’impianto per tre motivi:
- nessun accenno al Principio di precauzione, principio sovraordinato a qualsiasi legge, principio sancito dall’Europa e che ha lo scopo di garantire la protezione dell’ambiente quando ci sono potenziali rischi ambientali, anche non definitivamente accertati.
- la poca trasparenza nell’intero processo e una prevalenza assoluta dell’interesse privato rispetto all’interesse pubblico, dove per pubblico si intende la comunità locale.
- la prossimità al Bosco Zacchi, bosco planiziale SIC ovvero Sito di Interesse Comunitario e ZPS ovvero Zona Protezione Speciale, appartenente a Rete Natura 2000.
Sul primo motivo rispetto alla possibilità che l’utilizzo di biomassa pesantemente intriso di fitofarmaci non abbia ricadute poi nel territorio e negli esseri viventi sotto forma di polveri sottili e nanopolveri viene prospettata come possibilità preoccupante da medici, biologi e chimici e a questa sera non avendo alcuna rassicurazione in merito. Inoltre il Principio di precauzione indica che un inquinante può e deve essere tolto ma non sostituito o aumentato in un ambiente già abbondantemente compromesso per la qualità dell’aria , come i continui allarmi sulle polveri sottili hanno ripetutamente testimoniato quest’inverno.
In questo senso vede anche la richiesta di integrazione dei dati fatta dall’ARPAV rimanendo basita dalla risposta arrogante della piroazienda che schermandosi dietro alla legge risponde di accontentarsi. Inoltre non c’è alcuna considerazione per l’accumulo con altri impianti a biomassa vicini cosa che impedisce una valutazione complessiva che però territorio ed esseri viventi subiscono. Ricorda ancora la sperimentalità dell’impianto e l’ipoteticità dei dati basati su simulazioni.
Sul secondo motivo ricorda gli otto mesi nei quali nulla è stato detto in sede istituzionale e alla comunità, limitandosi ad una isolata partecipazione ad una prima conferenza dei servizi dove di fronte allo spiegamento di ben otto pirotecnici il vicesindaco non ha sentito la necessità di farsi accompagnare da un tecnico di fiducia. Si dice stupita dalla mancanza della VINCA analisi di incidenza ambientale vista la prossimità del bosco SIC. Ricorda poi come gli adottati strumenti urbanistici comunali impediscano la costruzione di un simile impianto in quel luogo. Ricorda l’impatto visivo di camini alti quindici metri dal punto di vista paesaggistico. Fa cenno all’impatto sulla viabilità.
Si sarebbe aspettata una partecipazione più attiva del Comune di Gaiarine in sede di conferenza dei servizi che riconoscendo la propria incompetenza avrebbe dovuto avvalersi della consulenza di un tecnico. Si dice sorpresa dal fatto che nei mesi successivi nulla sia stato fatto e prodotto dall’amministrazione e dagli uffici tanto che per l’occasione è stato fatto intervenire il pirotecnico Maset per illustrare il progetto e ne sottolinea la tendenziosità nel citare fonti come ISPRA e WWF solo nei casi favorevoli tacendo quelli negativi, cosa che dovrebbe dirla lunga sulla capacità obiettiva di questa illustrazione.
Il terzo motivo attiene alla protezione e alla salvaguardia di un patrimonio naturale come il bosco Zacchi, sito protetto in tutti i modi e a tutti i livelli e per le sue caratteristiche estremamente fragile, che può davvero esser messo in pericolo dalla vicinanza del piromostro.
Conclude chiedendo più attenzione, più sensibilità, più capacità, più rispetto ricordando che ruolo del Sindaco è anche quello di autorità sanitaria locale, ed in questo senso aspettandosi azioni conseguenti.
E quanto fatto dall’amministrazione di Paese deve essere di esempio.
Il Sindaco risponde citando una legge regionale e poi ridà la parola al pirotecnico.
La sala rumoreggia chiedendo che sia lui a rispondere.
La Capuzzo insiste nel voler sentire il Sindaco e non più il pirotecnico perché le sue risposte essendo di parte le lasceranno sempre il dubbio.
Il Sindaco ribatte di tenersi il dubbio.
Ed è ancora il pirotecnico che tenta di parlare cercando giustificazioni in piani e obiettivi regionali e nazionali.
Ma la consigliera Capuzzo  ribatte che lei ha fatto delle affermazioni e che non ha bisogno di nessuna risposta. Al che il pirotecnico dice “che le affermazioni possono far più male delle domande“.
Grande. Finalmente ha capito che a Gaiarine ha trovato pane o per meglio dire  tralci avvelenati per i suoi denti.
Il Sindaco a questo punto è costretto a congedarlo  e il pirotecnico e i suoi colleghi se ne vanno, non proprio soddisfatti.
Prende però la parola il Vicesindaco Fellet e tenta di giustificare il comportamento suo e della Giunta ricostruendo la vicenda cronologica e spiegando come non abbiano potuto materialmente fare di più visto che dopo giugno c’è luglio e si sa come vanno queste cose in agosto non si può far nulla per cui poi settembre vola e siamo arrivati in dicembre che come tutti sappiamo ci sono le feste di natale ed eccoci qua, siamo a questa sera ma vi posso garantire che noi, io personalmente e il Sindaco che è il mio capo di governo ci siamo mossi e interessati con la massima attenzione.
Andreetta lo inchioda sulle date ricordando come a Paese entro luglio abbiano prodotto pagine e pagine di relazione e osservazioni e ai primi di agosto abbiano deliberato sulla cosa in base alla relazione della propria commissione.
Il Sindaco è in affanno, cerca nelle carte e risponde come può e riesce, giustificando il proprio operato come legittimo e doveroso ma il pubblico capisce che la verità è un’altra e rumoreggia ancora.
Allora Il Sindaco, incalzato ancora da Andreetta e Capuzzo, promette la nomina di un tecnico imparziale e super-partes che relazionerà sul progetto senza dare giudizi.
Il pubblico chiede che sia un medico o che almeno ci sia una collaborazione con una figura di tutela sanitaria. Le opposizioni offrono la massima collaborazione e suggeriscono e auspicano una commissione, un gruppo di lavoro apposito.
Il Sindaco conclude dicendo di chiudere la seduta ma dimentica che ci sono altri due punti.
La Capuzzo allora offre la propria disponibilità e quella delle minoranze ad un gruppo di lavoro ricordando come il Sindaco in quanto tale ma anche come consigliere provinciale abbia voce e capacità in sede decisionale pregandolo di prendere assieme a cuore la vicenda e tralasciando gli atteggiamenti rassegnati apparsi sui media.
Il Sindaco li rinnega prontamente.
Riprende la parola il Vicesindaco Fellet che legge un sua dichiarazione dove parla di democrazia, di verità, di Pascal, di sensibilità, accusando anche la malafede di chi parla di inceneritori per allarmare mentre il piromostro è altra cosa, continuando citando pregiudizi, parametri, legalità, il proprio impegno e la propria attenzione e la propria preoccupazione, crescita stabile e sostenibile.
Il pubblico sente ma non ascolta cercando di capirci qualcosa.
Ad un certo punto si sente terra dei fuochi e il pubblico si rianima.
Ma lui continua con il terrorismo psicologico, con il paesaggio circostante, energia ecocompatibile, bla bla bla. E termina.
Interviene il consigliere Bressan annunciando il suicidio politico di questa amministrazione ricordando come se è vero che sia la Regione a dire l’ultima parola è anche vero che riferirsi esclusivamente agli strumenti urbanistici diventa inutile se come ha detto il pirotecnico l’autorizzazione diventa variante urbanistica a tutti gli effetti. Poi segue tutta una serie di riflessioni e considerazioni su chi vota e quanto pesa il suo voto.
Infine rivolgendosi al capogruppo della maggioranza sottolinea l’indifferente atteggiamento di Sindaco, Vicesindaco e forse giunta nei confronti dei consiglieri della propria maggioranza aggiornati sugli esiti della conferenza dei servizi non due giorni dopo ma dopo forse una settimana.
Siamo agli sgoccioli.
Punto tre.
Bressan chiede da oggi come prosegue l’iter autorizzativo.
Un Sindaco ormai allo stremo riepiloga e all’auspicio della Capuzzo che questa volta vada il Sindaco in persona alla prossima Conferenza dei Servizi, lui risponde che sicuramente, questa volta ci andrà lui.
Sostanzialmente si chiude qui dopo un altro invito da Andreetta e Capuzzo e Bressan a condividere un percorso di conoscenza, informazione e preparazione.
Il Sindaco prende atto e Bressan auspica che anche il Segretario abbia preso non solo atto ma anche giusta nota.
Il Sindaco chiude il Consiglio e un cittadino chiede di intervenire.
Legge, dichiarandosi autorizzato a farlo dallo stesso autore, una relazione di un  ricercatore, Federico Valerio, il cui curriculum nulla ha da invidiare agli accademici ecologi citati da Bressan, che smonta totalmente lo spot propagandistico della piroditta.
Partendo dall’affermazione per cui le centrali a biomasse sono tutte illegali spiega che l’illegalità è dovuta al peggioramento della qualità dell’aria dei territori che le ospitano con l’immissione in atmosfera di importanti quantità di ossidi d’azoto, polveri sottili e ultra sottili, idrocarburi policiclici aromatici, diossine…
La legge violata è il  Decreto Legislativo 155/2010 che, tra le sue finalità, prevede di  “mantenere la qualità dell’aria ambiente, laddove buona e migliorarla negli altri casi”.
Cita l’esempio di come, a parità di energia prodotta (elettricità+calore), una centrale alimentata a biomasse legnose emette 42 volte più polveri sottili (PM10) di una centrale di pari potenza, alimentata con gas naturale. Sottolinea che in assenza di impianti di teleriscaldamento e senza il contemporaneo spegnimento di impianti termici poco efficienti,  alimentati con combustibili con fattori di emissioni superiore a quello delle biomasse utilizzate, sia inevitabile che tutti questi inquinanti provochino un sicuro peggioramento della qualità dell’aria e un proporzionale aumento di rischio sanitario per la popolazione esposta.
Questo significa che il rispetto delle concentrazioni di inquinanti nei fumi, ammessi dalla Legge è una condizione necessaria, ma non sufficiente, al rilascio delle autorizzazioni per la realizzazione e l’entrata in servizio di questi impianti.
Segnalando poi come una delibera della Regione Emilia Romagna faccia proprie queste indicazioni cautelative conclude evidenziando che, dati alla mano, in tutte le aree servite da gas naturale, il più pulito combustibile di cui possiamo disporre, sarà impossibile che l’uso energetico di biomasse al posto del gas naturale, possa lasciare inalterata, e tantomeno migliorare, la qualità dell’aria del territorio interessato alle ricadute dei fumi prodotti dal nuovo impianto.
L’autorizzazione ha valore solo se il progetto dimostra anche che l’entrata in funzione dell’impianto  “mantiene la qualità dell’aria ambiente, laddove buona e la migliora negli altri casi”.
L’intervento viene applaudito dai  presenti che fino all’ultimo sono rimasti e sono passate da poco le 23.
Il documento è reperibile integralmente al seguente link

Questa è la sintesi di oltre quattro ore di seduta, intensa e partecipata, comprensibilmente incompleta e imperfetta. Ce ne scusiamo ma pensiamo di aver reso fedelmente i concetti e le posizioni.
Crediamo infine che una nostra considerazione possa riguardare la responsabilità.
Nel corso degli anni della nostra Repubblica ci siamo convinti che l’essere cittadini in una democrazia rappresentativa esaurisca la nostra partecipazione con un voto che demanda a chi eleggiamo il compito di decidere per noi. Di fronte ad un progetto così controverso e rischioso ciascuno di noi è chiamato invece a portare il suo contributo sia tra i cittadini sia, e a maggior ragione, tra i loro rappresentanti istituzionali.
Quindi il nostro non agire e a maggior ragione il non agire dei nostri rappresentanti  comporterà una responsabilità diretta non solo per un via libera rassegnato o indifferente senza dimostrazione provata di garanzie, ma anche quella, assai più pesante e gravosa, di possibili conseguenze funeste per l’ambiente circostante, per gli esseri viventi che lo abitano, e per l’intera comunità.
Dio non voglia.
E nemmeno noi.

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Un pensiero su “Cronaca Consiglio Straordinario del 12 febbraio 2016

  1. Grazie,per l’esauriente informazione sul consiglio comunale del12-2 perchè ho capito meglio come lavora questa giunta e perchè ho più conoscenze tecniche circa l’impianto in progetto.Saluti

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