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Rimborso Iva sulla tassa rifiuti

Dopo la sentenza della Corte Costituzionale, dalla Finanziaria non è scaturita alcuna decisione definitiva su questa opportunità.

In attesa di chiarimenti, alcuni Comuni si stanno intando muovendo, ma in direzioni diverse. Una situazione insostenibile.
Per fare chiarezza Altroconsumo ha scritto al Ministro Tremonti chiedendo la modifica del testo unico dell’Iva, che attualmente non include in nessuna parte questo tipo di servizio (in pratica per l’Iva lo smaltimento dei rifiuti non è né imponibile né esente, non c’è…) e, in deroga allo statuto del Contribuente che prevede la non retroattività delle norme, la richiesta di conversione di quanto fin’ora indebitamente pagato in un credito d’imposta da utilizzare in compensazione.


Il modulo per il rimborso

Qualche mese fa la Corte costituzionale aveva stabilito che sia la Tarsu (tassa di smaltimento rifiuti solidi urbani) sia la Tia (tariffa igiene ambientale) sono imposte e come tali l’Iva non deve essere applicata. Altroconsumo ha predisposto un modulo per chiederne il rimborso, lo trovate qui (invece il modulo con alcune note è qui).
Ma su tutto questo pende ora la spada di Damocle delle decisioni del Governo, che ancora non è intervenuto. Altroconsumo ha chiesto formalmente che la questione venga risolta.

Purtroppo questa situazione di incertezza non aiuta a capire che fare nel caso in cui il Comune respinga la richiesta di rimborso. Il suo suggerimento è di rivolgersi alla commissione tributaria provinciale, con tutte le incognite del caso.

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