Elettrosmog

UE:EUROPARLAMENTO,RIDURRE ESPOSIZIONE CAMPI ELETTROMAGNETICI

(ANSA) – BRUXELLES, 2 APR – Parte dal Parlamento europeo una sollecitazione per rivedere i limiti dell’esposizione della popolazione alle onde elettromagnetiche potenzialmente rischiose per la salute che provengono, ad esempio, da telefonini, wifi e reti elettriche. Gli eurodeputati, che oggi hanno approvato a stragrande maggioranza una relazione sull’argomento, hanno chiesto inoltre di allontanare ripetitori e tralicci da scuole e ospedali, di pubblicare mappe sull’esposizione, di condividere antenne e trasmettitori tra gli operatori, ma anche di avviare campagne di sensibilizzazione e rafforzare la ricerca. I campi elettromagnetici ”esistono in natura e sono sempre stati presenti sulla terra”, ma l’esposizione e’ aumentata costantemente a causa della domanda di elettricita’ e dell’avvento di tecnologie senza filo piu’ avanzate, si rileva nel documento facendo notare che la tecnologia delle apparecchiature senza filo produce emissioni che ”possono avere effetti negativi sulla salute umana”, anche se ”permangono incertezze sui possibili rischi per la salute, in particolare dei giovani, il cui cervello e’ ancora in fase di sviluppo”. I parlamentari hanno chiesto alla Commissione una valutazione sul ”fondamento scientifico e l’adeguatezza” dei limiti delle onde elettromagnetiche fissati e di elaborare, con gli esperti degli Stati membri e dei settori industriali interessati, una guida alle opzioni tecnologiche disponibili.
02/04/2009 17:27
www.conacem.it

Condivi
PDF24    Invia l'articolo in formato PDF   

Un pensiero su “Elettrosmog

  1. Telefonia & Business: sponsor molto interessati
    Le compagnie telefoniche hanno messo le mani sulla ricerca scientifica con lo scopo di tranquillizzare i clienti. Lo sostiene Angelo Gino Levis, già docente di Mutagenesi ambientale dell’Università di Padova che si occupa di campi elettromagnetici da oltre vent’anni. Secondo Levis, i gestori camuffano i risultati delle ricerche che vanno contro i loro interessi. La prova sta in uno studio che ha analizzato 703 articoli di carattere scientifico sugli effetti sulla salute dei campi ad alta e bassa frequenza, e ha confrontato i risultati raggiunti con la fonte di finanziamento.
    Risultato: il 46 per cento delle ricerche promuove i telefonini e assicura che non hanno effetti sulla salute, e il 95 per cento di questi studi rassicuranti è stato finanziato dalle compagnie telefoniche o da altri enti privati. Il restante 54 per cento delle ricerche, quasi tutte svolte con denari pubblici. invece, hanno rilevato qualche danno alla salute.
    Tra i 101 articoli che hanno indagato sull’insorgenza di tumori sull’uomo a causa di stazioni radio-base o cellulari, per esempio, il 43 per cento ha dato risultati negativi e, ancora una volta, lo maggior parte del denaro arrivava dai gestori (soprattutto da Mobile manufacturers forum e Gsm Association).
    Tra i casi di conflitti d’interesse citati da Levis ci sono due enti istituzionali coem il Consorzio Elettra 2000 e lo Fondazione Ugo Bordoni.
    La Fondazione Ugo Bordoni è un ente vigilato dal Ministero delle Comunicazioni con un fatturato di 16,5 milioni di euro. La sopravvivenza finanziaria della fondazione. come spiega il direttore generale Antonio Sassano, è garantita da soci (circa 31 per cento), contratti verso terzi (11), contratti col Ministero delle Comunicazioni (quasi 30) e con altre istituzioni statali (2.8). I soci della fondazione sono Telecom Italia Mobile, Ericsson telecomunicazioni, Telecom Italia, Vodafone Italia, Wind telecomunicazioni. Siemens mobile communications, H3G, Telespazio, Fast Web e Alcatel Italia.
    Elettra 2000, invece è un consorzio che si occupa di formazione e divulgazione scientifica e organizza convegni sui campi elettromagnetici. Il fatturato annuo si aggira sui 200-250 mila euro e i contributi arrivano per circa il 50 per cento dai soci: fondazione Bordoni, Fondazione Guglielmo Marconi e Università di Bologna.
    E per il 50 per cento da attività svolte per terzi.
    E Veronesi?
    Umberto Veronesi dice che il nucleare è sicuro, vuole elettrodotti e ripetitori cellulari nel suo giardino, mangerebbe polentine OGM ogni giorno, e dall’ignavo Fabio Fazio disse che gli inceneritori inquinavano zero. Dal sito internet della Fondazione Veronesi fra i partners ci sono ACEA SpA, Veolia, ENI ed ENEL, Telecom e H3G. ACEA e Veolia notariamente gestiscono inceneritori, ed ENI ed ENEL inquinano con le loro centrali. Serve altro?

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Current ye@r *