quelli che san dire solo NO !?!?

propongo la seguente riflessione a tutti:
finchè chi difende il territorio, chi rifiuta la cementificazione selvaggia, chi combatte l’abusivismo edilizio, chi si oppone alla moltiplicazione delle strade dei ponti delle canalizzazioni, chi lotta per tutelare il verde, le specie animali, la biodiversità, l’equilibrio naturale di questo pianeta che ci ospita e ci permette la vita, finchè costoro (e mi ci metto umilmente assieme) vengono visti come quelli del NO e del CONTRO e delle CAVERNE noi non abbiamo alcuna possibilità di credito, di seguito, insomma di quella partecipazione popolare necessaria al cambiamento…

oggi a pranzo ascoltavo occasionali compagni di tavolo dire tutto e il contrario di tutto: in italia le case nuove costano un’esagerazione, in spagna costano molto meno ma ci sono quartieri interi nuovi e invenduti, in italia non abbiamo infrastrutture, in spagna ma anche in francia se dicono facciamo un’autostrada, facciamo l’alta velocità le fanno, in italia se cento individui dicono di no all’autostrada e all’alta velocità per 10 milioni di persone non si fa, in spagna il territorio poco urbanizzato ha permesso di pianficare e realizzare le infrastrutture, in italia dall’aereo di notte vedi una luce unica da venezia a torino, in spagna e anche in francia le infrastrutture costano la metà di quelle italiane, e la scuola, e la sanità, e il servizio pubblico, bla, bla, bla..
ho provato solo a dire che in spagna ma anche in francia hanno realizzato l’alta velocità perchè la velocità ordinaria e locale era efficiente e puntuale..

quanta informazione obiettiva e cultura reale ci vogliono per spazzare via decenni di disinformazione interessata, di indottrinamento mirato, di disinteresse e superficialità facile, populista, demagogica, televisiva e contagiosa???
e soprattutto: come far capire la necessità di tutta questa nuova consapevolezza? che saper dire NO può significare la possibilità di futuro?
“Quando l’ultimo albero sarà stato abbattuto, l’ultimo fiume avvelenato, l’ultimo pesce pescato, vi accorgerete che non si può mangiare il denaro. La nostra terra vale più del vostro denaro. E durerà per sempre.” così rispondeva Piede di Corvo della tribù dei Piedineri ai visi pallidi che gli offrivano denaro per la terra della sua tribù..

e mi capita a volte di ricordare quella storiella dove l’anziano maestro in riva al mare di fronte ad un esterrefatto discepolo va e viene dall’acqua ad una buca nella sabbia con un cucchiaino nel tentativo di svuotare l’oceano e contemporaneamente riempire la buca.. il discepolo incredulo dopo una decina di avanti e indietro sbotta: “Maestro, è una follia.. non ci riuscirai mai!” e il vegliardo risponde: “Lo so, figlio mio, ma è questo che dà un senso alla mia vita!” … ovvero non sempre il risultato conta per ciò che si fa ma vale piuttosto l’impegno che ci si mette..
magra consolazione?
e voi che ne dite?

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