Ex polveriera: un nuovo stile di governo?

Noi pensiamo che un Sindaco, a qualsiasi parte politica appartenga, qualsiasi sia il numero dei cittadini che lo abbiano votato, proprio perché Sindaco debba garantire i diritti di tutti.
Quello che sta succedendo nel caso del Piano di recupero di iniziativa privata denominato “Ex polveriera”, che sarà discusso nel Consiglio Comunale del 19 Maggio ore 19.00, (sulla intera vicenda dell’ex polveriera ci sarebbe molto da raccontare ai cittadini del nostro Comune, ma magari lo facciamo un’altra volta) ha dell’ incredibile in quanto a tutela dei diritti di tutti.

Sulla ex polveriera è pendente un ricorso al Tar di 26 cittadini del nostro Comune e della Associazione Ambientalista Amica Terra Onlus, che si oppongono alla costruzione in quel luogo di una distilleria, nonostante questo la Giunta in data 19/03/2009 ha adottato in Piano di recupero di iniziativa privata “Ex Polveriera” presentato dall’attuale proprietario dell’area
Naturalmente questo piano è stato approvato dalla Commissione Edilizia dopo l’istruttoria del Dirigente dell’Area Tecnica.

In data 17/04/2009 l’Associazione Amica Terra, nei termini previsti (entro trenta giorni dall’adozione ) ha presentato le Osservazioni al Piano, che potete leggere QUI.
Il 20/04/2009 l’ufficio tecnico di Gaiarine trasmette un fax indirizzato ai progettisti del piano, cioè a quelli incaricati e pagati dal privato proprietario dell’area, il cui contenuto integrale è questo: “Si trasmette in allegato osservazione del Gruppo Ambientale AMICA TERRA al Piano di Recupero di iniziativa privata denominato “EX POLVERIERA” adottato con Delibera Giunta Comunale n. 44 del 19.03.2009. L’approvazione del suddetto Piano dal Consiglio Comunale è fissata per il giorno 24.04.2009, il Sindaco chiede la motivazione per il non accoglimento della stessa”.

Non so se si capisce ma il Sindaco ha stabilito a priori che il Piano è perfetto, che le osservazioni sono da respingere e basta; non solo fa questo ma le motivazioni di non accoglimento se le fa scrivere dai progettisti pagati dal privato, i quali cosa dovrebbero dire, dato che sono gli estensori del piano? Che se il piano non è conforme per omissione, sviste e quant’altro alle norme nazionali, regionali o comunali, non è da approvare?
Sono diventati per volere del sindaco i controllori di loro stessi.

E’ il Comune, con i tecnici comunali o con un tecnico esterno pagato dal Comune stesso, che ha l’obbligo di tutelare il diritto di tutti e verificare se le osservazioni presentate da un qualsiasi cittadino o da Associazioni di qualsiasi tipo o natura, siano pertinenti o non lo siano.

Il sindaco dovrebbe essere il garante dei diritti di tutti i suoi concittadini e non il difensore di uno solo.

Siamo di fronte a un gravissimo vuoto di tutela democratica.

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