E l’ultimo chiude la… strada!

Apprendiamo oggi dalla Tribuna di Treviso, che il sindaco considera «ormai insostenibile» la situazione causata dal traffico pesante nel nostro Comune.
Il nostro sindaco ha inoltre lasciato intendere di ritenere che «questa sarà la settimana decisiva» per la riapertura del casello di Godega, orientandosi in caso contrario a vietare, con una sua ordinanza, il transito ai mezzi pesanti (superiori alle 3,5 tonnellate) sulla strada provinciale n. 44, che attraversa il Comune.
Nelle parole e nelle intenzioni del sindaco troviamo la conferma delle nostre preoccupazioni. Appoggiamo la sua iniziativa, auspicando che abbia lo stesso carattere concreto delle proposte della petizione popolare, per la quale si sta continuando a raccogliere firme.
Al blocco del traffico deve infatti affiancarsi il monitoraggio costante dell’inquinamento e congiuntamente l’aumento dei controlli stradali nonché l’attivazione di strumenti idonei per la riduzione della velocità dei mezzi pesanti e delle automobili.
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Una lettura davvero interessante

Su segnalazione di Giambattista, sempre pronto a fornirci spunti interessanti, vi invito a leggere l’articolo che troverete cliccando su questo link http://www.corriere.it/cronache/09_marzo_20/veneto_piano_casa_stella_bcaebaf2-151a-11de-91ff-00144f02aabc.shtml

Come dice Giambattista “alcuni dati restituiscono la dimensione della recente trasformazione in Veneto e offrono argomenti per la scala locale”.

L’articolo, che spero leggerete, non è scritto dal “solito ambientalista di turno” ma bensì da Gian Antonio Stella, quello, per intenderci, che ha scritto il libro “La Casta”.

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Convocazione Consiglio Comunale Sabato 28/11/2009 alle ore 15.30

Davvero un’Amministrazione indefessa, lavora perfino il sabato pomeriggio.

Lavora talmente tanto che ancora una volta nel sito del comune http://www.comune.gaiarine.tv.it/ non si trova traccia della convocazione del Consiglio Comunale.

Le promesse fatte in campagna elettorale per migliorare l’informazione ai cittadini sono allo stato attuale solo parole, parole, soltanto parole….

P.S. La convocazione al Sabato pomeriggio è per aver più presenza e partecipazione dei cittadini al Consiglio o meno?
A voi l’ardua sentenza.

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Domenica 22 novembre raccolta firme a Francenigo!

Domenica 22 novembre raccolta firme a Francenigo per la petizione per risolvere i problemi del traffico nel nostro Comune.

Il banchetto per la raccolta di firme sarà allestito davanti alla Chiesa dalle ore 8.30 alle ore 12.30.
Al banchetto trovate noi e le mamme “antitraffico”, così se siete ancora indecisi se firmare, potete venire a discuterne direttamente con noi.
Vi aspettiamo!
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L’aria malata e pericolosa del comune di Gaiarine

Il sindaco è autorità sanitaria locale. In questa veste, ai sensi dell’art. 32 della legge n. 833/1978 e dell’art. 117 del D.Lgs. n. 112/1998, può anche emanare ordinanze contingibili ed urgenti, con efficacia estesa al territorio comunale, in caso di emergenze sanitarie e di igiene pubblica.

Questi sono i risultati dell’analisi della qualità dell’aria eseguito dall’ARPAV (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente del Veneto) nel 2006: «Pertanto, al fine della caratterizzazione dell’area comunale di Gaiarine per il parametro PM10 […], risulta che il Comune si trova in Zona A per il parametro PM10 per il rischio di superamento sia del Valore Limite su 24 ore che del Valore Limite Annuale.»

Nel 2006 il Tavolo Tecnico Zonale (composto da Provincia di Treviso e Comuni) detta norme comportamentali da assumere per la salvaguardia della salute dei cittadini:
«in caso di concentrazioni particolarmente elevate di inquinanti atmosferici, superiori ai limiti consentiti, è bene che gli individui o i gruppi sensibili come gli anziani, i bambini o i soggetti in precarie condizioni di salute limitino la loro attività all’aperto ed evitino di trattenersi a lungo in aree con intenso traffico; in linea generale esiste una serie di comportamenti, di seguito di massima indicati, che se attuati e evitati, permettono di ridurre i rischi per la salute connessi alle alte concentrazioni di inquinanti atmosferici:

  • evitare di tenere i bambini ad un’altezza di 30-50 centimetri dal suolo (livello a cui si propaga la maggior parte delle emissioni dei veicoli a motore), utilizzando invece per il loro trasporto carrozzine, passeggini e zaini di altezza adeguata; evitare inoltre esposizioni all’aria aperta non raccomandabili nelle giornate ad alto inquinamento;
  • ricordare che la sussistenza di malattie respiratorie e cardiache (anche lievi come l’influenza e la bronchite) amplifica gli effetti sulla salute di tutti gli inquinanti; in queste situazioni le raccomandazioni sopra elencate dovranno essere osservate con maggiore attenzione;
  • in auto azionare gli impianti di ricircolo dell’aria durante il transito in aree urbane inquinate;»


Quindi lo smog cittadino e i suoi effetti sulla salute sono davvero un problema. L’epidemiologia ci dice che lo smog causa molti morti, 1.600 all’anno solo a Milano secondo i dati dell’Istituto nazionale tumori.
Ma qual è il meccanismo biologico alla base di quest’epidemia?
A Londra sessanta individui asmatici hanno camminato per due ore lungo Oxford Street e per altre due ore attraverso Hyde Park. In Oxford Street, dove le concentrazioni di particolato ultrafine e di carbonio elementare erano più elevate, la funzionalità polmonare degli asmatici si è ridotta più che ad Hyde Park, e le molecole che segnalano infiammazione hanno subito un’impennata maggiore. Lo studio, pubblicato sul New England Medical Journal, ci dice che il particolato ultrafine ha un ruolo importante nella riduzione della funzionalità polmonare, attraverso un meccanismo di tipo infiammatorio. L’infiammazione sembra dunque essere uno dei meccanismi chiavi alla base delle patologie respiratorie, cardiovascolari e tumorali dovute allo smog. E’ il risultato di questo e altri studi, effettuati peraltro a concentrazioni di polveri sottili di gran lunga inferiori a quelle a cui sono esposti gli abitanti della pianura padana.
Ecco come si conclude uno studio dell’Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori di Milano: «In questo lavoro abbiamo costruito un modello coerente in cui trovano collocazione tutte le informazioni che provengono dalla letteratura scientifica. Le stime di fig. 15 possono anche essere lette come i guadagni di salute ottenibili a breve e a lungo termine. Le indicazioni che possiamo trarre dal modello che abbiamo costruito sono:

  • Gli effetti a breve termine non sono una semplice anticipazione di eventi che sarebbero comunque accaduti, ma rappresentano un danno netto sulla salute
  • Gli effetti a lungo termine sono di gran lunga superiori a quelli a breve
  • L’inquinamento agisce peggiorando la salute di tutta la popolazione.
  • È la media annuale e non il numero di superamenti il parametro di interesse per la salute.»


Qui trovate tutto lo studio ospitato insieme a molto altro nel sito dei genitori antismog di Milano.

Ma la cosa peggiore è far finta che il problema non ci sia, ignorando e dimenticando (nascondendo???) i risultati di un monitoraggio dell’aria per 3 anni, e al presentarsi di un peggioramento evidente del traffico e delle emissioni nocive temporeggiare e tergiversare, mostrare interesse condiscendente ma nel frattempo attendere la primavera (chissà?!?) del 2010 con la prospettiva (certa!!!) di un lungo inverno, fumoso, polveroso e pericoloso come non mai.

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La piramide alimentare veneta !!!

Eccheè la piramide alimentare???
È un grafico che rappresenta un regime alimentare onnivoro equilibrato, elaborato per invitare la popolazione a seguire i consigli dietetici proposti da organismi qualificati in materia di salute; per interpretarla si parte dal presupposto che gli alimenti al vertice della piramide sono quelli da consumare in piccole quantità mentre quelli posti nella parte bassa vanno consumati con più frequenza e in quantità maggiori.
Ideata dal dipartimento statunitense dell’Agricoltura nel 1992 e rivista nel 2005, tra il 2003 e il 2004 è stata elaborata da un gruppo di lavoro del Ministero della salute che ne ha ricavato quella italiana.. Nell’estate del 2008 la R
egione Toscana ha adottato una propria piramide alimentare, che declina in ambito regionale prodotti e abitudini per una alimentazione corretta, in linea con le caratteristiche culturali e con le tradizioni alimentari della regione.
Nel febbraio 2009 anche la Regione Veneto è partita con un progetto di Piramide A
limentare Veneta, nel cui portale troviamo che «La nostra salute dipende in gran parte da come e quanto mangiamo, da dove e come viviamo. Non è pensabile che una persona nata, vissuta e cresciuta nel Veneto si nutra solo di alimenti piccanti o di frutta e verdura esotica, o di sola carne. Noi siamo parte integrante del territorio, siamo figli della terra che ci ha visti nascere e crescere e dei suoi prodotti. Questi ultimi seguono l’iter delle stagioni, delle condizioni climatiche, al pari del nostro fisico. Soprattutto le persone più esposte e più fragili, in particolare bambini ed anziani, si devono nutrire correttamente con cibi provenienti dal territorio in cui vivono, legati alle stagioni e quindi con prodotti raccolti a maturazione e consumati in un breve tempo dal raccolto. E poi la quantità. Si può e si deve mangiare seguendo delle semplici regole che non sono certo figlie del consumismo e della fretta, ma piuttosto dell’amore fra simili, fra persone consapevoli che la qualità della vita passa “in primis” attraverso il cibo.» [..] «La cultura passa storicamente attraverso la tavola, si evolve, si adegua agli stili di vita, ma non dimentica mai le radici: non per niente storici e filosofi da sempre affermano che “il futuro sta nel passato Speriamo che a queste significative intenzioni seguano pratiche coerenti.

E non dimentichiamo certo il Progetto Chilometro Zero, operazione con la quale Coldiretti Veneto vuole convincere mense, chef e grande distribuzione a proporre ai consumatori preferibilmente prodotti stagionali del territorio. Progetto che è addirittura diventata Legge Regionale del Veneto, la prima a livello nazionale del genere, che riconosce le mense collettive, la ristorazione privata e i supermercati che adottano la produzione enogastronomia veneta nella misura percentuale dal 30 al 50 percento. Il testo di legge prevede la presenza di alimenti tipici, legati al territorio, nelle mense collettive di asili nido, scuole di ogni ordine e grado, ospedali, residenze per anziani e nei menù della ristorazione. Il comparto agricolo regionale produce frutta, latte, formaggi, carne, uova, vino e zucchero con livelli di alta qualità e in quantità superiori al fabbisogno dei 4 milioni e 650 mila veneti. Ciò nonostante il Veneto è la seconda regione in Italia per importazione di prodotti agricoli dall’estero spacciati per territoriali e destinati alle mense di 40 ospedali, 269 centri servizio per anziani, 359 scuole elementari e medie e 20 università.
Ecco il perchè del nostro scetticismo: troppo spesso alle belle parole e alle buone intenzioni non seguono i fatti: ad esempio, nelle mense delle nostre scuole che alimenti riempiono i piatti dei nostri ragazzi?
Parliamone!!!

Intanto lustriamoci gli occhi con un esempio che arriva dalla Toscana, precisamente da Marlia in provincia di Lucca, che ha visto l’apertura di “Effecorta“, dove “f” sta per filiera: 70 chilometri il raggio di provenienza delle merci. E niente imballaggi. qui l’articolo da Altraeconomia

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Cara AVIS ti scrivo..

Cara AVIS Veneto,
nell’ultimo numero della tua rivista Dono&Vita mi ha sorpreso trovare un’inserto che rispondendo al proclama ministeriale invita alla vaccinazione noi donatori (e mi ci comprendo) con motivazioni non corrette e forzate. E mi sorprende anche sentirmi definito “farmacia ambulante”: anni addietro l’esser considerato “macelleria ambulante” mi ha fatto recedere dalla mia pluriennale adesione all’AIDO; non è una direttiva statale che ribaltando il significato, sotto certi aspetti, alto della donazione degli organi (e quindi di se stessi) può permettere di disporre del mio corpo salvo il mio esplicito dissenso.
Ma anche nel sito AVIS Veneto la campagna di persuasione è martellante (vedi qui). Ti informo quindi cara AVIS che in quanto donatore di sangue volontario e “pensante” non aderirò ad alcuna richiesta di vaccinazione contro un’influenza A/H1N1 che allo stato attuale delle cose è sicuramente meno pericolosa di un lavoro in un cantiere edile o dell’attraversamento pedonale di una strada trafficata; tanto più che non esiste alcun trattamento preventivo: i farmaci antivirali non prevengono la malattia e su individui già ammalati l’azione dimostrata di questi farmaci è quella di poter accorciare di mezza giornata la durata dei sintomi dell’influenza (senza dimenticare che gli antivirali possono causare effetti collaterali importanti); inoltre i vaccini contro il nuovo virus A/H1N1 saranno sperimentati sul campo (o meglio, sul corpo dei vaccinati) e nessuno è in grado di sapere se e quanto saranno efficaci e sicuri. Basta che il virus cambi (per mutazione, o per riassortimento con altri virus) per rendere del tutto inefficace il già ipotetico vaccino messo a punto.
Sulla sicurezza sia l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS - che nel 2005 aveva previsto fino a sette milioni di morti per l’influenza aviaria mentre alla fine i morti furono 262: ce lo ricordiamo?) che l’Agenzia del Farmaco Europea (EMEA) dichiarano necessaria un’attenta sorveglianza.
Alcuni vaccini sono allestiti con tecnologie nuove e saranno testati su poche centinaia di bambini e adulti volontari, e soltanto per pochi giorni.
Il vaccino che meglio conosciamo, quello contro l’influenza stagionale, sappiamo avere un’efficacia del 33% tra bambini e adolescenti e che è assolutamente inutile nei minori di due anni. Esistono anche dubbi circa la sua efficacia negli adulti e negli anziani.

Inoltre, nell’improbabile ipotesi che decidessi per la vaccinazione, mi verrà sempre e comunque richiesto di firmare il “consenso informato”, una informativa sui rischi ma di nessuna certezza che sia attivato un programma di sorveglianza attivo, capace di registrare e trattare i problemi di salute che possono presentarsi dopo la vaccinazione.
Dulcis in fundo, secondo una delle maggiori banche di affari del mondo (JP Morgan) l’attuale vendita di farmaci anti-influenzali e di vaccini muoverebbe un giro di oltre 10 miliardi di dollari.

Per tutto ciò, cara AVIS, nel caso in cui questo mio rifiuto, consapevole, meditato ed informato diventasse motivo di pregiudizio sulle mie donazioni future (in quanto obiettore di vaccino) amen: chiusa una “farmacia” ce ne saranno altre!

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